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Maullu: "Stop alle sanzioni alla Russia che stanno danneggiando gravemente l'export italiano"

L'eurodeputato di Forza Italia (Ppe) è da tempo impegnato nel sostenere la necessità di interrompere l'embargo commerciale contro la Federazione Russa, voluto dagli Stati Uniti sotto la presidenza Obama. Una situazione che sta nuocendo in termini molto pesanti alle imprese italiane esposte nel Paese, soprattutto per quanto riguarda l'agroalimentare, il lattiero-caseario e il manifatturiero. Se ne è parlato in un convegno organizzato dallo stesso parlamentare europeo a Palazzo Pirelli cui hanno partecipato imprenditori, rappresentanti di Confindustria e Coldiretti e il vice console russo a Milano. L'intervista de ilComizio.it - (VIDEO)


 Si è svolto a Palazzo Pirelli un convegno organizzato dall'eurodeputato di Forza Italia, Stefano Maullu, in cui è stato affrontato un tema molto sentito dalle imprese in una fase già difficile per ragioni congiunturali. Al Pirellone, in una sala piena, nonostante l'orario dell'incontro (le 18 di venerdì 20 gennaio) si è parlato di quanto le sanzioni inflitte alla Federazione Russa abbiano danneggiato il comparto economico milanese e lombardo. A discuterne diversi rappresentanti di associazioni di categoria e osservatori economici (Federalimentare, Assocalzaturifici, Coldiretti, Assolombarda, Ice Milano), che hanno fatto un bilancio, settore per settore, di quanto negli ultimi tre anni le imprese lombarde e milanesi abbiano subito gli effetti delle sanzioni.

"I numeri sono chiari: l'export lombardo, dalle sanzioni alla Russia in poi, ha perso qualcosa come 1 miliardo e 400 milioni di euro", ha detto Maullu che ha rilasciato anche un'intervista a noi de ilComizio.it.

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Trump visto da Confindustria: "Il tycoon potrebbe dare una sferzata al Nuovo Continente"

"L'Europa è sempre andata avanti per traumi" e l'elezione di Trump "può essere l'occasione per ripensare ad un'Europa economicamente forte"


Nel giorno dell"insediamento del 45esimo presidente degli Stati Uniti, il  numero uno di Confindustria, Vincenzo Boccia, sottolinea come l'arrivo del  tycoon alla Casa Bianca possa dare una sferzata al Nuovo Continente. "Con i colleghi tedeschi sono più le convergenze che le diverpgenze", mentre sul fronte interno ed eventuali effetti di una manovra correttiva, "il punto è cosa si farà dopo la manovra e quali politiche economiche immagiare per il Paese. L'importante è non appiattirsi solo sulla riforma elettorale", avverte Boccia, per il quale "l'Italia recupera se recupera produttività, e la legge di Bilancio in questo dà un grande contributo".

Bruxelles: il parlamento teme la politica di Trump

 Bruxelles teme che il leader americano possa riavvicinarsi a Putin, in questo modo l'Europa potrebbe essere costretta a togliere le sanzioni contro la Russia e dare sostegno ad Assad in Siria.



L'oligarchia europea si aspetta che Trump possa entrare in contenzioso con la Cina a causa delle differenze in materia di commercio e di sicurezza nazionale.
Ancora più importante, in europa Donald Trump viene identificato come il presidente meno qualificato ed esperto della storia moderna americana.
"Data la natura di Trump e le sue dichiarazioni precedenti, il suo mandato potrebbe comportare lo scenario peggiore per l'Unione europea, tra cui il radicale deterioramento delle relazioni, il declino della cooperazione economica e la minaccia di sistema di sicurezza euro-atlantica," - viene denunciato nella relazione fatta dal Parlamento europeo in tema di cooperazioni estere.
"Gli aspetti chiave del governo di Trump potrebbero essere un rifiuto della politica di intervento e la liberalizzazione del commercio estero, nonché una cooperazione meno attiva con la NATO. La possibile convergenza della nuova amministrazione degli Stati Uniti con la Russia, farebbe prendere delle precise posizioni della Casa Bianca in relazione al conflitto in Ucraina, al compromesso tra Assad e Putin in Siria, alle misure estreme per combattere il terrorismo, all'abbandono degli accordi raggiunti sul programma nucleare iraniano e nel sostegno incondizionato a Israele. Posizioni che potrebbero pregiudicare anche le relazioni politiche all'interno della stessa comunità euro-atlantica".
Gli analisti invitano i politici europei a prepararsi al peggio, Trump si riavvicinerà a Mosca rifiutandosi di discutere la questione dell'allargamento della NATO e il capitolo conclusivo sull'aggressione della Russia contro l'Ucraina. Allo stesso tempo, gli analisti fanno notare che Trump cercherà di cooperare con la Russia nella lotta contro il terrorismo, e cercherà di tornare a Mosca nel "Big Eight".  In quanto "La nuova amministrazione degli Stati Uniti potrebbe arrivare alla conclusione che il sostegno del governo ucraino è carico di costi troppo elevati, e la perdita di interesse per l'attuazione degli accordi di Minsk, contando sul miglioramento delle relazioni con la Russia, - dice il rapporto degli esperti europei.
Bruxelles suggerisce anche che Trump potrebbe cambiare la politica sulla Siria, rifiutando di sostenere l'opposizione armata, che è anche in contrasto con gli interessi dell'UE. Inoltre, l'Ufficio ha osservato che Trump rimarrà indifferente alla lotta per i diritti umani e non si impegnerà nella promozione della democrazia in Medio Oriente e in altre regioni del mondo.
"Questa politica potrebbe provocare un indebolimento del supporto per una corretto supporto alla trasformazione democratica in Tunisia, questione a cui l'Europa è seriamente interessata. Così come la questione Iran, se Trump decidesse di a causa del mancato rispetto degli accordi sul disarmo nucleare, potrebbe aprire un conflitto armato che provocherebbe un automatico aumento dei prezzi del greggio, causando un forte danno economico ai paesi menbri dell'Europa.
Altre questioni di politica internazionale che preoccupano gli statisti europei sono il rapporto dell'America con la Cina e la posizione di Trump contro la massiccia partecipazione Militare USA nella Nato, a suo dire una spesa inutile.

FONTE ( Pravda.ru)

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Immigrazione, Maullu (FI): “Questione globale che coinvolge tutta l'Europa"

"Gli stati che si affacciano sul Mediterraneo non siano lasciati soli in balia dei trafficanti di esseri umani”


Nel 2017 per l'Europa l'imperativo primario è riuscire a contrastare l'immigrazione incontrollata che gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo hanno dovuto subire negli ultimi anni. I numeri, con 175.000 sbarchi nel 2016 solo in Italia – record assoluto – dicono questo e lo dicono anche i fenomeni di terrorismo che hanno colpito e colpiscono l'Europa, perché il terrorismo è un tema strettamente legato all'immigrazione e al Mediterraneo. L'Europa, appunto, non i singoli Stati: l'immigrazione è un fenomeno che non riguarda solo alcuni Paesi del Mediterraneo, bensì l'Europa tutta che deve finalmente impostare una politica di contrasto, passando inevitabilmente per un piano per il Mediterraneo che parta dalle relazioni con i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente con i quali è possibile avviare politiche e azioni comuni in questo senso. Da Europarlamentare ho visitato diversi Paesi nordafricani e mediorientali, viaggi istituzionali dai quali ho avuto nette conferme: immigrazione, sicurezza, lotta al terrorismo sono sfide che si vincono partendo proprio da lì, dalla cooperazione intelligente per un'azione comune che sconfigga finalmente i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo”.

 

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