updated 3:05 PM UTC, Jan 23, 2021

Multe, bollo, incentivi e revisioni auto: le novità per le nostre tasche nel 2021

Importo delle contravvenzioni, cashback su bollo e assicurazione, esame e rinnovo della patente, ma anche revisione, ecoincentivi ed ecotassa fino ai benefit per i veicoli aziendali: cosa cambia per gli automobilisti nel nuovo anno


  Coronavirus, bollo auto scade a marzo? Va pagato. Online - MotorBox

Multe meno care, cashback su bollo e assicurazione, incentivi per cambiare l’auto, tassazione veicoli aziendali. Sono molte le novità che attendono automobilisti nel 2021. A partire dalle sanzioni per le violazioni più gravi del Codice della strada che, per la prima volta, costeranno un po' di meno, come ricorda laleggepertutti.it.

Importo delle multe - Dal 1° gennaio 2021, infatti, l’importo delle multe più elevate per violare il Codice della strada verrà abbassato. Grazie all’inflazione, è previsto un ribasso dello 0,2% per le sanzioni che vanno oltre i 250 euro. La variazione interessa la parte amministrativa, non quella penale. Pochi spiccioli, ma è qualcosa.

Cashback su bollo auto e assicurazione - Le spese per il bollo auto e per l’assicurazione del veicolo, oltre a quella per eventuali multe, possono essere inserite tra quelle che danno diritto al cashback, cioè al recupero del 10% dei pagamenti effettuati con moneta elettronica. Va ricordato che, per riavere indietro quei soldi, si devono eseguire almeno 50 transazioni nell’arco del semestre per essere rimborsati di un massimo di 150 euro, anche se la spesa semestrale è stata superiore a 1500 euro.

Esame e rinnovo della patente - Chi ha presentato la domanda per fare la patente nel 2020 ha un anno di tempo, anziché sei mesi, per eseguire l’esame di teoria. Una proroga dettata dall’emergenza Covid. Per lo stesso motivo, è stato rinviato al 30 aprile 2021 il rinnovo delle patenti in scadenza dal 31 gennaio 2020. La visita presso la Commissione medica locale deve essere fatta entro 90 giorni dalla fine dello stato di emergenza.

Revisione auto - Posticipati i termini per la revisione auto. Nel dettaglio:
- entro il 31 gennaio 2021 per quelle scadute a giugno 2020;
- entro il 28 febbraio 2021 quelle scadute a luglio, ottobre, novembre e dicembre 2020;
- entro il 31 marzo 2021 quelle scadute ad agosto 2020.
I centri di revisione e le autofficine devono sottoporre le attrezzature alla revisione periodica entro il 31 dicembre 2021 anziché entro il 31 maggio.

Incentivi auto a benzina e diesel - Aumentano di 1.000 euro senza rottamazione e di 2.000 euro con rottamazione gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche o ibride con emissioni fino a 60 g/km di CO2.
Per la fascia da 61 a 135 g/km sono previsti bonus di 1.500 euro, più 2.000 del venditore, entro il 30 giugno 2021, anche se i fondi stanziati potrebbero finire prima di quella data.
Previsto un bonus da 800 a 8.000 euro per autocarri e autoveicoli speciali M1, a seconda delle caratteristiche. Incentivi fino all’esaurimento dei fondi stanziati anche per i mezzi con massa complessiva fino a 3,5 tonnellate.

Ecotassa auto - Passa da 161 a 191 g/km di CO2 il limite oltre il quale scatta l’ecotassa sui veicoli. Ampliati gli scaglioni più bassi. Gli importi restano compresi tra 1.500 e 2.500 euro.

Auto aziendali - Aumenta del 10% la quota di fringe benefit nella retribuzione di chi utilizza una nuova auto aziendale che emette più di 160 g/km di CO2. In pratica: dal 40% al 50% del costo chilometrico nella fascia tra 160 e 190 g/km; dal 50% al 60% nella fascia da 191 g/km in su.

