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updated 4:28 PM UTC, Jul 13, 2020

Calcio, la Lega di Serie A vuole riportare i tifosi negli stadi: quasi pronto il protocollo. Intanto niente stop alle partite su Sky

I club della Serie A, riuniti in Assemblea, hanno ribadito "la necessità di favorire al più presto, nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza, la riapertura parziale degli stadi al pubblico". Lo si legge in una nota della Lega di A. "A tal proposito è in fase di finalizzazione un articolato protocollo che sarà inviato nelle prossime ore al Presidente della Figc Gabriele Gravina affinché possa utilizzarlo nelle interlocuzioni con le istituzioni governative competenti - prosegue il comunicato - La Lega Serie A, già nelle ultime gare di questa stagione, auspica che venga consentita a ciascuna Società, secondo le specificità di ogni realtà e impianto, la possibilità di riaprire i propri stadi ad un numero limitato di tifosi"


Intanto scongiurato l'oscuramento di Sky

eSerieA, in arrivo il campionato italiano di calcio virtuale ...

La Lega Serie A ha dato mandato al prof. Vaccarella di reiterare a Sky l'intimazione al pagamento della rata scaduta a maggio in considerazione del decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Milano. Lo hanno deciso in assemblea all'unanimità i venti club che comunque, come spiega una nota della Lega, "a tutela e nel pieno rispetto dei propri tifosi, degli sponsor e di tutti gli stakeholders, hanno deciso di non sospendere l'esecuzione del contratto di licenza dei diritti audiovisivi nonostante il mancato versamento, da parte di Sky, dell'ultima rata del corrispettivo dovuto". Quindi non verrà oscurato il segnale delle partite. 

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Mihajlovic show a fine partita: "Quel piccolino, marito della Parodi...". L'ira su Caressa e Sky che avevano snobbato il suo Bologna vittorioso sull'Inter (VIDEO)

Al termine della gara persa 1-2 contro il Sassuolo, l’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti di Sky Calcio Show L'Originale. Dopo aver ammesso i meriti dell'avversario, ha criticato la puntata di Sky Calcio Club dello scorso turno, dove, a detta del tecnico rossoblù, non è stata data sufficiente rilevanza alla prestazione della sua squadra dopo la vittoria sull'Inter. Il serbo non ha risparmiato espressioni colorite all'indirizzo di Fabio Caressa - (VIDEO)


Mihajlovic una furia: "Quel piccolino marito della Parodi ...

"Non voglio nessun tipo di domanda, rispondo a tutto io e poi me ne vado". Sfogo tv dopo partita del mister del Bologna Sinisa Mihajlovic, ed è subito cult. A finire nel mirino dell'allenatore - uscito sconfitto dopo il match contro il Sassuolo - è in particolare il giornalista sportivo Fabio Caressa, definito "quello piccolino", "marito di Benedetta Parodi", conduttore di "quella trasmissione là in cui si tolgono le giacche" e 'reo', secondo Mihajlovic, di non aver esaltato abbastanza vittoria del suo Bologna con l'Inter la scorsa domenica.

"Abbiamo perso meritatamente, loro hanno giocato meglio di noi, sono più forti di noi, hanno corso meglio di noi. Forse ha influito un giorno in più, non lo so ma non voglio cercare scuse. Sono stato espulso, giustamente, perché ho mandato l'arbitro a quel paese - commenta ai microfoni di Sky i mister dopo la partita persa ieri sera contro il Sassuolo - perché mi sono rotto le palle che sia la squadra più ammonita al mondo. Sembra ci siano 11 killer in campo, invece sono tutti ragazzini del 2000, tutti ragazzi giovani. Evidentemente è più facile ammonire un ragazzino che un giocatore affermato, per questo mi sono arrabbiato".
Poi l'attacco a Caressa e alla trasmissione 'Il Club': "Volevo dire che domenica abbiamo vinto con l'Inter, con un uomo in meno abbiamo recuperato e abbiamo vinto. Abbiamo visto quella trasmissione là, quella in cui si tolgono le giacche, con l'uomo piccolino che conduce, il marito di Benedetta Parodi, e c'erano dentro Bergomi e tutti....ho sentito mezz'ora di quella trasmissione, non si è mai detta una parola sul Bologna: è una vergogna, sembrava Inter Channel. Una vergogna - ripete Sinisa -, si è parlato mezz'ora dell'Inter e nessuno si è permesso di fare i complimenti al Bologna per la vittoria e per quello che ha fatto. Questo non è giornalismo". E al tentativo di replicare del conduttore Sky impegnato nel collegamento, la replica di Mihajlovic è netta: "Ho finito, non voglio più parlare, ho detto quello che dovevo dire e non mi interessa altro".

