Regione Lombardia, la giunta Fontana parte forte: tra i primi provvedimenti nidi gratis e dimezzamento del ticket sanitario. Il governatore: "Meno peso fiscale e agevoliamo la vita delle famiglie" (VIDEO)

Intervista al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al termine della prima riunione della sua giunta. Ticket sanitario da dimezzato, nidi gratis per un numero sempre maggiore di famiglie e più sicurezza sul lavoro. Questi i temi al centro delle prime delibere approvate durante la prima seduta - (VIDEO)



Giunta regionale

 

Riduzione del ticket sanitario, ampliamento del numero delle famiglie che potranno beneficiare dei nidi gratis, un'informativa in giunta in cui e' stato deciso di anticipare la riunione del Comitato che segue le problematiche legate alla sicurezza sui posti di lavoro, a ridosso della tragedia di Treviglio, e ribadita la volonta' della Regione di investire ancora di piu' sulla prevenzione.

Questi i temi affrontati nella prima seduta della giunta regionale della Lombardia presieduta dal presidente Attilio Fontana che ha illustrato i provvedimenti approvati in conferenza stampa insieme agli assessori al Welfare Giulio Gallera e a alle Politiche sociali, abitative e disabilita' Stefano Bolognini.

RIDUZIONE DEL TICKET SANITARIO - "Una misura importante - ha commentato il presidente Fontana - che riduce del 50% il ticket che deve essere versato per ogni prestazione, con un ticket massimo che passa dai 30 ai 15 euro. Una misura che va nella direzione di rendere sempre piu' lieve il gia' leggero peso fiscale della nostra Regione.

PIU' ASILI NIDO GRATIS PER LE FAMIGLIE - "Il secondo provvedimento approvato - ha continuato il presidente Fontana - riguarda l'ampliamento della platea delle famiglie che potranno beneficiare dei nidi gratis, esteso a circa 1200 nuclei familiari. Abbiamo fatto una apposita variazione di bilancio".

DELIBERA CON SIGNIFICATO EMBLEMATICO - "Lo avevo detto in campagna elettorale - ha chiosato il presidente Fontana - e questa e' una delibera che non ha un significato solo sociale ma soprattutto emblematico perche' va nella direzione di rendere piu' agevole la vita delle famiglie".

UN VIDEO PER SPIEGARE PROVVEDIMENTI AI CITTADINI - Da oggi e al termine di ogni seduta della giunta, il presidente sintetizza in un video della durata di circa un minuto il principale provvedimento approvato dall'esecutivo. "Lombardia al lavoro! Il presidente informa" e' il titolo assegnato a questo momento di dialogo con i cittadini che potranno seguire il presidente Attilio Fontana sui profili istituzionali di Regione Lombardia sui principali social network.

Sanità lombarda, Gallera: "Finalmente sarà dimezzato il ticket sanitario regionale per oltre un milione e mezzo di cittadini. In attesa che sia eliminato definitivamente" (VIDEO)

Intervista all'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, al termine della prima riunione della Giunta Fontana. Tra i primi provvedimenti adottati quello riguardante il ticket sanitario che sta molto a cuore ai lombardi - (VIDEO)


"Il governo centrale, con la sua impugnativa alla nostra prima delibera del dicembre 2016 ci ha fatto perdere un anno, ma fortunatamente ora possiamo finalmente consentire a oltre un milione e mezzo di cittadini lombardi di usufruire del dimezzamento del ticket sanitario regionale che passera' da un massimo di 30 a un massimo di 15 euro". Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera che insieme al presidente Attilio Fontana e' intervenuto alla conferenza stampa tenutasi a Palazzo Lombardia per illustrare i provvedimenti adottati dalla Giunta regionale nella prima seduta della XI legislatura. "Con questa misura - ha proseguito Gallera - saranno 90 i milioni che Regione Lombardia investe per esenzioni aggiuntive nei confronti dei cittadini lombardi, in attesa di poter eliminare definitivamente il ticket regionale".

7,8 EURO CONTRO I 10 DI MEDIA NAZIONALE - "Il ticket sanitario regionale - ha continuato l'assessore - passera' da un massimo di 30 euro a un massimo di 15, una proposta concreta a sostegno di 1,5 milioni cittadini lombardi, quelli cioe' che nel 2017 hanno usufruito di visite ed esami specialistici e pagato un superticket superiore ai 15 euro". "Il costo massimo del ticket - ha spiegato Gallera - sara' quindi 36(ticket nazionale) +15 (ticket regionale)=51 euro e non piu' 66 euro (36+30) come finora sostenuto per chi richiedeva ad esempio prestazioni come Tac del torace o Risonanza magnetica della colonna vertebrale. Sempre 51 euro (36+15) si paghera' anche per la colonscopia oggi effettuata al costo di 36 euro di ticket nazionale e 22,8 di ticket regionale(58,8 euro). Cosi' facendo nel complesso il superticket mediamente pagato per ricetta sara' su base regionale di 7,8 euro invece dei 10 applicati a livello nazionale".

