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updated 1:53 PM UTC, Jul 10, 2020

Festa della Repubblica, Mattarella a Codogno: "Riparte l'Italia del coraggio. Ognuno faccia la sua parte". Il ringraziamento di Fontana: "Alla Lombardia solidarietà e vicinanza da tutto il Paese, unito nelle differenze"

Il capo dello Stato nel comune simbolo dell'inizio dell'emergenza coronavirus: "La celebrazione del 2 giugno – l’anniversario della nascita della nostra Repubblica – ha luogo quest’anno qui, a Codogno e, idealmente, nei tanti altri luoghi in cui il dolore ha colpito il nostro popolo e dove conto di recarmi in altre prossime occasioni. In questi luoghi si ritrova oggi la Repubblica". Il governatore lombardo, Attilio Fontana, ha rivolto un particolare ringraziamento al presidente della Repubblica per quanto e come la sua vicinanza alla Lombardia sia stata costantemente presente, ricordando anche "la solidarietà e la vicinanza dell'Italia tutta, che parimenti ha conosciuto lutti e difficoltà. Oggi quello stesso spirito di vicinanza e condivisione deve essere motore per la ripartenza di un Paese, unito nelle differenze"


Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato accolto da alcuni applausi al suo arrivo a Codogno, città simbolo dell'emergenza coronavirus. Il capo dello Stato, che indossa la mascherina, è stato accolto dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dal sindaco della città Francesco Passerini e dal prefetto Marcello Cardona. Nel palazzo risuonano le note dell'inno d'Italia.

"La celebrazione del 2 giugno – l’anniversario della nascita della nostra Repubblica – ha luogo quest’anno qui, a Codogno e, idealmente, nei tanti altri luoghi in cui il dolore ha colpito il nostro popolo e dove conto di recarmi in altre prossime occasioni. In questi luoghi si ritrova oggi la Repubblica", ha detto Mattarella aggiungendo: "Da Codogno, dove è iniziato il nostro percorso di sofferenza, vogliamo ribadire i valori della Costituzione, ricordando nuovamente i tanti nostri concittadini morti per il coronavirus e rinnovando grande solidarietà ai loro familiari e alle loro comunità"

"Questo è tempo di un impegno che non lascia spazio a polemiche e distinzioni. Tutti siamo chiamati a lavorare per il Paese, facendo appieno il nostro dovere, ognuno per la sua parte", ha sottolineato allora il capo dello Stato. "Qui nella casa comunale di Codogno oggi - come poche ore fa a Roma all’Altare della Patria - è presente l’Italia della solidarietà, della civiltà, del coraggio. In una continuità ideale in cui celebriamo ciò che tiene unito il nostro Paese: la sua forza morale. Da qui vogliamo ripartire. Con la più grande speranza per il futuro", ha detto ancora Mattarella ricordando come le zone rosse prima, l'intero Paese poi, "hanno dato una grande prova di senso civico. Grazie ai nostri concittadini per l'esempio che hanno dato a tutta l'Europa e al mondo",

Nel fronteggiare l'emergenza Covid-19 "abbiamo anche assistito allo svilupparsi di reti di solidarietà a opera di persone di ogni età che, in forme diverse, hanno svolto funzione di assistenza, di aiuto, di conforto nei confronti di chi si trovava in difficoltà. Siamo stati testimoni di migliaia di gesti solidali, coraggiosi, di testimonianze di altruismo, di abnegazione e spesso di inventiva nell’aiuto a chi ne aveva bisogno. Si è manifestato un patrimonio morale presente nel nostro Paese, spesso sommerso, che va esaltato e messo a frutto E’ il sommerso del bene. Che va fatto prevalere, va fatto affiorare, affinché caratterizzi in modo positivo la ricostruzione che attende la nostra società, ha sottolineato Mattarella affermando che questa visita "consente di poter sottolineare, ancora una volta, la riconoscenza della Repubblica a quanti si sono prodigati per curarli e assisterli negli ospedali, nei presìdi territoriali, a domicilio. Senza domandarsi chi fossero, da dove venissero, che opinioni avessero ma guardando esclusivamente al loro essere persone".

