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updated 1:53 PM UTC, Jul 10, 2020

Auto, a maggio calo del 52,3% delle immatricolazioni in Europa: "Dati catastrofici. Recupero spontaneo impensabile, privati e aziende non possono spendere"

Brusca frenata nonostante l'allentamento delle misure anti-Covid in diverse nazioni. La Spagna registra il declino maggiore nell'area Ue: -72,7%. In Italia la discesa è stata del 49,6% a 99.711 unità.  Fca perde il 57%. Lo rende noto l'Acea, l'associazione dei costruttori europei. Il Centro Studi Promotor, sostiene che non sia pensabile "un rapido recupero spontaneo perché la ripresa delle attività economiche dopo la quarantena è lenta, l’economia è stata colpita pesantemente, la capacità di spesa dei privati e delle aziende ha subito forti contrazioni, interi comparti della domanda di auto sono in profonda crisi, come, ad esempio, quello del noleggio a breve termine"


Mercato auto, a novembre vendite in calo del 6,3%. Crolla il ...

A maggio, in piena pandemia crollano le immatricolazioni di autovetture in Europa, con un calo del 52,3% rispetto allo stesso mese del 2019. Lo comunica Acea, l'associazione dei costruttori europei evidenziando come nonostante un allentamento delle misure di lockdown legate al Covid-19 in molti paesi il mese scorso il numero di autovetture nuove vendute in tutta l'Unione Europea sia sceso ad appena 581.161 autovetture dalle 1.217.259 unità di maggio 2019 .

Cali a due cifre sono stati registrati in ciascuno dei 27 mercati dell'Ue il mese scorso, anche se meno 'drammatici' rispetto ad aprile (mese di lockdown praticamente totale). La Spagna ha visto il più grande calo tra i quattro principali mercati dell'UE (-72,7%), mentre le vendite sono diminuite di circa la metà in Francia (-50,3%), Italia (-49,6%) e Germania (-49,5%). Il calo è ancora più forte se ai dati Ue si aggiungono i paesi Efta e il Regno Unito: le vendite scendono su base annua del 57,2% a 558.502 unità contro 1.305.755 di maggio 2019.

Da gennaio a maggio 2020, la domanda dell'UE di nuove autovetture si è contratta del 41,5%, dopo tre mesi di declino senza precedenti in tutta la regione. Nei primi cinque mesi le immatricolazioni di automobili sono scese del 54,2% in Spagna, del 50,4% in Italia e del 48,5% in Francia. La contrazione del mercato tedesco è stata leggermente meno grave, con le registrazioni in calo del 35,0% nei primi cinque mesi del 2020.

FCA - Per quanto riguarda Fiat Chrysler Automobiles nel mese ha raggiunto una quota del 7,1%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno scorso. Sui principali mercati, a maggio in Germania Fiat Chrysler Automobiles, e Fiat in particolare, con il programma commerciale ‘Di più’ hanno raggiunto la quota più alta dall’aprile: Fca ottiene una quota del 5,7% (+2,2 punti percentuali) e 5,1% per Fiat in crescita di 2,1 punti percentuali. Anche nel Regno Unito, Fca incrementa la quota di 0,2 punti percentuali ottenendo il 2,3% del mercato. Infine, positivo risultato in Polonia dove Fca incrementa la quota di 0,2 punti percentuali e ottenendo il 3,7%.
Nel dettaglio dei brand, a maggio, Jeep ottiene un risultato migliore rispetto alla media del mercato e aumenta quindi la propria quota (1,2%, +0,1 punti percentuali) mentre sono agli stessi livelli di quota Fiat (5,2%, +0,1 punti percentuali), Alfa Romeo (0,3%) e Lancia (0,4%). Nei primi cinque mesi dell’anno Fiat Chrysler Automobiles ha ottenuto una quota del 5,7%. In merito ai brand, Fiat raggiunge una quota del 4,1%, Jeep dello 0,9%, Lancia dello 0,4% e Alfa Romeo dello 0,3%. In particolare, in Germania Fca ha raggiunto il 3,6% di quota, in crescita di 0,3 punti percentuali. Bene anche Fiat: 3%, +0,3 punti percentuali.