ESENZIONI AGGIUNTIVE - "I 20 milioni stanziati per il dimezzamento del ticket regionale- ha proseguito - si aggiungono ai 70 che Regione Lombardia gia' sostiene per le esenzioni aggiuntive rispetto a quelle nazionali. Queste riguardano: gli utenti con l'eta' fino a 14 anni (42 milioni); gli adulti in condizione di particolare fragilita', disoccupati e cassintegrati (22 milioni); dal 2015 i cittadini con reddito familiare fiscale annuale non superiore a 18.000 euro, e loro familiari a carico (6 milioni), un'esenzione concessa a circa 150.000 soggetti beneficiari". IL 54%

ASSISTITI ESENTE - "Voglio ricordare - ha sottolineato il titolare regionale della Sanita' - che dei 7.660.615 assistiti lombardi che usufruiscono di prestazioni ambulatoriali il 54%, 4.098.000, non pagano gia' oggi il ticket. Questi soggetti beneficiano del 70% delle prescrizioni di specialistica erogate (27 milioni) e del 74% del valore economico delle prestazioni erogate". L'elenco delle esenzioni totali o per prestazione correlata (per esempio relative alla patologia invalidante o all'infortunio) e' consultabile all'indirizzo.

PROVVEDIMENTO AL VAGLIO COMMISSIONE CONSILIARE - "Il provvedimento licenziato oggi - ha concluso Gallera - come stabilito dalla legge di Bilancio 2017, dovra' passare al vaglio della Commissione consiliare competente che verra' costituita nei prossimi giorni. Le misure entreranno in vigore dal quindicesimo giorno lavorativo successivo alla approvazione della delibera di Giunta conseguente al parere della Commissione".

In Trentino-Alto Adige si vive tre anni in più che in Campania. E sei di Firenze... C'entrano i servizi sanitari

Lo studio dell'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane rivela un divario Nord-Sud; il Direttore scientifico: "I dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche" . Firenze, Monza e Traviso le province più longeve d'Italia


In Trentino Alto Adige si vive in media fino a tre anni in più che in Campania. A denunciare questo divario è l'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, con un focus dedicato alle disuguaglianze di salute in Italia. In Campania nel 2017 gli uomini vivono infatti mediamente 78,9 anni e le donne 83,3; nella Provincia Autonoma di Trento 81,6 gli uomini e 86,3 anni le donne. In generale, la maggiore sopravvivenza si registra nel Nord-Est, dove la speranza di vita per gli uomini è 81,2 anni e per le donne 85,6; decisamente inferiore nel Mezzogiorno, dove si attesta a 79,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne. 

In generale, rileva l'Osservatorio - che ha sede a Roma presso l'Università Cattolica - in Italia si vive più a lungo a seconda del luogo di residenza o del livello d'istruzione: si ha una speranza di vita più bassa al Sud, in particolare in Campania, o se non si raggiunge la laurea. Inoltre chi ha un titolo di studio basso ha anche peggiori condizioni di salute. Queste disuguaglianze sono acuite dalle difficoltà di accesso ai servizi sanitari che penalizzano soprattutto chi ha un livello sociale più basso. Insomma il Servizio sanitario nazionale assicura la longevità, ma non l'equità sociale e territoriale.
"Il Servizio sanitario nazionale oltre che tutelare la salute, nasce con l'obiettivo di superare gli squilibri territoriali nelle condizioni socio-sanitarie del Paese. Ma su questo fronte i dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche", spiega Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell'Osservatorio.

Firenze e, a seguire, Monza e Treviso. Sono queste le province può longeve d'Italia secondo quanto riporta l'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, in un focus dedicato alle disuguaglianze di salute in Italia. 
Firenze, con 84,1 anni di aspettativa di vita, fa totalizzare 1,3 anni in più della media nazionale, seguita da Monza e Treviso con poco più di un anno di vantaggio su un italiano medio. Il dato sulla sopravvivenza mette invece in luce l'enorme svantaggio delle province di Caserta e Napoli che hanno una speranza di vita di oltre 2 anni inferiore a quella media nazionale, seguite da Caltanissetta e Siracusa con uno svantaggio di sopravvivenza di 1,6 e 1,4 anni rispettivamente. (Fonte: Ansa)

Lombardia tra grandi opportunità e nuovi bisogni: i risultati della ricerca Eupolis. Cattaneo: "Servono nuove politiche di sostegno alla famiglia e di incentivo alla genitorialità"

Eupolis, l'Istituto di ricerca regionale, descrive un quadro socio-economico in chiaroscuro della Regione locomotiva d'Italia: ci sono più speranze rispetto ad altri territori ma al tempo stesso aumentano le preoccupazioni di insicurezza sociale. Ne ha parlato ai nostri microfoni il presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo - (VIDEO)


I lombardi sono convinti che la nostra Regione sia un territorio dalle tante opportunità, che qui sono più accessibili rispetto alle altre realtà italiane. Tuttavia questa marcia in più costa e richiede maggiori sacrifici in termini anche di qualità della vita e i cittadini della nostra regione fanno sempre più fatica ad assumersi le proprie responsabilità e a fare passi importanti e significativi nel loro percorso di vita perché potenzialmente soggetti al rischio dell’insicurezza sociale. Uno stato a cui concorrono l’aumento della precarizzazione del lavoro, dalla preoccupazione per il futuro dei figli e il timore che si abbassi la qualità dei servizi, soprattutto in campo assistenziale e sanitario. 
E’ questa la fotografia sulla società lombarda scattata da Eupolis, l’Istituto di Ricerca regionale, che ha indagato per individuare le nuove esigenze e approfondire i bisogni che al momento vengono percepiti come insoddisfatti per portarli all’attenzione del policy maker regionale affinché si traducano in politiche attive. La ricerca è stata presentata oggi nel corso di un Seminario svoltosi a Palazzo Pirelli, al termine del quale c’è stata una conferenza stampa nel corso della quale il Presidente del Consiglio regionaleRaffaele Cattaneo, i Vice Presidenti Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) e Sara Valmaggi (PD) e il Consigliere Segretario Eugenio Casalino, hanno commentato i risultati scaturiti.

