updated 12:59 PM UTC, Apr 5, 2020

Coronavirus, belle notizie dalla Regione Lombardia. Fontana: "Guarita Elena, l'infermiera-simbolo di Cremona che era risultata positiva". E arriva finalmente il via libera alle mascherine prodotte a Rho (VIDEO)

I lieti annunci del governatore lombardo nella diretta social di LombardiaNotzieOnline: la battaglia vinta da Elena Pagliarini, immortalata in una foto che ha commosso tutti stremata sul computer dopo un turno massacrante; la professionista, che aveva contratto il virus, dopo 23 giorni è tornata pienamente in salute. Ma c'è anche l'annuncio che le mascherine facciali ad uso medico, prodotte da una ditta del Milanese che ha riconvertito allo scopo la sua normale produzione di pannolini, hanno ricevuto l'autorizzazione alla distribuzione da parte dell'Istituto Superiore della Sanità. Le parole del presidente insieme all'assessore al Welfare, Giulio Gallera - (VIDEO)


"Elena, l'infermiera dell'Ospedale di Cremona, fotografata da un medico mentre appariva stremata sulla tastiera di un computer, dopo un turno infernale e' guarita". Lo ha annunciato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante la diretta Facebook sulla pagina di LombardiaNotzieOnline. Il governatore ha ricordato che Elena, qualche giorno dopo la foto, era risultata infatti positiva al Covid-19, "ma che la sua battaglia e' giunta a lieto fine con la notizia della sua guarigione". "Elena - ha aggiunto - e' il simbolo di coloro che lottano in trincea da oltre 40 giorni contro questo virus. La ringrazio per tutto quello che fa e con lei voglio ringraziare tutti i meravigliosi infermieri che stanno combattendo quotidianamente".

ECCO LA TRASCRIZIONE DEL MESSAGGIO AUDIO INVIATO DA ELENA

"Stasera, dopo 23 giorni, finalmente ritorno in trincea, finalmente posso urlare sono guarita. La notorieta' partita da una fotografia che mi ritraeva addormentata sulla tastiera la voglio dedicare con tutto il cuore ai miei colleghi infermieri insostituibili e guerrieri. Mi hanno definita 'eroe' mai veri 'eroi' qui sono ben altri, sono tutti i pazienti che ce l'hanno fatta e ce la faranno. A loro auguro veramente di poter raccontare la loro esperienza. Oggi ritorno alla vita di tutti i giorni, piu' forte e guerriera di prima. Con il motto 'andra' tutto bene'".

L'ALTRA BELLA NOTIZIA: VIA LIBERA ALLE MASCHERINE PRODOTTE DA AZIENDA DI RHO (MILANO)

"Davvero una bella notizia. Un responso che attendevamo da giorni. E' infatti arrivato oggi pomeriggio il parere favorevole da parte dell'Istituto Superiore della Sanita' (ISS) alla produzione, all'utilizzo e alla commercializzazione delle mascherine prodotte in Lombardia dall'azienda Fippi di Rho in provincia di Milano". Lo ha comunicato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana intervenuto alla diretta Facebook trasmessa dalla pagina di Lombardia Notizie Online.
ISS, infatti, ha confermato la rispondenza del prodotto alla normativa tecnica e ai requisiti 'Mascherine facciali ad uso medico - requisiti e metodi di prova', a quelli di biocompatibilita' e di produzione implementata gestita secondo un sistema di gestione di qualita' e ha dichiarato la rispondenza del prodotto alla normativa tecnica ed ai requisiti richiesti.

Fino al termine dell'emergenza (datata dalla delibera del Consiglio dei Ministri al 31 dicembre 2020) Fippi potra' dunque produrre e commercializzare le mascherine. L'assessore all'Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo che ha
coordinato i lavori della task force da giorni impegnata su questo fronte ha espresso soddisfazione per questo risultato: "Siamo molto contenti dell'approvazione da parte di ISS alle mascherine prodotte da Fippi. Il lavoro svolto da Regione Lombardia, Politecnico di Milano e dall'azienda e' stato finalmente riconosciuto e le mascherine potranno essere utilizzate dai nostri sanitari all'interno degli ospedali e delle Rsa, categorie che piu' ne hanno bisogno. Con questa autorizzazione infatti le mascherine prodotte dalla Fippi sono equiparate alle mascherine chirurgiche certificate".