Ztl, parcheggi, pedaggi: cosa cambia a giugno nelle città italiane

Stanno per finire i piccoli vantaggi per gli automobilisti, lievi consolazioni nella terribile fase dell'emergenza coronavirus. Rassegna stampa: un articolo che aiuta a chiarire cosa ci attende in materia di mobilità privata nelle principali città. Zone a traffico limitato, aree interne ed esterne, pedonalizzazioni notturne, strisce blu: la situazione alla luce delle nuove disposizioni dei comuni


Avanti, adagio. Ma anche nei centri urbani si sta tornando alla (quasi) normalità. Zone a traffico limitato e parcheggi a pagamento (strisce blu) riprendono a funzionare in maniera ordinaria con tempi differenti. Ecco com’è la situazione città per città.

MILANO

A Milano, dal 3 giugno saranno riaccese le telecamere che gestiscono e controllano gli accessi di tutte le Ztl, nonché le telecamere e i dissuasori mobili delle aree pedonali istituite all'interno della città. Restano derogati dal divieto di accesso nelle Zone a traffico limitato, fino a nuova norma, i veicoli utilizzati da medici, infermieri, farmacisti e tutti gli operatori sanitari. In considerazione degli attuali livelli di traffico, è stata decisa la proroga della sospensione di Area C fino al 14 giugno 2020 compreso, “quando il riavvio della disciplina si renderà necessario a contenere i crescenti livelli di congestione” come si legge nella nota ufficiale di Palazzo Marino. È stata prorogata anche la sospensione di Area B: in questo caso ogni decisione sulla data di ripristino è stata rimandata a un provvedimento successivo che terrà conto di vari dati. Per quanto riguarda la regolamentazione della sosta viene prorogata fino al 14 giugno compreso la sosta libera e gratuita negli spazi di sosta riservati ai residenti (le strisce gialle) e negli spazi di sosta a pagamento (le strisce blu) su tutto il territorio cittadino. Successivamente, a decorrere dal 15 giugno, la sosta resterà libera ma esclusivamente all'esterno della cerchia filotranviaria. All'interno, invece, viene ripristinata la sosta riservata ai residenti negli stalli contrassegnati dalla riga gialla e a pagamento sulle strisce blu.

TORINO 

Nella città della Mole è stata prorogata la sospensione della Ztl centrale sino al 30 agosto (eccezion fatta per l’area romana e quella del trasporto pubblico) mentre dal 3 giugno si torna a pagare per le strisce blu. Il comune ha pensato a una serie di agevolazioni per chi lascerà l’auto nei parcheggi in struttura: cioè carnet con tariffe giornaliere scontate (nei parking Porta Palazzo, Stati Uniti, Palestro, Emanuele Filiberto), abbonamenti settimanali (Galileo Ferraris, Bolzano, Vittorio) e prezzi speciali per i ticket settimanali e giornalieri (negli altri 16 parcheggi).

BOLOGNA

Bologna, la sospensione del pagamento era finita il 18 maggio ma dal 1° giugno sono cambiate le norme per accedere temporaneamente alla Ztl: sarà necessario acquistare i ticket elettronici (sul sito https://www.tper.it/, presso i punti T per o all'ufficio contrassegni di via San Donato 25) e non saranno più venduti titoli cartacei giornalieri o quadrigiornalieri. Nell’occasione è stato attivato un nuovo titolo di accesso al centro storico riservato ai soli titolari di un contrassegno “R” e “PA”, revocato perché associato a un veicolo con caratteristiche incompatibili alla Ztl ambientale. In particolare si tratta dei veicoli Euro 0 per il 2020, Euro 1 per il 2021, e così via per gli anni successivi. Il carnet, anche questo acquistabile online, comprende 36 accessi giornalieri che potranno essere liberamente utilizzati nel corso di un anno, a partire dalla data di acquisto.