Questa ricerca evidenzia innanzitutto come l’80% dei cittadini lombardi vive bene, in famiglia, con relazioni stabili, in case di proprietà e con un lavoro proprio, ma c’è anche un quinto di lombardi che vive in condizioni di difficoltà e che denuncia un preoccupante timore di solitudine e abbandono –ha sottolineato il Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo-. Non possiamo abbandonarli e fingere che non esistano, ma anzi dobbiamo indirizzare su di loro con più forza e convinzione le nostre politiche di sostegno. L’altro dato su cui riflettere –ha proseguito Cattaneo- è quello relativo crisi demografica che colpisce in modo significativo anche la Lombardia: abbiamo oggi 150 anziani ogni 100 giovani, si prevede che fra trent’anni ce ne saranno 250 ogni 100 giovani. Dobbiamo quindi pensare a nuove politiche di sostegno alla famiglia e che aiutino i giovani a fare figli –ha concluso il Presidente del Consiglio- perché oggi solo il 10% delle coppie dichiara di essere nelle condizioni di realizzare un progetto genitoriale concreto. E se non c’è la volontà concreta di fare figli, la nostra società non può avere futuro”. 
I nuovi bisogni sommati alle precarietà sempre più marcate e diffuse, prime fra tutte quelle del  lavoro e dei disagi sociali correlati, impongono  l’attuazione di politiche che siano in grado di dare risposte ma che la Lombardia in questa fase fatica a trovare –ha evidenziato il Vice Presidente Fabrizio Cecchetti-.  Se non rompiamo il circolo nefasto dei tagli lineari, partendo da Bruxelles per  scendere a Roma, il futuro sarà sempre più incerto.  L’autonomia che la Lombardia ha invocato e che i cittadini hanno richiesto con un referendum storico, è la strada. Il centralismo non paga più, fa solo danni, distrugge i legami fra i territori  e le classi sociali. I processi di cambiamento vanno governati e non calati dall’alto con logiche cattedratiche e professorali  che nulla poi hanno a che fare con la realtà che vivono i cittadini –ha concluso Cecchetti-. E questo vale anche per la sicurezza e l’integrazione perché la ricerca conferma il timore dei lombardi di perdere la propria identità”. 
“E’ importante che le politiche regionali sappiano cogliere al meglio le aspettative dei cittadini lombardi evidenziate nella ricerca, con particolare attenzione a quel 14% di giovani compresi tra i 18 e i 34 anni che non studia e non lavora –ha detto la Vice Presidente Sara Valmaggi-. Un numero significativo che deve interrogarci sulla necessità di trovare soluzioni adeguate e risposte capaci di dare maggiore fiducia e stabilità alle aspettative e alle prospettive di vita dei nostri giovani, che oggi fanno sempre più fatica a trovare un percorso di vita proprio, autonomo e soddisfacente”. La Vice Presidente Valmaggi ha quindi evidenziato come in termini di percezione esista ancora un gap di genere e come il timore della solitudine sia purtroppo in aumento.
Il fatto che solo il 37% dei lombardi utilizzi i mezzi pubblici ci deve far riflettere sulla qualità del nostro servizio di trasporto pubblico locale –ha detto il Consigliere SegretarioEugenio Casalinosoprattutto se rapportiamo questo dato con quello delle principali regioni e aree urbanizzate d’Europa. Altro dato di riflessione è quello sulla sicurezza e sulla relativa percezione, che evidenzia come il fenomeno della presenza delle mafie sul nostro territorio sia oggi avvertito come un pericolo ancora più grande rispetto a quello della microcriminalità. Trovo infine sorprendente che più dei due terzi dei lombardi esprime un giudizio positivo sulla qualità ambientale e dell’aria –ha concluso Casalino-: forse è sintomo che deve migliorare la campagna di informazione e sensibilizzazione su un problema che resta reale e di dimensioni significative”.

A introdurre i lavori in Sala Pirelli questa mattina è stata la Vice Presidente Sara Valmaggi, che ha poi lasciato spazio alla presentazione dei contenuti e dei risultati della ricerca da parte di Federica Ancona di Eupolis Lombardia e di Nicola Piepoli dell’Istituto Piepoli: sono quindi intervenuti i professori degli istituti universitari milanesi, Antonio Chiesi dell’Università degli Studi e Alessandro Rosina dell’Università Cattolica. A seguire una tavola rotonda che ha cercato di individuare “le priorità per la Lombardia di domani” a cui hanno partecipato i Consiglieri regionali Marco Tizzoni (Lista Maroni Presidente) ed Enrico Brambilla (PD), insieme a rappresentanti di Confindustria, diConfcooperative e del Forum del Terzo Settore lombardo. Al termine del dibattito, a tirare la conclusioni è stato il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo.

