updated 10:51 AM UTC, Nov 19, 2019

Sondaggio Swg, i sovranisti mettono pressione al governo: Salvini continua a volare e sale ancora la Meloni. Per la maggioranza Pd sotto il 20%, M5S stabile, frena Italia viva di Renzi (VIDEO)

Nel centrodestra avanzano Lega e Fratelli d'Italia. Piccolo aumento per Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Male il centrosinistra con le flessioni sia di Pd sia di Italia Viva. Lo rileva il sondaggio Swg realizzato per il Tg La7. La Lega rispetto ad una settimana fa guadagna lo 0,9 per cento, arrivando al 33,2 dal 32,3. Il Pd invece perde lo 0,6, scendendo al 19,4 dal 20, mentre M5S si attesta al 18,6, più 0,1 in confronto a sette giorni fa. Il partito di Giorgia Meloni è al 7,6 e guadagna lo 0,5. Perde invece Italia Viva, dal 5,6 al 5,3, mentre Forza Italia, dal 5 passa al 5,1. Stazionario "Cambiamo" di Giovanni Toti all'1,6; meno 0,2 per Sinistra italiana-Articolo 1, dal 3,3 al 3,1. In calo anche i Verdi, che scendono all'1,9 dal 2,3, mentre +Europa passa dall'1,8 all'1,9

Curvi, doloranti e pure un po' rimbambiti: è la "sindrome da tablet". Ecco come la tecnologia può farci male

Una postura scorretta nell'utilizzo dei device, specie se eccessivo e prolungato, porta a disfunzioni psicofisiche. Ed ecco perché gli esperti consigliano di bere molta acqua quando passiamo tanto tempo davanti a uno schermo


Spalle curve e occhi fissi sullo schermo: lo chiamano 'collo da tablet', ed è uno degli effetti dell’utilizzo sempre più massiccio di smartphone e altri dispositivi tecnologici. Le ore passate con il collo e le spalle incurvate per leggere le schermate dei device fanno assumere una posizione innaturale al tratto cervicale della colonna, opposta a quella corretta che prevede spalle dritte e mento alto, provocando dolore. L'identikit del disturbo arriva da uno studio pubblicato qualche tempo fa su 'The Journal of Physical Therapy Science' dall’Università del Nevada, condotto su oltre 400 persone tra studenti, insegnanti ed ex studenti. Dalla ricerca emerge che a incappare più spesso in questo problema sono i giovani e le donne, che sembrerebbero più portate ad assumere posture scorrette.

Il 54% degli intervistati, inoltre, non rinuncia all'uso dei dispositivi neanche in presenza di dolore. "Le nostre articolazioni hanno un elevato contenuto di acqua, che contribuisce al loro corretto movimento - commenta Alessandro Zanasi, della Scuola di specializzazione in Malattie dell'apparato respiratorio dell'Università di Bologna, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro dell'International Stockholm Water Foundation - Per questo motivo è necessario assumere molta acqua, per mantenere un equilibrato livello di liquido sinoviale, responsabile della lubrificazione delle articolazioni. Non bisogna sottovalutare che il fatto di passare molte ore davanti a uno schermo, senza interruzioni e senza bere, può avere effetti negativi anche sulle capacità cognitive".

Basta infatti una condizione di moderata disidratazione, con una perdita di circa il 2% del peso corporeo, per andare incontro a segnali come mal di testa e stanchezza, a cui si possono associare riduzione della concentrazione, dell’attenzione e di esecuzione anche di compiti semplici.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Smog, l'Italia è il paese europeo in cui si muore di più per colpa del biossido d'azoto. Torino contende a Parigi e Londra il primato di città più inquinata da NO2

Due milioni di italiani vivono in aree, soprattutto la Pianura Padana, dove i limiti Ue per i tre inquinanti principali sono violati sistematicamente. I dati dell'Aea rivelano comunque un leggero miglioramento


L'Italia è il primo paese dell'Ue per morti premature da biossido di azoto (NO2) e nel gruppo di quelli che sforano sistematicamente i limiti di legge per i principali inquinanti atmosferici. I dati delle centraline che rilevano lo smog sono stati raccolti e analizzati dall'Agenzia europea per l'ambiente (Aea) nel rapporto annuale sulla qualità dell'aria. Secondo l'analisi dei rilevamenti 2016, la Penisola ha il valore più alto dell'Ue di decessi prematuri per biossido di azoto (NO2, 14.600), ozono (O3, 3000) e il secondo per il particolato fine PM2,5 (58.600).

