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Centrodestra, Maullu: "In questa fase convulsa vogliamo rimettere al centro il Paese". E su Berlusconi, Salvini e il "modello Liguria" dice...

L'eurodeputato di Forza Italia ha organizzato insieme a Vittorio Pesato, consigliere regionale lombardo, un tavolo di lavoro al Palazzo delle Stelline di Milano per elaborare idee e programmi con il contributo di dirigenti locali, rappresentanti regionali e comunali del suo partito e di Fratelli d'Italia. Al centro della discussione cinque punti: sovranità, crescita, bisogni, sicurezza e comunità. Ai microfoni de ilComizio.it un'intervista a 360 gradi sul quadro politico italiano ed europeo - (VIDEO)


L'eurodeputato di Forza Italia Stefano Maullu e Vittorio Pesato, consigliere regionale lombardo e promotore della Rete dei Patrioti hanno organizzato un incontro, che hanno voluto chiamare "Alleanza per la Repubblica" al Palazzo delle Stelline di Milano. L'appuntamento - hanno precisato i promotori - più che un convegno voleva essere un "tavolo di lavoro", una base contenutistica e progettuale per una proposta nel dibattito all'interno del centrodestra. Per farlo si sono ritrovati sabato mattina nel capoluogo lombardo numerosi dirigenti locali, assessori e consiglieri regionali, consiglieri comunali di Forza Italia e Fratelli d’Italia chiamati ad elaborare idee e programmi su cinque punti che Maullu ha voluto porre al centro della discussione: sovranità, crescita, bisogni, sicurezza e comunità. Sono intervenuti, tra gli altri, Giovanni Toti, Maurizio Gasparri, Altero Matteoli, Mariastella Gelmini, Paolo Romani, Lidia Ravetto e Salvo Pogliese.

"Bisogna ripartire dai contenuti e dalle sfide più importanti sulle quali il centrodestra può compattarsi e tornare a essere forza di governo", ha dichiarato l'eurodeputato che ha richiamato le parole d'ordine per rilanciare le ambizioni sopite di una coalizione che ha saputo governare il Paese in passato e che oggi vuole imporsi di tornare al ruolo che le compete: "Identità, crescita, bisogni, sicurezza, comunità, quindi impresa, tasse, immigrazione, famiglia: temi sui quali il centrodestra deve fare sintesi con obiettivi ben chiari, cioè gli interessi dell'Italia e degli Italiani in una dimensione europea".

Ai microfoni de ilComizio.it l'on. Maullu ha rilasciato una videointervista completa e ricca di commenti sui temi caldi della politica italiana ed europea. 

L'esperta di terrorismo islamico: "Il killer di Quebec City ammirava Trump, Marine Le Pen e le forze israeliane"

Il tweet di Rita Katz, analista cittadina dello Stato ebraico, direttrice del Site Intelligence Group, società americana che pubblica tutte le attività online delle organizzazioni jihadiste, rivela a modo suo le simpatie di Alex Bissonette, lo studente canadese, arrestato per l'attacco al centro islamico costato la vita a sei persone.

Rilasciato il giovane marocchino fermato dopo la sparatoria. Restano i dubbi: chi ha gridato Allah Akbar? Testimonianze, news e commenti risultano contraddittori. Serve una verità "politica"?


 

''A uno degli assalitori della moschea di Quebec, Alex B (Bissonnette, ndr), piacevano Trump, Marine Le Pen e le forze di difesa israeliane su Fb, rendendo improbabili i legami con la Jihad'': lo ha twittato l'analista israeliana Rita Katz, direttrice di Site Intelligence Group, società Usa che si occupa di pubblicare tutte le attività online delle organizzazioni jihadiste.

(Fonte: Ansa)

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Strage di Quebec City, Toni Capuozzo: "Si sospetta una vendetta islamica, ma l'informazione italiana..."

L'attacco armato alla moschea in Canada ha dato subito adito a interpretazioni mediatiche e politiche quasi tutte a senso unico, accreditando l'atto di odio verso i musulmani. Mentre emerge che uno dei due presunti attentatori arrestati è arabo e avrebbe gridato "Allah Akbar", il giornalista avanza un'ipotesi diversa citando un sito canadese: potrebbe trattarsi di una ritorsione contro chi potrebbe aver denunciato un traffico per la raccolta di armi e l'addestramento finalizzati alla jihad in Siria o al compimento di attentati. E punge i colleghi: "Potrebbero svegliarsi"