Lo studio di Eupolis si basa su rilevazioni compiute sulla popolazione lombarda giovanile e adulta e su approfondimenti qualitativi sviluppati tramite focus group articolati per territori. La ricerca  evidenzia come rispetto alle altre regioni italiane, la Lombardia ha mostrato più capacità di reazione dal basso alla crisi e presenta maggiori potenzialità di sviluppo E nell’immaginario collettivo continua a essere vista come territorio delle opportunità: lavoro, formazione, studio, arricchimento culturale, tempo libero, viaggi, sport e divertimento. In Lombardia tutto questo è considerato come più accessibile perché generato da un territorio “denso” e allineato come sviluppo alle forti regioni europee (con le quali sperimenta pressioni e cambiamenti comuni, tipici di una globalizzazione sempre più evidente). La marcia in più però costa: ed ecco il ritmo di vita più sostenuto, frenetico, impegnativo e sempre più caotico. Insomma, la Lombardia è  terra di opportunità ma è più “usurante”. La regione “dà di più” ma “chiede di più”. 

Un’organizzazione alla prova dei cambiamenti
La Lombardia è riconosciuta come Regione ben organizzata, dove le cose funzionano. Tuttavia aumenta la sensazione di quanti sono convinti che anche in Lombardia -per diversi motivi- sta diventando sempre più difficile  mantenere la qualità dei servizi e garantire la “buona organizzazione”.  
Gli intervistati percepiscono una trasformazione della società, con un crescente indebolimento di quelli che erano gli elementi del tessuto connettivo psico-sociale tipici proprio della società lombarda (pur nel suo dinamismo) dal secondo dopoguerra a oggi. Significativa è la richiesta di un potenziamento dei meccanismi di regolazione e controllo sociale. 
Sul tappeto c’è una più generale insicurezza sociale ed esistenziale, non solo legata ai risvolti più criminologici, ma come crescente preoccupazione per “quando saremo anziani” e per “il futuro dei nostri figli”.

La famiglia tiene, ma è senza figli 
Il tasso di fecondità in Lombardia (1,44) è superiore a quello nazionale (1,35), ma inferiore a diversi altri Paesi europei. Se i “propensi in generale” ad avere figli sono circa il 60% degli intervistati, è altrettanto vero che coloro che stanno attivamente cercando mettere alla luce un figlio sono solo il 10%: solo un cittadino lombardo su 10 tra coloro che sono nelle condizioni di poterlo fare. Avere un figlio è non solo fonte di una grande gioia, ma anche di una serie di sacrifici, forse ancora più che economici, di tempo di vita e di energie personali. Senza una valida rete familiare e sociale di supporto, avere e far crescere un figlio per la quasi totalità degli intervistati è oggi una vera e propria sfida. 
Lo studio di Eupolis evidenzia come otto lombardi su dieci dichiarano di vivere con la propria famiglia: sono solo due su dieci coloro che vivono da soli, pari a circa un milione e mezzo, e tra questi il 13% dichiara di non frequentare nemmeno persone della propria età, se non raramente. 
Il 15% della popolazione si occupa costantemente di un parente affetto da una malattia cronica o da disabilità e oltre il 50% di questi afferma di dedicare almeno due ore al giorno del proprio tempo per prestare loro assistenza. Esiste pertanto un quinto di persone o famiglie lombarde che vivono quotidianamente in presenza di problematiche di solitudine o di malattia cronica e di handicap, una percentuale che è in continua crescita. Emerge una richiesta elevata di servizi sanitari di prossimità, anche se le 7 visite all’anno dichiarate in media dai cittadini lombardi rappresentano un’offerta adeguata in grado di assicurare risposte soddisfacenti.

Giovani e lavoro, in aumento i Neet 
Nei giovani da 18 a 34 anni il 62% dichiara di lavorare, mentre il 14% non studia e non lavora (Neet). Si tratta della metà del valore medio nazionale, ma più alto della Germania e dei Paesi scandinavi. Tra i Neet, quasi la metà (6,8% del numero complessivo) afferma di non essersi nemmeno mai impegnato nella ricerca di un lavoro dopo la fine degli studi. 
Il volontariato e l’impegno politico interessano solo un’esigua minoranza della fascia giovanile lombarda, il primo indicato come principale attività dal 5%, il secondo dal 4%. Da rilevare anche il tasso di occupazione femminile: 57% contro una media UE al 64%.

