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updated 1:53 PM UTC, Jul 10, 2020

Area C a Milano, Daniela Reho: "Chiamiamola col suo nome, è una tassa. Sta facendo morire il commercio e il lavoro"

L'esponente di Forza Italia, ospite di Ivan Filannino nella trasmissione "Ore 7" di Estenews, commenta senza mezzi termini l'entrata in vigore delle nuove regole per la viabilità nella Cerchia dei Bastioni. Misure che restringono ulteriormente la possibilità per le auto di circolare in centro e che introducono il pagamento del ticket di 5 euro a ingresso anche per i veicoli a Gpl e Metano


"Chiamiamola con il suo nome, senza girarci intorno e prendere in giro i milanesi: l'Area C è una tassa. La giunta Sala vuol farci credere che le misure adottate per regolare la circolazione nel centro città vanno a beneficio dei cittadini, ma non è così. Le nuove regole che prevedono il divieto d'accesso alla Cerchia dei Bastioni per i diesel di vecchia generazione, ma soprattutto il pagamento del ticket da 5 euro per i veicoli a metano e Gpl, sono una grossa ingiustizia. Pensiamo a coloro che pochi anni fa hanno cambiato l'auto, acquistando un mezzo che tutti ritenevano poco inquinante, per poter circolare liberamente e ora si ritrovano a dover pagare. Questi provvedimenti stanno uccidendo il commercio; la gente per lavorare ha bisogno di muoversi. Vogliamo impedirglielo?". Questo il commento di Daniela Reho, esponente di Forza Italia, ospite della trasmissione di Estenews "Ore 7", condotta da Ivan Filannino, sulla nuova normativa sull'Area C del Comune di Milano, entrata in vigore lunedì 13 febbraio 2017. 

Sicurezza sui treni, la Regione Lombardia chiede l'esercito nelle stazioni. Appello anche dai sindaci di Milano e Bergamo. Sorte attacca: "Governo da Zeru tituli"

L'assessore alle Infrastrutture e Mobilità, esortando l'esecutivo a fare la sua parte, ha ricordato la convenzione sottoscritta con tutte le società che erogano i servizi di trasporto pubblico e che consente alle Forze dell'ordine e armate di viaggiare gratuitamente. E poi il recente stanziamento di 3 milioni di euro per finanziare il servizio di guardie giurate armate sui treni e nelle stazioni. C'è poi il fenomeno del vandalismo che, solo nel 2016, è costato oltre 10 milioni di euro: "Promuovere la cultura della legalità e del senso civico". La nostra intervista - (VIDEO)


"Chiediamo al Governo di istituire un presidio militare almeno in ogni stazione delle città capoluogo della Lombardia". Lo ha detto l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte, riferendosi all'episodio di violenza verificatosi la scorsa settimana su un treno Milano-Mortara.

SRADICARE CONCETTO CHE STAZIONI SONO "TERRA DI NESSUNO" - "E' importante sradicare il concetto che le stazioni non sono difese - ha continuato - e che quindi li' si può fare quello che si vuole perché sono terra di nessuno. Il primo passo, dunque, e' quello di poter disporre, entro sei mesi, di militari nei capoluoghi per poi estendere la sperimentazione oltre le principali città. Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha fatto questa richiesta, ma ad oggi il Governo continua a tacere".

LA COMPETENZA E' DEL GOVERNO - "Voglio ricordare - ha continuato l'assessore - che il tema sicurezza è competenza del Governo che, purtroppo, continua ad essere latitante. Con grande senso di responsabilità noi continuiamo ad investire su questo tema e per il solo 2017 abbiamo investito più fondi che per l'anno di Expo". L'assessore ha ricordato la convenzione sottoscritta con tutte le società che erogano i servizi di trasporto pubblico e che consente alle Forze dell'ordine e armate di circolare gratuitamente sui treni. E poi il recente stanziamento di 3 milioni di euro per finanziare il servizio di guardie giurate armate sui treni e nelle stazioni. "Guardie - ha sottolineato Sorte - opportunamente addestrate e che devono avere seguito dei corsi ad hoc organizzati dalla Prefettura di Milano". Proprio nelle prossime settimane ci saranno 3 sessioni di esame per formare nuovo personale.

AIUTARE CHI GIA' STA LAVORANDO BENE, POTENZIARE POLFER - "Il punto di partenza pero' - ha continuato Sorte - non può che essere quello di potenziare il pattugliamento della Polfer. Sono uomini e donne che voglio ringraziare per il lavoro che fanno, ma purtroppo sono troppo pochi. E' necessario che queste pattuglie possano disporre di nuovo personale". Va infatti tenuto conto che, ogni giorno, in Lombardia, circolano 2.300 treni sui quali si spostano più di 720.000 pendolari. 

