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updated 8:03 AM UTC, Aug 8, 2020

Coronavirus, dal 3 aprile in Lombardia ricette mediche via sms e mail. Ecco come fare

Per fronteggiare il coronavirus, la Sanità in Lombardia si evolve e diventa completamente digitale: ora è possibile ritirare i medicinali in farmacia senza la copia cartacea della ricetta, semplicemente presentando la tessera sanitaria e il codice della ricetta. E dal 3 aprile tutti coloro che hanno attivato il Fascicolo sanitario elettronico (e che hanno quindi fornito alla Regione i propri dati) riceveranno il codice via email e sul cellulare


La Regione Lombardia ha informato i propri cittadini che la Sanità regionale "sta attivando il servizio di trasmissione automatica del codice della ricetta all’indirizzo e-mail e al numero di cellulare registrato sul sito del Fascicolo sanitario elettronico o su altri servizi digitali della Regione. Dal 3 aprile 2020, pertanto, riceverà i codici ricetta (NRE, Numero Ricetta Elettronica) per le prescrizioni farmaceutiche sia tramite e-mail, sia tramite sms, qualora abbia reso disponibile anche un numero di cellulare".

Inoltre, sempre dal 3 aprile, "se tra i suoi contatti è presente una persona che vorrebbe usufruire del servizio di notifica tramite SMS, ma non ha mai avuto modo di accedere ai servizi digitali di Regione Lombardia, questa persona potrà attivare il servizio di invio del codice della ricetta via SMS senza necessità di autenticarsi, bensì collegandosi semplicemente al sito www.fascicolosanitario.regione.lombardia.it e inserendo il proprio numero di cellulare". la Regione ha anche attivato un Contact Center al numero verde 800.030.606 o via e-mail all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

  • Pubblicato in Salute

Coronavirus, inaugurato a Milano l'ospedale dei record in Fiera: "In 10 giorni realizzato ciò che si fa in anni". Fontana: "Grazie ai benefattori, sarà il simbolo della ripresa della Regione" (VIDEO)

Sono stati oltre 1.200 i donatori che hanno contribuito alla realizzazione della più grande terapia intensiva dʼItalia: in totale sono stati raccolto 21 milioni di euro. Subito aperti 8 reparti con 53 letti. "Abbiamo fatto una promessa e l'abbiamo mantenuta". E' il messaggio inviato dal consulente scelto dalla Regione Lombardia, Guido Bertolaso. Il governatore: "E' stato realizzato un ospedale di altissima qualità e tecnologia che potrà diventare un punto di riferimento per la rianimazione per tutto il Paese, tanto è vero che il governo ha già detto di voler riprodurre ciò che è stato fatto in fiera al Centro e al Sud" come "garanzia, diga alle necessità che si dovessero verificare" - (VIDEO)


Pazzali presenta il nuovo ospedale in Fiera a Milano

"Avevamo fatto una promessa e l’abbiamo mantenuta. Non abbiamo realizzato un ospedale da campo, come purtroppo a volte in emergenza ci siamo trovati costretti a fare in passato. Non abbiamo realizzato un lazzaretto, lo abbiamo detto fin dall’inizio. Qui in Fiera abbiamo creato un vero e proprio ospedale specialistico. Un ospedale ideato e costruito nel rispetto del paziente e di tutti gli operatori sanitari e non che li assistono. Perché è proprio la figura del paziente al centro di quest’opera. Chi entra qui avrà ambiente, struttura, attrezzature e assistenza ottimale per le proprie esigenze di salute". È quanto scritto nel messaggio di Guido Bertolaso letto da Gerardo Solaro del Borgo oggi durante la conferenza stampa di presentazione dell’ospedale Fiera Milano.

"Il motivo per cui ho accettato questo incarico l’ho detto più volte - spiega Bertolaso - la mia storia è questa, quando il mio Paese chiama io rispondo, perché io ci sento benissimo, e al grido di aiuto dell’Italia si risponde. Sempre. Anche quando, come in questo caso, ci sono rischi a cui sapevo di andare incontro. Ma oggi più che mai sono fiero di essere italiano, fiero di aver accettato questo incarico e fiero di averlo portato a termine".

