updated 1:24 PM UTC, Nov 11, 2018

Le tempeste in America e nel Pacifico sono la prova del cambiamento climatico

Persone che vivono su lati opposti del pianeta, hanno vissuto negli ultimi giorni le conseguenze disastrose di lontani sconvolgimenti nel profondo degli oceani


Mentre in America, stavano ancora soffrendo la devastazione lasciata dall'uragano Florence, che ha causò morte e distruzione nel North Carolina il 14 settembre, a distanza di 12 ore il super-tifone Mangkhut distrusse Filippine, per poi colpire Hong Kong e la Cina meridionale. Mangkhut colpì con il pugno più grande mai riscontrato negli ultimi 40anni, le fragili terre e quando arrivò a terra la prima volta fu classificato "tempesta di categoria 5". Gli scienziati vedono come prima causa della formazione di entrambi i mostri, l'aumento dei livelli di gas serra nell'atmosfera, che stanno cambiando il clima e riscaldando il mare.

Per questo motivo, anche le tempeste future saranno probabilmente più pericolose rispetto al passato. Florence e Mangkhut hanno mostrato come si formano i potenti uragani prima prepararsi al colpire, ma principalmente hanno anche evidenziato quanto siano vulnerabili molte comunità, specialmente in Asia. 

Il legame con il cambiamento climatico deriva dall'accumulo nell'atmosfera dei gas serra prodotti dalla combustione industriale dei combustibili fossili e dalla deforestazione. Creano uno squilibrio nell'energia che fluisce dentro e fuori dal pianeta, innalzando le temperature. Circa il 90% di questa energia aggiuntiva finisce negli oceani. I ricercatori che monitorano la temperatura del mare fino a 2.000 metri hanno tracciato un costante aumento dagli anni '50, raggiungendo un livello record l'anno scorso (vedi grafico). Finora, il 2018 è sulla buona strada per stabilire un nuovo record.

Le tempeste tropicali nell'Atlantico (conosciute come "uragani") e nel Pacifico ("tifoni") traggono la loro energia da questo deposito di calore abissale. Oceani più caldi significano tempeste più intense e più durature. I modelli climatici lo prevedono da tempo. Inoltre, i livelli del mare aumentano a una velocità di 3 mm all'anno. Due fattori spiegano questo: l'acqua si espande mentre si riscalda; e i ghiacciai si stanno sciogliendo su entrambi i poli. Mari più alti significa che le mareggiate raggiungono più nell'entroterra. E, mentre l'atmosfera si scalda, aumenta l'umidità alle alte quote che alla fine cade sotto forma di bombe d'acqua.

Studi recenti hanno esplorato questi effetti in dettaglio, usando eventi reali. All'inizio di quest'anno, ad esempio, una ricerca ha mostrato che le temperature del profondo oceano  poco prima dell'uragano Harvey (che ha provocato disastrose inondazioni a Houston nell'agosto 2017), erano le più alte sia a livello globale sia nel Golfo del Messico.

I dati registrati subito dopo la tempesta hanno rivelato una diminuzione del contenuto di calore del Golfo, in modo strettamente proporzionale alla quantità di pioggia scatenata dall'uragano, più la pioggia aumentava, più la temperatura diminuiva. Questi dati hanno definito che Harvey "non avrebbe potuto produrre così tanta pioggia senza i cambiamenti climatici indotti dall'uomo". Kerry Emanuel, del Massachusetts Institute of Technology, stima che la probabilità che si formi un uragano come Harvey, entro il 2100 sarà 18 volte superiore rispetto alla fine del 20° secolo. 

 

Se le tempeste possono provocare il caos nel paese più ricco del mondo, il loro impatto nei paesi poveri dell'Asia-Pacifico è ancora più vasto. Ogni anno, la regione Asia-Pacifico è colpita da tempeste sempre più grandi di quelle che colpiscano l'America. Lì, l'approccio è stato quello di spostare le persone lontano dalla costa, ove possibile. Il Bangladesh dopo che si trovò nel 1970 sulla strada del ciclone Bhola, che uccise tra 300.000 e 500.000 persone, diventando il più mortale ciclone tropicale mai registrato, iniziò a costruire una vasta rete di rifugi rialzati. Tuttavia, ancora oggi alcune persone si rifiuterebbero di usarle. Quindi ora ospitano molto bestiame e poche persone.

