updated 2:25 PM UTC, Feb 25, 2021

SAPERE DI BELLEZZA - Il crollo dei visitatori nei musei del 2020. Ora servono decisioni sensate sui luoghi di cultura

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Risultato immagini per colosseo visitatori

I dati forniti dall’Ufficio statistico del Ministero per i Beni e le Attività culturali certificano dei numeri impietosi, che si potevano tranquillamente immaginare ma che fanno male, messi nero su bianco.

Il calo di presenze medio nei Musei statali è stato infatti del 75%, con picchi dell’85% a Pompei o dell’80% al Colosseo.

Tutto ciò si riverbera ovviamente sugli incassi da bigliettazione, passati in un anno da 240 milioni di euro a 60.

E questa analisi si occupa solo dei musei statali, tralasciando fondazioni private, musei civici e altre realtà minori, per cui l’impatto potrebbe essere stato ancora più forte.

C’è quindi da rallegrarsi delle notizie di riapertura dei musei in quasi tutta Italia, a parte poche zone ancora rosse/arancioni, e c’è da sperare che, come sostenuto anche dall’assessore alla cultura del comune di Milano, Filippo Del Corno, non siano necessarie nuove chiusure in futuro.

Museo Bardini 

L’unico dubbio, già espresso in questo nostro precedente articolo, riguarda le limitazioni degli orari di apertura; a fronte di veri e propri crolli nelle presenze (e negli incassi), ha sempre meno senso la limitazione relativa alla chiusura dei musei nei weekend.

Ricordiamo infatti che all’interno dei musei lavorano una miriade di professionalità diverse, che da quasi un anno si trovano ferme o lavorano a singhiozzo (come nel periodo giugno-ottobre), e che invece con una riapertura con orari “normali” forse potrebbero tornare ad una attività lavorativa anch’essa più “normale”.

C’è davvero da sperare che la situazione migliori presto, e soprattutto vengano prese decisioni più sensate riguardo all’apertura dei luoghi della cultura.

 

 Claudio Scaccabarozzi

Primo weekend in zona gialla: cosa si potrà fare. La parola d'ordine è "responsabilità"

"Serve responsabilità", è l'imperativo ripetuto anche dal presidente della Lombardia Fontana e sulla bocca di tutti gli amministratori, da Milano a Firenze. Spostamenti, bar e ristoranti, centri commerciali, gite e seconde case: alla regolamentazione vigente si aggiungono le ordinanze dei Comuni


Risultato immagini per zona gialla

Bar e ristoranti, gite fuori porta e centri commerciali: l'Italia si prepara al primo weekend in zona gialla con le nuove regole e le concomitanti ordinanze comunali nel tentativo di regolare la movida, da Milano a Firenze. D'altronde l'imperativo sulla bocca degli amministratori è: "Serve responsabilità", così come anche ripetuto dal presidente della Lombardia Fontana. Ma vediamo quel che sarà per attività permesse e per regole anti-assembramento città per città.

Spostamenti - Sono vietati quelli tra Regioni fino al 15 febbraio, ma in zona gialla sono consentiti quelli all'interno della stessa regione. I familiari conviventi possono spostarsi a bordo della stessa auto. Per le persone non conviventi il posto di fianco al guidatore deve essere lasciato vuoto e i passeggeri possono essere al massimo due, seduti dietro vicino ai finestrini.

Bar e ristoranti - Sono aperti fino alle 18. È dunque possibile muoversi per una gita e fermarsi anche a pranzo.

Gite fuori porta e seconde case - Sono consentiti gli spostamenti nella stessa regione e si può andare senza limitazioni nelle seconde case all'interno della propria regione. Si potrà anche andare in una seconda casa fuori dalla propria regione, se si dimostra di avere l'immobile di proprietà o con un contratto di affitto firmato prima del 14 gennaio 2021. Gli alberghi e le altre strutture ricettive sono aperti e all’interno i bar e i ristoranti rimangono aperti a disposizione dei clienti che vi alloggiano.

Centri commerciali - Secondo il Dpcm in vigore fino al 5 marzo 2021 nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali e altre strutture assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

Le ordinanze anti-movida città per città - Saranno intensificati a Milano i controlli anti-movida, come previsto dal comitato per l'ordine e la sicurezza che si è tenuto in Prefettura a Milano. La decisione del Prefetto, Renato Saccone è di intensificare i controlli nei luoghi della movida milanese, con pattuglie che verificheranno orari di chiusura dei locali, capienza interna di bar e ristoranti e rigoroso rispetto delle norme anti-assembramento. Le zone sotto osservazione sono Navigli, corso Como e corso Garibaldi.

Un'ordinanza per vietare, il venerdì e il sabato, nelle ore dell'aperitivo lo stazionamento nelle zone a più alto rischio assembramenti del centro di Firenze: ad annunciarla il sindaco Dario Nardella. La misura era già stata adottata nei mesi scorsi. "Dopo uno scambio di opinioni con il prefetto e il questore - ha detto Nardella - abbiamo deciso di predisporre un'ordinanza che preveda il divieto di stazionamento nelle aree che nell'ultimo weekend sono risultate essere quelle più critiche", e cioè "tutta l'area che racchiude piazza e mercato di Sant'Ambrogio, borgo la Croce, piazza Ghiberti e piazza dei Ciompi. L'ordinanza riguarderà la fascia oraria più critica, quella che va dalle 18 alle 22, sia il venerdì che il sabato". 