Il rischio della perdita di identità
La società lombarda si autodescrive pertanto sempre di più come una società soggetta al rischio della solitudine e del crescente individualismo. Pur essendo abbastanza soddisfatti della propria vita sociale, gli intervistati percepiscono che è in atto una trasformazione della società, con un forte indebolimento di quelli che erano gli elementi del tessuto sociale tipici proprio della società lombarda dal secondo dopoguerra a oggi. 
L’insicurezza sociale ed esistenziale a sua volta viene rafforzata dalla percezione di un crescente “meticciamento culturale, dovuto all’intensità dei flussi migratori verso la nostra regione. Ci si interroga su come sarà possibile reggere sul lungo termine a questi continui arrivi e su quale tipo di identità culturale saremo in grado di sviluppare nei prossimi decenni. 
Nei focus group è stata sottolineata la necessità che la Regione colga questo bisogno di ritrovare sicurezza e identità e supporti la società lombarda ad evolvere verso un modello multi-culturale che nei fatti è inevitabile, ma che non deve necessariamente significare anche perdita di identità e smarrimento dei propri valori.

Il ruolo delle politiche regionali
Favorire l’incontro tra bisogno di sicurezza e desiderio di integrazione: i cittadini chiedono una maggiore presenza e un’azione più incisiva da parte delle forze dell’ordine anche a livello di articolazioni periferiche (Comuni e Regione), come il potenziamento dei servizi di telesorveglianza. 
Con particolare riferimento a specifiche iniziative future, i risultati dello studio di Eupolis evidenziano come le agevolazioni e l’integrazione tariffaria in relazione al trasporto pubblico possano avere ricadute positive sulla possibilità di riattivazione dei giovani che non studiano e non lavorano; la digitalizzazione, sia in relazione all’accesso ai servizi della PA, sia in relazione alla possibilità di lavoro a distanza, può a sua volta favorire la conciliazione tra lavoro e servizi di cura familiari con possibili ricadute positive anche in termini di scelte generative. 
Il sentimento collettivo registrato nei focus group è in conclusione quello di una Lombardia che rimane il “motore dell’Italia”: è opinione diffusa che la Lombardia abbia le risorse per affrontare i problemi del presente e proiettarsi verso le sfide del futuro. Per fare questo, però, è necessario che l’istituzione regionale comprenda fino in fondo il ruolo storico che il presente le assegna: quello di rappresentare il giusto punto di equilibrio fra la “grandezza” dello Stato centrale e la “scala ridotta” delle comunità locali, anche rendendosi più accessibile, comunicando di più e meglio, facilitando al cittadino la ricerca delle opportunità offerte dalla Regione stessa e dagli altri enti territoriali. In sostanza la Regione deve sempre più rivendicare e affermare il suo ruolo indispensabile e imprescindibile di “ente intermedio”.

Le sfide aperte
Nei focus group è stata sottolineata la necessità che la Regione colga il bisogno di ritrovare sicurezza e identità e supporti la società lombarda ad evolvere verso un modello multi-culturale che nei fatti è inevitabile, ma che non deve necessariamente significare anche perdita di identità e smarrimento dei propri valori. La principale sfida su cui porre attenzione è sul fronte dell’invecchiamento della popolazione: affiora l’esigenza di rivedere le categorie utilizzate fino ad ora nella definizione delle politiche sociali. Una volta infatti la soglia entro la quale si generalizzava l’età della vecchiaia erano i 65 anni: oltre quella età si entrava in una fascia che non faceva distinzioni. Ma è un’omogeneizzazione che oggi appare superata. Gli over 65 infatti sono classificati  come “senior smart”: soggetti che si trovano nella fascia di età tra 65 e 75 anni sono in una condizione pienamente adulta ma, rispetto al passato, rivendicano ancora un ruolo attivo e incisivo sullo sviluppo della società lombarda. 
Dove puntare l’attenzione? Un primo elenco deve sicuramente comprendere i seguenti campi: il potenziamento dei servizi sanitari, soprattutto della medicina di territorio, per far fronte anche alla domanda di socialità; interventi sui giovani affinché si superi la fase di precarizzazione del lavoro e al tempo stesso possano superare le difficoltà a costruire concretamente un percorso di vita; potenziare il trasporto pubblico locale e l’integrazione tariffaria;  avviare la digitalizzazione della PA; campagne di sensibilizzazione culturale per superare gli ostacoli della parità di genere; cura del territorio per preservarlo dall’eccessiva urbanizzazione; sviluppo di un’industria il più possibile “green”  e dunque potenziamento della mobilità leggera; favorire l’incontro tra bisogno di sicurezza e desiderio di immigrazione.

Cani e gatti negli ospedali, la Lombardia ancora una volta apre la strada. Lo spot di Edoardo Stoppa con Gabriele Cirilli: Lavinia e Luna scaldano il cuore

Giulio Gallera, assessore al Welfare della giunta Maroni, ha annunciato l'applicazione regionale della legge nazionale che regola l'accesso alle strutture ospedaliere degli anomali d'affezione, recepita da Regione Lombardia: "Per chi deve stare a lungo in ospedale, ricevere la visita del proprio animale domestico ha un valore terapeutico importantissimo". Una novità raccontata in un bello spot, finanziato dall'associazione "Amo gli animali", per la regia dell'inviato di Striscia la notizia Edoardo Stoppa, con protagonisti Lavinia, una giovanissima paziente, l'attore Gabriele Cirilli e Luna, la cagnetta di proprietà del veterinario Mauro Cervia, presidente dell'associazione. Le immagini e le interviste sotto - (VIDEO)


"Con il Regolamento regionale del 13 aprile 2017 abbiamo individuato i criteri per l'accesso di animali d'affezione alle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private accreditate, fornendo una risposta alle richieste di numerosi pazienti. Siamo convinti che consentire ai pazienti di ricevere le visite del proprio animale d'affezione abbia un valore terapeutico straordinario e ringrazio l'associazione 'Amo gli animali onlus' per la realizzazione di questo spot che sensibilizzera' anche altre Regioni a seguire l'esempio della Lombardia".

Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel corso della conferenza stampa di presentazione dello spot realizzato dall'associazione 'Amo gli animali onlus', alla quale erano presenti, oltre all'assessore e al regista del filmato Edoardo Stoppa, il presidente dell'associazione Mauro Cervia e il direttore generale dell'Asst Niguarda Marco Trivelli, che ha gentilmente concesso alcuni spazi dell'ospedale milanese, dove e' stato girato il video.

ENTRO FINE ANNO TUTTE ASST A REGIME - "16 delle 27 Asst lombarde - ha spiegato l'assessore - hanno gia' deliberato il proprio regolamento interno e gia' oggi e' possibile per i pazienti ricevere la visita dei propri animali d'affezione, le altre 11 lo predisporranno comunque entro la fine dell'anno".

REGOLAMENTI GARANTISCONO SICUREZZA PER PAZIENTI- "Ovviamente - ha precisato il titolare regionale della Sanita', supportato anche dalle dichiarazioni del direttore dell'Asst Niguarda Marco Trivelli - i regolamenti gia' attuati dalle nostre Asst disciplinano in modo efficace le visite degli amici a quattro zampe per salvaguardare la tutela della salute dei ricoverati. Sono indicate, infatti, precisamente le condizioni di accesso e le aree dove gli amici a quattro zampe possono essere ospitati e dove non e' consentito, generalmente nei reparti di terapia intensiva, chirurgia e emergenza".

GABRIELE CIRILLI - Il presidente dell'associazione 'Amici degli Animali Onlus' , il veterinario Mauro Cervia, ha spiegato che e' stata proprio l'esperienza di Lavinia, realmente paziente di una struttura ospedaliera e protagonista dello spot insieme all'attore Gabriele Cirilli, e l'amicizia di Edoardo Stoppa, da sempre impegnato in difesa degli animali attraverso la sua attivita' di inviato di 'Striscia la Notizia', a spingerlo a realizzare una campagna di sensibilizzazione perche' anche nelle altre Regioni italiane si approvi un regolamento che consenta agli animali domestici l'ingresso negli ospedali.

L'associazione ha gia' preso contatti con alcune emittenti nazionali per la messa in onda dello spot come 'Pubblicita' e progresso'. 

Di seguito alcune informazioni sull'applicazione del Regolamento regionale che fissa i criteri per l'ingresso nelle strutture ospedaliere degli animali d'affezione con indicati: l'elenco delle Asst che hanno gia' approvato il regolamento interno; quelle che dovranno predisporlo entro la fine dell'anno; i punti principali del Regolamento regionale e quelli del Regolamento delle Asst.

ASST CHE HANNO GIA' APPROVATO REGOLAMENTO -

 

ASST DEL GARDA

Desenzano/Lonato    Ospedale

Manerbio Leno         BS      Ospedale      

Gavardo/Salo BS      Ospedale

 

ASST BERGAMO OVEST

Treviglio        BG      Ospedale

Treviglio        BG      PRESST Pianura Bergamasca                 

Romano di Lombardia         Ospedale               

Romano di Lombardia         BG      PRESST Pianura Bergamasca                 

Ponte San Pietro      BG      PRESST Isola Bergamasca           

Dalmine        BG      PRESST Dalmine               

 

ASST VIMERCATE

Vimercate     MB      Ospedale      

Carate Brianza         MB     Ospedale               

Seregno        MB      Ospedale               

Giussano       MB      Presidio Ospedaliero territoriale              

 

ASST RHODENSE

Garbagnate Milanese MI      Presidio Ospedaliero

Rho    MI      Presidio Ospedaliero Rho             

Rho    MI      Presidio Ospedaliero Passirana               

Garbagnate Milanese MI      RSA Sandro Pertini            

 

ASST VALTELLINA ALTO LARIO

Sondrio                      SO         Presidio Ospedaliero di

Sondrio                      SO    

Chiavenna     SO      Presidio Ospedaliero di Chiavenna           

Sondalo        SO      Ospedale "E.Morelli" Sondalo                 

Menaggio      CO      Ospedale "Erba-Renaldi"Menaggio           

Morbegno      SO      P.O.T. Morbegno

                  

ASST MANTOVA

Mantova        MN     Ospedale

 

ASST PINI CTO MILANO

Milano MI      Ospedale

 

ASST NORD MILANO

Milano MI      Ospedali

 

ASST SPEDALI CIVILI DI BRESCIA

Brescia         BS      Presidi ospedalieri   

 

ASST LECCO

Lecco  LC      Ospedale

 

ASST MELEGNANO MARTESANA MI

Milano MI      Ospedale

 

ASST NIGUARDA     

Milano MI      Ospedale

 

ASST LARIANA

Como  CO      Ospedale

 

ASST FATEBENEFRATELLI

Milano MI      Ospedale

 

