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Francia, Daniela Reho: il risultato di Marine Le Pen ci dice che temi come sicurezza e sovranità nazionale sono stati ignorati

L'esponente di Forza Italia e aderente all'associazione Noi Repubblicani Popolo Sovrano commenta ai nostri microfoni l'esito del primo turno della corsa per l'Eliseo: "La politica d'Oltralpe, come quella italiana, non ha voluto affrontare adeguatamente i problemi su cui la candidata del Fn ha basato la sua campagna elettorale. I cittadini hanno dimostrato quanto siano preoccupati dai danni provocati dall'immigrazione incontrollata, dalle difficoltà dell'integrazione etnica e religiosa e dalle ingerenze dell'Unione Europea nelle politiche, soprattutto economiche, degli Stati. Peccato che grazie a un'ammucchiata di forze molto diverse tra loro vincerà Macron. In ogni caso è una lezione importante anche per noi" - (VIDEO)

Paradosso Italia; paghiamo l'Austria per trasformare i nostri rifiuti in energia utilizzata per alimentare 170.000 case di Vienna

Fino a tre treni alla settimana arrivano presso l'impianto Zwentendorf. Ogni treno porta contenitori ermetici carichi di circa 700 tonnellate di rifiuti domestici romani.

 


Roma sta lottando per far fronte alla crisi dei rifiuti e l'Austria ha una capacità di riserva in un impianto di smaltimento, compostaggio e riciclo a waste-to-energy nei pressi di Vienna, questo a portato a un accordo tra il governo italiano e quello austriaco, gli italiani stanno pagando società austriaca EVN per smaltire un massimo di 70.000 tonnellate di rifiuti provenienti dalla famiglie romane. I rifiuti vengono trasportati in treno attraverso l'Italia settentrionale, sulle Alpi fino ad arrivare presso l'impianto di compostaggio rifiuti della EVN a Zwentendorf sul Danubio.

Fino a tre treni alla settimana arrivano presso l'impianto Zwentendorf. Ogni treno porta contenitori ermetici carichi di circa 700 tonnellate di rifiuti domestici romani. I rifiuti inceneriti e trasformati in gas di scarico caldi, che generano vapore. Il vapore poi viene consegnato a una vicina centrale elettrica , dove viene convertito in energia elettrica, che viene utilizzata per alimentare 170.000 case nella provincia della Bassa Austria.

Come Norvegia anche in Austria si trasformano i rifiuti in energia, perchè l'Italia invece paga lo smaltimento in altri paesi dell'Europa?

Può sembrare contro-producente portare i rifiuti per oltre 1.000 km (620 miglia), prima di procedere allo smaltimento, ma è parte degli sforzi dell'Unione europea per rendere le città più pulite e per ridurre le quantità di rifiuti che vanno in discarica. Una soluzione sicuramente all'avanguardia e al passo con le evoluzioni tecnologiche dei paesi più sviluppati. "Non è una soluzione controproducente", dice Gernot Alfons, capo della centrale termica dei rifiuti EVN, Per lui si tratta di una soluzione ecologica e i treni della spazzatura sono fondamentali, per non aumentare l'inquinamento dato dal compostaggio dei rifiuti nelle discariche provocando un notevole impatto in termini di emissioni di Co2. "E 'molto meglio per il trasporto di questi rifiuti ad un impianto che ha un alto rendimento energetico come il nostro." Certo diciamo noi, ma non sarebbe meglio che tutte le nazioni europee si adoperassero per realizzare impianti come quello Zwentendorf? Impianti che si pagherebbero due volte, sia per lo smaltimento che per la produzione di energia.

                                                                       

Allora, cosa è andato storto con lo smaltimento dei rifiuti di Roma?

Anche nei distretti eleganti come Prati, vicino al Vaticano, non è difficile vedere che la città ha un problema con la spazzatura, ancora oggi spesso si vedono cassonetti comunali traboccanti per i rifiuti domestici e non. Antonio La Spina, professore di sociologia e di politica pubblica presso l'Università LUISS di Roma, dice che la città produce più rifiuti di quanto possa far fronte. "Un fattore è la notevole quantità di rifiuti che viene prodotta per abitante a Roma. Un altro è che la quota di rifiuti (separati) è in aumento. Questa è una buona cosa, in generale, ma lo è ancor di più se le autorità non sono pronte ad affrontare tutto questo. Un altro grave problema è il fatto che le discariche sono piene. Alcune di queste inoltre sono diventate un problema ambientale e vanno chiuse."

