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updated 4:39 PM UTC, Nov 19, 2018

I fattori che influenzano il cambiamento climatico sono tre: eventi forzanti, feedback e punti di non ritorno.

La scienza del sistema terrestre è lo studio di come i dati scientifici derivanti da vari campi di ricerca, come l'atmosfera, gli oceani, il ghiaccio terrestre e altri, si incastrano per formare l'immagine attuale del nostro pianeta nel suo insieme, compreso il suo clima che cambia.


Gli scienziati del clima separano i fattori che influenzano il cambiamento climatico in tre categorie: forzanti, feedback e punti di non ritorno. 

  • Forcings: I primi eventi naturali e non che forzano il cambiamento del clima.

 

Irraggiamento solare. La radiazione solare è la fonte di calore per il pianeta Terra. Gli scienziati usano anche le prove delle misurazioni dei proxy, come i conteggi delle macchie solari che risalgono a secoli e anelli degli alberi antichi, per misurare la quantità di sole che raggiunge la superficie terrestre. Il sole ha un ciclo di macchie solari di 11 anni, che causa circa lo 0,1% della variazione nell'emissione del sole. Il ciclo solare è incorporato nei modelli climatici.

 

 

Emissioni di gas serra. Dalla rivoluzione industriale, le concentrazioni di gas serra come il diossido di carbonio (CO 2 ), il metano (CH 4 ) e il protossido di azoto (N 2 O) sono aumentati nell'atmosfera. Combustione di combustibili fossili come carbone, petrolio e gas ha aumentato la concentrazione di anidride carbonica atmosferica (CO 2 ) da 280 parti per milione a 393 parti per milione. Questi gas serra assorbono e quindi irradiano calore nell'atmosfera terrestre, il che provoca un aumento del riscaldamento.

 

 

Aerosol, polvere, fumo e fuliggine. Le particelle aeree molto piccole provengono da fonti sia umane che naturali e hanno vari effetti sul clima. Gli aerosol di solfato, che risultano dalla combustione di carbone, biomassa ed eruzioni vulcaniche, tendono a raffreddare la Terra. Altri tipi di particelle come il carbone nero hanno un effetto riscaldante. La distribuzione globale di aerosol viene tracciata da terra e dai satelliti.

 

 

  • Feedback sul clima: processi che possono amplificare o diminuire gli effetti delle forzanti climatiche. Un feedback che aumenta il riscaldamento iniziale è chiamato "feedback positivo". Un feedback che riduce un riscaldamento iniziale è un "feedback negativo".

 

Nuvole. Le nuvole hanno un enorme impatto sul clima terrestre, riflettendo circa un terzo della quantità totale di luce solare che colpisce l'atmosfera terrestre nello spazio. Anche piccoli cambiamenti nella quantità di nuvole, nella posizione e nel tipo potrebbero avere grandi conseguenze. Un clima più caldo potrebbe causare il trattenimento di più acqua nell'atmosfera, con conseguente aumento della nuvolosità e alterazione della quantità di luce solare che raggiunge la superficie della Terra. Meno calore verrebbe assorbito, il che potrebbe rallentare l'aumento del riscaldamento.

 

 

Precipitazione. I modelli climatici globali mostrano che le precipitazioni aumenteranno generalmente a causa dell'aumento della quantità di acqua contenuta in un'atmosfera più calda, ma non in tutte le regioni. Alcune regioni si asciugheranno invece. Cambiamenti nei modelli di precipitazione, come l'aumento della disponibilità di acqua, possono causare un aumento della crescita delle piante, che a sua volta potrebbe potenzialmente rimuovere più anidride carbonica dall'atmosfera.

 

 

Greening delle foreste. I processi naturali, come la crescita degli alberi, rimuovono circa la metà delle emissioni umane di biossido di carbonio dall'atmosfera ogni anno. Gli scienziati stanno attualmente studiando dove va questo diossido di carbonio. Il delicato equilibrio tra assorbimento e rilascio di anidride carbonica da parte degli oceani e delle grandi regioni boschive del mondo è oggetto di ricerca da parte di molti scienziati. Ci sono alcune prove che la capacità degli oceani o delle foreste di continuare ad assorbire l'anidride carbonica potrebbe diminuire mentre il mondo si riscalda, portando ad un più rapido accumulo nell'atmosfera.

 

 

Albedo di ghiaccio Il ghiaccio è bianco e molto riflettente, in contrasto con la superficie dell'oceano, che è scuro e assorbe il calore più velocemente. Mentre l'atmosfera si scalda e il ghiaccio del mare si scioglie, l'oceano più scuro assorbe più calore, fa sì che più ghiaccio si sciolga e rende la Terra più calda in generale. Il feedback ghiaccio-albedo è un feedback positivo molto forte.

