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updated 7:57 AM UTC, Aug 3, 2020

Coronavirus, il mondo tra bilancio e ripartenza: 3 milioni e mezzo di morti, il quadro dall'Europa all'America, dal Medio Oriente alla Nuova Zelanda

Gli Stati Uniti e l'Europa le zone più colpite. In Spagna calano i decessi, oggi parte la fase di allentamento delle misure restrittive


I casi di coronavirus dichiarati in tutto il mondo hanno superato ad oggi i 3,5 milioni, tre quarti dei quali in Europa e Stati Uniti. Lo rende noto l'agenzia di stampa francese Afp, citando dati ufficiali. 

Sono stati registrati almeno 3.500.517 casi di infezione, inclusi 246.893 decessi, in particolare in Europa, il continente più colpito con 1.547.180 casi e 143.584 morti, nonché negli Usa con 1.158.040 casi e 67.680 decessi.
Il numero di casi, tuttavia, riflette solo una frazione del numero effettivo di infezioni, con un gran numero di paesi che testano solo pazienti gravi. 

I morti negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 1.450. E' quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. I casi totali negli Usa sono 1,15 milioni e i morti 67.674.

Per il secondo giorno consecutivo la Spagna ha registrato 164 nuovi decessi che portano a 25.428 il numero totale delle vittime da corona virus. Oggi inizia la "fase 0" dell'allentamento progressivo delle misure di contenimento sociale che prevede, tra l'altro, la riapertura dei piccoli esercizi commerciali.

E' atteso per domenica, e non per giovedì come inizialmente ipotizzato, la presentazione da parte del premier britannico Boris Johnson, di un piano sulle tappe di una graduale fase 2 sull'emergenza coronavirus e un allentamento del lockdown introdotto nel Regno Unito il 23 marzo. Lo riportano oggi Bbc e Financial Times. Mentre Johnson, reduce in prima persona da un contagio drammatico, ha ribadito in un video su Twitter che occorrerà verificare 5 precondizioni prima di ogni alleggerimento delle restrizioni, a iniziare da un calo significativo dei decessi. "Allentare troppo presto" il lockdown, ha aggiunto, "sarebbe la cosa peggiore da fare e consentirebbe un secondo picco" dell'epidemia.

Il Libano comincia oggi la fase 2 di alleggerimento delle misure contro il coronavirus: riaprono i ristoranti ma solo al 30% delle loro capacità ricettive, e riaprono i barbieri ma solo fino a mercoledì mentre i parrucchieri e gli estetisti dal giovedì al sabato. Da oggi riaprono anche i concessionari di auto e i negozi di abbigliamento. Il governo ha fornito istruzioni ai ristoratori, ai professionisti e ai negozianti circa le misure di sicurezza da adottare all'interno delle strutture. Riaprono anche gli accessi ai lungomare ma i cittadini sono invitati a indossare maschere per il viso e a rispettare le regole di distanziamento sociale. La fase 2 è articolata in cinque tappe diverse da oggi fino all'8 giugno, quando si prevede - salvo cambiamenti del programma - anche la formale riapertura dell'aeroporto di Beirut.

Per la prima volta dall'inizio del lockdown il 25 marzo, la Nuova Zelanda non ha registrato nessun nuovo caso di coronavirus. Lo hanno annunciato le autorità sanitarie del Paese secondo quanto riportato dal Guardian. La premier neozelandese, Jacinda Ardern, aveva annunciato una settimana fa la "vittoria" sul Covid-19. Nei prossimi giorni il governo si riunirà per decidere un ulteriore alleggerimento delle restrizioni già allentate da lunedì scorso

La Tunisia registra nelle ultime 24 ore altri 4 nuovi contagi da coronavirus, che portano a 1.013 il totale dei casi confermati nel Paese nordafricano. Lo rende noto in un comunicato il ministero della Sanità di Tunisi, precisando che i decessi rimangono 42 mentre i guariti salgono a 328. I pazienti in rianimazione sono 25. La Tunisia allenta da oggi le misure di lockdown con una prima fase di riaperture graduali che interessano da subito i settori vitali dell'economia, del sociale e delle esportazioni, ove non sussista la possibilità dello smart working.

Circa 22 milioni di bambini, ragazzi e studenti universitari sono tornati in aula oggi in Vietnam dopo tre mesi di stop. Il Paese ha cominciato ad allentare le restrizioni a inizio aprile ma la decisione di far rientrare a scuola tutti gli studenti è stata presa dopo che per il 17esimo giorno consecutivo non sono stati registrati casi di contagio interno. In Vietnam sono stati registrati solo 271 casi di Covid-19 e nessun morto. Nonostante la riapertura il governo vietnamita ha imposto l'obbligo della mascherina e la distanza, anche a scuola, di almeno un metro e mezzo.

In Olanda è stato individuato un focolaio di infezione da virus SarsCoV2 in un allevamento di visoni. Lo ha reso noto l'Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie) alla rete internazionale Promed, per la segnalazione delle malattie emergenti. Gli animali, ha deciso l'Istituto olandese per la sanità pubblica e l'ambiente (Rivm), non saranno abbattuti perché questa misura avrebbe potuto esporre il personale a rischi maggiori. Chiuse a pedoni e ciclisti le strade attorno all'allevamento.

Nelle ultime 24 ore in Belgio si sono registrati 80 morti a causa del coronavirus. I nuovi contagi sono stati 361, per un totale di 50.267 casi. Sono invece 59 le persone ricoverate e 69 quelle dimesse dall'ospedale. Lo ha riferito il portavoce interfederale della lotta al Covid-19, Yves Van Laethem nella consueta conferenza stampa. I decessi in totale sono 7.924. Da oggi in Belgio si allentano alcune misure di confinamento. Sono permesse le passeggiate all'aperto e attività fisiche che non comportano il contatto fisico, da soli o in compagnia di un massimo di altre due persone. Oltre all'elenco dei negozi che sono già aperti (cibo, animali, farmacie, edicole, stazioni di servizio), da oggi tocca ai negozi specializzati in tessuti. Riaprono in parte le aziende con il rispetto delle norme di distanziamento anche se il telelavoro rimarrà il principio di base da seguire per ora. Ancora chiusi i ristoranti e i caffè. Il trasporto pubblico riprende la sua normale attività ma con l'obbligo delle mascherine.

