updated 8:06 PM UTC, Feb 18, 2020

La Banca centrale europea ammette che il coronavirus è "fonte di preoccupazione"

Christine Lagarde avverte dell'incertezza sull'impatto economico dell'espansione del virus


La Banca centrale europea (BCE) ha ammesso che il coronavirus è "fonte di preoccupazione". La sua presidente Christine Lagarde ha affermato durante un dibattito, che esiste "incertezza" sull'impatto che potrebbe avere sia sull'economia cinese, sia su quella del resto del mondo. Tuttavia, ha sottolineato che, "quando questo tipo di pandemie vengono circoscritte e contenute, l'economia recupera". "Dobbiamo essere attenti, attenti e pazienti", ha concluso. Pertanto, ha scelto di monitorare attentamente l'evoluzione e la diffusione di questo virus.

Manovra fiscale 2020; il governo aumenta le tasse, la Lombardia invece migliora la qualità della vita

Nuovo passo avanti in Lombardia con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei lombardi, grandi investimenti per sanità, trasporti e per chi vive in difficoltà economiche. 


Approvato dal Consiglio regionale il Bilancio di Previsione 2020-2022, la Legge di Stabilità e il Collegato che contiene le norme per gestire la programmazione e la contabilità regionale. “Tra gli elementi che lo caratterizzano – ha commentato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – la cancellazione del superticket sanitario, la diminuzione del carico fiscale su cittadini e imprese, l’incremento delle risorse per la sanità, nel 2020 pari a 19.867,3 milioni di euro. Tutti segnali di grande attenzione per i cittadini ai quali vogliamo continuare ad offrire risposte concrete, rapide e in grado di soddisfare le esigenze che ci manifestano. Non si tratta di un punto di arrivo ma della prosecuzione di un percorso che ha un solo obiettivo, quello di migliorare, a tutti i livelli, la qualità della vita dei lombardi”.

In materia di Salute e sociale, inoltre il bilancio prevede ulteriori 200 milioni in più per il programma pluriennale di ristrutturazione di edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico, il contributo di solidarietà regionale per il fabbisogno abitativo destinato ai nuclei familiari in condizioni di indigenza o di temporanea difficoltà economica (23,5 milioni per ciascun anno del triennio) oltre alle misure premiali sui canoni di locazione – con l’obiettivo di azzerarli – per gli inquilini ultrasettantenni delle ALER e ERP in regola con i pagamenti (12,7 milioni nel biennio 2020-2021).

“Pur dovendo rispettare i vincoli statali che impongono un taglio di 147 milioni di euro quale concorso della Lombardia al mantenimento degli equilibri di finanza pubblica – ha commentato l’assessore al Bilancio, Finanza e Semplificazione Davide Caparini – garantiamo investimenti aggiuntivi per 159 milioni nel 2020 e 181 annui nel 2021 e 2022″.

“Grazie all’innovativo accordo con il Governo – ha detto ancora – abbiamo garantito l’incremento delle risorse per la sanità che nel 2020 saranno pari a 19.867,3 milioni di euro con ulteriori 200 milioni in più per il programma pluriennale di ristrutturazione di edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico”.

“Anche per quest’anno  – ha proseguito – abbiamo garantito la salvaguardia integrale delle risorse per le politiche sociali e un rifinanziamento pluriennale per le funzioni in materia di assistenza degli alunni con disabilità. Quindi sono assicurati i servizi e gli interventi sociali a favore dei minori, anziani e fragilità erogati attraverso il fondo sociale regionale (54 milioni per ciascun anno del triennio); gli interventi per iniziative sperimentali a favore delle famiglie (circa 11 milioni per ciascun anno del triennio); i servizi prima infanzia e nidi gratis (oltre 35 milioni anno); l’inclusione scolastica dei disabili sensoriali (12 milioni annui); le azioni a favore dei disabili, degli non autosufficienti o delle famiglie (10 milioni annui); i parchi gioco inclusivi (7 milioni 2020-2021); gli interventi a favore dell’assistenza svolta dagli assistenti familiari agli anziani (1,5 milioni annui)”.

Confermato il buono scuola (previsti 24 milioni per ciascun anno del triennio), il sostegno al reddito della dote scuola (previsti 2,6 milioni in ciascun anno del triennio) e per gli assegni di studio a studenti meritevoli (2 milioni per ciascun anno del triennio), i percorsi triennali d'Istruzione e Formazione Professionale (102 milioni per ciascun anno) e le scuole dell’infanzia (previsti 9 milioni per ciascun anno del triennio). Inoltre, seppur confermando il finanziamento al diritto allo Studio Universitario con 36 milioni in ciascun anno del triennio le risorse non sono comunque sufficienti a garantire la copertura dell’ingente flusso di studenti da fuori regione a cui viene garantito il diritto ma per cui lo Stato non corrisponde alcuna risorsa.

