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updated 2:05 PM UTC, Jul 13, 2020

Ora il Brescia sbatte la porta in faccia a Balotelli. SuperMario si presenta al campo, ma non lo fanno entrare: "Adesso dite che non voglio allenarmi..." (VIDEO)

Questa mattina, poco prima delle 9, Mario Balotelli si è presentato al centro di allenamento del Brescia a Torbole Casaglia. L'attaccante però non è potuto entrare perché la società glielo ha impedito. Dopo un colloquio con un dipendete delle Rondinelle SuperMario è tornato a casa e lasciando il centro tecnico si sarebbe lasciato sfuggire questa frase: "Adesso dite che non voglio allenarmi..." - (VIDEO)


Mario Balotelli si è presentato al centro sportivo di Torbole Casaglia, ma il Brescia non lo ha fatto entrare. L'attaccante è stato ...

Un'altra puntata dell'affaire Brescia-Balotelli. Mario si è ripresentato questa mattina al centro sportivo di Torbole Casaglia, ma sul cancello d'ingresso è stato bloccato e rimandato a casa con un giorno di riposo. Il club ha chiesto venerdì scorso la rescissione unilaterale del contratto. Sarà il collegio arbitrale a decidere e nel frattempo Balotelli era a casa in malattia con una diagnosi di gastroenterite acuta.
Ieri sera alle 21.30 - questa la ricostruzione del Brescia - l'attaccante ha inviato alla società una mail nella quale annunciava che oggi sarebbe stato pronto a tornare ad allenarsi (ne ha diritto essendo a tutti gli effetti sotto contratto) nonostante il certificato lo coprisse fino a oggi compreso. Il club solo questa mattina ha letto la mail di Balotelli che quando è arrivato al campo accompagnato dall'amico, si è visto passare un telefono da un membro dello staff della società: dopo un breve colloquio, nel quale gli è stato comunicato di restare a riposo anche oggi perché non c'erano stati i tempi tecnici per organizzare il lavoro per lui, ha fatto dietrofront. A questo punto dovrebbe ripresentarsi domani.

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L'ennesimo flop di SuperMario. Il Brescia licenzia Balotelli per giusta causa: assenze immotivate e negligenze. Niente lavoro nemmeno online, Lopez: "Mi ha molto deluso"

Lo strappo dopo il certificato medico per gastroenterite per cui l'attaccante non si è presentato agli allenamenti dopo settimane di tensione con il club di Massimo Cellino. L'eterna promessa italiana di origini ghanesi ad agosto compirà 30 anni; nella "sua" città l'ultima tappa di una carriera ricca di tormenti e vicende sconcertanti. In troppi si erano scelti il "simbolo" sbagliato...


É finita, nel peggiore dei modi tra il Brescia e Mario Balotelli: il club di Massimo Cellino ha inviato al giocatore la lettera per chiedere la rescissione unilaterale del contratto. Lo strappo decisivo è arrivato con la mossa dell'attaccante di presentare un certificato medico con la diagnosi di gastroenterite per la quale non si è presentato agli ultimi allenamenti dopo settimane di grande tensione con la società. 

"Nella vita contano i fatti, non le parole. Siamo quello che facciamo, non quello che diciamo o che scriviamo. La verità qui è una sola: la squadra ha preso una strada, Mario un'altra". Diego Lopez non usa troppi giri di parole per fare il punto su Balotelli, ormai separato in casa. Il tecnico del Brescia, al suo arrivo, gli aveva anche dato la fascia di capitano. "Pensavo che giocando nella sua città potesse dare tanto - racconta al 'Corriere della Sera' - Aveva tanto da dare, ma doveva fare di più, molto di più. I fatti sono questi. Quindi è normale che sia deluso. Per Mario mi sono speso molto, ma da lui pretendevo e pretendo altrettanto. Cosa non ha funzionato? Io credo che ognuno sia padrone del proprio destino, ma non a parole. Con i gesti. Mario si allena da solo perché i suoi compagni hanno fatto un percorso che lui non ha fatto. Era facoltativo, va bene, ma il gruppo ha preso una strada e lui un'altra. Su Zoom, durante la quarantena, non si è fatto vedere. Anche se lui dice di stare bene, non è al livello dei compagni. Ora deve recuperare, punto". E se Brescia fosse l'ultima chance per la carriera di Balotelli, Lopez non lo sa, "ha ancora 30 anni, non 40. Dipende da lui. E' padrone del suo destino. Ma così, no. Serve un'altra testa".