Anche l'Olanda, come il Belgio, prova a rallentare le misure di confinamento. Il prossimo 11 maggio riapriranno le scuole elementari e medie, mentre a inizio giugno dovrebbe toccare alle superiori, pur sempre rispettando le misure di distanziamento. Restano invece ancora chiusi bar e ristoranti, discoteche, parrucchieri, palestre, saune e sex club almeno fino al 20 maggio. Da fine aprile hanno riaperto in parte i negozi, mentre i coffee shop di cannabis non hanno abbassato le serrande e lavorano solo per il takeaway. Musei, concerti teatri sono chiusi come anche gli eventi sportivi cancellati fino al primo settembre. In Belgio da oggi riaprono i negozi di tessuti, e alcune aziende. Sono permesse le passeggiate all'aperto e le attività fisiche fino ad un massimo di tre persone. C'è invece l'obbligo di portare le mascherine sui trasporti pubblichi, mentre bar, ristoranti e caffè restano ancora chiusi.

Salgono a 98.647 i casi di coronavirus in Iran, con 1.223 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 74, per un totale di 6.277 decessi confermati dall'inizio della pandemia. Le cifre di contagi e morti sono in risalita rispetto ai giorni scorsi. I malati in gravi condizioni scendono a 2.676, mentre quelli guariti crescono a 79.379. Il totale dei test effettuati ammonta a 508.288. Lo ha reso noto il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour.

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Coronavirus, 210.000 morti nel mondo. Brutta sorpresa per la Germania: risale l'indice di contagio. I dubbi del governo di Angela Merkel sulla ripartenza

E' tornato a salire l'indice di contagio da coronavirus in Germania: per la prima volta da marzo una persona ne contagia un'altra. Lo ha reso noto il Robert Koch Institut, secondo cui sono stati registrati 156.337 casi di contagio e 5.913 vittime. L'esecutivo di Angela Merkel ha chiarito lunedì di non voler procedere a una accelerazione dell'allentamento delle misure restrittive, ma la pressione a riguardo sale e il dibattito è acceso


IN TUTTO IL MONDO sono 210.000 le persone morte a causa del coronavirus, secondo un calcolo fatto dall'agenzia Afp. L'85% delle vittime sono state registrate in Europa e negli Stati Uniti. Gli Usa sono il Paese con il più alto numero di decessi (56.253), seguito dall'Italia (26.977), Spagna (23.822), Francia (23.293) e Gran Bretagna (21.092)

AUSTRALIA - A decine pronti a cavalcare le onde fin dal mattino presto a Bondi beach, la spiaggia di Sydney che da oggi ha riaperto al pubblico, cinque settimane dopo le restrizioni imposte contro la diffusione da coronavirus, misure che le autorità australiane stanno cominciando ad allentare. La misura era stata originariamente imposta in seguito alle troppe violazioni delle regole sul distanziamento sociale. 

AUSTRIA - Dal primo maggio sospese le limitazioni agli spostamenti. Restano però in vigore la distanza minima di un metro tra le persone e l'obbligo di indossare le mascherine. Lo ha annunciato il governo a Vienna. Da maggio saranno inoltre consentite manifestazioni con 10 partecipanti e funerali con 30 persone. Nei negozi raddoppia il numero dei clienti, da una persona ogni 20 metri quadri a una ogni 10.

GERMANIA - E' salito di nuovo il tasso di contagio da coronavirus: da marzo, per la prima volta, una persona ne contagia un'altra. Lo ha reso noto il Robert Koch Institut, secondo cui in Germania sono registrati 156.337 casi di contagio e 5.913 vittime. Occhi puntati al prossimo incontro fra governo e Laender, fissato per giovedì: l'Esecutivo non vuole procedere ad una accelerazione dell'allentamento delle misure ristrettive, ma la pression politica ed economica a riguardo sale e il dibattito è acceso.

FRANCIA - Slitta la riapertura delle medie e dei licei in Francia. Secondo informazioni rivelate da Bfm-Tv, resteranno chiusi almeno fino al mese di giugno. Il presidente Emmanuel Macron aveva dichiarato che asili e scuole elementari avrebbero riaperto progressivamente dall'11 maggio, data di inizio della fase 2, mentre medie e licei sarebbero ripartiti il 18 o il 25 maggio

STATI UNITI - I morti di coronavirus hanno superato i 56 mila, una cifra che, scrivono già i media americani, sfiora le vittime Usa nei 20 anni della guerra in Vietnam (58 mila circa). E' l'ultimo aggiornamento del sito della Johns Hopkins University. Donald Trump evoca la riapertura delle scuole prima della fine di questo anno accademico, almeno in alcuni Stati. "Alcuni di voi potrebbero iniziare a pensare alla riapertura delle scuole", ha detto in una conference call con i governatori, secondo un audio ottenuto dal New York Times. 

SPAGNA - Si registra un calo dei decessi, con 201 morti nelle ultime 24 ore, mentre ieri le vittime erano stati 331. Lo indicano i dati diffusi dal governo. Il totale dei decessi nel Paese sale quindi a 23.822, oltre 210mila i contagiati e 102mila i guariti.

OMS - "Siamo lontani dalla fine della pandemia. L'Oms è preoccupata dai trend in crescita, ad esempio in Africa", ha detto il direttore dell'Organizzazione Tedros Adhanom Ghebreyesus nel consueto briefing sul coronavirus. "La strada è ancora lunga, siamo impegnati a fare tutto ciò che è possibile per sostenere i Paesi. Ma il ruolo della politica è fondamentale, soprattutto quello dei parlamenti", ha sottolineato.

L'ARGENTINA ha deciso vietare tutti i voli commerciali interni e internazionali fino al primo settembre a causa della pandemia. Il Paese latinoamericano - che ha aattualmente circa 4.000 casi e 192 morti - ha chiuso i suoi confini ai non residenti sin da marzo.

AFRICA - Sono oltre 31.000 i casi totali di coronavirus registrati in Africa. Negli ultimi 11 giorni sono stati rilevati 21.000 nuovi casi, una media di 600 nuovi contagi al giorno. Le vittime finora riportate sono 1.400.

CINA - Il numero di pazienti ricoverati per il coronavirus a Wuhan, la città cinese focolaio della pandemia, "è sceso a zero": l'ultimo paziente in condizioni gravi è guarito venerdì 24 aprile. Nell'intera provincia dell'Hubei i casi di contagio - ha aggiunto - sono invece scesi sotto quota 50 e nessun nuovo caso di infezione è stato registrato nelle ultime due settimane nell'intera provincia.

