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updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019

Le servivano soldi per giocare alle slot, madre faceva prostituire una figlia. Ma l'orrore non finiva lì: torturata l'altra di 12 anni. Una storia terribile, a Milano

Offesa, picchiata con i fili elettrici, spinta al suicidio con frasi terribili. È l'incubo quotidiano, riferito dai carabinieri, che una ragazzina di 12 anni ha vissuto per colpa della madre, una 52enne che ieri è stata arrestata dai militari della stazione di Milano Vigentino per maltrattamenti in famiglia, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Quest'ultimo reato consumato nei confronti della figlia maggiorenne, costretta a prostituirsi per alimentare la ludopatia della madre.
La vicenda è iniziata nel luglio scorso, quando i militari hanno organizzato un incontro in una scuola nella zona sud di Milano per parlare di bullismo. Al termine un insegnante ha raccontato che una studentessa gli aveva chiesto se fosse reato prostituirsi e da allora sono partiti gli accertamenti sulla ragazzina.

 

(Fonte: Ansa)

Drogata e stuprata, così Desirée è morta a 16 anni nel palazzo di San Lorenzo regno di africani e arabi tra spaccio e violenza

L'autopsia sul corpo di Desirée Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina trovata morta in uno stabile occupato a Roma, a San Lorenzo, nella notte tra venerdì e sabato, racconta di una morte che potrebbe essere sopraggiunta dopo uno stupro e un'overdose. C'è anche un testimone, un ragazzo senegalese, che alla polizia ha raccontato: "L'hanno drogata e violentata". Un teste oculare che avrebbe visto Desirée moribonda, o forse già morta, sdraiata con una coperta sopra. Le analogie con la tragica fine della 18enne Pamela Mastropietro, fatta a pezzi a Macerata da un branco di stranieri


San Lorenzo , Salvini va via dopo fischi: poi torna     "Sciacallo, no a passerelle". Lui: "Presto ruspe   " 

"Ho perso l'autobus, resto a Roma da un'amica". Queste le ultime parole che Desiree ha detto alla nonna materna in una telefonata il 17 ottobre scorso prima di sparire ed essere trovata morta la mattina del 19 ottobre in uno stabile abbandonato di San Lorenzo. A rivelarlo l'avvocato della famiglia della ragazza, Valerio Masci. La ragazza viveva con la madre e la nonna, e una sorella più piccola, a Cisterna di Latina. Mercoledì 17 ottobre la giovane aveva infatti chiamato la nonna materna, che insieme alla madre aveva cresciuto la ragazza. Una chiamata - fa notare l'avvocato - "arrivata stranamente da un'utenza privata, che ha subito messo in allarme la famiglia". Desiree nella telefonata alla nonna ha raccontato di aver perso l'autobus e che si sarebbe fermata a dormire da un'amica. Il giorno dopo la mamma e la nonna si sono quindi messe alla ricerca di Desiree ma senza esito, rivolgendosi anche ai carabinieri di Latina. Il giorno dopo, il 18 ottobre, hanno poi presentato denuncia di scomparsa. Ma l'unica notizia arrivata è stata quella, tragica, del ritrovamento del corpo il 19 ottobre.

L'INDAGINE

Tracce di stupefacente e segni di un rapporto sessuale.L'autopsia sul corpo di Desiree Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina trovata morta in uno stabile occupato a Roma, a San Lorenzo, nella notte tra venerdì e sabato, racconta di una morte che potrebbe essere sopraggiunta dopo uno stupro e un'overdose. C'è anche un testimone, un ragazzo senegalese, che alla polizia ha raccontato: "L'hanno drogata e violentata". Un teste oculare che avrebbe visto Desiree moribonda, o forse già morta, sdraiata con una coperta sopra.

"Una ragazza urlava - ha detto il giovane, che ha già reso deposizione in Questura -. Ho guardato quella che urlava e c'era un'altra ragazza a letto: le avevano messo una coperta fino alla testa, ma si vedeva la testa. Non lo so se respirava ma sembrava già morta, perché l'altra ragazza urlava e diceva che era morta". Il racconto del giovane è vagliato in queste ore anche dai magistrati della Procura di Roma del pool reati sessuali che procedono per omicidio e stupro. "Io sono del Senegal. Io c'ero quella sera, dopo che è morta c'ero", ha raccontato il testimone le cui parole sembrano rafforzare gli indizi emersi dall'esame autoptico.

