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updated 8:03 AM UTC, Aug 8, 2020

Alleati, ma non a Milano. M5S, che attacco a Sala: "C'è chi piange per la crisi, ma ai dirigenti del Comune aumenti fino a 23mila euro annui". La denuncia dei consiglieri grillini contro Palazzo Marino

I consiglieri pentastellati milanesi Patrizia Bedori e Gianluca Corrado tuonano: "Un pessimo segnale di cui nessun giornale, nessun sindacato osa parlare. Uno schiaffo in faccia a tutti quei cittadini che fanno fatica. Difficile da capire per chi magari con figli piccoli da mantenere, si è visto negare 350 euro per fare la spesa"


"Non tutti a Milano piangono". Lo affermano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, Patrizia Bedori e Gianluca Corrado, che con una nota ufficiale hanno denunciato aumenti "sostanziosi a tutti i dirigenti" di Palazzo Marino in piena emergenza Coronavirus. 

I due politici grillini non usano particolari giri di parole: "La crisi economica colpisce duro a Milano. Nonostante la retorica dell'andrà tutto bene il virus ha già chiuso decine di negozi, imprese e ristoranti - scrivono nel comunicato -. La riapertura del 18 maggio ha visto molte saracinesche abbassate, la realtà vede migliaia di cittadini alle prese con la disoccupazione e non solo". 

E ancora, in una triste ricostruzione di questi mesi di emergenza sanitario e sociale, come l'ha definita più volte anche lo stesso sindaco Beppe Sala: "Si affaccia anche la fame, come le 35mila domande giunte alla task force dei buoni spesa del Comune di Milano testimoniano con forza - sottolineano Bedori e Corrado -. Solo un terzo dei richiedenti hanno ricevuto i buoni spesa, molte le difficoltà e la confusione sui requisiti come filtra dagli uffici coinvolti in via Larga". 

"Eppure non tutti, a Milano, piangono. Sull'albo pretorio del Comune spiccano alcuni aumenti, sostanziosi, a tutti i dirigenti del Comune di Milano, fino a 23.000 euro annui - rendono noto i due grillini -. A cascata aumenti economici a stipendi per dirigenti che già oggi guadagnano dai 77.000 ai 145.000 euro lordi annui". Nulla di illegale, chiaramente, ma - evidenziano i consiglieri del Movimento cinque stelle - "un pessimo segnale di cui nessun giornale, nessun sindacato osa parlare. Uno schiaffo in faccia a tutti quei cittadini che fanno fatica. Difficile da capire per chi - concludono i due - magari con figli piccoli da mantenere, si è visto negare 350 euro per fare la spesa". 

 

 

(Fonte: Milano Today)

Il Movimento 5 Stelle avverte Renzi: "Sfiducia a Bonafede è sfiducia al governo". Crescono malumori e sospetti nella maggioranza

Italia Viva incalza governo e maggioranza, domani possibile incontro con Conte. Alla fine il ministro della Giustizia dovrebbe farcela, ma la tensione resta alta e il pressing dei renziani sta crescendo. M5S e Pd convinti che l'ex premier sia a caccia di poltrone e spinga per un rimpasto, con l'arma della minaccia di una guerriglia parlamentare permanente


"Sono convinto che la maggioranza voterà compatta. Il ministro della Giustizia è il capodelegazione di M5S al governo ed è un ministro importante, se qualcuno nella maggioranza vota la sfiducia ovviamente è una sfiducia al governo, questo è evidente a tutti, ma sono convinto che non ci saranno sorprese". Così il capo politico M5S Vito Crimi a Skytg24 sulla mozione di sfiducia al Guardasigilli, domani al Senato.

Si tratta del primo test per la tenuta del governo nella fase 2. E' in vista di quella data che, in queste ore, Italia Viva sta alzando la posta, chiedendo un nuovo confronto con Giuseppe Conte al quale ha inviato il pacchetto di proposte sul programma di governo.

Iv chiede spazio, legando la sua richiesta alla possibilità che la mozione di sfiducia avanzata dalle opposizioni trovi anche il placet sei senatori renziani.