Rassegna stampa: dalla Gazzetta dello Sport

La maglia buttata a San Siro, le multe al City, il doppio flop tra Reds e Milan: Mario, una lunga storia di addii

Dagli spari con la pistola scacciacani alla "visita a Gomorra", dallo scooter di Mergellina all'addio al Brescia per assenteismo: storia di un talento dalle mille storie che non hanno mai un lieto fine

Giuseppe Nigro

In cielo come i grandissimi per un talento che conquista il mondo, e poi nella polvere degli ultimi per un carattere che troppo spesso lo ha affondato. Grandi infatuazioni e delusioni, un paio di allenatori che in lui hanno creduto veramente e poi non ce l'hanno fatta neanche loro. La lettera di licenziamento del Brescia è l'ultima, non sorprendente, stazione della bipolare carriera di Mario Balotelli, sempre uguale a se stessa nella sua altalena. Ti seduce con l'illusione di quello che potrebbe essere e poi ti abbandona con la capacità di buttare sempre via tutto.

L'INTER (2007-10)

Ha l'aura del predestinato, Mario: esordisce in A a 17 anni, alla seconda partita (con la Reggina in Coppa Italia) fa già una doppietta e Mancini lo lancia spesso titolare. Con l'arrivo di Mourinho è il più giovane marcatore di sempre dell'Inter in Champions, lo scudetto porta anche la firma delle sue 8 reti, ma a marzo si becca una squalifica per un battibecco con Panucci dopo gesti offensivi al pubblico della Roma.

Poche settimane dopo contro la Juve comincia un'altra sua via crucis, quella dei cori razzisti di cui è vittima, materiale e poi anche emotiva, visto oltretutto l'effetto sul suo rendimento. Finisce così che nell'anno del Triplete l'episodio per cui più si fa notare è l'ingresso svogliato nel finale della semifinale col Barcellona che manda in bestia Mou e San Siro, chiuso gettando a terra la maglia nerazzurra. L'estate, quella in cui si fa fermare dalla polizia per aver sparato con la pistola scacciacani in Piazza della Repubblica, è quella del divorzio.

Mario Balotelli con Roberto Mancini al City. Ansa
 

IL CITY (2010-13)

La prima "seconda opportunità" gliela dà ancora Roberto Mancini, che per 28 milioni lo chiama a Manchester. E Mario parte ancora forte. È l'estate dell'esordio in Nazionale con Prandelli, l'altro grande estimatore, e anche al City Balo parte con un gol alla prima presenza, in Europa League. Competizione in cui i Citizens saranno eliminati agli ottavi, quando Mario si fa buttare fuori e si prende tre giornate di squalifica. Nuovo Mario, vecchio Mario. Man of the Match della FA Cup vinta con lo Stoke City e l'anno dopo mette un oppio sigillo nel 6-1 nel derby di Manchester lungo la strada che riporta il City sul tetto d'Inghilterra 44 anni dopo. Ma a parte questo non è una stagione semplice, con 3 espulsioni e 10 giornate di squalifica, dopo un'estate in cui si era fatto notare per la gita a Scampia "scortato" dai camorristi ("Non sapevo chi fossero") perché voleva vedere Gomorra di persona. L'estate successiva è quella della consacrazione internazionale, capocannoniere dell'Europeo e vicecampione d'Europa con Prandelli: candidato al Pallone d'Oro 2012, copertina di Time nel novembre 2012. Ma anche le freccette tirate ai ragazzi delle giovanili, l'incendio dopo aver fatto esplodere in bagno dei petardi, la lite con Mancini: si prende 400mila euro di multa per motivi disciplinari, denuncia il club per questo, poi ritira la denuncia "patteggiando" una multa pari a due settimane di stipendio. L'anticamera del divorzio del gennaio 2013.
Mario Balotelli al Milan. Ansa
 

IL MILAN (2013-14)

La nuova opportunità è sull'altra sponda dei Navigli, al Milan per 20 milioni. Anche qui con un inizio che fa gridare alla rinascita: doppietta all'esordio con l'Udinese, con 12 gol in 13 partite contribuisce al terzo posto del Milan. Ma dopo due mesi insulta l'arbitro Doveri contro la Fiorentina e si becca tre giornate di squalifica. L'estate in Confederations e i 13 gol azzurri già a 23 anni alimentano la retorica della storia ancora tutta da scrivere. Ancora Time lo mette tra i 100 più influenti al mondo, diventa "l'uomo più interessante al mondo" sulla cover di Sports Illustrated nell'agosto 2013. Ma la stagione successiva il suo massimo di reti (18, 14 in A) sposta poco nella pessima stagione del Milan, ottavo. Così in quella che doveva essere l'estate della consacrazione, distratto dall'amore per Fanny e non esattamente affiatato coi senatori del gruppo azzurro, è il simbolo della spedizione deludente al Mondiale 2014 chiusa con l'eliminazione dopo tre partite e perfino Prandelli che lo scarica. A parte una prima convocazione di Conte, per rivederlo in Nazionale passeranno 4 anni.
Mario Balotelli al Liverpool. Ap
 

IL LIVERPOOL (2014-15)

