updated 2:50 PM UTC, Apr 6, 2020

Coronavirus, ora la Cina contrattacca: "Forse il paziente zero è un soldato americano". Dal ministero degli Esteri la prova che "scagiona" Wuhan?

Anche la Cnn ricorda come lo scorso ottobre centinaia di atleti delle forze militari americane fossero a Wuhan per i Military World Games


Risultato immagini per soldati usa coronavirus

Sospetti cinesi sugli americani. Arriva direttamente dal ministero degli Esteri di Pechino la teoria secondo cui potrebbero essere stati i militari americani a portare il coronavirus in Cina. Su Twitter il portavoce Zhao Lijian ha rilanciato ieri un video dell'audizione di due giorni fa alla Camera dei Rappresentanti con il direttore dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc), Robert Redfield, e ha chiesto "trasparenza" agli Usa. Oggi la Cnn ricorda come lo scorso ottobre centinaia di atleti delle forze militari americane fossero a Wuhan per i Military World Games.

"Redfield ha ammesso che alcuni americani apparentemente morti di influenza sono poi risultati positivi al nuovo coronavirus - ha twittato Zhao - Quando è iniziato tutto con il paziente zero negli Usa? Quante persone sono state contagiate? Quali sono gli ospedali? E' possibile che sia stato l'esercito americano a portare l'epidemia a Wuhan. Cercate di essere trasparenti! Diffondete pubblicamente i vostri dati! Gli Usa ci devono una spiegazione".

Redfield non ha fornito indicazioni temporali nel suo intervento. Ma per Zhao si tratterebbe di una prova che 'scagiona' la città di Wuhan, dove è stato inizialmente segnalato il coronavirus.

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Un altro portavoce della diplomazia cinese, Geng Shuang, ha già detto che ci sono "varie opinioni" sulle origini della pandemia, ma - ha avvertito - "il mondo dovrebbe essere unito nella battaglia invece di scambiarsi accuse". Ieri anche il capo del dipartimento per l'Informazione del ministero degli Esteri di Pechino, Hua Chunying, aveva rilanciato con un tweet le parole di Redfield, sottolineando: "E' assolutamente sbagliato e inappropriato parlare di coronavirus cinese".

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Oggi il Vaticano rende pubblici gli archivi "Top Secret" sulla Seconda Guerra Mondiale

Gli archivi conservano la documentazione di Papa Pio XII (1939-1958), sui crimini commessi dal nazismo durante la seconda guerra mondiale.


Il Vaticano ha confermato la decisione di rendere pubblici gli archivi già alcuni giorni fa, rafforzando l'idea che consultare la documentazione, chiarirà il silenzio di Papa Pio XII, accusato negli ultimi decenni di non aver alzato la voce contro il nazismo durante la seconda guerra mondiale ( 1939-1945).

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Il Coronavirus e una storia di due mercati agroalimentari, quello italiano e quello cinese

Per combattere la diffusione di nuovi virus, il mondo deve riflettere sulle condizioni dei mercati agroalimentari e sullo sviluppo agricolo irregolare della Cina


La diffusione mortale del Coronavirus sta gettando un'enorme ombra sulle condizioni sanitarie cinesi, legate al mercato Agroalimentare, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato questa situazione un'emergenza globale. La sua diffusione sembra essere estremamente rapida sebbene il suo tasso di mortalità non sembri essere troppo elevato.

Sembra che il primo focolaio del virus provenisse dai mercati umidi cinesi, ovvero quei mercati dove si vende (in scarse condizioni igieniche), carne cruda, dove la gente comune compra animali selvatici e li mangia senza grandi precauzioni sanitarie. Tuttavia, dietro la diffusione del virus e le condizioni dei mercati umidi cinesi, si profila un quadro più ampio e preoccupante dello sviluppo agricolo irregolare della Cina. E proprio su questo tema può essere utile confrontare la Cina e l'Italia, entrambe le società hanno diete che si basano sul consumo di prodotti agroalimentari freschi. 

