updated 10:18 AM UTC, Apr 13, 2019
Fabio Pasini

Fabio Pasini

Lombardia, tira una brutta aria: già esauriti i giorni di bonus per l'inquinamento nel 2019. Milano capoluogo anche dello smog. Preoccupazione per scuole e ospedali. La nostra intervista alla presidente regionale di Legambiente (VIDEO)

(VIDEO INTERVISTA A BARBARA MEGGETTO) - Pessimo inizio dell’anno per la Lombardia dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico. Nei primi tre mesi del 2019, infatti, in quasi tutte le città della regione si è già registrato il superamento del limite annuo di 35 giorni di tolleranza.

É quanto emerso oggi sul Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, in questi giorni in sosta alla stazione Porta Garibaldi di Milano. I risultati del monitoraggio scientifico della qualità dell’aria – realizzato grazie al progetto di Citizen Science di Legambiente Volontari per Natura – sono stati presentati stamane a bordo della quarta carrozza da Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, Mattia Lolli, portavoce del Treno Verde, Raffaele Cattaneo, assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia, Fabio Carella, direttore di Arpa Lombardia, Rosa Frignola, Direttore Commerciale di Rete Ferroviaria Italiana, Mauro Veca, del progetto BeeCityMilano e Carlo Giglioni di Contec Engineering.

 

Milano è in testa alla classifica dei superamenti del limite di tolleranza, con 50 giorni dall’inizio dell’anno. Segue Cremona con 49 superamenti, Pavia con 46, Mantova 41, Lodi 39, Brescia con 36 superamenti. A Monza i giorni oltre il limite sono stati 33 (tutti i dati sono aggiornati al 4 aprile 2019, e sono aperti e consultabili su arpalombardia.it).
Una situazione preoccupante, insomma, considerato che ci troviamo solo nei primi mesi dell’anno ma già molte delle città lombarde hanno già superato i limiti quotidiani di pm10 imposti dalla normativa. Il dato è dunque destinato ad evolvere, fino a dicembre, in negativo. Si rende necessario, dunque, ridimensionare almeno il tradizionale concetto di “spostamento” in città, ancora molto legato all’uso di autoveicoli per uso privato, e quindi il sistema infrastrutturale di mobilità urbana.

L’obiettivo del Treno Verde è sensibilizzare la cittadinanza e valutare l’esposizione all’inquinamento atmosferico, spesso inconsapevole, a cui i cittadini sono sottoposti quotidianamente. Per questo, dal 19 al 21 febbraio scorsi è stato realizzato un monitoraggio in 8 punti “sensibili” di Milano, scelti in base alle segnalazioni dei cittadini e dei circoli di Legambiente. In questi punti sono state fatte misurazioni della durata di un’ora delle polveri sottili con l’obiettivo di scattare una fotografia dell’inquinamento atmosferico presente nell’area monitorata, facendo particolare attenzione ai picchi di polveri sottili registrati. Traffico, ingorghi, soste selvagge, orari da bollino rosso e altre fonti di emissioni, sono spesso queste le condizioni in cui ogni giorno i cittadini si devono muovere tra mille problemi ma che ormai non sono più sostenibili.
I valori medi di polveri sottili (pm10) registrati a Milano variano tra i 33,9 e i 95 µg/mc (come media oraria). I punti monitorati sono orti di via Esterle (33,93 µg/mc, valore medio), Scuola Martinengo (94,40 µg/mc, valore medio), viale Liguria (95 µg/mc, valore medio), piazza Maciachini (83,15 µg/mc, valore medio), viale Marche (63,18 µg/mc, valore medio), via Orlando (49,7 µg/mc, valore medio), via Linneo (82,50 µg/mc, valore medio) e Castello Sforzesco (88,50 µg/mc, valore medio). Il picco più elevato è stato registrato nei pressi della Scuola Martinengo (124 µg/mc) alle 07:30 circa, qualche minuto prima dell’ora ufficiale d’ingresso degli studenti nell’edificio. Picchi alti anche in viale Liguria (103 µg/mc, ore 09:49), viale Marche (93 µg/mc, ore 13:26), via Linneo (94 µg/mc, ore 07:40) – tutte strade adiacenti ad istituti scolastici – e nei pressi di piazza Maciachini (95 µg/mc, ore 11:29), molto vicina ad una struttura ospedaliera. Target, dunque, estremamente sensibile, esposto giornalmente a massicce concentrazioni di pm10 nelle su citate zone del capoluogo lombardo: giovani e frequentatori di strutture sanitarie si ritrovano ad essere vittime inconsapevoli del radicamento di cattive abitudini quotidiane, come l’uso incontrollato delle auto o la sosta prolungata dei veicoli con il motore acceso davanti strutture pubbliche e private. Infine, alle ore 9:27, i volontari hanno registrato un picco di 95 µg/mc registrato anche nei pressi del Castello Sforzesco. Il picco più basso di pm10 (46 µg/m, ore 17:25) è stato, invece, registrato invece presso gli orti di via Esterle, piccolo orto urbano immerso in un’area fortemente urbanizzata, seguito da quello registrato in via Orlando alle ore 15:52, incrocio particolarmente trafficato ma molto vicino a piccole zone verdi, con un picco di 56 µg/mc.

