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updated 7:57 AM UTC, Aug 3, 2020

Covid, Zingaretti e la lezioncina anti-Salvini: "Scellerati si tolgono la mascherina per farsi pubblicità". La replica è un gol a porta vuota: "Parla quello dell'aperitivo"

"Il tema oggi è non far rialzare la curva. E quindi continuare a dire a tutti, contro gli scellerati che per farsi pubblicità si tolgono la mascherina, che ci sono tre cose semplici che bisogna fare: mascherina, distanza di sicurezza e igiene delle mani". Così Nicola Zingaretti in un'intervista a Fanpage.it - (Nella foto il segretario Pd in un locale sui Navigli a Milano in piena emergenza sanitaria)


Aperitivo, incontri e interviste: le ultime tappe di Zingaretti ...

Botta e risposta tra Nicola Zingaretti e Matteo Salvini. Il segretario del Pd ha iniziato il suo sabato mattina con un attacco al leader della Lega. Il dem ha proposto un patto per i giovani, per la "generazione che pagherà più di altri gli effetti del Covid nel campo del lavoro, del debito pubblico che si sta facendo e dell’arretratezza del sistema Paese". A Fanpage Zingaretti non ha risparmiato il suo nemico da frecciatine: "Oggi il tema è non far rialzare la curva. E quindi continuare a dire a tutti, contro gli scellerati che per farsi pubblicità si tolgono la mascherina, che ci sono tre cose semplici ch bisogna fare: mascherina, distanza di sicurezza e igiene delle mani". 

Un chiaro riferimento al numero uno del Carroccio che, settimana scorsa, impegnato in un convegno in Senato con esperti e virologi, ha negato l'uso della mascherina. Non solo, l'ex ministro ha anche bocciato il saluto con il gomito, sollevando la peggiore delle polemiche. Così, ad oggi, la Lega replica all'attacco di Zingaretti. Una sola frase basta e avanza per demolirlo: "Parla quello dell'aperitivo".

 

(Fonte: Libero)

Open Arms, Salvini: "Voto politico per processo politico. Ho difeso la patria, ho fatto il mio dovere". E attacca Renzi: "Che triste fine, uno Scilipoti qualunque..." (VIDEO)

"Io stasera torno a casa con un processo ma a testa alta", attacca Matteo Salvini nel corso del suo intervento nell'Aula del Senato prima che venga votata l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il caso Open Arms. Nel mirino di Salvini finisce soprattutto Matteo Renzi, il leader di Italia Viva che, contraddicendo quanto fatto settimane fa in commissione, aveva da poco annunciato il "sì" al processo. Il leader leghista è durissimo: "Preferisco il silenzio del M5S, in imbarazzo, alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia". Salvini ha notato pure l'abbondante presenza in Aula di senatori a vita: "Mi confermo nell'idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni". A margine dell'intervento l'intervista fuori da Palazzo Madama: "Sono orgoglioso di quello che ho fatto" - (VIDEO)


Il Senato vota sull'autorizzazione a procedere nei confronti di ...

"Si è già capito che il voto è politico". Matteo Salvini apre così il suo intervento al Senato nella discussione sul caso Open Arms. "Ringrazio il governo per la sua abbondante presenza. Non era dovuta, ma se la forma è sostanza, ringrazio i banchi vuoti del governo che dimostrano il rispetto per quest'Aula", esordisce il leader della Lega.

"Noto l'abbondante presenza dei senatori a vita e mi riconfermo nell'idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni. Noto il fatto che non sia intervenuto nessuno del M5S, evidentemente questo sottolinea l'imbarazzo. Preferisco il bel tacer del M5S alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia. Con tutto il rispetto per Ugo Tognazzi e Amici miei, più seri di qualche senatore presente in quest'aula", afferma ancora Salvini, richiamato dal presidente Casellati per il linguaggio. "Triste fine passare, per quanto riguarda il senatore Renzi, dall'avere De Gasperi come modello a comportarsi come uno Scilipoti qualunque", prosegue.

