updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019

Maledetta primavera, nel fine settimana arriva il caldo ma poi... Tutti i capricci del meteo

"Non si sa più come vestirsi". Già, dopo uno strano inverno, piuttosto mite, abbiamo vissuto un'inattesa fase di calo delle temperature. Nelle prossime ore, invece, il termometro salirà sopra le medie del periodo, regalandoci un weekend di bel tempo un po' ovunque, con punte oltre i 25°. Tuttavia è consigliabile posticipare il cambio degli armadi, perché, almeno al Nord, è previsto da lunedì un lieve calo termico per colpa di un blocco d'aria fredda dall'Europa settentrionale


Continua l'altalena climatica. Dopo una parentesi più fredda, ci prepariamo finalmente a indossare gli indumenti più leggeri. In queste ore avremo già i primi segnali di un aumento termico al Nord e su alcune zone delle Regioni centrali tirreniche: le temperature massime su queste zone guadagneranno infatti in media 2-3°C rispetto alle scorse ventiquattro ore, fanno sapere gli esperti de 'ILMeteo.it'. Leggero aumento anche al Sud, ad eccezione di Puglia, Calabria e Sicilia dove il meteo continuerà ad essere più capriccioso.

Da venerdì l'anticiclone delle Azzorre muoverà il suo baricentro ulteriormente verso Levante, conquistando così una buona fetta del Paese. "Il buon irraggiamento solare e la diminuzione dei venti freschi orientali favorirà un incremento termico maggiore. Al Nord cominceremo a registrare punte prossime ai 17-20°C e anche in numerose località del Centro in particolare su Toscana e Lazio, come a Roma. Più contenuto l'aumento invece al Sud ed ancora sulla Sicilia" dicono gli esperti.

Per quanto riguarda il fine settimana, infine, "sarà caratterizzato da un sabato di bel tempo e da temperature nuovamente ben superiori alla media stagionale. Su alcune zone del Nord, si potranno toccare punte anche oltre i 25°C come a Trieste e Bolzano. Valori superiori ai 21-22°C sul resto delle città della pianura padana. Ma farà caldo anche sulle zone tirreniche del Centro come a Firenze, Roma con temperature intorno ai 20°C".

"Leggermente meno caldo invece al Sud e sulla Sicilia - concludono gli esperti -. Domenica una maggior presenza di nubi porterà un lieve calo termico al Nord, preludio ad un possibile e netto cambiamento che potrebbe attivarsi già con l'inizio della prossima settimana, quando, un blocco d'aria molto fredda dal nord Europa, verrebbe ad investire il nostro Paese riportandoci in un contesto climatico opposto".

 

(Fonte: Adnkronos)

Disastro in Etiopia, la Gran Bretagna chiude lo spazio aereo al Boeing 737 Max. Anche l'Europa vauta lo stop. Il costruttore americano annuncia un aggiornamento del software dell'intera flotta

Dopo lo schianto del volo 302 della Ethiopian Airlines, diversi Paesi e compagnie aeree hanno deciso di bloccare l'utilizzo dei Boeing 737 Max 8. Martedì è arrivata anche la decisione del Regno Unito: lo spazio aereo sarà chiuso ai 737 Max 8 e una misura simile potrebbe essere adotatta in tutta l'Unione europea dall'agenzia che si occupa di vigilare sul trasporto aereo, l'Easa, secondo indiscrezioni raccolte dall'agenzia Bloomberg


Il Regno Unito ha annunciato di aver bandito tutti i voli nel suo spazio aereo dei Boeing 737 Max 8, dopo il disastro aereo della Ethiopian Airlines. E, secondo quanto riferisce Bloomberg, l'agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) sarebbe pronta a seguire la Gran Bretagna e a bloccare tutti i voli dei Boeing 737 Max 8, dopo il disastro aereo della Ethiopian Airlines. 

Boeing ha affermato che procederà ad un aggiornamento del software dell'intera flotta dei 737 Max 8. L'annuncio poche ore dopo che Fedaral Aviation Administration statunitense era intenzionata a chiedere alcuni cambiamenti riguardanti l'aereo in questione entro aprile.

Intanto i titoli Boeing ancora in calo a Wall Street, dove aprono le contrattazioni perdendo il 4,08%.