Il Parmigiano italiano VS il latte artificiale cinese

In Italia, la produzione dell'enorme business del parmigiano si basa su un piccolo numero di fornitori di latte di qualità. Sono circa 700 e il consorzio del Parmigiano acquista il loro latte seguendo severi criteri di qualità e di garanzia. I fornitori più piccoli hanno stalle composte da poche centinaia di capi, i più grandi alcune migliaia. Le mucche vengono allevate in condizioni sanitarie rigorosamente monitorate e il consorzio verifica a campione e senza preavviso, la qualità del latte. Se anche solo una volta, il consorzio rileva che il latte non è conforme allo standard, il fornitore viene "semplicemente abbandonato" perdendo la possibilità di continuare a garantirsi un futuro lavorativo con il consorzio del Parmigiano. In questa situazione, nessun fornitore ha molti incentivi a tradire la qualità del latte e tutti i fornitori sono invece incentivati ​​a produrre alimenti di qualità superiore.

La situazione è molto diversa in Cina. Nel 2008, le madri cinesi hanno scoperto che la formula del latte vaccino per i bambini era stata arricchita con Melamina, una sostanza artificiale a base di Formaldeide che aumenta le proteine ​​nel latte, ma danneggia seriamente i reni dei bambini. L'azienda produttrice acquistò il latte da decine di migliaia di agricoltori, la maggior parte dei quali aveva solo poche mucche. Gli agricoltori vendevano il latte agli intermediari che poi lo vendevano alle società di produzione. Il latte vaccino cinese ha poche proteine ​​e quindi qualcuno ha pensato bene di arricchirlo con della Melamina per soddisfare le esigenze nutrizionali. Ad oggi non si è ancora scoperto chi abbia aggiunto la melamina, troppi fornitori e intermediari coinvolti che non avevano alcun legame diretto con il produttore finale del latte vaccino per bambini. La catena di approvvigionamento era troppo lunga e larga per poter controllare efficacemente la qualità. L'unico modo per cercare di controllare le giuste misure sanitarie nella produzione, comporterebbe l'intervento statale con dei controlli a campione del latte di ciascun agricoltore, ma ciò richiederebbe uno sforzo in termini economici e di uomini monumentale che comunque non garantirebbe l'arrivo corretto al produttore, vista la tortuosa strada degli intermediari.

Per garantire davvero la qualità dell'offerta, si dovrebbe adottare il sistema del parmigiano, ovvero disporre di un numero inferiore di fornitori che hanno un incentivo economico per mantenere elevati gli standard. Ma per arrivare a questo stadio, molti agricoltori che ora allevano solo poche mucche dovrebbero perdere il lavoro e la terra, generando però ulteriore povertà e massa umana nelle ormai sature città.

 

Tutto ciò si abbatterebbe sul delicato sistema di Welfare cinese, il governo dovrebbe aumentare le tasse per dare sussidio iniziale agli agricoltori che decidessero di abbandonare la campagna, aumentando a dismisura le tasse anche a quei ceti, con cui aveva fatto accordi ben precisi. Ciò spezzerebbe il contratto sociale che il governo cinese ha stipulato con la propria gente dopo Tiananmen nel 1989. Sulla scia della repressione, i leader cinesi avevano stretto un patto con gli studenti, che potevano fare affari come volevano e non pagare tasse, purché non si intromettessero più con la politica. Potevano diventare ricchi ma stando fuori dalla politica. Ora se il governo cinese infrangesse quel contratto sociale, la sua posizione sarebbe gravemente indebolita e contemporaneamente dovrebbe stipularne uno nuovo andando a nuovi accordi.

E' facile notare che le grandi pandemie che hanno colpito gli uomini coincidono sempre con lo sviluppo di epidemie di animali, lo scoppio della SARS nel 2003 e oggi  il Coronavirus. Nel 2003, prima della SARS, si è verificata una massiccia esplosione di influenza aviaria. Prima del Coronavirus, esattamente nella primavera del 2019, la Cina era stata spazzata da un'epidemia di influenza suina che ha causato l'abbattimento di metà della popolazione di maiali, che corrisponde a circa un quarto della popolazione mondiale. L'influenza suina è ancora in corso e non è chiaro quando e se sarà superata. Il 1 ° febbraio, nella provincia meridionale cinese di Hunan, vicino a Hubei, culla del Coronavirus, si è anche verificato un nuovo imponente focolaio di influenza aviaria.

Qui ci sono due questioni da considerare: una è la soluzione dell'attuale epidemia di Coronavirus e certamente il mondo intero deve cercare di collaborare per fermare il virus, la seconda è un problema sistemico più ampio; come modernizzare l'agroindustria cinese per "prevenire una diffusione massiccia di malattie degli animali alle persone in futuro".