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Via libera al Def, previsioni nere per l'economia italiana. Crescita, deficit, debito pubblico, occupazione, redditi e consumi: le stime di uno scenario da incubo

Dopo circa tre ore di riunione il Consiglio dei ministri ha approvato il Def, il Documento di economia e finanza, insieme con la relazione al Parlamento per chiedere l'autorizzazione a uno scostamento di bilancio pari a 55 miliardi di euro, con lo sforamento del deficit al 10,4% del Pil, in vista del decreto di aprile legato all’emergenza coronavirus


Via libera del Consiglio dei ministri al Documento di Economia e finanza e allo scostamento del deficit da 55 miliardi per finanziare gran parte del Dl Aprile, atteso per fine mese. Le stime del Def tratteggiano uno scenario a tinte fosche per effetto del 'cigno nero' del coronavirus che hanno messo in ginocchio l'economia. La crescita crolla infatti dell'8%, il deficit lieviterà al 10,4% e il debito pubblico di quest'anno viaggerà verso il record del 155,7%.

Un'evoluzione difficile, se non impossibile, da immaginare fino a pochi mesi fa: l'Italia senza l'emergenza Covid-19 infatti avrebbe segnato un rialzo del pil dello 0,6% e un calo del disavanzo all'1,8%. Dalla crescita ai consumi, dalla spesa delle famiglie ai redditi, dall'export ai conti pubblici, il quadro invece appare molto diverso.

CRESCITA A PICCO - Previsioni alla mano, il Def indica una contrazione della crescita 2020 dell'8% per poi segnare un rimbalzo nel prossimo anno a +4,7%. In particolare lo shock diretto del lockdown sull'economia italiana per poco meno di due mesi, per l'esatteza 8 settimane, fa registrare un calo del prodotto interno lordo di 6,9 punti percentuali, condizionato anche dall'accresciuto livello di incertezza. In termini di pil nominale l'Italia rispetto al 2019 a causa del coronavirus vede andare in fumo 126 miliardi. Non solo, nell'ipotesi di uno scenario avverso con una seconda ondata di contagi il pil potrebbe calare a picco al -10,6%.

DEFICIT E DEBITO RECORD - La revisione al ribasso della crescita e le misure anti-contagio spingono al rialzo l'asticella del rapporto con deficit e debito. Il disavanzo passa dal 2,2% stimato lo scorso dicembre al ben più alto 10,4%, per poi calare al 5,7% il prossimo anno. Il debito pubblico schizza al 155,7% dal 134,8%; nel 2021 dovrebbe scendere al 152,7%. Ma il governo assicura che "è sostenibile" e "verrà ricondotto verso la media dell’area euro nel prossimo decennio", si legge nella bozza del Def.

PRIVATIZZAZIONI - Le stime tengono conto di proventi da privatizzazioni e altre operazioni pari a 0,2% del pil all'anno nel 2020-21.

DISOCCUPAZIONE - Secondo le stime sul mercato del lavoro contenute nel Def, nel 2020 il tasso di disoccupazione salirà all'11,6% e occupazione calerà del 2,2%, con un monte di ore lavorate che crolla del 6,3%.

GIU' REDDITI E SPESA FAMIGLIE - I redditi da lavoro dipendente, secondo quanto si legge nella tabella del Def, nel corso dell'anno dovrebbero registrare una contrazione del 5,7%. La spesa delle famiglie dovrebbe crollare addirittura del 7,2%.

MOTORE CRESCITA IN PANNE, CALANO CONSUMI E EXPORTNel 2020 i consumi dovrebbero segnare un declino del 7,2%; l'export segnerebbe -14,4% e l'import -13,5.

DEROGHE EDILIZIA E APPALTI - Nel Def il governo annuncia un nuovo pacchetto di interventi urgenti di semplificazioni e deroghe per rilanciare gli investimenti pubblici e privati nell'edilizia e nel commercio, tra gli altri settori interessati.

RIALZI IVA ADDIO - Nel Def il governo annuncia lo stop all'automatismo delle clausole di salvaguardia: una scure da 20,1 mld di rialzi Iva e accise per il prossimo anno in caso di mancato raggiungimento degli impregni Ue di bilancio.

 

Coronavirus, superati i 22mila morti in Spagna, migliorano Francia e Regno Unito. Usa, Fauci: "Certo che l'epidemia tornerà in autunno, ma saremo più preparati"

Gli Usa fanno registrare altri 1.738 morti in 24 ore, con il totale di 47.681 persone che nel Paese hanno perso la vita a causa del Covid19. Sono i dati della Johns Hopkins University, che aggiorna a 849.092 il totale delle persone contagiate negli Stati Uniti. Nel dettaglio, sono 14.016 le persone che si trovano in gravi condizioni. Anthony Fauci, virologo della task force anti-coronavirus di Washington spaventa gli americani: "Sono certo che l'epidemia di coronavirus ci sarà anche in autunno, ma allora saremo più preparati. Se sarà grande o piccola, dipenderà dalla nostra risposta"


Usa, Covid-19. Anthony Fauci sotto scorta - Il Foglio

IL QUADRO AGGIORNATO SULLA PANDEMIA NEL MONDO

In Spagna sono stati superati i 22mila morti legati alla pandemia da coronavirus. Il numero dei decessi registrati nelle ultime 24 ore, infatti, è di 440, portando il totale delle vittime a 22.157. Il numero dei casi confermati è di 213.024, con 89.250 guariti. Un gruppo di scienziati dell'Instituto de Salud Carlos III, a Madrid, ha analizzato i 28 primi genomi del virus emerso in Spagna e la traccia che ne deriva non conduce ad un unico paziente zero, bensì conferma una "moltitudine di ingressi" di persone infette da altri Paesi nel mese di febbraio. La ricerca, guidata dal biologo Francisco Diez, dimostra che già dal 14 febbraio circolavano tracce del virus in Spagna e dal 18 a Madrid.