 

(Fonte: Adnkronos)

Bollo auto 2021, nessuna proroga. Ecco la prima scadenza: quando, come si paga e il calcolo online

La regola base della data di immatricolazione, le differenze tra regioni, i luoghi e le modalità di regolarizzazione diretta o attraverso i siti di Aci, enti locali e Agenzia delle Entrate


Bollo auto non pagato, condono fino a 1000 euro - IlGiornale.it 

Bollo auto, ecco il pagamento. A gennaio 2021 arriva la prima scadenza per chi deve pagare la tassa di circolazione visto che, a differenza di quanto accaduto la scorsa primavera, non sono previste proroghe o sospensioni a livello nazionale.

La regola di base prevede che, in caso di prima immatricolazione dell'auto, il bollo vada pagato entro lo stesso mese. Il bollo va poi pagato ogni anno, entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza della tassa.

Il quadro cambia in alcune regioni, dove sono stati adottati provvedimenti ad hoc. In Emilia-Romagna è prevista una scadenza ritardata fino al 31 marzo 2021 per chi deve pagare il bollo del 2020. In Veneto, chi deve pagare tra l'inizio del 2021 e il 31 maggio avrà tempo fino al 30 giugno. In Lombardia, bisogna procedere entro il 31 gennaio.

Per calcolare l'importo del bollo -collegato ai kw del motore, alla classe ambientale e alla regione in cui risiede il proprietario- si può fare riferimento al sito dell'Aci, sul quale può essere effettuato il pagamento. Si può procedere anche in altri modi online: sul sito della propria regione, su quello dell'agenzia delle Entrate. Oppure, il pagamento può essere effettuato direttamente alle Poste, presso banche e altri Operatori aderenti all’iniziativa PSP, presso ricevitorie Lottomatica, le agenzie di pratiche autorizzate, o negli uffici delle delegazioni Aci.

 

(Fonte: Adnkronos)

Usa, reati fiscali e corruzione: indagato il figlio di Joe Biden. Gli affari con la Cina (e non solo) che imbarazzano il presidente eletto

Donald Trump lo aveva più volte accusato di sfruttare per interessi personali le connessioni politiche del padre quando il leader democratico era vicepresidente degli Stati Uniti e per conto dell'amministrazione Obama teneva i rapporti con l'Ucraina


Indagate sul figlio di Biden": il Wsj svela il contenuto della telefonata  tra Trump e il presidente ucraino - la Repubblica

Hunter Biden, figlio del presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden, è indagato per reati fiscali. L'indagine della procura del Delaware su Hunter Biden riguarda diverse questioni finanziarie e mira ad accertare se il figlio del presidente eletto e i suoi soci abbiano violato le leggi sul riciclaggio di denaro facendo affari in paesi stranieri, principalmente la Cina. Nell'inchiesta,  iniziata nel 2018, un anno prima della candidatura di Joe Biden e ripartita dopo le elezioni per non condizionare la campagna elettorale, è impegnata anche l'Fbi. Secondo Nbc, Hunter Biden e la sua ex moglie hanno un contenzioso con l'Irs, il fisco americano, per circa 112.805 dollari di tasse non pagate. Non è dato di sapere se questo contenzioso sia collegato all'inchiesta in corso


Usa, il figlio di Joe Biden positivo alla cocaina: cacciato dalla Marina

Hunter Biden, figlio del presidente Usa eletto Joe Biden, ha detto che i funzionari federali del Delaware stanno indagando sulle sue tasse e sulle sue attività finanziarie.

"Ho appreso ieri per la prima volta che l'ufficio del procuratore degli Stati Uniti nel Delaware ha consigliato al mio consulente legale, anche ieri, che stanno indagando sui miei affari fiscali", ha detto Hunter Biden in una nota, riportano la Nbc e la Cnn. "Prendo la questione molto seriamente, ma sono fiducioso che sarà dimostrato che ho gestito i miei affari in modo legale".

Secondo la Cnn, in particolare, gli inquirenti hanno esaminato una serie di questioni fiscali per valutare anche l'ipotesi relativa ad un'eventuale violazioni delle norme sul riciclaggio. Sotto i riflettori, accordi e intese finanziarie che coinvolgono anche altri paesi, principalmente la Cina.