"La nostra perseveranza - ha concluso l'assessore al Bilancio Davide Caparini - e' stata premiata. Un pressing a tutto campo che ci consente di dotare la Lombardia, ma non solo la nostra regione, di una nuova e importante produzione di dispositivi di prevenzione individuale quanto mai importanti e necessari".

Fiducia in se stessi: come lavorare la nostra autostima da casa

A casa, da soli e in silenzio, dobbiamo imparare ad amare noi stessi.


L'autostima è un concetto psicologico molto diffuso a livello sociale. Tutti sanno della sua esistenza e ne hanno qualche idea, anche se ci manca la sua conoscenza più profonda. Non conoscendolo pienamente ci impedisce, in molti casi, di prendere provvedimenti per risolvere i numerosi problemi che lo avvolgono. Capiamo che c'è un problema nella nostra vita, che non ci permette di valutare noi stessi o amarci correttamente, ma ci mancano gli strumenti per risolverlo. Le relazioni che abbiamo, il nostro successo professionale o il modo di vivere le nostre emozioni, dipendono da quel livello di autostima insito nel nostro sub-inconscio. Siamo consapevoli che spesso questo livello porterà dei problemi ma non sappiamo come trovare le giuste soluzioni.

Il nostro livello di autostima spesso è visto solo nel nostro mondo esterno, quindi non sempre ne siamo consapevoli. Attribuiamo fallimenti o cattive relazioni alla sfortuna o al caso, non capendo che spesso queste sono solo le conseguenze del rispetto che manteniamo per noi stessi o il tipo di assistenza, di interazione che cerchiamo. Tuttavia, è dall'interno che dobbiamo guardare questa valutazione, valutarla e costruirla. Se usiamo gli altri per regolarli, non costruiremmo una nostra vera sicurezza. Quindi a casa, da soli e in silenzio, dobbiamo imparare ad amare noi stessi.

Amore personale

Amare, rispettare o prendersi cura di noi stessi fa sì che gli altri lo facciano allo stesso modo. Ciò non implica che non incontreremo persone negative, ma che avremo gli strumenti necessari per fermare questo tipo di relazione. Questi tipi di strumenti nascono dalla necessità di continuare a proteggere la nostra autostima, di avere e cercare ciò che veramente meritiamo. Ma, prima di arrivare a questo, per usarlo socialmente, dobbiamo averlo costruito a casa nostra.

I seguenti strumenti ti aiuteranno a valutare di più te stesso, ad ascoltarti e a conoscere quali sono le tue esigenze, in modo da poter avere una migliore autostima:

1. Risultati

L'autostima è in sintonia con la sensazione di aver raggiunto obiettivi e traguardi diversi. Senza questi risultati, o senza vederli, non ci sentiamo validi. Per essere consapevoli di tutto ciò che abbiamo raggiunto, possiamo fare una linea su un foglio di carta, dal momento della nostra nascita alla data corrente e posizioneremo tutte quelle pietre miliari, come aver superato un argomento difficile, aver superato un'opposizione, aver trovato un lavoro o non aver mai visto uno psicologo. Segniamo i punti significativi che ci hanno fatto sentire meglio.

2. Valori

La nostra società è governata da una serie di valori che non sono sempre coerenti con i nostri ma che finiamo per interiorizzare. Quando c'è questa differenza, miriamo a raggiungere tutto ciò che anche gli altri cercano e anche quando riusciamo a raggiungere l'obiettivo di massa o del gregge, noi ci sentiamo vuoti. Dobbiamo valutare quali sono i nostri veri valori, scartare quelli degli altri e riaffermarci in essi.

3. Bisogni

Sapere di cosa ho davvero bisogno per stare bene o per raggiungere il benessere è sempre importante. Senza quella bussola, posso ritrovarmi perso e guidato dall'inerzia degli eventi. Potrei aver bisogno di una casa o no, potrei aver bisogno di un partner o no, potrei aver bisogno di una carriera o no. Che altri ce l'abbiano o lo voglia perché questa è la strada del gregge, non significa che mi renderà felice.

4. Obiettivi

Stabilire una serie di obiettivi nella nostra vita,  ristrutturarli nel corso dei mesi e poi raggiungerli è un fattore legato alla percezione soggettiva della felicità. Dobbiamo sempre avere in mente obiettivi, per quanto piccoli possano essere, che ci motivano e che sono veramente stimolanti nella fattibilità.