La Regione si fa anche carico dei trasferimenti ai Comuni per servizi di integrazione scolastica alunni disabili (10,5 milioni per ciascun anno del triennio) e del cofinanziamento per i centri per l’impiego (4 milioni annui) per cui si procederà all’assunzione di oltre 1.378 profili a tempo indeterminato entro il 2021, la maggior parte sarà assegnato alle provincie per un impegno di 111 milioni per formazione e sistemi informativi.

Per quanto concerne il carico fiscale, Caparini considera di grande rilevanza oltre all’eliminazione del superticket anche l’esenzione IRAP per le imprese nei centri storici e per le nuove aziende che iniziano la loro attività nelle aree urbane rigenerate e i due mesi di sconto l’anno per i lombardi che sceglieranno la domiciliazione bancaria per il pagamento del bollo. Confermate l’esenzione IRPEF e proroga degli ecoincentivi per i veicoli ecologici e contributo alla rottamazione.

Capitolo a parte per i trasporti e la mobilità. La Regione ha investito 1,6 miliardi di euro per il rinnovo del materiale rotabile ferroviario (112,4 milioni nel 2020, 80,7 milioni nel 2021, 112,4 milioni nel 2022) che consentirà di avere 176 nuovi treni operanti entro il 2024.

Inoltre, sono state destinate risorse per la realizzazione metrotranvie (3,5 milioni nel 2020, 19 milioni nel 2020 e 2,9 milioni nel 2022), interventi per la mobilità ciclistica (0,2 milioni nel 2020, 5,9 milioni nel 2021, 5 milioni nel 2022) e interventi per il miglioramento della viabilità (27,4 milioni nel 2020, 30,3 milioni nel 2021 e 21,2 milioni nel 2022).

“Il fondo nazionale per il trasporto locale – ha sottolineato l’assessore Caparini – non è sufficiente a coprire le necessità di tutta la regione al punto che la Lombardia aggiunge oltre 400 milioni di risorse proprio per garantire i servizi. Al fondo così costituito (un terzo Regione Lombardia, due terzi lo Stato) le agenzie del TPL accedono con una percentuale definita dopo una lunga trattativa e mancano almeno 100 milioni di euro che equivalgono a 300 milioni a livello nazionale. Il Governo è ancora in tempo per porvi rimedio”.

Per quanto riguarda lo sviluppo economico e la competitività nel triennio sono previsti 54,7 milioni di euro per progetti di riqualificazione urbana e il sostegno nel settore del commercio. Per le iniziative e i programmi di ricerca e innovazione previsti oltre 30 milioni nel triennio. Sono state confermate tutte le misure a favore delle imprese che in questi anni hanno riscosso un notevole successo.

In agricoltura saranno finanziati progetti di ricerca e innovazione per 9 milioni ed erogati contributi alle imprese per facilitare l’accesso al credito per 6 milioni di euro sempre nel triennio.

Per promuovere Lombardia regione Olimpica 2026 per la promozione del nostro sistema turistico sono previsti 19,4 milioni nonché risorse per interventi in capitale per circa 7,2 milioni nel triennio. Ad essi si aggiungono 25 milioni per la ristrutturazione e l’ampliamento degli impianti sportivi, strutture alpinistiche e rifugi e 19 milioni per favorire la diffusione della pratica sportiva per tutti, con misure come lo Skipass gratuito per i minori. Inoltre, è di questi giorni in manovra statale del finanziamento per un miliardo delle infrastrutture viarie necessarie per le Olimpiadi.

Nel quadro dell’attrattività internazionale della nostra regione sono stati finanziati numerosi interventi per la valorizzazione del patrimonio, dello spettacolo, di attività e servizi culturali (81 milioni nel triennio).