Possibilità sulla quale fonti di governo spiegano come, a qual punto, Matteo Renzi si prenderebbe la responsabilità della sua scelta. E' una partita a scacchi, insomma, che occuperà Conte da qui a mercoledì mattina, tanto da fargli rinviare l'intervento in Aula alla Camera da martedì a giovedì 21 sul tema delle riaperture. Nessuno, a Palazzo Chigi, per ora conferma un nuovo incontro tra il capo del governo e la delegazione di Iv. Anche perché, come spiega un membro del governo della maggioranza, "se vuoi presentare delle proposte non chiedi un incontro con il presidente del Consiglio ma con i tuoi alleati. Se vuoi incontrare solo Conte vuoi poltrone, non il sì alle tue proposte". Ma il pressing di Iv cresce di ora in ora e l'incontro alla fine, potrebbe esserci domani. "Per il nostro gruppo interverro' io in Aula.

I numeri sono ballerini e Italia Viva potrebbe essere decisiva", scrive Renzi lanciando una sorta di sondaggio dalla sua e-news sull'operato di Bonafede. Nel merito dei contenuti due sono i temi chiave su cui Iv insiste: quella della giustizia (la prescrizione, in particolare) e il piano shock sui cantieri per la ripartenza economica del Paese. Sul secondo punto Conte ha messo in campo una contromossa, assorbendo, in linea di principio, il piano di Iv nel decreto su semplificazioni e investimenti al quale il governo lavorerà nei prossimi giorni.

Giorni in cui, dall'Europa, arriveranno anche le notizie decisive per la definizione del Recovery Fund. E la proposta franco-tedesca sui 500 miliardi di aiuti, in chiave interna, potrebbe dare una mano al premier: si tratta di trasferimenti a fondo perduto e quindi adatti a sostituire quei 36 miliardi che metterebbe in campo il Mes. Una simile ipotesi, in teoria, potrebbe porre Conte nelle condizioni di far votare il Parlamento sull'intero pacchetto specificando la non attivazione del Mes e aggirando la possibile frattura del M5S. Di certo, per il premier, inizia la fase più delicata. Il pressing di Confindustria non accenna a diminuire così come il rischio che le Regioni, sulle aperture, vadano in ordine sparso.

Italia Viva di Renzi agita di nuovo il governo: "Dialogo con Pd e M5S, il problema è Conte". La minaccia sulla mozione contro Bonafede: "Il premier non dia per scontato il nostro voto"

Una voce di peso di Italia Viva raccolta dall'agenzia di stampa Adnkronos rilancia le tensioni nella maggioranza che sostiene Giuseppe Conte e riconsegna al partito di Renzi il ruolo di spina nel fianco dell'esecutivo. Dalla fonte accuse, allusioni e minacce: "Morire per morire almeno lo facciamo tenendo fede ai nostri principi"


Giurano che non è un bluff, assicurano che una valutazione seria è in corso e che, se entro mercoledì, non ci sarà un chiarimento con il premier Giuseppe Conte ogni scenario è aperto. Italia Viva è sul piede di guerra. E la mozione Bonino su Alfonso Bonafede potrebbe essere lo strumento per il redde rationem. "Conte non dia per scontato che tanto votiamo contro", dice un big Iv all'Adnkronos.

C'è irritazione perché dopo l'ultimo incontro a palazzo Chigi con il premier che aveva, pur nelle difficoltà, aperto un canale di dialogo, i rapporti si sono di nuovo interrotti. "Conte è scomparso. C'erano delle questioni aperte sulle quali tornare e invece... per carità, capiamo tutto: il decreto rilancio, le Regioni, le riaperture ma pensiamo che il premier debba anche farsi carico della tenuta del suo governo. Non si illuda che il nostro sia un bluff", prosegue la stessa fonte.

Oggi Maria Elena Boschi dovrebbe vedere il capo di gabinetto di Conte per lavorare sui punti dell'ultimo incontro: una svolta sulle politiche della giustizia in senso garantista, il piano Shock sui cantieri, il piano Bonetti sulla famiglia. "Un incontro importante - si sottolinea - ma non esaustivo. Serve un incontro politico con Conte se vogliamo cambiare passo e andare avanti".

La mozione Bonino su Bonafede è sullo sfondo e Iv in assenza di un chiarimento potrebbe votarla. "Per noi la mozione Bonino è perfetta e tanti di noi sarebbero pronti a votare la sfiducia a Bonafede. Mettiamola così: noi non vorremmo votare quella sfiducia, ma Conte deve darci il modo di farlo. Deve dirci che da domani le cose cambiano", si spiega da Iv.