La fiducia in noi stessi si basa sulla nostra autostima, su come ci relazioniamo con noi stessi e su come ci rispettiamo. Questo è davvero visibile quando, ad esempio,  siamo nella solitudine della nostra casa. È questo il momento migliore in cui ci dobbiamo sedere e lavorare sulla nostra autostima.

 

 

da: (elperiodico Ángel Rull, psicologo)

  • Pubblicato in Salute

Coronavirus, in Lombardia un altro giorno che fa ben sperare. Fontana: "A breve inizierà questa benedetta discesa". Poi la replica al ministro Boccia: "Ha fatto più la Regione del governo. Lo dicono i dati" (VIDEO)

Buone notizie dalla Lombardia sul numero dei contagi da coronavirus. il governatore Attilio Fontana che nel corso del punto stampa quotidiano ha detto: "E' un altro giorno positivo perché stiamo assistendo a questo procedere in linea senza aumenti dei casi rispetto ai giorni precedenti, fra qualche giorno quindi inizierà questa benedetta discesa". Continua lo scontro col governo - (VIDEO)


"La Regione Lombardia si muove nel rispetto della scienza e non fa iniziative avventate. Gia' alcuni giorni fa abbiamo incaricato l'Universita' di Pavia perche' provveda ad esaminare tutti i test che esistono in questo campo
per individuare se ce ne e' uno scientificamente valido.  Appena avremo queste risposte le comunicheremo e se ce ne sara' uno valido inizieremo ad utilizzarlo, diversamente faremo altro. In questa direzione si e' mosso anche il presidente del Veneto Luca Zaia che, proprio poco fa, ha comunicato che lo screening sierologico si decidera' solo al termine della sperimentazione delle Universita' di Padova e Verona".

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante il consueto punto stampa e riferendosi ai test sierologici spiegando anche che "nel pomeriggio, la Regione mandera' una lettera con riposte rigorosamente scientifiche ai sindaci nonostante abbia gia' risposto in tante altre occasioni.

Per quanto riguarda i numeri dei contagi, Fontana ha detto che "I numeri sono in linea e che si sta verificando quello che hanno previsto i nostri esperti. Bisogna quindi mantenere la massima attenzione senno' la linea di positivita' rischia di invertirsi". Proprio con questo obiettivo la Giunta ha stanziato 464.000 euro per la Polizie locali affinche' possano aumentare i controlli sul territorio.

Infine, rispondendo alle domande dei giornalisti su quanto dichiarato dal ministro Boccia, il presidente ha risposto "Credo a quello che dice il ministro Boccia, ma devo credere anche ai dati in mio possesso: per ora credo che abbiamo fatto molto di piu' come Regione".

Coronavirus, ecco l'app di Regione Lombardia per il monitoraggio e la mappatura della diffusione del Covid-19. Ecco come funziona (VIDEO)

L'app AllertaLOM, già utilizzata per le allerte di Protezione Civile, dall’inizio dell’emergenza Coronavirus permette agli oltre 50 mila utenti di ricevere notifiche e informazioni. E' disponibile su Apple Store e Google Play Store e diventa un importante strumento per il monitoraggio e la mappatura della diffusione del Covid-19.Con il nuovo aggiornamento, gli utenti potranno compilare un questionario integrato all'interno dell’app che renderà possibile raccogliere dati, in forma anonimizzata, e mettere a disposizione dell’Unità di Crisi regionale e degli specialisti informazioni complete e strutturate sulla diffusione del contagio sul territorio lombardo - (VIDEO)


Un’app e un questionario, per monitorare e quantificare con precisione lo sviluppo del Covid-19 sul territorio e creare una mappa del rischio di contagio. Li offre ai cittadini Regione Lombardia, come primo tassello del progetto CERCACOVID sviluppato - attraverso la digital company ARIA S.p.A - in collaborazione con medici e ricercatori dell’Ospedale San Matteo e dell’Università degli Studi di Pavia. L’obiettivo è quello di raccogliere una grande quantità di dati, in forma anonimizzata, per mettere a disposizione dell’Unità di Crisi regionale e degli specialisti informazioni complete e strutturate sulla diffusione del contagio sul territorio lombardo. Sarà così possibile fare scelte sempre più mirate nella gestione dell’emergenza sanitaria (es. individuare prima l’emergere di eventuali nuovi focolai) e sviluppare analisi statistiche ed epidemiologiche indispensabili sia per il presente che per il futuro.