Eppure SuperMario vale ancora 20 milioni quando nell'estate 2014 lo prende il Liverpool: è subito titolare, dopo due settimane diventa il primo italiano a segnare in Champions League con quattro maglie diverse. Al di là di quello che succede fuori, qui è il campo che comincia a non dargli più ragione: un solo gol in campionato, addio dopo una stagione.
Mario Balotelli nella seconda esperienza al Milan. Lapresse
 

IL MILAN (2015-16)

Due anni e mezzo prima il Diavolo l'aveva rilanciato dopo l'Inghilterra, ma non al secondo giro. Prestito di un anno da Liverpool, ma tra pubalgia e intervento resta fuori quattro mesi: gioca 23 partite, 2 dei suoi 3 gol stagionali arrivano in Coppa Italia contro l'Alessandria. Valore abbattuto, è il minimo storico.
Mario Balotelli al Nizza. Afp
 

IL NIZZA (2016-19)

Il Nizza lo acquista a costo zero, contratto di un anno. E riappaiono bagliori di rinascita. Esordio con due reti nel 3-2 contro l'Olympique, altri due gol contro il Monaco dieci giorni dopo: alla fine le reti saranno 15 in 23 partite trascinando la sorpresa Nizza al terzo posto che vale i preliminari di Champions. Riecco Mario. Al secondo anno i gol diventano 26, 18 in campionato, ma come al Milan tre anni prima non sono reti che evitano il flop di squadra: Nizza ottavo e fuori dalle coppe. Gli permettono però di tornare in azzurro con l'arrivo in Nazionale del mentore Mancini: gol alla prima gara, in tutto saranno tre partite, stop. Finché la terza stagione al Nizza l'arrivo in panchina dell'ex compagno Vieira lo accompagna alla porta e fa tramontare l'ennesimo tentativo di rinascita: a gennaio di un anno fa risolve il contratto e va all'Olympique.
Mario Balotelli all'Olympique. Afp
 

L'OLYMPIQUE MARSIGLIA (2019)   

Prima presenza con l'OM e subito a segno, quasi un classico, che dà fiato al solito coro di redenzione (ma perde 2-1, col Lilla). In 15 partite segna 8 gol ma non conquista. Anzi trova il modo per chiudere con una squalifica di quattro turni che si porterà dietro nella successiva esperienza. L'estate in cui saluta la Francia è quella in cui fa notizia per la scommessa a Mergellina in cui promette 2000 euro a un conoscente se si butta in mare con lo scooter: scommessa persa. Specialità della casa.

IL BRESCIA (2019-2020)  

Il ritorno del figliol prodigo a casa, intesa come squadra della sua città, sarebbe la chiusura del cerchio perfetta della sua parabola di redenzione, ormai verso i 30 anni (che compirà il prossimo 12 agosto). Provando a ignorare che siamo alla terza squadra in pochi mesi, ci si aggrappa all'esordio con la Juve, al gol col Napoli alla seconda partita: alla fine tra vari cambi di panchina le reti saranno 5 in 19 partite, l'ultima alla Lazio il 5 gennaio. Poi la sospensione per il virus e l'ultimo giro di "balotellate": il club gli imputa negligenza nel periodo di lavoro da casa e assenze immotivate dagli allenamenti di fine maggio. Altro giro, altra corsa. Prossima fermata?

 

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Calcio, la proposta della Lega: ripartire dai 4 recuperi il 23 giugno, il nuovo via per tutti la settimana successiva. Intanto arriva il protocollo. Spadafora: "Diretta gol in chiaro per tutti". Malagò: "Ripresa non scontata. Serve piano B"

Domani l'assemblea della Lega calcio. Tutto verrà ratificato in quella che, si spera, sarà la data decisiva per capire il futuro del campionato di Serie A e non solo. Il summit tra i vertici del pallone e il Ministro dello Sport, di giovedì, sarà la chiave per capire se e come ripartire


L'idea della Lega calcio è quella di ricominciare con le 4 partite che erano state rinviate, e cioè Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria, Verona-Cagliari e Torino-Parma, il 13 giugno, mentre la giornata intera di serie A, la 27a, ripartirebbe la settimana successiva. Questo piano permetterebbe a tutte le squadre di ripartire alla pari il 20 giugno, senza lasciare indietro nessuna partita da recuperare e ci sarebbe anche la certezza, con due partite a settimana, di riuscire a terminare in tempo per la data richiesta dalla Uefa: e cioè il 2 agosto. Poi, per 5 squadre del nostro campionato, ci sarà spazio per l'Europa. Per una stagione davvero infinita.

Lazio -Juve: Preannunciata un ondata di tifosi bianconeri | L ...

