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updated 12:24 PM UTC, Dec 8, 2019

Mercato auto, 2018 record per il Gruppo Psa: 3,9 milioni di veicoli venduti nel mondo, crescita +6,8%. Il colosso francese che parla anche tedesco è il primo costruttore estero in Italia. In Europa secondo solo a Volkswagen

Psa, il gruppo francese dei marchi Peugeot, Citroen, Ds e che nel 2017 ha acquisito anche il teutonico Opel e l'inglese Vauxhall da General Motors, chiude il 2018 mostrando i muscoli. Un boom arrivato grazie a Opel e al successo dei Suv e dei veicoli commerciali in Europa, dove cresce per il quinto anno consecutivo. Buone prospettive in America Latina, mentre continuano le difficoltà sul complicato mercato cinese. Decisivo lo scatto del gruppo nella sfida green alle emissioni, con la produzione del pluripremiato propulsore Pure Tech che presenta un filtro antiparticolato studiato appositamente per le motorizzazioni a benzina. Mentre è già in corso un'offensiva d'avanguardia anche per quanto riguarda ibrido ed elettrico


 

La Core Model Strategy varata da PSA sotto la guida di Carlos Tavares sta dando ottimi frutti. I dati relativi alle vendite dei diversi marchi - Peugeot, Citroen, DS e Opel - nel 2018 hanno evidenziato volumi in aumento per i quinto anno consecutivo, nonostante il contesto economico e geopolitico contrario. Una crescita che il Gruppo - nel comunicare questa mattina il rendiconto 2018 - definisce 'redditizia' e che ha raggiunto lo scorso 3.878.000 immatricolazioni a livello globale.

In Europa il Gruppo PSA ha approfittato appieno del fatto di essersi preparato per tempo all'attuazione della nuova norma WLTP, così da battere sul tempo la concorrenza nel terzo quadrimestre dello scorso anno. A fine 2018 la quota di mercato di PSA nella Ue ha raggiunto il 17,1% con un aumento di 3,8 punti grazie ai marchi Peugeot e Citroen, che registrano i migliori progressi nelle vendite nel 2018 (+5% ciascuno) e classificandosi nella Top 10 dei brand continentali.

Leader suv in Europa, Peugeot ha confermato la sua dinamica chiudendo al primo posto in Spagna e in Francia nei mercati B2C e B2B autovetture. A sua volta Citroen ha raggiunto un livello di vendite record mai registrato negli ultimi 7 anni e DS Automobile è cresciuta in modo significativo (+6,7%) grazie al lancio di DS7 Crossback. Infine Opel, e il brand Vauxhall con cui opera in Gran Bretagna, hanno proseguito l'offensiva prodotto con la famiglia X. Nel complesso il Gruppo PSA ha fatto meglio del mercato e ha guadagnato quote in tutti i principali Paesi: +4,8 punti in Gran Bretagna, +4,2 in Spagna, +3,9 in Italia, + 3,7 in Germania e +2,6 in Francia. Risultati immagini per psa opel

Elemento forte della strategia che ha permesso di ottenere questo risultato è stata l'ampia offensiva prodotto con oltre 70 lanci regionali. Sono andate molto bene, visto l'ampliamento globale di questo segmento, le vendite dei suv targati PSA: Peugeot 2008, 3008, 5008 (il marchio è leader in Europa), Citroen C3 Aircross, C3-XR e C5 Aircross, ma anche DS7Crossback, e Opel Crossland X (nella foto), Mokka X e Grandland X.

Battuto anche un nuovo record di vendite per i veicoli commerciali leggeri di PSA, con 64.144 immatricolazioni in aumento del 18,3%. Gruppo PSA aveva rinnovato le proprie gamme di furgoni compatti nel 2016 e successivamente delle sue furgonate nel 2018, consolidando la sua posizione di leader in Europa in tutti i sottosegmenti.