Il problema, dicono i renziani, non sono i rapporti nella maggioranza ma con Conte. "Noi non pretendiamo che il Pd o i 5 Stelle la pensino come noi ma un dialogo c'è. Il problema è Conte. Persino i rapporti con i 5 Stelle sono migliori di quelli con il premier...". Iv chiede dunque un passo al presidente del Consiglio perché accolga il pacchetto di proposte di cui si è discusso nell'ultimo incontro e perché ci sia un cambio di passo nella 'considerazione' di Italia Viva nella maggioranza.

"Noi abbiamo 17 senatori, il Pd 35. Non è possibile che noi siamo tenuti fuori da ogni decisione della maggioranza. Non è possibile che ogni nostra proposta sia una scocciatura. Non è possibile che da palazzo Chigi - e questo a Conte lo abbiamo detto nell'ultimo incontro - arrivi l'ordine alla Rai di non parlare di Italia Viva, perché se stare in questa maggioranza significa non portare alcun rafforzamento al partito, morire per morire almeno lo facciamo tenendo fede ai nostri principi".

(Fonte: Adnkronos)

Il Movimento 5 Stelle come la vecchia Dc? Correnti e rivalità: la galassia grillina tra governisti, movimentisti e pragmatici

La prima esperienza governativa con la Lega di Salvini e quella attuale a fianco del Pd, un tempo nemico giurato. L'era Di Maio, il "traghettatore" Crimi e un futuro ancora tutto da scrivere. Le divergenze tra ministri e dirigenti, gli scontri su Europa e immigrazione. Le pressioni dell'ala "esterna" rappresentata da Di Battista e Lezzi. Sullo sfondo il ruolo di Grillo e dell'agenzia-clan di Casaleggio. Spunti interessanti in un'analisi di Paolo Molinari dell'Agi


Il Movimento 5 Stelle festeggia dieci anni di bluff e di sparate ...

La nuova mappa della Galassia 5 Stelle

La doppia esperienza di governo, prima quella gialloverde e poi quella giallorossa, ha messo in evidenza le diverse culture politiche che si trovano a convivere all'interno del Movimento

Dalla regolarizzazione dei migranti al Mes, sono sempre di più i fronti sui quali si misurano le forze in campo nel Movimento 5 Stelle. Una realtà sempre più lontana da quel monolite apparso per la prima volta in Parlamento nel 2013. Oggi la galassia pentastellata appare composita, con pianeti e satelliti che rischiano, a volte, di entrare in collisione tra di loro.

La doppia esperienza di governo, prima quella gialloverde e poi quella giallorossa, ha inoltre messo in evidenza le diverse culture politiche che si trovano a convivere all'interno del Movimento, pur senza entrare in aperto conflitto fra di loro, che hanno come comune denominatore il valore della legalità e della lotta alla criminalità.

Valori che vengono declinati in una chiave più securitaria da alcuni esponenti e come lotta alle diseguaglianze sociali, da altri. Un esempio è dato da quanto accaduto sui migranti, ad esempio, con la battaglia portata avanti dal capo politico Vito Crimi per non fare passare una versione giudicata troppo blanda del provvedimento, con il timore che questo si trasformasse in un "tana libera tutti" per chi ha speculato sui migranti irregolari. Ma anche perché, come spiega un parlamentare M5s, non si può abiurare completamente alle politiche messe in campo con Matteo Salvini ministro dell'Interno, fino a qualche mese fa. Il che non significa viene subito aggiunto, che si vuole ritornare a quell'esperienza, ma semplicemente che quella esperienza fa parte della storia del Movimento e come tale non va rinnegata.

La galassia

Proprio da Crimi si può iniziare a delineare la galassia M5s: doveva essere il traghettatore fra l'era di Luigi Di Maio a un'altra era ancora tutta de costruire, complice anche l'emergenza sanitaria che ha portato a rinviare gli stati generali del M5s, dove si sarebbe dovuto eleggere il nuovo Capo Politico.

È anche per questa ragione, oltre che per il ruolo centrale acquisito all'interno della compagine di governo, che l'ex capo politico si trova ancora saldamente al centro del sistema solare pentastellato.

I governisti

A Di Maio fanno riferimento esponenti di primo piano del governo, come il Guardasigilli Alfonso Bonafede e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, ma anche Vito Crimi. E, tuttavia, anche questi esponenti si distinguono dall'ex capo politico per un atteggiamento più moderato e incline al dialogo con gli alleati.

