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updated 7:57 AM UTC, Aug 3, 2020

Open Arms, Salvini: "Voto politico per processo politico. Ho difeso la patria, ho fatto il mio dovere". E attacca Renzi: "Che triste fine, uno Scilipoti qualunque..." (VIDEO)

"Io stasera torno a casa con un processo ma a testa alta", attacca Matteo Salvini nel corso del suo intervento nell'Aula del Senato prima che venga votata l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il caso Open Arms. Nel mirino di Salvini finisce soprattutto Matteo Renzi, il leader di Italia Viva che, contraddicendo quanto fatto settimane fa in commissione, aveva da poco annunciato il "sì" al processo. Il leader leghista è durissimo: "Preferisco il silenzio del M5S, in imbarazzo, alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia". Salvini ha notato pure l'abbondante presenza in Aula di senatori a vita: "Mi confermo nell'idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni". A margine dell'intervento l'intervista fuori da Palazzo Madama: "Sono orgoglioso di quello che ho fatto" - (VIDEO)


Il Senato vota sull'autorizzazione a procedere nei confronti di ...

"Si è già capito che il voto è politico". Matteo Salvini apre così il suo intervento al Senato nella discussione sul caso Open Arms. "Ringrazio il governo per la sua abbondante presenza. Non era dovuta, ma se la forma è sostanza, ringrazio i banchi vuoti del governo che dimostrano il rispetto per quest'Aula", esordisce il leader della Lega.

"Noto l'abbondante presenza dei senatori a vita e mi riconfermo nell'idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni. Noto il fatto che non sia intervenuto nessuno del M5S, evidentemente questo sottolinea l'imbarazzo. Preferisco il bel tacer del M5S alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia. Con tutto il rispetto per Ugo Tognazzi e Amici miei, più seri di qualche senatore presente in quest'aula", afferma ancora Salvini, richiamato dal presidente Casellati per il linguaggio. "Triste fine passare, per quanto riguarda il senatore Renzi, dall'avere De Gasperi come modello a comportarsi come uno Scilipoti qualunque", prosegue.

Salvini cita l'articolo 52 della Costituzione: "La difesa della patria è sacro dovere del cittadino", dice, prima di affermare che "di questa vicenda, mi rammarico perché dovrò spiegare ai miei due figli che papà non va a processo perché è un delinquente ma perché ha fatto il suo dovere di cittadino e di ministro della Repubblica. Delle critiche politiche mi frega zero". "Quello che è successo è agli atti", dice rivolgendosi al "mancato presidente Grasso", ironizzando sulla mancata nomina dell'esponente di Leu alla presidenza della commissione Giustizia. "Questa è una nave pirata", dice ripercorrendo la vicenda. "Se c'è qualcuno che ha commesso un crimine è il comandante di questa nave pirata".

"Io stasera torno a casa a testa alta, con un processo, ma a testa alta. Io vi ringrazio, mi fate un regalo a mandarmi a processo, vado a testa alta e con la schiena dritta", conclude. "Oggi si manda Salvini a processo politico. Domani, siccome la ruota gira e toccherà a qualcuno di voi, la Lega starà dalla parte delle garanzie e della libertà del Parlamento. Non vi manderemo in un'aula di tribunale, saranno i cittadini a giudicarvi".

Pd-M5S, divisi a Bruxelles e separati in Puglia: tra Mes e Regionali, l'alleanza che sostiene Conte traballa. Scuola, tasse, legge elettorale: tutti gli scontri. E Renzi fa la spina nel fianco

All'Europarlamento i due partiti hanno votato in modo diverso su un emendamento presentato dalla Lega. A Roma posizioni distanti nella maggioranza su scuola e fisco. Il ministro Speranza chiede 20 miliardi per la sanità, mentre il Pd avanza l'ipotesi di una Bicamerale per la regia della spesa. Italia Viva si è schierata con il centrodestra, contro i Dem, per evitare che si esaminasse la riforma della legge elettorale entro l'estate anche in Commissione. E i problemi sono anche sul territorio in vista delle elezioni amministrative. Crimi: "In Puglia correremo da soli. Il contrasto alle politiche di Emiliano non è archiviabile"


