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updated 4:39 PM UTC, Nov 19, 2018

La Lega e la svolta sovranista di Salvini, Boni: "Non c'è contraddizione, restiamo federalisti e vogliamo cambiare lo Stato"

Intervista de ilComizio.it al segretario milanese del Carroccio: "Si vada al voto il prima possibile per dare una risposta alla domanda di cambiamento che si è sentita forte con l'esito del referendum costituzionale. L'obiettivo è mandare a casa il governo di centrosinistra, ma anche modificare l'assetto istituzionale del Paese. Il nostro leader sa come muoversi e che più siamo forti sul territorio, portando avanti l'idea federalista, maggiori sono le possibilità di successo" - (VIDEO)

Salvini corre verso il voto: "Fuori dall'Euro, prima gli italiani!". E annuncia una manifestazione a Napoli

Il leader leghista ribadisce la sua prioritaria battaglia per l'uscita dalla moneta unica: "Vogliamo che il Paese torni a scegliere, a crescere e sperare nel futuro; ben vengano Trump, Marine Le Pen e tutti quelli che si battono per la sovranità. Il ricatto dello spread è un giochino vecchio a cui non crede più nessuno. Alle urne da soli? O c'è un programma condiviso oppure sì, non ripeteremo gli errori del passato". Quindi rilancia lo sbarco al Sud: "Ben contento di confrontarmi con questa sfida"

Grillo: "Subito un referendum per uscire dall'euro. Altrimenti finiamo come la Grecia"

Il leader del Movimento 5 Stelle sul suo blog rilancia la battaglia contro la moneta unica incurante di chi dice che non è possibile: "Altrimenti l’Europa a trazione tedesca continuerà a dare le carte; e non ci vuole molta fantasia per capire che ci attende lo stesso drammatico copione della Grecia, a partire dalla ristrutturazione del debito pubblico italiano già 'suggerita' dai consiglieri economici della Merkel"


 

Referendum sull'euro prima che sia troppo tardi. Dal suo blog, Beppe Grillo rilancia la battaglia per lasciare la moneta unica. Tornando a chiedere "un referendum" perché consentire "agli italiani di decidere sull'euro è essenziale, soprattutto alla luce di questi costi enormi a cui si va incontro. Gli italiani devono essere informati di cosa vuol dire restare nell'euro e cosa significa uscirne, in termini di costi e benefici. Il fattore tempo a questo punto è cruciale".

Per il leader M5S, "il 2017 offre all’Italia una ottima occasione per far sentire la sua voce in Europa. Entro il primo gennaio 2018 il Fiscal Compact dovrà essere ratificato nel quadro giuridico dell’Ue. E serve l’unanimità. Questo dà all’Italia la forza contrattuale necessaria per presentarsi alla Commissione europea e alla Bce e minacciare il suo veto in assenza di un accordo ad esempio sulla monetizzazione dei titoli di stato acquistati dalla Banca d’Italia nell’ambito del QE. Oppure in assenza di una road map verso gli Eurobond. Rimanere in questo Euro senza mutualizzazione del rischio e rispettando al contempo questo Fiscal Compact significa condannare il paese ad un progressivo impoverimento".

Per Grillo "l'austerità uccide, ma uscirne si può". Dunque riporta i calcoli di Marcello Minenna, docente alla London Graduate School of Mathematical Finance ma anche ex assessore al Bilancio della giunta Raggi entrato in rotta di collisione con la prima cittadina. Per l'economista, spiega il leader 5 Stelle, "da adesso in poi rinviare l’uscita dall’euro e dunque la ridenominazione costa all’Italia circa 70 miliardi all’anno, metà come maggiori perdite e metà come minori guadagni".

Grillo tira dunque le somme. "Lo svantaggio dell’enorme debito italiano (anche quello del settore privato) può diventare un punto di forza - scrive - L’Italia è la terza economia dell’area euro e il nostro debito pubblico è più di 6 volte quello greco: questo ci dà la forza per negoziare alla pari la flessibilità di cui abbiamo bisogno per ripagare i nostri creditori. Altrimenti l’Europa a trazione tedesca continuerà a dare le carte; e non ci vuole molta fantasia per capire che ci attende lo stesso drammatico copione della Grecia, a partire dalla ristrutturazione del debito pubblico italiano già 'suggerita' dai consiglieri economici della Merkel".

(Fonte: Adnkronos)

Salvini affila le armi: "Al voto subito, con questa legge. Stiamo valutando se da soli o in coalizione". Primo strappo con Forza Italia in Veneto

In una conferenza stampa dopo il Consiglio Federale il segretario leghista annuncia la mobilitazione che tiene conto della possibilità che le elezioni politiche si svolgano il 23 aprile o a giugno. Poi avverte: "Chiunque voglia allearsi con noi dovrà sottoscrivere il nostro programma economico che prevede la tassa unica al 15%, il superamento dell'euro, della legge Fornero e degli studi di settore". E fa sapere che in Veneto i candidati sindaci del Carroccio non avranno il simbolo degli azzurri tra le liste a loro sostegno - (VIDEO)


"Le due strade, andare da soli o in coalizione, sono entrambe aperte e le stiamo esplorando". Lo ha detto a Milano il segretario della Lega, Matteo Salvini. In una conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio Federale, Salvini ha precisato che, comunque, per le prossime politiche una decisione non è ancora stata presa dal partito. "Ma al centro c'è il programma - ha aggiunto - occorre che sia condiviso prima e non dopo il voto".

"Penso che alla fine si voterà con questa legge elettorale. Chiunque proponga modifiche parlamentari vuole solo tirare in lungo" ha ribadito, avanzando la richiesta di elezioni politiche "il 23 aprile" o al più tardi in giugno. Nel primo caso, ha osservato, "non ci sarà" tempo per fare primarie di centrodestra, se si vota a giugno invece sì. 

"Anche per risparmiare - ha poi aggiunto Salvini - chiediamo che il voto delle amministrative sia accorpato a quello delle politiche, il pallino è in mano a Renzi". In attesa di conoscere le scadenze, la Lega ha deciso di avviare la mobilitazione pre-elettorale. Salvini ha infatti riferito ai giornalisti che il 18 e 19 febbraio ci saranno appuntamenti "in tutta Italia" per ascoltare i cittadini, il tesseramento e la presentazione del programma economico. L'8 aprile ci sarà invece una manifestazione sull'immigrazione e la sicurezza a Milano.

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