L'Autorità dell'aviazione civile di Singapore ha temporaneamente vietato a tutti gli aerei Boeing 737 Max di entrare e uscire dal Paese in seguito ai due incidenti mortali che hanno coinvolto questo tipo di aeromobile in meno di cinque mesi. Lo stop, precisa l'Autorità, ha inizio oggi e sarà passibile di revisione quando saranno disponibili le informazioni sulla sicurezza di questi aeromobili".

Anche l'Australia ha sospeso tutti voli dell'aereo Boeing 737 Max 8. Stessa decisione da parte della compagnia aerea sudcoreana Eastar Jet. La compagnia Aerolineas Argentinas ha disposto un "riposo obbligato" per i suoi cinque Boeing 737 Max 8. In un comunicato la compagnia ha precisato che "il fermo degli aerei permetterà una loro ispezione e successivamente, secondo quanto comunicherà il costruttore Boeing, si deciderà se torneranno a volare".

Poi la compagnia aerea brasiliana Gol ha annunciato la sospensione dei suoi voli con aerei del modello Boeing 737 Max 8. La compagnia ha spiegato che "la sicurezza è il valore numero uno per la Gol, che orienta in modo assoluto tutte le iniziative dell'azienda", per cui dalle 20 di lunedì (mezzanotte in Italia) si sospendono tutte le operazioni commerciali dei suoi aerei 737 Max 8. La Gol ha precisato che la sua flotta aerea è composta da 121 aerei Boeing, dei quali solo 7 sono del modello 737 Max 8, sottolineando che da quando sono operativi questi velivoli "hanno già portato a termine 2.933 voli, per un totale di 12.700 ore di volo, in totale efficienza e sicurezza".

Alla lista si aggiunge anche la Lion Air, la più grande compagnia aerea privata indonesiana, che ha sospeso tutti i voli dei suoi 10 velivoli Boeing 737 Max 8. 

L'autorità per l'aviazione civile della Malaysia ha annunciato che sospenderà i voli degli aerei Boeing 737 Max 8 da e per il Paese, con effetto immediato, dopo l'incidente alle Ethiopian Airlines. Lo ha comunicato la stessa authority con un tweet citato dall'agenzia Bloomberg.

TRUMP - "Gli aerei stanno diventando troppo complicati per volare. I piloti non sono più necessari, piuttosto servono scienziati informatici del MIT". Donald Trump, con un tweet, si esprime così a due giorni dal disastro aereo. "Lo vedo continuamente in molti prodotti. Si cerca sempre di fare un passo avanti non necessario, quando spesso è decisamente meglio ciò che è vecchio e più semplice", aggiunge il presidente degli Stati Uniti. "Bisogna prendere decisioni nel giro di un secondo e la complessità crea pericolo. Tutto questo comporta costi enormi e guadagni minimi. Non so voi, ma io non voglio che Albert Einstein sia il mio pilota. Voglio grandi professionisti del volo a cui sia permesso di prendere facilmente e rapidamente il controllo di un aereo".

 

(Fonti d'agenzia)

  • Pubblicato in Esteri

E il candidato di sinistra disse: "Andavo ai comizi di Almirante". Pd stordito: dopo lo scandalo nella sanità, in Basilicata è psicodramma pre-elettorale

A meno di venti giorni dalle elezioni regionali è bufera nel centrosinistra lucano per le parole dell'aspirante presidente, Carlo Trerotola, di professione farmacista, che, oltretutto, sui media locali aveva detto dello storico capo missino, scomparso 30 anni fa: "E' stato il mio unico politico di riferimento". A seguire una timida rettifica via social, ma la frittata ormai era fatta. Il voto anticipato per le dimissioni dell'ex governatore Marcello Pittella, arrestato lo scorso anno nell'ambito di un'inchiesta sul malaffare nel sistema sanitario


Regionali in Basilicata, bufera sul candidato di centrosinistra fan di Almirante: "Andavo solo ai suoi comizi, ma non è una scelta politica"

"Non ho mai fatto politica, non sono mai andato ai comizi se non a quelli di Giorgio Almirante. Ogni tanto lo ascolto anche adesso, ma non è una scelta politica". La frase, che in un primo momento alcuni media locali avevano sintetizzato in un più netto "Almirante è stato il mio unico politico di riferimento", è di Carlo Trerotola, candidato unitario del centrosinistra in vista delle prossime elezioni regionali in Basilicata, e ha generato un vero e proprio caso nell'opinione pubblica che il prossimo 24 marzo dovrà recarsi alle urne. Così uno stralcio di un'articolo di Repubblica sullo psicodramma del centrosinistra lucano a due settimane dal voto amministrativo.