Progressisti e ortodossi

Ci sono, poi, i progressisti, provenienti in buona parte dall'ala dei cosiddetti "ortodossi", vicini alla figura del presidente della Camera, Roberto Fico, e ai ministri Federico D'Incà (Rapporti con il Parlamento) e Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico).

I progressisti si connotano per una spiccata vocazione ambientalista, ma soprattutto per l'atteggiamento collaborativo con il governo e le altre forze politiche che lo compongono. Un atteggiamento che condividono con altri esponenti M5s, parlamentari e membri di governo a diverso titolo, e che li porta ad essere riconosciuto come i "governisti" del Movimento.

L'ala esterna

Il terzo pianeta riconoscibile della galassia del M5s si muove lungo quello che un appassionato di Star Wars potrebbe definire l'Orlo Esterno della galassia pentastellata: è formato da esponenti come Alessandro Di Battista o Barbara Lezzi, portatori di istanze anti sistema che, spesso, si sovrappongono a uno spiccato anti europeismo e sovranismo. Un'ala di lotta più che di governo. Fra questi pianeti maggiori, tuttavia, se ne muovono altri, non assimilabili ad un leader o all'altro.

I pragmatici

Ci sono i pragmatici come Emilio Carelli o Stefano Buffagni, che fonti parlamentari descrivono come "pontiere" fra le diverse sensibilità interne al Movimento. E ci sono esponenti storici come Roberta Lombardi, Paola Taverna o Nicola Morra che hanno una più spiccata identità di sinistra. Va ricordato, infatti, che quella del M5s è una storia relativamente recente, dominata all'inizio dalla figura del leader carismatico Beppe Grillo, alle prese ora con una fase di riorganizzazione che, complice l'emergenza sanitaria, non è mai veramente decollata. 

 

(Da: Agi.it)

Sondaggi: vola Fratelli d'Italia, Lega sotto il 25 %. Stabili Pd e grillini, Renzi ai minimi. Tra i leader boom Meloni, l'astro nascente Zaia insegue Conte

Il partito di Matteo Salvini vede avvicinarsi quello guidato da Nicola Zingaretti. I Dem da qualche settimana sono al 22,9%, a soli due punti dal Carroccio (24,9%, in calo dello 0,7%), secondo il sondaggio di Osservatorio Politico Ixe' per la trasmissione Rai Cartabianca. M5S terzo al 16,8% (+0,4%) con Fratelli d'Italia che sale tanto sino al 13,8% e guadagna 1,8 punti. Tra gli altri partiti, Forza Italia perde lo 0,7% e va al 7,2%, La Sinistra arretra dello 0,4% e scende a 2,8%. In leggero calo (-0,3%) Italia Viva al 2,6%. Più Europa al 2,1%, Europa Verde al 2%, Azione di Calenda all'1,1%


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La Lega sotto quota 25. Balzo di Fratelli d'Italia e alto gradimento per Zaia. Sono i dati tratti dall’Osservatorio Politico Nazionale realizzato dall’Istituto Ixè per RAI 3 - Cartabianca. Le intenzioni di voto di questa settimana fotografano una situazione molto dinamica, con un'accentuazione di alcune tendenze ormai consolidate e altre variazioni meno attese, sottolinea l'Istituto Ixè. Accelera la flessione della Lega, che scende al 24,9%, ad appena 2 punti dal Pd, ormai stabile da qualche settimana al 22,9%. Nell'area di centro destra, sale di quasi due punti Fratelli d'Italia (13,8%), mentre la linea più moderata pare penalizzare Forza Italia, che dopo varie settimane di crescita perde lo 0,7 e si riporta al 7,2%. Si rafforza, invece, il Movimento 5 Stelle, toccando il 16,8%. Calo generale, infine, per le liste minori del centro sinistra.

Il quadro della fiducia nei politici, spiega l'Istituto Ixè, conferma il primato di Conte, che però questa settimana cede un punto, scendendo al 59%, molto distante dai leader dei principali partiti: Giorgia Meloni guida il gruppo degli inseguitori col 35% di gradimento, seguita da Salvini col 31%. Un altro esponente della Lega, però, presenta in questo momento un livello di gradimento molto maggiore di quello del suo segretario e si colloca a meno di 10 punti dal presidente del Consiglio: il governatore del Veneto, Luca Zaia, forte di una gestione dell'emergenza giudicata esemplare nella propria regione, riscuote la fiducia del 50% degli italiani.