Alcune transazioni avrebbero coinvolto soggetti che, secondo l'Fbi, sarebbero finito nel radar del controspionaggio, una situazione abbastanza comune quando si esaminano business legati alla Cina.

L'indagine sarebbe iniziata nel 2018, prima dell'arrivo di William Barr al Dipartimento di Giustizia. L'inchiesta, sottolinea la Cnn, costituirà un banco di prova immediato per Joe Biden, che ha sottolineato ripetutamente l'importanza di tutelare l'indipendenza del Dipartimento.

Il presidente eletto Joe Biden "è profondamente orgoglioso di suo figlio che ha lottato duramente per superare sfide difficili, compresi feroci attacchi negli ultimi mesi. Ne uscirà rafforzato". Lo rende noto il team di transizione. In un'intervista data alla Cnn  la settimana scorsa, Joe Biden ha escluso il coinvolgimento della sua famiglia nella nuova amministrazione, sottolineando la differenza con Trump che ha affidato incarichi sensibili e potenzialmente a rischio di conflitti di interesse a figlia e genero.

Hunter è stato oggetto di duri attacchi da parte di Donald Trump che lo ha accusato di sfruttare per interessi  personali le connessioni politiche del padre quando questi era vicepresidente degli Stati Uniti e per conto dell'Amministrazione Obama teneva i rapporti con l'Ucraina.  Hunter Biden era anche entrato a far parte del consiglio della società energetica ucraina Burisma nel 2014, aumentando le preoccupazioni sulla percezione di un conflitto di interessi. Un'indagine del Senato a guida repubblicana non ha però identificato alcuna decisione che fosse stata direttamente influenzata dal lavoro di Hunter Biden e anche la campagna elettorale di Trump non ha mai fornito alcun elemento a sostegno dell'accusa di corruzione rivolta al giovane Biden.

  • Pubblicato in Esteri

Tasse, il Pd e quel vecchio amore per la patrimoniale. Orfini: "Non sia un tabù, serve coraggio"

L'esponente dem sull'emendamento di cui è firmatario insieme ad altri deputati del suo partito e di LeU: "La sinistra è redistribuzione del potere e anche della ricchezza. Al di là della singola norma, che può essere corretta, sul principio della patrimoniale un partito di sinistra non può non essere d’accordo"


"Dal governo dicono che la patrimoniale non si farà perché non è nel programma del Pd né in quello del governo. Peccato non lo siano tre quarti delle cose che stiamo (giustamente) facendo per fronteggiare l'emergenza. Una norma giusta ed equa non può essere un tabù". Matteo Orfini sintetizza così la propria posizione in relazione all'emendamento alla manovra presentato da alcuni deputati del Pd, fra i cui firmatari c'è lo stesso Orfini, e di Leu.

"A me ne hanno dette di tutti i colori, che andrei arrestato, che sono pazzo, sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Mi sembrano reazioni sopra le righe di persone che fanno una battaglia politica, ma sfuggono dal merito della vicenda", spiega Orfini Radio Cusano Campus.

"Noi abbiamo presentato un emendamento molto moderato, anzi alcuni hanno avanzato dubbi opposti dicendo che è troppo moderato. Noi non aggiungiamo una tassa, rimoduliamo un meccanismo di prelievo fiscale. Noi aboliamo l’imu, l’imposta di bollo sui conti correnti e sui depositi, fino ai 500mila euro le persone pagheranno meno tasse. Quel valore base di 500mila euro si basa anche sui beni immobiliari, se stai pagando un mutuo la parte di cui stai pagando il mutuo non è calcolata, e si basa sul valore catastale, non quello di mercato. Per arrivare a quella cifra si deve avere davvero un immobile di grandi dimensioni e pregio. Quindi è un emendamento che consente alla larghissima maggioranza degli italiani di risparmiare, chiediamo un piccolo contributo dello 0,2% a chi ha grandi patrimoni".