Ecco il motivo per cui il comune di Roma ha dovuto guardare non solo oltre la regione, ma oltre l'Italia, per lo smaltimento dei rifiuti. E la gestione politica? ... questa è un'altra storia e merita un altro pensiero.

 

Meningite a Milano: un caso sospetto al Liceo Leonardo Da Vinci

Un nuovo caso di meningite a Milano, ricoverato al Niguarda uno studente del Liceo Leonardo Da Vinci. E' stata avviata la profilassi e avvisate le famiglie degli studenti.


"Nella giornata di ieri e' stato segnalato, dal pronto soccorso del Niguarda, un caso di sospetta sepsi meningococcica in un ragazzo di 18 anni residente a Milano".
Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, in una Nota.
ORA IN ATTESA DI STABILIRI LA TIPIZZAZIONE' - "Dalle prime indagini di laboratorio eseguite - ha spiegato l'assessore - e' stato rilevato un liquido tipico dell'infezione da meningococco, di aspetto torbido. Tutte le evidenze cliniche portano ad una sospetta meningite da meningococo, siamo in attesa di ricevere la tipizzazione".
"Il ragazzo - ha aggiunto l'assessore - ha accusato gia' da l'altro ieri febbre alta e cefalea ed e' stato portato al pronto soccorso del Niguarda cosciente e con presenza di petecchie. Attualmente si trova in terapia intensiva in prognosi riservata. I familiari (4 in tutto) sono stati sottoposti a profilassi".
AVVISATO IL PRESIDE DELLA SCUOLA - "Il ragazzo - ha detto ancora Gallera - frequenta la classe 5 H del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci, sito a Milano in via Respighi, 5. Il preside dell'Istituto e' gia' stato informato e in queste ore si sta concludendo l'informativa di tute le famiglie degli studenti e degli insegnanti del Liceo e ad effettuare la profilassi". "E' tuttora in corso - ha concluso - la collaborazione della madre, la ricostruzione dei contatti frequentati dal ragazzo negli ultimi giorni".

FONTE: (Lnews)

Palazzo Lombardia contro Palazzo Chigi: E' falso dire che la regione boicotta l'assegno di ricollocazione

"Sono dispiaciuta di come ancora una volta i problemi dei disoccupati vengono affrontati nell'ottica del derby Stato-Regioni", commenta cosi' Valentina Aprea, assessore all'Istruzione Formazione e Lavoro di Regione Lombardia. 