Il 21 febbraio, il giorno in cui l'Italia scopre che il coronavirus ha varcato i propri confini a Codogno (Lodi), potrebbe diventare la giornata per celebrare le vittime del Covid. "Auspichiamo che questa data possa diventare simbolica per tutta la nazione affinché rimanga viva la memoria di ciò che è successo e che non si può dimenticare, perché situazioni drammatiche come queste non accadano mai più", ha detto dal canto suo il sindaco di Codogno, Francesco Passerini. "Oggi la sua presenza, signor Presidente, fa sentire a tutta la cittadinanza la vicinanza da parte delle istituzioni, sia nella sincera partecipazione alla sofferenza delle persone ammalate che nella grande solidarietà ai familiari delle vittime, ma anche a fianco di coloro che di riflesso stanno vivendo o rischiano pesanti conseguenze economiche", ha aggiunto.

"Siamo consapevoli che il momento che attraversiamo richiede ancora coinvolgimento, condivisione, unità di intenti per sconfiggere il virus e per la ripartenza, ma oggi la sua presenza ha contribuito a rinnovare la nostra forza e pertanto le rinnovo il benvenuto e le rappresento tutta la mia gratitudine per essere qui a riconoscere lo spirito, la resilienza e il coraggio di questa comunità", ha concluso il primo cittadino.

Fontana a Codogno: Covid ha travolto vite, lombardi hanno mostrato loro forza

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“La Lombardia ha contato con il Covid troppe vittime: uomini e donne dietro cui si celano storie e famiglie, cui va in questa giornata, come ogni giorno, il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. Migliaia sono stati i malati e i guariti, assistiti con encomiabile senso del dovere e sacrifici straordinari da medici, infermieri e volontari venuti da tutto il mondo per offrire aiuto al nostro territorio: a loro voglio esprimere la mia infinita gratitudine”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel suo intervento al municipio di Codogno. Dove ha accolto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita ufficiale in Lombardia nel luogo da cui il 20 febbraio scorso è stato riscontrato il primo caso di coronavirus in Italia.

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, anche il sindaco di Codogno, Francesco Passerini, e i sindaci dei dieci Comuni inseriti nella ‘zona rossa’.

“Il 20 febbraio scorso, a Codogno – ha ricordato il presidente Fontana – la storia del nostro Paese è mutata, dolorosamente e inaspettatamente. Un male imprevedibile ha travolto le vite dei nostri uomini e delle nostre donne e devastato con incredibile violenza una terra, la Lombardia, di lavoro e bellezza, solidarietà e progresso”.

“Questi luoghi hanno, per primi, sofferto le terribili conseguenze dell’epidemia – ha sottolineato – e pagato un prezzo più alto in termini di vite umane e sacrifici”.

Il governatore Fontana ha rivolto un particolare ringraziamento al presidente della Repubblica per quanto e come la sua vicinanza alla Lombardia sia stata costantemente presente. Ricordando anche “la solidarietà e la vicinanza dell’Italia tutta, che parimenti ha conosciuto lutti e difficoltà. In questa giornata, quello stesso spirito di vicinanza e condivisione deve essere motore per la ripartenza di un Paese, unito nelle differenze”.