La produzione agricola e le vendite di carne devono essere ammodernate ed eseguite secondo le moderne condizioni sanitarie. Ma questo ha anche grandi implicazioni politiche.

Chiaramente, la SARS e il CORONAVIRUS dimostrano che questi problemi non sono solo cinesi ma, poiché hanno un enorme impatto sull'insicurezza sanitaria in tutto il mondo, sono anche problemi globali.

 

 

FONTE: AsiaTimes

Conflitto USA-IRAN, Trump risponde a Khamenei: "deve prestare attenzione alle sue parole"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, avverte l'Iran che Ali Khamenei, il più alto leader spirituale del paese, deve prestare attenzione a ciò che dice.


"Il Leader più alto" dell'Iran Ali Khamenei, oggi guida spirituale del paese, venerdì durante la preghiera sacra, ha rivolto pesanti minacce agli Stati Uniti e all' Europa". Alle accuse ha subito risposto Donald Trump che su Twitter ha scritto, “La loro economia sta collassando e la loro gente sta scappando. Deve prestare molta attenzione alle sue parole! ”. 

 

Donald J. Trump
 
@realDonaldTrump
 
 

The so-called “Supreme Leader” of Iran, who has not been so Supreme lately, had some nasty things to say about the United States and Europe. Their economy is crashing, and their people are suffering. He should be very careful with his words!

  
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Khamenei (80 anni) ha guidato per la prima volta in otto anni, la tradizionale preghiera del venerdì a Teheran. Nel passi del suo discorso, hanno trovato posto pesanti minacce e accuse contro gli Stati Uniti. "L'attacco missilistico contro gli americani in Iraq è stato uno schiaffo frontale a un potere arrogante, questa è la prova che Dio è con noi", ha detto l'Ayatollah, che ha definito il giorno in cui l'Iran ha attaccato gli obiettivi statunitensi "un giorno di Dio".

L'Ayatollah ha anche espresso il suo sostegno per le Guardie rivoluzionarie, il corpo d'élite militare iraniano e mentre gli adepti cantavano "Death to America", ha affermato che la Guardia rivoluzionaria, potra ora condurre la loro lotta anche al di fuori dei confini dell'Iran, dal momento che "Gli Stati Uniti hanno ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani fuori dai loro confini", ha inoltre invitato le truppe statunitensi a lasciare immediatamente la regione.

 

Fonte: Demorgen

 
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Grecia; la polizia antisommossa spara gas lacrimogeni contro i medici ospedalieri che protestano contro la privatizzazione della sanità

Mercoledì 18 dicembre, la polizia antisommossa greca ha sparato gas lacrimogeni contro i medici ospedalieri nel centro di Atene, che protestavano contro la richiesta dell'Unione Europea di privatizzare la sanità pubblica.


Gli scontri sono iniziati quando i sindacalisti dell'Associazione ellenica dei medici ospedalieri della Grecia (OENGE), hanno tentato di entrare nella sala di Aigli Zappeion dove la Panhellenic Medical Association (PIS) ospitava un evento sulla partnership pianificata tra il settore privato e quello della sanità pubblica.


 Nonostante l'intervento della polizia i manifestanti sono riusciti a entrare nella sala e interrompere l'incontro. 

L'unione dei medici dell'ospedale pubblico incolpa la leadership dell'Associazione medica di essere “in prima linea nella promozione dei piani del governo per la piena privatizzazione della salute pubblica”, questa rappresenta “la caduta della sanità pubblica in favore di grandi interessi privati."

Il sindacato ha descritto come "casus beli" la possibilità che "i medici privati ​​lavoreranno negli ospedali pubblici, la gestione delle attrezzature tecnico-mediche sarà gestita da società private e lo status degli ospedali pubblici sarà trasformato in quello delle società private”, rispecchiando in pieno il piano sanitario Americano e in parte quello nazionale Britannico. Due potenze che con la Brexit si vedono sempre più vicine. 

Il sospetto è che questo sia parte del grande piano delle potenze UE, che vogliono rendere la Grecia, uno stato sottomesso e conquistato, non militarmente ma economicamente. La nuova schiavitù dei nostri tempi. 