La Francia ha superato quota 21.000 morti per l'epidemia di coronavirus, raggiungendo le 21.340 vittime fra i decessi degli ospedali e quelli delle case di riposo e istituti per disabili. Per la prima volta da diverse settimane, il numero di ricoverati è sceso sotto le 30.000 unità, a 29.741, seguendo un trend ormai consolidato da diversi giorni. Ed è calato di 215 il numero dei pazienti in rianimazione per Covid-19, che ormai sono 5.218. Nove persone, intanto, sono state fermate nella notte tra martedì e mercoledì nell'hinterland di Parigi, quarto giorno consecutivo di tensioni nella zona, con diversi comuni segnati da violenze urbane. A Gennevilliers, è stata anche vandalizzata una scuola elementare, colpita parzialmente da un incendio doloso.

Torna a calare per il secondo giorno di fila il numero dei morti per coronavirus registrati nel Regno Unito nelle ultime 24 ore, nei soli ospedali. Lo rende noto il ministero della Sanità, allineando altri 638 decessi, circa 120 meno di ieri. Il totale censito sale così a 18.738 morti, mentre i contagi diagnosticati superano ora i 138.000, con curva d'incremento appiattita attorno a 4.500 al giorno. Ma i test eseguiti restano ancora lontani dal target di 100.000 al giorno promesso dal governo per fine mese. Intanto, continua la graduale ripresa di Boris Johnson, in convalescenza nella residenza governativa di campagna di Chequers dopo i giorni del contagio da coronavirus. Il premier britannico, formalmente ancora a riposo dal lavoro di governo, è tornato ieri sera alla consuetudine dell'udienza settimanale con la regina, seppure al momento per telefono. Il primo ministro, sempre ieri, ha avuto un colloquio telefonico anche con il suo supplente Dominic Raab, primo segretario di Stato e ministro degli Esteri.

In Finlandia la premier Sanna Marin è in autoisolamento dopo essere entrata in stretto contatto con una persona positiva al coronavirus. In un comunicato si precisa che la premier 34enne non ha sintomi ed è stata sottoposta al test.

Negli Stati Uniti i morti per coronavirus hanno superato quota 46mila (46.609 per l'esattezza), mentre i casi positivi sono 842.319, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Donald Trump, intanto, ha promesso un'altra celebrazione del 4 luglio (giorno dell'Indipendenza) sul Mall di Washington. Il presidente, inoltre, si è detto fortemente in disaccordo con il governatore repubblicano della Georgia Brian Kemp per la sua decisione di riaprire da venerdì spa, saloni di bellezza, barbieri e parrucchieri, centri massaggi e per i tatuaggi. "Amo questa gente, ma possono aspettare ancora un po' perché la sicurezza deve predominare", ha detto nel briefing alla Casa Bianca. Il presidente ha quindi annunciato di aver firmato l'ordine esecutivo che limita l'immigrazione negli Usa, sospendendo per 60 giorni le green card. "Sono certo che l'epidemia di coronavirus ci sarà anche in autunno, ma allora saremo più preparati. Se sarà grande o piccola, dipenderà dalla nostra risposta", ha detto invece Anthony Fauci, virologo della task force Usa anti-coronavirus.

Il numero dei contagi da coronavirus in America Latina ha subito una nuova forte crescita passando in circa 48 ore da 101.636 a 121.087 casi. Anche i morti hanno subito un incremento di oltre 1.000 unità nello stesso periodo, attestandosi a quota 6.116. E' quanto emerge da una statistica elaborata dall'Ansa riguardante 34 Nazioni e territori latinoamericani. E' il Brasile che registra il maggior numero sia di contagiati, quasi i due terzi del totale (45.757), sia di vittime, che sono un po' meno di quelli registrati complessivamente (2.906). Seguono, con più di 1.000 contagiati, Perù (19.250 e 530), Cile (11.296 e 160), Ecuador 10.850 e 537), Messico (10.544 e 970), Repubblica dominicana (5.300 e 260), Panama (4.992 e 144), Colombia (4.356 e 206), Argentina (3.288 e 159) e Cuba (1.189 e 40).

Tornando al Brasile, sono salite a 24 le richieste di impeachment contro il presidente Jair Bolsonaro giunte all'analisi della Camera dei deputati:  tutte si basano su presunti "reati di responsabilità" commessi dal capo dello Stato durante la pandemia da coronavirus.

La Cina ha registrato ieri 10 nuovi casi di infezione da Covid-19, di cui 6 importati e 4 individuati nelle province di Heilongjiang (3) e Guangdong (1). La Commissione sanitaria nazionale (Nhc), che non ha rilevato ulteriori decessi, ha aggiornato il numero di contagi di ritorno a 1.616, di cui 823 risoltisi con la guarigione e 793 sotto cure mediche, comprensivi di 37 in gravi condizioni. I casi a livello nazionale sono saliti a 82.798, di cui 959 pazienti ancora in cura (per la prima volta sotto quota mille), 4.632 decessi e 77.207 persone guarite. I nuovi asintomatici sono stati 27, portando il conto totale a 984, di cui 166 provenienti dall'estero, tutti attualmente sotto osservazione. Nessuna nuova infezione e nessun decesso sono stati poi riportati nell'Hubei, la provincia epicentro della pandemia: a ieri, i pazienti in cura sono scesi a 69, tra cui due gravi.

Pechino, intanto, ha annunciato la donazione di altri 30 milioni di dollari all'Oms in sostegno alla lotta al Covid-19. La mossa, annunciata dal portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, segue la prima donazione di 20 milioni di dollari, a fronte del blocco dei fondi Usa all'agenzia dell'Onu deciso da Trump.

La Corea del Sud ha registrato 8 nuovi casi di contagio da coronavirus, di cui quattro importati, portando il totale a 10.702: nei suoi aggiornamenti a mercoledì, il Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) ha poi reso noti due decessi aggiuntivi, per 240 complessivi dallo scoppio della pandemia. In totale, sono 8.411 i pazienti guariti, in rialzo di 134 unità rispetto a martedì.

In Giappone le infezioni sono giunte al numero di 12.394 con 312 morti accertate. Nel frattempo, le richieste delle Autorità alla popolazione di evitare gli spostamenti da Tokyo si fanno sempre più pressanti in anticipazione della Golden Week, a inizio maggio, che prevede 3 giorni di festività nazionale. Ad oggi, con l'aggiunta di 134 nuovi casi, il numero delle infezioni di coronavirus a Tokyo ha raggiunto quota 3.570, con 6 morti nella giornata di oggi. Tra loro c'era anche la nota attrice e commentatrice televisiva 63enne, Kumiko Okae, la seconda personalità in Giappone scomparsa nella battaglia contro il coronavirus, a distanza di due settimane dalla morte del popolare attore comico Ken Shimura.