Il calcio va di corsa, il protocollo per la ripresa delle partite è stato inviato al Governo con un giorno di anticipo. Se e quando (13 o 20 giugno) la Serie A ricomincerà a giocare si deciderà giovedì, quando il ministro dello Sport riceverà i vertici di Lega e Federcalcio. "Giovedì prossimo decideremo insieme se e quando riprendere:le date sono 13 o 20 giugno" ha confermato Vincenzo Spadafora, che ha aperto un altro fronte, con Sky, auspicando che trasmetta in chiaro la 'diretta gol', come fa in Germania. "Dovremmo assolutamente pensarci anche in Italia, eviterà assembramenti in luoghi pubblici e bar - ha chiarito Spadafora -. Sono disponibile a mettere nello stesso provvedimento per la riapertura del campionato anche le norme per arrivare anche in Italia ad avere il rispetto verso tifosi e appassionati, consentendo di vedere la diretta gol a chi non è abbonato". Non mancano le difficoltà, anche perché parte delle gare è di Dazn e in alcune finestre potrebbe esserci un solo match. Intanto Spadafora ha ricevuto dalla Figc il protocollo per le partite, su cui si esprimerà il Comitato tecnico scientifico. 

Lazio-Juventus, la coreografia della Nord è un mosaico mozzafiato

Malagò "calcio riparte 13 o 20 giugno? Non è scontato"- "Si parte il 13 o il 20 giugno col campionato? Non è così scontato che tutto vada bene. La partita è aperta. Per questo serve forse anche un piano B". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ospite a Che tempo che fa su Rai3. L'idea della Lega calcio è quella di ricominciare con le 4 partite che erano state rinviate, e cioè Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria, Verona-Cagliari e Torino-Parma, il 13 giugno, mentre la giornata intera di serie A, la 27a, ripartirebbe la settimana successiva. Questo piano permetterebbe a tutte le squadre di ripartire alla pari il 20 giugno, senza lasciare indietro nessuna partita da recuperare e ci sarebbe anche la certezza, con due partite a settimana, di riuscire a terminare in tempo per la data richiesta dalla Uefa: e cioè il 2 agosto. Poi, per 5 squadre del nostro campionato, ci sarà spazio per l'Europa. Per una stagione davvero infinita.

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Calcio, il campionato riprenderà davvero il 13 giugno? Spadafora resta prudente: "Solo se scenderà la curva dei contagi"

Quando potrà ripartire in sicurezza il campionato? Speriamo tutti il prima possibile, ma al momento non abbiamo ancora certezze, come ha ben ricordato il presidente Conte. Se, come speriamo, le curve dei contagi continueranno a scendere allora sarà possibile confermare quella data per la ripresa della Serie A". Lo ha detto il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora all'agenzia Italpress facendo riferimento alla data del 13 giugno. "Dobbiamo però arrivarci gradualmente, muovendoci con prudenza e responsabilità, come abbiamo fatto fino ad ora"


 Redivivo Spadafora - Il Foglio

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha parlato così all'Italpress della possibile ripresa della Serie A: "Quando potrà ripartire in sicurezza il campionato? Speriamo tutti il prima possibile, ma al momento non abbiamo ancora certezze, come ha ben ricordato il presidente Conte. Se, come speriamo, le curve dei contagi continueranno a scendere allora sarà possibile confermare quella data per la ripresa della Serie A. Dobbiamo però arrivarci gradualmente, muovendoci con prudenza e responsabilità, come abbiamo fatto fino ad ora, con grande sacrificio di tutti gli italiani".

"Se un caso di positività tra giocatori potrebbe compromettere la continuità del campionato? Potrebbe compromettere - ha detto Spadafora - in primis la loro salute e quella delle persone vicine, compresa quella dei tanti lavoratori legati alla squadra. Non si tratta quindi solo di un tema squisitamente sportivo. Capisco che in caso di positività tra i giocatori un ulteriore stop potrebbe incidere in maniera determinante sul prosieguo delle partite, per questo stiamo prendendo in considerazione tutte le soluzioni possibili e validate dai medici. L’obiettivo che dobbiamo realizzare non è solo quello di far ripartire il campionato, bensì di riuscire a farlo terminare".

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Fase 2, cosa si può fare e cosa ancora no. Piccola guida alla ripartenza parziale

Si torna a una vita "quasi normale" anche se per proteggersi dal Coronavirus bisognerà indossare le mascherine in moltissime occasioni, così come occorrerà essere pronti a farsi misurare la febbre. Ma, oltre ai parenti, si tornerà a poter vedere gli amici e invitarli a casa. Addio anche all'autocertificazione, resta però il divieto di assembramento


- TORNANO GLI SPETTACOLI ALL'APERTO, AL CINEMA SENZA POP CORN: dal 15 giugno si potrò tornare a teatro, nelle sale da concerto, al cinema ma i posti a sedere saranno preassegnati e distanziati", con almeno un metro fra uno spettatore e l'altro. E se saranno all'aperto non potranno parteciparvi più di 1000 persone. La soglia scende a 200 persone per gli spettacoli al chiuso, per singola sala. Le regioni possono stabilire una diversa data in relazione al contagio. Resta il divieto quando ci sia assembramento e per sale da ballo e discoteche. Bisognerà indossare la mascherina ma addio ai pop corn e alle bibite.