Coronavirus, inaugurato l'ospedale alla Fiera di Milano: è la più grande terapia intensiva d'Italia

All'ospedale Covid della Fiera di Milano, una volta a regime, ci saranno 200 posti di terapia intensiva e altrettanti medici anestesisti, che dovrebbero arrivare a 220, con circa 500 infermieri, secondo quanto emerso dalla conferenza stampa di inaugurazione della struttura. "Credo sia la terapia intensiva più grande d'Italia", afferma il presidente della Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali. L'ospedale, alla fine dei lavori, disporrà di 8 reparti con 53 letti. Tra 200 medici anestesisti rianimatori, 500 infermieri e altri 200 operatori sanitari di vario genere, si arriverà a un totale di 900 addetti che lavoreranno nel nuovo padiglione del Policlinico, Irccs che gestirà la struttura. Per ora "non è previsto l'arruolamento di medici dall'estero", è stato spiegato. 

L'ospedale servirà ad accogliere i nuovi contagiati 'gravi' non solo della Lombardia, ma di tutto il Paese. A regime, potrebbe servire a svuotare quegli ospedali in Italia che hanno messo in stand-by le sale operatorie. Dopo i primi 24 posti aperti tra domenica e lunedì, la seconda consegna riguarderà il primo blocco con 53 posti. "Questo è il primo obiettivo nella fase iniziale e a seguire gli altri". Alla domanda sul perché si è scesi a 200 posti dai 400 immaginati all'inizio, Pazzali ha chiarito: "I posti erano 400 perché quando abbiamo disegnato il primo layout si trattava di un ospedale da campo. Attraverso il supporto dei colleghi esperti della direzione generale sanità, abbiamo raffinato il progetto fino ad arrivare a oltre 200. Questi posti di terapia intensiva avranno a disposizione di centinaia di metri quadrati di servizi e della parte radiografica, che hanno occupato un certo spazio".

Come spiegato da Bertolaso "gli operai e le imprese si sono applicati con turni h24 durante le giornate, nessuno si è risparmiato, tutti hanno lavorato ventre a terra che è quello che avevo chiesto appena sono arrivato qui. Per primo ho cercato di dare l’esempio". Nel suo messaggio, Bertolaso ringrazia infine "il presidente Fontana per la fiducia, il presidente Pazzali per l’enorme collaborazione e capacità organizzative, i volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e tutto il mio team di professionisti che in maniera volontaria sono venuti ad aiutarmi".

Coronavirus, inaugurato il nuovo ospedale alla Fiera di Milano

Pazzali si è commosso nel parlare degli ultimi dieci giorni. "E' stato molto duro ma abbiamo fatto un buon lavoro", ha detto durante l'inaugurazione dell'ospedale. "La prima parte dei lavori è finita, è iniziata la seconda e abbiamo l'obiettivo di arrivare a questo secondo risultato". I ringraziamenti vanno alle "500 persone che hanno lavorato qua, senza mai fermarsi e a volte senza neanche andare in bagno". Un grande grazie va anche a Guido Bertolaso, il consulente della Regione, che "si è ammalato perché è venuto ad aiutarci". Pazzali sottolinea che Bertolaso "è stato un esempio di come si deve dedicare parte della nostra vita al Paese, grazie per quello che ci ha dimostrato in questi giorni di difficoltà".

