updated 3:05 PM UTC, Nov 23, 2019

Elezioni europee, i sondaggi prevedono un terremoto: avanzano i sovranisti, popolari e socialisti senza maggioranza. Il boom di Salvini insieme all'eurodestra dell'Enf

Popolari e Socialisti non avranno la maggioranza dei seggi alla prossima Eurocamera dopo il voto di maggio per le Europee. Lo dicono le prime proiezioni raccolte dal Parlamento Ue, basate su sondaggi nazionali. Il Ppe scenderebbe dagli attuali 217 seggi a 183, i Socialisti (S&D) da 186 a 135, i Conservatori (Ecr) da 75 a 51, i Verdi da 52 a 45. Salgono i Liberali da 68 a 75, l'Efdd (dove c'è M5S) da 41 a 43, l'Enf (dove c'è la Lega) da 37 a 59. Nelle proiezioni i partiti nazionali sono assegnati nei gruppi politici esistenti. La Lega sarebbe il primo partito italiano con più eletti, passando dagli attuali 6 eurodeputati a 27, ed il secondo dopo i tedeschi della Csu/Cdu che ne avrebbero invece 29


 

Salgono i Liberali e l'estrema destra dell'Enf, perdono terreno i Popolari, ma restano di gran lunga il primo gruppo nel Parlamento europeo, e soprattutto i Socialisti, che tuttavia dovrebbero restare il secondo gruppo, ma anche i Verdi, che erano considerati in crescita. Il quadro che emerge dal sondaggio diffuso oggi dal Parlamento europeo, con le proiezioni dei seggi, in vista delle prossime elezioni europee, realizzato da Kantar Public sulla base delle intenzioni di voto rilevate all'inizio di febbraio, prevede un'Aula in cui i Socialisti e i Popolari non avranno più la maggioranza. Ma già un'alleanza tra Socialisti, Popolari e Liberali avrebbe una maggioranza confortevole, che diverrebbe inattaccabile se imbarcasse anche i Verdi.

Per quanto riguarda l'Italia, secondo l'indagine realizzata da Kantar Public, la Lega è prima al 32,4% nelle intenzioni di voto, con 27 seggi. Secondo il Movimento Cinque Stelle al 25,7%, con 22 seggi. Terzo il Partito democratico al 17,3%, con 15 seggi, poi Forza Italia all'8,7%, con 7 seggi e Fratelli d'Italia al 4,4%, con 4 seggi. L'indagine è stata realizzata sulla base di otto sondaggi di istituti italiani tra il 19 gennaio e l'8 febbraio (due di Ipsos, due di Emg Acqua, due di Swg, uno dell'Istituto Piepoli e uno di Euromedia Research). Sotto la soglia di sbarramento, e quindi con zero seggi, sono Più Europa (3,3%), Potere al Popolo (2,2%), Articolo 1-Mdp (1,9%) e altri partiti (4,1%).

Il gruppo che guadagna più seggi è dunque quello dell'Enf, in cui siede la Lega, il partito che in Europa, secondo queste proiezioni, dovrebbe fare il salto maggiore. Nel dettaglio: il Ppe è previsto passare da 217 seggi, quanti ne ha oggi (in un'Aula con 751 seggi, che dovrebbero diventare 705 nella prossima legislatura per via della Brexit) a 183, scendendo da 28 a 23 delegazioni nazionali; l'Italia passa da 13 a 8 seggi nel gruppo Ppe. Il gruppo dei Socialisti e Democratici, S&D, passa da 186 a 135, perdendo 51 seggi (con 26 delegazioni nazionali, ne perde due); l'Italia qui è più che dimezzata, passando da 31 a 15 seggi e cedendo lo 'scettro' di delegazione più numerosa ai Socialisti.

L'Ecr, Conservatori e Riformisti, cala da 75 a 51 seggi, con gli italiani stabili a 4 (il gruppo ben 8 delegazioni nazionali, scendendo a 11). L'Alde, i Liberaldemocratici, cresce da 68 a 75 seggi, con gli italiani assenti (perde tre delegazioni nazionali, a 18). I Verdi, che erano considerati in ascesa, perdono 7 seggi, da 52 a 45; l'Italia passa da un seggio a zero all'interno del gruppo (il gruppo passa da 18 a 10 delegazioni nazionali). L'estrema sinistra della Gue/Ngl cala da 52 a 46 seggi; l'Italia passa da 3 seggi a zero (il gruppo perde una delegazione nazionale, scendendo a 13). L'Efdd, il gruppo in cui siedono oggi i Cinque Stelle, cresce da 41 a 43 seggi; l'Italia sale da 14 a 22 seggi, assumendo che i Cinque Stelle restino nell'Efdd, cosa che non è detta dato che hanno dichiarato l'intenzione di creare un nuovo gruppo.