Salvini cita l'articolo 52 della Costituzione: "La difesa della patria è sacro dovere del cittadino", dice, prima di affermare che "di questa vicenda, mi rammarico perché dovrò spiegare ai miei due figli che papà non va a processo perché è un delinquente ma perché ha fatto il suo dovere di cittadino e di ministro della Repubblica. Delle critiche politiche mi frega zero". "Quello che è successo è agli atti", dice rivolgendosi al "mancato presidente Grasso", ironizzando sulla mancata nomina dell'esponente di Leu alla presidenza della commissione Giustizia. "Questa è una nave pirata", dice ripercorrendo la vicenda. "Se c'è qualcuno che ha commesso un crimine è il comandante di questa nave pirata".

"Io stasera torno a casa a testa alta, con un processo, ma a testa alta. Io vi ringrazio, mi fate un regalo a mandarmi a processo, vado a testa alta e con la schiena dritta", conclude. "Oggi si manda Salvini a processo politico. Domani, siccome la ruota gira e toccherà a qualcuno di voi, la Lega starà dalla parte delle garanzie e della libertà del Parlamento. Non vi manderemo in un'aula di tribunale, saranno i cittadini a giudicarvi".

Indagine camici, Cosentino (Lombardia Ideale): "Fontana persona onesta. Vogliono ribaltare il voto popolare che ha bocciato i poteri forti"

Il capogruppo del movimento civico Lombardia Ideale nel Consiglio regionale lombardo, Giacomo Cosentino, interviene a difesa del governatore Attilio Fontana, inserito nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla fornitura di camici a Regione Lombardia per l'emergenza Covid da parte della società varesina Dama, di cui la moglie del presidente detiene una quota del 10%. Parole forti, da parte di chi consce bene l'uomo e l'amministratore, che denunciano una "gogna mediatica" contro una "persona onesta" e un "disegno preciso" contro la volontà popolare che ha premiato Fontana e il centrodestra, concludendo amaramente che "non siamo in Paese libero"


Giacomo Cosentino Basaglia

Indagine camici, capogruppo Cosentino (Lombardia Ideale): “Chiaro disegno per ribaltare voto popolare, non siamo in un Paese libero. Avanti con Fontana, persona onesta”

Interviene Giacomo Cosentino, Capogruppo in Regione Lombardia del movimento civico “Lombardia Ideale”, costola civica della Lega e nato sulle orme della Lista Fontana.

"Solo in Italia una persona può essere indagata e messa alla gogna mediatica per non aver fatto nulla. Parliamo di una donazione di camici in uno dei momenti più drammatici del nostro Paese. Nessuna transazione di denaro, nessuna gara d’appalto manipolata, niente di niente. Fontana andrebbe ringraziato per tutto il lavoro che ha svolto e per le vite che ha salvato. Lo conosco da 15 anni ed è una delle persone più oneste che abbia mai incontrato". 

"È tutto assurdo - continua Cosentino - e mi sembra chiaro che ci sia un disegno preciso, da parte di qualcuno, per provare a ribaltare il voto di milioni di cittadini Lombardi che due anni fa hanno bocciato per l’ennesima volta i poteri forti del centrosinistra premiando Fontana e il centrodestra. Questo non mi sembra un Paese libero e democratico come ci vuole far credere il Pd. Ma noi non ci facciamo spaventare proprio da nessuno e reagiamo con forza.”

Pd-M5S, divisi a Bruxelles e separati in Puglia: tra Mes e Regionali, l'alleanza che sostiene Conte traballa. Scuola, tasse, legge elettorale: tutti gli scontri. E Renzi fa la spina nel fianco

All'Europarlamento i due partiti hanno votato in modo diverso su un emendamento presentato dalla Lega. A Roma posizioni distanti nella maggioranza su scuola e fisco. Il ministro Speranza chiede 20 miliardi per la sanità, mentre il Pd avanza l'ipotesi di una Bicamerale per la regia della spesa. Italia Viva si è schierata con il centrodestra, contro i Dem, per evitare che si esaminasse la riforma della legge elettorale entro l'estate anche in Commissione. E i problemi sono anche sul territorio in vista delle elezioni amministrative. Crimi: "In Puglia correremo da soli. Il contrasto alle politiche di Emiliano non è archiviabile"