- DAL 3/6 VIAGGI IN UE: dal 3 giugno sparisce ogni limitazione - e non c'è più quarantena - per gli spostamenti all'estero verso gli Stati dell'Unione europea e dell'area Schengen, la Gran Bretagna, Andorra e il Principato di Monaco, San Marino e Città del Vaticano. Restano vietati gli spostamenti per altri Paesi, "salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza".

SI' ALLE SECONDE CASE DA SUBITO, IN UN'ALTRA REGIONE DAL 3/6: il prossimo weekend si potrà andare al mare o in campagna ma se si resta nella propria Regione. Per spostarsi di più occorre attendere il 3 giugno.

- NIENTE CORTEI, MANIFESTAZIONI 'IN FORMA STATICA': Tutti i cortei restano vietati a data da destinarsi. Sì alle manifestazioni pubbliche ma soltanto in forma statica e a patto che siano osservate le distanze sociali prescritte.

- SI TORNA IN PISCINA: Dal 25 maggio potranno riaprire anche le piscine, ma le Regioni potranno anticipare o posticipare le aperture. Obbligatorio disinfettare sdraio, lettini e ombrelloni ad ogni cambio di persona o nucleo familiare, la possibilità di misurare la temperatura a tutti. In vasca la 'densità di affollamento' non dovrà superare i "7 mq di superficie a persona". Stesso spazio deve essere garantito nelle aree solarium.

- PARRUCCHIERI SI', CENTRI BENESSERE NO: anche se con la lista di attesa si potrà tornare dal parrucchiere mentre i centri benessere restano chiusi. Idem per i centri termali (con l'eccezione delle attività che rientrano nei livelli essenziali di assistenza), quelli culturali e sociali.

BIMBI I CENTRI ESTIVI, ANCHE AL CHIUSO: fino a metà giugno sì ad attività organizzate con i bambini e gli adolescenti e dal 15/6 via libera anche ai centri estivi. Meglio se all'aperto ma saranno consentiti anche quelli al chiuso. Rigide le regole di sicurezza: arrivi e uscite scaglionati, triage con le famiglie, lavaggi delle mani frequenti.

- STABILIMENTI BALNEARI, SPIAGGE ATTREZZATE E SPIAGGE LIBERE: pulizia e tanto spazio. Quest'estate si torna al mare ma a patto che fra gli ombrelloni ci siano almeno 10 metri quadrati e che i lettini siano disinfettati. Niente assembramenti per chi ama le spiagge libere e niente sport di gruppo.

- IL CAFFE' AL BANCONE, NIENTE COMITIVE AL RISTORANTE: mantenendo tutte le cautele sarà possibile prendere un caffè al bar e andare a mangiare una pizza. Ma niente comitive: i nuovi parametri che prevedono spazi fra i tavoli consentono di andare a mangiare fuori solo in piccoli gruppi.

- ALBERGHI E B&B: anche in questo caso valgono le regole generali con attenzione al distanziamento interpersonale di almeno un metro in tutte le aree comuni. Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto all'utilizzo della mascherina sempre quando in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro. Ogni oggetto fornito in uso dalla struttura all'ospite, dovrà essere disinfettato prima e dopo di ogni utilizzo. Aerazione dei locali e attenzione agli impianti di ventilazione.

- RIAPRONO I NEGOZI MA ANCHE GLI OUTLET: piccoli o grandi, di scarpe e vestiti. Da domani riaprono gli esercizi commerciali, al dettaglio ma anche i centri commerciali, gli ipermercati e gli outlet. Sotto i 40 metri quadrati potrà però entrare un cliente alla volta, in quelli più grandi bisogna mantenere un metro di distanza e indossare le mascherine. In caso di vendita di abbigliamento dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce.

MUSEI BIBLIOTECHE accessi programmati, visitatori devono sempre indossare la mascherina, ricambio d'aria e disinfezione.

UFFICI: prenotazioni, distanza, barriere, igiene delle mani, pulizia e ricambio d'aria, sia per quelli pubblici e privati.

TRASPORTI, USCITE E ENTRATE DIFFERENZIATE: mascherine, distanziamenti e entrate e uscite separate. I mezzi verranno disinfettati e a disposizione degli utenti ci saranno i dispenser.

SI TORNA IN CHIESA MA IN MOSCHEA DAL 25: firmati i protocolli con le varie religioni. Si torna a poter andare a messa, sempre mantenendo la distanza e con la mascherina così come nelle sinagoghe. Le moschee riapriranno però dal 25 maggio e ognuno dovrà portarsi il tappetino da casa e compiere le abluzioni previste al proprio domicilio.

