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docente di un liceo dell'hinterland milanese Il “Teorema dell’Ego”: se la cattedra diventa un palcoscenico per un docente di un liceo dell’hinterland milanese Docente di Fisiica liceo 1024x683

Il “Teorema dell’Ego”: se la cattedra diventa un palcoscenico per un docente di un liceo dell’hinterland milanese

Dispense usate come testo ufficiale, fisica universitaria ai liceali e continuità didattica interrotta prima della Maturità… il caso del docente di un liceo dell’hinterland milanese che naviga sul un confine tra libertà d’insegnamento e prevaricazione che si è fatto sottile come il foglio di una dispensa.

La fisica è la scienza che studia le leggi del mondo. Ma in un rinomato liceo dell’hinterland milanese, un caso di dispense didattiche usate come testo ufficiale (e forse trovate in vendita online), ha fatto emergere una domanda scomoda, dove finisce la libertà d’insegnamento e dove inizia il conflitto di interessi?

 Al centro della bufera un docente di Fisica che ha sostituito i testi ministeriali con fascicoli autografi, comparsi misteriosamente anche in vendita sul web, mentre i ragazzi affogano in formule universitarie e giudizi sferzanti.

L’ambizione digitale e il “giallo” delle dispense del docente di un liceo dell’hinterland milanese

Tutto inizia con un post sui social: “La mia aspirazione è scrivere il libro di testo per il liceo…”. Una dichiarazione d’intenti che per un professore di fisica si è trasformata in pratica quotidiana. Niente più manuali ufficiali, spazio solo alle sue dispense, documenti che si aprono con una dedica accorata ai genitori e che, pur essendo materiale didattico per una classe liceale, sono rintracciabili su piattaforme di e-commerce.

La libertà di insegnamento, sancita dall’Articolo 33 della Costituzione, non è un potere assoluto. È un diritto finalizzato al “successo formativo” dello studente.

Adozione dei testi (Art. 7 D.Lgs 297/94). La scelta dei libri non spetta al singolo docente in modo unilaterale. È il Collegio dei Docenti, su proposta del Consiglio di Classe, a deliberare. Sostituire il libro con dispense proprie è possibile solo se il Collegio le approva formalmente come “strumenti alternativi”. Se il docente utilizza il proprio materiale senza questo passaggio, siamo di fronte a una violazione procedurale.

Il problema non è solo burocratico. È didattico. Il professore spiega la fisica partendo dall’energia, un approccio tipico dei corsi di Meccanica Razionale all’università, saltando a piè pari la propedeutica necessaria a un adolescente. Il risultato è una classe decimata dai debiti e dallo sconforto.

“Non siete capaci”, “Siete poco studiosi”, potrebbero essere i commenti che, accompagnano le lezioni. Il DPR 275/99 è esplicito: il docente ha il dovere di calibrare l’insegnamento sul livello della classe e di assicurare un clima di rispetto. Definire “poco studiosi” gli studenti perché non comprendono un programma fuori target non è severità. È inadempienza pedagogica.

La fuga prima della Maturità, potrebbe essere il titolo di un film, ma è l’ultima anomalia

Un altro punto sollevato riguarda la continuità. Il docente accompagna i ragazzi fino in quarta, per poi lasciare la cattedra in quinta, quando il programma deve necessariamente allinearsi ai canoni dell’Esame di Stato. Una “fuga” che lascia gli studenti con lacune strutturali proprio nell’anno decisivo. La continuità didattica è un principio cardine della scuola italiana. Interromperla sistematicamente per evitare il confronto con i programmi ministeriali della Maturità è un segnale d’allarme che l’Ufficio Scolastico Regionale non può ignorare.

Vi è anche un’analisi etica ovvero, il narcisismo che oscura la conoscenza

Oltre le norme, resta il danno morale. La scuola dovrebbe essere il luogo dell’inclusione, non un laboratorio per testare un manuale sulla pelle degli studenti. L’arroganza descritta non è solo un tratto caratteriale, è una barriera che nega il diritto all’istruzione. Se la cattedra viene usata per costruire un personal brand sui social o per alimentare un ego ipertrofico, a rimetterci è la funzione civile dell’insegnante e, soprattutto, il futuro di chi siede dall’altra parte del banco.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito prevede percorsi chiari in questi casi.

Accesso agli atti. Verificare se il Collegio Docenti abbia deliberato formalmente l’uso delle dispense come strumento alternativo al testo ministeriale. In assenza di tale delibera, la sostituzione è già di per sé una violazione procedurale.

Segnalazione al Dirigente. Il Preside è il primo responsabile della gestione del personale e della qualità didattica, ha il dovere di valutare le richieste di autorizzazione e, se necessario, negarle con adeguata motivazione. Una segnalazione formale scritta meglio se firmata da più famiglie attiva questo obbligo.

Esposto all’USR. Se il personale si trova in situazione di incompatibilità e non ottempera alla diffida, il provveditore può disporre la decadenza dall’incarico. Le famiglie che ritengono la scuola inerte possono rivolgersi all’Ufficio Scolastico Regionale per un accertamento ispettivo formale.

Quando le dispense diventano merce, quando il metodo ignora il livello della classe e la continuità didattica si interrompe proprio prima della Maturità, non è solo il docente di un liceo dell’hinterland milanese a fallire è un sistema che ha smesso di vigilare. La fisica è la scienza che studia le leggi del mondo. Ma tra i banchi di scuola, la legge più importante resta quella del rispetto e della correttezza. Senza queste, la cattedra non è più un luogo di sapere. È un esercizio di prevaricazione.