Milan, Boban: "Quell'inno è una caduta di stile". Emis Killa lo insulta: "Faccia di m...a". Lite social rossonera ad alta gradazione alcolica (VIDEO)

"Cosa rispondi al Sig. Zvonimir Boban che definì la tua canzone Rossoneri una caduta di stile per il Milan?", gli ha chiesto un fan su Twitter con riferimento all'inno per il club scritto insieme a Saturnino, storico bassista di Jovanotti. La risposta del rapper di Vimercate non è stata delle più carine sul conto dell'ex campione croato ora dirigente. Il giorno dopo una spiegazione senza ripensamenti: "Ero ubriaco, ma confermo tutto"


Il Milan ha un nuovo inno #Rossoneri scritto da Emis Killa e Saturnino

"Sì, 1899, è la data che tengo a memoria/ A.C. Milan uguale vittoria/ in Europa si è fatta la storia". Emis Killa è l'autore dell'inno del Milan che risuona a San Siro prima delle partite casalinghe. Un inno che non piace a tutti, neanche all'ex 10 rossonero ed ex dirigente Zvonimir Boban, che lo ritiene una caduta di stile. E a questo ha risposto, su Twitter, il rapper italiano.

Tornato a casa ubriaco, come ha scritto lui stesso, Emis Killa, nella notte, ha risposto ai suoi fan, uno dei quali gli ha chiesto di commentare il pensiero del dirigente croato: "Una caduta di stile per il Milan? Faccia di m...a". Se ha ritrattato il giorno dopo, Emis Killa? No, ha solamente precisato il suo pensiero: "Per essere chiari, io il fascino dei calciatori non l’ho mai subito. Che tu sia pinco pallino o Cristiano Ronaldo, se mi rompi il c... gratuitamente sei nulla. Figuriamoci di voi invasati sui social. Buone cose a voi!".  

Stamattina la "precisazione del giorno dopo" da parte dell'artista: "Ieri sera ero ciucco, quando bevo esagero sempre - ha twittato -. Ciò nonostante riconfermo ogni cosa che ho scritto, buongiorno!". Per poi continuare: "Comunque, qualcosa mi dice che molti cialtroni perderanno un paio di giorni a discutere di sta min.....a, quindi vado in piscina e lascio che si spengano da soli. A presto!".

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"Il mio canto libero", l'emozionante interpretazione di Fausto Leali per gli Spedali civili di Brescia. La struttura in prima linea nell'emergenza Covid: "Abbiamo dato tutto, abbiamo dato tutti. Grazie" (VIDEO)

"In un mondo che / Non ci vuole più /Il mio canto libero sei tu. In un mondo che / Prigioniero è / Respiriamo liberi / Io e te". Le indimenticabili parole della canzone di Lucio Battisti e Mogol assumono un significato speciale, legato alla dedizione e all'umanità del personale sanitario dell'ospedale bresciano durante l'emergenza Covid che ha martoriato la Lombardia, ma anche alla gratitudine per la vicinanza dimostrata dai cittadini in questi mesi di sofferenza. Così la voce inconfondibile di Fausto Leali accompagna un video cui hanno partecipato anche i sanitari, inframmezzato delle immagini dei giorni più difficili della pandemia - (VIDEO)


E' l'inconfondibile voce di Fausto Leali a rendere ancor più speciale l'iniziativa degli Spedali civili di Brescia, per settimane in prima linea nel fronteggiare la drammatica emergenza sanitaria del coronavirus, curando più di tremila pazienti. Il cantante, bresciano, ha regalato un’emozionante interpretazione de Il mio canto libero di Lucio Battisti e Mogol in una videoclip cui ha partecipato un gruppo di operatori sanitari dell'ospedale.