“L’emergenza sanitaria ha messo a dura prova cittadini, imprese e istituzioni – ha rimarcato Fontana – lungamente colpite da una tragedia come quella del Covid che ha fatto contare in Lombardia troppe vittime e che ha avuto, e avrà, conseguenze importanti sulla nostra economia e sulla nostra quotidianità”. “Ci approcciamo ora – ha concluso Fontana – a una nuova normalità. Che impone ritmi e abitudini differenti e un rinnovato senso civico, indispensabile per garantire a tutti un futuro sicuro”.

covid lombardia troppe vittime

Coronavirus, l'Inter ha già vinto lo scudetto della solidarietà. Dopo la donazione del presidente Zhang, raccolti altri 500mila euro per l'ospedale Sacco

Da Zhang all’Inter, al mondo. Il tutto per aiutare l’ospedale Sacco nella ricerca per il vaccino per il Covid-19. È l’ultima iniziativa del club nerazzurro: dai giocatori all’ultimo dei dipendenti, passando per lo staff tecnico, l’Inter ha raccolto 500 mila euro da donare alla struttura milanese, in prima fila nella lotta al coronavirus. Non solo: la donazione vuole essere un punto di partenza. Perché attraverso i suoi social il club ha lanciato anche una campagna di crowdfunding, ovvero una raccolta fondi aperta a chiunque voglia partecipare, da destinare al Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche del Sacco di Milano. L’iniziativa è stata pensata in collaborazione con la Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus. E segue la donazione di 100 mila euro del presidente Zhang e, ancor prima, l’invio di mascherine e prodotti sanitari alla città di Wuhan e allo stesso Sacco.

 

(Fonte: gazzetta.it)

  • Pubblicato in Sport

Quei poveri italiani di cui molti parlano ma che pochi vedono (VIDEO)

Il lavoro perso e non ritrovato a 50 anni, una separazione, una malattia, un incidente o un'ingiustizia. Ecco come si può finire in mezzo a una strada, oggi, da cittadini italiani, anche in una città come Milano; tra chi, come l'associazione ProTetto, dà loro un aiuto concreto e chi si gira dall'altra parte, magari prima di tornare a casa e scrivere, in tutta comodità, qualche bel post contro il "razzismo".

(GUARDA IL SERVIZIO DI GABRIELLA SIMONI DEL TG5)

A Milano 2.600 senzatetto, in 600 vivono per strada. Il quadro di una metropoli tra solidarietà che funziona e ansia sociale in aumento

La rilevazione della Fondazione Rodolfo Debenedetti nella ricerca 'RacContami 2018', il terzo censimento dei senza dimora a Milano, promosso in collaborazione con l'Università Bocconi e il Comune.  Il 77% trova ospitalità nelle strutture di accoglienza notturne


Oltre 2.600 senzatetto censiti a Milano, il 77% ospitato in strutture di accoglienza. Questi, in sintesi, i dati emersi da RacCONTAMI2018, il censimento delle persone senza fissa dimora realizzato lo scorso febbraio dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti in collaborazione con l’Università Bocconi.

"Il censimento dei senza dimora dimostra che il sistema dell’accoglienza milanese ha raggiunto importanti risultati. Dai dati, raccolti dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti in collaborazione con l’Università Bocconi, emerge che a Milano trova ospitalità nelle strutture del territorio ben il 77% dei clochard. Uno sforzo che, come sottolinea la ricerca, porta Milano ad accogliere molto di più di altre città italiane, come Roma e Torino".

In particolare, 2.608 persone senza dimora sono state contate a Milano la notte di lunedì 19 febbraio 2018. Di queste, 587 persone sono state individuate in strada, mentre 2.021 in strutture di accoglienza notturna. Rappresentano lo 0,2% della popolazione cittadina, ovvero due persone ogni 1.000 abitanti, dato in linea con quello di altre grandi città europee. Rispetto a 5 anni fa, la presenza dei senza dimora a Milano risulta stabile, anche se è aumentata leggermente la quota di persone incontrate in strada (dal 19% nel 2013 al 23% nel 2018).

A Milano un'elevata percentuale di senza dimora è ospite di strutture di accoglienza notturna (77%): il dato risulta "significativamente superiore" a quelli di altri contesti italiani ed internazionali. Circa 700 volontari e più di 40 enti cittadini hanno partecipato all’iniziativa. Il progetto arriva così alla sua terza edizione, a distanza di 5 e 10 anni dalle prime due rilevazioni, rispettivamente nel 2013 e 2008.