Nonostante il differimento al 2020 deciso dal governo centrale del fondo per gli investimenti degli Enti territoriali, istituito su richiesta della Lombardia a vantaggio di tutte le regioni, continua l’ impegno della Regione per lo sviluppo delle valli prealpine (11,7 milioni nel triennio); previsti in bilancio interventi speciali a favore della montagna (10 milioni per ciascun anno del triennio), la tutela delle aree protette, parchi naturali protezione naturalistica e forestazione (50 milioni nel triennio),  risorse per la tutela della qualità dell’aria e Piano Regionale Inquinamento Atmosferico (7 milioni nel triennio). Assicurati gli interventi di efficientamento energetico (24 milioni nel triennio) e le risorse in materia di difesa del suolo e tutela delle acque pubbliche (110,5 milioni nel triennio)

 

 

FONTE: Lnonline

Plastic tax, una tassa nazionale che mette a rischio le imprese lombarde

Anche Regione Lombardia valuta con preoccupazione la decisione del Governo di inserire una tassa sulla plastica monouso, la cosiddetta ‘Plastic Tax’.


"È l’esempio dell’approccio ideologico e inadeguato di questo Governo alla soluzione dei problemi più difficili che colpiscono i nostri territori”, così l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, durante un'intervista che vedeva in primo piano la decisione del Governo di mettere una tassa sulla plastica monouso.

No al raddoppio del costo della plastica, in pericolo migliaia di posti di lavoro

“Si rincorre una finta propensione all’ambiente e all’economia circolare e lo si fa con uno strumento che otterrà l’effetto opposto. La plastic tax, cioè la tassa di 1 euro al kg sulla plastica riciclata, in cui il polimero più caro costa 94 centesimi" – prosegue Cattaneo – "significa raddoppiare il costo di questa plastica e per i polimeri meno cari triplicarlo, quadruplicarlo, decuplicarlo. Tutto questo avrà l’effetto di mettere fuori dal mercato le nostre imprese, farà perdere migliaia di posti di lavoro e non favorirà il percorso di transizione verso l’economia circolare che invece in Italia e, in particolare in Lombardia, sta funzionando molto bene”.

Con la plastic tax le nostre aziende potrebbero finire fuori dal mercato

“Abbiamo già avuto i primi riscontri concreti da parte di imprese lombarde che operano nella produzione e recupero della plastica. Non potranno più essere in condizioni di operare se procederà questa iniziativa del Governo. Questa non è la strada giusta. Invece di tassare chi lavora bisogna sostenere il riciclo. Si deve favorire una norma sull”End of Waste’ più adeguata e insistere perché si sviluppino le plastiche più compatibili con l’ambiente. La sostenibilità e la custodia dell’ambiente sono gli obiettivi del millennio. Con politiche mirate e attraverso l’impegno di ciascuno dovremo invertire la rotta anche per quanto riguarda la produzione dei rifiuti e intervenire in maniera decisa per cercare di recuperare tutte le materia che possono essere riciclate ed essere immesse nuovamente nel ciclo produttivo”.

La plastica è “uno dei nemici più duri da sconfiggere perché ha costi alti ed è difficile da smaltire: in Lombardia la raccolta è aumentata del 33%. Bene ha fatto l’Onu a ricordare questa criticità che investe tutto il pianeta e non solo la nostra Regione”. In Lombardia vengono raccolte in modo differenziato 186.500 tonnellate di plastica, i comuni che hanno attivato la raccolta differenziata sono 1351 pari all’ 88% del totale. La plastica rappresenta l’8% in peso del totale delle frazioni raccolte in modo differenziato. La raccolta differenziata pro capite della plastica è aumentata negli ultimi anni passando da meno del 15 kg abitante anno nel 2008 a quasi 20 kg abitante anno nel 2016 (+33%).

La raccolta differenziata cresce in tutta la Lombardia fino a raggiungere in provincia di Mantova l’81,8%; ben 7 altre province superano il 60% (e la percentuale media regionale), con Cremona e Varese che si attestano al 68,4% e al 67,4% rispettivamente. Seguono Como, con il 58,7% e Milano con il 57,6%, e chiudono Sondrio (46,6%), che negli ultimi anni si mantiene pressoché invariata, e Pavia (44,5%) che nonostante notevoli incrementi registrati recentemente (+10,8% nel 2012, +7,4% nel 2014 e +11,5% nel 2016) deve ancora colmare un notevole gap rispetto alle altre province (nel 2011 era appena al 30% di percentuale di raccolta differenziata). Incrementi maggiori per Pavia, che registra addirittura un +11,5%, passando dal 39,9% al 44,5%, seguita da Brescia, con un incremento di +8,2% (dal 57,5% al 62,2%) e Lodi, con il +7,4% (dal 58,9% al 63,2%). Incrementi in linea con quello regionale, nell’ordine del +3%, per le province di Cremona, Bergamo, Mantova, Como e Varese, e di circa il +1,5% per Milano. In diminuzione invece le province di Monza, Sondrio e Lecco, con -1,1%, -0,8% e -0,6% rispettivamente. L’obiettivo fissato entro il 2020 è il raggiungimento del 67% in tutti i territori. In Lombardia vengono prodotti 4.8 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e 12.6 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Dalle elaborazioni effettuate a livello comunale si segnala che nell’anno 2016 i Comuni che hanno superato la percentuale di raccolta differenziata regionale (60,8%) sono stati complessivamente 839 su 1.527, pari al 54,9%.