Complessivamente nell'Ue a 28 lo smog è responsabile di 372mila decessi prematuri, in calo dai 391mila del 2015. Come nel quadro generale europeo, i dati indicano un miglioramento anche per l'Italia rispetto al 2015, quando l'Eea stimava i decessi prematuri per NO2 nel nostro paese a 20mila unità. Le rilevazioni più recenti, datate 2017, vedono le concentrazioni di polveri sottili (PM2,5) più elevate in Italia e sei paesi dell'est (Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Polonia, Romania e Slovacchia).

Torino contende a Parigi e Londra il primato di città europea più inquinata da NO2 e, tra le città più piccole, Padova si segnala per l'alta concentrazione media di PM2,5 e PM10. La situazione non migliora nelle aree rurali nazionali, con superamenti dei limiti giornalieri di particolato registrati in sedici delle 27 centraline che hanno rilevato valori irregolari nell'Ue.

Due milioni di italiani vivono in aree, soprattutto la Pianura Padana, dove i limiti Ue per i tre inquinanti principali sono violati sistematicamente.

 

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Turchia, Spadafora: "L'Uefa valuti se è opportuna la finale di Champions a Istanbul". E i tifosi italiani insorgono contro Calhanoglu, Demiral e Under: "Fuori"

Il ministro dello Sport italiano invia una lettera al presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, mentre fanno molto discutere i saluti militari dei giocatori turchi al termine delle ultime due partite della loro nazionale. In particolare non sono piaciute le prese di posizione dei calciatori impegnati nel nostro campionato a sostegno dell'intervento in Siria da parte di Ankara


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"In qualità di Ministro per lo Sport del Governo italiano, le chiedo di valutare se non sia inopportuno mantenere, ad Istanbul, la finale della Uefa Champions League in programma per il prossimo 30 maggio". Così il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, in una lettera inviata al presidente della Uefa, Aleksander Ceferin.

"A seguito - prosegue Spadafora - dei gravissimi atti contro la popolazione civile curda avvenuti negli ultimi giorni, il Consiglio degli Affari esteri dell’Unione Europea è appena intervenuto ufficialmente: “L’Unione europea condanna l’azione militare della Turchia che mina seriamente la stabilità e la sicurezza di tutta la regione". Parole nette che interpretano il sentimento diffuso nell’opinione pubblica europea ed italiana. Le notizie di violazioni dei diritti umani, di crimini contro i civili e dell’uccisione di attivisti come Hevrin Khalaf hanno profondamente colpito la comunità internazionale".

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"Ricordo che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite promuove da anni la “Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace” ogni 6 aprile, riconoscendo allo sport un importante valore sociale e culturale. Sappiamo bene che la drammaticità di quanto sta avvenendo in Siria non si risolverà con questo atto, ma siamo tutti consapevoli dell’importanza – politica, mediatica, economica, culturale - che riveste uno degli appuntamenti sportivi più importanti a livello mondiale. Consapevole delle numerose implicazioni, e rispettando l’autonomia dell’organo da Lei presieduto, mi auguro che il calcio europeo nella sua massima espressione possa, per il suo tramite, prendere la scelta più coraggiosa e dimostrare, ancora una volta, che lo sport è uno strumento di pace. Confidando in un positivo riscontro porgo cordiali saluti", conclude il ministro dello Sport.

Intanto Hakan Calhanoglu e Merih Demiral sono di nuovo nella bufera. Nel match di ieri contro la Francia i giocatori turchi di Milan e Juventus hanno riproposto, insieme ai loro compagni di nazionale, il saluto militare che già aveva scatenato polemiche dopo la partita con l'Albania. Poi, tra dichiarazioni post-gara e messaggi sui social, hanno gettato ulteriore benzina sul fuoco. "Gioco per la nazionale e quando lo faccio la politica è da un’altra parte. Noi giochiamo a pallone, ma siamo al 100% con la nostra nazione. Anche se comunque non sempre è tutto bello", ha detto il rossonero Calhanoglu. Demiral invece ha scelto ancora una volta twitter per esprimere il suo appoggio al presidente Erdogan e all'offensiva della Turchia nel nord della Siria. "Ne mutlu Turkum diyene", ha scritto il difensore bianconero citando una celebre frase di Mustafa Kemal Ataturk che tradotta significa: "Felice è colui che si chiama turco".