ALCUNE DOVEROSE PRECISAZIONI: "Apprendo da un'intervista a Marco Leonardi, consigliere economico di Palazzo Chigi, pubblicata dal quotidiano La
Repubblica - prosegue l'assessore lombardo - che Regione Lombardia sarebbe responsabile del boicottaggio della sperimentazione dell'assegno di ricollocazione gestita dall'ANPAL". "Come assessore Regionale non posso che replicare con alcune precisazioni - aggiunge Aprea -, come donna delle istituzioni devo rilevare come si preferisca puntare il dito contro le regioni e la mancata riforma costituzionale piuttosto che riflettere con spirito critico e con responsabilita' sui problemi delle politiche attive del lavoro e dei Centri per l'impiego".
PRINCIPIO DI VOLONTARIETA' - "In primo luogo vorrei precisare che a livello nazionale l'assegno di ricollocazione e' stato costruito come una politica fondata sul principio di volontarieta' - rileva Aprea - cui si e' associata l'assoluta liberta' di poter scegliere quando piu' opportunamente o opportunisticamente fruire della politica. In sostanza, il beneficiario dell'assegno puo' aspettare di arrivare al limite di
scadenza della Naspi per utilizzare l'assegno, limitando cosi' il rischio di decadere dal sussidio di disoccupazione. E' questo meccanismo che ha comportato un'adesione timida da parte dei beneficiari della sperimentazione, e non il comportamento delle Regioni che hanno invece, piu' volte, chiesto l'applicazione di meccanismi di condizionalita' anche alla sperimentazione."
RILASCIO AUTOMATICO - "In secondo luogo - sottolinea ancora Aprea - vorrei precisare come le modalita' attuative dell'assegno di ricollocazione prevedono che l'assegno venga rilasciato automaticamente dal sistema informativo a coloro che ne facciano richiesta lasciando alle Regioni la facolta' di scegliere se costringere il beneficiario a recarsi preventivamente presso un centro per l'impiego per farselo rilasciare. Come Regione Lombardia non abbiamo fatto altro che aderire a una possibilita' offerta dall'ANPAL e dal suo portale preferendo non caricare sui centri per l'impiego questa
ulteriore, inutile, incombenza burocratica".
IL RUOLO DEI CENTRI PER L'IMPIEGO - "Una volta ottenuto l'assegno - chiarisce l'assessore - il beneficiario lombardo viene preso in carico da tutti i centri per l'impiego del territorio e anche dagli operatori privati accreditati. Quindi, smentisco la notizia per cui i centri per l'impiego non prendono in carico le persone. Semplicemente, il disoccupato non e' costretto a recarsi al centro per l'impiego per verificare se ha ancora i requisiti per ottenere l'assegno e per farsi dare il nulla osta ad avviare il percorso di ricollocazione."
IL RUOLO DELLE REGIONI - "Inoltre, vorrei precisare come le Regioni non hanno al momento alcun potere per non riconoscere gli accreditati a livello nazionale. Contestiamo le modalita' con cui questo accreditamento e' avvenuto e la mancata valutazione di come la costruzione di un sistema di accreditamento parallelo a quello regionale possa sovrapporsi a questo e creare difficolta' gestionali sul territorio. Questo e' un elemento sul quale riflettere anche in vista dell'elaborazione del DM che dovra' disciplinare i criteri di accreditamento comuni alle Regioni. Puntare il dito non e' l'atteggiamento piu' saggio quando si richiama la leale collaborazione istituzionale"
DIFFICOLTA' REALI E NON PROBLEMA POLITICO - "Infine, vorrei precisare come le difficolta' in cui versano i Centri per l'impiego siano un problema reale e non una questione politica - fa presente l'assessore -. L'assegno di ricollocazione avrebbe dovuto seguire quel piano di rafforzamento che non riesce a vedere la luce e che comunque non risolvera' gli attuali problemi. Si tratta di un piano che non affronta il tema del rafforzamento da un punto di vista qualitativo e che da un punto di vista quantitativo e' molto al di sotto dei reali fabbisognidei centri per l'impiego".
APERTI AL CONFRONTO - "Non smetto di ribadire che Regione Lombardia e' disponibile al confronto - spiega Aprea -. Ma Regione Lombardia non sara' mai disponibile a cedere alla strumentalizzazione del derby Stato-Regioni. Siamo abituati a confrontarci sui risultati e aspettiamo di conoscere quelli della sperimentazione. Tuttavia, se le premesse sono queste,          devo auspicare fortemente che ci sia un momento di valutazione critica ed oggettiva della sperimentazione, epurata da ogni pregiudizio o tentativo di giustificare modesti risultati addossando la responsabilita' alle Regioni." Conclude cosi'Valentina Aprea.

FONTE: (Lnews)

 

Malattie Rare, Gallera: Ampliata e aggiornata la rete regionale lombarda che garantisce cure mirate

 In regione Lombardia ci sono 59.000 cittadini colpiti da malattie rare, è un obbligo di tutte le amministrazioni occuparsi del problema per non lasciarli soli


