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updated 4:52 PM UTC, Jul 6, 2020

Sgarbi continua a stupire: "Dono tutto il mio vitalizio, 600 mila euro per il patrimonio artistico"

Dopo il coro degli indignati che si era alzato a seguito delle sue provocatorie affermazioni a "La Zanzara", il critico d'arte spegne le polemiche e sorprende tutti: "I danaro non ci appartiene. Quanto ho incassato in dieci anni andrà per il restauro delle opere d'arte del rinascimento italiano che inizieranno subito e non si pensi che si tratti di una dichiarazione astratta. Si parte con un capolavoro straordinario, un Santo di Donatello scoperto a Fabriano - (VIDEO)


Appena due giorni fa, il suo intervento ai microfoni di "La Zanzara", aveva sollevato un polverone di polemiche: "Prendo 9mila euro di vitalizio al mese e me li merito" aveva affermato Vittorio Sgarbi, commentando la proposta del taglio dei vitalizi avanzata dal Movimento Cinque Stelle. Ora però, il critico d'arte sembra pronto a fare un passo indietro e sul proprio profilo Facebook ha annunciato che intende destinare la somma maturata in dieci anni, circa 600mila euro, al restauro del patrimonio artistico.

"Ho deciso - ha annunciato Sgarbi - per evitare inutili polemiche, ed essendo fermamente convinto che il danaro non ci appartenga, e nel caso mio serva soltanto per il bene della Nazione e del patrimonio artistico, che le iniziative che portano il nome di Rinascimento abbiamo da qui in avanti un contributo corrispondente al mio vitalizio. Da quando ho iniziato a prenderlo, possiamo partire dal 2007, sono passati 10 anni, si tratta quindi di 600mila euro".

"Da questo momento tutto quello che ho incassato come vitalizio andrà per il restauro delle opere d'arte del rinascimento italiano - ha detto il critico - i restauri inizieranno subito e non si pensi che si tratti di una dichiarazione astratta. I restauri inizieranno con un capolavoro straordinario, un Santo di Donatello scoperto a Fabriano, di cui è già in corso il processo di analisi per il restauro. A quell'opera andranno i finanziamenti che io ho raccolto con il vitalizio. Quei soldi andranno tutti per i restauri del patrimonio artistico abbandonato o terremotato".

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Milano, Biscardini: "L'accordo sugli Scali ferroviari non ha più senso. La città deve darsi una strategia urbanistica complessiva"

L'esponente socialista, ex consigliere a Palazzo Marino, ribadisce la sua posizione sul piano di riqualificazione e rilancia la sua sfida all'amministrazione: "Si è voluto lasciare agli interessi immobiliari la libertà di sfogliare il carciofo di volta in volta"


Roberto Biscardini ha confermato il senso della sua proposta fatta ieri durante il convegno che si è tenuto a Palazzo Marino: "L'Accordo di Programma sugli Scali ferroviari non ha più senso. Quella procedura si è conclusa nel novembre del 2015 quando il Consiglio comunale bocciò la proposta della Giunta Pisapia. Ripescare questo strumento con la delibera sulle linee di indirizzo è una forzatura, soprattutto alla luce della decisione del Consiglio di avviare le procedure per la revisione del PGT. E' il PGT lo strumento giusto e non l'Accordo di Programma per affrontare questioni di pianificazione urbanistica generale come ha detto giustamente l'avvocato Mario Viviani. La questione degli scali non può quindi essere affrontata da sola. 
Milano deve darsi una strategia urbanistica complessiva, che definisca quale destino debbano avere tutte le aree disponibili che sommano a più di 6 milioni di mq. E deve definire una strategia di localizzazione delle grandi funzioni pubbliche come le università, le strutture sanitarie, uffici pubblici e verde pubblico. Indicazioni urbanistiche di cui attualmente il precedente PGT non ha detto nulla per lasciare agli interessi immobiliari la libertà di sfogliare il carciofo di volta in volta".

Violenza, la proposta del deputato russo: "Anche le risse tra tifosi possono diventare uno sport". Poi la provocazione verso gli inglesi: "A Euro 2016 i nostri hanno avuto la meglio"

Abbiamo tutti negli occhi le spaventose battaglie tra supporters agli ultimi campionati europei di calcio disputatisi in Francia. Protagonisti furono soprattutto giovani provenienti dalla Russia, più simili a lottatori di MMA che a fans del pallone. Ora un parlamentare del Partito Liberaldemocratico dell'ultranazionalista Vladimir Zhirinovsky, oltretutto dirigente della federcalcio, lancia un'idea che ha già scatenato reazioni indignate: "Ci si incontra allo stadio: 20 contro 20, senza armi". E l'anno prossimo proprio là si giocheranno i mondiali...