Conte, Zingaretti e il settembre fatale - Il Foglio

Pd-5Stelle, quante divergenze. E Conte si preoccupa

Pd e M5S si sono divisi a Bruxelles sul Mes. I due partiti hanno votato in modo diverso sull'emendamento presentato dalla Lega e dal gruppo Identità e democrazia alla risoluzione sulle conclusioni del Consiglio europeo straordinario. L'emendamento, poi bocciato e a favore del quale si sono schierati Lega, Fdi e M5s, chiedeva di respingere un utilizzo del Mes finalizzato a stimolare l'economia in seguito alla crisi della Covid-19. Posizioni distanti nella maggioranza su scuola e fisco. Il ministro Speranza chiede 20 miliardi per la sanità, mentre il Pd avanza l'ipotesi di una Bicamerale per la regia della spesa. Italia Viva si è schierata con il centrodestra, contro i Dem, per evitare che si esaminasse la riforma della legge elettorale entro l'estate anche in Commissione. 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà nell'Aula della Camera il prossimo 29 luglio alle 9.30 comunicazioni sulla situazione del contrasto dell'emergenza Covid e sullo stato di emergenza. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Sulla questione dello Stato d'emergenza torna con nettezza Matteo Salvini: "Non c'è un' emergenza sanitaria in corso, chi vuole prorogare lo stato di emergenza è un nemico dell'Italia. Noi non li facciamo uscire dall'Aula, ci stanno loro chiusi, gli italiani meritano respiro e libertà. Ieri non hanno deciso in Cdm, se vogliono questo non esiste, non c'è motivo".


"Non ci siamo mai sottratti al confronto ma lo facciamo se ci sono i presupposti. Lo so che c'è un dibattito sula Puglia, so che tanti stanno spingendo ma voglio confermare, senza ombra di dubbio che in Puglia corriamo da soli. Ci abbiamo ragionato ,ma le politiche fatte da Emiliano noi le abbiamo contrastate, non possiamo archiviare questo". Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi ai microfoni di Radio anch'io, su RadioUno, sottolineando che dalle Regionali "non ci sarà nessun impatto sul governo".

Intanto Bonetti diffida Emiliano sulla doppia preferenza di genere. "Per quanto riguarda la politica bisogna introdurre principi di parità. Mi duole dire che abbiamo delle regioni che non hanno ancora adeguato la loro legge regionale con la doppia preferenza di genere. Una tra tutte, la Puglia, e come governo siamo stati costretti a mandare una diffida al Consiglio regionale perché si adegui a quella norma. Non si capisce perché non ci si debba adeguare, a meno che non si voglia escludere un pezzo di cittadinanza, quello femminile, da un diritto fondamentale, l'accesso alle cariche elettive. Il presidente Emiliano si assuma la responsabilità d avere ricevuto una diffida dal governo, vada in Consiglio regionale e si voti, a viso aperto, non con voto segreto, una norma di diritto fondamentale". Lo ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Italia Viva Sicilia live.

Sondaggi politici, boom di Giorgia Meloni: sfonda quota 15% e mette nel mirino il M5S. Lega sempre primo partito, stabile il Pd, Renzi non entrerebbe in Parlamento

Lorenzo Pregliasco (YouTrend) presenta la supermedia dei sondaggi elettorali della settimana del 17 luglio: Fratelli d'Italia non solo torna a crescere (+0,5%) ma fa registrare anche un nuovo record, sfondando infine quella soglia "psicologica". Si riavvicina al Movimento 5 Stelle (fermo al 16,0%), da cui lo separa ormai meno di un punto. Lega sempre in testa in lieve calo, i dem rimangono sotto di 5 punti. Italia Viva dell'ex premier sotto il 3%, sorpassata da La Sinistra


Fratelli d’Italia supera il 15% e arriva a un punto dal M5S. La Lega si conferma il primo partito nelle intenzioni di voto, anche se in calo. Piccola flessione anche per il Pd che rimane al secondo posto al 20,2%. È quanto emerge dall’ultima rilevazione della Supermedia dei sondaggi politici elaborata da YouTrend per Agi, che mostra come i primi quattro partiti in Italia siano racchiusi in una forbice di appena 11 punti percentuali.

I dati per ogni partito

La Lega, sempre al primo posto nelle intenzioni di voto, perde altri 4 decimi e va al 25,4%. Seguono il Partito Democratico (20,4%) e il Movimento 5 Stelle (16%). Fratelli d’Italia cresce di mezzo punto e supera per la prima volta il 15%, portandosi a meno di un decimo dal M5S: la distanza tra i due partiti non era mai stata così ristretta. Forza Italia (7,2%) sale di 4 decimi su base bisettimanale, mentre l’area riconducibile alla lista La Sinistra (3%) sorpassa Italia Viva (2,9%). Chiudono il quadro Azione (stabile al 2,7%), +Europa (in crescita al 2,1%) e i Verdi (in lieve calo all’1,6%).