TUTTI I NUOVI TRENI SONO DOTATE DI TELECAMERE - Sorte ha anche ricordato che tutti gli ultimi treni acquistati dalla Regione, come pure quello che saranno consegnati in futuro, sono tutti dotati di telecamere per la sorveglianza. 

L'assessore ha poi voluto replicare a un affermazione polemica del consigliere regionale del Pd, Alessandro Alfieri che in merito agli annunci della giunta aveva parlato di meri "slogan". "Forse  Alfieri - ha dichiarato - dovrebbe dire ai 'suoi' sindaci Sala e Gori che chiedere il presidio dei militari è uno slogan".  "Capisco il suo imbarazzo - continua Sorte - visto che le prime richieste sono arrivate proprio dai sindaci di Milano e Bergamo. E gli faccio notare che sul tema sicurezza, come avrebbe detto un ex allenatore dell'Inter, il Governo e' a 'Zeru tituli'. Completamente non pervenuto". 

 

STAZIONI E TRENI: LA PIAGA DEL VANDALISMO COSTATA 10 MILIONI NELL'ULTIMO ANNO

 

Promuovere la cultura della legalità e del senso civico sui treni e nelle stazioni, cosi' da fronteggiare, il fenomeno del vandalismo che, solo nel 2016, è costato oltre 10 milioni di euro. E' questo l'obiettivo del progetto 'Scuola-Ferrovia. Lezioni di treno' presentato oggi dall'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte, insieme all'amministratore delegato di Trenord, Cinzia Farise'; al direttore di produzione Lombardia di Rete Ferroviaria Italiana, Vincenzo Macello; al presidente di Ferrovienord, Andrea Gibelli e al presidente del Dopolavoro ferroviario, Pino Tuscano, anima dell'iniziativa.


Giunto alla sua tredicesima edizione, il progetto si propone di presentare ai ragazzi della scuole della Lombardia i vantaggi del treno. Gli alunni saranno accompagnati nelle officine dove si ripuliscono le vetture vandalizzate. Saranno, insomma, condotti in un percorso attraverso sale d'attesa, sottopassi, atri biglietteria, luoghi pubblici delle stazioni (con particolare riguardo alla stazione più vicina alla Scuola) che consentirà loro di rendersi concretamente conto di cosa significa deturpare i treni.


Per l'ingegner Vincenzo Macello "La guerra al vandalismo si fa con la prevenzione. Se analizziamo i dati siamo in difficoltà. Nel 2016 nelle 291 stazioni di proprietà sono stati infatti 154 gli interventi di eliminazione dei graffiti e di ripristino degli arredi. Interventi per i quali abbiamo speso 1,5 milioni di euro. Il nostro impegno è continuare nel programma di miglioramento della percezione della sicurezza nelle stazioni a partire dalla installazione dei sistemi di video sorveglianza a circuito chiuso e collegati con le Forze dell'Ordine. La nostra attenzione, dunque, è dedicata anche al coinvolgimento degli enti locali, affinché le stazioni non siano solo un luogo di passaggio ma un luogo con degli spazi da vivere inseriti nel circuito delle attività sociali e culturali delle città".


er contrastare il fenomeno del vandalismo, per il presidente di Ferrovie Nord Andrea Gibelli, servono stazioni più vive e nuove tecnologie sui treni (già previste per i nuovi mezzi in esercizio dal 2019). Innanzitutto bisogna cambiare il concetto di stazione, che deve diventare un luogo sempre più vivo. Il secondo grande intervento riguarda l'acquisto dei nuovi treni (in servizio dal 2019), sui quali le tecnologie per la sicurezza saranno molto sviluppate con telecamere e sistemi di geolocalizzazione. Ferrovie Nord, che gestisce complessivamente oltre 120 stazioni, nel 2016 ha registrato 250 atti vandalici. Più della metà (il 57,5 per cento) sono stati danneggiamenti e rotture, circa un terzo (il 32,5) sporcizia, il restante 10 graffiti sui musi o nei sottopassi. Ogni intervento ha un costo medio di 600 euro (costo personale, costo del mezzo e costo dei materiali) per un totale di oltre 150.000 euro. A questa cifra vanno aggiunte le spese delle manutenzioni straordinarie.