L'interessato ha provato a metterci una pezza fu Facebook, scrivendo: "Come spesso capita al tempo dei social network e delle campagne elettorali, le parole possono essere fraintese ed utilizzate per scopi propagandistici dalle altre parti politiche. La lezione che ci arriva dai leader politici del passato è che ci si può battere per i propri ideali, da avversari, ma sempre con grande stile e rispetto ed è questa la politica che voglio praticare".

Ma ormai la frittata è fatta, anche se magari a Tretrotola, vista l'aria che tira, l'ammirazione verso il carismatico ex segretario missino frutterà anche qualche voto inatteso. A sinistra, di questi tempi, conviene non buttare via niente... 

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Sallusti fu arrestato ingiustamente. La Corte europea per i diritti dell'uomo condanna l'Italia: "Ingerenza della magistratura nella libertà d'espressione. Cagionate sofferenze"

La Corte europea per i diritti dell’uomo ha condannato lo Stato italiano a risarcire il direttore de 'Il Giornale' Alessandro Sallusti per ingiusta detenzione. Sallusti fu arrestato nel novembre del 2012, in seguito alla condanna definitiva per la denuncia per diffamazione e omesso controllo presentata contro di lui dal giudice Giuseppe Cocilovo. La Corte europea ha stabilito che si è trattato di una ingerenza della magistratura nella libertà di espressione e ha condannato lo Stato italiano a risarcire Alessandro Sallusti con dodici mila euro per le “sofferenze cagionate”.

Già nel dicembre del 2012 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva commutato la pena detentiva di Sallusti in una ammenda e invitato il parlamento a modificare le norme e le pene che regolano la diffamazione.

 

(Fonte: Adnkronos)

Economia italiana, le fosche previsioni dell'Ocse: Pil 2019 al -0,2%. Confindustria: "Andare oltre il contratto di governo, serve sviluppo". E nel resto del mondo cosa succede?

L'Outlook dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ci mette dietro la lavagna, anche se in "buona" compagnia. Rallentano Europa e Cina, i motivi dell'indebolimento della crescita globale


L'Ocse rivede al ribasso la stima del Pil 2019 per l'Italia (-0,2%) mentre indica allo 0,5% il Pil 2020. E' quanto emerge dall'ultimo Economic Outlook che rispetto a quello di novembre taglia di 1,1 punti percentuali la crescita del Pil per l'anno in corso e di 0,4 p.p. quella prevista per il 2020.

Quanto all'economia mondiale, l'Ocse prevede che crescerà del 3,3% nel 2019 e del 3,4% nel 2020. Le prospettive e le proiezioni dell'Organizzazione con sede a Parigi coprono tutte le economie del G20. Le revisioni al ribasso delle precedenti previsioni economiche diffuse nel novembre 2018 sono particolarmente significative per l'area dell'euro, in particolare la Germania e l'Italia, nonché per il Regno Unito, il Canada e la Turchia. Il nuovo Interim Economic Outlook dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico identifica il rallentamento cinese ed europeo, nonché l'indebolimento della crescita del commercio mondiale, come i principali fattori che pesano sull'economia mondiale. Sottolinea che ulteriori restrizioni commerciali e l'incertezza delle politiche potrebbero portare ulteriori effetti negativi sulla crescita globale. Mentre si prevede che lo stimolo delle politiche contribuirà a compensare gli sviluppi commerciali deboli in Cina, permangono rischi di un rallentamento più accentuato che colpirebbe la crescita globale e le prospettive commerciali.

 
 

Il taglio delle stime del Pil dell'Italia nel 2019 da parte dell'Ocse sono un "motivo in più per reagire", secondo il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.  "Bisogna prendere atto- afferma - di questa situazione e costruire una stagione che va al di là del contratto di Governo". E dal contratto "si evolva in una sorta di stagione di sviluppo del Paese".  Secondo l'imprenditore, "ci sono da fare passi importantissimi. Il primo è reagire a questa situazione è il secondo è affrontare la manovra dell'anno prossimo che non è un fatto marginale per i numeri che avrà. Prima lo facciamo meglio è", conclude.

A constatare ''le difficoltà dell'attuale fase ciclica dell'economia italiana'' anche l'Istat nella nota mensile sull'economia a febbraio, sottolineando che nel quarto trimestre 2018, il Pil italiano ha segnato una lieve diminuzione, la seconda consecutiva.