Conte, Zingaretti e il settembre fatale - Il Foglio

Pd-5Stelle, quante divergenze. E Conte si preoccupa

Pd e M5S si sono divisi a Bruxelles sul Mes. I due partiti hanno votato in modo diverso sull'emendamento presentato dalla Lega e dal gruppo Identità e democrazia alla risoluzione sulle conclusioni del Consiglio europeo straordinario. L'emendamento, poi bocciato e a favore del quale si sono schierati Lega, Fdi e M5s, chiedeva di respingere un utilizzo del Mes finalizzato a stimolare l'economia in seguito alla crisi della Covid-19. Posizioni distanti nella maggioranza su scuola e fisco. Il ministro Speranza chiede 20 miliardi per la sanità, mentre il Pd avanza l'ipotesi di una Bicamerale per la regia della spesa. Italia Viva si è schierata con il centrodestra, contro i Dem, per evitare che si esaminasse la riforma della legge elettorale entro l'estate anche in Commissione. 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà nell'Aula della Camera il prossimo 29 luglio alle 9.30 comunicazioni sulla situazione del contrasto dell'emergenza Covid e sullo stato di emergenza. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Sulla questione dello Stato d'emergenza torna con nettezza Matteo Salvini: "Non c'è un' emergenza sanitaria in corso, chi vuole prorogare lo stato di emergenza è un nemico dell'Italia. Noi non li facciamo uscire dall'Aula, ci stanno loro chiusi, gli italiani meritano respiro e libertà. Ieri non hanno deciso in Cdm, se vogliono questo non esiste, non c'è motivo".


"Non ci siamo mai sottratti al confronto ma lo facciamo se ci sono i presupposti. Lo so che c'è un dibattito sula Puglia, so che tanti stanno spingendo ma voglio confermare, senza ombra di dubbio che in Puglia corriamo da soli. Ci abbiamo ragionato ,ma le politiche fatte da Emiliano noi le abbiamo contrastate, non possiamo archiviare questo". Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi ai microfoni di Radio anch'io, su RadioUno, sottolineando che dalle Regionali "non ci sarà nessun impatto sul governo".

Intanto Bonetti diffida Emiliano sulla doppia preferenza di genere. "Per quanto riguarda la politica bisogna introdurre principi di parità. Mi duole dire che abbiamo delle regioni che non hanno ancora adeguato la loro legge regionale con la doppia preferenza di genere. Una tra tutte, la Puglia, e come governo siamo stati costretti a mandare una diffida al Consiglio regionale perché si adegui a quella norma. Non si capisce perché non ci si debba adeguare, a meno che non si voglia escludere un pezzo di cittadinanza, quello femminile, da un diritto fondamentale, l'accesso alle cariche elettive. Il presidente Emiliano si assuma la responsabilità d avere ricevuto una diffida dal governo, vada in Consiglio regionale e si voti, a viso aperto, non con voto segreto, una norma di diritto fondamentale". Lo ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Italia Viva Sicilia live.

Scuola, Azzolina: "Si riparte il 14 settembre, le famiglie devono stare tranquille". Ma è bufera sulla temperatura da misurare a casa. Salvini: "Sciagurata" (VIDEO)

Tutti di nuovo a scuola a settembre, ma in sicurezza. In caso di febbre sopra i 37,5, infatti, gli studenti dovranno rimanere a casa. La misurazione della temperatura "viene fatta a casa": un modo per "responsabilizzare" ulteriormente le famiglie, ha detto nelle ore scorse la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in un’intervista rilasciata a  a TgTg su Tv2000, scatenando non poche polemiche. Duro attacco della Lega: "Scarica responsabilità" - (VIDEO)


La scuola e i sindacati che fermano l'Italia. Intervista a Lucia ...