FIRENZE

Infine, Firenze, dove non è stata mai sospesa la Ztl ma sono stati prorogati i permessi sino al 15 giugno e sospese le multe nei parcheggi. Tra qualche giorno, il punto della situazione.

ROMA

Nella capitale, i varchi di Trastevere, Tridente e Centro Storico resteranno aperti come durante il lockdown, quindi sino al 30 agosto non ci saranno problemi a entrare nella Ztl. Quanto ai parcheggi nelle strisce blu, fonte di grandi polemiche, ovviamente si conferma il pagamento in caso di utilizzo.

NAPOLI

Sotto il Vesuvio invece, grande novità: dal 6 giugno al 31 ottobre tre Ztl (Centro Antico, Mezzocannone e Piazza del Gesù) saranno convertite in aree pedonali dalle 19.00 alle 7.00 del mattino di ogni giorno della settimana. In più saranno istituite le aree pedonali dei Quartieri Spagnoli e di via Rodinò. A queste aree già deliberate si aggiungeranno successive proposte da parte delle Municipalità - sulla base della domanda e delle esigenze territoriali, di ulteriori spazi, strade, piazze e slarghi da poter destinare alle occupazioni di suolo pubblico. Da ieri, inoltre, non è più possibile sostare gratuitamente entro le strisce blu per le categorie esentate: pagano tutti.

BARI

Bari, dal 18 maggio, si è tornati al pre-lockdown: si possono rinnovare i permessi per la Ztl e bisogna pagare il parcheggio.

PALERMO

Infine, Palermo dove sulla riapertura della Ztl e sulle strisce blu è nata una bagarre politica non indifferente. La giunta, guidata dal sindaco Leoluca Orlando, aveva chiesto di tornare alla situazione normale già dal 18 maggio, ma è stato beffato dalla decisione del consiglio comunale, dove alcuni membri della sua maggioranza hanno votato contro. Risultato, stop prorogato al 31 luglio tra mille polemiche.

 

(Fonte. gazzetta.it)

Coronavirus, auto ferma? I consigli dell'Aci per batteria, gomme e veicoli elettrici

L’Automobile Club d'Italia ha stilato dei semplici consigli, che possono essere messi in pratica anche al tempo del Coronavirus, per non incorrere in spiacevoli sorprese al momento di girare la chiave di accensione. Si tratta di suggerimenti validi anche nel caso di una lunga inattività del veicolo per motivi indipendenti da emergenze come quella che stiamo vivendo


ACI - AUTOMOBILE CLUB VICENZA - Confartigianato Vicenza ...

#IORESTOACASA è l’imperativo per sopravvivere alla pandemia da Coronavirus. Un imperativo che costringe anche la maggior parte delle nostre auto a rimanere parcheggiate o chiuse in garage, da oltre un mese, senza distinzioni di categoria o cilindrata: dalle city-car alle potenti sportive, dai Suv alle cabriolet.

La preoccupazione di molti non è solo “quando tornerò a lavorare?” o “quest’estate potrò andare in vacanza al mare?”, ma anche: “cosa devo fare per mantenere l’auto ferma efficiente fino a quando si potrà tornare a circolare liberamente?”

Una lunga inattività, infatti, se da una parte fa risparmiare carburante, dall’altra può nuocere a batteria o pneumatici oppure creare problemi al riavvio del motore.
L’Automobile Club d’Italia ha stilato dei semplici consigli, che possono essere messi in pratica anche al tempo del Coronavirus, per non incorrere in spiacevoli sorprese al momento di girare la chiave di accensione. Si tratta di suggerimenti validi anche nel caso di una lunga inattività del veicolo per motivi indipendenti da emergenze come quella che stiamo vivendo.