Nell’insieme, questi numeri sottolineano come, nell’arco della giornata, i cittadini possono respirare ripetutamente ed inconsapevolmente aria inquinata anche se solamente per pochi minuti.

«Nei primi due mesi del 2019 le città lombarde avevano già esaurito il numero di giorni di sforamento concessi dalla normativa, una condizione che si ripete ormai ogni anno e dimostra la cronicità del problema smog in Lombardia – commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Ma non solo: in alcune strade di Milano abbiamo rilevato picchi di poveri sottili molto elevati davanti a scuole e ospedali! Siamo convinti che le misure di limitazione delle emissioni debbano diventare una priorità politica e amministrativa. Per questo riteniamo la lotta al traffico una delle battaglie più importanti: è ormai palese che i motori, soprattutto i diesel, anche nelle versioni più recenti, sono incompatibili con la situazione di perdurante inquinamento della pianura padana. Occorre che le città redigano PUMS ambiziosi ripensando l’uso di strade, piazze e spazi pubblici, creando ampie “zone 30” e prevedendo nuove aree verdi nei centri urbani. Bisogna impegnarsi per le forme di mobilità alternative all’auto e preparare il terreno alla transizione verso la motorizzazione elettrica. Milano con Area B ha tracciato un esempio virtuoso, insieme ad un messaggio chiaro a mercato e consumatori: uscire il più rapidamente possibile dalla tirannia dei motori inquinanti, ma non deve essere lasciata sola nel contrasto allo smog».

«I numeri della Lombardia, e in generale dei monitoraggi che abbiamo realizzato in questa trentunesima edizione della nostra campagna, devono spingere le istituzioni e i cittadini, ad agire subito – ha affermato nel corso della conferenza stampa il portavoce del Treno Verde Mattia Lolli – è urgente un Piano Nazionale contro l’inquinamento che penalizzi economicamente anche il traffico motorizzato privato, investendo sul potenziamento del trasporto pubblico locale pendolare, su ferro, e sulla micro-mobilità elettrica».

Il Treno Verde 2019 ha visto l’avvicendarsi di dodici tappe da sud a nord della Penisola, con l’obiettivo promuovere una rivoluzione delle nostre città a favore di una mobilità elettrica, leggera e condivisa. 79 monitoraggi hotspot delle polveri sottili realizzati dai volontari di Legambiente nei punti più critici delle città. Oltre 30mila visitatori e 16mila studenti che hanno potuto toccare con mano le sfide che abbiamo di fronte per segnare la fine dell’era delle fonti fossili e per dare una risposta efficace alla drammaticità dei mutamenti climatici. Più di cento esperienze di enti, associazioni e imprese che hanno presentato a bordo le più innovative idee in tema di mobilità sostenibile e intermodalità, per dimostrare che questa rivoluzione è già in atto sui nostri territori.