Altri 14 membri dell'equipaggio sulla nave da crociera Costa, nel golfo di Nagasaki, sono risultati positivi al coronavirus, portando il totale dei contagi a 48 e, tra questi, ci sono 2 italiani accertati. Alle 623 persone che compongono il personale della nave, sulla quale non si trovano passeggeri, è stato richiesto di rimanere in cabina, sebbene un numero di almeno 130 membri debba rendersi operativo per la regolare manutenzione dell'imbarcazione.

È iniziato alla mezzanotte di ieri un nuovo coprifuoco totale in Turchia, che proseguirà fino a domenica per cercare di ridurre la diffusione del Covid-19. Il divieto generalizzato di uscire di casa riguarda le 31 maggiori province del Paese, con l'eccezione dei lavoratori ritenuti essenziali, tra cui gli operatori sanitari. Vengono comunque garantiti i servizi pubblici di base. Il lockdown, in precedenza, era stato imposto solo negli ultimi due fine settimana per non danneggiare eccessivamente le attività produttive, ma questa nuova stretta fa leva sul ponte festivo legato alla celebrazione oggi della Giornata della sovranità nazionale e dei bambini, in cui si commemora il centenario della nascita della Grande Assemblea nazionale di Ankara. Le Autorità hanno deciso di tenere chiusi fabbriche, uffici e banche anche domani, primo giorno del mese sacro islamico di Ramadan. Il governo di Recep Tayyip Erdogan aveva già chiuso scuole, università e molti locali pubblici e imposto l'isolamento casalingo permanente agli over 65 e agli under 20. Secondo gli ultimi dati ufficiali, in Turchia si registrano oltre 98mila casi e 2.376 vittime per coronavirus.

In Russia sono stati accertati 4.774 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, meno dei 5.236 di ieri e dei 5.642 di martedì. In tutto, si registrano 62.773 casi dall'inizio dell'epidemia. Nel corso dell'ultima giornata ci sono state altre 42 vittime, che portano ufficialmente a 555 i morti di Covid-19 in Russia. I guariti sono invece 4.891, di cui 471 nelle ultime 24 ore. Lo fa sapere il centro operativo nazionale per la lotta al coronavirus. Si registrano meno nuovi casi anche a Mosca, l'area più colpita del Paese, dove oggi i nuovi contagi individuali sono 1.959 contro i 2.548 di ieri e i 3.083 di martedì. Nella capitale i casi accertati sono in totale 33.940 e i decessi 288, di cui 27 nell'ultima giornata.

I casi positivi di coronavirus in Israele sono saliti oggi a 14.592, mentre i decessi hanno raggiunto la cifra di 191. Lo ha reso noto il ministero della sanità. I malati gravi sono 136 (l' 8 per cento in meno rispetto a ieri), e di questi 107 sono in rianimazione. Le guarigioni sono state finora 5.334.

Salgono a 87.026 i casi di coronavirus in Iran, con 1.030 contagi confermati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 90, per un totale di 5.481 deceduti. Entrambi i dati si confermano in calo. I pazienti in gravi condizioni scendono a 3.105, mentre quelli guariti aumentano a 64.843. I test complessivi effettuati finora sono 389.507, una cifra che resta significativamente più bassa di
molti altri Paesi. Lo riferisce il ministero della Salute. Sabato, intanto, avrà inizio il mese sacro islamico del Ramadan.

Il bilancio delle vittime per coronavirus in Pakistan è salito a 220 morti, mentre i casi positivi hanno raggiunto quota 10.503. Lo ha reso noto il ministro della Salute nel bollettino odierno. Secondo i nuovi dati, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 15 nuovi morti e 742 nuovi casi di positività al Covid-19.

I governatori dei 36 Stati della Nigeria hanno vietato viaggi interstatali per due settimane con l'obiettivo di arginare la diffusione del coronavirus. Il centro per il controllo delle malattie (Ncdc) registra a oggi 873 casi con nuovi contagi confermati nel nord-est, area in cui ci sono anche attacchi di milizie jihadiste. La capitale Abuja, lo Stato di Lagos e di Ogun nel sud-ovest vivono la quarta settimana di misure restrittive. Misure che potrebbero riguardare presto anche altri Stati come quello di Kano, nel nord del Paese, che si teme possa diventare il nuovo epicentro della pandemia in Nigeria, ora a Lagos.

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Coronavirus, Oms: "Metà dei morti in Europa erano in case di cura. Il ritorno alla normalità dovrà essere graduale. Seconda ondata? Va imparata la lezione"

"Secondo le stime che arrivano dai Paesi europei, la metà delle persone che sono morte di Covid-19 erano residenti in case di cura. E' una tragedia inimmaginabile". Lo ha detto il direttore dell'Oms Europa, Hans Kluge, in una conferenza stampa. "Il quadro in queste strutture - ha sottolineato - è profondamente preoccupante. C'è un urgente ed immediato bisogno di ripensare il modo in cui operano le case di cura oggi e nei mesi a venire. Le persone che lavorano in quelle strutture - spesso sovraccaricate di lavoro, sottopagate e prive di protezione adeguata - sono tra gli eroi di questa pandemia"


Plan de Prevención sobre Maltrato Infantil de la OMS-Europa ...

"Vorrei parlare del quadro profondamente preoccupante che sta emergendo nelle strutture di assistenza a lungo termine nella Regione europea e nel mondo nelle ultime settimane. Secondo le stime europee, fino alla metà dei decessi avvenuti per Covid-19 si è registrata in questi luoghi. Questa è una tragedia umana inimmaginabile". Lo ha detto il direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l'Europa, Hans Kluge, durante una conferenza stampa virtuale su Covid-19.

"Vorrei dire ai molti che stanno vivendo questa perdita, che i miei pensieri sono con loro. L'età avanzata dei pazienti, le loro condizioni di salute di base, i problemi cognitivi nella comprensione e nel seguire i consigli di sanità e di igiene dovuti a disabilità intellettiva o a demenza, sono tutti fattori che mettono queste persone a maggior rischio. In più, a molti è impedito di ricevere visite da familiari e amici e a volte sono oggetto di minacce, abusi e abbandono. Ugualmente preoccupante - ha sottolineato Kluge - è il modo in cui operano tali strutture di cura, il modo in cui i pazienti ricevono assistenza, che sta fornendo percorsi per la diffusione del virus. E' importante ricordare che anche le persone molto anziane e fragili, affette da molteplici malattie croniche hanno buone possibilità di guarigione se vengono ben curate".

