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updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019

Alfano rompe con Renzi: "Riteniamo conclusa la nostra collaborazione con il Pd. Accettiamo la sfida della soglia al 5%"

Il ministro degli Esteri e leader di Alternativa popolare fa la sua mossa dopo essere stato di fatto "scaricato" dal segretario dem con parole piuttosto sprezzanti nel salotto di "Porta a Porta". L'esponente centrista dal canto suo non le ha certo mandate a dire al suo ormai ex alleato: "E' un matricolato giocatore delle tre carte. Il suo scopo vero è quello irresponsabile di provocare elezioni anticipate per ridiventare premier". Poi assicura comunque il sostegno al governo Gentiloni e la collaborazione per la stesura della legge elettorale. il voto in ogni caso si avvicina


"Riteniamo conclusa la nostra collaborazione con il Pd". Lo ha detto il leader Ap Angelino Alfano in una conferenza stampa nella sede del partito. Il ministro degli Esteri lo ha affermato in risposta a una domanda se abbia ricevuto pressioni da Renzi per far cadere il governo. Alfano ha detto che "la collaborazione è conclusa, il passato non mi interessa".

"Accettiamo la sfida della soglia al 5%", ha detto ancora Alfano ribadendo che Ap "continua il sostegno al governo Gentiloni" e "non farà ostruzionismo sulla legge elettorale". Alternativa popolare presenterà due emendamenti, per ottenere che almeno la metà dei parlamentari sia scelta dai cittadini, e per un premio di governabilità alla prima lista 'classificata'.

"Renzi è un matricolato giocatore delle tre carte. Adesso insulta Alfano perché spera che gli tolga le castagne dal fuoco facendo cadere il governo Gentiloni. Il suo scopo vero è quello irresponsabile di provocare elezioni anticipate per ridiventare premier oltre che segretario del Pd e quindi riconquistare una sorta di potere assoluto a partire da quello di vita e di morte sui parlamentari del Pd". Così il presidente della Commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto. "Infatti nello spazio di pochi giorni è passato da una proposta di legge maggioritaria, peraltro senza coalizione, ad una di stampo proporzionale che già oggi sappiamo che non darà un governo all'Italia", aggiunge Cicchitto.

"Infatti se Berlusconi dice il vero, e non abbiamo ragione di dubitare perché egli è un uomo d'onore, Forza Italia non ha alcuna intenzione di fare un governo di coalizione col Pd - ricorda l'esponente centrista - Siccome a parte decine di altre modifiche dal sistema tedesco classico quello si cala su un sistema politico fondato su due partiti, mentre in Italia come minimo il sistema politico è basato su quattro ecco che Renzi sta dando via libera ad un sistema elettorale che già in partenza non assicura governabilità, ma che però assicura a lui e a Berlusconi Salvini e Grillo il potere di nominare i deputati e i senatori".

"Renzi è uno strano fenomeno. Se non ha un nemico da insultare o da rasserenare, non sta bene. D'Alema, Bersani, Letta, Cuperlo, Orlando e adesso Alfano e Gentiloni", dice Sergio Pizzolante, componente della segreteria nazionale di Alternativa popolare. "In Italia più di ogni altro Paese europeo - spiega - i populisti, fra M5S e Lega, sono quasi al 50% e il problema di Renzi qual è? Alfano! E qual è il delitto commesso da Alfano? Non aver fatto cadere Gentiloni già nel mese di febbraio. E perché bisognava e bisogna far cadere Gentiloni? Perché il nostro vuole la rivincita, dopo il referendum. Perché gli è stato tolto il giocattolo del governo e adesso lo rivuole". "È un capo che divide e si alimenta d'odio. Gli ritornerà tutto contro. Non riavrà il giocattolo. Un altro prima di Renzi aveva detto: 'molti nemici molto onore'. Non ha fatto una bella fine", conclude il parlamentare.

Cicchitto ribadisce la linea entrando alla Direzione nazionale: ''Siamo responsabili, non saremo certo noi a far cadere il governo Gentiloni, ora bisogna pensare ad una aggregazione di centro per ripartire e cercare di raggiungere il 5%, non abbiamo paura di questa soglia''.

Cicchitto, di nuovo, non usa mezzi termini per criticare il segretario Dem: ''Renzi è inaffidabile, ha pulsioni omicide nei confronti dei suoi alleati ed amici. Non gli daremo la macabra soddisfazione'' di rompere e togliere il sostegno all'esecutivo guidato da Gentiloni.