"In un panorama che è molto cambiato rispetto all’ultimo censimento del 2013 per via dell’enorme flusso di migranti che ha investito la nostra città il numero dei senzatetto è rimasto sostanzialmente stabile e in linea con i grandi centri europei con cui ogni giorno Milano si confronta. Il nostro sistema è stato in grado di accogliere chiunque abbia chiesto un aiuto", aggiunge Majorino.

"Questo, però, non può e non deve bastare: ci sono ancora tante persone che vivono in strada. La loro reintroduzione nella società è l’obiettivo che perseguiremo grazie ai percorsi attivati con i fondi del Pon inclusione. Infine dobbiamo mettere in campo, di concerto con Regione Lombardia che dovrà assumersi le proprie responsabilità, un serio impegno nella lotta alle dipendenze perché il dato che parla di un terzo del totale dei clochard sotto i 35 anni non sia più così alto", conclude l'assessore. (Fonte: Adnkronos)

A Milano una Pasquetta diversa: quanti posti a tavola grazie a Motore Metropolitano e ProTetto. Daniela Reho: "Che bella festa! Felici di aiutare chi ha bisogno" (VIDEO)

Ha avuto un grande successo la lodevole iniziativa delle associazioni Motore Metropolitano e ProTetto a Milano. Il pranzo solidale di Pasquetta, offerto a senzatetto e persone che vivono condizioni di disagio grazie al contributo di "sponsor" che hanno fornito il cibo e al lavoro dei volontari, si è svolto nei locali della chiesa di San Gregorio Magno. Il servizio realizzato dal giornalista Ivan Filannino descrive molto bene il clima di festa e calore umano che ha caratterizzato questo bel lunedì dell'Angelo

"A Pasquetta vieni a pranzo da noi": a Milano l'iniziativa solidale di Motore Metropolitano e ProTetto. Parlano Daniela Reho, Fernando Barone e Chicca Pavesi (VIDEO)

(VIDEO) - Sarà un Lunedì dell’Angelo nel segno della solidarietà quello che si terrà il prossimo 2 aprile nei locali della chiesa S. Gregorio Magno sita a Milano in via Settala 25. A partire dalle 12.30 avrà inizio il pranzo solidale organizzato da “Motore Metropolitano”, associazione da anni attiva sul territorio milanese con il suo impegno civile e sociale nei confronti dei più bisognosi, e dalla ONLUS PRO TETTO che si propone di aiutare chi, per ragioni economiche, sociali o famigliari, non ha un tetto sotto cui vivere. Lo scopo è quello di offrire un pasto caldo ai tanti senzatetto e nullatenenti che in questo periodo di festa sono abbandonati a loro stessi.

“Sarà una giornata speciale - spiegano Daniela Reho presidente di “Motore Metropolitano” e Fernando Barone, presidente di ‘’ProTetto’’- resa possibile grazie all’indispensabile aiuto dei volontari delle due associazioni e all’infinita generosità di aziende e privati che hanno accolto con grande entusiasmo il nostro invito offrendo le materie prime da offrire ai partecipanti. Un grazie speciale dunque a Donato Parlavecchia commercio ittico,al panificio Maestri Maurizio, alla pasticceria Lizzi e il centro di formazione professionale Ecfop!

"A buon Fine", meno sprechi alimentari, più risorse per la solidarietà

Un progetto che diventa un libro, un obbiettivo - meno sprechi alimentari, più risorse per la solidarietà - che Coop persegue ormai da dodici anni. Si è partiti da lontano e ora l’iniziativa coinvolge tutta la Lombardia


Se l’Italia con la legge del buon samaritano è stata nel 2003 uno dei primi paesi a occuparsi delle donazioni alimentari, anche da un punto di vista normativo, un vero salto di qualità si è avuto soltanto con EXPO 2015. L'esposizione universale ha riacceso l'attenzione sul tema e dato vita a una nuova legge - la cui prima firmataria è la deputata Varesina Maria Chiara Gadda - che ha portato a una vera rivoluzione. 