"Sono arrivato lì tra mezzanotte o mezzanotte e mezza - ha aggiunto - sono entrato e c'era una ragazza che urlava. Nell'edificio c'erano africani e arabi: un po' di gente, sei o sette persone". Sempre secondo la testimonianza, accanto a Desirée ci sarebbe stata anche un'altra ragazza: "era italiana penso pure fosse romana, parlava romano, urlava 'l'hanno violentata', poi lei ha anche preso qualche droga perché lì si vende la droga. Lei diceva 'sono stati tre sicuramente o quattro'". Per ora, anche se la Procura ipotizza lo stupro, l'autopsia non avrebbe evidenziato segni di violenza ma di un rapporto sessuale che ora le indagini dovranno verificare se consensuale. Gli investigatori stanno ascoltando diverse persone, quasi tutti frequentatori dello stabile di via dei Lucani, nel quartiere di San Lorenzo, zona di universitari e che di notte si trasforma in luogo di movida, ma anche di alcol e spaccio.

L'edificio intanto è stato posto sotto sequestro. Tanti i sopralluoghi e sono stati acquisiti anche i filmati delle telecamere di sorveglianza. Desiree Mariottini viveva a Cisterna di Latina. Il quartiere di San Lorenzo sono giorni che mostra la sua solidarietà alla famiglia della ragazza e su un muro è apparsa anche una scritta vergata con la vernice bianca "Giustizia per Desiree. San Lorenzo non ti dimentica". Una morte che ricorda quella di un'altra giovanissima, Pamela Mastropietro, 18enne romana, fuggita da una comunità e andata a morire a Macerata drogata, violentata e poi uccisa.

(Fonte: Ansa)

 

Estremismo, radicalizzazione, bullismo: la sicurezza in Lombardia inizia nelle scuole. Parla l'assessore Riccardo De Corato (VIDEO)

I progetti regionali per prevenire e contrastare fenomeni violenti con il coinvolgimenti degli studenti. Intervista e conferenza stampa dopo Giunta dell'assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia, Riccardo De Corato - (VIDEO)


Realizzare interventi di prevenzione e contrasto a fenomeni di bullismo e cyberbullismo, attraverso il coinvolgimento attivo degli studenti in un 'Hackaton'. E' questo l'obiettivo della prima delle due delibere approvate dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato, di concerto con gli assessori all'Istruzione, Formazione e Lavoro Melania Rizzoli e alle Politiche per la Famiglia e Pari Opportunità Silvia Piani. Il progetto sul rispetto in rete, integra la convenzione sottoscritta lo scorso 5 luglio 2017 da Regione Lombardia con l'Ufficio scolastico.

Grazie ad un contributo regionale di 20mila euro, nel corso del 2018, verrà organizzato un 'Hackaton', vale a dire una maratona regionale che sarà affrontata da squadre di studenti ai fini della realizzazione di un prodotto finale, il cui valore formativo è quello di sollecitarli a lavorare in team, ad esercitarsi nel public speaking e a trovare soluzioni su questioni specifiche, con un'attenzione particolare agli aspetti tecnologici e informatici. "L'Usr-ufficio scolastico regionale della Lombardia - spiega De Corato - lavora da anni per contrastare fenomeni di bullismo e creare un sistema che ne possa promuovere il contrasto. I progetti verranno valutati da una Commissione che proclamerà i vincitori". L'Usr utilizzerà lo strumento dell'avviso pubblico per selezionare, entro agosto e sulla base di linee guida condivise, il migliore progetto che dovrà prevedere modalità organizzative, procedure di coinvolgimento delle scuole della Lombardia e contenuti della maratona.

L’educazione al rispetto delle differenze in ambito scolastico è invece al centro dell’altra delibera approvata (in attuazione dell’articolo 6 della Legge regionale 24 del 6 novembre 2017) sulle misure di aiuto e assistenza alle vittime del terrorismo e per la formazione e ricerca nell’ambito della prevenzione di processi di estremismo violento.