Come funziona

Il punto di partenza della prima fase del progetto è nell’app già esistente della Protezione Civile lombarda “allertaLOM”, progettata per inviare notifiche agli utenti sulle allerte emesse dalla Protezione Civile in Regione Lombardia e da marzo legata da Regione anche all’emergenza Covid-19.

Già utilizzata da 50 mila utenti, l’app è stata ora implementata con una sezione Coronavirus e un questionario, predisposto come una sorta di ‘triage’ a distanza.

Le informazioni raccolte contribuiranno ad alimentare una “mappa del rischio contagio” continuamente aggiornata, che – anche grazie all’incrocio con altre banche dati – permetterà agli esperti di sviluppare modelli previsionali sul contagio.

Scarica qui l’app “allertaLOM”per Android per iOS, e compila il questionario.

Chi già ha installato l’app AllertaLOM è invitato a scaricare l’aggiornamento, per poter usufruire delle nuove funzionalità.

Il questionario - anonimo - può essere aggiornato ogni giorno (non più di una volta al giorno). 

A chi si rivolge

Per raggiungere lo scopo, è importante che l’app venga scaricata e il questionario compilato dal più ampio numero possibile di cittadini.  Il questionario infatti non si rivolge solo a chi manifesta sintomi ricollegabile al Covid-19, ma a tutti i cittadini.  

L’obiettivo ultimo è incrociare l’analisi dei dati raccolti con altri dati a disposizione di Regione Lombardia, e partendo delle evidenze cliniche fornite dalle strutture sanitarie e dai presidi sul territorio Regionale calcolare il grado di rischio di contagio, rafforzando così le tutele per tutti i cittadini, sintomatici e asintomatici.

Si punta infatti a fornire all’Unità Regionale di gestione della crisi elementi utili a localizzare le zone con maggior probabilità di ospitare un focolaio attivo, o a individuare la ripresa del contagio in zone considerate meno a rischio.

Tra le domande, ci sono quelle di contesto generale - domicilio attuale, necessità di spostamenti per lavoro, contatti recenti con persone poi risultate positive al contagio o frequentazione di luoghi poi chiusi per Covid-19 - e altre legate alla segnalazione di possibili sintomi legati al Coronavirus.

In questa prima fase, le domande sullo stato di salute sono solo a fini statistici: “CERCACOVID” non è un’app di Telemedicina – non fornisce indicazioni di cura o intervento -, non sostituisce il medico di base a cui vanno riferiti tutti i sintomi al loro apparire e non fa monitoraggio dei pazienti.

Si tratta insomma di uno strumento tecnologico in più, per conoscere le dinamiche di diffusione capillare del virus, che si integra e non si sostituisce al sistema sanitario.

Il progetto potrà essere sviluppato ulteriormente - per accompagnare anche la fase post-emergenza in cui la tecnologia svolgerà un ruolo indispensabile nel tracciare e contenere eventuali nuovi focolai -  grazie al contributo dei soggetti dell’ecosistema della ricerca che parteciperanno al nuovo Bando di Regione Lombardia per progetti di contrasto al Covid19.

La privacy

L’app è conforme al GDPR ed è rilasciata da Regione, titolare della gestione della crisi a livello sanitario in Lombardia. Non prevede alcun meccanismo di localizzazione continua dei partecipanti.

CERCACOVID permette a ogni utente di aderire in modo volontario (dopo aver letto il regolamento e accettato la relativa informativa privacy) a un percorso di monitoraggio attivo, dal quale può recedere in ogni momento.

 

Coronavirus, la Lombardia intravede la luce. Fontana: "Raggiunto il culmine, a breve dovrebbe iniziare la discesa. Mantenere la guardia alta". E sulla circolare delle passeggiate coi bimbi: "Da noi non cambia nulla" (VIDEO)

 

 Il governatore Attilio Fontana

"Per quanto riguarda i numeri siamo nel rispetto della linea di continuità. Non esiste più incremento, siamo in piano". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel punto stampa giornaliero sull'emergenza coronavirus. "E' stato raggiunto il culmine" e a breve "si dovrebbe iniziare la discesa", ha aggiunto Fontana. Poi, ancora: "Quindi siamo contenti, ma invitiamo i cittadini a tenere sempre molto alta la guardia, a non abbassarla, altrimenti c'e' il rischio che il contagio riprenda. E' dunque la dimostrazioe che queste misue si stanno rivelando efficaci".