E così per presentare "A Buon fine" - titolo scelto per il libro di Zita Dazzi - non poteva esserci cornice migliore di Palazzo Marino, dove il progetto Expo ha mosso i primi passi e dove ancora si investe molto sul tema dell'alimentazione e delle eccedenze. Molte le tante realtà attive sul territorio come la Caritas Ambrosiana, che tutti i giorni incontra migliaia di persone e dà loro una mano concreta e dove con i 7 empori raccogliamo 1600 tonnellate di generi alimentari all'anno.  Raccolte con cui cercano di fornire centri ascolto e mense con cibo trasformato, da spazzatura in cibo buono e giusto che evita lo spreco. In circa 10 anni Coop ha recuperato 35 tonnellate di cibo e consegnato a diverse onlus sparse sul territorio lombardo, il progetto A Buon Fine è cresciuto negli anni fino a coinvolgere 53 tra supermercati e ipermercati. Tanto che nel 2016 Coop ha donato 900 tonnellate di ottimo cibo a 80 associazioni: numeri enormi, raggiunti in dieci anni di questa straordinaria esperienza di responsabilità sociale e ambientale.

 

"Un Boccone con Il Cuore", benefica iniziativa dell'associazione ProTetto

UN BOCCONE CON IL CUORE” l’iniziativa della Associazione ProTetto Onlus,  vuole essere un modo per utilizzare quanto avanza presso i ristoranti alla fine della giornata e non più commercialmente commestibile, a favore di chi invece un pasto non riesce ad averlo perche si trova in una situazione di disagio sociale.


Stiamo parlando di persone senza fissa dimora, ma anche di persone che magari hanno una casa ma sono in condizioni di difficoltà economiche e non hanno il denaro per acquistare generi di prima necessità, parliamo di padri separati, di famiglie colpite dalla crisi e prive di reddito. Solo a Milano, soprattutto nelle prestigiose vie del Centro, di sera si possono incontrare decine e decine di queste persone, che cercano qualcosa con cui sfamarsi ed è solo grazie alle Associazioni di volontariato che trovano un sostentamento.
Da qui l’idea di proporre a ristoranti e trattorie di prendersi a carico un senzatetto, provvedendo a sfamarlo con un pasto caldo completo, creando cosi un rapporto umano tra il senza tetto ed il ristoratore, con magari anche la possibilità di piccoli lavoretti, ovviamente nel rispetto delle regole.
Ad oggi abbiamo attivato un buon numero di ristoratori, ma purtroppo non basta, in previsione dell' inverno dobbiamo far "adottare" per un pasto caldo quotidiano, i numerosi senza tetto sparsi per la città, in prevalenza italiani, che sembrano essere diventati gli "ultimi tra gli ultimi".
L'Associazione ProTetto Onlus nasce di fatto a Milano circa 2 anni fa ed ha un progetto ancora fermo c/o il comune di Milano, che darebbe un tetto ai senza fissa dimora a costo zero per il comune stesso. Ma si sa, la burocrazia ostacola anche le idee piu’ lungimiranti e quindi per il momento si cerca di ovviare alle necessita’ dei piu sfortunati battendo altre strade.
Sarebbe auspicabile che si creasse un passaparola tra i cittadini, al fine di coinvolgere il maggior numero di ristoratori sparsi per la città, allargando ancora di piu’ il numero dei poveri che potranno ricevere un pasto caldo. Contiamo che l'idea possa essere raccolta anche da Associazioni di altre città al fine di dare ovunque una dignità a chi è rimasto indietro.

E' questa una iniziativa che ha coinvolto anche persone dello spettacolo che hanno deciso di mettere la loro faccia per promuovere e cercare di sensibilizzare l'opinione pubblica

Il VideoSelfie del comico milanese Andrea Pucci

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