"Qui non è stato realizzato un ospedale da campo, ma un ospedale di altissima qualità e tecnologia. Secondo il mio parere potrà diventare un punto di riferimento per la rianimazione di tutto il nostro Paese, tanto è vero che il Governo ha già detto di voler riprodurre quello che abbiamo fatto in Fiera al Centro e al Sud d'Italia, proprio perché, se si dovessero ripetere emergenze di questo genere, ci possa essere la garanzia di una diga", ha detto il governatore lombardo, Attilio Fontana ringraziando poi Guido Bertolaso: "L'ho sottratto a un momento di riposo meritato e l'ho costretto a venire a Milano a sottoporsi a un tour de force, a lavorare e a correre dei rischi. Noi gli siamo vicini, siamo convinti che vincerà questa ulteriore battaglia senza problemi. Lui è stato un altro elemento catalizzatore e ha saputo trasformare un'idea in qualcosa di concreto". Per il governatore "questo ospedale sarà il simbolo della battaglia vinta sul coronavirus, sarà il simbolo della ripresa della regione. A una condizione: non abbiamo vinto ancora niente. Mi raccomando: non diffondiamo troppo entusiasmo perché non abbiamo vinto niente. Bisogna ancora rimanere a casa e rispettare le regole - ha esortato - Solo così potremo vincere definitivamente la nostra battaglia". Fontana ha quindi ricordato che sono stati i "benefattori", con le loro donazioni, a dare la possibilità alla Regione di costruire l'ospedale, "realizzato con tutte le loro risorse". E questo è "un bell'esempio della storia della Lombardia, fatta di gente operosa, proattiva e generosa. Questa è la rappresentazione della storia della Regione che prosegue la storia del Policlinico, l'ospedale dei milanesi". L'opera è stata "interamente finanziata da 1.200 donatori con il loro contributo da 10 euro a 10 milioni".

Perché costruire un ospedale in Fiera se c'è già l'ex nosocomio di ...

L'ospedale Fiera resterà in futuro anche per gestire nuove eventuali ondate di coronavirus, ha fatto sapere l'assessore della Lombardia Giulio Gallera a Mattino Cinque. "Qualcuno dice che a ottobre, dopo l'estate, dovrebbe esserci una seconda ondatata e quindi con l'ospedale in Fiera ci faremo trovare molto pronti: ciò che abbiamo realizzato oggi è chiaramente al servizio, sperando che tutto questo non avvenga", spiega. La struttura resterà a disposizione "della Lombardia, del Paese e dell'Europa", dice ancora Gallera parlando di quanto sta accadendo in Spagna e Gran Bretagna. Uno degli obiettivi dei posti in Fiera è quello di accogliere in futuro i pazienti portati fuori dalla Lombardia. "Abbiamo 82 concittadini in altre regioni e 20 in Germania. L'obiettivo è farli rientrare", sottolinea, "dopo aver accolto e ridotto i nuovi bisogni".

Coronavirus, Fontana: "Stiamo andando benino, siamo sulla buona strada ma non dobbiamo abbassare la guardia. Confermare le misure restrittive dopo il 3 aprile" (VIDEO)

Il consueto punto stampa del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, tra cauto ottimismo e consapevolezza che c'è ancora molto da fare per superare l'emergenza. L'assessore al Welfare, Giulio Gallera, a Mattino Cinque: "Purtroppo non potremo allentare l'attenzione per molti mesi. Oggi bisogna continuare nell'azione determinata di stare in casa per evitare che il virus trovi un altro corpo da 'mangiare', da infettare, una volta che saremo riusciti a spegnerlo il rischio che ricominci è altissimo. Nessuno può chiamarsi fuori" - (VIDEO)


"Stiamo andando benino, manteniamoci ancora fermi negli obblighi che dobbiamo rispettare" Così il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana interviene sull'emergenza coronavirus nel consueto appuntamento con la stampa".

"Non ho ancora i numeri ufficiali, ma le indicazioni che mi arrivano è che stiamo proseguendo sulla buona strada: stiamo mantenendo quella specie di linea che non più in salita e non è ancora in discesa, ma non stiamo andando avanti nella progressione, questo è l'aspetto positivo a cui noi guardiamo con grande interesse e speranza. Questo non toglie che non si debba abbassare la guardia", aggiunge.

"Noi siamo della linea di poter mantenere le stesse misure dell'ordinanza che sono in vigore in Lombardia fino al 4 aprile. Stiamo ragionando con le altre Regioni per mandare al governo richieste che siano più condivise possibili: se il governo le accetterà benissimo, altrimenti noi abbiamo la possibilità di fare un'ordinanza. Noi chiediamo di mantenere queste chiusure. Sull'attività produttiva è una scelta che può essere fatta solo dal governo", spiega.

"Noi abbiamo mandato la nostra proposta al presidente della Conferenza delle Regioni, bisogna vedere se si può fare richiesta comune, noi siamo delle opinioni che si devono mantenere misure rigorose" contro il coronavirus, sottolinea Fontana. Per il prolungamento delle chiusure "sicuramente dovremmo concordarla con le altre regioni, io penso che comunque si debba parlare della metà di aprile anche perché siamo in un fase positiva ma dobbiamo solidificarla", evidenzia.