Fontana ha poi fatto sapere che ha in programma oggi pomeriggio una visita all'ospedale che l'Associazione nazionale alpini sta allestendo a Bergamo e che "dovrebbe essere inaugurato nei prossimi giorni". "È una dimostrazione della voglia di reagire dei lombardi che non si tirano indietro di fronte a nessun problema" ha aggiunto spiegando che la visita servirà a "salutare, incoraggiare e complimentarmi con i lavoratori che hanno permesso questo ulteriore miracolo, perché sia la Fiera che quello di Bergamo sono veramente due miracoli".

Riguardo la circolare del governo uscita ieri, nella quale si fa riferimento a "passeggiate con bambini piccoli", il governatore ha detto che oggi dovrebbero "uscire dei chiarimenti". "Ho parlato con il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese - ha spiegato Fontana -  ed e' stato chiarito che si e' trattato di un equivoco. Io oggi, con una lettera ai sindaci, ho ribadito che non cambia nulla rispetto a prima. Il contenuto dell'ordinanza regionale che scadra' il 4 aprile continua ad essere valida e fino ad allora i comportamenti che stiamo assumendo dovranno essere mantenuti". 

L'app per mappare il rischio contagio

Il vice presidente Sala ha poi lanciato un appello: "Vi chiediamo di scaricare una applicazione, 'AllertaLom', chi ce l'ha già la deve aggiornare. Oltre ai diversi servizi della Protezione Civile, c'è una sezione Coronavirus con questionario da compilare (è totalmente anonimo). Serve ai nostri virologi ed epidemiologi per mappare il rischio di contagio. Non sostituisce sistema sanitario ma per noi è molto importante".

Coronavirus, Salvini avverte Conte: "A fine corsa sarà giudicato dagli italiani, in modo severo". E sulle misure economiche: "C'è da mettere subito in campo 200 miliardi. Pace fiscale ed edilizia"

Matteo Salvini boccia la gestione italiana dell'emergenza coronavirus. Senza appello: "A Bergamo c’è il mercato nero delle bombole di ossigeno. Ma non di quelle piene, di quelle vuote, introvabili altrimenti. E al Politecnico di Milano sono ferme due milioni di mascherine perché manca il bollino di biodegradabilità. Mi chiedo: dove è lo Stato? Ma questo sarà un problema da affrontare dopo, quando la gente smetterà di morire soffocata. Adesso concentriamoci tutti sull'emergenza, su questo il centrodestra non ha dubbi", spiega intervistato da Alessandro Sallusti su Il Giornale. Nel mirino, poi ci finisce Giuseppe Conte, il premier che però sale nei sondaggi: "Nell'emergenza chi è a bordo di un bus si deve affidare al guidatore, non ha alternative. Ma quando si arriva a destinazione – e presto ci arriveremo – i passeggeri giudicano se l’autista si è comportato bene, se è stato all'altezza. E quando torneremo alla normalità bisogna subito mettere in campo almeno duecento miliardi e poi pace fiscale e pace edilizia. Un nuovo patto sociale, altro che sospendere due cartelle fiscali. Dobbiamo ricominciare tutto daccapo o non ne usciremo"


Forse vediamo la luce in tondo al tunnel ma il leader della Lega, Matteo Salvini, in una intervista a Il Giornale resta prudente. "Così dicono i grandi numeri, ma non illudiamoci. Ho appena appeso il telefono con un medico di famiglia di Brescia che non sa dove recuperare l'ossigeno per i suoi pazienti. Senza ossigeno, mascherine e saturimetri l'uscita dal picco non sarà una passeggiata". "A Bergamo - racconta il senatore - c'è il mercato nero delle bombole di ossigeno. Ma non di quelle piene, di quelle vuote, introvabili altrimenti. E al Politecnico di Milano sono ferme due milioni di mascherine perché manca il bollino di biodegradabilità. Mi chiedo: dove è lo Stato? A saperlo, - si risponde - ma questo sarà un problema da affrontare dopo, quando la gente smetterà di morire soffocata. Adesso concentriamoci tutti sull'emergenza, su questo il centrodestra non ha dubbi".