 

(Fonte: Ansa)

Calcio, l'ottimismo di Malagò: "La Serie A riparte il 13 giugno al 99%". E arriva il protocollo per gli allenamenti delle squadre: le linee guida su tamponi, lavoro in campo, spogliatoi, ritiri e casi di positività

"Il campionato di Serie A ripartirà il 13 giugno al 99%". Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a 'Non è un paese per giovani' su Radio Due. "La sfida tra alcuni medici e il Comitato tecnico-scientifico non la capisco. Una volta ricominciato, non so quando finirà, ci vorrebbe la palla di vetro", aggiunge il numero uno dello sport italiano


Malagò ha spiegato quella sua lettera al Cio sulla riforma del Coni

Il presidente del Coni Giovanni Malagò guarda con ottimismo alla ripresa del campionato. "Quante possibilità ci sono che la Serie A riparta il 13 giugno? Secondo me il 99%". Il capo dello sport italiano, intervenuto alla trasmissione di Radio 2 "Non è un paese per giovani", però aggiunge: "Si sta facendo di tutto per mettere in condizione il sistema di ricominciare". Più cauto, invece sul proseguo: "Per sapere poi quante chance ci sono che il campionato finisca bisognerebbe invece avere la palla di vetro. E’ il vero rischio, l’ho già detto due mesi fa con serenità: in Germania hanno fatto un accordo con i calciatori nel caso le cose non riescano a chiudersi. Nel caso italiano l’obiettivo unico è ricominciare. E’ una questione culturale, questa mentalità del "partiamo e poi vediamo" io non ce l’ho. Nella vita serve sempre avere un’alternativa".

"Quarantena di squadra? Decisione potrebbe essere rivista"

Malagò tocca anche l’argomento nel caso dell'eventuale positività di un calciatore: "Abbiamo recepito una direttiva che individua un percorso di coinvolgimento generale e non quello di creare una quarantena individualeE’ un tema che riguarda il Cts, non ho mai interloquito con loro, lo deve giustamente fare il governo e il ministro dello Sport e della Salute. Mi dicono che è una decisione che può essere rivista". Rinvio

Giochi Tokyo

Infine il numero uno del Coni affronta il tema Tokyo 2020, al via il 23 luglio 2021: "Penso che sia stata trovata un’ottima soluzione. Il mondo olimpico è stato bravo. In poche settimane è stata presa una decisione importante sotto pressione. Più si va avanti e più si ha certezza che tutto verrà fatto meglio"


Il protocollo Figc-Cts sulla ripresa degli allenamenti di Serie A

Serie A, verso la ripresa del campionato: ecco la data

La Commissione Medico-Scientifica della Figc ha aggiornato, sulla base delle ultime indicazioni del Cts, il protocollo per la ripresa degli allenamenti collettivi delle squadre di calcio professionistiche e degli arbitri. La ripresa è prevista per il 18 maggio e nel protocollo sono indicate le linee guida da seguire per una ripresa in totale sicurezza. Ecco i dettagli.

La società dovrà identificare il 'gruppo squadra', ovvero coloro che dovranno necessariamente operare a stretto contatto tra di loro. Ognuno dovrà sottoporsi alle procedure di screening (anamnesi accurata, visita clinica, 2 tamponi rapidi a distanza di 24 ore e test sierologici).

Successivamente lo scenario potenziale del 'gruppo squadra' potrà essere: calciatori e staff GUARITI che hanno avuto una malattia conclamata con interessamento respiratorio; calciatori e staff GUARITI che hanno avuto una malattia lieve o asintomatica; calciatori e staff con anamnesi negativa e negatività nei test.

 Se c'è un positivo?

Isolamento del giocatore e dei suoi compagni con due tamponi ciascuno e il test sierologico a 24 ore di distanza l'uno dall'altro.  I due tamponi in 24 ore e il test sierologico dovranno essere ripetuti all'inizio della seconda settimana.
Se nessun'altro ha contratto il Covid-19, possono ricominciare gli allenamenti. Al contrario, il ritiro dell'intero gruppo deve essere allungato di 14 giorni con ripristino delle misure più rigide e sospensione degli allenamenti collettivi fino alla ripetizione dei test molecolari e sierologici. Inoltre pulizia e sanificazione dei locali.

Tamponi e reagenti?

I club non devono pesare sulla collettività per il reperimento. Ipotizzato l'acquisto in laboratori privati, anche fuori regione se necessario.

Come si svolgerà il ritiro?

La prima settimana sarà riservata alla prosecuzione dell’allenamento individuale, alla tecnica individuale e di gruppo, con sedute all’aperto e gruppi di massimo 7-8 giocatori. Allenatore e staff tecnico indosseranno mascherina e guanti, mantenendo una distanza di almeno 2 metri. L'uso della palestra, almeno per la prima fase, dovrà essere ridotto all’essenziale e seguendo le precauzioni del caso. Nella seconda settimana verranno gradualmente inseriti esercizi specifici, fino alla partitella. Lo staff potrà non mettere mascherine e guanti.