Nel corso dell’incontro con la stampa a Milano, è stata presentata anche la ricerca CittAccessibili, di Legambiente e Fondazione Serono, che ha coinvolto i Comuni capoluogo di provincia nell’elaborazione di un quadro nazionale sull’accessibilità dei servizi comunali ai diversamente abili. Sono stati coinvolti i Comuni capoluogo di provincia nell’elaborazione di un quadro nazionale della situazione attuale dei centri urbani per quanto riguarda l’accessibilità dei servizi comunali ai diversamente abili. É stato indirizzato un questionario, al quale ha risposto oltre il 70% dei 104 Comuni capoluogo di provincia, che interroga gli enti su 56 diversi indicatori suddivisi in 5 macro-aree.
Anche a Milano, così come nella maggior parte del Paese, è stata riscontrata una situazione non tranquillizzante, nonostante il Comune abbia risposto in maniera dettagliata al questionario. In città esiste infatti un censimento dei residenti con disabilità e un ufficio preposto a lavorare sul tema, c’è un disability manager ed esiste un’attenzione specifica all’accessibilità per uffici comunali, per scuole e trasporti. Lo scorso anno sono stati resi operativi i PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), obbligatori per legge dal 1986. Il palazzo comunale è accessibile a persone a mobilità ridotta, ma non ai non vedenti e non udenti; il sito web dell’ente comunale è invece conforme ai requisiti di accessibilità per tutti.

Guardando ai trasporti, Milano può garantire una rete pienamente accessibile a tutti in ambito urbano: oltre l’80% dei mezzi di superficie sono attrezzati in tal senso. La metropolitana lo è invece ancora solo in parte. Tutto il personale garantisce già adeguata formazione per assistere persone con disabilità. Il Comune ha, tra i criteri di assegnazione di spazi pubblici per eventi, quelli legati alla piena accessibilità e fruibilità, così come ne esistono per la progettazione o riconversione di spazi urbani. Il capoluogo lombardo, inoltre, dichiara poi di aver stanziato fondi, per il 2018, dedicati all’eliminazione delle barriere architettoniche e a favorire la piena accessibilità per tutti di spazi e edifici pubblici. Si parla, tuttavia, di meno di 26 mila euro per il 2018. Ancora troppo poco, in un contesto in cui sembra ci sia ancora da migliorare.
Dal 18 febbraio a oggi, lungo tutta Italia hanno viaggiato a bordo le migliori esperienze italiane impegnate sul fronte della sostenibilità ambientale, come il consorzio Ecopneus, partner principale del convoglio ambientalista; i partner sostenitori Enel X e Ricrea; i partner Bosch, Iterchimica, Montello, Valorizza (brand di Sma e Gemmlab); i partner tecnici Con.Tec, Ecoplus, 100% Campania – Formaperta e come le esperienze dei partner start up Lime e Movecoin. Media partner del tour del convoglio ambientalista sono la Nuova Ecologia e QualEnergia. Gli allestimenti delle carrozze sono stati curati, invece, dall’Accademia delle Arti e nuove tecnologie di Roma.

Maledetta primavera, nel fine settimana arriva il caldo ma poi... Tutti i capricci del meteo

"Non si sa più come vestirsi". Già, dopo uno strano inverno, piuttosto mite, abbiamo vissuto un'inattesa fase di calo delle temperature. Nelle prossime ore, invece, il termometro salirà sopra le medie del periodo, regalandoci un weekend di bel tempo un po' ovunque, con punte oltre i 25°. Tuttavia è consigliabile posticipare il cambio degli armadi, perché, almeno al Nord, è previsto da lunedì un lieve calo termico per colpa di un blocco d'aria fredda dall'Europa settentrionale


Continua l'altalena climatica. Dopo una parentesi più fredda, ci prepariamo finalmente a indossare gli indumenti più leggeri. In queste ore avremo già i primi segnali di un aumento termico al Nord e su alcune zone delle Regioni centrali tirreniche: le temperature massime su queste zone guadagneranno infatti in media 2-3°C rispetto alle scorse ventiquattro ore, fanno sapere gli esperti de 'ILMeteo.it'. Leggero aumento anche al Sud, ad eccezione di Puglia, Calabria e Sicilia dove il meteo continuerà ad essere più capriccioso.