"Una grande opera che solo l'ingegno e la concretezza lombarda potevano realizzare in così poco tempo. A tutte le maestranze va il mio più sentito ringraziamento. Un pensiero particolare lo rivolgo all'amico Guido Bertolaso che, fin dal primo momento, ha creduto in questa missione e, nonostante sia stato colpito dal virus, continua a contribuire a distanza in maniera fattiva per rendere l'ospedale operativo", afferma al termine della visita all'ospedale allestito presso i padiglioni della Fiera di Milano per i malati di Covid-19.

E parole di orgoglio arrivano anche dall'assessore al Welfare, Giulio, Gallera che si dice "molto emozionato e orgoglioso di chi materialmente ci ha dato una mano a costruire tutto questo, di chi come il presidente Fontana per primo ha voluto gettare il cuore oltre l'ostacolo, dei medici e degli infermieri. E' il luogo plastico del sistema lombardo che dà speranza alle persone, è quello che faremo qui. E' un ospedale creato dalla Regione Lombardia, abbiamo ancora bisogno di medici e infermieri che hanno voglia venire a fare esperienza qui, in un ospedale che sarà al servizio del Paese e magari anche dell'Europa".

Coronavirus, in Lombardia numero dei decessi ancora alto ma crolla quello dei ricoveri. Il punto dell'assessore Gallera che chiarisce di nuovo la questione tamponi (VIDEO)

Come ogni giorno l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, fa il punto della situazione sull'emergenza coronavirus: il numero di contagi, il trend della diffusione, la progressione dei lavori per la realizzazione degli ospedali da campo e la tenuta della struttura sanitaria lombarda - (VIDEO)


Oggi in Lombardia è ancora alto il numero dei decessi: sono 542 i morti nelle ultime 24 ore, quasi 6mila i decessi totali a 5.944. Sono gli ultimi dati dell'assessore Giulio Gallera. I contagiati sono diventati 39.415, con un aumento di 2.117 casi.

"A oggi abbiamo fatto in Lombardia 102mila tamponi, siamo la regione che fatto più tamponi di tutti", ha fatto sapere durante la videoconferenza quotidiana. "Non facciamo tamponi a tappeto", sottolinea aggiungendo: "La scienza dice che non devono essere fatti tamponi a tutti, quindi in regione non abbiamo mai pensato di farlo. Noi abbiamo fatto i tamponi a chi aveva una sintomatologia". Quello a cui sta lavorando la Regione è "migliorare la velocità nel processare questi tamponi". Il 20 febbraio, spiega Gallera, "avevamo tre laboratori che processavano tamponi, oggi ne abbiamo 22 con una capacità giornaliera di 5mila tamponi al giorno. Oggi riusciamo a processare 5mila tamponi al giorno". 

A Milano e provincia 'migliora' rispetto a ieri la situazione dei nuovi contagiati con 314 risultati positivi per un totale di 7.783. Ieri era +547. In città la situazione migliora con la giornata di oggi, dove i nuovi contagi sono 150, e ieri erano +261. C'è una "netta riduzione", dice Gallera. A Bergamo e Brescia, con +41 e +61 in città "ci sono dati che non stanno più crescendo in maniera esponenziale".

 

Ecco i dati forniti da Regione Lombardia sabato 28 marzo 2020
I casi per provincia /ieri/oggi:

BG    8060/8349 + 289
BS     7385/7678 + 373
CO    816/903 + 87
CR     3496/3605 + 109
LC   1210/1316 + 106
LO    2006/2029 + 23
MB    1948/2086 + 138
MI      7469/7783. + 314
MN    1398/1484 + 86
PV     1712/1877 + 165
SO    362/388 + 26
VA    711/768 + 57
e 1149 in fase di verifica

Bollettino odierno Ieri/oggi:

Contagi 37298/39415 + 2117
Ricoveri non TI 11137/11152 +15
Ricoveri TI 1292/1319 +27
Decessi 5402/5944 + 542
Tamponi effettuati
24 marzo 76695
25 marzo 81666 + 4971
26 marzo 87713 +6047
27 marzo 95860 +8147
28 marzo 102503 + 6643