"C’è chi reagisce male perchè legittimamente ha un punto di vista diverso, come la destra in cui inserisco anche il M5S, ma mi stupisco quando le preoccupazioni vengono anche dal centrosinistra".

"C’è chi pensa che sia una misura impopolare, ma viene considerata così perché non c’è il coraggio di spiegarla. In Italia non ci si accanisce sul risparmio, semmai ci si accanisce sulla tassazione sui redditi e sulle imprese. Un meccanismo che chiede un contributo a chi può darlo serve semplicemente a riequilibrare il peso della tassazione, dando una mano a chi sta peggio in un momento particolarmente delicato. Uno dei principi cardine della nostra Costituzione è il fatto che vi sia una tassazione progressiva, è un principio di giustizia sociale che consente anche di mantenere l’universalità dei servizi".

"Credo che il Pd debba ritrovare il coraggio, non possiamo essere sempre il partito dello status quo. La sinistra è redistribuzione del potere e anche della ricchezza. Al di là della singola norma, che può essere corretta, sul principio della patrimoniale un partito di sinistra non può non essere d’accordo. Finora la contrarietà alla mia proposta è arrivata solo da fonti anonime. Credo che i partiti ogni tanto debbano avere anche il coraggio di fare battaglie impopolari. Ad esempio questa settimana approveremo in Parlamento le modifiche ai decreti sicurezza di Salvini”.

 

 

Fatturati mostruosi e tasse mini: per i giganti del web è sempre festa (anche in Italia)

Una ricerca di Mediobanca rivela il giro dʼaffari dei primi 25 colossi del settore, in forte crescita nell'ultimo quinquennio. Ma la tassazione nei Paesi a fiscalità agevolata permette forti risparmi


L'État explique comment se passer des GAFAM | Techniques de l'Ingénieur

Fatturano oltre mille miliardi nel mondo e si calcola che nel quinquennio 2015-2019 abbiano ottenuto un risparmio fiscale di oltre 46 miliardi. Sono i giganti del web, che anche in Italia fanno affari d'oro: nel 2019 hanno avuto un business complessivo da 3,3 miliardi di euro pagando al fisco 70 milioni di euro. Con la metà dell'utile ante imposte tassato nei paradisi fiscali, i big del settore possono contare su un prelievo fiscale molto vantaggioso. 

Fatturato raddoppiato - Secondo un'indagine dell'Area studi di Mediobanca, tra il 2015 e il 2019 i colossi di web e software hanno più che raddoppiato il loro fatturato, crescendo a un ritmo dieci volte superiore a quello delle grandi aziende manifatturiere. Nel 2019 il fatturato dei primi 25 colossi ha toccato 1.014 miliardi in un mercato sempre più concentrato e dominato da americani e cinesi: i primi tre, Amazon, Alphabet (Google) e Microsoft, hanno fatto circa la metà dei ricavi, con Amazon che da sola arriva a un quarto del totale, con i suoi 249,7 miliardi. Aumentati anche utili, forza lavoro e valore di Borsa, con un aiuto che in molti casi è arrivato anche dall'emergenza Covid. 

Risparmio fiscale - Il risparmio fiscale di oltre 46 miliardi tra il 2015 e il 2019 è stato ottenuto grazie alla tassazione della metà dell'utile ante imposte in Paesi a fiscalità agevolata, come l'Irlanda e Singapore. Il tax rate effettivo delle multinazionali WebSoft (così ha battezzato il settore R&S Mediobanca nella sua ricerca) è pari al 16,4%, sotto a quello teorico che si attesterebbe al 22,2%. Microsoft ha pagato meno tasse per 14,3 miliardi, Alphabet (Google) per 11,6  e Facebook per 7,5, sfruttando tra l'altro, come gli altri giganti, il fisco più favorevole anche in Usa e Cina. 