"Ancora sulla strage nella moschea di Quebec City. Mentre tutta l'informazione italiana - per non dire dei commenti in rete - trascura le notizie filtrate sull'identità dei due arrestati e invece sottolinea dichiarazioni premier Trudeau su Trump, attentato e politiche immigratorie, un sito canadese racconta una storia interessante". Toni Capuozzo, sul suo profilo Facebook, riporta un articolo uscito sul web sull'attentato a una moschea in Canada, dove sono morte sei persone e altre otto sono rimaste ferite. "La riassumo: fondamentalisti raccolgono armi e si addestrano, per combattere in Siria o colpire infedeli. Qualcuno lo viene a sapere e segnala alle autorità... E se fosse vendetta? Varrebbe doppia solidarietà al centro islamico di Quebec City, imbarazzo per Trudeau, e una sveglia per informazione nostrana. Vedremo". Capuozzo, insomma, caldeggia la teoria secondo la quale quel bagno di sangue altro non sia che una vendetta islamica. Una circostanza che tra l'altro è stata supportata da altre testimonianze: in primis, la moschea aveva denunciato degli estremisti islamici e potrebbe essere stata esposta a una vendetta. E ancora, testimoni affermano di aver sentito i terroristi urlare "Allah Akbar".

E poco dopo le parole di Capuozzo, la più fragorosa delle conferme: alcuni media canadesi hanno diffuso l’identità delle due persone arrestate per la strage. Si tratterebbe di Mohamed Khader e Alexandre Bissonnette. Stando a quanto si è appreso nessuno dei due era conosciuto alle forze di polizia che continuano a mantenere il massimo riserbo sul profilo dei due arrestati. Il secondo dei due ha 27 anni, è originario di Cap Rouge ed è stato arrestato a una ventina di chilometri di distanza dal luogo dell’attentato e sarebbe uno studente dell’università Laval, quella con il maggior numero di studenti stranieri di tutto il Canada. Anche l’altro arrestato potrebbe essere uno studente dello stesso ateneo. Bissonnette, sempre secondo le prime notizie che arrivano dal Canada, si sarebbe costituito spontaneamente con una telefonata alla polizia. Le autorità canadesi hanno poi specificato che non ci sono altri sospettati e che delle otto persone ricoverate in ospedale, cinque sono in condizioni critiche. Nel dettaglio, i morti sono due cittadini algerini, un tunisino, un marocchino e due giovani provenienti da altri paesi africani.

Fonte: liberoquotidiano.it

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Siria, barbarie islamista senza fine: l'Is distrugge la facciata del teatro romano di Palmira

I terroristi devastano ancora una volta il sito archeologico nella provincia di Homs, nella zona centrale del Paese, di cui a dicembre hanno ripreso il controllo dopo essere stati cacciati mesi prima dalle forze di Damasco del presidente Assad. L'Unesco: "Un nuovo crimine di guerra e una perdita immensa per il popolo siriano e per l'umanità"


"L'organizzazione terroristica del Daesh (Is) ha distrutto la facciata del teatro romano e il Tetrapilo nella città di Tadmur", l'antica città siriana di Palmira, nota per il sito archeologico patrimonio dell'umanità. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, che cita "fonti della società civile".

 Il Tetrapilo, di epoca romana, è considerato uno dei 'gioielli' del sito di Palmira. I jihadisti dell'Is hanno nuovamente occupato lo scorso dicembre la città che si trova nella provincia di Homs, nella Siria centrale, dopo che a marzo le forze di Damasco avevano ripreso il controllo della zona.

A Palmira, come altrove, l'Is si è reso responsabile di un'infinità di atrocità, anche della decapitazione dell'archeologo siriano Khaled Asaad, custode del sito della città.

UNESCO - "Questa distruzione è un nuovo crimine di guerra e una perdita immensa per il popolo siriano e per l'umanità". Lo afferma il direttore generale dell'Unesco, Irina Bokova, dopo le notizie e le immagini satellitari sulla distruzione del Tetrapilo e di parti del proscenio del teatro romano della città.

"E' un nuovo attacco contro il patrimonio culturale che, a poche ore dalle notizie ricevute dall'Unesco riguardo esecuzioni di massa nel teatro, dimostra come la pulizia culturale da parte degli estremisti violenti stia cercando di distruggere sia vite umane che monumenti storici per privare il popolo siriano del suo passato e del suo futuro - aggiunge la Bokova in una nota - E' per questo che la tutela del patrimonio è inalienabile della difesa delle vite umane".