"Le scuole il 14 settembre riapriranno, le famiglie devono stare tranquille ed evitare di sentire i campanelli di allarme dei Salvini di turno". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, intervenuta a 'In Onda'.

"Comprare nuovi banchi è il modo migliore che abbiamo per guadagnare spazio", afferma la ministra, aggiungendo che "i banchi è vero che ci servono per distanziare ma un giorno anche per avvicinare: sono pensati per una innovazione didattica". I banchi "servono anche per il futuro non solo per il presente", ha concluso aggiungendo: "è un investimento".

"La misurazione della febbre, della temperatura in via precauzionale va fatta a casa", dice ancora Azzolina rispondendo a una domanda sulla possibilità di misurare la temperatura agli studenti a scuola. E ha poi richiamato a "un'assunzione di responsabilità" da parte dei genitori che sanno di dover "misurare la temperatura prima, per evitare di contagiare dopo".

"La sanificazione si fa se c'è un caso di Covid, se no ci sta l'igienizzazione normale", ha affermato ancora la ministra precisando: "Avremo saponi, igienizzanti, ma la sanificazione si fa nei casi di Covid", ha precisato.

"Il compito dei dirigenti è dirci il fabbisogno in termini di arredi" o di "aule", ha affermato Azzolina spiegando che proprio sugli spazi è in corso un lavoro tra ministero e enti locali che sono proprietari degli edifici scolastici.

"Nelle linee guida per i bambini della scuola infanzia non è previsto il distanziamento, è scritto che devono esserci gruppi piccoli", ha poi spiegato la ministra sottolineando che il ministero della Salute "non ha dato un rapporto numerico", ma "è chiaro che ci vogliono più insegnanti".

"Ho fatto richiesta al ministero dell'Economia e delle Finanze per assumere fino a 80mila docenti sia di sostegno sia no: a breve il ministero dovrebbe darci una risposta", ha fatto sapere.

LEGA ALL'ATTACCO: AZZOLINA SCARICA RESPONSABILITA'

Trieste, lieve malore per Matteo Salvini - IlGiornale.it

Una proposta che non va giù al leader della Lega che non può fare a meno di osservare le inadeguatezze: "Lo sciagurato ministro Azzolina conferma che un milione di bimbi e studenti da settembre non avrà spazio in classe e andrà a scuola in ’cinema, teatri e museì. Ma siamo matti? P.S. Ogni giorno - continua l’ex vicepremier in una nota - le famiglie dovranno misurare la febbre ai figli a casa, sopra i 37,5 niente scuola. E se qualcuno sbaglia? E se qualcuno se ne dimentica? E se qualcuno mente? Giù le mani dai nostri figli - conclude -. Azzolina bocciata".

Dopo aver scaricato tutte le responsabilità riguardo l'avvio del nuovo anno scolastico su enti locali, dirigenti scolastici e docenti, il ministro Azzolina ha pensato bene di completare l'opera delegando la sicurezza sanitaria alle famiglie, che dovranno misurare la febbre ai figli, si suppone al momento di uscire di casa. Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama e responsabile nazionale del dipartimento Scuola della Lega. "Ci chiediamo: gli alunni dovranno presentarsi con l'attestazione della misurazione giornaliera? E chi la firmerà nel caso di genitori assenti per motivi di lavoro? O si può intendere che la febbre è misurabile anche alle 6 del mattino se pure lo studente arriva a scuola alle 8.30? Non era più semplice misurarla all'ingresso dell'Istituto usufruendo (e integrando le varie competenze) di collaboratori scolastici, volontari della protezione civile e altre figure professionali che possono corrispondere alla semplice ma fondamentale esigenza di prevenzione sanitaria?", aggiunge.