Le risse tra gli hooligan? Dovrebbero diventare uno sport. E' la brillante proposta di Igor Lebedev, deputato del Partito Liberaldemocratico russo e, manco a dirlo, dirigente della federcalcio. L'idea di Lebedev è illustrata in un post pubblicato sul sito del partito guidato da Vladimir Zhirinovsky. Il titolo è già un programma: 'Anche le risse tra tifosi possono essere uno sport'. Seguono riflessioni sulle posizioni eccessivamente critiche adottate dalla stampa internazionale, in particolare da quella inglese scottata per due ragioni: "I Mondiali 2018 sono stati assegnati alla Russia e non all'Inghilterra e, in secondo luogo, non tanto tempo fa a Marsiglia i nostri tifosi hanno avuto la meglio sui 'colleghi' inglesi".

A poco più di un anno dai Mondiali che la Russia ospiterà, Lebedev propone di incanalare la 'draka', la lotta, in un ambito sportivo. "La Russia farebbe da apripista", scrive entusiasta, prima di dettare anche le regole per "indirizzare in modo pacifico l'aggressività dei supporter". Lebedev invita ad immaginare questa scena: "Per esempio, si fanno avanti gli inglesi e la sfida viene accettata. Ci si incontra allo stadio, 20 persone da una parte e 20 dall'altra senza armi". La maxi-scazzottata, dice, sarebbe uno spettacolo strepitoso, in grado di attirare sugli spalti lo stesso numero di spettatori di una partita. Pronto anche il nome per la disciplina: "Non c'è bisogno di parole straniere. A livello mondiale, è diventata d'uso comune la parola sputnik. Ora tocca a 'draka'". (Fonte: Adnkronos)

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Usa, Trump all'attacco di Obama: "Travolto dalla Russia per otto anni. E ha liberato feroci detenuti da Guantanamo"

Il presidente americano su Twitter lancia dure accuse politiche al suo predecessore: "Debole! Prese decisioni orribili"


"122 feroci detenuti, rilasciati dall'Amministrazione Obama da Gitmo (la base di Guantanamo a Cuba, ndr) sono tornati sul campo di battaglia. Solo un'altra decisione orribile!": così il presidente americano Donald Trump in un tweet.

Trump ha attaccato Obama anche su un altro fronte, quello della Russia. Sempre su Twitter ha scritto: ''Per otto anni la Russia ha travolto Obama, diventando sempre più forte, prendendo la Crimea e aumentando i missili. Debole!''. (Ansa)

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Milano, Censi: "Il contrasto alla povertà sia un tema dominante per le istituzioni pubbliche"

La vicesindaca della Città Metropolitana ai microfoni de ilComizio.it parla del progetto "Doniamo energia", dedicato ai cittadini in difficoltà. Fondazione Cariplo e Il Banco dell'energia Onlus – associazione no profit nata grazie all'attivazione di A2A, Fondazione AEM e Fondazione ASM – ha lanciato un bando che ha come obiettivo alleviare e contrastare la vulnerabilità sociale di persone e le famiglie. Un tema quello del disagio socio-economico che è stato anche al centro della settimana che l'amministrazione milanese ha dedicato all'impegno per il Welfare - (VIDEO)


La vicesindaca della Città metropolitana di Milano, Arianna Censi ha partecipato alla presentazione del progetto "Doniamo energia ai cittadini in difficoltà", promosso da "Cibi", la rivista che parte dal mangiare bene per occuparsi in senso più ampio del benessere della comunità.

Il progetto nasce dai dati sulla povertà assoluta e su quella relativa. La povertà assoluta colpisce in particolare le famiglie numerose e quelle con persone di riferimento giovani, come le giovani coppie. Si parlerà delle necessità quotidiane di molti residenti del nostro territorio messi all'angolo dalla crisi, delle numerose iniziative di aiuto che vengono incontro alle loro maggiori difficoltà, ma anche dei dettagli pratici utili a chi decide di aderire al progetto. Obiettivo ultimo: promuovere una vera coesione del nostro tessuto metropolitano.