 

 

  • Punti di svolta climatici: quando il clima terrestre si sposta bruscamente tra stati relativamente stabili, dando origine ai punti di non ritorno.

 

Circolazione oceanica Mentre il ghiaccio marino artico e la calotta glaciale della Groenlandia si sciolgono, la circolazione oceanica nell'Atlantico può deviare la corrente del Golfo. Questo e / o altri cambiamenti cambierebbero significativamente i modelli meteorologici regionali. Un cambiamento nella Corrente del Golfo potrebbe portare a un raffreddamento significativo nell'Europa occidentale. Ciò evidenzia l'importanza della circolazione oceanica nel mantenimento dei climi regionali.

 

 

Perdita di ghiaccio. A causa del forte feedback positivo dell'albedo di ghiaccio, se una quantità di ghiaccio sufficiente si scioglie, facendo sì che la superficie terrestre assorba sempre più calore, allora potremmo raggiungere un punto di non ritorno. La riduzione delle calotte di ghiaccio contribuisce all'innalzamento del livello del mare. Molte centinaia di milioni di persone vivono vicino a una costa, quindi la nostra capacità di prevedere l'innalzamento del livello del mare nel prossimo secolo ha sostanziali conseguenze umane ed economiche.

 

 

Rapido rilascio di metano. I depositi di metano congelato, un potente gas serra e l'anidride carbonica si trovano sotto il permafrost nelle regioni artiche. Circa un quarto dell'emisfero settentrionale è coperto dal permafrost. Mentre l'ambiente si scalda e il permafrost si scongela, questi depositi possono essere rilasciati nell'atmosfera e presentare un rischio di riscaldamento in fuga.

Le tempeste in America e nel Pacifico sono la prova del cambiamento climatico

Persone che vivono su lati opposti del pianeta, hanno vissuto negli ultimi giorni le conseguenze disastrose di lontani sconvolgimenti nel profondo degli oceani


Mentre in America, stavano ancora soffrendo la devastazione lasciata dall'uragano Florence, che ha causò morte e distruzione nel North Carolina il 14 settembre, a distanza di 12 ore il super-tifone Mangkhut distrusse Filippine, per poi colpire Hong Kong e la Cina meridionale. Mangkhut colpì con il pugno più grande mai riscontrato negli ultimi 40anni, le fragili terre e quando arrivò a terra la prima volta fu classificato "tempesta di categoria 5". Gli scienziati vedono come prima causa della formazione di entrambi i mostri, l'aumento dei livelli di gas serra nell'atmosfera, che stanno cambiando il clima e riscaldando il mare.

Per questo motivo, anche le tempeste future saranno probabilmente più pericolose rispetto al passato. Florence e Mangkhut hanno mostrato come si formano i potenti uragani prima prepararsi al colpire, ma principalmente hanno anche evidenziato quanto siano vulnerabili molte comunità, specialmente in Asia. 

Il legame con il cambiamento climatico deriva dall'accumulo nell'atmosfera dei gas serra prodotti dalla combustione industriale dei combustibili fossili e dalla deforestazione. Creano uno squilibrio nell'energia che fluisce dentro e fuori dal pianeta, innalzando le temperature. Circa il 90% di questa energia aggiuntiva finisce negli oceani. I ricercatori che monitorano la temperatura del mare fino a 2.000 metri hanno tracciato un costante aumento dagli anni '50, raggiungendo un livello record l'anno scorso (vedi grafico). Finora, il 2018 è sulla buona strada per stabilire un nuovo record.

Le tempeste tropicali nell'Atlantico (conosciute come "uragani") e nel Pacifico ("tifoni") traggono la loro energia da questo deposito di calore abissale. Oceani più caldi significano tempeste più intense e più durature. I modelli climatici lo prevedono da tempo. Inoltre, i livelli del mare aumentano a una velocità di 3 mm all'anno. Due fattori spiegano questo: l'acqua si espande mentre si riscalda; e i ghiacciai si stanno sciogliendo su entrambi i poli. Mari più alti significa che le mareggiate raggiungono più nell'entroterra. E, mentre l'atmosfera si scalda, aumenta l'umidità alle alte quote che alla fine cade sotto forma di bombe d'acqua.

Studi recenti hanno esplorato questi effetti in dettaglio, usando eventi reali. All'inizio di quest'anno, ad esempio, una ricerca ha mostrato che le temperature del profondo oceano  poco prima dell'uragano Harvey (che ha provocato disastrose inondazioni a Houston nell'agosto 2017), erano le più alte sia a livello globale sia nel Golfo del Messico.