"Sono numeri impressionanti, ha concluso Sorte ricordando che tutti gli ultimi treni acquistati dalla Regione sono dotati di impianti di video sorveglianza, e inaccettabili. I 10 milioni di euro che ogni anno spendiamo per il ripristino dei treni sono soldi che togliamo ad altro. Potremmo spenderli ad esempio per nuove iniziative di sicurezza. Ben vengano comunque iniziative volte a sensibilizzare i giovani alla cultura del rispetto".

L'amministratore delegato di Trenord, Cinzia Farisè, ad illustrare nel dettaglio quanto costano ogni anno gli atti vandalici sui treni del servizio ferroviario regionale.

In un anno Trenord  spende circa 10 milioni di euro a causa del vandalismo. Nel 2016 sui treni lombardi si è registrata una crescita significativa degli atti vandalici, con il 40 per cento degli episodi in più rispetto al 2015: un totale di 8.400 segnalazioni in un anno, per una media di 23 al giorno. A ciò si aggiungano i costi indiretti del vandalismo, che incidono pesantemente sulla qualità del servizio, generando ritardi e soppressioni".

Per questo l'adesione all'iniziativa del Dopolavoro Ferroviario, che risponde a un fenomeno che Trenord, grazie al Focal Point Security, monitora costantemente. Sono stati  adottati nuovi sistemi di pulitura automatica e ottenuto una riduzione del 30 per cento dei tempi di permanenza dei graffiti prima
della pulitura, che nell'ultimo anno è stata pari a quasi 130.000 metri quadrati, per una spesa di 1,5 milioni di euro. Cifre a cui si aggiungono altri 6 milioni spesi per la sicurezza sui convogli, 2 milioni in più rispetto a quanto è stato speso nel periodo di Expo".

Sicurezza e immigrazione, Rozza apprezza le misure del governo: "Ora c'è più chiarezza. I leghisti? Bravi a parole..."

L'assessore della giunta Sala commenta i provvedimenti annunciati dall'esecutivo dopo le decisioni adottate dal Consiglio dei ministri: "Ci aiuteranno a gestire in maniera più ordinata i flussi dei migranti e per una volta si mettono punti fermi per cominciare a costruire un sistema di rimpatri che funzioni". Ai microfoni de ilComizio.it: "Vi spiego perché è giusta una stretta sul fenomeno. Siamo per l'accoglienza, ma anche per la legalità e contro la tratta di esseri umani. Basta aree grige" - (VIDEO)

Sicurezza, Maroni critica il governo: "Più poteri ai sindaci? Troppo pochi. Quando c'ero io invece..."

Il presidente della Regione Lombardia commenta le misure annunciate dall'esecutivo dopo che il Consiglio dei ministri, su proposta del responsabile del Viminale, Marco Minniti, ha approvato un decreto che realizza un patto per dare più poteri agli amministratori dei Comuni. Il governatore parla anche di gestione dell'immigrazione e pung Sala sul post Expo. La nostra intervista - (VIDEO)


ANCORA TROPPI POCHI I POTERI AI SINDACI - "Va bene dare più potere ai sindaci, però questi che sono stati dati sono troppo pochi. Io avevo dato, da ministro dell'Interno, poteri veri, mentre in questo caso non si è andato fino in fondo". E' una reazione tiepida quella di Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, sulle misure annunciate dal governo in tema di sicurezza dopo che il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno, Marco Minniti, ha approvato un decreto che realizza un patto tra prefetto e sindaci per dare loro più strumenti. Secondo il governatore lombardo non basta dunque il cosiddetto "Daspo urbano" previsto nella legge: un allontanamento che può durare fino ad un anno per chi reitera i reati una stessa città. "Il vero potere da dare ai sindaci e' il potere di ordinanza - ha affermato Maroni a margine del "112 day" - per gestire la sicurezza nel comune, per qualunque necessità", un provvedimento preso, a detta sua, proprio da lui quando era titolare del Viminale: "Questo avevo fatto: avevo dato ai sindaci il potere di ordinanza anche non contingibile e urgente, purtroppo non è stata riproposta questa iniziativa". 

BENE CIE, MA NON BASTA – Per il numero uno di Palazzo Lombardia, sono deboli anche gli interventi in materia di immigrazione clandestina. "Sui CIE – ha osservato il governatore – sono d’accordo, ma un CIE da 100 posti, in una regione come la Lombardia, dove ci sono 22.000 immigrati clandestini, mi pare serva a poco, se non ci sono altre misure. E la prima di queste, sono i respingimenti e fare i campi profughi in Libia, per evitare che partano".

 

A chi gli chiedeva di commentare le parole del sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha proposto di estendere i controlli antimafia preventivi anche su tutto il post Expo, Maroni ha risposto con una frecciata all'ex commissario unico dell'esposizione universale: "Sì, se fosse stato fatto già per Expo non sarebbe stato male".