 

Conte soddisfatto dei suoi ministri: "Non vedo un rimpasto all'orizzonte". Berlusconi: "Nessuna disponibilità di Forza Italia a sostenere il governo"

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parla alla tv spagnola e fa il punto sul lavoro del governo, ma anche su emergenza Covid, rapporti internazionali e Mes. Intanto Silvio Berlusconi replica alle ipotesi formulate sull'onda delle dichiarazioni di Romano Prodi che non escludeva un ingresso nella maggioranza da parte di Forza Italia: "Noi in prima linea nell'evidenziare l'inadeguatezza dell'attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani"


Un rimpasto nella squadra di governo dopo le regionali fissate a settembre? "No, non vedo all'orizzonte un rimpasto di governo, sono soddisfatto della squadra dei ministri". Lo assicura il premier Giuseppe Conte, in un'intervista all'emittente spagnola Nius. "Abbiamo appena approvato un decreto molto importante per l’Italia, il Dl semplificazioni - prosegue il presidente del Consiglio - che taglia la burocrazia, che consente di accelerare la spesa per gli investimenti, sblocchiamo tantissimi cantieri. Abbiamo individuato circa 130 opere strategiche per le quali vogliamo correre molto speditamente, abbiamo un piano di rilancio condiviso con tutta la società italiana, stiamo lavorando a questo, siamo molto concentrati, non vedo rimpasti all’orizzonte”.

CORONAVIRUS - Una nuova ondata Covid post estate? "Alcuni esperti ragionano, è un dibattito pubblico, ragionano di una seconda ondata. Io non so se arriverà, anche perché non sono uno scienziato, e mi pare capire che essendo questa pandemia un nuovo virus le previsioni son difficili. Dico solamente che se ci dovesse essere una nuova ondata l'Italia è attrezzata per mantenerla sotto controllo". A chi gli domanda se gli italiani abbiano ormai abbassato la guardia sulle misure di contenimento, "ho un atteggiamento di fiducia - risponde il presidente del Consiglio - occorre attenzione ma anche fiducia. In questo momento i cittadini italiani devono affrontare la ripresa delle attività economiche sociali e culturali con tranquillità. Devono rispettare le poche regole di distanziamento, l’utilizzo della mascherina se non c’è distanziamento ma la vita in Italia deve riprendere, tutte le attività devono riprendere. Abbiamo potenziato la risposta del sistema sanitario, fatti milioni di test, abbiamo anche elaborato un piano di monitoraggio molto dettagliato che ci consente di controllare tutte le aree territoriali: sono fiducioso, abbiamo tutte le condizioni per affrontare l’estate e anche l’autunno".

OLANDA - Al presidente olandese Mark Rutte "spiegherò che abbiamo fretta nell'interesse di tutti, non solo nostro ma anche dell'Olanda. Più rischiamo di ritardare più rischiamo di elaborare una risposta inefficace. Se noi lasciamo che si distrugga il mercato unico i danni saranno anche per l'Olanda non solo per Italia, Spagna, Portogallo e Francia. Anche l'Olanda beneficia dal mercato unico, si avvale dell'economia europea. Quindi anche nel loro interesse è una reazione chiara e immediata".

MES - Il ricorso al Mes "non è mai stato un tabù: ho semplicemente detto che non puntiamo sul Mes perché non è la risoluzione dei nostri problemi. Noi abbiamo bisogno del Recovery Fund, dopo valuteremo se nell'interesse dell'Italia usare anche il Mes. E valuteremo in modo trasparente la regolamentazione della linea di credito del Mes".

"Ogni Stato deve misurarsi con la propria opinione pubblica e il proprio Parlamento. Non è che non voglio parlare di Mes per non affrontare il problema e fuggire alle mie responsabilità - assicura il presidente del Consiglio - è che affrontarlo adesso significa fare una battaglia astratta, che addirittura può diventare ideologica. In Italia c'è chi dice sì al Mes per principio e chi dice no al Mes per principio. A me interessa un approccio pragmatico e quel che serve alla comunità nazionale".