Coronavirus, Renzi vuole riaprire entro Pasqua: "Consentire che la vita riprenda". Ma gli scienziati lo bocciano: "Prematuro, irrealistico" (VIDEO)

In una diretta pubblicata sul proprio profilo Facebook, Matteo Renzi torna sull'intervista pubblicata sulle pagine di Avvenire, in cui propone la riaperture delle fabbriche entro Pasqua, altrimenti "la gente morirà di fame" - (VIDEO)


"Questo virus ci farà ancora male. Non per settimane, per mesi e mesi. Il vaccino non c’è e se andrà bene torneremo ad abbracciarci tra un anno, se andrà male tra due...". Matteo Renzi in una lunga intervista ad 'Avvenire' vede tempi lunghi per fronteggiare l'emergenza coronavirus. "Riapriamo - chiede il leader di Italia Viva - Perché non possiamo aspettare che tutto passi. Perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perché la strada sarà una sola: convivere due anni con il virus".

Per l’ex premier "bisogna consentire che la vita riprenda. E bisogna consentirlo ora. Sono tre settimane che l’Italia è chiusa e c’è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare. I tentacoli dell’usura si stanno allungando minacciosi specialmente al Sud. Senza soldi vincerà la disperazione e si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate". Il leader di Italia Viva conclude: "Serve un piano per la riapertura e serve ora. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le Chiese. Serve attenzione, serve gradualità. Ma bisogna riaprire".

Le reazioni e risposte degli scenizati

"Pensare di riaprire le scuole è prematuro. E' giusto pensare al futuro ma serve molta attenzione. Dovremmo convivere con il fatto che pandemie come questa possono anche tornare, è accaduto con la Spagnola. Questo virus non ce lo toglieremo dai piedi velocemente, ma in questa fase è necessario agire per poter arginare la dimensione di morti che c'è stata in Lombardia". Cosi il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco ha commentato le dichiarazioni di Mattero Renzi a 'L'Avvenire'. Il leader di Iv chiede di "riaprire l'Italia, le fabbriche prima di Pasqua e le scuole il 4 maggio".

Sulla stessa linea Pierluigi Lopalco, l'epidemiologo dell'università di Pisa e presidente del Patto trasversale per la Scienza (Pts). "Pensare di riaprire le scuole il 4 maggio è una follia e fare proclami in questo momento è sbagliato", ha detto all'Adnkronos Salute. "Dobbiamo essere cauti e dare illusioni se non abbiamo dati - rimarca Lopalco - oggi abbiamo solo una flebile speranza in Lombardia ma ad esempio a Milano la situazione non è ancora sotto controllo. Come facciamo a riaprire le scuole se non lo abbiamo certezze. Non diamo false aspettative e speranze".

"Dobbiamo cominciare pensare a una ripresa delle nostre vite: non possiamo pensare di stare in casa al fine di rimanere in casa per sempre. Però in questo momento la situazione è ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve", ha scritto su Twitter il virologo Roberto Burioni.

Più cauto Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che spiega: "Come epidemiologo devo guardare la salute pubblica e ora occorre rallentare e arrestare l'epidemia, Non possiamo tenere l'Italia chiusa per sempre, ma occorre vedere prima vedere gli effetti delle misure importanti messe in campo dal Governo. In questo momento non si può dire nulla non prima della fine del mese. Poi si posso studiare provvedimenti magari 'stop and go' o misure complementari. Vedremo cosa accadrà", ha detto Rezza ospite di 'Coffe Break' su La7.

Coronavirus, la Lombardia torna a preoccuparsi: oggi 2.500 casi in più. Polemica sui tamponi, Fontana: "Speculazioni vergognose e infondate a danno dei cittadini" (VIDEO)

Il punto stampa del governatore Attilio Fontana: "Noi speravamo non si verificasse un aumento di questo genere ma dovremo ora valutare e capire se si è trattato di un fatto eccezionale o se invece il trend dell'aumento ricomincia e in questo caso sarebbe abbastanza imbarazzante". E in merito alla questione dei tamponi: "Si fanno speculazioni vergognose per i cittadini. La Regione Lombardia, e il ministro Roberto Speranza l'ha ribadito oggi, ha rigorosamente seguito i protocolli dettati dall'Istituto superiore di sanità e dall'organismo scientifico che collabora con il Ministero" - (VIDEO)