Quanto alla fase 2 il direttore dell'Oms Europa ha sottolineato come "il ritorno alla normalità dovrà essere graduale e dovrà tenere conto delle linee guida Oms presentate ai ministri della Salute venerdì scorso".

"Ogni segnale che ci indica che il virus viene controllato, gestito, mitigato - sottolinea - è un buon segnale. Tuttavia, il mio messaggio oggi rimane quello di avere cautela. La compiacenza potrebbe essere il nostro peggior nemico in questo momento. Non possiamo permetterci di credere di essere al sicuro e protetti: eventuali misure per allentare le regole di distanziamento sociale e fisico devono essere attentamente valutate e attuate gradualmente. Anche i cittadini devono comprendere i rischi intrinseci nel momento in cui i governi, comprensibilmente, cercano di abbassare la pressione che si sta accumulando nelle società per la preoccupazione per le nostre rispettive economie".

"Questa non è un'uscita" dall'emergenza "non esiste una strada veloce per avere una nuova normalità. La domanda non è se ci sarà una seconda ondata, la domanda è se impareremo dalla lezione che abbiamo avuto finora, e cioè quella che bisogna lavorare tra un'ondata e l'altra per rafforzare la risposta dei sistemi pensando agli scenari peggiori. Chiedo a tutti i Paesi di mantenersi saldi sulle strategie che sappiamo funzionare contro questo virus - identificazione, isolamento, test, tracciamento dei contatti e quarantena - monitorando costantemente l'efficacia delle misure in atto".

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In un intervista al Financial Times, Macron dichiara: "È tempo di pensare all'impensabile"

"Rinunciare alle libertà per affrontare la pandemia costituirebbe una minaccia per le democrazie occidentali", questa la teoria del presidente francese. Nella fase 2 i paesi più forti hanno il dovere di aiutare i più deboli.


"Ci stiamo avventurando nell'impensabile", dice Emmanuel Macron, sporgendosi in avanti al suo tavolo nel Palazzo dell'Eliseo a Parigi. Fino ad ora, il presidente francese ha sempre avuto un grande piano per il futuro. Dopo aver sorprendentemente vinto le elezioni del 2017, Macron ha annunciato una raffica di proposte ambiziose per riformare l'UE che ha sconcertato i suoi partner europei. E il suo governo ha approvato molte leggi per modernizzare la Francia, spesso andando contro sindacati e lavoratori.

Ma la pandemia di coronavirus ha reso persino difficile per Macron trovare soluzioni a una crisi sanitaria globale che ha già ucciso quasi 140.000 persone. Salvare le economie francesi e mondiali da una depressione paragonabile a quella del 1929, sembra una missione impossibile, "Tutti affrontiamo il profondo bisogno di inventare qualcosa di nuovo, perché è tutto ciò che possiamo fare", afferma il presidente francese.

Il presidente vuole che l'Unione europea lanci un fondo di investimenti di emergenza con centinaia di miliardi di euro, per aiutare Italia e Spagna in questa loro difficile fase, ma questa proposta si scontra con il muro posto dai paesi del Nord Europa. Le nazioni più avanzate dovrebbero aiutare l'Africa con un'immediata moratoria sui pagamenti del debito bilaterali e multilaterali.

Ma Macron non sembra sicuro che le sue proposte daranno frutti, né quando lo faranno. "Non so se siamo all'inizio o nel mezzo di questa crisi - nessuno lo sa -", sottolinea. "C'è molta incertezza e questo dovrebbe renderci molto umili".

Nelle ultime settimane, la retorica di guerra calda ha lasciato il posto a una visione più riflessiva della gestione della pandemia, accompagnata dal riconoscimento di errori logistici che hanno impedito una fornitura sufficiente di maschere e test per misurare la diffusione del virus.

A differenza di altri leader mondiali, come Donald Trump negli Stati Uniti o Xi Jinping in Cina, che stanno cercando di riportare i loro paesi allo stato pre-pandemico, Macron, 42 anni, vede la crisi come un evento esistenziale per l'umanità che cambierà la natura della globalizzazione e la struttura del capitalismo internazionale.

Il presidente francese spera che la pandemia riesca a unire i paesi in azioni multilaterali per aiutare i più deboli durante la crisi. Vuole anche cogliere l'occasione per affrontare le catastrofi ambientali e le disuguaglianze sociali che minacciavano già la stabilità dell'ordine mondiale.

Tuttavia, non nasconde la sua preoccupazione che la chiusura delle frontiere, la grave crisi economica e la perdita di fiducia nella democrazia rafforzino i leader autoritari e populisti, come i leader di Ungheria e Brasile.

"Abbiamo paralizzato metà del pianeta per salvare vite umane, non ci sono precedenti nella nostra storia", afferma.

"Ma la natura della globalizzazione, con la quale abbiamo vissuto negli ultimi 40 anni, cambierà. Abbiamo avuto l'impressione che non esistessero confini", spiega. "Ci sono stati veri successi. Ci siamo lasciati alle spalle regimi totalitari, è arrivata la caduta del muro di Berlino e centinaia di milioni di persone sono state sollevate dalla povertà. Tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, la disuguaglianza è aumentata nei paesi. Ora è molto chiaro che questo tipo di globalizzazione sta raggiungendo la fine del suo ciclo e questo potrebbe indebolire la democrazia", aggiunge.

Macron reagisce indignato quando gli viene chiesto se gli errori commessi nel tentativo di arginare la pandemia non abbiano messo in luce le debolezze delle democrazie occidentali e i vantaggi di governi autoritari come la Cina.

A suo avviso, non vi è alcun confronto tra i paesi in cui le informazioni circolano liberamente e i cittadini possono criticare i loro governi e quelli in cui la verità è nascosta. Date queste differenze, "Rispetto le decisioni che la Cina ha preso, ma non siamo così ingenui da dire che lì, la situazione è stata gestita meglio. Non sappiamo. Ci sono cose che sono successe che non sappiamo", sostiene Macron.