Così l'assessore lombardo Giulio Gallera commentando la delibera, approvata, su sua proposta, dalla Giunta regionale, che prevede l'aggiornamento della Rete regionale per le Malattie Rarein merito alle nuove manovre che la regione Lombardia ha messo in pratica per aiutare i cittadini colpiti da patalogie rare: - "Grazie all'aggiornamento della Rete regionale per le Malattie Rare, approvato dalla Giunta, un nuovo Presidio, l'ospedale Montichiari di Brescia, andra' adaggiungersi ai 45 gia' appartenenti al sistema che consente ai medici di avere un riferimento qualificato cui indirizzare i pazienti e ai pazienti la garanzia di essere curati in un contesto che assicura la continuita' di assistenza e l'appropriatezza dei trattamenti". 
NATA NEL 2001 (Rete regionale per le malattie rare) - "In Lombardia - ha spiegato l'assessore - sono 59.000 i cittadini affetti da patologie rare. Nel 2001, con l'obiettivo di promuovere azioni di prevenzione, di sorveglianza, informazione e formazione, e di migliorare gli interventi volti alla diagnosi e alla terapia, e' stata istituita la Rete regionale per le Malattie rare che, oltre ai 46 Presidi sanitari, e' composta di un Centro di Coordinamento con sede a Ranica (in provincia di Bergamo), presso il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare Aldo e Cele Dacco' dell'IRCCS - Istituto di Ricerche Farmacologiche 'Mario Negri'".
COINVOLTE ASSOCIAZIONI E FEDERAZIONI PAZIENTI - "Imprescindibile e di fondamentale importanza per la condivisione delle strategie comuni da adottare - ha aggiunto - il ruolo svolto dalle 33 associazioni e dalle due federazioni dei pazienti FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare- UNIAMO) e FLMR (Federazione Lombarda Malattie Rare), che Regione ha coinvolto, e oggi rilancia ulteriormente, nelle attivita' di coordinamento operativo, realizzate dai competenti uffici della D.G. Welfare, con il supporto dei referenti di ciascun presidio della rete regionale delle malattie rare, di ciascuna ATS, e del Centro di coordinamento regionale".
109 PDTA - "Insieme a 632 specialisti e ai referenti delle ATS regionali - ha proseguito - negli ultimi anni, infatti, anche loro hanno contribuito all'elaborazione di 109 Percorsi Diagnostico Terapeutici e Assistenziali (PDTA)che consentono di gestire in modo condiviso e standardizzato l'80% dei malati rari". 
REQUISITI PRESIDI - I Presidi che costituiscono la Rete sono individuati tra quelli in possesso di documentata esperienza in attivita' diagnostica e terapeutica specifica per le malattie o per i gruppi di malattie rare, di idonea dotazione di strutture di supporto e di servizi complementari e di servizi per l'emergenza e per la diagnostica biochimica e genetico-molecolare. A livello regionale le candidature sono
state valutate valorizzando, inoltre, la casistica trattata, la competenza multidisciplinare, l'assistenza nelle diverse fasce d'eta', la consulenza alle famiglie ed ai professionisti sanitari, la ricerca e la produzione scientifica sull'argomento, la collaborazione con gli altri Presidi della Rete, la necessita' di assicurare una omogenea copertura territoriale. 
FONTE (Lnews)

LOMBARDIA, FABRIZIO SALA: MONZA INVESTE ANCHE SUL SOCIALE E POSA LA PRIMA PIETRA DE "IL PAESE RITROVATO" IL NUOVO CENTRO ALZHEIMER

"UNA EFFICACE RETE DI WELFARE E' FONDATA SU VICINANZA E AIUTO" 'IL PAESE RITROVATO' PRONTO NEL 2018, OSPITERA' 8 APPARTAMENTI.


"Viviamo in una societa' che premia chi produce reddito. Talvolta, purtroppo, chi ha necessita' di assistenza viene considerato solo un costo. Per fortuna c'e' qualcuno che corregge queste distorsioni e recupera anche chi, con una lungimiranza storica e imprenditoriale tutta brianzola, decide di investire non solo su fattori economici ma anche su quelli sociali". PRIMO VILLAGGIO DEL GENERE IN ITALIA - Cosi' il vice presidente di Regione Lombardia e assessore alla Casa, Housing sociale, Expo e Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala intervenuto, a Monza (MB), alla cerimonia di posa della prima pietra de 'Il paese ritrovato', il primo 'villaggio' in Italia dedicato alla cura delle persone con malattia di Alzheimer e altre forme di demenza. LA STRUTTURA - La realizzazione ha un costo di 8.729.000 euro, in grande parte coperto da donazioni. La struttura, i cui lavori si concluderanno nei primi mesi del 2018, sara' intitolata a Ezio Piovan. Il 'villaggio' occupa 13.800 mq con spazi individuali e di piccola socializzazione e un'ampia area verde. Ospitera' 8 appartamenti per 8 anziani con demenza, un centro diurno, bar, minimarket, parrucchiere, cappella, sala teatro, palestra, club di musica, laboratori di hobbistica e sartoria, un ufficio informazioni tramite il quale le persone potranno accedere alle attivita' proposte insieme ai familiari che visiteranno 'Il Paese ritrovato'. CURA E ATTENZIONE ALLE PERSONE FRAGILI - "La definizione data a questo progetto, un'iniziativa di 'Dignita' sociale', mi piace - ha aggiunto Fabrizio Sala-; la nostra idea e' portare dignita' sociale con elementi di innovazione. Abbiamo studiato, anche in occasione di missioni istituzionali all'estero, i metodi migliori di abitare e dobbiamo constatare che una rete di welfare fondata sulla vicinanza sull'aiuto reciproco e' il metodo piu' efficace per offrire cura e attenzione alle persone fragili".  La cerimonia di posa della prima pietra, curata dalla Cooperativa 'La Meridiana', e' stata presentata presso il Centro Geriatrico San Pietro di Viale Cesare Battisti. I PRESENTI - Oltre al vice presidente Fabrizio Sala erano presenti, tra gli altri, anche Massimo Giupponi, direttore Agenzia Tutela della Salute (ATS) di Monza e Brianza e Matteo Stocco direttore generale dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di Monza, Roberto Mauri, Direttore Cooperativa La Meridiana.