Se da una parte è sempre fondamentale mantenere la propria auto in perfetta efficienza, sottoponendola ai controlli periodici e avvalendosi di officine autorizzate, dall’altra in caso di guasti improvvisi o accidentali si può fare affidamento sul soccorso stradale ACI 803116, disponibile 24 su 24, 365 giorni all’anno.
Dalle prime analisi risulta che sarà proprio l’automobile il mezzo più usato dagli italiani per andare in vacanza la prossima estate, quindi è bene iniziare da subito a riservare al nostro veicolo quelle piccole attenzioni in grado di assicurare un viaggio sicuro e sereno.

CONSIGLI ACI – QUANDO L’AUTO RIMANE FERMA A LUNGO


Batteria auto – Cosa fare per evitare che si scarichi?
In previsione di un fermo superiore alle 4 settimane:
● Utilizzare il veicolo almeno una volta ogni 7 o 14 giorni;
● Acquistare i dispositivi “salva batteria” o “mantieni batteria”;
● Scollegare, eventualmente, il polo negativo della batteria e isolarlo*.
*In questo caso consultare sempre il libretto d’istruzioni.

Pneumatici – Cosa fare per preservarli?In caso di soste superiori ai 2 mesi, utilizzare l’accortezza adottata anche per i veicoli storici: muovere di tanto in tanto il veicolo per evitare deformazioni dello pneumatico o sospenderlo sui cavalletti (se si dispone di un garage al chiuso).

Accorgimenti – Cosa fare appena messo in moto il veicolo?Le auto immatricolate negli ultimi anni possono essere riavviate senza accorgimenti particolari anche dopo essere state ferme per 1 mese. Finito questo periodo, in occasione dei controlli di manutenzione, si consiglia di effettuare un check-up completo del veicolo.

Auto elettriche – Cosa fare in caso di inutilizzo? Fare riferimento al libretto di manutenzione e verificare se:
● È presente una “elettronica” di controllo che può consumare corrente anche a veicolo spento;
● È prevista una modalità ‘sleep’ da attivare in caso di veicolo fermo.

Le batterie al litio non dovrebbero essere né troppo cariche né troppo scariche: meglio lasciare l’auto elettrica ferma con una carica intorno al 60-70%.
Nel caso di una lunga sosta, poi, indipendentemente dall’alimentazione, è bene coprire il veicolo con un telo idoneo ed attenersi a quanto prevede il libretto di uso e manutenzione in questi casi.

Coronavirus, il lockdown fa crollare i consumi. Turismo, auto, abbigliamento e calzature: i numeri del disastro

Consumi in picchiata del 31,7% a marzo rispetto allo stesso periodo del 2019 e per il primo trimestre di quest'anno si stima una riduzione tendenziale del 10,4%. E' quanto emerge dallo studio di Confcommercio sugli effetti del lockdown imposto per l'emergenza coronavirus. Un crollo che fa prevedere per il solo mese di aprile una contrazione del Pil del 13% a fronte di un calo tendenziale del -3,5% atteso per il primo trimestre 2020


 L'impatto del coronavirus sul turismo italiano. La mappa, regione ...

Crollano i consumi in Italia sotto la pressione dell'emergenza dettata dal nuovo coronavirus. Secondo il primo consuntivo sui consumi di marzo diffusi oggi da Confcommercio, per il primo trimestre dell’anno in corso l'Ufficio studi dell'associazione stima una riduzione dei consumi del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il mese di marzo, evidenzia Confcommercio, è completamente responsabile della suddetta caduta (-31,7%).

"Siamo in presenza di dinamiche inedite sotto il profilo statistico-contabile, che esibiscono tassi di variazione negativi in doppia cifra non presenti nella memoria storica di qualunque analista". "Con qualche ritardo rispetto al depotenziamento repentino della domanda, la produzione si è adeguata. Fiducia e indici di attività produttiva sono crollati in marzo, sommandosi alla scomparsa della domanda per consumi" segnalano gli analisti di Confcommercio.