Ha detto Arianna Censi: "Siamo l'unico paese in Europa a non avere una misura strutturale contro la povertà, anche se qualcosa si sta muovendo e si sta cominciando a ragionare su questo tema. Se guardiamo al contesto, però, vediamo che non è solo la povertà assoluta che sta aumentando, perché anche la povertà relativa sta crescendo molto. Quindi, se aumenta il numero delle persone che sono in situazioni di povertà conclamata, aumenta anche il numero di quelle che rischiano di scivolare verso la povertà - ha proseguito la vicesindaca della Città metropolitana -. Ben vengano iniziative come questa: il Banco dell'Energia, un ente senza scopo di lucro nato per sostenere progetti a favore delle persone che si trovino in improvvisa difficoltà, supportandole in un percorso di recupero a 360 gradi e aiutandole anche attraverso la distribuzione di beni di prima necessità o con il pagamento di spese urgenti, come le bollette di luce e gas (di qualunque operatore energetico). In Lombardia le persone in povertà assoluta sono oltre 670.000 + 100.000 rispetto al 2014 secondo la stima dell'Associazione Banco Alimentare della Lombardia. Sono numeri impressionanti".

Questo progetto del tutto nuovo permette di raccogliere fondi attraverso diversi canali, tra i quali l'innovativo metodo della donazione diretta in bolletta. Le donazioni raccolte saranno erogate alle associazioni senza scopo di lucro della nostra regione selezionate attraverso il bando "Doniamo energia", promosso da Fondazione Cariplo in collaborazione con il Banco dell'Energia onlus.

 

Gentiloni a Milano, incontri con Sala e Maroni: gli impegni del governo e i temi sul tavolo

Il presidente del Consiglio conferma dopo aver visto il sindaco: avanti con Ema, Human Technpole, e innovazione. Col governatore lombardo che si è detto "moderatamente soddisfatto" ha parlato di Election Day, in riferimento al referendum regionale sull'autonomia, e di ticket sanitari - (VIDEO)


Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, conferma tutti gli impegni del Governo su Milano: Ema, Human Technpole, innovazione. Lo ha detto lui stesso dopo aver incontrato a Palazzo Marino il sindaco, Giuseppe Sala. Quella per portare l'Ema a Milano, ha detto, "non sarà una partita semplice, ma la città ha le carte in regola: il sistema Paese ci sarà e il governo lavorerà per questo obiettivo, ventre a terra". Gentiloni ha spiegato che la sfida per avere l'Ema a Milano partirà dopo che "a metà marzo la Gran Bretagna avrà attivato" la procedura per la Brexit. Il premier, accompagnato dal sindaco Sala, ha quindi pranzato a un centro socio ricreativo con anziani, clochard e immigrati.

Mentre è durato circa un'ora l'incontro tra il presidente del Consiglio e il governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Subito dopo il premier si è recato in visita ai nuovi uffici di Microsoft a Milano. Un breve saluto con i dipendenti e i ricercatori e un sopralluogo nella struttura del colosso informatico, durato circa venti minuti.

 "Sono moderatamente soddisfatto dell'incontro con il presidente del Consiglio, con cui ho parlato di alcune questioni, tra cui l'Election Day e i ticket", ha dichiarato Maroni. Quanto all'Election Day per il referendum di autonomia con le elezioni amministrative "gli ho spiegato le ragioni che ci consentirebbero un risparmio di risorse e che non ci sono problemi tecnici, perché li abbiamo risolti tutti con il Ministero dell'Interno - ha spiegato Maroni -: non mi ha detto 'sì', non mi ha neppure detto 'no'. Si è riservato di fare una verifica tornando a Roma, quindi aspettiamo qualche giorno, che significa la fine di questa settimana. Se non arriverà una risposta positiva, prenderemo atto che non c'è questa possibilità, purtroppo".

"Ho fatto presente al presidente Gentiloni che la nostra decisione di dimezzare i ticket è stata assunta a pareggio di bilancio, perché c'è formalmente una norma che prevede che ci sia invarianza di gettito, cioè che io abbasso per qualcuno e devo alzare per qualcun altro. Ma gli abbiamo detto che siamo così virtuosi da poter abbassare per tutti".

MODELLO DA ESPORTARE - "Invarianza di gettito vuol dire per me pareggio di bilancio - ha spiegato il governatore -, quindi è un modello di virtuosità, quello che noi proponiamo, che può servire ad abbassare la pressione fiscale".

COMPENSAZIONE CON RIDUZIONE SPESA - "La compensazione del mancato gettito - ha chiarito Maroni - non la ottengo alzando i ticket per qualcun altro, ma riducendo la spesa: lavorando sulla
migliore organizzazione del Sistema sanitario, ed è quello che viene fatto in Lombardia".