Negli spogliatoi dovrà essere garantito il distanziamento dei giocatori di almeno 2 metri: in caso non fosse possibile, andrà scaglionato l’ingresso. Docce preferibilmente nelle camere individuali.

Le persone provenienti dall’estero o da focolai d'infezione o che abbiano avuto negli ultimi 14 giorni contatti con un soggetto positivo, dovranno osservare un isolamento di 14 giorni prima della ripresa degli allenamenti collettivi.

dottori ufficiali dei singoli club saranno considerati i principali responsabili della salute dei giocatori, più che in casi di normalità.

Solo due settimane dopo l'inizio degli allenamenti sarà possibile la ripresa delle partite che si giocheranno a porte chiuse.

Infine, la Figc da oggi ha attivato un pool ispettivo della Procura federale che avrà il compito di verificare il rispetto delle indicazioni contenute nei Protocolli sanitari della Federazione, così come sono stati approvati dal Governo. L'organismo, che è alle dirette dipendenze del procuratore, verificherà che gli allenamenti dei club professionistici a oggi individuali e dal 18 maggio in gruppo, vengano svolti secondo quanto previsto dai Protocolli indicati.

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Calcio, Spadafora fa ancora catenaccio: "Il campionato riprenderà solo se in sicurezza". E le curve d'Europa vanno in contropiede: "Stop finché non potranno tornare i tifosi. Non conta solo il business"

"Sulla riapertura del campionato - se riprenderà - è perché arriveremo a una successione ordinata di protocolli che garantiranno la sicurezza per tutto e tutti". Lo ha detto Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, nell'informativa al Senato, senza sciogliere dunque i dubbi sulla ripartenza della Serie A. Il documento di 350 tifoserie italiane (con importanti autoesclusioni) ed europee: "In questo momento l’obiettivo principale è la salute pubblica. Non c’è calcio senza i tifosi. E non può essere solo un'industria, con le società tenute in scacco dalle pay-tv"


Il ministro Spadafora agita il Movimento e il governo

"Il campionato di calcio riprenderà solo se in sicurezza, dopo che saranno verificati alcuni protocolli e ci possa essere la certezza di garantire la salute per tutti i protagonisti. L'incertezza ha caratterizzato tutti i Paesi, chi ha già scelto lo ha fatto chiudendo in anticipo". Lo ha detto il ministro dello sport e delle politiche giovanili, Vincenzo Spadafora, nel corso dell'informativa in Senato, in merito alla ripresa del campionato di calcio di Serie A.

"Abbiamo sempre mantenuto la linea di prudenza e se il campionato riprenderà - sottolinea ancora il ministro - dovranno essere adempiuti alcuni compiti fondamentali. Nel calcio non ci può essere distanza ed è fondamentale ci sia l'autoisolamento in caso di positività", ha ribadito Spadafora in merito all'obbligo di quarantena di tutta la squadra nel caso di una sola positività al coronavirus deciso dal Cts.

E proprio dal Comitato tecnico scientifico, continua il ministro, "sono arrivate le osservazioni sul protocollo. Il comitato chiede la quarantena di squadra in caso di un calciatore positivo, chiede di affidare la responsabilità ai medici dei club per l'attuazione del protocollo e chiede che l'enorme numero di tamponi per i calciatori non vada a impattare sui cittadini. Le osservazioni saranno prese in considerazione dalla Figc che riadatterà il protocollo per la ripresa degli allenamenti dal 18 maggio".

"Sono consapevole dell'importanza sociale del calcio e della passione che c'è in questo Paese. Ne riconosco l'importanza, rappresenta una grande industria nel nostro Paese. Ma - commenta ancora - ho trovato eccessivo l'inasprimento del dibattito".

Per quanto riguarda i fondi a favore del comparto, "tra risorse ordinarie e straordinarie il governo stanzierà nel decreto circa 1 miliardo di euro di risorse per il sostegno allo sport". Nel decreto sarà inoltre "prevista anche una riduzione del 50% degli affitti degli impianti sportivi privati da marzo a luglio 2020".


“Stop Football. No football without fans”

Coro ultrà di tutto il mondo: "Il calcio non riparta, sono solo ...

Dalla Gazzetta.it

L'Internazionale delle curve si schiera: 350 tifoserie contro la ripresa del calcio

Lo avevano già chiesto con decine di striscioni fuori dagli stadi, da Bergamo a Roma, da Torino a Lecce, da Genova a Napoli. Ma ora lo hanno messo nero su bianco. “Non c’è calcio senza i tifosi. E non può essere solo un’industria, con le società tenute in scacco dalle pay-tv. Business e interessi personali porteranno alla morte del calcio”. E ancora: “Tutta l’Europa affronta una crisi senza precedenti, in questo momento l’obiettivo principale è la salute pubblica”. È il succo del lungo comunicato sottoscritto da circa 350 tifoserie di tutta Europa (italiane, soprattutto, ma anche di Germania, Francia, Spagna, Belgio, Romania), contrarie alla ripartenza dei campionati di calcio, fermati tra febbraio e marzo per l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus.