Da venerdì l'anticiclone delle Azzorre muoverà il suo baricentro ulteriormente verso Levante, conquistando così una buona fetta del Paese. "Il buon irraggiamento solare e la diminuzione dei venti freschi orientali favorirà un incremento termico maggiore. Al Nord cominceremo a registrare punte prossime ai 17-20°C e anche in numerose località del Centro in particolare su Toscana e Lazio, come a Roma. Più contenuto l'aumento invece al Sud ed ancora sulla Sicilia" dicono gli esperti.

Per quanto riguarda il fine settimana, infine, "sarà caratterizzato da un sabato di bel tempo e da temperature nuovamente ben superiori alla media stagionale. Su alcune zone del Nord, si potranno toccare punte anche oltre i 25°C come a Trieste e Bolzano. Valori superiori ai 21-22°C sul resto delle città della pianura padana. Ma farà caldo anche sulle zone tirreniche del Centro come a Firenze, Roma con temperature intorno ai 20°C".

"Leggermente meno caldo invece al Sud e sulla Sicilia - concludono gli esperti -. Domenica una maggior presenza di nubi porterà un lieve calo termico al Nord, preludio ad un possibile e netto cambiamento che potrebbe attivarsi già con l'inizio della prossima settimana, quando, un blocco d'aria molto fredda dal nord Europa, verrebbe ad investire il nostro Paese riportandoci in un contesto climatico opposto".

 

(Fonte: Adnkronos)

Voleva compiere una strage l'autista senegalese che ha sequestrato e poi incendiato un bus carico di ragazzini nel Milanese. "Le persone in Africa muoiono per colpa di Salvini e Di Maio". Il ministro dell'Interno: "Voglio vederci chiaro" (VIDEO)

Paura sulla provinciale 415 che collega Pantigliate a San Donato Milanese, in provincia di Milano. Il conducente di un bus delle autolinee padane ha sequestrato il mezzo dove viaggiavano 51 ragazzini e alcuni insegnanti e dopo averli fatti scendere, ha cosparso di liquido infiammabile sedili e corridoio appiccando il fuoco. Tanto spavento ma per fortuna nessun ferito. Il conducente del bus si chiama Ousseynou Sy, ha 47 anni ed è di origini senegalesi. L'uomo ha sequestrato la scolaresca e incendiato il bus per protestare contro le morti nel Mediterraneo. "Vanno fermate le morti nel Mediterraneo, ora da qui non scende nessuno" ha detto l'uomo, che è stato fermato dai carabinieri dopo un inseguimento ed è ora indagato per strage e sequestro di persona. Il procuratore capo, Francesco Greco: "Valutiamo tutte le ipotesi, compresa quella di terrorismo"


Milano, autista blocca bus pieno di studenti e appicca il fuoco. "Urlava: Da qui non esce vivo nessuno"

Momenti di terrore, questa mattina, sulla strada provinciale 415 'Paullese' che collega Pantigliate a San Donato Milanese, in provincia di Milano. L'autista di un bus di linea, un 47enne di origine senegalese ma italiano dal 2004 (aveva sposato una donna italiana e ha due figli di 12 e 18 anni), con alcuni precedenti penali  per guida in stato di ubriachezza e per un caso di violenza sessule, ha sequestrato il mezzo dove viaggiavano insegnanti e ragazzini della scuola media Vailati di Crema (nel Cremonese) e gli ha dato fuoco. Poteva essere una strage, ma i passeggeria  bordo sono stati salvati dal tempestivo intervento dei carabinieri.

L'autobus doveva portare i ragazzini in palestra, ma l'uomo alla guida avrebbe cambiato percorso e, rivolgendosi agli studenti con in mano un coltello, avrebbe detto: "Andiamo a Linate, qui non scende più nessuno". Poi, avrebbe sequestrato i cellulari e avrebbe chiesto ad un'insegnante di legare i polsi a tutti i ragazzini con fascette da elettricista. Uno degli studenti a bordo, però, sarebbe riuscito a nascondere il telefonino e a chiamare i genitori che, a loro volta, hanno avvisato i carabinieri. Lo stesso avrebbe fatto uno dei tre accompagnatori, che ha chiamato il 112. "Aiuto, dice che vuole fare una strage, che vuole andare a Linate e bruciare tutto". Durante la telefonata l'operatore del 112 gli ha consigliato di far abbassare tutti per limitare i danni in caso di incidente e l'uomo al cellulare ha risposto "sono tutti legati"», riferendosi alle cinture di sicurezza.