“Il progetto – sottolinea l’assessore – prevede che la Regione Lombardia promuova accordi con l’usr e le università lombarde per conoscere e prevenire i fenomeni e i processi di radicalizzazione nell’ottica dell’educazione al rispetto delle differenze”. L’usr “ha proposto una linea progettuale che è stata già condivisa, per creare figure di sistema con competenze didattiche e organizzative specifiche e favorirne una disseminazione sul territorio lombardo per un’educazione alle differenze per contrastare ogni forma di estremismo e radicalizzazione. Analoghi percorsi formativi sono già stati sperimentate sia a livello europeo che in ambito nazionale, nei Comuni di Bologna e Reggio Emilia”. L’obiettivo è quello di selezionare 5 scuole ‘Polo’ che facciano da riferimento per le altre e formare 150 figure di sistema con competenze specifiche. Allo scopo è stato approvato uno stanziamento di 30mila euro.

Marocchini, irregolari e spacciatori, sequestrano e torturano un connazionale: "Dacci i soldi della droga o ti bruciamo vivo"

Sono scattate questa mattina all’alba le manette per quattro cittadini marocchini ritenuti responsabili, in concorso, di sequestro di persona e rapina pluriaggravati ai danni di un 31enne loro connazionale, colpevole secondo gli aggressori di non aver venduto una partita di cocaina che gli era stata affidata e che la vittima aveva detto di aver perso. Si tratta di un 33enne, considerato leader del gruppo, e di un 35enne, entrambi senza fissa dimora e sprovvisti di documenti di soggiorno, e di un 46enne e un 40enne, entrambi residenti ad Alessandria, in possesso di foglio di soggiorno. 

I fatti risalgono all’agosto scorso, quando tre di loro, entrati in una tabaccheria di Acqui Terme, circondarono un 31enne loro connazionale, che stava bevendo un caffè e, dopo averlo costretto, afferrandolo per il collo, ad uscire dal locale, gli infilarono un sacco nero in testa e lo spinsero a forza all’interno di un’auto condotta dal complice per portarlo in un’abitazione di Alessandria. Giunti a destinazione, dopo essersi impossessati del denaro che la vittima aveva con sé, circa 150 euro, lo costrinsero a entrare in casa dove fu legato a una sedia, malmenato e minacciato di morte e obbligato a telefonare ai familiari per chiedere di pagare un riscatto di 9.000 mila euro, pari al valore della partita di droga, di cui 1.800 da consegnare la sera stessa.

In caso contrario lo avrebbero bruciato vivo. Poiché i familiari non riuscivano a trovare il denaro, la vittima stava per essere trasferita per essere bruciata, quando approfittando di un attimo di distrazione degli aggressori riuscì a darsi alla fuga e a dare l’allarme da cui sono scattate le indagini per risalire all’identità degli aggressori arrestati questa mattina dai carabinieri. Nel corso dell’operazione è stato arrestato  anche un quinto marocchino, 21enne, anch’egli sprovvisto di regolari documenti di soggiorno. Il giovane è stato trovato in possesso di 9 dosi di cocaina del peso complessivo di cinque grammi.
(Fonte: Adnkronos)

Rapinare i cinesi? Pessima idea. Titolari di un sushi bar prendono a coltellate i malviventi che finiscono male

Cruenta rapina con spari e coltellate nel sushi bar Fuel di via Cassanese, a Segrate, alle porte di Milano. In manette sono finiti due rapinatori, pregiudicati di 38 e 41 anni. Ferito, ma non in pericolo di vita, il proprietario del bar, cinese di 35 anni. Quando i malviventi hanno estratto le pistole la vittima, in risposta, li ha affrontati con un coltello riuscendo a colpirli in diverse parti del corpo. A quel punto i pregiudicati hanno iniziato a sparare con due pistole calibro 22. Il cinese è stato medicato al San Raffaele, stesso ospedale in cui è stato arrestato il 41enne, dopo essere stato costretto a ricoverarsi per le ferite. Il complice 38enne è stato bloccato nel suo appartamento. Le immagini diffuse dai carabinieri - (VIDEO)


Armati di pistola e con il volto parzialmente travisato da una parrucca, nella notte tra domenica 4 febbraio e lunedì 5, due rapinatori hanno assaltato il bar sushi Fuel di via Cassanese 177, a Segrate, nel Milanese. Intorno alle 23.30 i due malviventi sono entrati nel locale e hanno prelevato il registratore di cassa. Per difendere l'incasso della giornata, il proprietario, 35enne cinese, e il suo socio reagiscono impugnando i colltelli da cucina e ferendo i malviventi. Nella colluttazione i rapinatori esplodono tre colpi di pistola che vanno a segno: due colpiscono il titolare del bar al torace, uno al gluteo il titolare. L'uomo è stato soccorso dal 118 e trasportato all'ospedale San Raffaele, non sarebbe in pericolo di vita. Ferito lievemente il socio, trasportato anche lui al San Raffaele per diverse contusioni e abrasioni. 