Confcommercio rileva che il crollo dei consumi del 31,7% è sintesi di un rallentamento nei primi 10 giorni del mese, quando non era ancora in atto la chiusura di gran parte delle attività, e di un sostanziale blocco della domanda, ad eccezione di alcune voci, nei giorni successivi. I più penalizzati sono risultati i servizi ed in particolare quelli relativi al tempo libero.

SANGALLI: "SERVE LIQUIDITÀ IMMEDIATA SENZA BUROCRAZIA" - "I dati di marzo confermano il crollo dei consumi e del fatturato delle imprese. Serve liquidità immediata senza burocrazia integrando le garanzie dello Stato con indennizzi e contributi a fondo perduto" scandisce il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. E "va pianificata attentamente la riapertura delle attività preparando i livelli sanitari, tecnologici e organizzativi perché il Paese appena possibile deve riaccendere i motori e ripartire in assoluta sicurezza".

CROLLO VENDITE FINO AL 100% IN ALCUNI SETTORI - L'emergenza coronavirus che ha colpito il nostro Paese ha fatto registrare un vero crollo delle vendite pari fino al 100% in alcuni settori del commercio. Stando al primo consuntivo sui consumi di marzo diffusi da Confcommercio, "purtroppo sono profili declinanti molto prossimi alla realtà: i dati 'veri' sull’accoglienza turistica (-95% degli stranieri a partire dall’ultima settimana di marzo), sulle immatricolazioni di auto (-82% nei confronti dei privati), sulle vendite di abbigliamento e calzature (attualmente -100% per la maggior parte delle aziende, precisamente quelle non attive su piattaforme virtuali)" danno uno spaccato della realtà italiana. Confcommercio inoltre stima che per i bar e la ristorazione il dato sia pari a -68% considerando anche le coraggiose attività di delivery presso il domicilio dei consumatori. Insomma, gli analisti di Confcommercio parlano di "sconcertante evidenza".

PRECIPITA PIL DI APRILE - Nei primi 4 mesi del 2020 il Pil è andato giù del 3,5%, stima Confcommercio, e ad aprile 2020 il Pil del nostro Paese precipita del 13%. "I provvedimenti delle autorità nazionali e internazionali non possono modificare il profilo delle perdite di prodotto. Possono, però, mitigare notevolmente le perdite di reddito disponibile connesse alla riduzione dell’attività, trasformandole in larga misura in deficit pubblico e quindi debito sovrano" sottolineano gli analisti dell'associazione.

INFLAZIONE - Quanto all'inflazione, "sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di aprile 2020 si stima una riduzione dello 0,6% in termini congiunturali e dello 0,7% nel confronto con lo stesso mese del 2019". "La caduta dei prezzi - commentano gli analisti di Confcommercio - riflette la riduzione registrata dagli energetici regolamentati e non, che cominciano a risentire della caduta del prezzo del petrolio, le cui quotazioni nominali in dollari sono tornate ai valori dei primi mesi del 2004".

OK LIQUIDITA' MA ANCHE 'TRASFERIMENTI A FONDO PERDUTO' - "La strada prevalente in Italia è la riduzione degli impatti della crisi attraverso la concessione di abbondante liquidità a costi molto esigui. Sarebbe opportuno affiancare a questi provvedimenti una serie di indennizzi proporzionali alle perdite (al netto delle imposte potenzialmente dovute) subite dagli imprenditori e dai lavoratori" evidenzia Confcommercio. "Senza lo strumento dei 'trasferimenti a fondo perduto' - argomenta la Confederazione - si corre il rischio che l’eccezionale liquidità non sarà realmente domandata, almeno dai soggetti più deboli, lasciando ferite permanenti nel tessuto produttivo e rendendo meno vivace la ripartenza".