Immediatamente sono scattati una serie di posti di blocco mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo. L'autista ha forzato uno sbarramento dei carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo: il bus ha rallentato e poi è finito contro il guardrail. A quel punto il 47enne avrebbe cosparso di liquido infiammabile sedili e corridoio appiccando il fuoco.  "Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo", avrebbe detto ancora mentre compiva il suo folle gesto minacciando di uccidersi. Una ragazzina ha raccontato: "Continuava a dire che le persone in Africa muoiono e la colpa è di Di Maio e di Salvini". I militari sono riusciti a mettere in salvo studenti e professori entrando dalla porta posteriore e rompendo i finestrini.

Autobus incendiato sulla Paullese

Sul posto 11 ambulanze, 4 automediche e un elicottero del 118, oltre ai vigili del fuoco che hanno domato l'incendio. Alle fine il bilancio sanitartio parla di 23 bambini visitati sul posto e radunati in una palestra dell'istituto dell'istituto Margherita Hack di San Donato, in attesa dei genitori e con supporto psicologico; altri 12, più due adulti, sono stati invece portati in ospedale per lievi intossicazioni ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Anche l'autista fermato è stato portato in ospedale: è piantonato al Niguarda, avrebbe delle ustioni alle mani. 

Ancora da chiarire i motivi del gesto e l'esatta dinamica di quanto accaduto: gli investigatori stanno osservando le immagini delle telecamere di sorveglianzaposte nella zona dove è passato l'autobus. Sulla Paullese si sono formate code in entrambe le direzioni. L'autista 47enne è indagato per strage e sequestro di persona aggravato dalla minore età delle persone coinvolte. Gli specialisti del Ros stanno passando al setaccio la sua abitazione alla ricerca di elementi in grado di chiarire il movente del gesto. "Valutiamo tutte le ipotesi, compresa quella del terrorismo", ha sottolineato il procuratore di Milano, Francesco Greco, proprio per scandagliare a fondo ogni ipotesi, insieme al pm Luca Poniz di turno oggi, del caso di occuperà anche il pm Alberto Nobili, coordinatore delle indagini sul terrorismo. Di certo, ha chiarito il procuratore di Milano, "poteva essere una strage". Invece "è stato un miracolo" soprattutto per merito dei carabinieri che, secondo Greco, "sono stati eccezionali perché sono riusciti a tirare fuori tutti i bambini dal bus".

Autobus incendiato sulla Paullese

Gli insegnanti della scuola media Vailati di Crema, in allarme per il ritardo che l'autobus con a bordo gli alunni di seconda media stava accumulando per rientrare dalla palestra, hanno chiamato una delle insegnanti a bordo del mezzo e hanno "sentito le voci concitate dei ragazzi". "E in quel momento abbiamo capito che stava succedendo qualcosa", hanno riferito.  I responsabili dell'istituto hanno quindi chiamato subito le forze dell'ordine. Alla scuola Vailati è un via vai di genitori che vengono rassicurati dagli insegnanti. Molti dei genitori hanno raggiunto San Donato per stare accanto ai loro figli. "La scuola domani è aperta - ha spiegato la direttrice didattica Cristina Rabbaglio - poi saranno i genitori a scegliere se mandare i propri figli in considerazione del turbamento che hanno subito. La scuola, per assistere psicologicamente i ragazzi, ha già avviato un percorso con gli esperti delle prefettura di Cremona".

Numerose le reazioni dal mondo politico. Il primo ad intervenire sull'episodio è stato il ministro degll'Interno, Matteo Salvini: "Un senegalese con cittadinanza italiana al volante di uno scuolabus, con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, ha dirottato il mezzo e infine gli ha dato fuoco. È successo in provincia di Milano. L'uomo è stato arrestato. In questo momento le forze dell'ordine stanno perquisendo la sua abitazione. Voglio vederci chiaro: perché una persona con simili precedenti guidava un pullman per il trasporto di ragazzini?''.