Oggi quasi un acquirente di veicoli commerciali leggeri (VCL) su quattro sceglie un modello del Gruppo. L'offensiva VCL di PSA ha gettato le basi della sua crescita internazionale, con il successo del lancio della produzione del Peugeot Expert e del Citroen Jumpy in Eurasia, e gli inizi molto promettenti di una vasta gamma di prodotti e servizi VCL destinati ai clienti dell'America Latina. Questa dinamica globale continuerà nel 2019, con lanci importanti per tutti i marchi e con l'arrivo dei primi modelli PHEV e EV, a cominciare dal marchio DS.

 

(Fonte: Ansa)

Mercato auto, immatricolazioni stabili in Europa, ma chiusura in calo. I marchi che vendono di più e quelli che vanno di meno

Secondo il Centro Studi Promotor, il bilancio 2018 del mercato auto dell'area Unione Europea e paesi dell'Efta può essere considerato "sostanzialmente positivo", che ricorda "gli elementi che hanno penalizzato le vendite di auto. In primo luogo la congiuntura economica, pur rimanendo positiva, è gradualmente peggiorata. In secondo luogo l'introduzione dal primo settembre del nuovo sistema di omologazione Wltp ha fatto si che diverse case avessero problemi di fornitura. In terzo luogo ha pesato sulle vendite la demonizzazione del diesel per motivazioni più ideologiche che di reale tutela dell'ambiente"


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Contro corrente l'Italia dove a dicembre 2018 le immatricolazioni di nuove auto sono aumentate del 2% rispetto allo stesso mese del 2017 a 124.078, ma nel complesso del 2018 sono diminuite a 1.910.025 unità (-3,1% rispetto al 2017). Complessivamente lo scorso anno le immatricolazioni di nuove auto, sempre considerando i Paesi europei e quelli dell'Efta, sono risultate pari a 15.624.486 unità, pressoché piatte (-0,04%) rispetto alle 15.630.555 del 2017.

Mentre sono calate meno del mercato a dicembre 2018 le immatricolazioni di nuovo auto del gruppo Fiat Chrysler Automobiles: -2,5% rispetto allo stesso mese del 2017 a 60.926, nonostante il balzo del 37% a 12.208 delle immatricolazioni del brand Jeep Suv, con una quota di mercato migliorata al 5,9% dal 5,5% dell'anno precedente. Bene anche il marchio Lancia (+38,3% a 4.358).

Mentre nel 2018 le nuove immatricolazioni di auto della casa automobilistica italoamericana hanno sottoperformato il mercato con una flessione del 2,3% a 1.021.311 unità (1.025.942 nel 2017) con una quota di mercato del 6,5% dal 6,7% del 2017. Guardando ai risultati dei singoli marchi balza agli occhi lo scorso anno la performance del marchio Jeep che ha fatto registrare un aumento del 56,2% delle immatricolazioni a quota 163.623. In calo, invece, il marchio Fiat  (-8,7% a 701.892), Lancia (-19,8%) e Alfa Romeo (-4,1% a 78.944).

In generale, di riflesso all'introduzione dei nuovi test più duri di emissione (Wltp) che continuano a pesare sulla domanda, le vendite di auto sono calate per la maggior parte dei produttori, fatta eccezione per Daimler e Jaguar Land Rover. Segno meno per Volkswagen  (-9,3%) con la richiesta di Audi e Porsche in calo, rispettivamente, del 19,5% e del 16,5%. Peggio di tutti Renault , Honda, Nissan e Toyota.

Secondo il Centro Studi Promotor, il bilancio 2018 è un risultato che può essere considerato "sostanzialmente positivo" dato che nell'anno che si è appena chiuso vi sono stati diversi elementi che hanno penalizzato lo sviluppo delle vendite di autovetture. In primo luogo la congiuntura economica, pur rimanendo positiva, è gradualmente peggiorata. In secondo luogo l'introduzione dal 1 settembre del nuovo sistema di omologazione Wltp ha fatto si che diverse case avessero problemi di fornitura.