"Una volta finito il negoziato avremo gli strumenti, li studieremo uno per uno, aggiorneremo la valutazione anche con i flussi di cassa e io andrò in Parlamento a fare una proposta. Alla luce della situazione attuale, credo che queste sono le proposte e se ci sono delle alternative le proporrò e ne discuterò con il Parlamento in modo molto trasparente. Mi assumerò la responsabilità di fare anche una proposta", assicura.

BERGAMO - Sul lockdown a Bergamo, finito al centro di un'inchiesta giudiziaria, "non ho avuto richieste dalla Confindustria. L'ho letto sui giornali, non è una cosa che mi riguarda, le valutazioni sono state fatte senza ascoltare Confindustria, assolutamente no".

 

FORZA ITALIA: "NESSUNA DISPONIBILIA' A SOSTENERE IL GOVERNO"

"Non vi è né da parte del presidente Berlusconi, né del Movimento Politico Forza Italia alcuna disponibilità a fornire un sostegno politico al governo Conte. La disponibilità alla collaborazione istituzionale, già espressa nella storia di Forza Italia nei confronti dei governi in carica, qualunque essi siano, nei momenti in cui sono in gioco vitali interessi nazionali, non ha in alcun modo il significato di una partecipazione o di un atteggiamento benevolo, oggi o in futuro, verso l’attuale maggioranza o verso altre formule politiche incoerenti con la volontà degli elettori". E' quanto si legge in una nota della segreteria politica di Silvio Berlusconi smentendo un retroscena pubblicato oggi dal 'Fatto quotidiano' su un presunto interessamento del gruppo Mediaset a una Newco di rete.

"Al contrario - si sottolinea - Forza Italia, pur mantenendo un comportamento responsabile e costruttivo, è in prima linea nell’evidenziare l’inadeguatezza dell’attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani".

"Giorgio Covid": Travaglio attacca violentemente Gori (per difendere Zingaretti). Insorge il Pd: "Metodo barbaro, parole vergognose"

Il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, si scaglia contro il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, per la sua presa di posizione contro il segretario dem, Nicola Zingaretti, attribuendogli "un notevole contributo alla catastrofe del coronavirus" e chiamandolo con un macabro calembour, "Giorgio Covid"


Travaglio, editoriale su Gori che diventa 'Giorgio Covid': bufera ...  

Insulti a Gori: la reazione del Pd a Travaglio

"L'attacco che oggi il direttore del Fatto Quotidiano riserva a Giorgio Gori è letteralmente vergognoso, a partire dal titolo 'Giorgio Covid'. Solidarietà, prima che all'amico, al sindaco di una città martire". Lo scrive su Twitter il capogruppo Pd in Senato Andrea Marcucci, dopo che il direttore de 'Il Fatto Quotidiano', Marco Travaglio ha dedicato al sindaco di Bergamo un editoriale dal titolo 'Giorgio Covid'. Negli ultimi giorni si è infatti acceso l’ennesimo dibattito all’interno del Partito Democratico. Le varie anime dem hanno fatto sentire la propria voce, condizionando tutto il centrosinistra. Tra i tanti che hanno rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla situazione interna c’è stato anche Gori, a cui Travaglio ha riservato un editoriale in cui contesta al sindaco di Bergamo la sua 'scarsa' reazione dopo la dichiarazione in Senato di Matteo Renzi che disse: 'I morti di Brescia e di Bergamo, se avessero potuto parlare, ci avrebbero detto di ripartire e farlo per loro'".

Il capogruppo non è l'unico nel Partito Democratico a prendere le parti del primo cittadino di Bergamo: "Giorgio Gori è un sindaco che sta dando anima e corpo alla nostra città e questo i bergamaschi lo vedono bene. Non si è mai risparmiato, tanto più in questi difficilissimi mesi di emergenza sanitaria. Bisognerebbe sempre avere rispetto delle persone, le parole di Travaglio di oggi sono lunari oltre che offensive", ha infatti detto il deputato Pd Maurizio Martina all’uscita di Montecitorio.