Il business in Italia - In Italia, i giganti del web e del software operano tramite controllate attive in gran parte nelle province lombarde di Milano e Monza Brianza. L'aggregato delle filiali italiane, passate in rassegna da Mediobanca, fattura oltre 3,3 miliardi (pari allo 0,3% del totale delle aziende del settore nel mondo) e dà lavoro a oltre 1mmila persone (lo 0,5% del totale), oltre mille in più rispetto al 2018. A parte i 70milioni versati al fisco, c'è un'ampia fetta di business non tassato. Amazon in particolare ha nove società italiane e due succursali delle sue società lussemburghesi. Considerando il fatturato totale generato in Italia da Amazon arriviamo a 4,5 miliardi, mentre con i bilandi disponibili, quelli che fanno capo alle nove società italiane, Mediobanca ha potuto mappare solo un giro d'affari di 1,1 miliardi. 

Pd-M5S, divisi a Bruxelles e separati in Puglia: tra Mes e Regionali, l'alleanza che sostiene Conte traballa. Scuola, tasse, legge elettorale: tutti gli scontri. E Renzi fa la spina nel fianco

All'Europarlamento i due partiti hanno votato in modo diverso su un emendamento presentato dalla Lega. A Roma posizioni distanti nella maggioranza su scuola e fisco. Il ministro Speranza chiede 20 miliardi per la sanità, mentre il Pd avanza l'ipotesi di una Bicamerale per la regia della spesa. Italia Viva si è schierata con il centrodestra, contro i Dem, per evitare che si esaminasse la riforma della legge elettorale entro l'estate anche in Commissione. E i problemi sono anche sul territorio in vista delle elezioni amministrative. Crimi: "In Puglia correremo da soli. Il contrasto alle politiche di Emiliano non è archiviabile"


Conte, Zingaretti e il settembre fatale - Il Foglio

Pd-5Stelle, quante divergenze. E Conte si preoccupa

Pd e M5S si sono divisi a Bruxelles sul Mes. I due partiti hanno votato in modo diverso sull'emendamento presentato dalla Lega e dal gruppo Identità e democrazia alla risoluzione sulle conclusioni del Consiglio europeo straordinario. L'emendamento, poi bocciato e a favore del quale si sono schierati Lega, Fdi e M5s, chiedeva di respingere un utilizzo del Mes finalizzato a stimolare l'economia in seguito alla crisi della Covid-19. Posizioni distanti nella maggioranza su scuola e fisco. Il ministro Speranza chiede 20 miliardi per la sanità, mentre il Pd avanza l'ipotesi di una Bicamerale per la regia della spesa. Italia Viva si è schierata con il centrodestra, contro i Dem, per evitare che si esaminasse la riforma della legge elettorale entro l'estate anche in Commissione. 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà nell'Aula della Camera il prossimo 29 luglio alle 9.30 comunicazioni sulla situazione del contrasto dell'emergenza Covid e sullo stato di emergenza. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Sulla questione dello Stato d'emergenza torna con nettezza Matteo Salvini: "Non c'è un' emergenza sanitaria in corso, chi vuole prorogare lo stato di emergenza è un nemico dell'Italia. Noi non li facciamo uscire dall'Aula, ci stanno loro chiusi, gli italiani meritano respiro e libertà. Ieri non hanno deciso in Cdm, se vogliono questo non esiste, non c'è motivo".


"Non ci siamo mai sottratti al confronto ma lo facciamo se ci sono i presupposti. Lo so che c'è un dibattito sula Puglia, so che tanti stanno spingendo ma voglio confermare, senza ombra di dubbio che in Puglia corriamo da soli. Ci abbiamo ragionato ,ma le politiche fatte da Emiliano noi le abbiamo contrastate, non possiamo archiviare questo". Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi ai microfoni di Radio anch'io, su RadioUno, sottolineando che dalle Regionali "non ci sarà nessun impatto sul governo".

Intanto Bonetti diffida Emiliano sulla doppia preferenza di genere. "Per quanto riguarda la politica bisogna introdurre principi di parità. Mi duole dire che abbiamo delle regioni che non hanno ancora adeguato la loro legge regionale con la doppia preferenza di genere. Una tra tutte, la Puglia, e come governo siamo stati costretti a mandare una diffida al Consiglio regionale perché si adegui a quella norma. Non si capisce perché non ci si debba adeguare, a meno che non si voglia escludere un pezzo di cittadinanza, quello femminile, da un diritto fondamentale, l'accesso alle cariche elettive. Il presidente Emiliano si assuma la responsabilità d avere ricevuto una diffida dal governo, vada in Consiglio regionale e si voti, a viso aperto, non con voto segreto, una norma di diritto fondamentale". Lo ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Italia Viva Sicilia live.