Quindi al lavoro con Conte... "Il mio riferimento oggi è lui e io voglio lavorare con lui. Certo che... Da lui solo qualche telefonata di cortesia e un paio di garbate riunioni. Non mi sembra interessato al nostro contributo". I sondaggi dicono che gli italiani apprezzano il suo lavoro. "I sondaggi... Nell'emergenza chi è a bordo di un bus si deve affidare al guidatore, non ha alternative. Ma quando si arriva a destinazione - e presto ci arriveremo - i passeggeri giudicano se l'autista si è comportato bene, se è stato all'altezza". E i passeggeri sono "i medici mandati allo sbaraglio, i poliziotti in campo senza guanti e mascherine, gli imprenditori lasciati senza certezze, i lavoratori senza i soldi, gli italiani che hanno visto i loro cari morire come mosche nelle case di riposo abbandonate dallo Stato. A fine corsa il loro giudizio sarà giusto, cioè severo, non ne dubito".

Per quanto riguarda invece la fine del coprifuoco: "Dopo Pasqua, - spiega l'ex ministro dell'Interno - si può non andare oltre se mettiamo in sicurezza la ripartenza. Ma questo non dovrà avvenire solo grazie alla genialità dei nostri imprenditori che si stanno già reinventando produttori di mascherine, macchinari sanitari, riorganizzando le loro aziende alle nuove esigenze. Tutelare la società è un dovere, direi un obbligo dello Stato". E quello politico "lo decideranno gli italiani. E' il buonsenso". C'è da "mettere in campo subito almeno duecento miliardi. Qualche idea io e gli amici del centrodestra l'abbiamo. Reset totale. Tipo: pace fiscale e pace edilizia". Un mega condono. "L'unica via è un nuovo patto sociale, altro che sospendere due cartelle fiscali. Dobbiamo ricominciare tutto daccapo o non ne usciremo. Voltare pagina sarà nelle cose. Se si vuole ripartire dovranno essere azzerati i debiti privati e lasciare fare le imprese: via tutta la burocrazia, tu fai e poi io controllo, non l'inverso come è oggi. O si farà così o non ci salveremo. Una rivoluzione così non può farla chi non ci crede, e neppure chi è minoranza del Paese".

Quindi... "l'ultimo sondaggio è di ieri sera: centrodestra oltre il 50 per cento. E per di più ci crediamo e siamo pronti. Oggi comanda Conte, domani verrà tutto più naturale di quanto si immagini". Nella sua sfera di cristallo forse vede Draghi. "Draghi, Tremonti, Sapelli, a noi le persone intelligenti, responsabili e capaci piacciono tutte". A proposito di persone che piacciono al leader leghista. Orban da ieri ha i pieni poteri. Strano per un Paese, l'Ungheria, che è nella Comunità europea... "A me dell'Unione europea preoccupa quello che sta succedendo a Berlino e a Bruxelles, non a Budapest. Orban è un premier democraticamente eletto e i poteri straordinari glieli ha dati un libero Parlamento che rappresenta i cittadini. Non vedo nulla di preoccupante". E invece l'Europa la preoccupa... "Vorrei vedere. Abbiamo detto che ci sta bruciando la casa e loro ci hanno risposto: tra quindici giorni decideremo se e come mandarvi i pompieri, vi sembrano amici affidabili?", ha concluso Salvini. 

Coronavirus, Fontana: "Stiamo andando benino, siamo sulla buona strada ma non dobbiamo abbassare la guardia. Confermare le misure restrittive dopo il 3 aprile" (VIDEO)

Il consueto punto stampa del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, tra cauto ottimismo e consapevolezza che c'è ancora molto da fare per superare l'emergenza. L'assessore al Welfare, Giulio Gallera, a Mattino Cinque: "Purtroppo non potremo allentare l'attenzione per molti mesi. Oggi bisogna continuare nell'azione determinata di stare in casa per evitare che il virus trovi un altro corpo da 'mangiare', da infettare, una volta che saremo riusciti a spegnerlo il rischio che ricominci è altissimo. Nessuno può chiamarsi fuori" - (VIDEO)


"Stiamo andando benino, manteniamoci ancora fermi negli obblighi che dobbiamo rispettare" Così il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana interviene sull'emergenza coronavirus nel consueto appuntamento con la stampa".

"Non ho ancora i numeri ufficiali, ma le indicazioni che mi arrivano è che stiamo proseguendo sulla buona strada: stiamo mantenendo quella specie di linea che non più in salita e non è ancora in discesa, ma non stiamo andando avanti nella progressione, questo è l'aspetto positivo a cui noi guardiamo con grande interesse e speranza. Questo non toglie che non si debba abbassare la guardia", aggiunge.