Milano, al via le nuove regole dell'Area C: stop ai diesel Euro 4 e i Gpl pagheranno. La Lega non ci sta, Morelli: "Politica non seria da parte della giunta Sala"

Sono entrate in vigore le norme volute dall'amministrazione di centrosinistra che restringono ulteriormente le possibilità di accesso per gli autoveicoli al centro cittadino. Cosa cambia per le macchine a gasolio e per i cosiddetti veicoli non inquinanti. Insorgono le opposizioni che avevano vanamente chiesto degli aggiustamenti. L' intervista de ilComizio.it al capogruppo del Carroccio a Palazzo Marino - (VIDEO)


Al via, questa mattina, lunedì 13 febbraio, le nuove regole di Area C, il provvedimento che regolamenta l'accesso al centro per ridurre la congestione. Palazzo Marino illustra in una nota le novità che riguardano: divieto di accesso ai veicoli Euro 3 diesel anche di proprietà dei residenti che però, e solo fino al 15 ottobre 2017, potranno utilizzare i 40 ingressi gratuiti ancora in loro possesso. Divieto di accesso ai veicoli Euro 4 diesel senza filtro antiparticolato (Fap) con alcune deroghe: residenti all'interno di Area C fino al 14.10.2018; veicoli privati di appartenenti alle Forze dell'Ordine fino al 14.10.2018; veicoli trasporto cose leggere e di servizio compresi manutentori e servizi di emergenza fino al 14.10.2017; autoveicoli adibiti a noleggio con conducente (NCC) superiori a 9 posti (classificate come diesel pesanti) fino al 14.10.2018; veicoli trasporto cose pesanti fino al 14.10.2018. I veicoli alimentati Gpl, metano, bifuel e dualfuel, come già previsto dalla delibera del 2013, potranno accedere nell'area interessata dal provvedimento previo pagamento del ticket di 5 Euro o con le agevolazioni previste per tutti i veicoli paganti.

Il Comune ricorda che che i residenti in Area C proprietari di auto Gpl, metano, bifuel e dualfuel, per poter accedere ai 40 ingressi gratuiti e alla successive facilitazioni, da lunedì 13 febbraio devono registrare la loro auto. Per quanto riguarda le persone con disabilità in possesso di queste tipologie di veicoli è necessario effettuare la richiesta di deroga. Saràvietato l'accesso per i veicoli immatricolati merci dalle 8 alle 10 fatta esclusione dei veicoli elettrici. In fase sperimentale e per la durata di quattro mesi sono state individuate alcune deroghe che riguardano: veicoli immatricolati come furgone isotermico o coibentato; veicoli adibiti a trasporto di merci alimentari deperibili destinate a esercizi pubblici, rivendite o eventi particolari che si trovano all'interno della ZTL, con inizio attività dopo le 9; veicoli destinati al trasporto di cose uso di terzi; veicoli appartenenti alla categoria "veicoli di servizio" solo in relazione a documentati interventi in emergenza; veicoli utilizzati da fiorai per l'allestimento di cerimonie; autofunebri; veicoli adibiti al trasporto di farmaci urgenti.

Per quanto riguarda i veicoli destinati all'autonoleggio con conducente - NCC - superiori a 9 posti il ticket cambia in relazione alla lunghezza dei veicoli in questo modo: veicoli fino a mt. 8,00: euro 15,00 - fino al 14/10/2017; euro 40,00 - dal 15/10/2017. Ceicoli compresi tra mt. 8,01 e mt. 10,50: euro 25,00 - fino al 14/10/2017; euro 65,00 - dal 15/10/2017. Ceicoli superiori a mt. 10,50: euro 40,00 - fino al 14/10/2017; euro 100,00 - dal 15/10/2017. Sono esentati da questa maggiorazione, mantenendo quindi il pagamento di 5,00 Euro, gli NCC superiori a nove posti dedicati al trasporto degli alunni iscritti alla scuola secondaria di primo grado e inferiori, per uscite didattiche e viaggi d'istruzione con destinazione interna alla ZTL Cerchia dei Bastioni - Area C e per i veicoli dedicati al trasporto degli alunni iscritti alle scuole secondarie di primo grado e inferiori con sede all'interno della ZTL per uscite didattiche e viaggi d'istruzione esterni alla stessa.

