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updated 8:03 AM UTC, Aug 8, 2020

Giorno del Ricordo, Sala ammette: "Sulle Foibe un silenzio colpevole"

l sindaco di Milano è intervenuto alle celebrazioni ufficiali del 10 febbraio, giornata dedicata alla memoria del massacro di migliaia di italiani e dell'esodo forzato di 350 mila tra istriani, fiumani e dalmati, vittime della pulizia etnico-politica compiuta dai partigiani comunisti del maresciallo Tito alla fine della Seconda guerra mondiale. L'intervista e il discorso del primo cittadino della metropoli lombarda - (VIDEO)


"Milano è orgogliosa di celebrare il Giorno del Ricordo, un momento in cui tutta Italia si ferma per ricordare le stragi e l'esodo di migliaia di cittadini. Per troppi anni su quei crimini c'è stato un silenzio colpevole".

Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha ricordato le vittime delle foibe nel corso delle celebrazioni ufficiali in occasione della giornata del ricordo. Celebrazioni in cui non sono mancate le polemiche: alcuni militanti di Fratelli d'Italia hanno mostrato uno striscione con la scritta "Sala vietata - verità negata", in polemica con la mancata autorizzazione da parte del Comune al Municipio 4 di utilizzare la Palazzina Liberty per un concerto a cui avrebbero dovuto partecipare anche appartenenti alla destra radicale. Alle celebrazioni ha partecipato anche, tra gli altri, il deputato di FdI Ignazio La Russa: "Sono contento che il sindaco Sala oggi sia qui - ha detto - ma mi spiace che non abbia detto nulla sugli assassini responsabili delle Foibe".

Foibe, la denuncia del Blocco Studentesco di Milano: "Conferenza negata al Liceo Tenca, vogliono nascondere la verità. Dirigenza scolastica vergognosa"

Il movimento legato a CasaPound protesta per quanto avvenuto in un istituto milanese. L'incontro era previsto il 10 febbraio, Giorno del Ricordo dedicato al massacro di migliaia di italiani e all'esodo forzato di 350.000 tra istriani, fiumani, e dalmati vittime della pulizia etnico-politica dei partigiani jugoslavi comunisti agli ordini del maresciallo Tito. La scuola parla di difficoltà organizzative legate allo spostamento delle classi. Gli studenti non ci stanno: "Accampano scuse per non affrontare un argomento scomodo, ma non ci fermiamo"


"La conferenza era programmata da mesi, quelle della dirigenza scolastica sono solo scuse senza alcuna giustificazione". È questo il duro attacco dei militanti del Blocco Studentesco contro la decisione improvvisa di annullare il convegno sulle Foibe che doveva svolgersi il 10 Febbraio, con la partecipazione delle classi quarte e quinte dell'Istituto.

"Troviamo vergognoso – comunicano in una nota – che la conferenza, organizzata per altro in collaborazione con alcuni professori, per ricordare i Martiri delle Foibe sia stata annullata a causa di inesistenti problemi di burocrazia riguardanti la gestione delle classi che dovevano partecipare".
«L’obiettivo era far conoscere quello che è stato il dramma di foibe ed esodo tramite le voci di chi ha vissuto personalmente la tragedia che ha colpito, tra il 1943 e il 1947, migliaia di nostri connazionali».

"Non è accettabile – continuano – che a meno di due giorni dalla data prevista, preside e vicepreside decidano di annullare tutto, adducendo come motivazione la 'difficoltà' di organizzare lo spostamento delle classi".
"Tutto ha il sapore di una scusa, utilizzata solo per negare una conferenza su un argomento evidentemente ancora troppo scomodo per essere trattato. Chiederemo un incontro ufficiale con la dirigenza scolastica per comprendere le reali motivazioni e ottenere un'altra data".

"La verità – concludono – non può essere infoibata e non sarà certo l’inettitudine degli organi scolastici a impedirci di parlare nelle scuole di una vicenda per troppo tempo nascosta o minimizzata".