La fuga dei rapinatori, 41 e 38 anni, entrambi pregiudicati, è durata poche ore. Il 41enne è stato costretto a fermarsi in strada per le gravi ferite di arma da taglio. Poco dopo le 3 della notte, l'uomo viene notato in via Amendola da un passante che dà l'allarme, credendo si tratti di un malore. Sul posto viene inviata un'ambulanza che lo trasporta in codice giallo all'ospedale Istituti Clinici Città Studi. In ospedale si recano anche i carabinieri di San Donato Milanese che indagano sulla rapina al bar sushi e in poche ore chiudono il cerchio: il ferito soccorso in strada è uno dei due rapinatori. Il complice viene raggiunto poco dopo nel suo appartamento. Anche lui viene trasportato in ospedale per le ferite di arma da taglio. Entrambi finiscono in manette per rapina e tentato omicidio. (Fonte: il Giorno)

 

Milano, donna sgozzata al parco di Villa Litta: ecco il video dell'assassino. La polizia: "Se lo riconoscete chiamateci"

Il sospetto assassino di Marilena Negri, la donna di 67 anni uccisa con una coltellata al collo all'interno del parco di Villa Litta a Milano, la mattina del 23 novembre, è stato filmato da alcune telecamere. Quella che sembrava solo un'ipotesi è ora confermata dalla decisione della Squadra mobile di diffondere il video che riprende il killer insieme alla foto della catenina indossata dalla vittima. Fornito anche un numero telefonico per le segnalazioni: 349-4566310 - (VIDEO)


Le telecamere hanno filmato il sospetto assassino di Marilena Negri, la donna di 67 anni uccisa con una coltellata al collo all'interno del parco Villa Litta di Milano la mattina del 23 novembre scorso. Quella che sembrava solo un'ipotesi è ora confermata dalla decisione della Squadra mobile di diffondere il video e la foto che immortalano il killer. Un tentativo degli investigatori e della procura per accelerare le indagini con la speranza che qualcuno lo riconosca.

Il presunto assassino di Marilena Negri indossava un giubbotto impermeabile blu e verde col cappuccio calzato e un paio di pantaloni neri, secondo quanto registrato da diverse telecamere raccolte dagli investigatori lungo la strada percorsa dall'uomo. I filmati coprono l'arco temporale tra le 6.40 e le 7, lo ritraggono un centinaio di metri prima di entrare al parco dal lato di via Cialdini, all'interno e all'uscita.

Omicidio al parco Villa Litta, il video del killer. L'appello della polizia: "Se lo riconoscete, telefonateci"

Il volto è nascosto dal cappuccio del suo giubbotto impermeabile. Il sospetto indossa anche scarpe ginniche, pantaloni neri e guanti. L'immagine è sfuocata, il volto non è riconoscibile, ma è perfettamente distinguibile la figura dell'uomo. Gli investigatori hanno riferito che dal modo di camminare l'uomo pare avere qualche problema di deambulazione, perché zoppica leggermente. Mentre si allontana, inoltre, compie degli strani movimenti con le braccia, come se stesse facendo stretching. Più probabile, secondo gli agenti, che si tratti di una simulazione alla vista di una delle telecamere.

La Squadra mobile, in accordo con la procura, ha deciso di diffondere le immagini per aiutare l'individuazione e ha fornito un numero di telefono per le eventuali segnalazioni: 3494566310.