PRENDEREMO IMMEDIATI CONTATTI COL MEF - "Ho quindi proposto al presidente di fare per i ticket quello che abbiamo fatto per la Riforma della sanità - ha concluso Maroni -: un tavolo tecnico,
valutando questa come una sperimentazione, se funziona, viene accolta ed estesa a tutti. Il presidente si e' detto interessato e disponibile, per cui prenderemo immediati contatti con il Mef e li incontreremo nel prossimi giorni. Se ci sarà il via libera, faremo un tavolo tecnico, il Governo ritirerà l'impugnativa davanti alla Corte costituzionale e lavoreremo a un modello di
virtuosità che poi si potrà estendere anche ad altri. E' iniziata un'interlocuzione che potrebbe portare a risultati positivi". 

"Non accadrà proprio niente: in via cautelare, in sede di autotutela, abbiamo dovuto sospendere la misura, perché, in presenza di una impugnativa, se la Corte Costituzionale, tra un anno o due decidera' che è incostituzionale con effetto ex tunc, cioé dall'impugnativa del Governo, noi saremmo chiamati a restituire tutte le somme", ha
risposto, invece, a una domanda su cosa accadrà rispetto allo sconto per i superticket da domani. "Se nei prossimi giorni si aprira' il tavolo tecnico e il Governo ci annuncerà che ritira l'impugnativa - ha concluso il presidente lombardo -, allora riprenderemo. In attesa di questo la delibera è stata sospesa necessariamente". 

Pd, la scissione non parla milanese. Barberis: "Qui si resta nel partito e personalmente sosterrò ancora Renzi"

I rappresentanti dem di Milano hanno deciso di non abbandonare la maggiore formazione politica del centrosinistra. Il capogruppo a Palazzo Marino ne spiega le ragioni ai microfoni de ilComizio.it: "Chi rimane avrà la possibilità di confrontarsi, di discutere, di differenziarsi, all'interno di una leale battaglia congressuale. In ogni caso cominciamo da subito a parlare un po' più dell'Italia e dei problemi degli italiani e un po' meno delle situazioni interne" - (VIDEO)


MARTINA: "SCISSIONE DOLOROSA E SBAGLIATA" - "Questa scissione è stata dolorosa, sbagliata. Molto sbagliata, per le ragioni del centrosinistra perché più ci si divide, più ci si indebolisce". Così il ministro per le Politiche agricole ed esponente del Pd, Maurizio Martina, ha parlato della scissione interna al suo partito a margine di un evento dedicato alla legalità nel lavoro agricolo a Milano. Martina in particolare ha risposto a chi gli ha chiesto di commentare le parole dell'ex premier Matteo Renzi, secondo il quale la scissione è stata "ideata e prodotta da D'Alema". "Gli elettori non capiscono la scissione, per loro la scelta compiuta da alcuni è incomprensibile o comunque è legata a giudizi sulle leadership, che però non portano con sé un'analisi profonda del progetto". Per Martina, il Congresso "è il modo giusto con cui affrontare questo tema e abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti ma soprattutto dei nostri elettori e dei nostri iscritti".

L'intervista de ilComizio.it a Filippo Barberis, capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Milano

Bolkestein, PD: "A Milano lavoro costruttivo, si va verso messa in sicurezza di 4mila ambulanti"

 “Riconosciute finalmente le ragioni degli ambulanti e garantito il rispetto del dettato europeo contenuto nella direttiva Bolkestein".


"Questo il risultato, come sottolineato dalle associazioni di categoria FIVA – CONFCOMMERCIO, del lavoro condotto dai parlamentari del PD, Franco Mirabelli e Lia Quartapelle, e dall’assessore al Commercio, Cristina Tajani, che ha preparato la nostra città ad affrontare al meglio la Direttiva europea”  - spiega il segretario metropolitano del PD, Pietro Bussolati a margine dell’assemblea di stamattina, nella sede di Confcommercio, promossa per spiegare concretamente a che punto siamo sul recepimento della direttiva Bolkestein.
A Milano i bandi per la concessione degli spazi sono già pronti e verranno pubblicati non appena arriveranno disposizioni dalla circolare ministeriale. Da fine anno, infatti, è già attivo uno sportello apposito per regolarizzare le posizioni incerte degli ambulanti, che consentirà al Comune di procedere a breve con il rinnovo delle licenze.
“Grazie ad una dialogo costante e costruttivo tra le associazioni di categoria e le istituzioni finalmente si proseguirà, nella sola città di Milano e dell’area metropolitana, alla piena messa in sicurezza del lavoro di oltre 4mila ambulanti” – affermano congiuntamente i parlamentari PD, Franco Mirabelli e Lia Quartapelle.

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