Doveroso ricordare che il Consiglio regionale della Lombardia è la prima amministrazione pubblica italiana ad aderire formalmente alla campagna “#IoSonoAMBIENTE” promossa dal Ministero dell’Ambiente e ad attivare così misure concrete per la riduzione del consumo di materia plastica.

Lavoro, cala la disoccupazione. Ma occhio a questi dati: dipendenti solo a tempo determinato e un lavoratore su 5 riceve meno di 9 euro (lordi) all'ora. Tutti i dettagli di un quadro in chiaroscuro

Nell'andamento tendenziale del mercato del lavoro del 2018, si riscontra una crescita di 87 mila occupati (+0,4% in un anno), dovuta ai dipendenti a termine e agli indipendenti (+200 mila e +12 mila, rispettivamente) mentre calano i dipendenti a tempo indeterminato (-125 mila). Lo rileva l'Isat ,che ha diffuso oggi i dati del IV trimestre 2018 del mercato del lavoro


Il 22% dei lavoratori dipendenti delle aziende private (sono esclusi gli operai agricoli e i domestici) ha una retribuzione oraria inferiore a 9 euro lordi, ovvero alla soglia individuata da uno dei disegni di legge sul salario minimo in discussione al Senato. La stima arriva dall'Inps che oggi è stato audito dalla Commissione Lavoro del Senato. Il 9% dei lavoratori è al di sotto degli 8 euro orari lordi mentre il 40% prende meno di 10 euro lordi l'ora.

Fissando la soglia del salario minimo a 9 euro lordi l'ora - ha spiegato l'Istat in una memoria - ci sarebbero 2,9 milioni di lavoratori che avrebbero un incremento medio annuo di retribuzione di 1.073 euro. L'Istat spiega che sarebbe coinvolto il 21% dei lavoratori dipendenti con un aumento stimato del monte salari complessivo di 3,2 miliardi.

Attenzione ad aumento lavoro nero per domestici - Quasi tutti i livelli di inquadramento del lavoro domestico hanno un salario orario inferiore a 9 euro. Lo rileva l'Inps in una audizione alla Commissione lavoro del Senato sul salario minimo chiedendo nell'eventuale introduzione di una soglia di salario minimo di tenere in considerazione "le oggettive caratteristiche del settore anche allo scopo di evitare il rischio di pericolose involuzioni che possono portare all'espansione del lavoro irregolare". Tra il 2012 e il 2017, rileva l'Inps il numero dei lavoratori regolari nel settore è diminuito del 15% passando da 1,01 milioni a 864.526 unità.

Il tasso di disoccupazione - rileva l'Istat - al Mezzogiorno è del 18,4% nel 2018, quasi tre volte quello del Nord (6,6%) e il doppio di quello del Centro (9,4%). Inoltre solo il Sud deve ancora recuperare i livelli di occupazione del 2008, prima della crisi, superato nel resto d'Italia. Il tasso di occupazione nel Mezzogiorno è del 44,5% nel 2018, un punto e mezzo in meno di 10 anni prima, nonostante i progressi dell'ultimo anno, simili a quelli del resto del Paese. Al Nord il tasso di occupazione è al 67,3% e al Centro al 63,2%.

Secondo l'istituto inoltre nel 2018 diminuisce il tasso di disoccupazione dall'11,2% del 2017 al 10,6%. Anche per i giovani c'è un miglioramento di 2,6 punti fino a un tasso di disoccupazione giovanile del 32,2%.

Il numero dei disoccupati complessivamente si riduce di 151 mila unità (-5,2% fino a quota 2 milioni 755 mila), "in misura più intensa rispetto al 2017". Il calo della disoccupazione riguarda sia le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi (-82 mila, -4,9%) sia disoccupati di breve durata.