Giorno del Ricordo, La Russa: "Sulle foibe c'è ancora negazionismo da parte della sinistra. Sala? Non una parola sui carnefici comunisti"

Il deputato di Fratelli d'Italia a Milano per le cerimonie del 10 febbraio dedicate al massacro di migliaia di italiani e all'esodo forzato di 350 mila istriani, fiumani e dalmati dalle proprie terre alla fine della Seconda guerra mondiale. Il parlamentare ricorda la sua iniziativa per istituire una giornata dedicata a quella tragedia e attacca gli avversari politici, responsabili di un occultamento o un ridimensionamento della verità sui crimini compiuti dai partigiani del maresciallo Tito, legati a doppio filo ai "compagni" del Pci e non solo da questa parte del confine. Polemica dai toni soft, ma comunque esplicita, nei confronti del sindaco: "Bene che sia venuto, ma non ha nemmeno nominato gli autori di quelle stragi anti-italiane". La nostra intervista - (VIDEO)

Pd, Fabio Pizzul: "No regolamenti di conti e logiche di potere interne. Si torni a lavorare su idee e temi per il Paese"

Il consigliere regionale lombardo commenta ai microfoni de ilComizio.it, le discussioni interne al suo partito che negli ultimi tempi è apparso diviso sulla leadership di Matteo Renzi (con candidature più o meno esplicite alla segreteria), sul congresso e sulla possibilità di elezioni anticipate - (VIDEO)


"Nel Partito democratico è giusto che si discuta e ci sarà la Direzione nazionale dedicata proprio a questo. Tutti sono importanti e nessuno è indispensabile; Renzi è più che mai importante e ha la responsabilità di gestire al meglio questa fase di transizione. in ogni caso, mi appassionano poco gli incontri serali piuttosto che le dichiarazioni sui giornali. il Pd deve recuperare un po' di credibilità sviluppando idee e proposte credibili per il Paese e il segretario non sia un ostacolo in tal senso, ma che anzi sia una risorsa da utilizzare al meglio. Ben vengano le discussioni ma senza quel clima da 'O.K Corral' o da sfida finale che tutti giorni emerge sulla stampa. Il congresso? Prima o poi ci sarà - la scadenza naturale e quella di fine anno - ma la cosa più importante è che il partito torni a ragionare sulle soluzioni per l'Italia, se poi questo passerà anche attraverso il congresso ben venga basta che non si tratti di un regolamento di conti interno che non verrebbe capito dagli iscritti, dai simpatizzanti, dagli elettori né dagli italiani più in generale. I nomi di Emiliano, Orlando e altri? Li leggo anch'io sui giornali, basta che le varie ipotetiche candidature emergano - ribadisco - per far emergere idee per il Paese e non per logiche di potere interne". E' quanto dichiarato ai microfoni de ilComizio.it da Fabio Pizzul, consigliere del Pd in Regione Lombardia, a margine di un'iniziativa a sostegno del periodico della Caritas Ambrosiana "Scarp de' tenis".

Raggi senza pace. Berdini la definisce "impreparata"; prima smentisce poi rimette il mandato. La sindaca respinge le dimissioni. Alta tensione nel M5S

L'assessore all'Urbanistica della Capitale annuncia la volontà di lasciare la carica in seguito alle dichiarazioni choc riportate oggi in un articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa. E attacca: "Nessuna intervista, quel piccolo ha mascalzone del giornalista ha carpito un colloquio con amici". La prima cittadina, per ora, lo assolve: "Si è scusato". Malumori tra i consiglieri M5S al Campidoglio, ma intanto Grillo rilancia sul blog "i 91successi di Virginia Raggi e del MoVimento 5 Stelle a Roma"


Nuova grana in Campidoglio. Il giorno dopo la notizia dell'indagine in concorso con Salvatore Romeo per abuso d'ufficio in relazione alla nomina del suo fedelissimo a capo della segreteria, scoppia il 'caso' Berdini. L'assessore all'Urbanistica della capitale in un colloquio con 'la Stampa' avrebbe parlato di una sindaca "impreparata" e con "intorno una banda".