Rispetto alla gestione dell'emergenza, con l'ingresso nella fase 2, risale il giudizio sull'operato del governo, ritenuto in qualche misura positivo dalla netta maggioranza degli italiani (18% molto positivo - 51% abbastanza positivo). In questa fase, rileva l'Istituto Ixè, dato anche il perdurante declino della curva dei contagi, metà della popolazione è più preoccupata per le ripercussioni dell'emergenza Covid sull'economia, che per i suoi effetti sulla salute.

Sul fronte sanitario, comunque, gli italiani non abbassano la guardia e guardano con una certa apprensione l'allentamento delle restrizioni, seppure contenuto: se il 51% ritiene che ci sarà una gestione responsabile da parte della popolazione, il 39% invece teme che ci sarà una ripresa dei contagi e conseguentemente si dovrà tornare al lockdown.

In un intervista al Financial Times, Macron dichiara: "È tempo di pensare all'impensabile"

"Rinunciare alle libertà per affrontare la pandemia costituirebbe una minaccia per le democrazie occidentali", questa la teoria del presidente francese. Nella fase 2 i paesi più forti hanno il dovere di aiutare i più deboli.


"Ci stiamo avventurando nell'impensabile", dice Emmanuel Macron, sporgendosi in avanti al suo tavolo nel Palazzo dell'Eliseo a Parigi. Fino ad ora, il presidente francese ha sempre avuto un grande piano per il futuro. Dopo aver sorprendentemente vinto le elezioni del 2017, Macron ha annunciato una raffica di proposte ambiziose per riformare l'UE che ha sconcertato i suoi partner europei. E il suo governo ha approvato molte leggi per modernizzare la Francia, spesso andando contro sindacati e lavoratori.

Ma la pandemia di coronavirus ha reso persino difficile per Macron trovare soluzioni a una crisi sanitaria globale che ha già ucciso quasi 140.000 persone. Salvare le economie francesi e mondiali da una depressione paragonabile a quella del 1929, sembra una missione impossibile, "Tutti affrontiamo il profondo bisogno di inventare qualcosa di nuovo, perché è tutto ciò che possiamo fare", afferma il presidente francese.

Il presidente vuole che l'Unione europea lanci un fondo di investimenti di emergenza con centinaia di miliardi di euro, per aiutare Italia e Spagna in questa loro difficile fase, ma questa proposta si scontra con il muro posto dai paesi del Nord Europa. Le nazioni più avanzate dovrebbero aiutare l'Africa con un'immediata moratoria sui pagamenti del debito bilaterali e multilaterali.

Ma Macron non sembra sicuro che le sue proposte daranno frutti, né quando lo faranno. "Non so se siamo all'inizio o nel mezzo di questa crisi - nessuno lo sa -", sottolinea. "C'è molta incertezza e questo dovrebbe renderci molto umili".

Nelle ultime settimane, la retorica di guerra calda ha lasciato il posto a una visione più riflessiva della gestione della pandemia, accompagnata dal riconoscimento di errori logistici che hanno impedito una fornitura sufficiente di maschere e test per misurare la diffusione del virus.

A differenza di altri leader mondiali, come Donald Trump negli Stati Uniti o Xi Jinping in Cina, che stanno cercando di riportare i loro paesi allo stato pre-pandemico, Macron, 42 anni, vede la crisi come un evento esistenziale per l'umanità che cambierà la natura della globalizzazione e la struttura del capitalismo internazionale.

Il presidente francese spera che la pandemia riesca a unire i paesi in azioni multilaterali per aiutare i più deboli durante la crisi. Vuole anche cogliere l'occasione per affrontare le catastrofi ambientali e le disuguaglianze sociali che minacciavano già la stabilità dell'ordine mondiale.

Tuttavia, non nasconde la sua preoccupazione che la chiusura delle frontiere, la grave crisi economica e la perdita di fiducia nella democrazia rafforzino i leader autoritari e populisti, come i leader di Ungheria e Brasile.

"Abbiamo paralizzato metà del pianeta per salvare vite umane, non ci sono precedenti nella nostra storia", afferma.