Simpatico video dedicato a Salvini: "Vedrà le piacerà Napoli"

Il video che spopola sul web, pubblicato sulla pagina facebook della trasmissione Rai "Gazebo", aveva letto nel futuro.  


Il finale di questo fantastico video che, sulla sola pagina social della trasmissione Rai, ha raggiunto più di 1,5 ml di visualizzazioni e quasi 22.000 condivisioni, rispecchia esattamente la reazione di una città nei confronti di chi non le dedica il giusto tempo e rispetto.

"vede dottore (Salvini ndr) questo caffè è come questa città, non è qualcosa di cui ci si toglie il pensiero buttandola giù in modo frettoloso e occasionale - Altrimenti ci si scotta e basta!"

                                                                        GUARDA IL VIDEO

Infatti bombe carta e petardi contro cannoni ad acqua e gas lacrimogeni hanno animato la giornata napoletana di ieri: gli scontri sono scoppiati a margine di una protesta contro la venuta del segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini a Napoli. Circa 3000 manifestanti anti-Salvini, armati di cartelli e con maschere di carnevale, volevano interrompere lo svolgimento della riunione del leader della Lega Nord nel sud d'Italia. Una protesta iniziata pacificamente, ma subito sfociata in vera e propria violenta contestazione, petardi e bombe carta sono stati rapidamente gettati contro la polizia e bidoni della spazzatura sono stati dati alle fiamme. La polizia ha risposto i cannoni ad acqua e il lancio di gas lacrimogeni contro i manifestanti. 

Ecco quanto dice a Repubblica Matteo Salvini a margine del suo intervento a Napoli: "che io possa fare battaglie scomode per qualcuno ci può stare. Ma continuo a fare ciò in cui credo ed è facile che venga accusato di islamofobia o altro da sinistra. Ma quello che è successo a Napoli non l'avevo mai visto. E la cosa più grave è l'appoggio dato dal sindaco, che non ha preso le distanze e ha detto di stare al fianco dei cosiddetti insorgenti. La prossima volta vado a piazza Plebiscito, così si vede chiaramente chi ha la testa più dura". (Fonte TGcom24)

Immediata la replica di De Magistris che in una intervista all'Ansa dice: "le immagini mostrano un fiume di diecimila persone che partecipavano ad una manifestazione pacifica, dove prevalevano unicamente l'orgoglio dei napoletani, l'ironia e il forte contenuto politico dell'iniziativa. Le immagini finali feriscono la potenza politica di quella manifestazione, dagli alti contenuti democratici. Prendo le distanze dai violenti che non incarnano lo spirito autentico, pacifico, della città che io rappresento" e ancora "la colpa è di chi ostinatamente non ha voluto ascoltare il messaggio di buon senso del sindaco e dell'amministrazione. Noi non abbiamo mai detto 'no Salvini a Napoli'. Il sindaco ha semplicemente espresso la contrarietà ad un'iniziativa assolutamente inopportuna: la presenza alla Mostra d'Oltremare, in un luogo dell'amministrazione o comunque riconducibile all'amministrazione, di un esponente politico, Salvini appunto, che si è distinto per apologia del fascismo, atteggiamenti xenofobi e razzisti. E che, all'insegna dello slogan 'Napoli colera', ha fatto della sua vita politica un atto di fede contro Napoli e il sud. Ma qualcuno non ha voluto sentire ed ha alzato a dismisura il livello dello scontro. Salvini avrebbe potuto benissimo essere a Napoli e fare la sua propaganda politica xenofoba e razzista in un altro luogo privato, non riconducibile all'amministrazione. Non ci sarebbe stata l'imposizione nei miei confronti, che ho solo difeso la città". Rispondendo alla affermazione di Salvini che faceva presente la non partecipazione del sindaco alla manifestazione, De Magistris risponde: "Non era il corteo del sindaco. Era stato indetto da pezzi della città vera, ed è stato un corteo molto bello. Fino a quando episodi violenti hanno sporcato la forza politica di quell'iniziativa. E' assolutamente necessario distinguere tra i veri napoletani e i violenti che nulla a che fare con Napoli e la sua storia" (FONTE: Ansa.it)

 

 

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