“Sono  orgoglioso di essere stato chiamato e coinvolto in quest’iniziativa degli Spedali Civili della mia città, così duramente colpita – ha detto Leali – È stato per me un grande onore partecipare a un progetto bellissimo con il quale l’ospedale vuole ringraziare non solo Brescia e gli italiani, ma anche i propri operatori sanitari, dei quali tutti noi conosciamo bene l’importanza determinante che hanno avuto durante l’emergenza.

Essere stato scelto ed essere stato lasciato da solo a dividere la scalinata dell’ospedale con medici ed infermieri - ha aggiunto - è stato per me un onore. Vedere la scalinata con i camici bianchi è stata una grandissima emozione, e penso che chiunque veda questo video proverà questo stesso sentimento”.

La direzione degli Spedali Civili ha voluto rimarcare l'importanza di questa coinvolgente iniziativa: “La musica, come ogni altra forma artistica, migliora la vita delle persone: anche sul piano della salute e dell’umore, ravvivando la fiducia e la speranza, ed è soprattutto nei momenti più duri della nostra vita che può darci un aiuto importante, un spinta per affrontare al meglio ciò che ci aspetta” – ha dichiarato Massimo Lombardo, neo Direttore Generale della Azienda. "Credo molto in queste iniziative e nel loro valore socializzante, e sono certo che tutti i progetti di umanizzazione delle cure sanitarie debbano essere sempre più al centro dei piani strategici delle aziende sanitarie, tema di grande attualità e indice di una sanità moderna e in evoluzione. Grazie di cuore anche per conto di tutta la Direzione aziendale a chi ha consentito la realizzazione di questo video", ha concluso Lombardo.

"Nei mesi di lockdown - ha spiegato l'Asst Spedali civili - , i cittadini sono stati vicino all'Ospedale, come successo in tante altre città fortemente colpite, con donazioni, piccole e grandi, con flash mob, video e fotografie realizzate da classi di bambini, messaggi di conforto e sostegno per ringraziare questa grande e instancabile equipe sanitaria, e oggi è quella stessa equipe che vuole dire 'grazie' di tutto l'appoggio, la collaborazione e i sacrifici fatti".

L’iniziativa è sostenuta da VIVIgas energia, con l’appoggio tecnico e professionale di realtà come Gruppo WISE, D’Alessandro e Galli, AlbatrosFilm e Associazione Musicale l’Ottava.

Coronavirus, dieci luminari parlano di crisi superata e contagio difficile. Ma Galli l'intransigente attacca: "Virus più buono? Grossolana sciocchezza. Illustri colleghi improvvisano competenze"

Un documento sul Covid-19 firmato da dieci scienziati, tra loro: Alberto Zangrillo, primario dell'Unità operativa e rianimazione del San Raffaele di Milano, Luciano Gattinoni, Direttore del Dipartimento di Terapia intensiva del Policlinico di Milano, e Matteo Bassetti, Direttore della clinica Malattie infette del Policlinico San Martino di Genova. Nel manifesto si parla del crollo dei nuovi casi positivi in Italia è inequivocabile e che la crisi dovrebbe essere superata. Il documento afferma che: "Evidenze cliniche segnalano una riduzione della sintomatologia e della possibilità di aggravamento. Molti casi hanno una carica virale molto bassa e il contagio sarebbe sempre più difficile". Ma non tutti sono d'accordo: come Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, e Massimo Galli dell'ospedale Sacco di Milano che continuano a invitare alla prudenza, sostenendo che: "Il virus è ancora tra noi". In particolare Galli è stato protagonista di una dura polemica televisiva, ospite di Bianca Berlinguer - (LEGGI TUTTO)


Massimo Galli a #Cartabianca risponde a Zangrillo: "Coronavirus ...

Intervenuto nella trasmissione Cartabianca di Bianca Berlinguer, su Rai 3, il professor Massimo Galli ha fatto chiarezza sul contagio da coronavirus. Lo ha fatto criticando aspramente i colleghi, a suo dire meno qualificati, che nei salotti televisivi e sulle pagine dei quotidiani hanno parlato di un “virus diventato buono”.  Il direttore del reparto di Malattie Infettive ha sottolineato che si tratta del “solito virus, magari con qualche mutazione, che non lo rende più tranquillo”.

