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Lotta al bullismo e alle discriminazioni a scuola: Milano Popolare propone dei corsi, ma che non siano a senso unico. Parla Matteo Forte

Intervista al consigliere comunale Matteo Forte sulla proposta presentata a livello di Municipi da Milano Popolare sull'introduzione di corsi dedicati alla lotta al bullismo e a tutte le discriminazioni. Questi corsi però devono rispettare determinate condizioni, spiegate ai microfoni de ilComizio.it. Deborah Giovanati (Municipio 9): "Troppi messaggi politicizzati e di parte per i ragazzi" - (VIDEO)

Matteo Forte (Milano Popolare): "Ecco cosa fare contro la povertà e il disagio sociale"

Il consigliere comunale di centrodestra presenta le proposte del suo gruppo per il contrasto del disagio economico che nella metropoli lombarda è vissuto da larghe fette della popolazione, nonostante il cosiddetto "welfare ambrosiano" sia comunque un modello all'avanguardia per le capacità di una realtà civili presenti e dinamiche. L'intervista de il Comizio.it. Ai nostri microfoni anche Alessandro Bramati (presidente del Municipio 5) e Deborah Giovanati (assessore del Municipio 9) - (VIDEO)


 

 "Un albo dei soggetti accreditati, una fase triennale degli interventi sperimentale e monitorata, servizi erogati rimborsati a risultato, audizione semestrale dell'assessore alle Politiche sociali per informare la Commissione consiliare competente sull'andamento dell'operato in corso. Questi in sintesi i punti in cui si articola la proposta di delibera di Milano Popolare a Palazzo Marino, per contrastare la povertà e l'esclusione sociale, non una forma di assistenzialismo, ma "un percorso di accompagnamento allo sviluppo della persona", come sottolinea il capogruppo Matteo Forte, per il quale bisogna valorizzare ancora di più le realtà che già operano in quest'ambito, rendendo più efficente sia il loro lavoro che la spesa pubblica. Del resto, nel corso degli anni è cresciuto il numero delle persone in difficoltà e bisognosi non solo di generi alimentari ma anche medicinali, come rilevato da Banco Alimentare, Caritas Ambrosiana e Osservatorio sulla donazione dei farmaci, non a caso, già da tempo ci si è attrezzati per fronteggiare i bisogni emergenti. Sentiamo cosa si è fatto, per esempio, nei Municipi 5 e 9, rispettivamente dalle parole di Alessandro Bramati e Deborah Giovanati.

Debiti Aler, una voragine da mezzo miliardo. Parte un esposto alla Corte dei Conti

Si è tenuta oggi una conferenza stampa nella sede dei gruppi del Comune di Milano del consigliere comunale Aldo Ugliano e la consigliera del Municipio 5 Michela Fiore (Sinistra X Milano), che hanno presentato il documento, preparato insieme a comitati di quartiere e associazioni. Citati anche i dati da una relazione della Commissione d’Inchiesta sui fatti economici e gestionali dell'ente che gestisce le case popolari, chiesta nel 2014 dalla stessa Regione Lombardia. Le interviste de ilComizio.it - (VIDEO)


Si è svolto oggi nella Sala riunioni dei Gruppi consiliari del Comune di Milano, in via Tommaso Marino, un incontro dal titolo "Aler: un crack in cerca di autori". Nel corso della conferenza stampa, cui hanno partecipato il consigliere comunale Aldo Ugliano (Pd) e la consigliera di zona 5 Michela Fiore (Sinistra X Milano), è stato presentato il testo dell'esposto alla Corte dei Conti in merito alla grave situazione finanziaria dell'Aler, sottoscritto dai Comitati Inquilini e di Autogestione. Ne è emerso che sulle casse dell'Azienda Lombarda Edilizia Residenziale pesa un'esposizione di circa mezzo miliardo di euro. "Di tutto il debito, 300 milioni sono ascrivibili a una lunga serie di problemi, ma vi invitiamo a guardare agli altri 200", ha dichiarato Ugliano esponendo il documento. La situazione di deficit, infatti, a quanto afferma della Commissione d'inchiesta istituita ad hoc , non dipende soltanto dai fattori esterni, ma è causata in buona parte da inefficienze gestionali da parte di Aler Milano. Secondo il documento, ci sono sì 67 milioni di euro di debito legati a varie forme di morosità contrattuale da parte di famiglie con basso reddito, ma anche 48 milioni di euro ascrivibili a 2800 assegnatari che non hanno dichiarato un reddito — non si sa bene perché costoro non paghino affitti. “È stato fatto il possibile per verificare il perché queste persone non hanno corrisposto quanto dovuto? È stato fatto il possibile per recuperare questi soldi?", si è chiesto il consigliere comunale del Pd.

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