"Il tema della ripresa quando l’Italia riaprirà è denso di incognite. Infatti, al termine dello scorso anno, non erano stati ancora recuperati i livelli di reddito disponibile e consumi - in termini reali - sperimentati nel 2007: le perdite ammontavano ancora rispettivamente a 1.700 e 800 euro per abitante. Insomma, detto senza giri di parole, oggi è necessario evitare che, dopo il coronavirus, la ricostruzione dei livelli di benessere economico, già depressi, del 2019, duri troppi anni" sottolinea Confcommercio avvertendo che "il rischio è la marginalizzazione strutturale del Paese rispetto alle dinamiche internazionali dell’integrazione, dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità e, in definitiva, della crescita di lungo termine" e che "a pagarne il prezzo più alto sarebbero le generazioni più giovani".

 

 

 

 

Coronavirus, Fca chiude gli impanti di Pomigliano, Melfi e Cassino. Facilitazione del lavoro a distanza e igienizzazione degli ambienti

Fiat Chrysler Automobiles fermerà nei prossimi giorni le attività di importanti fabbriche italiane per l'emergenza Covid-19. Stop temporaneo "per mettere in atto tutte le misure possibili per minimizzare il rischio di contagio tra i lavoratori"


Risultato immagini per fca

Fca chiuderà temporaneamente alcuni impianti italiani nell'ambito delle misure per contrastare la diffusione del Coronavirus. Si fermeranno le fabbriche di Pomigliano oggi, giovedì e venerdì, Melfi e la Sevel giovedì, venerdì e sabato, Cassino giovedì e venerdì.Tutti gli stabilimenti italiani saranno coinvolti in interventi straordinari. 

A partire da oggi tutti i principali stabilimenti italiani del Gruppo saranno coinvolti in interventi straordinari - spiega Fca - che arriveranno anche, in alcuni casi, alla chiusura temporanea di singoli impianti per mettere in atto tutte le misure possibili per minimizzare il rischio di contagio tra i lavoratori. In particolare, saranno ridotte le produzioni giornaliere con un minor addensamento di personale nelle principali aree di lavoro. In ogni stabilimento saranno inoltre fatti interventi specifici di igienizzazione delle aree di lavoro ed in particolare delle aree comuni di relax, degli spogliatoi e dei servizi igienici. Le azioni di igienizzazione dei singoli locali proseguiranno anche successivamente a questo primo intervento straordinario.

Questi nuovi importanti interventi rafforzano le misure di sicurezza che sono state immediatamente implementate all'esplosione del virus in Italia nelle scorse settimane e che sono state comunicate a tutti i lavoratori italiani con molteplici strumenti di comunicazione interna (Employee Portal, locandine nei siti produttivi, informative dei singoli responsabili delle risorse umane). Tra le principali azioni, la facilitazione del lavoro a distanza per gli impiegati e l'applicazione di rigidi controlli e misure di sicurezza nelle mense e agli accessi di tutti i siti del Gruppo. Tutte le altre strutture amministrative di Fca continueranno regolarmente le loro attività nel rispetto delle norme e delle disposizioni governative con al tempo stesso il mantenimento delle misure di sicurezza e igiene applicate fin dal primo momento dell'esplosione del virus Covid-19.

Coronavirus, chi e per quali motivi può sposarsi da e per le "aree a contenimento rafforzato". Come funziona l'autocertificazione: scarica il modulo in PDF

Autocertificazione (scarica il modulo) per i cittadini che si spostano; controlli in aeroporti, stazioni, caselli autostradali; rischio carcere per chi viola la quarantena relativa al coronavirus. Sono le direttive inviate dal Viminale ai prefetti per un'applicazione "unitaria e corretta" del Dpcm approvato nella notte dal governo e per l'attivazione dei controlli nelle "aree a contenimento rafforzato" della Lombardia e di 14 province del nord Italia. Alla direttiva ha lavorato tutto il giorno il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, in stretto contatto con il capo della Polizia Franco Gabrielli, le direzioni del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e i prefetti sul territori