“Quarant’anni di studi, qui si continua a parlare. Gli esperti dicono una cosa e l’opposto. I miei illustri colleghi stanno improvvisando competenze su virus e epidemia, venendo magari da fantastici curricula da altri campi. Io non mi metto a fare l’oncologo o il nefrologo, non mi metto a fare altri mestieri in termini di valutazioni di elementi e di esperienza, santo cielo”, ha sbottato Massimo Galli.

“Questi illustri colleghi, che magari hanno posizioni sul virus diventato buono, mi devono giustificare i nuovi focolai di Covid in giro per l’Italia. Mi devono giustificare i pazienti che in questo momento a Tor Vergata hanno purtroppo una ventilazione meccanica, venendo dal focolaio del San Raffaele”. Così il direttore del reparto di Malatti infettive dell’ospedale Sacco di Milano ha sfidato i colleghi.

“Dobbiamo distinguere tra la coda di un’epidemia, con casi di minore gravità perché quelli che dovevano andar male sono già andati male, e la continua volontà di andare a dire in giro che il virus è diventato buono. È una grossolana sciocchezza, vale la pena di dirlo una volta per tutte“, ha sottolineato ancora Massimo Galli a Cartabianca.

Sfatiamo il mito che gli asintomatici ci siano solo ora. C’erano anche all’inizio. Su 100 casi, quelli gravi sono 10, forse anche meno. Non stravolgiamo i criteri dell’epidemiologia per favore”, ha aggiunto. In un documento firmato da 10 esperti si legge proprio che i sintomi sembrerebbero più lievi nella maggior parte dei nuovi positivi.

“Trovo demenziale e irresponsabile dire che il virus si sia rabbonito. È smentito dai nuovi focolai, da quello che succede in Germania” nei mattatoi, dove il virus si diffonde maggiormente per diversi fattori, “in Cina, in Brasile. Nella compagine di coloro che sostengono certe posizioni temo ci siano molti neofiti. Bisogna parlare sulla base di dati, non sulla base di opinioni. Sono veramente stanco di dover contrastare posizioni di colleghi basate su impressioni e non su numeri”, ha concluso Massimo Galli.

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Beautiful, c'è il Covid? Le scene di sesso si fanno con le bambole gonfiabili. E spuntano le controfigure "coniugali"

Il produttore esecutivo della celebre soap ha svelato gli stratagemmi adottati per attenersi alle regole ferree anti contagio. Per le pose romantiche c'è anche un'altra soluzione: "Se gli attori non possono toccarsi, è un problema. Così, abbiamo pensato di contattare alcuni dei mariti e delle mogli degli attori, chiedendo loro di interpretare le scene dei baci. Alcuni si sono detti interessati" - (LEGGI TUTTO)


Beautiful, dubbi sul vero padre di Flo: anticipazioni trame dal 6 ...

La celebre soap della Cbs 'Beautiful' userà bambole gonfiabili nelle scene d'amore, delle quali inizierà a girare i suoi primi episodi dopo la pandemia. La bizzarra soluzione verrà adottata per aderire ai protocolli statali, di contea e di settore riguardanti Covid-19, dal momento che 'Beautiful' è diventato la prima serie televisiva statunitense a tornare in produzione ieri a Television City a Los Angeles.

"Quando stavamo rivedendo le sceneggiature, abbiamo iniziato a mettere in scena tutte le scene romantiche e abbiamo visto che risultavano appiattite", ha detto a The Post il produttore esecutivo- sceneggiatore capo della serie, Bradley Bell. "Abbiamo messo insieme le nostre teste cercando di capire come far funzionare queste scene senza infrangere la regola dei due metri... e abbiamo tirato fuori una bambola che abbiamo usato anni fa come un cadavere".

