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updated 3:05 PM UTC, Jan 23, 2021

Attentati di Vienna, il bilancio: 4 morti e 17 feriti. Kurz: "Attacco islamista, non ci faremo intimidire". Il killer ucciso aveva prestato fedeltà all'Isis: ecco chi è

Oltre al terrorista sono morti due uomini e due donne. L'attentatore di Vienna aveva postato una foto sul suo account Instagram prima dell'attacco. L'immagine lo ritraeva con due armi che potrebbe poi aver usato nell'attentato. A confermarlo all'Apa è stato il ministro dell'Interno austriaco, Karl Nehammer. Nel suo post, secondo Bild, aveva giurato fedeltà al leader dello Stato Islamico (Isis) Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurashi


Sale il bilancio delle vittime dell'attacco di ieri sera a Vienna con almeno quattro civili morti, oltre all'attentatore ucciso dalla polizia, e almeno 17 feriti, di cui sette in pericolo di vita. L'Austria si è svegliata scioccata con le scuole chiuse e l'invito a rimanere a casa mentre la comunità ebraica ha deciso la serrata di tutte le sue istituzioni e istituti: gli attentatori, un vero e proprio commando ben addestrato, potrebbe essere di 4 persone, secondo gli inquirenti.

Iniziano intanto a trapelare le prime notizie sull'attentatore ucciso dalla polizia: all'alba il ministro dell'Interno austriaco, Karl Nehammer, ha rivelato la matrice islamista degli attacchi, sottolineando che l'uomo era un "simpatizzante" dell'Isis. E con il passare delle ore i media hanno dato corpo a questo scenario indicando che l'uomo era un giovane viennese di origini albanesi della Macedonia del Nord. Secondo il responsabile della rivista austriaca Falter, Florian Klenk, si chiamava "Kurtin S." era "nato nel 2000 a Vienna, dove era cresciuto". Il giovane, ha aggiunto, era noto ai servizi di sicurezza antiterrorismo (Bvt) per essere stato uno dei 90 islamisti austriaci che hanno cercato di recarsi in Siria. Secondo altri media austriaci poco prima di entrare in azione l'uomo aveva prestato giuramento di fedeltà al nuovo leader dell'Isis Abu Ibrahim al-Hashimi al-Quraishi. Per il momento, però, gli attacchi non sono stati rivendicati mentre la Bild riferisce che avrebbe postato sui social il suo intento ieri. Perquisizioni a tappeto e fermi sono intanto in corso nel Paese alla ricerca degli altri possibili attentatori. E anche la Germania, dopo una decisione analoga presa ieri dalla Repubblica ceca, ha alzato l'allerta controlli alle sue frontiere. Quanto alle vittime civili, per ora è noto solo che si tratta di due uomini e due donne, una delle quali era una cameriera.

Il cancelliere Sebastian Kurz ha affermato che è confermato che ieri a Vienna si sia trattato di un attentato islamista, "dettato dell'odio, dall'odio per il nostro modello di vita, dall'odio per la nostra democrazia". Si è trattato di "un attentato alla nostra libera società". "Ma è chiaro che non ci lasceremo spaventare", e "difenderemo con tutte le nostre forze" il nostro modello di vita. "Non cadremo nella trappola del terrorismo", ha aggiunto.

"Noi dobbiamo essere coscienti che non c'è una una battaglia fra cristiani e musulmani, o fra l'Austria e i migranti. No. Questa è una lotta fra le molte persone che credono nella pace e alcuni che auspicano la guerra", ha detto il cancelliere austriaco. "È una lotta fra civiltà e barbarie. E questa lotta l'affronteremo con ogni determinazione".

 

(Fonte: Ansa)

 

 

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Orrore a Nizza, attacco terroristico in chiesa: tre morti, decapitata una donna. Fermato assalitore: "Gridava Allah Akbar" (VIDEO)

Tre morti e diversi feriti. E' il bilancio di un attacco compiuto questa mattina all'interno della chiesa di Notre-Dame a Nizza. La polizia ha arrestato il responsabile - armato di coltello - e una squadra di artificieri si è recata sul posto. Una vittima è stata sgozzata e la seconda decapitata, ha reso noto una fonte della polizia citata da le Figaro - (VIDEO) (LIVE)


Attacco all'arma bianca nei pressi della chiesa di Notre-Dame, a Nizza (LA DIRETTA BFM-TV). Il deputato di zona, Eric Ciotti, parla su Twitter di attentato. 

Secondo informazioni di BFM-TV, il bilancio dell'attentato nella chiesa di Notre-Dame di Nizza sale a 3 morti e diversi feriti.