Parole dure anche da Alessandro Alfieri, senatore Pd e coordinatore nazionale di Base Riformista: "Gli attacchi scomposti e volgari contro Giorgio Gori da parte di Marco Travaglio sono altrettante medaglie per Giorgio Gori", afferma il senatore, che continua: "Usare il percorso professionale e familiare di Gori per attaccare le sue posizioni politiche è un metodo barbaro, che appartiene al populismo peggiore e più incivile. Oltre ad essere un ottimo amministratore, che ha affrontato con equilibrio e prontezza la tragedia che il Covid ha portato nella sua città, Gori è un dirigente autorevole del nostro partito e i suoi contributi alla discussione della nostra comunità politica meritano rispetto", conclude.

Così anche la deputata Debora Serracchiani: "Un attacco a freddo, messaggi obliqui e un titolo da hater contro un sindaco del Pd che vince nella Lombardia di Salvini. Noi preferiamo combattere la destra".

 

Solidarietà a Gori anche da Italia Viva "

Ancora una volta Marco Travaglio si rivela a tutti per ciò che è. Definire Giorgio Gori “Giorgio Covid” non è solo offensivo, è anche meschino e vigliacco. C’è chi i problemi prova a risolverli e chi passa il tempo a speculare sulle tragedie pur di vendere qualche copia in più", ha tuonato senza mezzi termini il renziano Gennaro Migliore. A fargli eco il collega Marco Di Maio: "Definire un sindaco come Giorgio Gori “Giorgio Covid” non è degno nemmeno del peggiore dei meschini. Una cattiveria gratuita da parte di Marco Travaglio che, come al solito, invece di dare una mano a risolvere i problemi, preferisce crearli. Massima solidarietà a Giorgio Gori".

Pd, Franceschini: "Conte lavora bene, non si tocca". E spinge per un'alleanza col M5S alle regionali

"Voglio dirlo senza margini di ambiguità: io apprezzo molto il lavoro di Conte, come ha guidato il governo in uno dei passaggi più difficili della storia della Repubblica e come cerca sempre il punto di equilibrio in una coalizione complicata, perché nata tra avversari alle elezioni". Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali, in un'intervista a "Repubblica" spiega di non vedere alternative a questa coalizione


VATICANO VUOLE FRANCESCHINI PREMIER”/ Conte 'trema': Governo, Pd e ...

"Apprezzo moltissimo il lavoro di Conte, come ha guidato il governo in uno dei passaggi più difficili della storia della Repubblica e come cerca sempre il punto di equilibrio in una coalizione inevitabilmente complicata, perché nata tra avversari alle elezioni". Quindi, "mai pensato" a sostituirlo in corsa. E' quanto dichiara il ministro per i Beni culturali e capo delegazione dem al governo Dario Franceschini in un'intervista a la Repubblica.

Secondo il ministro del Collegio Romano, pertanto, per i dem allo stato attuale e "in questa legislatura non esistono né un altro premier né un'altra maggioranza" e quindi "ogni nostra parola, anche quando appare critica, è per migliorare l'azione del governo, non per indebolirla". Tanto che anche il segretario Nicola Zingaretti, secondo Franceschini, ha detto "con chiarezza che intende rafforzare l'azione di governo nel suo ruolo di segretario e di presidente di Regione".

Il punto per il capodelegazione Pd a Palazzo Chigi è semmai un altro: "Il controsenso politico - dice Franceschini - è che una squadra che sta governando l'Italia poi si presenti divisa alle elezioni regionali. Chi puo' capire il perche'?", si chiede.

"Non insieme contro la destra ma gli uni contro gli altri", quindi divisi. "Politica e semplice buonsenso dicono che è un errore gravissimo e - secondo Franceschini - in questa direzione vanno le parole di Zingaretti e Conte su cui sarebbe utile un supplemento di riflessione di 5 Stelle e Italia viva" è l'invito del ministro per l'unita' politica ed elettorale.