Il gruppo Efdd sulla carta è a rischio, perché, secondo queste proiezioni, perderebbe due delegazioni nazionali, passando a 5, sotto la soglia minima necessaria per costituire un gruppo. La destra dell'Enf è il gruppo che aumenta di più, da 37 a 59 seggi; l'Italia passa da 6 a 27 seggi, l'aumento di gran lunga maggiore in tutta l'Unione europea. Sulla carta il gruppo è però a rischio, perché è sul filo per il numero di delegazioni nazionali (da 8 passa a 6). I non iscritti scendono da 22 a 10; gli altri, cioè i gruppi che per ora non hanno una precisa affiliazione politica (tra cui la Lrem di Emmanuel Macron) sono 58; di essi 18 sono francesi, nessuno è italiano.

 

(Fonte: Ansa, Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri

La signora è tornata; Marine Le Pen vuole diventare il primo partito alle prossime Elezioni Europee

Dopo la sfortunata performance dello scorso anno, oggi (gli storici alleati di Salvini) i Nazionalisti della Le Pen, sono in forte ripresa 


Meno di 18 mesi fa, Marine Le Pen uscì sconfitta ed esausta dalle elezioni che hanno visto il prevalere di Macron. Aveva perso il ballottaggio presidenziale francese, dopo una un dibattito molto sentito in cui i contendenti sembravano spinti in una selva senza regole e Marine non ha retto il confronto. La sua leadership nel "Fronte nazionale", un partito di populisti di sangue e terra, veniva meno e negli ambienti politici francesi si diceva che la Le Pen ne fosse uscita depressa. In pochi mesi, perse il suo alleato più stretto, Florian Philippot, e scoprì che i conti bancari francesi del suo partito erano vuoti e inaspettatamente venivano chiusi.

Ma ecco che la leonessa ritorna pronta a nuove battaglie, era a Roma l'8 ottobre con un nuovo bagliore negli occhi, accanto a Matteo Salvini, una raggiante signora Le Pen ha lanciato una protesta contro l'Europa "totalitaria" e ha proclamato l'inizio di una nuova storia con la "S" maiuscola.il Populismo e il nazionalismo potrebbero anche essere stati sconfitti alle urne in Francia nel 2017, ma le Elezioni Europee sono un'altra storia, sia la signora Le Pen, sia Matteo Salvini sperano che le elezioni del prossimo maggio dimostrino che le loro idee e i loro partiti, cavalcando un'onda anomala anti Europa, hanno molto da dire. La Lega e il nuovo "Rassemblement national" (Raggruppamento Nazionale), di Marine Le Pen sono delle forze populiste da non sottovalutare. L'idea potrebbe essere quella di sfruttare un'affluenza generalmente bassa e l'opportunità di un voto di protesta, in queste circostanze l'estrema destra francese e la destra italiana hanno spesso fatto bene nei sondaggi europei. Nel 2014 il "Front Nazional" ha ottenuto il primo posto in Francia, con il 25% dei voti. Per i francesi, il voto del prossimo anno sarà determinante anche come test elettorale politico a medio termine, Macron viene da un'estate di scandali mal gestiti e commenti offensivi e oggi i rating di popolarità del presidente francese sono crollati. Questa settimana ha visto Macron lottare per rimescolare il suo governo, dopo che il suo ministro degli Interni, Gérard Collomb, si è dimesso, lamentando il fatto che il presidente era privo di umiltà. Le elezioni del prossimo maggio saranno "molto complicate", afferma uno dei suoi deputati. "Il rischio è che il voto si trasformi in un referendum proprio su Macron." Un sondaggio dell'ultima ora pone la signora Le Pen al 20% e questo la potrebbe vedere di nuovo in cima alla scala di gradimento francesi. "Il vento populista soffia ovunque," avverte Xavier Bertrand, presidente della regione Hauts-de-France, che ha battuto la signora Le Pen nel 2015.

La Le Pen e Salvini sperano di beneficiare di questa brezza, che ha messo in atto uno spostamento strategico sull'Europa e che potrebbe rendere sia il "Rassemblement national" (Raggruppamento Nazionale), sia la Lega una prospettiva meno allarmante per alcuni elettori. Dopo il referendum sulla Brexit nel 2016, guidato dal signor Philippot, allora vicepresidente del partito, l'onorevole Le Pen è diventata un "frexiteer". Un manifesto di partito all'epoca mostrò un paio di pugni che rompevano le catene accanto allo slogan: "Brexit, e ora la Francia!" L'anno scorso ha basato la sua campagna appoggiando un referendum che proponeva delle modifiche sui trattati dell'adesione all'UE e un ritorno a una "valuta nazionale" al posto del Euro. Purtroppo per lei però era troppo presto, i risparmiatori, in particolar modo i pensionati, hanno temuto per i loro risparmi e al primo turno, solo il 10% degli over 70 ha votato per la signora Le Pen, meno della metà del totale dei voti che si sarebbe aspettata.

Da qui partì l'impegno a lavorare verso una "Europa delle nazioni" riformata, un idea molto discussa anche con la Lega di Salvini, insieme hanno promesso di rimodellare l'UE e liberarla dalle grinfie di "quelli rintanati nel bunker di Bruxelles". La signora Le Pen non è più favorevole a lasciare l'UE, ma a conquistarla. Richiamando gli slogan inglesi, "in Europa, ma non governati dall'Europa", il ritornello di molti leader conservatori in Gran Bretagna.