In terzo luogo ha pesato sulle vendite la demonizzazione del diesel per motivazioni più ideologiche che di reale tutela dell'ambiente con il risultato che molti proprietari di vetture diesel da sostituire ne hanno rinviato la sostituzione nella speranza che la campagna contro questo tipo di motorizzazione rallentasse o nella speranza di trovare una soluzione efficiente come il diesel sul piano dei costi e della possibilità di impiego.

Dunque il risultato del 2018 può essere considerato non negativo anche perché chiudono in crescita la maggior parte dei mercati nazionali dell'area mentre in sostanziale pareggio (-0,8%) è anche per il gruppo dei cinque maggiori mercati che complessivamente valgono il 71,7% delle immatricolazioni dell'area. All'interno della pattuglia dei primi cinque vi sono però andamenti abbastanza differenziati. Infatti, ha notato Csp, sono cresciuti il mercato spagnolo (+7%) e quello francese (+3%) e ha chiuso sui livelli del 2017 il mercato tedesco (-0,2%), mentre sono scesi il mercato italiano (-3,1%) e quello del Regno Unito (-6,8%).

"A ciò si aggiunge", ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, "che neppure nel 2018 l'area UE+Efta complessivamente considerata ha raggiunto il livello ante-crisi del 2007 quando le immatricolazioni furono 16 milioni e l'appuntamento con il livello ante-crisi con ogni probabilità non è rimandato al 2019, ma agli anni successivi in quanto le previsioni per il 2019 non sono positive. Oltre alla demonizzazione del diesel peserà, infatti, sulla domanda il generalizzato peggioramento della congiuntura economica".

Per quello che riguarda il mercato italiano, ha sottolineato ancora il Centro Studi Promotor, il risultato del 2018 segna un battuta d'arresto nella fase di crescita con tassi abbastanza sostenuti delineatasi a partire dal 2015. E le previsioni per il 2019 non sono positive a causa sia dell'andamento dell'economia sia delle misure sulle auto recentemente adottate dal governo.

Per l'economia italiana non si prevede soltanto un rallentamento della crescita, ma è altamente probabile l'entrata in recessione. Il peggioramento dell'economia si rifletterà ovviamente sulla domanda di autovetture che dovrà fare i conti anche con gli incentivi all'acquisto di auto elettriche e ibride e i disincentivi agli acquisti di auto con emissioni di CO2 superiori ai 160 gr per km. Questo sistema di bonus-malus, secondo il Csp, determinerà, infatti, un calo delle immatricolazioni di circa 100.000 unità.

 

(Fonte: Milano Finanza)

 

Dieselgate Usa: "Fca ha violato le norme sulle emissioni". La replica: "Rispettiamo le regole". Ma il titolo crolla a Wall Street

L'indiscrezione riportata dall'Associated Press: secondo alcune fonti il gruppo automobilistico guidato da Sergio Marchionne avrebbe utilizzato un software per aggirare le leggi anti inquinamento americane. Se le accuse fossero fondate la società rischia sanzioni fino a 4,63 miliardi di dollari


Dopo Volkswagen il Dieselgate colpisce Fca, finita sotto sotto accusa negli Stati Uniti: l'Agenzia per Protezione ambientale americana si appresta ad accusare l'azienda di aver usato un software per consentire emissioni diesel sopra i limiti. Lo riporta l'Associated Press citando alcune fonti, secondo le quali il software ha consentito di violare le norme sull'inquinamento. 

Dopo le indiscrezioni, Fca è affondata a Wall Street. I titoli sono arrivati a perdere il 18,39% a 9,05 dollari per azione. 

Arriva la replica della società. Fca Us ritiene che "i propri sistemi di controllo delle emissioni rispettino le normative applicabili". La società - afferma un comunicato - intende collaborare con la nuova Amministrazione "per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo, rassicurando l'Epa e i clienti di Fca Us sul fatto che i veicoli diesel della società rispettano tutte le normative applicabili".

Secondo quanto riporta la Cnbc, l'accusa delle autorita' americane a Fca per violazione delle norme sulle emissioni potrebbe costare sanzioni a Fca fino a 4,63 miliardi di dollari.

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