Lui puntualizza di non aver mai concesso una intervista al giornale. Ma il colloquio viene confermato. Dopo un confronto con la sindaca, l'assessore rimette il mandato: "Ribadisco la stima alla sindaca Raggi e rimetto il mio mandato", dice in una nota. Dimissioni respinte dalla sindaca: "L'assessore si è scusato". Ma l'assessore attacca: "Ci stanno massacrando, un vero e proprio linciaggio mediatico che si sta scatenando proprio nel momento in cui l'amministrazione comunale prende importanti decisioni che cambiano il modo di governare questa città. Non sto a raccontare di pesanti insulti e minacce che ricevo quotidianamente in rete aggiunge - ora siamo passati anche alle trappole".

IL COLLOQUIO CON  'LA STAMPA' - "Su certe scelte sembra inadeguata al ruolo che ricopre. I grand commis dello Stato, che devo frequentare per dovere, lo vedono che è impreparata. Ma impreparata strutturalmente, non per gli anni". Lo dice della sindaca di Roma Virginia Raggi l'assessore all'Urbanistica della Capitale Paolo Berdini, in un colloquio con la Stampa. "Se lei si fidasse delle persone giuste... - si sfoga Berdini - Ma lei si è messa in mezzo a una corte dei miracoli. Anche in quel caso, io glie l'ho detto: 'Sei sindaco, quindi mettiti intorno il meglio del meglio di Roma'. E invece s'è messa vicino una banda". "Sono proprio sprovveduti - dice quindi Berdini su Raggi e Salvatore Romeo, il funzionario del Comune che le ha intestato una polizza assicurativa - Questi secondo me erano amanti. L'ho sospettato fin dai primi giorni, ma mi chiedevo, com'è che c'è questo rapporto?". "Io sono amico della magistratura - dice anche Berdini - Paolo Ielo lo conosco benissimo, è un amico, ma lei è stata interrogata otto ore. Anche lì c'è qualcosa che non mi torna".

LA REPLICA DI BERDINI - L'assessore all'Urbanistica di Roma Paolo Berdini ha smentito al telefono con Rai News 24 di aver mai rilasciato un'intervista al quotidiano la Stampa in cui tra l'altro si definisce 'impreparata' la sindaca Virginia Raggi. 'Stavo parlando con due amici e il giornalista, questo piccolo mascalzone, ha carpito alcune frasi - ha detto Berdini - Sindaca impreparata? Tutti noi della Giunta siamo impreparati, anche io mi ci metto, l'avevo già detto. Non immaginavo il baratro che ho trovato: la città é messa in ginocchio'. Nel titolo dell'articolo si attribuisce a Berdini la frase '(Raggi) si e' circondata di una corte dei miracoli' in relazione a Raffaele Marra e a Salvatore Romeo e si definisce 'sfogo' quello dell'urbanista. 'Non ho mai detto queste cose - ha risposto Berdini - Non mi fate scendere nello scantinato in cui e' sceso questo poveretto'.

LA STAMPA, CAPIAMO IL SUO IMBARAZZO - 'Questa mattina l'assessore del Comune di Roma Paolo Berdini ha smentito di aver rilasciato delle dichiarazioni al nostro giornale sulla Giunta di Virginia Raggi', sottolinea La Stampa in una nota in cui 'conferma parola per parola il colloquio con l'assessore Berdini pubblicato nell'edizione odierna a firma del giornalista Federico Capurso'. 'Se umanamente si può comprendere l'imbarazzo dell'assessore - continua La Stampa - questo comunque non giustifica in alcun modo gli inaccettabili giudizi che Berdini ha pronunciato sul collega per cercare di smentire quanto riferito'.