Il presidente francese continua ad insistere sul fatto che rinunciare alle libertà, costituirebbe una minaccia per le democrazie occidentali. "Alcuni paesi stanno prendendo questa decisione in Europa", ha detto in un'apparente allusione a Viktor Orban in Ungheria. "Non possiamo accettarlo. Non possiamo rinunciare al nostro DNA con la scusa che stiamo affrontando una crisi sanitaria", ha detto.

Macron è particolarmente preoccupato per l'UE e l'euro. Il presidente francese è convinto che sia l'UE che la moneta unica rischieranno di cadere se i membri più ricchi, come Germania e Paesi Bassi, non mostreranno più solidarietà con i paesi colpiti dalla pandemia nell'Europa meridionale.

Tale solidarietà dovrebbe presentarsi sotto forma di aiuti finanziati dal debito reciproco, ma i decisori politici olandesi e tedeschi rifiutano l'idea che i loro contribuenti non paghino i debiti. Macron avverte che se gli Stati membri più colpiti dalla pandemia non saranno aiutati, i populisti in Italia, Spagna e Francia porteranno la loro nazioni fuori da quell'Europa che abbiamo costruito così faticosamente .

"È ovvio perché la gente dirà: 'Qual è il grande viaggio che ci offri? Se queste persone non ti proteggono durante una crisi, come potranno mostrare solidarietà in seguito", afferma. "Purtroppo oggi i paesi del Nord Europa non sono a favore dell'UE, quando si tratta di condividere gli oneri. E' il momento della verità, decidere se l'Unione europea è un progetto politico o solo un progetto di mercato. Io penso che sia un progetto politico ... Abbiamo bisogno di trasferimenti finanziari e solidarietà, se vogliamo che l'Europa resista".

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Coronavirus, la proposta del virologo belga: "I calciatori potrebbero tornare in campo con la mascherina". E in Germania c'è chi vorrebbe mettere i giocatori "sotto vetro"

Uno scienziato avanza l'idea di tornare in campo con le protezioni per il viso: "È una possibilità da prendere in considerazione, consentirebbe la ripresa del calcio. Non parlo di quelle da chirurgo, inadatte, ma del tipo anti-inquinamento, più comode". Isolamento degli atleti e test a tappeto è invece la soluzione che viene dall'Università di Lipsia


 Coronavirus, Gremio in campo con le mascherine: "Non ci tutelano ...

Marc van Ranst, virologo belga consulente della Jupiler Pro League, non esclude la possibilità che i calciatori possano tornare in campo indossando le mascherine. "E' sicuramente una strada da considerare - ha detto a Le Soir - Non si tratta di quelle chirurgiche totalmente inadatte. Su internet si trovano mascherine anti-inquinamento che possono essere indossate da giocatori di football americano o ciclisti. Sono più comode".

Le immagini dei calciatori del Gremio all'ingresso in campo con le mascherine per protesta di un mese fa potranno diventare la normalità del calcio ai tempi del coronavirus. Almeno in Belgio, dove c'è in atto un braccio di ferro tra Federazione e Lega Calcio (da una parte) e Uefa dall'altra. I vertici del calcio locale, infatti, spingono per chiudere il campionato (il 24 ci sarà l'assemblea definitiva), ma hanno preso tempo dopo che la massima organizzazione europea ha minacciato di escludere i club belgi dalle competizioni europee. Intanto in settimana i club di Jupiler Pro League hanno ripreso ad allenarsi.

In Germania sono invece convinti basti molto meno. Uwe Liebert, direttore dell'Istituto di virologia dell'Università di Lipsia, sarebbe soddisfatto già di poter garantire l'isolamento dei giocatori e i test a tappeto: "L'ideale sarebbe che tutti i giocatori fossero in una sorta di scatola di vetro e fossero separati l'uno dall'altro", ha detto al giornale tedesco Mitteldeutsche Zeitung. Per questo riguarda i test, da utilizzare soprattutto per capire chi ha già avuto il virus e quindi potrebbe essere immune, il costo sarebbe di circa 130 euro, per una partita quindi non si spenderebbero più di 4.000 euro a squadra.

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La pandemia da coronavirus mette a confronto il federalismo tedesco e il centralismo francese

Lo stress test dovuto alla pandemia da Covid-19, mettono a dura prova le due nazioni, mettendo in luce i punti di forza e le debolezze delle due super potenze europee


La pandemia da coronavirus è un test di stress per i paesi e sistemi politici. Lo è anche per diversi modelli di organizzazione statale. Germania e Francia, il paese federale e il paese centralizzato per eccellenza nell'Unione europea, hanno gestito la crisi in modo differente portando a risultati opposti: secondo l'ultimo conteggio vi sono 3.868 morti in Germania e oltre 18.000 in Francia. Il decentramento tedesco, fondato sulla cooperazione tra i membri della federazione, sposta l'onere delle misure sanitarie verso i länder, che concordano con il governo federale e con i centri di ricerca scientifica distribuiti in tutto il paese, le linee generali delle restrizioni. La centralizzazione francese, che concentra il potere a Parigi e nel presidente, ha consentito un rapido processo decisionale, ma l'onnipotenza dello stato potrebbe aver aumentato i costi di errori e imprevedibilità.