"Taglio delle tasse non più rinviabile, agire su lavoro e pensioni". La Corte dei Conti incalza il governo. Bocciati reddito di cittadinanza e "quota 100"

L'Italia mostra un "quadro particolarmente gravoso che impone una rapida definizione di una strategia per recuperare livelli di crescita più sostenuti" e deve affrontare "una sfida impegnativa che riguarda il quadro economico e quello della finanza pubblica ma che, per quest'ultima, non può non considerare i segnali positivi ereditati dall'esercizio appena concluso"


"Nell’attuale contesto di emergenza la politica di bilancio è chiamata a giocare un ruolo fondamentale. Le risorse disponibili vanno infatti destinate a contrastare le fragilità e il disorientamento portati dagli effetti economici della crisi, avendo considerazione soprattutto di quanti sono risultati più danneggiati da questa emergenza epidemiologica". Lo afferma il presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema nella sua introduzione alla Cerimonia di parificazione del Rendiconto generale dello Stato.

"TAGLIO TASSE NON PIÙ RINVIABILE" - Nella requisitoria orale il procuratore generale facente funzioni della Corte dei Conti, Fausta Di Grazia, afferma che "appare non più rinviabile un intervento in materia fiscale che riduca, per quanto possibile, le aliquote sui redditi dei dipendenti ed anche dei pensionati che, pur essendo fuori dal circuito produttivo, frequentemente sostengono le generazioni più giovani, oltreché le imposizioni gravanti sulle imprese alle quali sono affidate le concrete speranze di un rilancio del Paese".

"L’alleggerimento della fiscalità potrebbe evitare, soprattutto in un momento di crisi globale, la costante erosione del potere d’acquisto delle famiglie e un’ulteriore contrazione del mercato interno, che non favorisce il gettito erariale" spiega nella cerimonia di parificazione del Rendiconto generale dello Stato.

"QUOTA 100 E RDC RISULTATI SOTTO LE ATTESE" - Per quanto riguarda la “quota 100” alla data del 31 dicembre 2019 "risultano essere state approvate 155.897 richieste di collocamento in quiescenza, pari a circa il 69% delle domande presentate. Delle istanze accolte circa il 49% riguarda soggetti con oltre 41 anni di contribuzione, a fronte di un’anzianità lavorativa media di 40 anni. I risultati sono stati al di sotto degli obiettivi illustrati nella Relazione tecnica che accompagnava il provvedimento, avente anche finalità di ricambio generazionale della forza lavoro" dice Di Grazia.

Sul fronte assistenziale, l’attuazione del “reddito di cittadinanza” "con uno stanziamento definitivo di 5.728,6 milioni di euro, dei quali ne sono stati impegnati 3.878,7 milioni. Dai dati degli uffici di controllo risultano essere state accolte circa 1 milione di domande, a fronte di quasi 2,4 milioni di richieste, delle quali, secondo elaborazioni di questo Istituto, soltanto il 2% ha poi dato luogo ad un rapporto di lavoro tramite i Centri per l’impiego" aggiunge.

"STRATEGIA PER CRESCITA PIÙ FORTE" - Quello aperto dal coronavirus è “un quadro particolarmente gravoso che impone una rapida definizione di una strategia per recuperare livelli di crescita più sostenuti, annullando i ritardi che negli ultimi anni hanno impedito il superamento degli squilibri strutturali della nostra economia” sottolinea il presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite in sede di controllo Ermanno Granelli. Il magistrato contabile segnala come le stime sull’impatto economico della pandemia sono “ancora soggette ad aggiornamenti continui” e con “non meno repentini e rilevanti cambiamenti registrati nei conti pubblici”.