Le aggregazioni per aree parlamentari

Aggregando i risultati sulla base degli attuali equilibri parlamentari, la maggioranza che appoggia il governo Conte otterrebbe il 42,2%, 6 punti e mezzo in meno rispetto all’opposizione di centrodestra (48,7%). Osservando invece le percentuali sulla base delle coalizioni che hanno preso parte alle elezioni politiche del 2018, il centrosinistra avrebbe il 28,1%, più di 20 punti in meno rispetto alla coalizione del centrodestra unito.

Nota metodologica

La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, realizzati dal 2 al 15 luglio dagli istituti Ipsos, Ixè, SWG e Tecnè. La ponderazione è stata effettuata il giorno 16 luglio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale.

Scuola, i sindacati frenano ancora la ministra Azzolina: "Non ci sono le condizioni per la didattica in presenza, bisogna essere onesti". Lei insiste: "Si ripartirà regolarmente, adesso basta". E sfida Salvini in tv

A lanciare l'allarme i sindacati della scuola Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals nel corso di una conferenza stampa via web dal titolo 'La Scuola si fa a Scuola'. A meno di due mesi dalla riapertura secondo i sindacati è necessario l’impegno del governo e del Mi affinché a settembre vi siano le condizioni per una ripresa della "pienezza della relazione educativa che può essere assicurata solo dalla didattica in presenza". La ministra replica: "Da loro mi aspetto collaborazione"


Fino ai 13 anni è inutile qualunque linea guida»: Crisanti ...

In questo momento "le condizioni per cui le scuole riaprano in presenza non ci sono". A sostenerlo è il segretario della Flc Cgil scuola, Francesco Sinopoli, secondo il quale è "inutile continuare a raccontare che le cose vanno bene, bisognerebbe essere onesti". La situazione "è drammatica" e i dirigenti scolastici "sono a caccia di spazi; serve un organico straordinario che al momento non c'è", con il rischio che "si torni alla didattica a distanza".

Sinopoli ha parlato nel corso della conferenza stampa "La scuola si fa a scuola" promossa da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda della scuola. "La preoccupazione che sta nascendo è che poiché il tempo scuola si ridurrà, si tornerà alla didattica a distanza. Noi sindacati vogliamo che si ritorni a scuola non vogliamo soluzioni diverse. Abbiamo bisogno di un decreto legge sulla scuola. Il governo deve dire con chiarezza che bisogna riaprire la scuola in presenza", ha concluso il sindacalista.

Scuola: Gilda, propaganda dire riaprirà in sicurezza  "Vedo molta propaganda quando si dice che il 14 settembre la scuola riaprira' in sicurezza. Il cruscotto che la ministra aveva promesso nessuno lo ha e si sta scaricando tutto sulle scuole e gli enti locali", ha rincarato Rino di Meglio, coordinatore della Gilda della scuola." Io sono molto preoccupato per l'apertura delle scuole: per stare in sicurezza serve spazio e personale".

"Riceviamo telefonate disperate dalle scuole - ha proseguito - in cui ci viene detto che si stanno tagliando i posti. Si vuole ridurre l'ora di lezione: ma 40 minuti sono troppo pochi e significa mascherare la riduzione delle ore di insegnamento: poché non ci sono spazi e personale, si fa finta di dare le stesse lezioni ma si riducono le ore. Non ci è stato spiegato chi pulisce i banchi, come si fa a evitare gli assembramenti quando arrivano bambini e genitori e tanti altri aspetti. Siamo pronti a collaborare ma è tardi", ha concluso Di Meglio.

La replica della Azzolina "La scuola riaprirà regolarmente il 14 settembre. Mi attaccano ma ora vado in tv e spiego io, adesso basta, ho sbagliato a non farlo prima. Dai sindacati mi aspetto collaborazione". Lo ha detto Lucia Azzolina, rispondendo alla Cgil secondo cui "le condizioni per la didattica in presenza non ci sono". Il ministro dell'Istruzione ha poi aggiunto: "Sono pronta ad un confronto televisivo con Salvini".