"Noi siamo della linea di poter mantenere le stesse misure dell'ordinanza che sono in vigore in Lombardia fino al 4 aprile. Stiamo ragionando con le altre Regioni per mandare al governo richieste che siano più condivise possibili: se il governo le accetterà benissimo, altrimenti noi abbiamo la possibilità di fare un'ordinanza. Noi chiediamo di mantenere queste chiusure. Sull'attività produttiva è una scelta che può essere fatta solo dal governo", spiega.

"Noi abbiamo mandato la nostra proposta al presidente della Conferenza delle Regioni, bisogna vedere se si può fare richiesta comune, noi siamo delle opinioni che si devono mantenere misure rigorose" contro il coronavirus, sottolinea Fontana. Per il prolungamento delle chiusure "sicuramente dovremmo concordarla con le altre regioni, io penso che comunque si debba parlare della metà di aprile anche perché siamo in un fase positiva ma dobbiamo solidificarla", evidenzia.

"Una grande opera che solo l'ingegno e la concretezza lombarda potevano realizzare in così poco tempo. A tutte le maestranze va il mio più sentito ringraziamento. Un pensiero particolare lo rivolgo all'amico Guido Bertolaso che, fin dal primo momento, ha creduto in questa missione e, nonostante sia stato colpito dal virus, continua a contribuire a distanza in maniera fattiva per rendere l'ospedale operativo", afferma al termine della visita all'ospedale allestito presso i padiglioni della Fiera di Milano per i malati di Covid-19.

E parole di orgoglio arrivano anche dall'assessore al Welfare, Giulio, Gallera che si dice "molto emozionato e orgoglioso di chi materialmente ci ha dato una mano a costruire tutto questo, di chi come il presidente Fontana per primo ha voluto gettare il cuore oltre l'ostacolo, dei medici e degli infermieri. E' il luogo plastico del sistema lombardo che dà speranza alle persone, è quello che faremo qui. E' un ospedale creato dalla Regione Lombardia, abbiamo ancora bisogno di medici e infermieri che hanno voglia venire a fare esperienza qui, in un ospedale che sarà al servizio del Paese e magari anche dell'Europa".

Coronavirus, Sala riparte dalla "battaglia del pennarello" e guarda al dopo: "Riapertura a step, Milano non sia impreparata" (VIDEO)

Il videomessagio quotidiano del sindaco: "Penne e quaderni sono beni essenziali per gli studenti. Ne ho parlato con governo e prefetto". Poi i suoi pensieri su come far ricominciare le attività cittadine, dai trasporti alla socialità. Ecco cosa ha detto - (VIDEO)


"Vorrei dire innanzitutto alle mamme in ascolto che stamattina ho ufficialmente lanciato la 'battaglia del pennarello' e cioè mi avete in molte segnalato che non si trovano nei supermercati articoli di cartoleria, pennarelli e quaderni per voi fondamentali per far studiare i vostri ragazzi. Non si trovano perché non sono considerati articoli essenziali secondo il decreto del Governo. Ne ho parlato col prefetto Renato Saccone e col Governo: speriamo che risolvano in fretta la questione e magari senza aspettare un Consiglio dei ministri", ha esordito così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel suo quotidiano videomessaggio ai cittadini, in questo periodo di emergenza coronavirus.

Poi, ha raccontato di aver avuto una video-conference con un centinaio di sindaci delle più grandi città del mondo: "E' stata organizzata la C40, l'organizzazione che ci riunisce e che è presieduta dal sindaco Los Angeles, che ha chiesto a me e al sindaco di Seul di relazionare sulla situazione". E ha aggiunto: "Ci siamo confrontati su cosa fare adesso e che misure prendere alla riapertua della città"."Capisco che sia prematuro immaginare quando riusciremo a riaprire - ha proseguito il primo cittadino - ma non voglio che Milano si trovi impreparata". 

Sala ha spiegato: "Sarà una riapertura a step e sto già lavorando su alcuni capitoli. Pimo come rimodulare le infrastrutture, come le metropolitane a quelle digitali come la banda larga. Secondo, come usufruire degli spazi pubblici, da San Siro a un cinema o a un teatro: come si entra, come si esce, come si gestisce il momento in cui siè  vicini. Terzo, come far ripartire l'economia: presumo che alle grandi aziende penserà il governo, ma io mi devo occupare di quel piccolo tessuto economico e culturale che e' in gran parte la vita di una città come Milano".

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