"Oggi i numeri non sono belli, il numero di contagiati è aumentato un po' troppo rispetto alla linea dei giorni scorsi, siamo sui 2.500". Lo ha detto il governatore lombardo, Attilio Fontana, durante il punto stampa sull'emergenza coronavirus. "Noi speravamo non si verificasse un aumento di questo genere ma dovremo ora valutare e capire se si è trattato di un fatto eccezionale o se invece il trend dell'aumento ricomincia e in questo caso sarebbe abbastanza imbarazzante". Rispondendo a chi gli chiedeva se i dati indicano che Lo ha detto il governatore lombardo, Attilio Fontana, durante il punto stampa sull'emergenza coronavirus., Fontana ha precisato: "Non sono in grado di dare valutazioni, devono essere date dai tecnici, io personalmente sono preoccupato. Non so se ci è sfuggito qualcosa". Quanto alla zone lombarde maggiormente colpire dai nuovi contagi, Fontana ha precisato che "il lavoro di analisi non è ancora concluso" e che i dati odierni verranno comunicati stasera dall'assessore al Welfare, Giulio Gallera.

"Qualcuno sta sollevando una serie di polemiche assolutamente infondate, che contribuiscono ad alimentare insicurezza e angoscia nei cittadini. Questo non mi va bene e non è accettabile. Faccio riferimento alla questione dei tamponi sui quali si stanno facendo delle speculazioni vergognose". "La Regione Lombardia - ha sottolineato Fontana - e oggi il ministro Speranza lo ha ribadito, ha rigorosamente seguito i protocolli dettati dall'Iss e dall'organismo scientifico che collabora col ministero. Il 27 febbraio hanno mandato un'indicazione su come ci si doveva comportare e questa indicazione conclude che 'in assenza di sintomi il test non appare al momento sostenuto da un reazionale scientifico in quanto non fornisce un’informazione indicativa ai fini clinici e potrebbe essere addirittura fuorviante. Qualora dovessero emergere nuovi dati si procederà a una revisione del documento elaborato'". "Questo - ha rimarcato il governatore lombardo - ha un significato assolutamente univoco: la disposizione è che i tamponi devono essere riservati ai sintomatici. Tutti gli altri tamponi sono ritenuti addirittura fuorvianti. La Lombardia è stata la regione che ha fatto il maggior numero di tamponi nel nostro Paese e abbiamo rispettato rigorosamente quello che ci è stato dettato dai massimi istituti di sanità italiani".

Il numero dei test che vengono effettuati ai sanitari in Lombardia "è già aumentato". "Da lunedì abbiamo iniziato con i provvedimenti ad aumentare il numero dei tamponi ed esami da fare - ha sottolineato - e sempre lunedì abbiamo mandato all’organismo tecnico un’indicazione proprio perché dovevamo rispettare le indicazioni che ci avevano dato". "Visto però che c’è questo movimento tellurico in Lombardia - ha aggiunto Fontana - gli abbiamo chiesto se dobbiamo cambiare le regole. Se ci diranno di sì noi lo faremo, ribadendo che siamo la regione che ha fatto i maggior numero di tamponi in Italia". Sui tamponi, ha precisato Fontana, "siamo certamente pronti a cambiare strategia" ricordando che "noi ci siamo sempre attenuti alle indicazioni dell’Iss". Il governatore lombardo si è quindi detto "assolutamente pronto a fare quello che mi dice l’Iss" ma "a due condizioni: la prima è che mi dia tutto il necessario per eseguire le tamponature. La seconda è che si tenga che conto del fatto che i laboratori della Regione, che lavorano a tempo pieno, riescono a processare come massimo 5mila tamponi al giorno". "Tenendo conto che in Lombardia siamo più di 5mila persone - ha fatto notare Fontana - mi si deve mettere nelle condizioni di effettuare i tamponi. Perché farne 5mila al giorno per cinque milioni di persone richiede almeno 3 anni di tempo".