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Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, vola in Africa per il suo primo viaggio istituzionale

 Il primo viaggio fuori dall'UE, non porterà il nuovo presidente della commissione europea negli Stati Uniti, ma in Etiopia. C'è un messaggio ai populisti, nella decisione di Ursula von der Leyen?


Forse "no", Ursula von der Leyen non ha mai pronunciato la parola "migrazione". Migrazione, che suona come preclusione e rifugiati morti nel Mediterraneo. La migrazione è sinonimo di rabbia e vecchi dibattiti che hanno spesso determinato gli incontri e gli scontri dei politici europei e africani.

Il nuovo presidente della commissione europea non vuole parlare di problemi, ma di opportunità. Pertanto, preferisce parlare della lotta ai cambiamenti climatici ed elogia lo scenario di ripresa di alcuni paesi africani. "L'Africa è un partner su cui conto", afferma. Il suo primo incontro è con Moussa Faki, presidente della Commissione dell'Unione Africana e Ministro degli Esteri del Ciad, che si mostra sorridente piacevolmente colpito dalla visita della von der Leyen.

Ursula von der Leyen è in carica come presidente della commissione europea dal primo Dicembre 2019, ora vuole sfruttare il nuovo incarico per rilanciare anche le relazioni con l'Africa. Il fatto che visiti l'Etiopia è già una dichiarazione. Finora, il primo viaggio extraeuropeo di precedenti capi delle commissioni dell'UE li ha portati regolarmente negli Stati Uniti o a un vertice importante nei paesi dell'Occidente.

L'Etiopia è vista come uno dei principali paesi fautori del rilancio africano: se c'è un posto dove l'Africa ha prodotto in modo affidabile buone notizie nel campo economico, questo è l'Etiopia. Insieme al presidente della Commissione dell'Unione Africana, Ursula von der Leyen incontrerà il presidente dell'Etiopia, Sahle-Work Zewde e il primo ministro Abiy Ahmed. Sebbene l'Unione africana sia incomparabile con la Commissione europea in termini di poteri e potere, la fusione di 55 stati africani è un forte simbolo di cooperazione transfrontaliera. Il presidente dell'Etiopia, a sua volta, è attualmente l'unica donna a capo di uno stato africano, con la Leyen che è la prima donna a capo della Commissione europea. 

Una delle motivazioni extra economiche del viaggio è la fine della guerra tra i due storici rivali, L'Etiopia e L'Eritrea, un conflitto che si posizionava come un muro per lo sviluppo dei popoli africani. I diplomatici dell'UE stanno confrontando lo sconvolgimento che sta avvenendo attualmente in Etiopia e nella regione del Corno d'Africa, con la caduta del muro di Berlino in Germania e in Europa 30 anni fa. Il primo ministro etiope Abiy Ahmed, Martedì prossimo riceverà il Nobel per la pace, nonostante tutti i problemi legati a storiche divergenze anche religiose, Ahmed con estenuanti colloqui con il paritetico eritreo è riuscito a porre fine al sanguinoso conflitto. 

"Congratulazioni per il premio Nobel", ha affermato la Von der Leyen durante il loro incontro, "oggi sono qui per ascoltare", ha concluso Von der Leyen.

Volo di una notte il venerdì sera, volo di ritorno il sabato sera, la presidente della commissione europea non ha molto tempo per la sua visita, inoltre non ha pacchetti di soluzioni già pronte, vuole scoprire cosa ha funzionato nella politica UE-Africa in passato e cosa no. "Vogliamo separare il successo dalla realtà dei castelli di carta esistenti", ha affermato la  Von der Leyen, dopo l'incontro con il presidente.

Intanto si sta preparando il grande incontro per il vertice dei capi di stato UE-Africa, a Bruxelles. Tutto ciò suona come una nuova partenza, l'unico problema è cancellare le strategie di alcuni stati europei che hanno grandi interessi in Africa e le incomprensioni nei trattati effettuati negli anni precedenti alla visita della Leyen. Ciononostante, l'UE continua a rimanere indietro rispetto ai suoi Stati membri, ad esempio per quanto riguarda il rispetto degli impegni finanziari assunti durante il precedente vertice africano in Costa d'Avorio. 