GERMANIA
 
La Germania ha contenuto il virus, almeno per ora, in modo più efficace rispetto ad altri paesi europei. Che ruolo ha avuto il sistema federale in questo successo ancora precario, investimenti in spese sanitarie e ricerca in passato, diagnosi precoce del virus e persino fortuna, ma forse è ancora troppo presto per avere un dato certo. La verità è che il processo decisionale e gestionale politico in Germania differisce sostanzialmente da altri paesi vicini come la Francia o la Spagna. Nulla di simile allo stato di allarme degli altri paesi europei è stato dichiarato in Germania e il governo centrale non ha deciso o implementato unilateralmente le misure per contenere il virus. Sono i länder coloro che hanno una responsabilità cruciale sulle norme per bloccare la diffusione del virus. Quella pluralità politica nel processo decisionale, spesso ingombrante e complessa, potrebbe essere vantaggiosa agli occhi dei cittadini, che non hanno visto diminuire i loro diritti e le loro libertà.
La Germania è ora il quinto paese con il più alto numero di infezioni, 133.830, ma il bilancio delle vittime rimane relativamente basso, sono 3.868 secondo i dati del Robert Koch Institute. Soprattutto, il sistema sanitario non è stato travolto. Dall'inizio dell'epidemia, la Germania ha aumentato il numero di letti nelle unità di terapia intensiva da 28.000 a 40.000. Questo venerdì, 11.312 erano ancora disponibili. La curva sembra essere stata piegata per giorni, senza il totale confinamento e consentendo a ogni stato federale di adattare le linee guida di isolamento, concordate con il governo federale in funzione dei singoli bisogni o necessità. 
La divisione delle funzioni e delle competenze tra lo stato federale e i länder ha frammentato il processo decisionale in un momento in cui la velocità e la coesione assumono particolare rilevanza. La normativa sanitaria con l'articolo 32, attribuisce alle federazioni il ​​potere di adottare le misure necessarie per combattere le infezioni. Da quando è scoppiata l'epidemia, la coreografia politica in Germania è sempre stata la stessa. Il cancelliere tedesco Angela Merkel presiede la videoconferenza con i capi di governo dei länder e si stabiliscono le regole, ad esempio, la regola di riunirsi in gruppi al massimo di due persone con un metro e mezzo di distanza. Il governo raccomanda e coordina e ciascuno Stato decide quando e come attuare le misure. Un esempio è la graduale apertura delle scuole, che avrà inizio il 4 maggio, in Baviera, il paese più colpito dalla pandemia, partirà la settimana successiva.

Questa pluralità e una maggiore vicinanza delle autorità regionali con i governati assume un significato di fronte alla massiccia restrizione dei diritti e delle libertà imposte. E' molto importante per i cittadini che non sia solo una persona a decidere a Berlino, ma che ci siano le 17 persone che condividono il potere dei singoli stati federali. Oltre al processo decisionale, gli esperti attribuiscono al sistema sanitario tedesco, anche decentralizzato, parte del successo di fronte alla crisi. I laboratori di tutto il paese sono stati avvisati e istruiti da Berlino a metà gennaio sulla necessità di eseguire test diagnostici. Ricarda Milstein, presidente del centro di economia sanitaria di Amburgo, spiega che “il governo centrale ha assunto un ruolo più attivo. Sono sorpreso dal buon coordinamento che ha avuto luogo tra i diversi attori ”, afferma, riferendosi alle compagnie di mutua assicurazione e alle associazioni di professionisti della salute entrate in campo in questo difficile momento.

FRANCIA

Quando Emmanuel Macron ha annunciato lunedì scorso la fine progressiva del confinamento della popolazione a partire dall'11 maggio, la notizia ha sorpreso tutti i livelli dello Stato. Secondo Le Monde la maggior parte dei ministri ne era venuto a conoscenza, solo un quarto d'ora prima del discorso del presidente alla nazione . Il resto, dall'ufficio del sindaco di Parigi a quello della città più lontana dalla capitale, lo scoprì contemporaneamente agli oltre 36 milioni di francesi che videro Macron in televisione. 

Questa è la Francia, un paese in cui il solo presidente adotta misure che cambiano il corso della società. Il paese in cui il capo dello stato e l'élite tecnocratica che lo circonda, presi dalle inerzie di una particolare cultura burocratica, concentrano più potere che in qualsiasi altra grande democrazia occidentale. Il paese in cui vengono prese le decisioni a Parigi e in cui il principio egualitario della Rivoluzione del 1789 continua ad essere un freno alla vera decentralizzazione o all'accettazione delle eccezioni regionali. Il coronavirus, che ha già causato oltre 18.000 morti in Francia collocandola nello spettro dei paesi europei più colpiti, un po 'indietro rispetto a Italia e Spagna, ha testato la capacità del modello francese di rispondere a una crisi di proporzioni insolite. Il risultato è ambivalente. Dominique Reynié, direttore generale del laboratorio di idee Fondapol afferma, "Se si parla di mascherine, test, letti d'ospedale, macchine per la rianimazione, non ce ne sono abbastanza. Lo stato centralizzato e potente, con un capo eletto dal popolo, quando arriva una vera crisi si scopre impreparato. Penso che questo lascerà una indelebile traccia. Forse questo porterà a una ricomposizione politica più leggera, più decentralizzata, più girondina”, aggiunge riferendosi ai girondini che, durante la Rivoluzione francese, si opposero ai giacobini, che erano centralizzatori. Allo stesso tempo però, l'organizzazione centralizzata ha permesso di reagire rapidamente nei momenti più difficili. La mobilitazione di risorse economiche e l'adozione di leggi eccezionali è stata immediata. E, nella battaglia per la salute, i treni civili e gli aerei militari che trasportavano pazienti dall'Alsazia, area più colpita, insieme all'Île-de-France regione parigina, per decongestionare gli ospedali e spostarli in altri punti del territorio proiettarono l'immagine di uno stato che corre come un orologio di precisione.

"In Francia non si è verificato alcun problema con il collasso del sistema di terapia intensiva", afferma François Heisbourg, consulente del think tank International Institute for Strategic Studies. "Il sistema ospedaliero non ha smesso di funzionare e non ci sono stati problemi sostanziali di tipo Madrid contro Barcellona, ​​né abbiamo dovuto gestire problemi di solidarietà all'interno del paese". "Il sistema napoleonico", spiega Heisbourg, "ha funzionato abbastanza bene, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione dei malati secondo le zone più in difficoltà". 

Heisbourg usa il termine "napoleonico" per riferirsi al sistema centralista o Giacobino. Ma chiarisce: "Il sistema napoleonico è fastidioso quando si commettono errori. Perché allora le conseguenze di questi errori sono napoleoniche. Errori come non aver iniziato i test abbastanza presto, rapidamente e in modo massiccio potevano essere evitabili. Le conseguenze sono state enormi, invece in un sistema decentralizzato, se un governo federale, commette un errore, questo può essere relativamente ridotto su scala nazionale ”. Un altro errore comune anche in altri paesi, è stata la lentezza delle macchine statali nel reagire quando la notizia dell'epidemia arrivò dalla Cina a gennaio.

Queste semplici considerazioni ci devono portare a pensare ad una nuova ristrutturazione che tutti i governi centralizzati dovrebbero fare attuando il modello tedesco. Un modello che non impoverisce la politica ma semplicemente differenzia gli interventi politico/economici/sanitari, in funzione della struttura territoriale e delle differenti esigenze.

 

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