In 50 anni le famiglie italiane sono aumentate ma sono sempre più piccole, il 15% delle persone vive da solo

Avantgardia

Dal 1971 i nuclei sono cresciuti di 10 milioni, mentre il numero medio dei componenti è calato da 3,35 a 2,29. I numeri per città e aree geografiche: il quadro del Censimento Istat

Le famiglie in Italia aumentano ma sono sempre più piccole

Dal Censimento della popolazione diffuso dall’Istat e relativo agli anni 2018-2019 emerge che il 99,4% della popolazione residente in Italia vive in famiglia, un totale di 59.641.488 persone. Rispetto ai dati del 2011, le famiglie sono aumentate infatti del +5%, passando da 24.611.766 a 25.851.122. Quasi 10 milioni in più rispetto al 1971. A calare invece è il numero medio dei componenti che ne fanno parte: nell’arco di 50 anni è sceso da 3,35 a 2,29. Vive da solo esclusivamente il 15% circa delle persone abitualmente dimoranti in Italia.

Aumentano i nuclei unipersonali – Alla crescita delle famiglie unipersonali, il 35,1% del totale rispetto al 12,9% di cinquant’anni prima, si affianca la diminuzione di quelle più numerose. Nel 1971 le famiglie formate da 5 componenti o più erano 3.437.440 e rappresentavano il 21,5% del totale delle famiglie residenti. Nel 2019 se ne contano solo 1.318.804 e costituiscono poco più del 5% delle famiglie censite. Tra i 12 comuni che hanno una quota di famiglie monocomponenti superiore alla media delle città più grandi (42,6%), due sono localizzati nel Centro Italia (Firenze e Roma), uno è nel Mezzogiorno (Cagliari) e nove sono al Nord (Torino, Milano, Brescia, Genova, Verona, Venezia, Padova, Trieste, Bologna). A Milano e Bologna queste famiglie superano il 50% del totale.

Famiglie “rimpicciolite” anche nel Mezzogiorno – Nei 26 comuni con più di 150mila abitanti, il numero di famiglie è passato da 5.073.253 del Censimento 2011 (20,6% del totale delle famiglie) a 5.491.564 del Censimento 2019 (21,2%), la popolazione in famiglia da 11.256.535 residenti (19,0%) a 11.608.316 (19,6%). In questa tipologia di comuni le famiglie sono cresciute dell’8,2% (+5% a livello nazionale) mentre il numero medio di componenti si attesta a 2,11 da 2,22 del 2011. Solo il comune di Messina perde contemporaneamente famiglie (-2,1%) e popolazione in famiglia (-6,4%) tra il 2011 e il 2019. Torino, Genova, Venezia, Trieste, Livorno, Napoli, Bari, Taranto, Reggio di Calabria, Palermo registrano invece un aumento del numero di famiglie e al contempo una riduzione della popolazione in famiglia.

Famiglie più numerose e grandi – A Milano, Parma, Roma, Cagliari spiccano per una crescita delle famiglie superiore al 10%. Nel confronto con il 2011 gli andamenti tra i capoluoghi e gli altri comuni della provincia risultano differenziati. Ad esempio, per le province di Ravenna, Perugia e Catania il grande comune guadagna popolazione e gli altri comuni la perdono. Il contrario si verifica a Venezia dove sono gli altri comuni della provincia a incrementare la popolazione mentre il grande centro registra un calo. Nel 2019 il numero medio di componenti per famiglia va dal minimo di circa 1,9 a Milano, Genova, Trieste e Bologna a valori superiori alla media nazionale a Reggio di Calabria (2,37), Catania (2,35) Prato e Palermo (intorno a 2,5) fino al massimo di Napoli (2,57).

Il numero medio di componenti rimane costante in alcuni comuni del Nord mentre si riduce in modo consistente a Napoli, Bari, Taranto, Reggio di Calabria e Cagliari, a conferma di un processo di frammentazione che interessa anche aree in passato caratterizzate da una dimensione familiare più estesa.

Source:Tgcom24
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