I dati registrati subito dopo la tempesta hanno rivelato una diminuzione del contenuto di calore del Golfo, in modo strettamente proporzionale alla quantità di pioggia scatenata dall'uragano, più la pioggia aumentava, più la temperatura diminuiva. Questi dati hanno definito che Harvey "non avrebbe potuto produrre così tanta pioggia senza i cambiamenti climatici indotti dall'uomo". Kerry Emanuel, del Massachusetts Institute of Technology, stima che la probabilità che si formi un uragano come Harvey, entro il 2100 sarà 18 volte superiore rispetto alla fine del 20° secolo. 

 

Se le tempeste possono provocare il caos nel paese più ricco del mondo, il loro impatto nei paesi poveri dell'Asia-Pacifico è ancora più vasto. Ogni anno, la regione Asia-Pacifico è colpita da tempeste sempre più grandi di quelle che colpiscano l'America. Lì, l'approccio è stato quello di spostare le persone lontano dalla costa, ove possibile. Il Bangladesh dopo che si trovò nel 1970 sulla strada del ciclone Bhola, che uccise tra 300.000 e 500.000 persone, diventando il più mortale ciclone tropicale mai registrato, iniziò a costruire una vasta rete di rifugi rialzati. Tuttavia, ancora oggi alcune persone si rifiuterebbero di usarle. Quindi ora ospitano molto bestiame e poche persone.

Anche le Filippine hanno una cupa esperienza di tempeste. Haiyan, uno dei più forti cicloni tropicali mai registrati, che ha colpito la regione nel 2013, rimane un forte ricordo. Colpì la parte centrale delle Filippine e attraversò il paese, uccidendo 6.300 persone e lasciando 1.062 dispersi, dal conteggio ufficiale. In confronto, la gestione del Typhoon Mangkhut da parte del governo è considerata un successo. Eppure, il 19 settembre il bilancio delle vittime era di 81 persone e 70 erano ancora disperse. Il numero probabilmente aumenterà. I soccorritori stanno ancora trovando vittime nell'ultima mortale frana causata dal passaggio del ciclone, che ha seppellito una comunità di minatori illegali che cercavano l'oro in una miniera scavata nelle montagne della Cordillera, a nord di Luzon, l'isola principale delle Filippine. Il 15 settembre, giorno in cui Mangkhut ha colpito Luzon, il Consiglio nazionale per la riduzione dei rischi e la gestione dei disastri (NDRRMC) ha riferito che 194.368 persone avevano trovato scampo in rifugi (principalmente scuole). Stimò il costo del danno all'agricoltura a 14,3 miliardi di pesos (264 milioni di dollari). Successivamente il NDRRMC ha stimato che circa 1,1 milioni di persone erano state colpite dalla tempesta. Le sue fasce di nubi portanti la pioggia turbinavano intorno a un'area di 900 km di diametro. Mentre si avvicinava a Luzon, i suoi venti sostenevano velocità fino a 205 km/h vicino al centro, con raffiche fino a 255 km/h. I venti di Mangkhut spazzarono via fragili edifici, e abbatterono gli alberi ma, come Florence, ha portato gran parte della sua distruzione attraverso la pioggia, che ha causato frane e inondazioni improvvise, inondando campi e rovinando i raccolti, rendendo le strade impraticabili e tagliando le forniture di elettricità. La tempesta ha fermato tutta la normale vita economica. Le scuole erano chiuse, per tenere gli alunni al sicuro e per essere usati come rifugi pubblici; le imprese erano chiuse; le partenze dei traghetti e i voli internazionali e nazionali sono stati cancellati.

Da nord a sud, da est a ovest la natura ci sta facendo capire quanto terribile può essere la sua vendetta, i cambiamenti climatici dovuti all'azione dell'uomo paiono aver cambiato gli equilibri della natura. Questo dovrebbe farci riflettere prima di arrivare...

al punto di non ritorno.

FONTE: Economist

 

 

REGIONE LOMBARDIA PRIMA PER DISTRIBUTORI METANO, RIDOTTA DI 127 MILA TONNELLATE ANIDRIDE CARBONICA NELL' ARIA

Entrati in funzione anche di distributori di metano liquido, ricavato anche da "biometano". La Lombardia e' la regione che, tra il 2010 e il 2016 ha visto la maggiore crescita di distributori di gas naturale compresso e liquefatto. 