 

I firmatari - Hanno aderito alla protesta gli ultras di Atalanta, Brescia, Bologna, Genoa, Juventus, Napoli, Sampdoria, Spal e Udinese, solo per citare le tifoserie italiane di Serie A (con decine di B, C e dilettanti), assieme a quelle spagnole di Real Madrid, Valencia, Siviglia, alle francesi di Olympique Marsiglia, Nantes, Metz, agli ultrà tedeschi di Bayern Monaco, Kaiserslautern, Stoccarda, ai belgi di Liegi e Anderlecht. Hanno aderito anche le tifoserie italiane di basket (Bologna e Cantù, tra le altre) e di hockey (Milano): “Il campionato non deve ripartire. No al calcio senza i tifosi. Chiediamo lo stop alle competizioni finché tornare allo stadio non sarà un’abitudine priva di rischi per la salute”.

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Lautaro e Pjanic, in volo verso il Barcellona

Ottimismo nel Barcelona al fine di chiudere gli acquisti, avendo già il "sì" di entrambi i giocatori. L'Inter sa che il suo attaccante vuole andare al Barça e sta già cercando un sostituto nel mercato. La Juventus invece deve riorganizzarsi per una ripartenza senza il centrocampista.


Sebbene l'attività sportiva a livello agonistico sia interrotta e non sia ancora noto quando riprenderà, ciò che non si ferma sono gli sforzi dei tecnici dei club europei al fine di rafforzare le loro squadre pensando alla prossima stagione. Nonostante il coronavirus, siamo nel periodo dell'anno in cui i club fanno passi da gigante per chiudere trasferimenti o vendite, ogni volta che le circostanze lo consentono. In questa situazione, il Barcelona ha intrapeso trattaive per due grandi nomi, Lautaro Martínez (22 anni), attaccante dell'Inter e Miralem Pjanic (30), centrocampista della Juventus .

C'è un comune denominatore in entrambe le operazioni e ciò rende i negoziatori del Barça molto ottimisti. Ed è che sia il "nove" argentino dell'Inter che il centrocampista bosniaca della Juve hanno dato "sì, lo voglio" all'FC Barcelona. Un'arma decisiva che i leader del Barça vogliono giocare nelle prossime trattative.

Nel caso di Pjanic, Mundo Deportivo, autorevole giornale sportivo spagnolo, ha già spiegato due settimane fa che l'accordo tra Barça e Juventus era quasi completo, con un parametro di scambio molto economico e vantaggioso per entrambi i club, la transazione è stata valutata in 60 milioni di euro. In questo caso, l'operazione è soggetta al baratto del bosniaco con uno o più giocatori del Barça. La Juve dà la priorità alla possibilità di Arthur Melo, che ha già dichiarato di non voler ricominciare dal Camp Nou. L'interesse del Barça per Pjanic e la volontà di chiudere l'operazione è enorme, vista la qualità e l'esperienza del giocatore, anche la Juventus preme per un accordo veloce, dato che il suo allenatore, Maurizio Sarri, sta scommettendo su Bentancur nella posizione di janic per l'immediato futuro.

Nel frattempo, per quanto riguarda Lautaro Martínez, il Barcelona è molto soddisfatto dell'atteggiamento dell'argentino, grande chiave di questa operazione. Il giocatore visto il suo SI al Barcellona, non sta prendendo in considerazione nessuno dei tentativi dell'Inter di estendere il suo contratto e sta anche dando la priorità all Barça, rispetto ad altri club molto potenti, che si sono dimostrati interessati ad averlo nelle loro fila. È il caso del Real Madrid , del Manchester City e del Paris Saint-Germain.  

Lautaro in molte interviste si è sempre detto lusingato dall'interesse ricevuto da parte del Barcelona, nonostante la crisi economica dovuta alla pandemia da coronavirus. L'argentino sa che il treno del Camp Nou sta passando ora e che se non ci sale subito, potrebbe perderlo per sempre. Oggi il capotreno è ancora il capitano Leo Messi, e questo treno potrebbe dare grosse soddisfazioni sportive. Un buon segno che l'operazione sta maturando è che l'Inter sta già cercando attaccanti di livello sul mercato, un segno che prevede di perdere uno dei suoi. E Lautaro è quello con il maggior numero di numeri

Come la Juventus, anche il Barça è nella fase di quadratura dei pezzi, di un'operazione che sarà sicuramente valutata in funzione della clausola di risoluzione di Lautaro (111 milioni tra il 1 e il 15 luglio), ma che il Barça desidera ridurre il più possibile il "denaro liquido", mettendo nell'accordo dei giocatori. Arturo Vidal è quello con le maggiori possibilità di entrare nell'affare, perché ad Antonio Conte piace molto e la sua valutazione non sarà molto alta per via dell'età (32).

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