Cara Milano, quanto ci costi! Multe e tariffe, il Comune fa cassa e si frega le mani pensando ai prossimi aumenti

Area B a Milano, la giunta Sala conta di incassare un milione e 800mila euro dalle multe. Raddoppiano le entrate per la sosta e per l'aumento dei passeggeri sui mezzi pubblici. E a luglio il biglietto sale da 1,5 a 2 euro. Il Bilancio di previsione illustrato in commissione da Marco Granelli, assessore alla Mobilità


"Da qui a dicembre Area B porterà nelle casse del Comune 1,85 milioni di euro. Questo l’ammontare delle multe che la Giunta di Palazzo Marino prevede siano comminate solo nel 2019, un importo inserito nel Bilancio di previsione relativo proprio all’anno in corso, presentato ieri in commissione da Marco Granelli, assessore comunale alla Mobilità". E' quanto si legge oggi sul Giorno in un articolo firmato da Giambattista Anastasio.

"Ogni trasgressione alle regole della zona a basse emissioni entrata in vigore lo scorso 25 febbraio - continua il pezzo - comporta una sanzione da 80 euro. Tradotto: il Comune prevede quindi di staccare poco più di 23mila verbali. Previsioni, come detto. Un importo non eccezionale, quello appena riferito, ed il motivo è presto detto: in questa prima fase solo 16 varchi di ingresso in Area B, sui 186 totali, sono dotati di telecamere. E per il primo anno di validità del provvedimento chiunque può contare su 50 giorni di libera circolazione. Due fattori che vanno ad ammorbidire l’impatto della zona anti-diesel e, quindi, a limitare il numero di multe. Almeno per il primo anno. Almeno fino a dicembre, quando si dovranno contare altri 78 varchi dotati di telecamere in aggiunta ai 16 di partenza. Quanto all’altra zona a traffico limitato, Area C, il Comune conta di incassare, tra tagliandi e sanzioni, 31,5 milioni di euro, un dato in linea con quello del Bilancio d’assestamento del 2018. Aumentano invece i proventi della sosta su strada. Anzi, raddoppiano: per il 2019 il Comune prevede di incassare dalle strisce blu 6 milioni di euro, sulla scia dei 5,8 milioni di euro incassati nel 2018 a dispetto di una previsione iniziale di soli 3 milioni.

Dato tutt’altro che secondario, - prosegue l'articolo del Giorno - è quello relativo agli introiti generati dalla vendita di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale. Per il 2019 il Comune ha messo in conto di ottenere dalla vendita dei titoli di viaggio 409 milioni di euro. Previsioni che non tengono ancora in considerazione l’aumento del biglietto singolo da 1,5 a 2 euro previsto a partire da luglio, salvo altre sorprese. Nel Bilancio di previsione del 2018, la somma attesa da tagliandi e abbonamenti Atm era stata indicata, invece, a 391 milioni di euro. Nel mezzo c’è stato, però, il riscontro del Bilancio d’assestamento del 2018: l’anno scorso dai titoli Atm si è incassato 401 milioni di euro, quindi 10 milioni in più del previsto. Da qui le stime ulteriormente positive per il 2019. Due i fattori che hanno generato questo aumento: «Nel 2018 i passeggeri dei mezzi pubblici sono aumentati del 6,4% e le multe comminate a chi è stato sorpreso a viaggiare senza biglietto sono aumentate del 30%: da qui il dato in crescendo» spiega Granelli. Lo stesso assessore anticipa che anche nei primi due mesi dell’anno in corso si riscontra un aumento, ulteriore, di passeggeri su metropolitane, tram e autobus, un aumento nell’ordine del 6%. E che «il Bilancio di previsione del 2019 prevede anche 4 milioni di euro per finanziare gli studi di fattibilità dei prolungamenti delle metropolitane nell’hinterland». Il gap tra le entrate del trasporto pubblico (689 milioni di euro) e le spese (825 milioni) è di 136 milioni".

 

 
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