Resta il nodo della leadership del futuro soggetto di centro moderato alternativo alla destra sovranista e al blocco Fi-Pd-M5S. Oggi Stefano Parisi ha invitato Alfano a rompere con i renziani per poi dar vita a una federazione: ''Ap sta davanti a un bivio: deve rompere con il renzismo e le sue politiche". In queste ore è sempre più forte il pressing di una parte di Ap che sollecita Alfano a fare un passo indietro, lasciando la leadership della 'nuova cosa centrista' a Parisi o qualcun altro che sia in grado di federare chi ci sta al progetto politico alternativo a Renzi.

(Fonte: Adnkronos)

Roma, 800 euro al mese ai rom per l'affitto di una casa. Scatta la rivolta: "Ci conviene diventare tutti nomadi. Non siete pentiti di aver votato la Raggi?"

Scolarizzazione, occupazione, salute e abitazione. Sono questi i quattro elementi chiave del piano per il superamento dei campi rom nella capitale contenuto in una delibera approvata dalla giunta targata 5 Stelle e già divenuto oggetto di polemica. Le misure temporanee destinate al sostegno delle persone Rom, Sinti e Caminanti che versano in condizioni di grave fragilità sociale. Il Comune ne fa un vanto, ma una parte della città insorge ricordando gli sgomberi di famiglie italiane con difficoltà economiche e di salute cacciate con la forza dalle case in cui vivevano


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Scolarizzazione, occupazione, salute e abitazione. Sono questi i quattro elementi chiave del piano per il superamento dei campi rom a Roma contenuto in una delibera approvata dalla giunta Raggi e già divenuto oggetto di polemica. Il piano del Campidoglio partirà dai campi denominati 'La Barbuta' e 'La Monachina' e sarà realizzato utilizzando fondi europei. "Nel Piano c'è un deficit di conoscenza del fenomeno e di visione strategica", attacca Associazione 21 luglio, "dall'uso dei fondi europei ad un Patto di Responsabilità, da un generico incremento occupazionale ad un vago sostegno economico: una serie di principi vengono scanditi in successione senza che vengano indicati tempistiche, priorità, obiettivi, azioni".

L'accento, in particolare, viene posto sul numero dei rom in emergenza abitativa: non sono 4.500 in "9 villaggi", cifra stimata dal Comune, bensì 5.300 in 19 insediamenti formali e 2.200 in insediamenti informali. I rappresentanti capitolini di FdI invece, hanno parlato di 15mila nomadi "per una spesa totale annua per i campi di almeno 23 milioni di euro. Cifre ragguardevoli se pensiamo che le altre realtà sociali, non possono contare su fondi così importanti". Il tema caldo è proprio quello dei fondi che verranno stanziati per affrontare l'emergenza abitativa dei rom. Il piano del Campidoglio prevede l'utilizzo di 3,8 milioni di fondi europei disponibili sul bilancio 2017 di Roma Capitale.

Le misure temporanee destinate al sostegno delle persone Rom, Sinti e Caminanti che versano in condizioni di grave fragilità sociale. Tuttavia, c'è chi non è d'accordo.
 
"A Roma conviene diventare rom", twitta ironico un utente, "bonus di 800 euro al mese ai rom per una casa in affitto - Mi vergogno di questa Nazione", commenta polemico un altro. E ancora, "la nuova idea della Raggi: 'ai rom case popolari e contributo per l'affitto' e agli italiani le tasse da pagare per finanziarli", "Torino regalata agli islamici e Roma regalata ai rom. Meraviglioso questo 'cambiamento'", "#romaairom #Raggi regalerà 800 euro di contributo mensile e case popolari ai #rom. Voi che l'avete votata non vi siete ancora pentiti?", si legge tra i commenti sui social.
 