ASST MONZA

Monza MB     Ospedale

 

ASST BERGAMO EST

Bergamo       Ospedale

ASST CHE PREDISPORRANNO REGOLAMENTO ENTRO IL 31/12/2017- ASST di Crema ASST Franciacorta ASST Valleolona ASST Santi Paolo e Carlo ASST di Cremona ASST Ovest Milanese ASST Valcamonica ASST Lodi ASST Pavia ASST Papa Giovanni XXIII ASST Sette Laghi

REGOLAMENTO REGIONALE - Possono accedere i cani identificati e iscritti all'anagrafe degli animali d'affezione, regionale o nazionale che devono essere condotti a guinzaglio della lunghezza massima di 1,5 metri e avere al seguito la museruola. I gatti e i conigli devono essere alloggiati nell'apposito tra­sportino, almeno fino al momento della visita al paziente o all'ospite; se liberati, devono essere adottati accorgimenti idonei ad evitare la fuga. I conduttori, in particolare, devono essere maggiorenni e in grado avere il pieno controllo dell'animale, munirsi di strumenti idonei alla raccolta e rimozione di eventuali deiezioni e perdite di pelo, portare al seguito documentazione sanitaria, quale il libretto sanitario oppure un certificato sanitario di buona salute e, per i cani, il certificato d'iscrizione all'anagrafe, attestante che l'animale e' stato sottoposto a periodico controllo veterinario nei dodici mesi precedenti, pulire e spazzolare l'animale prima della visita, portare con se' un prodotto per la sanificazione delle mani, osservare, in generale, la massima cura affinche' l'animale non sporchi o crei disturbo o danno alcuno, in particolare nel caso di animali non sterilizzati. E' facolta' delle strutture sanitarie individuare reparti o zone in cui vietare l'introduzione di animali o richiedere particolari accertamenti clinico-diagnostici sugli animali stessi ai fini del loro accesso.

REGOLAMENTI DELLE ASST - Nei regolamenti delle ASST sono indicati: l'elenco delle specie animali ammesse; l'ambito di applicazione ( viene codificato in modo puntuale le strutture a cui possono accedere gli animali domestici, che generalmente escludono le terapie intensive, la chirurgia e le emergenza; le regole di accesso: deve essere formalizzata una richiesta scritta specificando la tipologia di animale (in alcune ASST viene richiesto il consenso da parte dei pazienti che condividono i locali); i luoghi e orari di accesso (vengono definiti i luoghi e gli orari in cui e' possibile far permanere l'animale nella struttura di degenza, con relativa durata); i requisiti degli animali (come previsto dal Regolamento regionale); le regole di comportamento durante la visita; le azioni da adottare per la sanificazione dei locali e delle attrezzature in seguito alla permanenza dell'animale. Le ASST che hanno gia' adottato un proprio regolamento hanno predisposto la modulistica necessaria per la richiesta di autorizzazione e l'idoneita' veterinaria per l'accesso degli animali alla struttura ospedaliera.

G7 Salute, a Milano il convegno "Innovazione e Ricerca per un invecchiamento attivo". La persona al centro di tutto, ma servono più fondi

Nel 2018 l'Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, uno dei 10 migliori Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) italiani, festeggerà i suoi 100 anni ma non è affatto "vecchio", anzi. A margine del G7 della Salute nel capoluogo lombardo la Fondazione presieduta dal Prof. Alberto Guglielmo ha organizzato un convegno di grande valore e interesse dal titolo "Innovazione e ricerca per l'invecchiamento attivo: nuove domande per la ricerca e nuove risposte dall'innovazione". All'incontro hanno partecipato la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, e gli assessori lombardi Giulio Gallera e Luca Del Gobbo. Le nostre interviste - (VIDEO)


Si è svolto a Palazzo Lombardia il convegno 'Innovazione e ricerca per l'invecchiamento attivo: nuove domande per la ricerca e nuove risposte dall'innovazione', a cui hanno preso parte gli assessori regionali Luca Del Gobbo, Università, Ricerca e Open Innovation e Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia.

"Il G7 della Salute a Milano è l'ennesima occasione per ribadire all'Europa che il nostro capoluogo e' la sede giusta per Ema. Ringrazio il ministro Lorenzin per aver scelto che si svolgesse qua in un momento così importante, che precede di qualche settimana la decisione del Consiglio d'Europa. Un appuntamento che ci consente di presentare ancora una volta all'Europa e al mondo il valore della nostra città e della sanità della nostra Regione".

E' quanto annunciato dall' assessore regionale al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera intervenendo, a Palazzo Lombardia, al convegno evento laterale del 'G7 Salute', che ha visto anche la presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. 

"Sono molto lieto di ospitare nella sede del governo di Regione Lombardia, ha rimarcato l'assessore, un evento che in qualche modo costituisce il prologo del G7 e sono felice di poterlo fare sotto un cappello di cui siamo molto orgogliosi, i festeggiamenti per i 100 anni dell'Istituto Carlo Besta', uno dei 10 migliori Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) italiani. Un istituto pubblico, che rappresenta una delle nostre eccellenze, che in 100 anni ha fatto della ricerca coniugata all'assistenza il suo principale obiettivo".