"Ma la natura della globalizzazione, con la quale abbiamo vissuto negli ultimi 40 anni, cambierà. Abbiamo avuto l'impressione che non esistessero confini", spiega. "Ci sono stati veri successi. Ci siamo lasciati alle spalle regimi totalitari, è arrivata la caduta del muro di Berlino e centinaia di milioni di persone sono state sollevate dalla povertà. Tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, la disuguaglianza è aumentata nei paesi. Ora è molto chiaro che questo tipo di globalizzazione sta raggiungendo la fine del suo ciclo e questo potrebbe indebolire la democrazia", aggiunge.

Macron reagisce indignato quando gli viene chiesto se gli errori commessi nel tentativo di arginare la pandemia non abbiano messo in luce le debolezze delle democrazie occidentali e i vantaggi di governi autoritari come la Cina.

A suo avviso, non vi è alcun confronto tra i paesi in cui le informazioni circolano liberamente e i cittadini possono criticare i loro governi e quelli in cui la verità è nascosta. Date queste differenze, "Rispetto le decisioni che la Cina ha preso, ma non siamo così ingenui da dire che lì, la situazione è stata gestita meglio. Non sappiamo. Ci sono cose che sono successe che non sappiamo", sostiene Macron.

Il presidente francese continua ad insistere sul fatto che rinunciare alle libertà, costituirebbe una minaccia per le democrazie occidentali. "Alcuni paesi stanno prendendo questa decisione in Europa", ha detto in un'apparente allusione a Viktor Orban in Ungheria. "Non possiamo accettarlo. Non possiamo rinunciare al nostro DNA con la scusa che stiamo affrontando una crisi sanitaria", ha detto.

Macron è particolarmente preoccupato per l'UE e l'euro. Il presidente francese è convinto che sia l'UE che la moneta unica rischieranno di cadere se i membri più ricchi, come Germania e Paesi Bassi, non mostreranno più solidarietà con i paesi colpiti dalla pandemia nell'Europa meridionale.

Tale solidarietà dovrebbe presentarsi sotto forma di aiuti finanziati dal debito reciproco, ma i decisori politici olandesi e tedeschi rifiutano l'idea che i loro contribuenti non paghino i debiti. Macron avverte che se gli Stati membri più colpiti dalla pandemia non saranno aiutati, i populisti in Italia, Spagna e Francia porteranno la loro nazioni fuori da quell'Europa che abbiamo costruito così faticosamente .

"È ovvio perché la gente dirà: 'Qual è il grande viaggio che ci offri? Se queste persone non ti proteggono durante una crisi, come potranno mostrare solidarietà in seguito", afferma. "Purtroppo oggi i paesi del Nord Europa non sono a favore dell'UE, quando si tratta di condividere gli oneri. E' il momento della verità, decidere se l'Unione europea è un progetto politico o solo un progetto di mercato. Io penso che sia un progetto politico ... Abbiamo bisogno di trasferimenti finanziari e solidarietà, se vogliamo che l'Europa resista".

  • Pubblicato in Esteri

Coronabond, a Bruxelles è tutti contro tutti. Lega e Fi votano no a emendamento, Fratelli d'Italia a favore. Pd e 5 Stelle divisi sul Mes. E ora Conte si deve preoccupare

Al Parlamento europeo Pd e M5S si sono divisi nella votazione della legge a favore dell’attivazione del Mes, contenuto nella risoluzione sull’azione coordinata dell'Ue contro il Covid-19. Il Pd ha votato a favore del paragrafo 23 che invita i Paesi dell'Eurozona ad attivare il Mes. Contrari invece i grillini. Si sono espressi contro anche Lega e Fratelli d’Italia. Hanno invece votato a favore Italia Viva e Forza Italia. Il paragrafo è passato con 523 sì, 145 contrari e 17 astensioni


E' polemica a Bruxelles sul voto di Lega e Forza Italia al Parlamento europeo contro gli eurobond. L'emendamento dei Verdi sulla condivisione del debito tra i Paesi Ue alla risoluzione comune di Ppe, S&D, Renew Europe e Verdi, è stato respinto ieri con 326 voti contrari, 282 sì e 74 astensioni. Favorevoli Pd, M5s e Fratelli d'Italia, contrari la Lega e Forza Italia, mentre gli eurodeputati di Italia Viva si sono astenuti.

"L'ennesimo tradimento ai danni dell'Italia da parte della Lega e di Forza Italia è servito: in aula, al Parlamento Ue, hanno votato contro gli eurobond", scrive in una nota l'europarlamentare M5s e vicepresidente del Parlamento Ue, Fabio Massimo Castaldo. "Se avessero votato a favore, l'emendamento sarebbe stato approvato! Eccoli i signorotti ultranazionalisti e sovranisti: prima sventolano il tricolore in ogni selfie, poi quando il loro voto può salvare il Paese si allineano all'Olanda", attacca Castaldo. "Complimenti! Almeno adesso tutti gli italiani potranno conoscere il loro vero volto".