(Fonte: Adnkronos)

Il caso Icardi spiegato a mio figlio di 6 anni. E quella maglia che non gli ho mai regalato

Un papà e un bambino, una piccola storia (vera) a tinte nerazzurre. C'entra il calcio, ma non solo


Le manine portate dietro le orecchie, già un po' "a sventola" di loro, per festeggiare ogni gol con la palla di spugna in cameretta. E' così che mio figlio, da quando ha recepito (spontaneamente ma non troppo) la fede interista del papà, si immedesimava in Mauro Icardi, ex bomber, ex capitano, ex tutto nerazzurro. Lo faceva riproducendo anche l'annuncio dello speaker del Meazza che seguiva ogni rete casalinga di Maurito (oggi Wandito): "Ha segnato per noi, con il numero 9, Mauro... Icardi, Mauro... Icardi, Ma-u-ro, I-car-di!".

I sogni dei bambini sono molto simili a quelli degli adulti, solo più armoniosi e meno patetici. Così la passionaccia per il calcio - quante volte stramaledetta col passare degli anni! - per i piccoli è naturale, non solo per "colpa" dei papà. E' successo anche al mio "nano", ritrovatosi interista con leggerezza e solare ingenuità. Poi - si sa - ogni squadra ha i suoi idoli e - o tempora o mores - il giocatore più brillante della poco felice storia post Triplete dei nerazzurri è, anzi era, Mauro Icardi.

"E adesso come glielo spiego?", ho pensato manco avessi dovuto confessare un adulterio a mia moglie.

- "Lo sai F. che Icardi non è più capitano e non gioca?" 

- "Ah, ma è ancora dell'Inter?"

- "Sì, ma è come se non lo fosse"

- "E perché?"

- "Perché si è comportato male e l'hanno messo in castigo"

- "Ha tradito i suoi compagni?" (E qui barcollo, perché non avevo pensato di utilizzare simili parole e concetti con un bimbo di prima elementare. Poi mi riprendo e rispondo)

- "Sì, diciamo di sì. Perché, sai, come per te a scuola e nello sport, è importante comportarsi bene nel gruppo. Non importa se sei bravo o meno, ma bisogna comportarsi con rispetto"

- "E l'Inter è un gruppo?"

- "Sì, anche qualcosa di più. L'importante sono i colori, la maglia, non chi la indossa. Poi se uno è forte e lo merita davvero, si può anche volergli bene. Ti dirò di più: vincere o perdere è importante, ma la cosa più importante è appartenere a qualcosa di bello". (Qui in effetti esagero, ma, già che ci siamo, si comincia a mettere le basi...)

- "Allora, papà, non farò più così (le orecchie), ma così". (E mima il gesto delle corna del Toro Lautaro Martinez)

- "Va bene F. ma ricordati che i giocatori passano e l'Inter resta e noi pure..."

L'avrò convinto? Avrà capito? Secondo me sì, non fosse altro perché sti piccoletti del nuovo millennio sono già programmati per i cambiamenti repentini, come non immaginano un mondo senza touch screen.

Sta di fatto che ci sono cose che, volente o nolente, ti accompagnano per tutta la vita. E la fede calcistica tra queste è forse la più immutabile, purtroppo, mi sono ripetuto più volte quando le amarezze del pallone andavano a sommarsi alle ben più personalmente gravose difficoltà quotidiane.

E' per questo che sono sempre stato combattuto se trasmettere una simile malattia al me fioeu. Poi ho pensato che non c'era scelta, come non la ebbi io col mio papà. Una cosa però ho provato a fargliela capire: piano con gli idoli effimeri e gli amori ad personam, tanto più che la caratura umana dei comunque ricchi e privilegiati vessilliferi del calcio va scadendo sempre più.

Ecco perché non gli ho mai regalato la maglia col numero 9 di Icardi, il suo preferito. L'ultima che gli feci avere fu per il suo terzo compleanno (così grande che va bene ancora oggi), aveva stampato il suo diminutivo (dal significato assai rivelatore peraltro) e il numero 3. Non ce ne sarebbero state altre. Tutto si tiene: quella maglia non la può indossare più nessun giocatore interista. Apparteneva e appartiene a Giacinto Facchetti. Nient'altro da aggiungere. Un giorno spiegherò alla mia prole la differenza tra Giacinto e un Icardi qualunque. Ma sono convinto, che nel suo piccolo, in qualche posto del suo cuore, già lo sappia. 