 

Scuola, Azzolina: "Si riparte il 14 settembre, le famiglie devono stare tranquille". Ma è bufera sulla temperatura da misurare a casa. Salvini: "Sciagurata" (VIDEO)

Tutti di nuovo a scuola a settembre, ma in sicurezza. In caso di febbre sopra i 37,5, infatti, gli studenti dovranno rimanere a casa. La misurazione della temperatura "viene fatta a casa": un modo per "responsabilizzare" ulteriormente le famiglie, ha detto nelle ore scorse la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in un’intervista rilasciata a  a TgTg su Tv2000, scatenando non poche polemiche. Duro attacco della Lega: "Scarica responsabilità" - (VIDEO)


La scuola e i sindacati che fermano l'Italia. Intervista a Lucia ...

"Le scuole il 14 settembre riapriranno, le famiglie devono stare tranquille ed evitare di sentire i campanelli di allarme dei Salvini di turno". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, intervenuta a 'In Onda'.

"Comprare nuovi banchi è il modo migliore che abbiamo per guadagnare spazio", afferma la ministra, aggiungendo che "i banchi è vero che ci servono per distanziare ma un giorno anche per avvicinare: sono pensati per una innovazione didattica". I banchi "servono anche per il futuro non solo per il presente", ha concluso aggiungendo: "è un investimento".

"La misurazione della febbre, della temperatura in via precauzionale va fatta a casa", dice ancora Azzolina rispondendo a una domanda sulla possibilità di misurare la temperatura agli studenti a scuola. E ha poi richiamato a "un'assunzione di responsabilità" da parte dei genitori che sanno di dover "misurare la temperatura prima, per evitare di contagiare dopo".

"La sanificazione si fa se c'è un caso di Covid, se no ci sta l'igienizzazione normale", ha affermato ancora la ministra precisando: "Avremo saponi, igienizzanti, ma la sanificazione si fa nei casi di Covid", ha precisato.

"Il compito dei dirigenti è dirci il fabbisogno in termini di arredi" o di "aule", ha affermato Azzolina spiegando che proprio sugli spazi è in corso un lavoro tra ministero e enti locali che sono proprietari degli edifici scolastici.

"Nelle linee guida per i bambini della scuola infanzia non è previsto il distanziamento, è scritto che devono esserci gruppi piccoli", ha poi spiegato la ministra sottolineando che il ministero della Salute "non ha dato un rapporto numerico", ma "è chiaro che ci vogliono più insegnanti".

"Ho fatto richiesta al ministero dell'Economia e delle Finanze per assumere fino a 80mila docenti sia di sostegno sia no: a breve il ministero dovrebbe darci una risposta", ha fatto sapere.

LEGA ALL'ATTACCO: AZZOLINA SCARICA RESPONSABILITA'

Trieste, lieve malore per Matteo Salvini - IlGiornale.it

Una proposta che non va giù al leader della Lega che non può fare a meno di osservare le inadeguatezze: "Lo sciagurato ministro Azzolina conferma che un milione di bimbi e studenti da settembre non avrà spazio in classe e andrà a scuola in ’cinema, teatri e museì. Ma siamo matti? P.S. Ogni giorno - continua l’ex vicepremier in una nota - le famiglie dovranno misurare la febbre ai figli a casa, sopra i 37,5 niente scuola. E se qualcuno sbaglia? E se qualcuno se ne dimentica? E se qualcuno mente? Giù le mani dai nostri figli - conclude -. Azzolina bocciata".

Dopo aver scaricato tutte le responsabilità riguardo l'avvio del nuovo anno scolastico su enti locali, dirigenti scolastici e docenti, il ministro Azzolina ha pensato bene di completare l'opera delegando la sicurezza sanitaria alle famiglie, che dovranno misurare la febbre ai figli, si suppone al momento di uscire di casa. Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama e responsabile nazionale del dipartimento Scuola della Lega. "Ci chiediamo: gli alunni dovranno presentarsi con l'attestazione della misurazione giornaliera? E chi la firmerà nel caso di genitori assenti per motivi di lavoro? O si può intendere che la febbre è misurabile anche alle 6 del mattino se pure lo studente arriva a scuola alle 8.30? Non era più semplice misurarla all'ingresso dell'Istituto usufruendo (e integrando le varie competenze) di collaboratori scolastici, volontari della protezione civile e altre figure professionali che possono corrispondere alla semplice ma fondamentale esigenza di prevenzione sanitaria?", aggiunge.