A Roma, corridoi con delimitazioni a Piazza del Popolo per rendere più fluido il transito delle persone ed evitare stazionamenti, controlli al Pincio anche con pattuglie a cavallo di polizia e carabinieri. Torna il 'modello Roma' contro gli assembramenti nel centro della Capitale con maggiore attenzione alle aree in cui si sono registrati recentemente maggiori affollamenti. E' quanto stabilito nel corso del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Matteo Piantedosi.

Per quanto riguarda la Campania, dura reprimenda arriva dal presidente della Regione Vincenzo De Luca. "Gli assembramenti che abbiamo avuto questo fine settimana sono da irresponsabili bisogna dirlo con chiarezza, - ha commentato, guardando al prossimo. - Non è che la sera andiamo nell'area dei baretti e facciamo quello che vogliamo, non è possibile". "Centinaia di persone senza mascherina - ha incalzato, - ma stiamo scherzando? Allora dobbiamo sapere che il problema lo risolviamo quando avremo terminato la campagna di vaccinazione. Più ci sono restrizioni, più dobbiamo essere previdenti e responsabili".

 

(Fonte: tgcom24)

Riapertura dei musei, Sgarbi: "Tenerli chiusi nel weekend è puro sadismo"

Il critico d'arte e parlamentare, direttore del Mart di Rovereto, contesta la decisione del governo: "Chiunque sa che le persone vanno nei musei durante il fine settimana". E suggerisce due criteri di massima per le aperture: il numero di persone assolute che possano visitare una mostra e l'allungamento dell'orario


L’apertura da oggi nelle zone gialle dei musei è un segnale positivo benché la chiusura imposta il sabato e la domenica rappresenti “una forma di puro sadismo perché chiunque sa che le persone vanno nei musei durante il week-end”. La pensa così il critico Vittorio Sgarbi secondo il quale per le aperture bisognerebbe stabilire due criteri di massima: il numero di persone assolute che possano visitare una mostra e l’allungamento dell’orario.

Conoscendo e verificando “le frequenze”, spiega infatti il critico, si ha a disposizione “uno strumento elementare, cioè quello di ampliare l’orario”. Ciò significa che “dal giovedì in avanti bisogna fare delle aperture fino alle 23 o a alle 24 in maniera tale da distribuire le persone. Il giorno in cui riusciremo ad aprire anche il sabato e la domenica non si raggiungerà una dimensione di normalità o di minore pericolosità del virus ma semplicemente l’applicazione di regole elementari. Il criterio al quale attenersi è anche quello di un numero massimo di persone da far entrare in una mostra”.

Sgarbi ricorda di “aver riaperto per primo il Mart di Rovereto con la mostra dedicata a Caravaggio e Boldini. Oggi riapriamo Palazzo dei Diamanti a Ferrara con la mostra di Ligabue e domani riapriremo Sutri. Speriamo che le cose vadano bene ma nel complesso non posso dire di essere soddisfatto”, conclude.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

Maledetta primavera, nel fine settimana arriva il caldo ma poi... Tutti i capricci del meteo

"Non si sa più come vestirsi". Già, dopo uno strano inverno, piuttosto mite, abbiamo vissuto un'inattesa fase di calo delle temperature. Nelle prossime ore, invece, il termometro salirà sopra le medie del periodo, regalandoci un weekend di bel tempo un po' ovunque, con punte oltre i 25°. Tuttavia è consigliabile posticipare il cambio degli armadi, perché, almeno al Nord, è previsto da lunedì un lieve calo termico per colpa di un blocco d'aria fredda dall'Europa settentrionale


Continua l'altalena climatica. Dopo una parentesi più fredda, ci prepariamo finalmente a indossare gli indumenti più leggeri. In queste ore avremo già i primi segnali di un aumento termico al Nord e su alcune zone delle Regioni centrali tirreniche: le temperature massime su queste zone guadagneranno infatti in media 2-3°C rispetto alle scorse ventiquattro ore, fanno sapere gli esperti de 'ILMeteo.it'. Leggero aumento anche al Sud, ad eccezione di Puglia, Calabria e Sicilia dove il meteo continuerà ad essere più capriccioso.

Da venerdì l'anticiclone delle Azzorre muoverà il suo baricentro ulteriormente verso Levante, conquistando così una buona fetta del Paese. "Il buon irraggiamento solare e la diminuzione dei venti freschi orientali favorirà un incremento termico maggiore. Al Nord cominceremo a registrare punte prossime ai 17-20°C e anche in numerose località del Centro in particolare su Toscana e Lazio, come a Roma. Più contenuto l'aumento invece al Sud ed ancora sulla Sicilia" dicono gli esperti.

Per quanto riguarda il fine settimana, infine, "sarà caratterizzato da un sabato di bel tempo e da temperature nuovamente ben superiori alla media stagionale. Su alcune zone del Nord, si potranno toccare punte anche oltre i 25°C come a Trieste e Bolzano. Valori superiori ai 21-22°C sul resto delle città della pianura padana. Ma farà caldo anche sulle zone tirreniche del Centro come a Firenze, Roma con temperature intorno ai 20°C".

"Leggermente meno caldo invece al Sud e sulla Sicilia - concludono gli esperti -. Domenica una maggior presenza di nubi porterà un lieve calo termico al Nord, preludio ad un possibile e netto cambiamento che potrebbe attivarsi già con l'inizio della prossima settimana, quando, un blocco d'aria molto fredda dal nord Europa, verrebbe ad investire il nostro Paese riportandoci in un contesto climatico opposto".

 

(Fonte: Adnkronos)

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