 

 

Decreto Rilancio, un buco da 100 milioni. Coperture a rischio: verso il rinvio in Commissione. Lega all'attacco: "Governo allo sbando"

Il Dl Rilancio, approdato oggi nell'Aula della Camera per la discussione generale, potrebbe tornare in Commissione Bilancio per una verifica sulle coperture di alcune misure contenute nella bozza del testo arrivato a Montecitorio. Sul provvedimento, che scade il prossimo 18 luglio e deve ancora essere esaminato dal Senato, il governo è intenzionato a porre la questione di fiducia - (LEGGI TUTTO)


Misure per il Mezzogiorno a rischio copertura nel decreto rilancio, da stamattina in discussione alla Camera. A quanto si apprende da fonti parlamentari dell'opposizione, il dl potrebbe, proprio per verificare queste coperture, tornare in Commissione Bilancio di Montecitorio. Si tratta di norme, a quanto riferito, presentate con stime di spesa basse, che invece necessitano di maggiori investimenti. Emendamenti su cui il governo aveva già dato parere positivo.

A rischio, in particolare, sarebbero le misure per la sospensione dei mutui delle Regioni speciali, il credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo nelle aree del Mezzogiorno e nelle Regioni colpite dagli eventi sismici degli anni 2016 e 2017. Si tratta di coperture per complessivamente circa 100 milioni. La decisione sul ritorno del decreto in Commissione Bilancio arriverà nel pomeriggio, dopo il voto procedurale previsto.

Lega all'attacco "Decreto rilancio in aula. Anzi no perché ci sarebbero emendamenti scoperti. E’ vergognoso che dopo settimane di ritardo il dl rilancio che doveva essere finalmente discusso oggi alla Camera rischia di tornare nuovamente in commissione perché ci sarebbero emendamenti senza coperture economiche", affermano i deputati della Lega in Commissione Bilancio.

"Questo governo è allo sbando totale. L’ennesima prova dell’improvvisazione di un esecutivo incapace di affrontare la situazione e bravo solo a fare annunci per prendere in giro gli italiani", concludono i leghisti.

Gli onorevoli Trombetta – infosannio

"Chi non capisce la sua scrittura è un asino addirittura - rincara il senatore Alberto Bagnai, responsabile economico della Lega - Il Governo continua a emanare provvedimenti ingestibili, con lo svantaggio di non riuscire a gestirli". "Abbiamo più volte criticato questo modo di fare del Governo, che per far contente tutte le componenti di maggioranza trasforma in enormi decreti 'omnibus' tutti i provvedimenti di gestione dell’emergenza. Per dare a ognuno la propria quota di marchette, si disperdono risorse, si ritardano i tempi, e si rende impossibile una analisi approfondita" aggiunge Bagnai.

"Il ritorno in commissione del Dl rilancio - prosegue - dimostra che questa nostra critica non è teorica, ma ha un impatto pratico. Nonostante una gestione impeccabile da parte del presidente Borghi, l’incapacità dei sottosegretari di gestire il pallottoliere degli emendamenti ha lasciato il provvedimento senza copertura per oltre 100 milioni. Il problema non è tecnico, in questo caso, ma politico. Gli uffici della Ragioneria sono essi stessi travolti dall’arroganza e dall’incompetenza di una compagine di Governo che invece di stabilire un rapporto costruttivo con l’opposizione la denigra, attribuendole la responsabilità di ritardi che sono esclusivamente dovuti all’incapacità della maggioranza. In assenza di un percorso condiviso e in presenza di un simile spreco di tempo e risorse, la Lega non darà deleghe in bianco in occasione del voto sullo scostamento", conclude Bagnai.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

E' Luca Zaia il governatore più amato d'Italia, Zingaretti il peggiore. Il barese Decaro guida la classifica dei sindaci. Ma c'è una tendenza politica chiara