"Sul territorio lombardo si registrano infatti un aumento degli impianti di distribuzione del metano, passati dai 135 a inizio 2013 alle attuali 179 unita', con una crescita del 36,2% della disponibilita' di questo carburante negli ultimi cinque anni, e l'aumento degli impianti di GPL da 384 a inizio 2013 agli attuali 450 (+17%). Un primato che e' stato premiato lo scorso 8 giugno, in occasione del Convegno "Gas Naturale e Biometano - Eccellenze Nazionali per la sostenibilita'" svoltosi a Bologna".
RISPARMIATI 164 MILIONI DI EURO - "Grazie all'incremento dell'uso dei veicoli a metano, lo scorso anno in regione si sono risparmiati 164 milioni di euro per l'acquisto di carburante (benzina e gasolio) e si e' ridotta di 127 mila tonnellate l'anidride carbonica nell'aria. A livello nazionale - scrive la Nota - la Lombardia si posiziona tra le cinque regioni piu' virtuose insieme a Emilia-Romagna, Marche, Veneto e Toscana. I dati sono frutto dell'indagine del Centro studi Promotor".
BRESCIA PROVINCIA LOMBARDA PIU' VIRTUOSA - "Con un risparmio economico di 44 milioni di euro per l'acquisto di altri carburanti e una riduzione delle emissioni di CO2 di 34mila tonnellate, Brescia e' la provincia lombarda piu' virtuosa nell'utilizzo del metano nel campo dell'autotrazione, seguita da Milano con una riduzione della spesa per il carburante di 40 milioni di euro e 31 mila tonnellate di inquinanti in meno nell'aria. Segue ancora Bergamo, i cui cittadini hanno ridotto i costi di 26 milioni e respirato 20 mila tonnellate in meno di anidride carbonica", si scrive. 
COMO IN FONDO ALLA CLASSIFICA - "In fondo alla classifica regionale Como che registra un risparmio di 3 milioni di euro e di 2 mila tonnellate di CO2. Tra le province italiane e' Ancona a detenere il primo posto per diffusione di veicoli a metano con il 13,9% del parco macchine. Nel rapporto tra veicoli a metano e il totale del parco circolante, a giugno 2017 - appunta ancora il testo - la provincia con la maggiore incidenza percentuale e' Mantova (2,59%), seguita da Brescia (2,31%), Cremona (2,04%),
Bergamo (2%). Per quanto riguarda il numero degli impianti metano e gpl, le province di Milano e Brescia sono quelle piu' attrezzate, rispettivamente con 38 e 32, seguite da Bergamo con 22, Cremona (15), Pavia (14), Mantova (14), Monza e Brianza (10), Como (9), Lodi (5), Lecco (7), Sondrio (3), Varese (1), mentre 9 impianti sono dislocati sulla rete autostradale".
SULLA BUONA STRADA "L'Italia e' al primo posto in Europa per numero di veicoli a metano e numero di distributori, ma si puo' fare ancora meglio - prosegue la Nota - Se in tutta la Penisola si arrivasse al livello di diffusione di veicoli a metano di Ancona si risparmierebbero 11 miliardi di euro e 8 milioni di tonnellate di anidride carbonica e nella sola Lombardia 1,7 miliardi di euro con un calo di 1,4 tonnellate di CO2".
RINNOVAMENTO AUTOMEZZI "Secondo un'elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci, in Lombardia, tra il 2010 e il 2015, si e' assistito a un significativo rinnovamento dei mezzi di trasporto su strada, con una crescita del parco circolante di autocarri e autobus post Euro 3 del 49,6% e una conseguente riduzione degli inquinanti nell'aria. Nel 2010 gli autobus e gli autocarri post Euro 3 in circolazione erano 182.009 (il 29% del totale). Nello stesso periodo la crescita del parco circolante di autobus e autocarri per trasporto merci di categoria emissiva superiore a Euro 3registrata in tutta Italia e' stata del 53,8%", conclude la Nota.

FONTE: (Lnews)

Meteo, ma quale primavera... E' arrivato il gelo. Beffato chi ha già fatto il "cambio degli armadi". Dove andrà sotto zero

Brutta sorpresa dopo le festività pasquali: torna il clima invernale fino a venerdì prossimo. Lo si deve a un impulso di aria fredda che sta interessando l'Italia. Regioni adriatiche particolarmente colpite dall'inatteso fenomeno


Un'irruzione di aria fredda artica si prepara a interessare l'Italia. Per l'Europa si tratta di un ritorno a condizioni quasi invernali, dopo che nelle ultime settimane la Primavera aveva ormai preso il sopravvento. In Italia, la massa d'aria fredda, seppur attenuata, sarà notevole per il periodo di fine aprile, con un isoterma di -5°C a 850 hPa (circa 1400m) che toccherà le Alpi orientali e una -3°C sulle regioni adriatiche.