E' stato fermato l'autore dell'attacco: lo riferiscono fonti di polizia citate dall'agenzia France Presse. "Tutto lascia supporre un attentato terroristico in seno alla basilica di Notre-Dame", dice il sindaco Christian Estrosi.

"Una donna è stata decapitata", dice ai microfoni di BFMTV Laurent Martin de Fremont, ufficiale di polizia di Nizza. In un primo momento sembrava che ad essere decapitato fosse stato un uomo. Ci sono altri feriti nell'attentato. L'aggressore, ha detto i funzionario, è stato ferito e si trova in ospedale. Non si esclude la presenza di complici.

Il premier francese, Jean Castex, lascia l'Assemblea Nazionale per recarsi alla cellula di crisi in Place Beauvau, dopo l'attacco a Nizza. Dopo il minuto di silenzio osservato dai deputati, il presidente dell'Assemblea, Richard Ferrand, ha sospeso la seduta.

"L'autore dell'attentato, mentre veniva medicato dopo essere stato ferito dalla polizia, continuava a gridare senza interruzione Allah Akbar": lo ha riferito il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, intervistato da BFM-TV. Per Estrosi, "non c'è alcun dubbio sulla natura dell'attacco". 

Il presidente francese, Emmanuel Macron, si sta recando presso l'unità di crisi aperta al ministero dell'Interno di Parigi, in Place Beauvau, in seguito all'attacco alla basilica Notre-Dame di Nizza: è quanto afferma l'Eliseo.

L'inchiesta sull'attacco a Nizza è stata affidata alla procura antiterrorismo. Al momento si tratta di un'inchiesta per "omicidio" e "tentato omicidio".

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Terrorismo, arrestato militante dell'Isis a Torino. E' un Italo-marocchino pronto a compiere attentati. Cosa stiamo rischiando? (VIDEO)

"Partecipazione all'associazione terroristica dello Stato Islamico". E' l'accusa nei confronti di un italo-marocchino arrestato questa mattina dalla Polizia al termine di un'indagine dell'Antiterrorismo coordinata dalla procura di Torino. Si tratta di Elmahdi Halili, 23enne autore del primo testo di propaganda dell'Isis in italiano. Nel 2015 aveva patteggiato due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena. Parole di sfida in Questura: "Sono fiero di andare in carcere per Allah" - (VIDEO)


Un fermo immagine tratto da un video della Polizia mostra il 23enne Italo marocchino Elmahdi Halili arrestato a Torino per terrorismo © ANSA

Partecipazione all'associazione terroristica dello Stato Islamico. E' questa l'accusa con cui è stato arrestato Halili Elmahdi, 23enne marocchino naturalizzato italiano, che "si informava sull'utilizzo di un coltello e stava studiando come preparare un camion per compiere un attentato", fa sapere il questore di Torino, Francesco Messina, che ha aggiunto: "Era il momento di intervenire non potevano permetterci che facesse un salto di qualità operativa e di aspettare che individuasse un obiettivo da colpire". 

Perché l'indagine che ha portato oggi all'arresto di Halili - soggetto "ideologizzato ma in particolare orientato verso un'attività violenta di proseliti per favorire il reclutamento di lupi solitari", passato "da una prima fase di auto radicalizzazione a una fase di proselitismo avanzata fino a qualificare questo proselitismo a livello di minaccia" - nasce in realtà a fine 2015. Allora, fa sapere la polizia, "il giovane era stato già oggetto di una sentenza di patteggiamento, emessa dal Tribunale di Torino alla pena di due anni di reclusione con sospensione condizionale della stessa per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo, avendo redatto e pubblicato sul web alcuni documenti di esaltazione dello Stato Islamico".

Dalle successive attività di indagine avviate dai poliziotti della Digos, spiega la polizia, è emerso "un crescente percorso di radicalizzazione di Halili che, nonostante la citata sentenza, aveva addirittura intensificato la sua attività di proselitismo ed indottrinamento mediante il reperimento, la consultazione su diverse piattaforme multimediali e l'archiviazione di vario materiale di propaganda ed inneggiante al Jihad prodotto dallo Stato Islamico".

Tra il materiale confluito negli atti d'indagine, che ha portato all'arresto del 23enne, "vi sono diversi filmati riproducenti le gesta dei mujaheddin in Siria ed Iraq, le cruente esecuzioni nei confronti di civili e militari, le rivendicazioni e/o celebrazioni degli attentati di Parigi e Bruxelles nonché gli infervorati sermoni di 'predicatori dell'odio' del calibro di Anwar Al-awlaki, conosciuto anche come 'il Bin Laden di Internet', considerati da Halili come dei veri e propri padri spirituali al pari del portavoce del Califfato Mohamed Al Adnani".