Ora sui social spopolano gli hashtag dei due giocatori e in tanti esortano i due club italiani a cederli. "Ma un #demiralout non ci starebbe? Giocatore di medio livello, arrogante nazionalista che manda messaggi indegni...secondo me la Juventus merita molto di meglio", "Vattene via dalla Juve", "Cara Juventus, temo che giocatori come Merih Demiral, che infangano lo sport con i messaggi di guerra di un dittatore assassino, non meritino di giocare in Italia, né a Torino, né altrove. Le chiedo, da tifoso, di lanciare un messaggio forte", scrivono alcuni tifosi bianconeri. "Onore al St.Pauli società e tifoseria unite per cacciare un loro dipendente che ha osato prendere posizione verso un genocidio. Prendete esempio per Calhanoglu, Demiral e Under", si legge sempre su twitter in un discorso allargato anche al romanista Under.

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Posizioni nette anche da molti tifosi rossoneri: "Se è al 100% con la sua Nazione se vada fuori dai coglioni al più presto, magari proprio in Turchia, nel frattempo togliti la 10 che sei uno scandalo", "Milan tutto ok con le dichiarazioni di Calhanoglu dopo l’esultanza con saluto militare in sostegno alla guerra della Turchia in Siria?", "Mi aspetto una pioggia di fischi a San Siro, se non vieni mandato via a calci nel culo nella società. Indegno di vestire quella maglia, come calciatore e come uomo, sparisci", sono solo alcuni messaggi che prendono di mira il centrocampista rossonero.

 

(Fonte: Adnkronos)

 
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Sicurezza, Milano capitale dei reati denunciati: furti e borseggi da primato. Ecco la classifica del crimine in Italia

Il quadro delle attività delittuose nelle città pubblicato dal Sole 24 Ore. La metropoli lombarda rimane in testa con 7.017 denunce ogni 100mila abitanti per un totale complessivo di 228.084 nel 2018, registrando però un calo rispetto all'anno predente (-5,2%). A livello nazionale diminuiscono gli omicidi. Tutti i numeri


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Milano è maglia nera per numero di reati denunciati nel 2018 con 7.017 denunce ogni 100mila abitanti. Il capoluogo lombardo mantiene così questo primato, registrando però un calo (-5,2%) rispetto all'anno precedente, in linea con il trend nazionale. Subito dietro: Rimini e provincia, con 6.430 reati denunciati, e Firenze, con 6.252 denunce e, questa volta, un +9,5% rispetto a quelle depositate nel 2017. A scattare questa fotografia è la classifica pubblicata ieri dal 'Sole 24 Ore' che analizza la situazione relativa ai reati denunciati nelle 107 province del nostro paese. A livello nazionale c'è una significativa flessione di omicidi (-10%), furti (-6%), rapine (-7%) e associazioni per delinquere (-15%). Risultano in calo netto anche le denunce per usura (-38%) e gli incendi (-53,9%).

Vediamo nel dettaglio. A Milano, dunque si registrano 7.017 denunce ogni 100mila abitanti per un totale complessivo di 228.084 denunce. E' 57esima negli "omicidi volontari consumati": con 0,4 denunce ogni 100mila abitanti. Terza negli "infanticidi" e 38esima nei "tentati. Nei "furti con strappo", cioè gli scippi, è seconda con 63,2 ogni 100mila persone. Prima invece nei "furti con destrezza", ossia i borseggi, con ben 895,2 ogni 100mila abitanti. Milano si posizione 23esima nei "furti in abitazione", 430,5 denunce ogni 100mila residenti. Prima nei "furti in esercizi commerciali", 311,1 ogni 100mila. Occupa la posizione 11 nella classifica dei "furti di autovetture" e la seconda per quel che riguarda le "rapine", 101,2 ogni 100mila abitanti. 