"L'abbiamo proposto ed è stato molto convincente", ha aggiunto. "È un'ottima bambola e la useremo con i capelli e il trucco per sostituire alcune delle attrici di punta dello show". Per ora la bambola usata sul set è solo una, ma se la soluzione funziona, potrebbero aumentare. "Vedremo come funziona", ha affermato il produttore. "Potremmo investire in più bambole e anche bambole maschili. Stiamo cercando siti web e setacciando Hollywood per vedere cosa è disponibile, quindi potremmo impiegare molte bambole in future scene d'amore".

"The Bold and the Beautiful", che è noto per alcune delle scene di sesso più audaci, utilizzerà anche i coniugi di alcuni attori dello show in alcune scene."Abbiamo avuto l'idea che, se gli attori non riescono a toccarsi e non riesci a farli apparire vicini, allora è un vero problema", ha spiegato. "Quindi abbiamo pensato di contattare alcuni dei mariti e delle mogli degli attori e chiedere loro se sarebbero stati disponibili a girare le scene del bacio. Alcuni erano interessati; abbiamo usato controfigure per le acrobazie prima, ma questa è la prima volta che abbiamo avuto controfigure per i baci".

"Saranno testati e ci assicureremo che sia sicuro e che marito e moglie si sentano a proprio agio nel baciare", ha concluso Bell "e quindi potremmo avere dei baci molto caldi nello show. Con i trucchi e la modifica della fotocamera, sembrerà come se fosse il nostro protagonista con la sua protagonista".

 

(Fonte: Adnkronos)

"La Lombardia ha svolto correttamente il suo compito nel gestire l'epidemia": il rapporto che rende giustizia alla Regione. Fontana: "Dopo la stagione del fango, è iniziata la stagione della verità"

Il governatore Attilio Fontana ha condiviso su Facebook alcuni punti del rapporto stilato dalla Fondazione The Bridge sulla gestione dell'epidemia in regione. Secondo la Fondazione, ha sottolineato il governatore, "la Lombardia ha svolto correttamente il suo compito"


Coronavirus, Attilio Fontana: «Segnali positivi, penso inizi la ...

"Dopo la stagione del fango, è iniziata la stagione della verità". Così il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato in un post su Facebook i risultati del rapporto realizzato dalla Fondazione The Bridge sulla gestione dell'emergenza coronavirus da parte della Lombardia.

"'La Lombardia ha svolto correttamente il suo compito', questo è il giudizio positivo sulla gestione dell’emergenza che emerge dal Rapporto stilato dalla Fondazione The Bridge", scrive Fontana. "'Nella Fase 1 la Lombardia ha fronteggiato 77.568 casi Covid-19 un numero superiore alla somma totale dei casi: di Piemonte, Emilia Romagna e Veneto (71.764). La veloce riconversione dei reparti non-Covid in Covid, la risposta immediata delle strutture private nel concedere posti letto per i ricoveri e la capacità di organizzazione per una migliore strutturazione della cosiddetta Fase II. Sono i principali aspetti positivi che emergono dalla gestione dell'emergenza da parte della Regione Lombardia'", è un altro passaggio del rapporto citato dal governatore lombardo.

"L’analisi sottolinea come la Lombardia sia riuscita a riconvertire i posti per la terapia intensiva, passando da 724 a circa 900 già all'inizio di marzo. Ora siamo nella fase dell'analisi e della valutazione, sicuramente lo stress dell'emergenza ha evidenziato capacità e procedure da migliorare, con questa strategia la Lombardia è già ripartita. Oggi il buon lavoro della Regione Lombardia è stato oggetto dell’intervista per la TV tedesca Deutsche Welle che ha voluto dare voce alla realtà dei numeri e non agli attacchi strumentali. Dopo la stagione del fango, è iniziata la stagione della verità".

Giulio Tarro, il virologo controcorrente: "Il coronavirus sparirà. Non so perché tutti vogliono rivederlo in autunno..."

L'esperto napoletano, mediaticamente noto come l'anti-Burioni, sostiene in un'intervista che, essendo il Covid-19 in gran parte identico al beta-coronavirus della prima Sars, avrà il suo stesso decorso e, pertanto scomparirà. Quindi il consiglio, in polemica con i colleghi meno ottimisti: "Meglio spegnere la televisione e godersi una passeggiata all'aria aperta in buona compagnia"


Il virologo Giulio Tarro: "Vi spiego perché l'immunità di gregge ...