Proprio in occasione della diffusione della notizia della morte di Al Adnani, sottolinea la polizia, "l'arrestato aveva creato e pubblicato su una piattaforma social ad accesso pubblico tre playlist con i messaggi più famosi del defunto portavoce dello Stato Islamico tra cui quello diffuso nel settembre 2014 che veicolava l'ordine dello Stato Islamico di scatenare la campagna del terrore in Europa che ha portato alle stragi compiute a partire dal gennaio 2015".

Il materiale jihadista acquisito da "Halili Elmahdi sul web in lingua araba o inglese veniva poi da lui meticolosamente tradotto e/o rielaborato in italiano con lo specifico fine di utilizzarlo nella sua attività apologetica e di proselitismo in favore della jihad". Come riferisce la polizia, "grazie all'utilizzo dei social network era poi riuscito ad attrarre nella sua sfera di influenza altri internauti, in particolare italiani convertiti all'islam e giovani immigrati di seconda generazione". "Nel periodo finale delle indagini l'attività dell'internauta si era in particolare focalizzata sulla rivista online 'Rumiyah', contenente le istruzioni operative per i guerriglieri del Califfato in Occidente su come effettuare attacchi terroristici utilizzando autocarri o autoveicoli ovvero coltelli.

IL 23enne aveva inoltre contatti con due "aspiranti foreign fighters". "Particolarmente qualificanti sotto il profilo investigativo", riferisce la polizia, "sono risultati i pregressi contatti di Halili con Moutaharrik Abderrahim e Khachia Abderrahmane, i due aspiranti foreign fighters arrestati il 26 aprile 2016 in esecuzione di misure cautelari emesse dall'autorità giudiziaria di Milano per associazione con finalità di terrorismo".

Il fratello dell'attentatore di Marsiglia arrestato a Ferrara: tunisino, ex combattente dello Stato islamico in Siria, era sbarcato in Sicilia nel 2014

Era stato proprio Anis Hannachi a indottrinare Ahmed, il terrorista che il primo ottobre ha accoltellato a morte due donne nel nome di Allah alla stazione della città portuale francese. Giunto sulle nostre coste tre anni fa, fu espulso dopo aver fornito false generalità come ha fatto davanti agli agenti che lo hanno fermato ieri sera. Un passato da Foreign Fighter dell'Isis, aveva appoggi in Emilia - (VIDEO)


Anis Hannachi, 25enne tunisino, fratello dell'attentatore che ha ucciso due donne a Marsiglia (nella foto sotto l'uomo neutralizzato dagli agenti francesi e il corpo di una vittima a terra), è stato arrestato a Ferrara dai poliziotti della Digos di Bologna. Dopo una vasta attività investigativa, coordinata dal Servizio centrale per il contrasto del Terrorismo, è stato eseguito un mandato di arresto europeo emesso in Francia.

Risultati immagini per ferrara marsiglia

Quello del 25enne è un passato da Foreign Fighter in Siria e in Iraq e un presente da fuggitivo tra Francia e Italia che gli aveva provocato anche dei sentimenti di "stanchezza, disagio e turbamento": cosa quest'ultima che preoccupava non poco gli investigatori italiani, avvertiti della sua presenza in Italia.

PRESO IN BICI - La sua presenza nel nostro Paese era stata segnalata dalle autorità francesi, che ipotizzavano il suo arrivo già dal 27 settembre scorso. Le sue tracce in Liguria il 4 ottobre scorso, successivamente è stato localizzato a Ferrara, dove sabato sera è stato arrestato dalla Polizia mentre, di notte, percorreva in bicicletta le vie della città.

NON COLLABORA - "Per il momento non collabora", precisa il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti. Allo stato attuale delle indagini, "non emergono segnali riguardanti la possibile pianificazione di atti sul nostro territorio", spiega poi il direttore del servizio centrale antiterrorismo Lamberto Giannini.

RADICALIZZAZIONE - L'indagine che ha portato all'arresto di Hannachi "promette di avere interessanti sviluppi", ha rilevato Roberti. E Francesco Caporale, procuratore aggiunto di Roma, ha ricordato che "l'attentato di Marsiglia risale al 1 ottobre", quindi l'inchiesta è "appena avviata". Dalle prime risultanze emerge però che sarebbe stato proprio Anis a 'radicalizzare' verso un percorso jihadista il fratello Ahmed, autore dell'attentato di Marsiglia.