(Fonte: Adnkronos)



Trump decapitato, la foto choc dell'attrice americana. Il presidente: "I miei figli hanno avuto un brutto momento. Nauseante"

La comica Kathy Griffin posta su Instagram una foto nella quale tiene in mano una finta testa mozzata e insanguinata del leader Usa che non la prende bene. La reazione della moglie Melania. L'artista si scusa, ma non basta: silurata dalla Cnn che annulla il suo show di Capodanno


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L'ironia, un po' macabra, su Donald Trump, ha giocato un brutto scherzo all'attrice comica Kathy Griffin, che aveva postato una foto nella quale tiene in mano una finta testa mozzata e insanguinata del presidente Usa, e che ha fatto insorgere la first lady Melania. La comica, volto della Cnn, è stata infatti silurata dall'emittente televisiva americana che ha annunciato di "aver terminato il suo accordo" con la Griffin "riguardo al New Year's Eve", il programma in onda la notte di Capodanno, condotto insieme a Anderson Cooper.

L'episodio aveva fatto intervenire la stessa Melania Trump, che aveva affermato: "Come madre, moglie, essere umano, trovo questa foto molto inquietante. Quando si pensa alle atrocità che avvengono nel mondo, una foto come questa è semplicemente sbagliata e pone in dubbio la sanità mentale di chi l'ha fatta". Lo stesso presidente Trump aveva attaccato la Griffith su Twitter, lasciando intendere che l'immagine aveva scioccato suo figlio Barron: "Kathy Griffin dovrebbe vergognarsi. I miei figli, specie l'11enne Barron hanno avuto un brutto momento. Nauseante".

Lo scatto aveva provocato una serie di reazioni piuttosto critiche, tra cui quelle di alcune personalità Usa come Chelsea Clinton e Debra Messing. La prima ha bollato la foto come "vile e sbagliata", mentre la seconda l'ha definita decisamente scorretta.

Ore dopo, la stessa Griffin si è scusata, pubblicando un video in cui riconosceva di "essere andata oltre". Ma evidentemente le scuse non sono bastate e la Cnn, che da subito aveva preso le distanze dalla comica, definendo la foto "disgustosa e offensiva", ha preso anche provvedimenti.

(Fonte: Adnkronos) 

Milano, criticarono il Pd sull'Islam: denunciati Matteo Forte e Maryan Ismail. La replica: "Siamo increduli, ma non ci faremo intimorire"

Lo scorso gennaio il capogruppo di Milano Popolare a Palazzo Marino e l'antropologa sufi di origine somala tennero una conferenza stampa (guarda il servizio de ilComizio.it) per presentare un dettagliato dossier dal titolo "Pd e islamismo politico: un rapporto non occasionale". Nel documento si dava conto di "relazioni pericolose" tra il partito di maggioranza (in particolare della consigliera Sumaya Abdel Qader) ed elementi musulmani radicali. A quasi sei mesi di distanza è arrivata la querela della segreteria metropolitana dem. Loro non ci stanno: ecco la risposta 


Il Partito democratico metropolitano di Milano ha denunciato per diffamazione il consigliere comunale e capogruppo di Milano Popolare a Palazzo Marino, Matteo Forte (le sue parole a ilComizio.it l'11 gennaio 2017), e la storica rappresentate della comunità somala milanese ed ex esponente dello stesso Pd, Maryan Ismail (cosa disse ai nostri microfoni) . Fonti dem hanno confermato la notizia.

Pronta la replica degli interessati in una nota congiunta: "Abbiamo appreso quasi increduli la notizia che il Pd metropolitano ha sporto una denuncia per diffamazione nei nostri confronti, come riportato oggi da alcuni organi di stampa".

“In questo particolare momento storico, e ancor di più in questi giorni, dove in tutta Europa si sta ponendo il drammatico problema del rapporto con l’islamismo politico - affermano - il Partito democratico decide di procedere legalmente contro due esponenti di minoranza. Invece di rispondere politicamente alle questioni sollevate, tra l’altro sempre in modo pacato e circostanziato - prosegue la nota - la segreteria metropolitana opta per una soluzione che sa molto di intimidazione nei confronti di un consigliere d’opposizione e di una storica esponente della comunità somala, nonché della minoranza sufi africana. Nel merito di ciò che ci viene contestato risponderemo quando conosceremo il contenuto puntuale delle denuncia, che ancora non abbiamo potuto visionare".

Concludono Ismail e Forte: "Quel che per ora possiamo dire è che noi sicuramente non ci lasceremo intimorire e continueremo a sollevare esclusivamente questioni politiche, che chiedono una risposta politica e non certo per via giudiziaria".

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Il sindaco di Milano Beppe Sala con la consigliera islamica del Pd Sumaya Abdel Qader

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