  • Pubblicato in Sport

La caduta dei capelli tra fake news e falsi miti. Facciamo chiarezza per non... perdere la testa

"Il gel fa cadere i capelli" e altri miti da sfatare. L'argomento caduta dei capelli può diventare per molti una fonte di imbarazzo e per questo motivo va sempre trattato con delicatezza. Quando si parla di capelli, infatti, entrano in ballo anche certe conseguenze psicologiche molto pesanti, che possono avere un forte impatto negativo sull'autostima di chi soffre di alopecia. Allo stesso tempo, però, è importante non alimentare né diffondere falsi miti sulla caduta dei capelli. 


I falsi miti sulla caduta dei capelli

 

Tagliare i capelli li rende più folti: uno dei miti in assoluto più falsi e diffusi. Tanti pensano che il taglio sia utile per rinforzarli e per aumentare il volume, invece serve per eliminare le zone danneggiate come le doppie punte.

 

Lavare i capelli massimo 3 volte a settimana: altro luogo comune da sfatare. In molti pensano che lavare la chioma più di tre volte in sette giorni possa indebolirla, quando non è affatto così. In realtà ciò che conta è la qualità del lavaggio e dei prodotti detergenti impiegati.

 

Il gel fa perdere i capelli: è assolutamente falso, non è vero che il gel fa male. Anzi: alcune volte può anche migliorare la salute dei capelli, come nel caso del gel anticaduta capelli, un prodotto pensato appositamente per rafforzarli.

 

Staccare un capello bianco ne fa crescere altri due: altra falsità senza alcun fondamento scientifico. Non c'è nessuna correlazione tra i capelli bianchi staccati oggi e quelli che cresceranno domani.

 

I caschi soffocano i capelli: uno dei miti più sconclusionati in circolazione. Indossare cappelli o caschi non danneggia in alcun modo la chioma, né tantomeno la soffoca. Al massimo la schiaccia, e questo da un punto di vista estetico può effettivamente somigliare ad una perdita di volume (ma non lo è).

 

Lo stress fa diventare calvi: qui bisogna specificare. Da un lato ansia e stress possono in effetti provocare la caduta dei capelli o accelerarla, ma mai al punto di arrivare alla calvizie. Questo perché la cosiddetta alopecia areata o totalis dipende sempre dal corredo genetico del soggetto.

 

Le tinte fanno cadere i capelli: spesso le donne hanno paura delle tinture, perché credono che queste possano provocare la caduta dei capelli. In realtà non è così, anche se è meglio lasciarle nelle mani dei professionisti, perché i residui di colore sul cuoio capelluto potrebbero danneggiarlo.

 

Quello della caduta dei capelli è un tema delicato, fatto di verità scientifiche ma anche di false credenze che possono peggiorare la situazione, e in questo senso è importantissimo conoscere i luoghi comuni. Per poi evitarli.

Autonomia, Fontana: "Troppe fake news". Ecco la verità della Lombardia sulla rivoluzione delle regioni

"Troppe fake news sull'autonomia". Lo afferma con forza il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che venerdì ha presieduto gli "Stati Generali" del Patto per lo sviluppo con gli stakeholders (tra questi Confcommercio, Confindustria, Coldiretti, Anci) con al centro il percorso verso l'autonomia differenziata. Durante i lavori, il governatore lombardo ha presentato una serie di slide per confutare le tesi di chi vede il rischio di una sorta di secessione delle regioni più ricche da quelle più povere. "Al contrario sottolinea Fontana - applicando alla lettera il dettato Costituzionale, con l'autonomia saranno utilizzate le stesse risorse oggi spese dallo Stato e non un euro in più sarà sottratto agli altri. Anzi garantiremo maggiore efficienza dei servizi a parità di risorse e il rapporto con i cittadini sarà semplificato".