LA STRUTTURA - Hannachi era giunto una prima volta in Italia nel 2014. Identificato, era stato espulso "ma all'epoca non aveva dato segni di radicalismo religioso", ha precisato Giannini. "Se dovessero essere confermati i primi risultati delle indagini - ha rilevato il generale Pasquale Angelosanto, Comandante del Ros carabinieri - ci troveremmo di fronte ad una struttura organizzata su base familistica".

SENZA DOCUMENTI - Hannachi, ha spiegato Claudio Galzerano, direttore della divisione antiterrorismo internazionale dell'Ucigos, è stato fermato sabato notte dalla Polizia mentre andava in bicicletta per le strade di Ferrara. "Era senza documenti, ha detto di essere algerino" e si trovava in città da pochi giorni.

NESSUNA CELLULA - "Era a Ferrara perché evidentemente ha degli appoggi - ha spiegato il Questore di Ferrara, Antonio Sbordone - ma per il momento non possiamo ipotizzare che esista una cellula ferrarese". E' stato arrestato per partecipazione ad associazione terroristica e complicità nell'attentato di Marsiglia, nei pressi della Gare de Marseille-Saint-Charles.

IL RISERBO - La sua cattura è stata resa possibile grazie alle informazioni fornite dalle autorità francesi e ottenute dagli investigatori italiani, anche grazie alle intercettazioni del suo telefono. Il giovane non ha opposto resistenza ma ha tentato di dare false generalità, come anche fece al suo arrivo nelle coste siciliane, nel 2014, e fu espulso. Le indagini proseguono nel più stretto riserbo.

(Fonte: Adnkronos)

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L'ATTENTATORE VISSE IN ITALIA. IL PERMESSO DI SOGGIORNO E IL MATRIMONIO CON UN'ITALIANAAhmed Hanachi, era stato arrestato e rilasciato dalla polizia francese solo il giorno prima e fino a tre anni fa viveva in Italia. Lo hanno rivelato Le Monde e il settimanale Le Point. In particolare è emerso che il trentenne, con passaporto tunisino, era arrivato in Italia dalla Francia nel 2006, si era insediato ad Aprilia e aveva sposato un'italiana da cui poi aveva divorziato. La prima rivelazione è che l'assassino, che ha urlato "Allah u akbar" mentre accoltellava i passanti, era stato fermato sabato a Lione con l'accusa di taccheggio e di aver partecipato ad alcune rapine nella città, ma era stato rilasciato per insufficienza di prove malgrado non avesse un valido permesso di soggiorno. La procura di Roma aprirà a breve un'indagine contro ignoti, e per associazione con finalità di terrorismo, legata alle verifiche avviate sulla rete di contatti in Italia di Hanachi.

Dal 2009 al 2017 Hanachi avrebbe beneficiato di un permesso di soggiorno in Italia, scaduto a gennaio scorso e di cui avrebbe chiesto il rinnovo. L'uomo, secondo quanto riferito ieri dal procuratore francese anti-terrorismo François Molins, era noto per piccoli reati comuni ai servizi di polizia dal 2005, con sette identità diverse: una di queste lo identificava come Ahmed H., nato in Tunisia nel 1987. Era stato fermato il 29 settembre a Lione per furto e rilasciato poi il giorno successivo, cioè 24 ore prima dell'attacco, per mancanza di prove. Alla polizia aveva esibito un passaporto tunisino e dichiarato di vivere a Lione, di essere senzatetto, divorziato e con problemi di droga. Stando a una fonte vicina al dossier, citata sempre dai media francesi, l'uomo, che ha dichiarato di essere entrato in Francia nel 2003, nel 2005 era stato fermato e ricondotto alla frontiera dal prefetto del Var, prima di essere rimesso in libertà dopo due giorni, per mancanza di posti nel centro di identificazione ed espulsione e per un problema con il documento di identità.

L'Isis attacca l'Iran. Attentati al parlamento e al mausoleo di Khomeini: almeno 10 morti. La rivendicazione dello Stato islamico

Spari e terroristi suicidi nei due luoghi presi d'assalto. Decine i feriti e persone prese in ostaggio. Il fatto a due giorni dall'atto d'accusa con relative azioni di boicottaggio nei confronti del Qatar (legato a Teheran) da parte di Arabia Saudita e i suoi alleati del Golfo con la benedizione Usa. Quindi, dove sta la verità? Chi aiuta davvero il terrore jihadista? - (VIDEO)


Doppio attacco a Teheran, all'interno del Parlamento iraniano e nel mausoleo di Khomeini a Teheran. Attacchi rivendicati dal sedicente Stato islamico (Is), attraverso un comunicato diffuso dall' 'agenzia' Amaq. Lo ha riferito sul suo account Twitter 'Site', il sito di monitoraggio delle attività jihadiste sui social media diretto da Rita Katz.