In tutto questo trambusto è doveroso ricordare che Marine ha ancora qualche difficoltà a casa, un tribunale le ha ordinato di sottoporsi a un test psichiatrico in relazione al caso in cui le viene contestato di aver postato su Twitter immagini che mostrano la violenza dello Stato islamico. Ma non è il solo problema che la nuova Le Pen deve fronteggiare, come il suo "oggi amico Salvini", un'indagine che ha portato al sequestro 1 milione di dollari di sussidi pubblici al partito. 

Nonostante tutto la leonessa ricorda che i nazionalisti francesi furono sconfitti nel 2017, non schiacciati. 

  • Pubblicato in Esteri

Ondata di odio in Germania, manifestanti scendono in piazza con cori razzisti e saluti nazisti

Chemnitz Germania, lunedì notte dopo l'uccisione di un ragazzo di 35 anni, accoltellato da due cittadini uno iracheno e uno siriano durante una lite, scoppia la rivolta.


I manifestanti hanno dato il via alla violenza facendo il saluto Nazista e gridando "Stranieri fuori", mentre si scontravano con una contro-manifestazione a favore dei migranti che cantavano "I rifugiati benvenuti". Notti di terrore e di violenze nella città di Chemnitz, nella Germania orientale, che hanno lasciato diverse persone ferite e un paese costernato per le immagini dei disordini. La polizia in Sassonia ha rilasciato un comunicato in cui rivela che diverse persone sono state curate per ferite riportate negli scontri di lunedì sera, mentre una decina di persone sono state indagate per aver alzato il braccio nel simulando il famoso saluto a Hitler.

La violenza è scoppiata domenica, dopo che i nazionalisti e gli appassionati di calcio di estrema destra hanno invitato i sostenitori, anche sui social media, a scendere in strada per "difendere" il loro paese dagli immigrati dopo l'uccisione di un uomo tedesco di 35 anni. La cancelliera Angela Merkel ha espresso le sue condoglianze alla famiglia della vittima e ha condannato la violenza scatenatasi per le strade, dicendo ai giornalisti di aver visto un video di manifestanti "che inseguivano persone, assemblee tumultuose e odio per le strade". "Posso solo sottolineare che questo non ha nulla a che fare con lo stato di diritto in questo paese", ha detto la signora Merkel. "Non ci può essere posto nelle nostre strade per questi disordini". Ha anche accolto l'offerta del suo ministro dell'interno, Horst Seehofer, di sostenere le autorità sassone nel garantire il rispetto della legge a Chemnitz. 

Un iracheno di 21 anni e un siriano di 22 anni sono stati arrestati lunedì sospettati di aver pugnalato la vittima durante un litigio con lui e altri due uomini, entrambi feriti, il caso è stato rilevato da un procuratore speciale per la gestione dell'estremismo nello stato della Sassonia.

Le violenze scoppiano senza avvisaglie, nei primi video si vede un uomo bianco, che insegue un giovane dalla pelle scura per strada mentre qualcuno in sottofondo grida "Non sei il benvenuto qui!" 

Dopo una pausa di tensione, gli scontri sono ripresi in vigore alla fine della giornata di Lunedì scorso. I video di lunedì sera hanno mostrato diverse migliaia di dimostranti che brandivano bandiere tedesche e gridavano "Noi siamo il popolo" e "Chemnitz è nostro - gli stranieri fuori" alzando le braccia nel saluto nazista.

Sul lato opposto un gruppo più piccolo ha gridato "Nazisti fuori". Nel mezzo della via pubblica, la polizia è apparsa in inferiorità numerica e subito sopraffatta e ha lottato duramente per tenere separati i gruppi. 

La Sassonia ha lottato a lungo con l'estremismo  e il nazismo. Parte dell'ex Germania dell'Est, confina con la Repubblica Ceca a sud e con la Polonia a est.

Nel 1991, poco dopo la caduta del muro di Berlino, un gruppo di 500 neonazisti ha attaccato edifici che ospitano rifugiati a Hoyerswerda, a nord-est di Chemnitz. Da allora, ci sono  sempre stati attacchi di estrema destra contro gruppi di minoranza a Lipsia, e Freital, anche in Sassonia. 

Va ricordato che la capitale dello stato, Dresda, è il luogo dove è nato il movimento nazionalista anti-musulmano Pegida, un acronimo tedesco per un nome che si traduce approssimativamente come "europei patriottici contro l'islamizzazione dell'Occidente".

Lo stato è anche sede di una fazione forte del partito "Alternativa per la Germania, noto come AfD". Recenti sondaggi mostrano il partito posizionato come la seconda forza più forte nello stato, sorpassando anche i conservatori della Cancelliera Merkel.

 

Fonte: (nytimes)

 

  • Pubblicato in Esteri
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

-2°C

Milano

Clear

Humidity: 39%

Wind: 9.66 km/h

  • 03 Jan 2019 3°C -3°C
  • 04 Jan 2019 2°C -6°C