ENTRATE E INDEBITAMENTO - Granelli rileva poi che nella gestione dei conti pubblici nel 2019 si registra un “miglioramento” evidenziato dal “Conto dello Stato che consente di rilevare andamenti molto positivi: l’indebitamento netto, pari a circa 30 miliardi, si è ridotto nell’anno in misura significativa (di oltre 13 miliardi rispetto al 2018) e assai di più di quanto previsto nei documenti programmatici”. E parla per l’andamento sia delle entrate che delle spese di “una virtuosa inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti”.

Infatti, le entrate, nel complesso, sono cresciute del 2,8 per cento (0,17 per cento nel 2018), ma con una forte accelerazione, in particolare, delle imposte dirette su cui ha inciso l’obbligatorietà della fatturazione elettronica e l’avvio dell’applicazione degli indicatori di affidabilità in sostituzione degli studi di settore.

Conte: "Non conosciamo ancora fino in fondo la portata della crisi". E promette riforme in materia di burocrazia, fisco e giustizia

Il premier parla al digital talk del Corriere.it: "All'emergenza sanitaria si è affiancata da subito un'emergenza economica di cui non siamo ancora in grado di conoscere la portata fino in fondo. Di fronte a uno scenario così critico il governo ha messo a disposizione 80 miliardi in deficit, ha attivato garanzie pubbliche e private rendendo più facile la capitalizzazione delle imprese"


"La convivenza con le restrizioni ha modificato radicalmente anche le nostre abitudini di vita. E una grande incertezza ha pervaso tutti dagli imprenditori ai commercianti ai lavoratori dello sport e dello spettacolo. All'emergenza sanitaria da subito si è affiancata una emergenza economica la cui portata non siamo in grado di conoscere fino in fondo". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte intervenendo all'Ey digital talk 'L'Italia riparte' sul Corriere.it.

"L'urgenza con cui è stato necessario mettere in campo le risorse" per l'emergenza economica "è stata anche occasione per tagliare alcuni passaggi burocratici eccessivi come per la cassa integrazione in deroga. Ma un taglio alla burocrazia deve essere ancora più drastico perché la sfida della ripartenza non può esaurirsi nel ritorno alla normalità precedente al Covid 19" ha sottolineato il presidente del Consiglio. Con questa "crisi il Pil tornerà ai livelli del 2000, abbiamo quindi il dovere tutti insieme di uno sforzo corale, per recuperare tutti insieme il terreno perduto".

Inoltre, "dobbiamo introdurre una riforma fiscale organica per assicurare che il nostro fisco sia equo ed efficiente. E' impensabile avere un fisco la cui riforma organica più recente risale a circa 50 anni fa, serve un progetto condiviso che renda tutto il sistema fiscale molto più efficiente". E poi "vogliamo introdurre incentivi alla digitalizzazione per i pagamenti elettronici, dobbiamo assolutamente consentire l'emersione del sommerso".

"Nei prossimi giorni completerò un lavoro che abbiamo già iniziato con il comitato guidato da Colao - ha detto il premier - Avremo gli Stati Generali dell'economia a Palazzo Chigi con tutte le forze economiche e sociali del Paese, raccoglieremo le idee che ci sembrano più utili per poter pubblicizzare e condividere con tutti questo nostro Recovery Plan".

Conte ha inoltre ribadito che "le somme che arriveranno dal Recovery Fund non sono un tesoretto ma una risorsa per il futuro del Paese. Il progetto presentato dalla Commissione Ue rafforza la coesione dell'Unione ed è un'occasione storica per l'Italia per recuperare il divario di crescita e produttività che ci ha separato da altri Paesi".

A proposito della riforma della giustizia civile, il presidente del Consiglio ha poi rimarcato che "occorre volontà politica e determinazione. Sono convinto che maggioranza e opposizione condivideranno questi obiettivi che non hanno colore politico". E "anche per quanto riguarda la giustizia penale - ha aggiunto - se ragioniamo di accelerare i tempi, credo possiamo trovare una grande sinergia con tutte le forze politiche".

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