 

Coronavirus, la Lombardia sospende le tasse regionali fino al 31 maggio. L'assessore Caparini spiega tutto

Proroga al 30 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni ed interessi, del bollo auto e dell'Irap, la tassa che riguarda le imprese. La delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta del presidente Attilio Fontana di concerto con l'assessore regionale al Bilancio, Finanza e Semplificazione Davide Caparini


È sospeso fino al 31 maggio in Lombardia il pagamento delle tasse regionali, comprese bollo auto e Irap. È quanto prevede la delibera approvata dalla giunta su proposta del governatore Attilio Fontana di concerto con l'assessore al Bilancio Davide Caparini. I pagamenti e i versamenti sospesi potranno essere effettuati in un'unica soluzione entro il 30 giugno 2020, senza l'applicazione di sanzioni ed interessi, salvo ulteriori proroghe legate allo sviluppo dell'emergenza coronavirus.

"Il provvedimento - specifica Caparini - riguarda gli adempimenti tributari e i termini dei versamenti che scadono nel periodo compreso tra l'8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 per chi ha il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Lombardia, limitatamente all'Irap, addizionale regionale Irpef, Bollo Auto, Ecotassa e Tassa sulle Concessioni (tributi regionali non amministrati in Convenzione con l'Agenzia delle Entrate). In caso l'emergenza si protrarrà prenderemo nuovi provvedimenti di proroga. Come sempre troverete tutte le informazioni sulla pagina Tributi del Portale di Regione Lombardia www.tributi.regione.lombardia.it". La delibera, chiarisce l'assessore, "sospende il pagamento dei tributi fino al 31 maggio mettendo al riparo dalla decadenza della eventuale rateizzazione degli importi dovuti"

Coronavirus, Fontana: "In Lombardia rallentamento costante dei contagi, ma non molliamo la presa". E oggi a Bergamo arrivano 150 operatori sanitari russi (VIDEO)

L'ordinanza della Regione Lombardia che prevede misure più restrittive rispetto a quelle contenute nell'ultimo Decreto della Presidenza del consiglio dei ministri "resterà in vigore per 10 giorni a partire da domenica scorsa", giorno della sua approvazione da parte della giunta regionale. Lo ha sottolineato oggi il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana facendo il punto sull'emergenza coronavirus. Il governatore ha aggiunto: "Poi deciderà il presidente del consiglio se intende confermarli o revocarli" - (VIDEO)


Risultato immagini per attilio fontana

I numeri del coronavirus in Lombardia sembrano continuare a rallentare. Lo ha detto il governatore Attilio Fontana, al punto stampa di oggi. "Questa sensazione di rallentamento della crescita nei numeri è costante, ma non dobbiamo assolutamente mollare la presa, anzi diamo una motivazione in più ai cittadini a restare in casa", ha spiegato. "Con queste misure i risultati si portano, se dovessimo alzare il piede sarebbe un disastro", ha aggiunto.

Fontana ha spiegato che i divieti più stringenti dell'ordinanza della Regione Lombardia valgono per dieci giorni, a partire da domenica scorsa, quando sono stati emanati. "Non abbiamo ricevuto ancora - ha detto - formalmente il decreto, è inutile fare valutazione su testi che sono bozze e non si sa quanto fondati siano, l'unica cosa certa che risulta da tutte le bozze è che i provvedimenti già in essere alla data di entrata in vigore del dpcm rimangono in vigore per dieci giorni". Dunque, "l'ordinanza della Regione di domenica per dieci giorni è in vigore, salvo che poi venga confermata e revocata dal presidente del consiglio. Tutti i divieti aggiuntivi rispetto al Governo, dalla chiusura degli alberghi a quella degli studi professionali, sono validi per altri dieci giorni, a partire da domenica".

"Oggi alle 19 arrivano un gruppo di medici e di operatori sanitari inviati dalla Russia", ha detto Fontana. "Arriveranno a Bergamo, sono in tutto circa 150 uomini che daranno una mano in una serie di attività di sostegno: ci sono medici, infermieri, persone destinate alla sanificazione". Andranno all'ospedale da campo che stanno costruendo gli alpini: "Sono tutti specialisti, anestesisti, epidemiologi, persone molto qualificate che potranno sgravare i nostri medici".

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