Sarebbero una decina le persone rimaste uccise nell'attacco al Parlamento di Teheran. Lo ha riferito sul suo account Twitter l'agenzia di stampa semiufficiale Tasnim, che parla tuttavia di notizie "non confermate". La stessa agenzia sostiene che 4 persone sarebbero state prese in ostaggio.

Secondo i media il commando entrato in azione sarebbe stato composto da 3 o 4 persone, armate di kalashnikov e bombe a mano. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Fars, un assalitore avrebbe sparato diverse volte per poi fuggire. Uno dei terroristi è invece stato ucciso dalle forze dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (pasdaran), secondo l'emittente Press Tv.

Un assalitore si sarebbe fatto esplodere mentre era in corso un'operazione delle forze speciali contro due uomini armati. Lo ha riferito la tv di Stato Irib, precisando che il kamikaze si è fatto saltare in aria al quarto piano dell'edificio.

Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, uno scontro a fuoco sarebbe avvenuto in un corridoio del Majlis e una delle pallottole avrebbe raggiunto l'area riservata ai giornalisti. Alcuni testimoni citati dalla Tasnim hanno riportato che dal Parlamento si sentono ancora degli spari. Tutte le strade del centro di Teheran che portano al Parlamento sono state chiuse.

Alcune persone sono invece rimaste ferite in una sparatoria avvenuta al mausoleo dedicato all'ayatollah Ruhollah Khomeini nella zona sud di Teheran, dove sarebbero entrati in azione anche due kamikaze. Un altro terrorista del commando è invece stato ucciso dalle forze di sicurezza prima che riuscisse ad azionare la sua cintura esplosiva.

Le forze di sicurezza iraniane hanno sventato un terzo attacco stamane a Teheran. Lo ha riferito una nota del ministero dell'Intelligence, citata dalla tv di Stato della Repubblica islamica. "Questa mattina due gruppi terroristici hanno attaccato il Parlamento e il mausoleo dell'Imam Khomeini - si legge - I membri di un terzo gruppo sono stati arrestati prima di riuscire ad eseguire un altro attacco".

(Fonte: Adnkronos)

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Fuga di notizie sull'attentato di Manchester: Londra furiosa con gli americani. Theresa May pronta a "ribaltare" Trump

Nel mirino dei britannici, afferma la Bbc, i media Usa e la stessa amministrazione di Washington. Il New York Times ha pubblicato fotografie che mostrano i resti dell'ordigno utilizzato nell'attacco. Diffuso anche il nome dell'attentatore che Downing Street avrebbe voluto mantenere riservata. La prima ministra annuncia rimostranze al presidente statunitense che incontrerà a Bruxelles per il vertice Nato - (VIDEO)


La polizia che indaga l'attentato alla Manchester Arena ha smesso di condividere le informazioni con gli Stati Uniti dopo la pubblicazione dei leak sull'inchiesta da parte della stampa statunitense. Lo riferisce la Bbc, spiegando che la polizia del Greater Manchester spera di riprendere presto le normali relazioni di intelligence, ma è attualmente "furiosa" per le fotografie pubblicate dal 'New York Times' che mostrano i resti dell'ordigno utilizzato nell'attacco.

I media americani hanno anche diffuso il nome dell'attentatore, nome che Londra avrebbe voluto mantenere riservato. La premier britannica Theresa May dovrebbe sollevare la questione con Donald Trump che incontrerà a Bruxelles per il vertice della Nato.

La premier Theresa May "metterà in chiaro" con il presidente Trump che le informazioni condivise tra le intelligence dei due Paesi "devono rimanere riservate". Al termine di una riunione del gabinetto di emergenza, la May ha annunciato che esprimerà al presidente Usa la posizione di Londra nel corso del vertice Nato di Bruxelles. Prima della partenza letteralmente ha detto: "Chiarirò al presidente Trump che le informazioni di intelligence condivise tra le nostre autorità devono restare al sicuro".

Inoltre, ha detto la premier, il livello di allarme terrorismo nel Regno Unito rimane "critico", a indicare che un attacco è ritenuto probabile o "imminente". May ha anche riferito che altri mille militari sono stati dispiegati in tutto il Paese per assistere la polizia.

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