 

Stato di emergenza, la proroga mette in agitazione la maggioranza e fa insorgere l'opposizione. Settimana calda per il governo

La nuova ipotesi al vaglio del Consiglio dei ministri. L'idea è di prorogare lo stato d'emergenza in modo graduale (al 31 ottobre anziché al 31 dicembre). Le misure restrittive fino al 31 luglio. Monta la polemica politica: Pd con Conte, tensioni col M5S. Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia puntano l'indice contro il rischio di "pieni poteri" al premier. Berlusconi: "Inaccettabile forzare la Costituzione"


Cosa prevede il nuovo decreto di Conte per combattere il ...

Prorogare lo stato di emergenza per la lotta al coronavirus al 31 ottobre anziché al 31 dicembre: è l'ipotesi al vaglio del governo. La delibera potrebbe essere all'esame del prossimo Cdm. Si va poi verso la proroga al 31 luglio di tutte le misure restrittive (discoteche, fiere e congressi chiusi, stretta sui voli, vietati gli assembramenti e obbligo di mascherina nei luoghi chiusi) contenute nel Dpcm dell'11 giugno. Lo prevederebbe il nuovo Dpcm atteso il 14 luglio.

Il governo, come ha già anticipato il premier Giuseppe Conte, è intenzionato a ampliare le misure eccezionali per la lotta al coronavirus e già in settimana potrebbe arrivare una delibera ad hoc in Consiglio dei ministri, accompagnata anche da un decreto legge utile per fare ordine fra le varie scadenze fissate nel corso di questi mesi.

Nessuna decisione è stata ancora presa, sottolineano diverse fonti, ma è possibile che si decida di procedere in modo graduale. Scegliere una scadenza più ravvicinata avrebbe però lo svantaggio - è il ragionamento - di rendere più incerto il destino degli interventi a favore di famiglie e imprese.

Intanto, martedì il governo approverà un nuovo Dpcm per confermare il pacchetto di misure che scadono il 14 luglio (dalla stretta della movida ai voli) fino a fine mese e che ancora vengono ritenute necessarie per evitare che il Covid-19 torni a diffondersi pericolosamente.

A riferire in Parlamento quasi in contemporanea le decisioni adottate dall'esecutivo sarà il ministro Roberto Speranza: il titolare della Salute si presenterà martedì sera in Aula a Montecitorio (la volta precedente era stato in Senato) e illustrerà il provvedimento.

La maggioranza e le opposizioni potranno presentare delle risoluzioni ma - a differenza della partita che si gioca sul Mes - in questo caso il voto dovrebbe filare liscio. Il Pd con Stefano Ceccanti, che pure ha chiesto più volte al governo di confrontarsi con il Parlamento, si ritiene soddisfatto ma chiede anche che arrivi subito "qualche prima spiegazione" nonché chiede di definire il giorno in cui il presidente del Consiglio "verrà a ricevere indirizzi del Parlamento sul post del 31 luglio".

Giusto e opportuno, dice il capogruppo di LeU al Senato Federico Fornaro, valutare una proroga dello stato di emergenza, senza che la questione sia dominata da una sterile propaganda", anche se il compagno di partito Stefano Fassina sostiene la necessità di invertire l'ordine dei lavori: prima la discussione alle Camere e poi il via libera del governo.

Granitici contro l'uso di strumenti che non possano essere modificati da senatori e deputati invece gli esponenti delle opposizioni: Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia puntano l'indice contro il rischio di "pieni poteri" esercitati dal premier attraverso la scelta di strumenti normativi con corsie preferenziali ma anche contro i partiti di maggioranza.

Giorgia Meloni è convinta che la proroga dello stato di emergenza non sia altro che un escamotage di ministri e parlamentari per "salvare le poltrone" mentre Silvio Berlusconi ha preso carta e penna e in una lettera alla Stampa ha ribadito la disponibilità a "collaborare" ma ha anche definito "inaccettabile sul piano della procedura la decisione di forzare ancora la Costituzione e la trasparenza del processo democratico".

 

(Fonte: Tgcom24)

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