AUTONOMIA: Ecco cosa si dice di falso e cosa c'è di vero secondo Regione Lombardia

 

Dicono che mira alla secessione delle regioni più ricche da quelle più povere: FALSO

La Costituzione è applicata alla lettera: VERO

 Oggi

• Le inefficienze sono difficili da trovare e i responsabili degli sprechi impossibili da individuare • Sono necessari interventi straordinari per ripianare i dissesti e i debiti

• La distribuzione delle risorse in base alla spesa storica penalizza gli enti virtuosi

 Con l’Autonomia

• Saranno utilizzate le stesse risorse oggi spese dallo Stato. Non un euro in più sarà sottratto agli altri

• Sarà garantita maggiore efficienza dei servizi a parità di risorse

• Sarà semplificato il rapporto con i cittadini


 Dicono che si rompe la solidarietà all’interno dell’unità nazionale: FALSO

Saranno utilizzate le stesse risorse oggi spese dallo Stato. Non un euro in più sarà sottratto agli altri: VERO

Oggi

• Duplicazioni di compiti e funzioni, sprechi

• Alta conflittualità tra le istituzioni con la conseguenza che le decisioni sono prese con sentenze della magistratura

 Con l’Autonomia

• Definizione di funzioni e responsabilità

• I tempi e costi sono dimezzati: è chiaro chi fa cosa e i servizi sono più efficienti

• I cittadini potranno giudicare e criticare l’operato degli eletti

• Cancellati sprechi e duplicazioni


 Dicono che si rompe l’unità del sistema dell’istruzione: FALSO

Valorizza il mondo della scuola imponendo qualità e livelli di servizi migliori: VERO

 Oggi

• I docenti e il personale sono mal pagati e diverse classi restano per mesi senza insegnati

• L’istruzione è distante dalle esigenze del mondo del lavoro

 Con l’Autonomia

• Sarà possibile la stabilizzazione di cattedre e insegnanti

• Saranno garantite migliori retribuzioni per insegnanti e operatori in cambio di qualità nei servizi

• Sarà favorita l’integrazione col mondo del lavoro


 Dicono che si frammenta il sistema universitario: FALSO

…che già opera in piena autonomia: VERO

 Oggi

• Il sistema universitario spesso lontano dal mondo del lavoro

• Immobilismo nei ruoli accademici

• Carenza di strutture universitarie

 Con l’Autonomia

• Miglioramento dell’edilizia universitaria e delle residenze universitarie

• Miglior raccordo tra università, centri di ricerca nazionali e mondo professionale

• Adeguamento degli organici con integrazione salariale a livello regionale

• Maggiore mobilità del personale docente e dei ricercatori


Dicono che si rompe l’unità del sistema sanitario: FALSO

Da oltre 30 anni la sanità è già organizzata su base regionale: VERO

 Oggi

• Le regole nazionali bloccano le assunzioni e la crescita dei servizi

• Non si affronta il fenomeno del “turismo sanitario” dal Sud al Nord

 Con l’Autonomia

• Responsabilità nella spesa quindi minori costi

• L’assistenza sociale sarà integrata con quella sanitaria

• La diminuzione dei costi consentirà di azzerare i ticket

• Verranno rimossi i vincoli all’assunzione di medici e personale sanitario


 Dicono: e il residuo fiscale?: FALSO

Non un euro sarà sottratto agli altri: VERO

 Oggi

• Dal 2008 le manovre finanziarie del Governo hanno progressivamente ridotto l’autonomia degli enti locali e delle regioni in una chiave di forte centralismo

• I controlli sono diventati più invasivi, riducendo i confini di quella responsabilità in capo agli amministratori locali che invece i cittadini chiedono sempre di più

 Con l’Autonomia

• Saranno utilizzate le stesse risorse oggi spese dallo Stato

• Sostituiamo il criterio della spesa storica con quello dei costi standard che obbliga ad una maggiore efficienza

• Più risorse per gli investimenti dei Comuni


 Dicono che c’è il rischio di un centralismo a livello regionale: FALSO

Il vero centralismo è quello dello Stato che ha sempre penalizzato i Comuni, le Province e le Regioni: VERO

 Oggi

• Il vero centralismo è quello dello Stato che ha massacrato gli enti locali azzerando la capacità di fare investimenti comprimendone l’autonomia regolamentare; Province, Città Metropolitane, Comuni e Regioni sono stati messi nella condizione di non poter far nulla e sull’orlo del dissesto finanziario ed organizzativo

 Con l’Autonomia

• Il debito dello Stato continua ad aumentare, quello di Comuni, Province e Regioni diminuisce

• Più risorse e autonomia gestionale per i Comuni e Province

• Gli obiettivi sono stati condivisi con tutti: enti locali, mondo produttivo, Università

• Si apre una stagione costituente in cui si rafforzano le autonomie di Comuni, Province e Città Metropolitane per rispondere in modo più adeguato alle domande delle comunità locali

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