Malumori tra i consiglieri M5S di Roma dopo il caso Berdini. "Così ci danneggia e non fa squadra", dice più di uno dopo avere letto l'intervista su La Stampa poi smentita dal diretto interessato. Berdini nell'intervista sostiene che la "Raggi è impreparata e circondata da una banda". Poi fa congetture sul rapporto personale tra Raggi e Romeo. "E' evidente che non sta portando avanti un gioco di squadra, rilascia dichiarazioni più vicine alle opinioni personali che non allo spirito di squadra", dicono alcuni consiglieri.

Intanto Beppe Grillo sul blog rilancia "i 91successi di Virginia Raggi e del MoVimento 5 Stelle a Roma". Con questo titolo il post su facebook della sindaca di Roma Virginia Raggi approda sul blog di Beppe Grillo, a testimonianza della fiducia che il leader M5S - che rilancia il post anche sul suo profilo twitter - continua a riporre nella prima cittadina capitolina. Questo pomeriggio Raggi sarà tra i sindaci presenti alla conferenza di presentazione del sito sui "risultati" dei Comuni guidati dal M5S. (Fonte: Ansa)

Lombardia e trasporto pubblico locale, l'assessore Sorte sferza la Provincia di Monza e Brianza: "Rispetti gli accordi e mantenga gli impegni come abbiamo fatto noi"

IlComizio.it, dopo aver raccolto le preoccupazioni di tanti cittadini, soprattutto pendolari, sui possibili tagli di linee di autobus che collegano Comuni importanti, è andato a sentire l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità che spiega lo sforzo della giunta Maroni sulla questione e richiama alle proprie responsabilità l'Ente amministrato dal centrosinistra - (VIDEO)

Matteo Forte (Milano Popolare): "Ecco cosa fare contro la povertà e il disagio sociale"

Il consigliere comunale di centrodestra presenta le proposte del suo gruppo per il contrasto del disagio economico che nella metropoli lombarda è vissuto da larghe fette della popolazione, nonostante il cosiddetto "welfare ambrosiano" sia comunque un modello all'avanguardia per le capacità di una realtà civili presenti e dinamiche. L'intervista de il Comizio.it. Ai nostri microfoni anche Alessandro Bramati (presidente del Municipio 5) e Deborah Giovanati (assessore del Municipio 9) - (VIDEO)


 

 "Un albo dei soggetti accreditati, una fase triennale degli interventi sperimentale e monitorata, servizi erogati rimborsati a risultato, audizione semestrale dell'assessore alle Politiche sociali per informare la Commissione consiliare competente sull'andamento dell'operato in corso. Questi in sintesi i punti in cui si articola la proposta di delibera di Milano Popolare a Palazzo Marino, per contrastare la povertà e l'esclusione sociale, non una forma di assistenzialismo, ma "un percorso di accompagnamento allo sviluppo della persona", come sottolinea il capogruppo Matteo Forte, per il quale bisogna valorizzare ancora di più le realtà che già operano in quest'ambito, rendendo più efficente sia il loro lavoro che la spesa pubblica. Del resto, nel corso degli anni è cresciuto il numero delle persone in difficoltà e bisognosi non solo di generi alimentari ma anche medicinali, come rilevato da Banco Alimentare, Caritas Ambrosiana e Osservatorio sulla donazione dei farmaci, non a caso, già da tempo ci si è attrezzati per fronteggiare i bisogni emergenti. Sentiamo cosa si è fatto, per esempio, nei Municipi 5 e 9, rispettivamente dalle parole di Alessandro Bramati e Deborah Giovanati.

Salvini corre verso il voto: "Fuori dall'Euro, prima gli italiani!". E annuncia una manifestazione a Napoli

Il leader leghista ribadisce la sua prioritaria battaglia per l'uscita dalla moneta unica: "Vogliamo che il Paese torni a scegliere, a crescere e sperare nel futuro; ben vengano Trump, Marine Le Pen e tutti quelli che si battono per la sovranità. Il ricatto dello spread è un giochino vecchio a cui non crede più nessuno. Alle urne da soli? O c'è un programma condiviso oppure sì, non ripeteremo gli errori del passato". Quindi rilancia lo sbarco al Sud: "Ben contento di confrontarmi con questa sfida"

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