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updated 7:57 AM UTC, Aug 3, 2020

La disoccupazione è stabile, la precarietà anche: se va bene ti assumono, ma solo per un po'

I dati dell'Istat sul terzo trimestre del 2017 confermano una sostanziale stagnazione del mondo del lavoro e l'aumento dei contratti a tempo determinato. Nulla che autorizzi a credere in una crescita reale e feconda per gli italiani. Intanto ci distraggono con allarmi strani e priorità che non riguardano la maggioranza dei cittadini. E c'è chi si straccia le vesti per migranti e ius soli...


Il tasso di disoccupazione, rileva l'Istat, rimane stabile all'11,2% nel terzo trimestre 2017 rispetto al trimestre precedente e diminuisce di 0,4 punti in confronto a un anno prima. Nei dati di ottobre 2017, in termini congiunturali, i tassi di disoccupazione e di inattività 15-64 anni rimangono stabili.

Nel confronto tendenziale si accentua la riduzione degli inattivi di 15-64 anni (-300mila in un anno) e del corrispondente tasso di inattività (-0,6 punti). La diminuzione dell’indicatore è diffusa per territorio, riguarda entrambi i generi, di più gli over 50, e coinvolge soprattutto quanti vogliono lavorare (le forze di lavoro potenziali).

Le variazioni degli stock sottintendono cambiamenti nella condizione delle persone nel mercato del lavoro, misurati dai dati di flusso a distanza di dodici mesi. Nel complesso si assiste a un maggiore ingresso nell'occupazione dei disoccupati, soprattutto tra i giovani, di individui con elevato livello di istruzione, e tra i residenti nel Nord. Crescono anche le transizioni dallo stato di inattività verso la disoccupazione, soprattutto per le forze di lavoro potenziali; tra gli scoraggiati l'aumento delle transizione è anche verso l'occupazione.

Dal lato dell'offerta di lavoro, nel terzo trimestre del 2017 l'occupazione presenta una nuova crescita congiunturale (+79mila, 0,3%) dovuta all'ulteriore aumento dei dipendenti (+101mila, +0,6%), soltanto nella componente a tempo determinato a fronte della stabilità del tempo indeterminato. Continuano invece a calare gli indipendenti (-22mila, -0,4%). Il tasso di occupazione cresce di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente arrivando al 58,1%. I dati mensili più recenti (ottobre 2017) mostrano, al netto della stagionalità, una sostanziale stabilità del numero di occupati rispetto a settembre.

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Grasso lascia il Pd e accusa: "La fiducia sulla legge elettorale è stata una violenza. Perché non l'ho fatto prima? Per rispetto l'indipendenza del ruolo delle istituzioni"

Il presidente del Senato abbandona il gruppo Dem a Palazzo Madama e spiega i motivi in un'intervista: "Non mi riconosco più nel partito in cui ero entrato, non ne condivido più né il metodo e né il merito" - (VIDEO)


La decisione di lasciare il Gruppo del Pd è stata "sofferta" ed è stata presa dopo l'approvazione della legge elettorale per rispettare "l'indipendenza delle Istituzioni", ma non poteva essere accettata quella che può essere considerata "una sorta di violenza", vale a dire aver impedito al Senato di poter intervenire sul testo approvato dalla Camera con il ricorso alla fiducia. Lo ha sottolineato questa mattina il presidente del Senato Pietro Grasso.

"E' stata una scelta sofferta, ho ritenuto di lasciare il Partito democratico - ha spiegato - proprio perché non mi riconosco più nel partito in cui ero entrato, non ne condivido più né il metodo e né il merito. Ho voluto aspettare l'approvazione della legge elettorale proprio per rispetto del mio ruolo istituzionale, che mi imponeva di mettere da parte i miei convincimenti, i miei sentimenti. Per tutta la mia vita ho sempre rispettato l'indipendenza delle istituzioni e continuerò a farlo, posso rassicurare che continuerò nel ruolo di presidente del Senato".

"Ho informato della mia decisione tutte le cariche istituzionali -ha aggiunto Grasso- perché non lo apprendessero soltanto dalle agenzie e dalla stampa. Il fatto che il presidente del Senato, che rappresenta tutta quanta l'Assemblea, vede passare una legge elettorale che è stata redatta in un'altra Camera senza poter nemmeno discutere o cambiare una virgola, questo penso che è una sorta di sofferenza, di violenza, che ho sentito di rappresentare personalmente".

"Adesso procederemo. Non ho ritenuto di farlo prima - ha ribadito in conclusione il presidente del Senato - perché rispetto l'indipendenza del ruolo delle Istituzioni".

Fuga di notizie sull'attentato di Manchester: Londra furiosa con gli americani. Theresa May pronta a "ribaltare" Trump

Nel mirino dei britannici, afferma la Bbc, i media Usa e la stessa amministrazione di Washington. Il New York Times ha pubblicato fotografie che mostrano i resti dell'ordigno utilizzato nell'attacco. Diffuso anche il nome dell'attentatore che Downing Street avrebbe voluto mantenere riservata. La prima ministra annuncia rimostranze al presidente statunitense che incontrerà a Bruxelles per il vertice Nato - (VIDEO)


La polizia che indaga l'attentato alla Manchester Arena ha smesso di condividere le informazioni con gli Stati Uniti dopo la pubblicazione dei leak sull'inchiesta da parte della stampa statunitense. Lo riferisce la Bbc, spiegando che la polizia del Greater Manchester spera di riprendere presto le normali relazioni di intelligence, ma è attualmente "furiosa" per le fotografie pubblicate dal 'New York Times' che mostrano i resti dell'ordigno utilizzato nell'attacco.

I media americani hanno anche diffuso il nome dell'attentatore, nome che Londra avrebbe voluto mantenere riservato. La premier britannica Theresa May dovrebbe sollevare la questione con Donald Trump che incontrerà a Bruxelles per il vertice della Nato.

La premier Theresa May "metterà in chiaro" con il presidente Trump che le informazioni condivise tra le intelligence dei due Paesi "devono rimanere riservate". Al termine di una riunione del gabinetto di emergenza, la May ha annunciato che esprimerà al presidente Usa la posizione di Londra nel corso del vertice Nato di Bruxelles. Prima della partenza letteralmente ha detto: "Chiarirò al presidente Trump che le informazioni di intelligence condivise tra le nostre autorità devono restare al sicuro".

Inoltre, ha detto la premier, il livello di allarme terrorismo nel Regno Unito rimane "critico", a indicare che un attacco è ritenuto probabile o "imminente". May ha anche riferito che altri mille militari sono stati dispiegati in tutto il Paese per assistere la polizia.

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