Giorno del Ricordo, Sala ammette: "Sulle Foibe un silenzio colpevole"

l sindaco di Milano è intervenuto alle celebrazioni ufficiali del 10 febbraio, giornata dedicata alla memoria del massacro di migliaia di italiani e dell'esodo forzato di 350 mila tra istriani, fiumani e dalmati, vittime della pulizia etnico-politica compiuta dai partigiani comunisti del maresciallo Tito alla fine della Seconda guerra mondiale. L'intervista e il discorso del primo cittadino della metropoli lombarda - (VIDEO)


"Milano è orgogliosa di celebrare il Giorno del Ricordo, un momento in cui tutta Italia si ferma per ricordare le stragi e l'esodo di migliaia di cittadini. Per troppi anni su quei crimini c'è stato un silenzio colpevole".

Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha ricordato le vittime delle foibe nel corso delle celebrazioni ufficiali in occasione della giornata del ricordo. Celebrazioni in cui non sono mancate le polemiche: alcuni militanti di Fratelli d'Italia hanno mostrato uno striscione con la scritta "Sala vietata - verità negata", in polemica con la mancata autorizzazione da parte del Comune al Municipio 4 di utilizzare la Palazzina Liberty per un concerto a cui avrebbero dovuto partecipare anche appartenenti alla destra radicale. Alle celebrazioni ha partecipato anche, tra gli altri, il deputato di FdI Ignazio La Russa: "Sono contento che il sindaco Sala oggi sia qui - ha detto - ma mi spiace che non abbia detto nulla sugli assassini responsabili delle Foibe".

Foibe, la denuncia del Blocco Studentesco di Milano: "Conferenza negata al Liceo Tenca, vogliono nascondere la verità. Dirigenza scolastica vergognosa"

Il movimento legato a CasaPound protesta per quanto avvenuto in un istituto milanese. L'incontro era previsto il 10 febbraio, Giorno del Ricordo dedicato al massacro di migliaia di italiani e all'esodo forzato di 350.000 tra istriani, fiumani, e dalmati vittime della pulizia etnico-politica dei partigiani jugoslavi comunisti agli ordini del maresciallo Tito. La scuola parla di difficoltà organizzative legate allo spostamento delle classi. Gli studenti non ci stanno: "Accampano scuse per non affrontare un argomento scomodo, ma non ci fermiamo"


"La conferenza era programmata da mesi, quelle della dirigenza scolastica sono solo scuse senza alcuna giustificazione". È questo il duro attacco dei militanti del Blocco Studentesco contro la decisione improvvisa di annullare il convegno sulle Foibe che doveva svolgersi il 10 Febbraio, con la partecipazione delle classi quarte e quinte dell'Istituto.

"Troviamo vergognoso – comunicano in una nota – che la conferenza, organizzata per altro in collaborazione con alcuni professori, per ricordare i Martiri delle Foibe sia stata annullata a causa di inesistenti problemi di burocrazia riguardanti la gestione delle classi che dovevano partecipare".
«L’obiettivo era far conoscere quello che è stato il dramma di foibe ed esodo tramite le voci di chi ha vissuto personalmente la tragedia che ha colpito, tra il 1943 e il 1947, migliaia di nostri connazionali».

"Non è accettabile – continuano – che a meno di due giorni dalla data prevista, preside e vicepreside decidano di annullare tutto, adducendo come motivazione la 'difficoltà' di organizzare lo spostamento delle classi".
"Tutto ha il sapore di una scusa, utilizzata solo per negare una conferenza su un argomento evidentemente ancora troppo scomodo per essere trattato. Chiederemo un incontro ufficiale con la dirigenza scolastica per comprendere le reali motivazioni e ottenere un'altra data".

"La verità – concludono – non può essere infoibata e non sarà certo l’inettitudine degli organi scolastici a impedirci di parlare nelle scuole di una vicenda per troppo tempo nascosta o minimizzata".

Giorno del Ricordo, La Russa: "Sulle foibe c'è ancora negazionismo da parte della sinistra. Sala? Non una parola sui carnefici comunisti"

Il deputato di Fratelli d'Italia a Milano per le cerimonie del 10 febbraio dedicate al massacro di migliaia di italiani e all'esodo forzato di 350 mila istriani, fiumani e dalmati dalle proprie terre alla fine della Seconda guerra mondiale. Il parlamentare ricorda la sua iniziativa per istituire una giornata dedicata a quella tragedia e attacca gli avversari politici, responsabili di un occultamento o un ridimensionamento della verità sui crimini compiuti dai partigiani del maresciallo Tito, legati a doppio filo ai "compagni" del Pci e non solo da questa parte del confine. Polemica dai toni soft, ma comunque esplicita, nei confronti del sindaco: "Bene che sia venuto, ma non ha nemmeno nominato gli autori di quelle stragi anti-italiane". La nostra intervista - (VIDEO)

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