Milano è terza per numero di "estorsioni" denunciate e 38esima per "usura". La città meneghina occupa la 31esima posizione per denunce riguardo "associazioni per delinquere" e la 19esima per "associazione di tipo mafioso". Milano è 45esima sul fronte "riciclaggio e impiego di denaro" ma è seconda per quel che riguarda le "truffe e le frodi informatiche" con ben 523 denunce ogni 100mila residenti. Gli "incendi" denunciati sono 5,5 ogni 100mila abitanti e Milano è 66esima. Per quanto riguarda la droga, la città 15esima nella classifica "stupefacenti", con 85,7 denunce ogni 100mila persone. Per concludere c'è la voce "violenze sessuali" dove Milano occupa la quarta posizione con 14,8 denunce presentate ogni 100mila milanesi.

Alto Adige, Rampelli (Fratelli d'Italia) durissimo: "Disegno di pulizia etnica e linguistica degli austriaci"

E' scontro dopo la decisione assunta dal Consiglio provinciale di Bolzano di cancellare l’espressione "altoatesino" e "Alto Adige" dalla legge relativa alle "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea". Il vicepresidente della Camera, esponente del partito di Giorgia Meloni, all'attacco con post su Facebook: "Sono dei prepotenti, Evidentemente siamo stati troppo generosi. Ora basta, la misura è colma". Ecco cosa può succedere


Consapevolmente Alto Adige

"Gli austriaci perseguono ancora il disegno della pulizia etnica e linguistica. Ora basta. L'Italia non può più accettare le prepotenze dei tedeschi dell'Alto Adige. La misura è colma". Lo scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli sulla sua bacheca Facebook.

"L'elevatissimo tenore sociale raggiunto dai sedicenti sudtirolesi - sottolinea l'esponente FdI - è dovuto ai finanziamenti dello Stato, cioè ai soldi versati da tutti i cittadini italiani e trasferiti in abbondanza a Bolzano e nella sua provincia, al turismo, italiano per il 90% del totale, al consumo di prodotti locali distribuiti nel mercato italiano, alla costosa tutela della salute gentilmente pagata dall'Italia, esattamente come le forze dell'ordine, la forestale, le forze armate, gli uffici postali, le infrastrutture. Inutile ricordare assurde decisioni subite supinamente dai governi centrali che prevedono che un cittadino italiano che si trasferisce a Bolzano non abbia diritto di voto o le norme che di fatto escludono gli imprenditori italiani dalle agevolazioni o la guerra frontale alla lingua italiana con tanto di rimozione di cartelli bilingue sui percorsi montani".

"Se vogliono mettere in discussione l'esito del primo conflitto mondiale tirassero fuori le palle e ci dichiarassero guerra. Il nostro percorso d'integrazione è stato lungo, comprensivo e molto remunerativo per loro. Ma evidentemente siamo stati troppo generosi... Che s'inizi a rivedere lo Statuto della provincia autonoma di Bolzano. Noi non siamo degli idioti al loro servizio, né una mucca da mungere per satollare le loro viscere. Sappiamo essere cortesi e disponibili, ma anche cinici e spregiudicati, se ci fanno imbestialire", conclude Rampelli. 

(Fonte: Agi)

Abusò di 200 bambini, pedofilo inglese ucciso in carcere

Ex fotografo, insegnante di religione e lingua inglese delle comunità cristiane di Kuala Lumpur, in Malaysia, il 33enne Richard Huckle è stato accoltellato a morte da un altro detenuto nella prigione di Full Sutton, dove stava scontando la pena di 22 ergastoli comminatagli nel 2016. La sua orribile storia di abusi di cui condivideva immagini e video nel dark web


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Richard Huckle, uno dei peggiori pedofili della storia britannica, è stato accoltellato a morte in carcere, probabilmente da un altro detenuto. Il corpo senza vita del 33enne ex fotografo di Ashford nel Kent, riporta Sky News, è stato trovato ieri nella sua cella nella prigione di Full Sutton, dove stava scontando i 22 ergastoli ricevuti nel 2016.
Huckle era stato condannato per avere abusato sessualmente in Asia di quasi 200 bambini di un'età compresa tra i sei mesi e i 12 anni, in un periodo che va dal 2006 al 2014.