E sul voto in plenaria a favore dell'attivazione del Mes, contenuto nella risoluzione sull'azione coordinata dell'Ue contro il Covid-19, Pd e M5s si dividono al Parlamento Ue. Il Pd ha votato a favore del paragrafo 23 che invita i Paesi dell'eurozona ad attivare il Mes, mentre il M5s si è espresso contro. Contrarie anche Lega e Fratelli d'Italia. Hanno votato a favore Italia Viva e Forza Italia. Il paragrafo è passato con 523 sì, 145 contrari e 17 astensioni. La risoluzione nella sua interezza - depositata da Ppe, S&D, Renew Europe e Verdi - sarà votata oggi in plenaria.

La delegazione del M5S al Parlamento Ue annuncia che oggi si asterrà al voto finale sulla risoluzione in quanto "presenta tante luci ma anche troppe ombre. Ci saremmo aspettati un chiaro e forte riferimento ai Coronabond grazie ai quali l'Ue potrebbe finanziare la ripartenza economica una volta superata l'emergenza, ma per colpa dell'irresponsabilità di Lega e Fi l'emendamento che li inseriva nel testo è stato rigettato", precisa la nota. "Registriamo l'impegno a trovare strumenti nuovi per superare la crisi e ribadiamo la nostra contrarietà al Mes".

 

(Fonte: Ansa)

Coronavirus, l'amarezza di Gallera per lo sciacallaggio politico e mediatico: "Assisto disgustato a una gigantesca deformazione della realtà. Ho sempre agito per salvare la vita alle persone"

Nessuna critica al governo Conte, dimostratosi inadeguato e insensibile su molti fronti, e contemporanea aggressione alla Lombardia investita dall'emergenza. E' questa la percezione che ha in questi giorni la Regione retta da Attilio Fontana. Le reazioni da parte dell'amministrazione lombarda sono state finora molto contenute e sobrie, stante una situazione ancora tutta da risolvere in una quasi assoluta solitudine, ma ora si fa intendere che la misura è colma. Lo sfogo social dell'assessore al Welfare, "omaggiato" di un tiro al bersaglio personale che non si aspettava e che crede in cuor suo di non meritare


 Bollettino Lombardia Coronavirus 22 marzo/ Diretta video: 27206 ...

"Leggo stupito e molto amareggiato gli articoli che appaiono in questi giorni su importanti giornali. Assisto poi disgustato a molteplici azioni di gigantesca deformazione della realta' e di sciacallaggio politico e mediatico". A scriverlo su Facebook l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera.

"Dal 20 febbraio - ha aggiunto - viviamo la piu' grande emergenza sanitaria che la Lombardia abbia mai vissuto. Nel mio ruolo di assessore al Welfare dal primo momento ho dedicato tutto le mie forze, le mie capacita', le mie energie fisiche e psichiche a fronteggiarla e a combatterla. Sono stati e sono ancora momenti pieni di tensione, rabbia, frustrazione e sofferenza. Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili in tempi ristretti ma bisognava salvare la vita alle persone. Trovare un respiratore o una CPAP per far respirare chi non ce la faceva piu', recuperare mascherine e camici per i nostri operatori sanitari, fare in modo che le autoambulanze trovassero un pronto soccorso dove portare i pazienti e una barella su cui sdraiare chi soffriva, organizzare le visite domiciliare delle unita' speciali di continuita' assistenziale, attivare il telemonitoraggio dei pazienti a domicilio, cercare di ampliare il piu' possibile la capacita' di fare tamponi per soddisfare al massimo le tantissimi esigenze diagnostiche". 

I dati "sono in miglioramento" ma non è finita. "Io continuo il mio lavoro con immutata determinazione e motivazione - ha aggiunto - e guardo con distacco a quanti 'col senno di poi' dalle comode scrivanie o dai divani di casa sputano sentenze e veleno. Noi siamo stati e siamo in trincea e non agiamo ne abbiamo mai agito per compiacere i 'professori del giorno dopo' ma sempre e solo per soffocare la diffusione del Coronavirus e salvare la vita ai lombardi".

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