Il governatore del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Bari (e presidente dell'Anci) Antonio Decaro sono gli amministratori locali più popolari in Italia. Entrambi, anche sotto la spinta dell'emergenza Covid-19, ottengono un consenso quasi plebiscitario: se si votasse in questo momento otterrebbero il 70% delle preferenze. I quattro presidenti di Regione più popolari sono del centrodestra (secondo Fedriga del Friuli Venezia Giulia). Lo rivela il Governance Poll 2020, un'indagine sul livello di gradimento dei presidenti delle 18 Regioni a elezione diretta e dei sindaci di 105 città capoluogo di provincia realizzata per Il Sole 24 Ore del Lunedì da Noto Sondaggi


Massimiliano Fedriga - Informazioni | Facebook

Luca Zaia, tra i governatori, e Antonio Decaro, tra i sindaci, sono gli amministratori locali più popolari, secondo quanto emerge dai risultati del 'Governance poll 2020', pubblicati oggi sul 'Sole 24 Ore', un’indagine sul livello di gradimento dei presidenti delle 18 Regioni a elezione diretta e dei sindaci di 105 città capoluogo di provincia realizzata per 'Il Sole 24 Ore del Lunedì' da Noto Sondaggi.

quattro presidenti di Regione più popolari sono del centrodestra con al primo posto Zaia, seguito da quelli del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, dell'Umbria Donatella Tesei e della Calabria Jole Santelli. Al quinto posto, primo presidente di centrosinistra, c'è il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, il cui gradimento risulta in aumento. A seguire i presidenti del centrodestra di Abruzzo Marco Marsilio, al sesto posto, seguito da quello del Piemonte Alberto Cirio, da Giovanni Toti (Liguria) che ottiene lo stesso gradimento di Christian Solinas (Sardegna). E ancora il governatore di centrosinistra della Toscana, Enrico Rossi, della Campania Vincenzo De Luca. Al 12esimo posto, Sebastiano Musumeci presidente della Sicilia, seguito dal governatore della Lombardia Attilio Fontana, del Molise Donato Toma e della Basilicata Vito Bardi, tutti e quattro di centrodestra.

Alla fine della classifica, tre presidenti di centrosinistra: il governatore delle Marche Luca Ceriscioli e il presidente della Puglia Michele Emiliano che ottengono lo stesso indice di gradimento mentre in fondo alla classifica c'è il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. "L'onda di piena della pandemia investe anche la politica locale", osserva 'Il Sole 24 Ore' commentando i dati parlando di "un doppio dualismo che nella Lega esalta il presidente veneto Zaia e schiaccia il lombardo Fontana, e nel Pd innalza l’emiliano-romagnolo Bonaccini e fa sprofondare il laziale Nicola Zingaretti. Che, però, è il segretario Dem".

DECARO SUL PODIO DEI SINDACI - La classifica sul livello di gradimento dei sindaci incorona Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, con un ampio 69,4%, affiancato sul podio dal messinese Cateno De Luca e da Giorgio Gori, sindaco della Bergamo martoriata dall’epidemia, ex aequo con Marco Bucci sindaco di Genova.

Al contrario agli ultimi posti della classifica ci sono Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, e Virginia Raggi, prima cittadina di Roma, appaiati con un solo decimale di scarto (38,1% contro 38,2%). A far loro compagnia a fondo classifica ci sono Salvo Pogliese a Catania, Giuseppe Falcomatà a Reggio Calabria, Rinaldo Melucci a Taranto e Luigi De Magistris a Napoli. La classifica va male anche per Chiara Appendino, che dopo i primi mesi a Palazzo di Città alla guida di Torino vinceva di slancio la corsa del Governance Poll, mentre ora sprofonda alla casella numero 97: un po’ meglio della collega del Campidoglio e un poco peggio rispetto al Nisseno Roberto Gambino, che al 91esimo posto chiude la non esaltante terna a Cinque Stelle alla guida dei capoluoghi di Provincia.

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