"Coniugare la ricerca con la presa in carico dei pazienti, ha spiegato il titolare regionale della Sanità, ha caratterizzato l'azione dell'istituto 'Carlo Besta', ma anche quella di Regione Lombardia che ha sempre cercato di trovare percorsi di miglioramento della salute laddove i protocolli ordinari lo impedivano. Per ricollegarmi al tema di questo incontro , voglio sottolineare che la ricerca e l'innovazione hanno un ruolo assolutamente centrale per rispondere alle necessità sempre crescenti di salute generata dal progressivo invecchiamento della popolazione e dall'efficacia della medicina moderna. In Lombardia abbiamo un indice di vecchiaia, cioè il rapporto tra soggetti con età maggiore di 65 anni e soggetti con età inferiore ai 15 anni, pari al 140 per cento che salirà al 200 per cento nel 2030. E' per questo che abbiamo messo in campo una coraggiosa riforma del sistema sociosanitario lombardo che mette al centro la presa in carico del paziente cronico, garantendo cure personalizzate, appropriatezza e sostenibilità del sistema. Un percorso partito dalle sperimentazioni avviate negli anni scorsi col progetto CReG (Chronic Related Groups), grazie al quale Regione Lombardia e' stata riconosciuta nel Dicembre 2016 dalla Commissione Europea quale 'Reference Site 3-Stars' Europeo sui temi dell'invecchiamento attivo e sano nell'ambito del progetto europeo (EIP-AHA)".

"L'attività di ricerca e il mondo della salute sono legati a filo doppio. Al centro di questo legame c'è innanzitutto la persona, il miglioramento delle sue condizioni di vita, sia in termini di cure contro le patologie, sia in termini di crescita del benessere. Gli anelli di questa catena (ricerca, salute e persona) funzionano se non ci si ferma su quanto è stato acquisito, ma lo si mette continuamente in discussione per trovare risposte sempre più adeguate alle necessità che emergono", ha detto l'assessore regionale all'Università, Ricerca e Open innovation, Luca Del Gobbo. Per l'assessore "Innovare vuol dire essere disposti ad un cambio di mentalità importante. Per questo investire in ricerca e innovazione è un fatto prima di tutto culturale".

La Regione Lombardia da tempo ha intrapreso questa sfida. E lo ha fatto anzitutto innovando l'approccio alle risposte, ha aggiunto, "un approccio che oggi si basa sempre più sulla sinergia pubblico/privato. Il sistema sanitario lombardo deve la sua eccellenza anche al fatto di reggersi su questa pari dignità".

La Lombardia è anche la prima Regione italiana per investimenti in ricerca e innovazione. "Con 7.2 miliardi di euro stanziati dalle imprese e 1.4 miliardi dalle istituzioni pubbliche, Università e organismi no profit - ha detto ancora Del Gobbo - abbiamo raggiunto questo primato. Vogliamo fare di più portando gli investimenti in Ricerca e Innovazione dall'attuale 2.4 per cento del Pil al 3 nel giro di un anno".

"Il tema dell'industria della salute - ha concluso l'assessore - è uno dei principali all'interno dei programmi di lavoro della Strategia di specializzazione intelligente che stiamo attuando. Per cui ben vengano collaborazioni come quelle che stiamo portando avanti con il Besta".

Regione Lombardia, prorogato fino a fine anno il buono mensile da 1000 euro per i disabili gravissimi. Intervista all'assessore Francesca Brianza

"Visto che ad oggi lo Stato non ha ancora trasmesso il provvedimento di assegnazione delle risorse del Fondo Non Autosufficienza (FNA), per assicurare la continuità di un contributo così importante, abbiamo deliberato di stanziare ulteriori 9,145 milioni di euro per permettere alle famiglie che assistono disabili gravissimi, di usufruire di un Buono mensile di 1000 euro". Così l'assessore al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale di Regione Lombardia Francesca Brianza, nel corso della conferenza stampa dopo Giunta, a Palazzo Pirelli - (VIDEO)


MISURE SPECIFICHE - "Nel corso del 2017 - commenta Francesca Brianza - Regione Lombardia è intervenuta, in applicazione del Fondo Non Autosufficienza, con specifiche misure. Queste misure hanno consentito di dare a circa 4.400 persone con gravissima disabilità un Buono di mille euro al mese".

DESTINATARI - Destinatari della manovra sono persone in condizione di gravissima disabilità, ad esempio persone in stato vegetativo, con malattie del motoneurone, come la SLA, o affette da demenza, Alzheimer, con disturbi dello spettro autistico, in dipendenza vitale, assistite a domicilio dai loro familiari o da assistenti familiari.

IL BUONO - "Il Buono - spiega Brianza - viene erogato senza limite di reddito ed è da considerarsi un supporto significativo attraverso il quale la famiglia che assiste al domicilio la persona in condizione di gravissima disabilità può ad esempio remunerare un assistente familiare (badante)".

NOSTRO SFORZO ULTERIORE - "Oggi, in attesa che lo Stato si decida a provvedere al riparto nazionale delle risorse del FNA 2017 - conclude l'assessore - proroghiamo fino alla fine dell'anno l'erogazione di questo importantissimo contributo, grazie a risorse messe a disposizione da Regione Lombardia".

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