L'occupazione nel 2018 cresce per il quinto anno consecutivo. Gli occupati aumentano di 192 mila unità (+0,8%), secondo gli ultimi dati Istat, e il tasso di occupazione sale al 58,5% (+0,6 punti), rimanendo di appena 0,1 punti al di sotto del picco del 2008.

L'aumento tra i lavoratori dipendenti riguarda "esclusivamente quelli a tempo determinato" (+323 mila, +11,9%) mentre dopo quattro anni di crescita cala il tempo indeterminato (-108 mila, -0,7%).

Volkswagen taglierà 7.000 posti di lavoro in cinque anni. Ecco perché e che cosa ha in mente il colosso tedesco dell'auto

Volkswagen taglierà tra i 5.000 ed i 7.000 posti di lavoro al suo marchio principale VW nei prossimi cinque anni come parte degli sforzi per migliorare i guadagni di 5,9 miliardi di euro (6,7 miliardi di dollari) all'anno, ha detto il produttore tedesco. La casa automobilistica fa sapere che le perdite sarebbero, appunto, "il risultato dell'automazione delle attività di routine, ma che i pensionamenti avrebbero aiutato ad assorbire parte delle perdite e che sarebbero stati creati altri 2.000 posti di lavoro nello sviluppo tecnico". La società sta investendo enormi somme di denaro nella modernizzazione dei suoi sistemi IT e sta anche pianificando di ridurre la gamma di modelli e tagliare i costi dei materiali. "Le misure del programma di miglioramento degli utili consentiranno al nostro marchio di raggiungere un livello di rendimento competitivo del 6% nel 2022", ha detto in una nota il membro del consiglio di amministrazione Arno Antlitz.

(Fonte: Adnkronos)

Economia italiana, le fosche previsioni dell'Ocse: Pil 2019 al -0,2%. Confindustria: "Andare oltre il contratto di governo, serve sviluppo". E nel resto del mondo cosa succede?

L'Outlook dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ci mette dietro la lavagna, anche se in "buona" compagnia. Rallentano Europa e Cina, i motivi dell'indebolimento della crescita globale


L'Ocse rivede al ribasso la stima del Pil 2019 per l'Italia (-0,2%) mentre indica allo 0,5% il Pil 2020. E' quanto emerge dall'ultimo Economic Outlook che rispetto a quello di novembre taglia di 1,1 punti percentuali la crescita del Pil per l'anno in corso e di 0,4 p.p. quella prevista per il 2020.

Quanto all'economia mondiale, l'Ocse prevede che crescerà del 3,3% nel 2019 e del 3,4% nel 2020. Le prospettive e le proiezioni dell'Organizzazione con sede a Parigi coprono tutte le economie del G20. Le revisioni al ribasso delle precedenti previsioni economiche diffuse nel novembre 2018 sono particolarmente significative per l'area dell'euro, in particolare la Germania e l'Italia, nonché per il Regno Unito, il Canada e la Turchia. Il nuovo Interim Economic Outlook dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico identifica il rallentamento cinese ed europeo, nonché l'indebolimento della crescita del commercio mondiale, come i principali fattori che pesano sull'economia mondiale. Sottolinea che ulteriori restrizioni commerciali e l'incertezza delle politiche potrebbero portare ulteriori effetti negativi sulla crescita globale. Mentre si prevede che lo stimolo delle politiche contribuirà a compensare gli sviluppi commerciali deboli in Cina, permangono rischi di un rallentamento più accentuato che colpirebbe la crescita globale e le prospettive commerciali.

 
 

Il taglio delle stime del Pil dell'Italia nel 2019 da parte dell'Ocse sono un "motivo in più per reagire", secondo il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.  "Bisogna prendere atto- afferma - di questa situazione e costruire una stagione che va al di là del contratto di Governo". E dal contratto "si evolva in una sorta di stagione di sviluppo del Paese".  Secondo l'imprenditore, "ci sono da fare passi importantissimi. Il primo è reagire a questa situazione è il secondo è affrontare la manovra dell'anno prossimo che non è un fatto marginale per i numeri che avrà. Prima lo facciamo meglio è", conclude.

A constatare ''le difficoltà dell'attuale fase ciclica dell'economia italiana'' anche l'Istat nella nota mensile sull'economia a febbraio, sottolineando che nel quarto trimestre 2018, il Pil italiano ha segnato una lieve diminuzione, la seconda consecutiva.

(Fonte: Adnkronos)

Finte mail dell'Agenzia dell'Entrate: se aprite questa siete fregati. Il virus sotto forma di notifica. Ecco il testo che ti inganna

Attenzione alle email truffa, ai danni dei contribuenti, che stanno circolando in questi giorni. A suonare il campanello d'allarme è l'Agenzia delle Entrate.