Coronavirus, autocertificazione per gli spostamenti: ecco il modulo da scaricare
 


Autocertificazioni che potranno essere soggette a controlli. C'è invece il "divieto assoluto, che non ammette eccezioni" per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus. La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall'articolo 650 come già indicato nel precedente decreto del 24 febbraio ma, dice ancora il Viminale, "salvo che non si possa configurare un'ipotesi più grave quale quella prevista dall'articolo 452 del Codice penale, delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica. Un reato per il quale si rischia il carcere. I controlli sul rispetto delle limitazioni agli spostamenti avverranno innanzitutto lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti. Su autostrade a e viabilità principale saranno eseguiti dalla Polizia Stradale mentre Carabinieri e polizie municipali si occuperanno della viabilità ordinaria. Controlli anche alle stazioni, affidati alla Polfer con la collaborazione del personale di Ferrovie, delle autorità sanitarie e della protezione civile: viene prevista una canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni "al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori" con i termoscanner. Anche negli aeroporti lombardi e delle 14 province, i passeggeri in partenza e in arrivo saranno sottoposti al controllo dell'autocertificazione.

 Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti nelle aree di sicurezza mentre per quelli in arrivo i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all'atto dell'ingresso. Un capitolo a parte riguarda poi i controlli che verranno effettuati a Venezia per le navi da crociera: i passeggeri non potranno sbarcare per visitare la città, dice la direttiva, ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza. Il Viminale ribadisce infine che spetta al prefetto "il monitoraggio dell'attuazione delle misure previste in capo alle varie amministrazioni".

Smog, l'Italia è il paese europeo in cui si muore di più per colpa del biossido d'azoto. Torino contende a Parigi e Londra il primato di città più inquinata da NO2

Due milioni di italiani vivono in aree, soprattutto la Pianura Padana, dove i limiti Ue per i tre inquinanti principali sono violati sistematicamente. I dati dell'Aea rivelano comunque un leggero miglioramento


L'Italia è il primo paese dell'Ue per morti premature da biossido di azoto (NO2) e nel gruppo di quelli che sforano sistematicamente i limiti di legge per i principali inquinanti atmosferici. I dati delle centraline che rilevano lo smog sono stati raccolti e analizzati dall'Agenzia europea per l'ambiente (Aea) nel rapporto annuale sulla qualità dell'aria. Secondo l'analisi dei rilevamenti 2016, la Penisola ha il valore più alto dell'Ue di decessi prematuri per biossido di azoto (NO2, 14.600), ozono (O3, 3000) e il secondo per il particolato fine PM2,5 (58.600).

Complessivamente nell'Ue a 28 lo smog è responsabile di 372mila decessi prematuri, in calo dai 391mila del 2015. Come nel quadro generale europeo, i dati indicano un miglioramento anche per l'Italia rispetto al 2015, quando l'Eea stimava i decessi prematuri per NO2 nel nostro paese a 20mila unità. Le rilevazioni più recenti, datate 2017, vedono le concentrazioni di polveri sottili (PM2,5) più elevate in Italia e sei paesi dell'est (Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Polonia, Romania e Slovacchia).

Torino contende a Parigi e Londra il primato di città europea più inquinata da NO2 e, tra le città più piccole, Padova si segnala per l'alta concentrazione media di PM2,5 e PM10. La situazione non migliora nelle aree rurali nazionali, con superamenti dei limiti giornalieri di particolato registrati in sedici delle 27 centraline che hanno rilevato valori irregolari nell'Ue.

Due milioni di italiani vivono in aree, soprattutto la Pianura Padana, dove i limiti Ue per i tre inquinanti principali sono violati sistematicamente.