Usando l'insegnamento della religione e della lingua inglese come strumento di accesso ai bambini delle comunità cristiane povere di Kuala Lumpur, in Malaysia, era stato autore di una serie interminabile di abusi, dei quali condivideva immagini e video nel dark web. Quando fu arrestato, stava lavorando alla realizzazione di una vera e propria guida per aiutare i pedofili a commettere i loro crimini e a sfuggire alla legge. La sua uccisione è stata confermata da un portavoce del carcere, mentre la polizia ha aperto un'indagine. La morte viene considerata "sospetta" dagli inquirenti.

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L'Italia potrebbe diventare il terminal di Belt and Road cinese, per il commercio nell'Europa meridionale

"Partnership Italia-Cina nella Nuova Via della Seta", un convegno che si è tenuto venerdì scorso, durante il quale funzionari ed esperti del governo italiano, hanno espresso il proprio sostegno all'iniziativa Belt and Road (BRI) proposta dalla Cina, discutendo sulla possibilità che l'Italia diventi il ​​terminale BRI cinese nell'Europa meridionale.


Partecipare al BRI potrebbe essere un'opportunità per unirsi a un nuovo percorso globale di multilateralismo concreto, ha affermato Manlio Di Stefano, Sottosegretario di Stato agli affari esteri e alla cooperazione internazionale, alla conferenza. "L'Italia è un terminal naturale per la nuova Via della seta" nonostante le forti pressioni subite durante i negoziati per firmare il Memorandum of Understanding (MoU) con la Cina, così da poter unirsi al BRI", ha commentato.

L'Italia ha il vantaggio di essere il primo paese del G7 a firmare un MoU, "anche se questo vantaggio non durerà per sempre e il tempo non va sprecato, il governo (italiano) guarda in modo molto positivo agli accordi siglati con la Cina, dobbiamo restare sul campo", ha aggiunto il sottosegretario.

Tra gli esperti presenti alla conferenza, Vladimiro Giacche, presidente del think tank italiano Centro Europa Ricerche (CER), ha dichiarato che BRI è l'unico progetto che punta a rilanciare la crescita con investimenti reali dopo la crisi finanziaria del 2008. Secondo un'analisi condotta dal CER, il BRI potrebbe liberare il potenziale del commercio internazionale rafforzando la connettività, ha detto Giacche.

Marco Donati, General Manager di COSCO Shipping Lines Italia, ritiene che l'obiettivo del BRI non diventerà quello di colonizzare, questo perché "la cultura cinese non ha il concetto di colonizzazione". Secondo Donati, i miglioramenti logistici del BRI andranno a vantaggio di entrambi i paesi e tale vantaggio logistico sarà fondamentale affinché l'Italia diventi competitiva a livello globale, considerando la sua economia centrata sull'esportazione.

"Per COSCO, l'Italia è il secondo paese più importante in Europa, secondo solo alla Germania, e ci stiamo avvicinando", ha affermato Donati.

Alla chiusura della conferenza, il senatore Vito Petrocelli, capo della commissione per gli affari esteri del Senato, ha sottolineato il possibile ruolo che il BRI svolgera nell'aiutare l'Italia a ridurre il divario di sviluppo Nord-Sud, a rafforzare gli scambi tra le persone e a promuovere la cooperazione in terza paesi. La presenza del primo ministro italiano Giuseppe Conte al secondo Forum Cintura e Strada per la cooperazione internazionale a Pechino in aprile è una prova sufficiente del riconoscimento italiano del BRI.

Petrocelli ha inoltre dichiarato che l'Italia è pronta a diventare il terminal di BRI nel sud Europa, non solo nella distribuzione di merci, perché "New Silk Road" significa anche cooperazione tra le persone.

All'evento, organizzato dal gruppo parlamentare italiano, Unione Interparlamentare di Amicizia Italia-Cina, ha partecipato anche l'ambasciatore cinese in Italia Li Ruiyu, che ha sottolineato la necessità sia dell'Italia che della Cina di coltivare la corretta strada, espandere la connettività delle infrastrutture e creare nuove canali per gli scambi tra le persone.

Negli ultimi sei anni, il commercio totale tra Cina e altri paesi che hanno partecipato al BRI ha superato i 6 trilioni di dollari, e gli investimenti della Cina in questi paesi hanno superato gli 80 miliardi di dollari, con quasi 300.000 posti di lavoro creati finora, secondo i dati ufficiali.

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