(Fonte Ansa)

 

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Rugby, pugno in faccia all'arbitro e rissa furibonda. Giocatore francese squalificato a vita (GUARDA LE IMMAGINI)

Episodio pazzesco durante la semifinale di "Coupe de France juniors" tra Saint-Esteve e Toulouse. L'atleta, espulso, perde le staffe e prima colpisce violentemente il direttore di gara, poi si scaglia contro gli avversari. Inevitabile la pesantissima sanzione - (VIDEO)


Succede tutto nel corso del match di semifinale tra Saint-Esteve e Toulouse valevole per la "Coupe de France juniors" di rugby. A seguito di una scorrettezza di gioco l'arbitro, Benjamin Casty, mostra il cartellino rosso a un giocatore della squadra di casa, che, in un attimo, perde la testa e colpisce il direttore di gara con un violento pugno al volto. A quel punto lo stesso giocatore aggredisce anche gli avversari che gli si parano davanti, scatenando una furibonda rissa. A questo punto l'incontro viene sospeso. Il presidente del Saint-Esteve, Christian Cozza, sconvolto dall'episodio ha presentato le sue dimissioni con un annuncio sui social network. L'arbitro ha dovuto ricorrere alle cure mediche a causa di una forte contusione alla guancia sinistra con una sospetta frattura della mascella. Il giocatore, del quale si ignorano tutt'ora le generalità, è stato squalificato a vita.

  • Pubblicato in Sport

Francia, elezioni presidenziali ad alta tensione. Arrestati due islamici radicalizzati: "Pronti ad attacco imminente". E l'estrema sinistra aggredisce Marine Le Pen: bombe molotov contro deputato Fn

A Marsiglia bloccati due fanatici musulmani, ex detenuti e ricercati, che stavano tentando di confezionare degli ordigni esplosivi. La campagna elettorale per l'Eliseo intanto, letteralmente, s'infiamma. I collettivi antifascisti assediano il teatro del comizio della candidata nazionalista: un parlamentare se la vede brutta e viene salvato dal servizio d'ordine - (VIDEO)


Arrestati islamisti - Due uomini, radicalizzati in carcere, appartenenti a movimenti islamisti, sono stati arrestati questa mattina a Marsiglia con l’accusa di voler compiere un attentato durante la campagna per le presidenziali in Francia. Secondo Franceinfo i due sospetti, Mahiédine M., 30 anni, e Clément B., 24, entrambi di nazionalità francese e originari della regione dell’Alta Francia si erano radicalizzati nella prigione di Sequedin, nel nord del Paese - erano pronti "ad un attacco imminente" e stavano tentando di confezionare degli ordigni esplosivi. Fermati all’uscita di un appartamento che avevano affittato a Marsiglia, erano ricercati dallo scorso fine settimana. Durante una perquisizione nell’abitazione sono stati trovati esplosivi di tipo Tap.  

Rischio attentati - Nelle scorse ore i servizi di sicurezza francesi avevano lanciato un’allerta ai candidati delle elezioni presidenziali sul «rischio attentati" e la minaccia "particolarmente pesante» che incombe sulla campagna elettorale. Gli inquirenti hanno scoperto un video in cui i due sospetti prestano giuramento all’Isis e in cui viene filmata, tra l’altro, la prima pagina di un giornale con la foto del candidato Francois Fillon cui è stata rafforzata la scorta. "Il rischio terrorismo è più elevato che mai» ha detto il ministro dell’Interno, Mathias Fekl. "Oltre cinquantamila uomini - ha aggiunto - sono dispiegati sull'insieme del territorio per garantire la sicurezza del voto". 

Marine Le Pen - "Intendo ripristinare le frontiere immediatamente dopo l'arrivo al potere". Intervenendo questa mattina su 'RTL', la candidata del Front National alle presidenziali francesi ha detto che "non si può lottare contro il terrorismo senza ristabilire le frontiere".

Molotov e antifascismo - Proprio prima del comizio di Marine Le Pen a Parigi si sono verificati incidenti. Un deputato del Fn, Gilbert Collard, è stato obiettivo del lancio di alcuni oggetti e di una bomba molotov al suo arrivo al teatro Zenith della capitale, ma è rimasto illeso, protetto dagli agenti e dal servizio d'ordine del Front national. Un centinaio di persone, rispondendo all'appello dei collettivi antifascisti e di estrema sinistra, si era data appuntamento nel tardo pomeriggio, in attesa del comizio della candidata alle presidenziali.

Alcune di loro, con il volto mascherato, hanno cercato di avanzare verso lo Zenith, ma sono state bloccati da un cordone della polizia. "Tutto il mondo odia il Fn", "Tutti i poliziotti sono fascisti", alcuni degli slogan gridati dai manifestanti, che hanno lanciato oggetti contro gli agenti, i quali hanno risposto usando gas lacrimogeni. Gli incidenti, iniziati poco prima delle 19, si sono conclusi intorno alle 21.

 
 
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