Anche le Filippine hanno una cupa esperienza di tempeste. Haiyan, uno dei più forti cicloni tropicali mai registrati, che ha colpito la regione nel 2013, rimane un forte ricordo. Colpì la parte centrale delle Filippine e attraversò il paese, uccidendo 6.300 persone e lasciando 1.062 dispersi, dal conteggio ufficiale. In confronto, la gestione del Typhoon Mangkhut da parte del governo è considerata un successo. Eppure, il 19 settembre il bilancio delle vittime era di 81 persone e 70 erano ancora disperse. Il numero probabilmente aumenterà. I soccorritori stanno ancora trovando vittime nell'ultima mortale frana causata dal passaggio del ciclone, che ha seppellito una comunità di minatori illegali che cercavano l'oro in una miniera scavata nelle montagne della Cordillera, a nord di Luzon, l'isola principale delle Filippine. Il 15 settembre, giorno in cui Mangkhut ha colpito Luzon, il Consiglio nazionale per la riduzione dei rischi e la gestione dei disastri (NDRRMC) ha riferito che 194.368 persone avevano trovato scampo in rifugi (principalmente scuole). Stimò il costo del danno all'agricoltura a 14,3 miliardi di pesos (264 milioni di dollari). Successivamente il NDRRMC ha stimato che circa 1,1 milioni di persone erano state colpite dalla tempesta. Le sue fasce di nubi portanti la pioggia turbinavano intorno a un'area di 900 km di diametro. Mentre si avvicinava a Luzon, i suoi venti sostenevano velocità fino a 205 km/h vicino al centro, con raffiche fino a 255 km/h. I venti di Mangkhut spazzarono via fragili edifici, e abbatterono gli alberi ma, come Florence, ha portato gran parte della sua distruzione attraverso la pioggia, che ha causato frane e inondazioni improvvise, inondando campi e rovinando i raccolti, rendendo le strade impraticabili e tagliando le forniture di elettricità. La tempesta ha fermato tutta la normale vita economica. Le scuole erano chiuse, per tenere gli alunni al sicuro e per essere usati come rifugi pubblici; le imprese erano chiuse; le partenze dei traghetti e i voli internazionali e nazionali sono stati cancellati.

Da nord a sud, da est a ovest la natura ci sta facendo capire quanto terribile può essere la sua vendetta, i cambiamenti climatici dovuti all'azione dell'uomo paiono aver cambiato gli equilibri della natura. Questo dovrebbe farci riflettere prima di arrivare...

al punto di non ritorno.

FONTE: Economist

 

 

Dopo la tempesta, in queste foto Hong Kong distrutta dopo essere stata colpita dal Tifone Mangkhut

Hong Kong è una città ben preparata ai tifoni, grazie un sistema di allerta che avvisa i residenti della gravità di qualsiasi tempesta, ma i danni dell'ultimo violento uragano mostrano la vera forza della natura.


Quando Typhoon Mangkhut ha colpito la città con raffiche di vento di oltre 180 Km all'ora, la sua intensità ha sorpreso molti abitanti di hong kong, i media locali hanno detto che l'Osservatorio di Hong Kong ha etichettato Mangkhut come la tempesta perfetta, la più intensa che abbia mai colpiti la città, battendo tutti i record registrati dal lontano 1946. 

La tempesta ha portato piogge torrenziali e onde alte più di 11 metri,che hanno scosso e danneggiato parecchi edifici edifici e lasciato decine di feriti in città. Dopo aver devastato le Filippine, uccidendo decine di persone, l'uragano ha proseguito la sua corsa verso nord. A Hong Kong non sono stati segnalati decessi, pur riscontrando centinaia di feriti e migliaia gli sfollati fuggiti nei rifugi anti tifoni pubblici.

L'aeroporto di Hong Kong, un punto di transito centrale attraverso l'Asia, è stato riaperto dopo essere stato praticamente chiuso per quasi tre giorni, per molti residenti di Hong Kong, le reti di trasporto della città non sono ancora pronte per il loro ritorno al lavoro. Le strade in tutta la città sono ancora bloccate da vetro e alberi caduti, e le principali compagnie di autobus hanno fermato la maggior parte dei loro percorsi, ad aggravare il problema e a rallentare il ritorno alla normalità in città, è stato il fatto che un servizio di metropolitana leggera è stato interrotto da una linea elettrica aerea che è stata danneggiata dalla caduta di alberi. 

Ma qui siamo in un'altra vita, altre usanze e senso civico, tutti i cittadini si sono uniti al personale pubblico per velocizzare i lavori ben presto tutto tornerà alla normalità come se nulla fosse successo.

QUESTE ALCUNE FOTO DELLA DEVASTAZIONE.

Philip Fong / Agence France-Presse - Getty Images

 

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

13°C

Milano

Mostly Cloudy

Humidity: 84%

Wind: 8.05 km/h

  • 13 Nov 2018 12°C 7°C
  • 14 Nov 2018 11°C 6°C