 

  • Pubblicato in Salute

Cara Milano, quanto ci costi! Multe e tariffe, il Comune fa cassa e si frega le mani pensando ai prossimi aumenti

Area B a Milano, la giunta Sala conta di incassare un milione e 800mila euro dalle multe. Raddoppiano le entrate per la sosta e per l'aumento dei passeggeri sui mezzi pubblici. E a luglio il biglietto sale da 1,5 a 2 euro. Il Bilancio di previsione illustrato in commissione da Marco Granelli, assessore alla Mobilità


"Da qui a dicembre Area B porterà nelle casse del Comune 1,85 milioni di euro. Questo l’ammontare delle multe che la Giunta di Palazzo Marino prevede siano comminate solo nel 2019, un importo inserito nel Bilancio di previsione relativo proprio all’anno in corso, presentato ieri in commissione da Marco Granelli, assessore comunale alla Mobilità". E' quanto si legge oggi sul Giorno in un articolo firmato da Giambattista Anastasio.

"Ogni trasgressione alle regole della zona a basse emissioni entrata in vigore lo scorso 25 febbraio - continua il pezzo - comporta una sanzione da 80 euro. Tradotto: il Comune prevede quindi di staccare poco più di 23mila verbali. Previsioni, come detto. Un importo non eccezionale, quello appena riferito, ed il motivo è presto detto: in questa prima fase solo 16 varchi di ingresso in Area B, sui 186 totali, sono dotati di telecamere. E per il primo anno di validità del provvedimento chiunque può contare su 50 giorni di libera circolazione. Due fattori che vanno ad ammorbidire l’impatto della zona anti-diesel e, quindi, a limitare il numero di multe. Almeno per il primo anno. Almeno fino a dicembre, quando si dovranno contare altri 78 varchi dotati di telecamere in aggiunta ai 16 di partenza. Quanto all’altra zona a traffico limitato, Area C, il Comune conta di incassare, tra tagliandi e sanzioni, 31,5 milioni di euro, un dato in linea con quello del Bilancio d’assestamento del 2018. Aumentano invece i proventi della sosta su strada. Anzi, raddoppiano: per il 2019 il Comune prevede di incassare dalle strisce blu 6 milioni di euro, sulla scia dei 5,8 milioni di euro incassati nel 2018 a dispetto di una previsione iniziale di soli 3 milioni.

Dato tutt’altro che secondario, - prosegue l'articolo del Giorno - è quello relativo agli introiti generati dalla vendita di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale. Per il 2019 il Comune ha messo in conto di ottenere dalla vendita dei titoli di viaggio 409 milioni di euro. Previsioni che non tengono ancora in considerazione l’aumento del biglietto singolo da 1,5 a 2 euro previsto a partire da luglio, salvo altre sorprese. Nel Bilancio di previsione del 2018, la somma attesa da tagliandi e abbonamenti Atm era stata indicata, invece, a 391 milioni di euro. Nel mezzo c’è stato, però, il riscontro del Bilancio d’assestamento del 2018: l’anno scorso dai titoli Atm si è incassato 401 milioni di euro, quindi 10 milioni in più del previsto. Da qui le stime ulteriormente positive per il 2019. Due i fattori che hanno generato questo aumento: «Nel 2018 i passeggeri dei mezzi pubblici sono aumentati del 6,4% e le multe comminate a chi è stato sorpreso a viaggiare senza biglietto sono aumentate del 30%: da qui il dato in crescendo» spiega Granelli. Lo stesso assessore anticipa che anche nei primi due mesi dell’anno in corso si riscontra un aumento, ulteriore, di passeggeri su metropolitane, tram e autobus, un aumento nell’ordine del 6%. E che «il Bilancio di previsione del 2019 prevede anche 4 milioni di euro per finanziare gli studi di fattibilità dei prolungamenti delle metropolitane nell’hinterland». Il gap tra le entrate del trasporto pubblico (689 milioni di euro) e le spese (825 milioni) è di 136 milioni".

 

 
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