In questi giorni, infatti, rileva l'Agenzia, stanno circolando delle email con oggetto del tipo 'Notifica in merito a debito. Atto N. xxxxxxxxx' provenienti da un mittente denominato 'Servizi finanziari'. I messaggi avvertono gli utenti di un presunto debito e invitano a consultare una lettera allegata, recando in calce i riferimenti telefonici reali di uffici dell’Agenzia delle Entrate. Il documento allegato ai messaggi è in realtà un virus informatico che può infettare i computer degli utenti. L’Agenzia, totalmente estranea all’invio di queste false comunicazioni, invita i cittadini a cestinare immediatamente queste email e, in ogni caso, a non aprire file allegati o cliccare su eventuali collegamenti web sospetti.

"Avviso in merito a indebitamento”. Se vi arriva questa mail cancellatela immediatamente senza aprirla. Preoccupati per la comunicazione ricevuta e per chiedere chiarimenti, moltissime persone hanno contattato gli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Nella mail false sono riportati alcuni numeri telefonici veri degli uffici toscani. Una truffa simile era stata tentata lo scorso anno, nel medesimo periodo.


"Indebitamenti"

Spiegando di essere totalmente estranea, l’Agenzia delle entrate raccomanda la massima attenzione. Il testo della mail: “Egregio сontribuente, ci аffrettiаmo a informare che per il 3o trimestrе 2016 Lei ha debito сon dipаrtimеnto finanziario. In сaso di mancаtа estinzione di indebitamento еntro un trimestre dopo il ricеvimento di avviso sarеmo costretti а deferire le cаusа al precettare е compilare la cаusа di prelievo dеi fondi dаl personale conto bancario. Il numero del Suo atto № IT69119495 inserito nella comunicazione.”


 

Brexit, Honda chiuderà la fabbrica di Swindon: si perderanno 3.500 posti di lavoro. Il governo britannico: "Decisione terribile". Ma la lista delle fughe industriali dal Regno Unito è già lunga

Un altro durissimo colpo per Londra dopo la decisione della Nissan di sospendere la produzione del Suv X-Trail nello stabilimento di Sunderland, l'annuncio della Porsche del rincaro del 10% dei prezzi di listino e la presa di posizione della Ford che aveva parlato di "catastrofe". Senza contare che, per quanto riguarda un altro settore importantissimo, Panasonic e Sony hanno deciso di trasferire le proprie operazioni ad Amsterdam


Risultati immagini per honda uk

Honda ha confermato il piano di chiudere nel 2021 la sua fabbrica europea di Swindon, in Gran Bretagna, che causerà la perdita di 3.500 posti di lavoro. Lo riporta Sky News, che ieri aveva anticipato la decisione della casa automobilistica giapponese. L'iniziativa, ha spiegato Honda, è la risposta "a cambiamenti senza precedenti nell'industria automobilistica globale".

Lo scorso anno Honda nella sua fabbrica britannica, dove realizza la Civic, ha prodotto oltre 160 mila veicoli, poco più del 10% del totale delle auto realizzate nel Paese (circa 1,52 milioni). L'ufficializzazione dello stop all'impianto di Swindon è stata accolta duramente dal governo britannico, con il ministro Greg Clarg, titolare delle Industrie, che ha parlato di "decisione terribile per il Regno Unito".

Secondo le indiscrezioni filtrate dalla vigilia, la società nipponica dovrebbe ancora mantenere la sede europea a Bracknell così come il suo team di Formula 1 nel Regno Unito. Il passo indietro della casa automobilistica giapponese è l'ultimo di una lunga lista di addii: Panasonic e Sony hanno deciso di trasferire le proprie operazioni ad Amsterdam, mentre Nissan ha annunciato l'intenzione di cancellare il progetto di fabbricare i Suv a Sunderland nonostante le assicurazioni del Governo britannico.

Anche la Ford ha parlato apertamente di una "catastrofe" per il mondo automobilistico, soprattutto qualora il divorzio tra Londra e Bruxelles arrivi senza un accordo. La Porsche ha fatto sapere che aumenterà del 10% i prezzi di listino.

  • Pubblicato in Esteri
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

-2°C

Milano

Clear

Humidity: 39%

Wind: 9.66 km/h

  • 03 Jan 2019 3°C -3°C
  • 04 Jan 2019 2°C -6°C