Inoltre, gli stati europei non sono più i soli interessati alla regione del Corno d'Africa. Sebbene l'UE continui a posizionarsi molto più avanti rispetto a paesi come Stati Uniti e Russia, la Cina nella vicina regione del Golfo sta aumentando il volume degli scambi, gli investimenti diretti e gli aiuti allo sviluppo.

Al contrario, la Von der Leyen vuole dare più di un segnale con la sua "commissione geopolitica", l'Europa dovrebbe mostrare la sua forza, questo è il modo di renderla visibile, specialmente in Africa. Ad Addis Abeba investirà in aiuti economici, 100 milioni di euro per le riforme economiche, altri 50 milioni per il sistema sanitario e così via.

Il breve viaggio è quello di segnare l'inizio di una nuova politica africana per l'Europa, Lunedì scorso, la Leyen ha tenuto un breve discorso in occasione del lancio della Conferenza sui cambiamenti climatici a Madrid, sottolineando che la lotta ai cambiamenti climatici è uno dei compiti principali della sua nuova commissione e Mercoledì prossimo presenterà il suo cosiddetto Green Deal europeo, che vedrà l'Africa come parte centrale del discorso, "Le persone", afferma la Von der Leyen, "sentono il cambiamento climatico più qui che altre parti del mondo, perché i deserti diventano più grandi e le inondazioni sempre più violente.".

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Brexit, Honda chiuderà la fabbrica di Swindon: si perderanno 3.500 posti di lavoro. Il governo britannico: "Decisione terribile". Ma la lista delle fughe industriali dal Regno Unito è già lunga

Un altro durissimo colpo per Londra dopo la decisione della Nissan di sospendere la produzione del Suv X-Trail nello stabilimento di Sunderland, l'annuncio della Porsche del rincaro del 10% dei prezzi di listino e la presa di posizione della Ford che aveva parlato di "catastrofe". Senza contare che, per quanto riguarda un altro settore importantissimo, Panasonic e Sony hanno deciso di trasferire le proprie operazioni ad Amsterdam


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Honda ha confermato il piano di chiudere nel 2021 la sua fabbrica europea di Swindon, in Gran Bretagna, che causerà la perdita di 3.500 posti di lavoro. Lo riporta Sky News, che ieri aveva anticipato la decisione della casa automobilistica giapponese. L'iniziativa, ha spiegato Honda, è la risposta "a cambiamenti senza precedenti nell'industria automobilistica globale".

Lo scorso anno Honda nella sua fabbrica britannica, dove realizza la Civic, ha prodotto oltre 160 mila veicoli, poco più del 10% del totale delle auto realizzate nel Paese (circa 1,52 milioni). L'ufficializzazione dello stop all'impianto di Swindon è stata accolta duramente dal governo britannico, con il ministro Greg Clarg, titolare delle Industrie, che ha parlato di "decisione terribile per il Regno Unito".

Secondo le indiscrezioni filtrate dalla vigilia, la società nipponica dovrebbe ancora mantenere la sede europea a Bracknell così come il suo team di Formula 1 nel Regno Unito. Il passo indietro della casa automobilistica giapponese è l'ultimo di una lunga lista di addii: Panasonic e Sony hanno deciso di trasferire le proprie operazioni ad Amsterdam, mentre Nissan ha annunciato l'intenzione di cancellare il progetto di fabbricare i Suv a Sunderland nonostante le assicurazioni del Governo britannico.

Anche la Ford ha parlato apertamente di una "catastrofe" per il mondo automobilistico, soprattutto qualora il divorzio tra Londra e Bruxelles arrivi senza un accordo. La Porsche ha fatto sapere che aumenterà del 10% i prezzi di listino.

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Venezuela, Renzi attacca i 5 Stelle: "Per loro Maduro è un modello, si devono vergognare". E ne ha anche per Salvini (VIDEO)

Tra i diversi attacchi alle forze di governo davanti alla Stampa Estera per la presentazione del suo libro "Un'altra strada", Matteo Renzi ha bocciato senza mezzi termini la posizione del Movimento 5 Stelle sul Venezuela. L'ex premier ha deprecato il fatto che Nicolas Maduro abbia "ringraziato Roma" per non aver appoggiato apertamente l'opposizione alla sua presidenza. Alla Lega il senatore del Pd ha rimproverato di aver fatto dichiarazioni di segno opposto ma di aver votato poi insieme agli alleati grillini

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