(Fonte: Adnkronos)

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Maullu: "Stop alle sanzioni alla Russia che stanno danneggiando gravemente l'export italiano"

L'eurodeputato di Forza Italia (Ppe) è da tempo impegnato nel sostenere la necessità di interrompere l'embargo commerciale contro la Federazione Russa, voluto dagli Stati Uniti sotto la presidenza Obama. Una situazione che sta nuocendo in termini molto pesanti alle imprese italiane esposte nel Paese, soprattutto per quanto riguarda l'agroalimentare, il lattiero-caseario e il manifatturiero. Se ne è parlato in un convegno organizzato dallo stesso parlamentare europeo a Palazzo Pirelli cui hanno partecipato imprenditori, rappresentanti di Confindustria e Coldiretti e il vice console russo a Milano. L'intervista de ilComizio.it - (VIDEO)


 Si è svolto a Palazzo Pirelli un convegno organizzato dall'eurodeputato di Forza Italia, Stefano Maullu, in cui è stato affrontato un tema molto sentito dalle imprese in una fase già difficile per ragioni congiunturali. Al Pirellone, in una sala piena, nonostante l'orario dell'incontro (le 18 di venerdì 20 gennaio) si è parlato di quanto le sanzioni inflitte alla Federazione Russa abbiano danneggiato il comparto economico milanese e lombardo. A discuterne diversi rappresentanti di associazioni di categoria e osservatori economici (Federalimentare, Assocalzaturifici, Coldiretti, Assolombarda, Ice Milano), che hanno fatto un bilancio, settore per settore, di quanto negli ultimi tre anni le imprese lombarde e milanesi abbiano subito gli effetti delle sanzioni.

"I numeri sono chiari: l'export lombardo, dalle sanzioni alla Russia in poi, ha perso qualcosa come 1 miliardo e 400 milioni di euro", ha detto Maullu che ha rilasciato anche un'intervista a noi de ilComizio.it.

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Trump si vendica dei media: "Alle conferenze stampa solo giornalisti scelti da me"

La sala è piccola ma i rappresentanti della categoria hanno rifiutato di cambiare sede per i briefing. Il presidente eletto degli Stati Uniti parlando alla Fox ha annunciato: "C'è talmente tanta gente che vuole partecipare che dovremo decidere chi potrà entrare. Sono sicuro che glia altri saranno entusiasti..."


 

Donald Trump ha detto che sarà costretto a scegliere quali giornalisti potranno partecipare alle sue conferenze stampa. Così si è espresso sulla Fox il presidente eletto, dopo che i rappresentanti dei media hanno rifiutato di cambiare sede per i briefing.

 Secondo Trump, nell'attuale sala stampa non ci sarà posto per tutti i giornalisti che si vogliono accreditare. "C'è talmente tanta gente che vuole partecipare che dovremo decidere chi potrà entrare. Sono sicuro che gli altri saranno entusiasti. Molto presto ci pregheranno per avere una sala più grande", ha detto il presidente eletto all'emittente televisiva.

In realtà non tocca alla Casa Bianca decidere chi può assistere alle conferenze stampa del presidente. E' l'Associazione dei Corrispondenti della Casa Bianca (WHCA) che assegna i posti nella sala dei briefing, che si trova vicino allo Studio Ovale.

Il futuro capo di Ganibetto dell'amministrazione Trump, Reince Priebus, ha ipotizzato di trasferire le conferenze stampa celebrate tradizionalmente alla Casa Bianca in uno spazio più ampio fuori dall'edificio. Intervistato dall'Abc, Priebus ha spiegato che questo permetterà di avere più testate e una "maggiore copertura in tutto il Paese". Priebus ha parlato a 'This Week' della Abc dopo che la rivista Esquire aveva anticipato che i media potrebbero venire sfrattati definitivamente dalla loro area di lavoro dentro il palazzo presidenziale.

Su questo tema, il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Sean Spicer, ha riconosciuto che esiste una "discussione su come farlo". "L'unica cosa di cui si è discusso - ha detto Priebus - è se le prime conferenze stampa si terranno o meno in quella piccola sala stampa". Secondo Priebus, l'edificio dell'ufficio esecutivo Eisenhower, che si trova a ovest della Casa Bianca, potrebbe dare migliore ospitalità alle decine di giornalisti che prenderanno parte ai briefing. "Si può quadruplicare la quantità di persone in conferenza stampa", il che significherebbe una "maggior copertura da tutto il Paese", ha sottolineato Priebus. L'attuale disposizione della sala stampa della Casa Bianca era stata formalizzata durante il governo di Richard Nixon e finora nessun presidente l'ha modificata. Eventuali cambiamenti potrebbero dunque venire interpretati come un tentativo di proteggersi dal controllo del pubblico. (Fonte LaPresse)