"Tutti vogliono rivedere il coronavirus in autunnoNon capisco perché…”. Scherza così il virologo Giulio Tarro durante la trasmissione Radio Punto Nuovo, mentre parla dell’emergenza sanitaria e della possibilità che possa arrivare una seconda ondata dell’epidemia. “Questa in corso è la terza epidemia da Sars nel ventennio. Oltre alla prima Sindrome respiratoria acuta, che ha dato il nome a questa tipologia di coronavirus, abbiamo infatti assistito alla Mers e adesso alla Covid.

Il vaccino non c’è, non l’abbiamo a portata di mano”, nonostante l’accelerazione della ricerca, con test clinici sugli esseri umani in molti Paesi. “In piena epidemia vanno utilizzati altri farmaci. Quando il vaccino sarà pronto, lo terremo in considerazione. Certamente molti laboratori stanno provando a produrlo, se si riuscirà, allora si potrà utilizzare”.

“Mi auguro che per quel momento non staremo neppure pensando più a Covid-19”, ha dichiarato ancora il medico. Giulio Tarro in un’intervista della Fondazione Pietro Nenni ha più esplicitamente detto che il “Sars-Cov-2 o si adatta o è destinato a morire“.

“Uno studio fatto a Singapore” e pubblicato prima dell’approvazione della comunità scientifica su Biorxiv “dimostra che coloro che hanno avuto la prima Sars e sono guariti, hanno sviluppato un’immunità cellulare tale da renderli immuni anche al Sars-Cov-2. E questo perché i beta-coronavirus, categoria alla quale il Sars-Cov-2 appartiene, sono in grado di sviluppare un’immunità di tipo cellulare, addirittura più importante di quella derivante dalla produzione di Igg”, ha spiegato il medico.

“Si tratta di un risultato fondamentale, perché sta a dimostrare che il Sars-Cov-2 è per gran parte identico al beta-coronavirus della prima Sars e, quindi, avrà il suo stesso decorso”, cioè quello di sparire dopo poco tempo. Il virus della Sars si diffuse in Cina a novembre 2002, causando un’epidemia che venne dichiarata conclusa a luglio 2003, nonostante alcuni cluster rilevati anche nell’anno successivo. Nessun pericolo per una seconda ondata di Sars-Cov-2, insomma.

Meglio spegnere la televisione e godersi una passeggiata all’aria aperta in buona compagnia”, ha sottolineato Giulio Tarro. Riguardo la riapertura degli stadi, l’esperto si è detto assolutamente favorevole. “In Germania si gioca da un mese e prossimamente si darà anche la possibilità di accedere agli stadi. Bisogna allinearsi agli altri Paesi”.

Riguardo la polemica nata in seguito alle parole di Maria Van Kerkhove (Oms) sulla contagiosità degli asintomatici, il virologo è stato chiaro davanti ai microfoni della Fondazione Pietro Nenni. “Come al solito si spara a zero senza cercare di capire quello che una persona vuole effettivamente dire, specialmente se alcune dichiarazioni non collimano con un’opinione corrente”.

“Da un punto di vista scientifico, ha ragione. Un asintomatico infettivo non esiste. Non avendo sintomi, in quanto non ha una grande quantità di virus al suo interno, non può infettare proprio per questa ragione”. Giulio Tarro ha spiegato che la rappresentante Oms ha detto che sarebbe più corretto parlare di sintomatico lieve. “Lei ha tenuto a fare questa distinzione, che io trovo corretta sul piano scientifico”

Sulla possibilità che un sintomatico lieve possa contagiare, “bisogna sempre contestualizzare le varie situazioni. Se ci troviamo in una condizione di massima carica virale da parte del virus, in un certo periodo dell’anno, a determinate temperature, in alcuni luoghi chiusi sovraffollati. In questi casi, allora, le misure di distanziamento sociale e di protezione individuale hanno un senso anche nell’eventualità di incontrare un sintomatico lieve. Ma se la situazione è quella in cui ci troviamo adesso, non hanno proprio ragione di esistere“, ha concluso l’esperto.

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