Le temperature dunque caleranno bruscamente, fino a 12° in meno nei prossimi giorni. E la sensazione di freddo sarà acutizzata dal vento forte e dall'abitudine ai tepori tardo-primaverili. Ecco le previsioni degli esperti del sito 3bmeteo.com. Oggi l'aria fredda raggiungerà il Centro-Sud causando un generale calo termico su tutta Italia, con massime intorno o inferiori ai 15°C (ad eccezione di Sicilia, Sardegna e Calabria ionica).

 

 

Tra giovedì e venerdì clima decisamente freddo ovunque, ma sopratutto sulle regioni adriatiche. Le temperature notturne scenderanno anche al di sotto dei 5°C sulle aree interne pianeggianti e localmente potranno anche raggiungere lo zero con calma di vento. I valori diurni saranno generalmente compresi tra 13 e 17°C (anche inferiori sul versante adriatico). L'ondata di freddo tardivo dovrebbe poi smorzarsi nel corso del prossimo fine settimana con un graduale rialzo termico.

Brexit, Bonafè (Pd): "Un giorno molto triste per chi è cresciuto con l'idea dell'Europa unita". E su Trump dice...

L'eurodeputata del Partito democratico ai microfoni de ilComizio.it parla dell'uscita della Gran Bretagna dall'Ue, divenuta ufficiale ieri: "Faccio parte della generazione Erasmus quindi questo strappo mi rattrista. Penso però che possa anche essere un'occasione per ripartire dallo spirito delle celebrazioni dei Trattati di Roma e procedere spediti verso nuove sfide". L'esponente dem parla poi della scelta di riportare l'industria americana al carbone da parte del nuovo presidente: "E' molto preoccupante che voglia ritornare indietro rispetto agli accordi sul cambiamento climatico - (VIDEO)


Reazioni contenute sul mercato delle valute all'avvio ufficiale della Brexit. La sterlina è in recupero sui principali cambi (euro, dollaro e yen) rispetto alla prima parte della giornata. La moneta inglese alle 15.30 si muove in leggero calo a 1,24 dollari (-0,28%), dopo l'attivazione dell'articolo 50 per l'uscita del Regno Unito dalla Ue e le parole del primo ministro inglese Theresa May, "fortemente determinata" a ottenere un buon accordo sul libero commercio con l'Ue. Contro la moneta europea, la sterlina inverte la rotta e si rafforza con l'euro a 0,866. Quanto accaduto oggi "era già tutto incluso nei prezzi", spiega Ig. "Gli operatori - riferisce - rimangono in attesa di ulteriori dettagli sull’inizio dei negoziati e strategiche saranno le elezioni francesi che si terranno tra qualche settimana". Il 23 giugno scorso, il giorno del referendum nel Regno Unito, la sterlina aveva perso fino al 10% sul dollaro. (Fonte: Adnkronos)

Sull'argomento e sulle scelte in materia energetica del presidente Usa, Donald Trump, che preoccupano dal punto di vista ambientale, abbiamo sentito l'eurodeputata del Partito democratico, Simona Bonafè

Italia nella morsa del gelo: dove è sconsigliato mettersi in viaggio

Anas sconsiglia vivamente di mettersi in viaggio nelle regioni interessate da temperature polari: Puglia, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Sicilia Nord-Est. La Sala Operativa Nazionale di Anas continua in queste ore a ricevere telefonate di clienti che hanno iniziato il viaggio, anche nelle aree interessate dalle avversità meteo, senza montare le catene da neve o senza disporre di gomme antineve.

Si ricorda che è d'obbligo l'uso delle catene o di pneumatici antineve: il mancato rispetto è causa di pericoli e difficoltà della viabilità per sé stessi e gli altri mezzi. Per garantire la transitabilità lungo la rete stradale e autostradale in gestione diretta, da oltre 48 ore, ogni giorno Anas sta operando con 450 mezzi e 650 uomini nelle regioni particolarmente colpite dalle intense nevicate. Oltre 70 gli uomini impegnati nelle Sale Operative Compartimentali sulla rete del Centro-Sud Italia. Mezzi spargisale e sgombraneve dell’Anas proseguono nella loro attività sull’intera rete nazionale.

Anas raccomanda prudenza nella guida, ricordando che l'evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all'applicazione 'VAI Anas Plus', disponibile gratuitamente in 'App store' e in 'Play store'. Inoltre si ricorda che il servizio clienti 'Pronto Anas' è raggiungibile chiamando il nuovo numero verde, gratuito, 800 841 148. 

(Fonte: Adnkronos)

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