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Dieselgate Usa: "Fca ha violato le norme sulle emissioni". La replica: "Rispettiamo le regole". Ma il titolo crolla a Wall Street

L'indiscrezione riportata dall'Associated Press: secondo alcune fonti il gruppo automobilistico guidato da Sergio Marchionne avrebbe utilizzato un software per aggirare le leggi anti inquinamento americane. Se le accuse fossero fondate la società rischia sanzioni fino a 4,63 miliardi di dollari


Dopo Volkswagen il Dieselgate colpisce Fca, finita sotto sotto accusa negli Stati Uniti: l'Agenzia per Protezione ambientale americana si appresta ad accusare l'azienda di aver usato un software per consentire emissioni diesel sopra i limiti. Lo riporta l'Associated Press citando alcune fonti, secondo le quali il software ha consentito di violare le norme sull'inquinamento. 

Dopo le indiscrezioni, Fca è affondata a Wall Street. I titoli sono arrivati a perdere il 18,39% a 9,05 dollari per azione. 

Arriva la replica della società. Fca Us ritiene che "i propri sistemi di controllo delle emissioni rispettino le normative applicabili". La società - afferma un comunicato - intende collaborare con la nuova Amministrazione "per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo, rassicurando l'Epa e i clienti di Fca Us sul fatto che i veicoli diesel della società rispettano tutte le normative applicabili".

Secondo quanto riporta la Cnbc, l'accusa delle autorita' americane a Fca per violazione delle norme sulle emissioni potrebbe costare sanzioni a Fca fino a 4,63 miliardi di dollari.

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Trump parte col botto: "Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra"

Prima conferenza stampa del presidente eletto degli Stati Uniti. Elogio alla sua futura amministrazione: "Sarà una delle più brillanti di sempre"; Nuovi ringraziamenti a Fiat Chrysler e Ford per i loro annunciati investimenti negli Usa; Sulle polemiche per i rapporti con la Russia: "Non abbiamo debiti con loro. Se piaccio a Putin è una cosa positiva, spero di avere una buona relazione con lui"


"Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra". Lo ha detto il presidente eletto, Donald Trump, nel corso della sua prima conferenza stampa (dopo 168 giorni), dalla vittoria delle presidenziali, ricordando di aver incontrato in questo periodo tanti importanti industriali che "se non avessi vinto le elezioni, sarebbero andati a investire altrove".

Il presidente eletto, nella conferenza stampa in corso, è poi tornato a ringraziare la Fiat Chrysler e la Ford per i loro annunciati investimenti negli Stati Uniti. Trump ha auspicato che anche la General Motors segua il loro esempio.

Trump ha quindi ringraziato i giornalisti che non si sono prestati a diffondere le "notizie false" sul suo conto. E parla di notizie false "che forse sono state diffuse dalla stessa intelligence". Le sue parole giungono dopo che alcuni media hanno parlato di dossier dei russi su Trump. "Ho molta paura di germi e batteri". Così ha liquidato le rivelazioni sulle presunte pratiche sessuali delle quali sarebbe stato protagonista durante un suo soggiorno a Mosca. Le rivelazioni sono contenute in un dossier di intelligence pubblicato da BuzzFeed e la cui veridicità non è stata confermata.

"Non ho crediti, debiti o accordi con la Russia", ha detto il presidente americano ai cronisti. "Abbiamo pochissimi debiti e non sono in mano alla Russia", ha aggiunto. In precedenza aveva detto che "se a Putin piace Donald Trump è una cosa positiva, io spero di avere una buona relazione con lui". "Per quanto riguarda l'hacking penso siano stati i russi", ha quindi affermato, aggiungendo che vi sono stati però attacchi informatici anche "da altre persone e altri paesi". Il presidente americano eletto ha poi ribadito l'accusa al Comitato Nazionale Democratico di non essere stato in grado di difendersi dai cyberattacchi.

Ricordando di aver incontrato in questo periodo tanti importanti industriali che "se non avessi vinto le elezioni, sarebbero andati a investire altrove", Trump ha poi promesso: "Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra". "La mia amministrazione - ha continuato - sarà una delle più brillanti mai messe assieme da un presidente". Trump ha poi tessuto le lodi di Jeff Sessions che sarà "un grande ministro della Giustizia" e di Rex Tillerson "pragmatico e pronto all'azione" come futuro segretario di Stato.

E dopo gli annunci delle scorse settimane, il presidente Usa ha confermato alla stampa di voler cedere le attività di famiglia agli eredi per la durata del mandato: "Do ai miei figli il controllo dei miei affari".

(Fonte: Adnkronos)

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