Guerra in Ucraina, riecco Trump: “Con me Putin non ha attaccato nessuno. Siamo guidati da leader stupidi”. Il tributo a Zelensky: “Uomo coraggioso”

Avantgardia

Dalla convention dei conservatori in Florida The Don torna a ringhiare: “Nessuno dei cinque peggiori presidenti della storia americana ha fatto i danni che Biden ha fatto in così breve termine. Putin lo sta suonando come un tamburo“. E rilancia la sfida in vista del voto nel 2023: “Resistete, sto arrivando”

Intervistato da Fox dopo il suo discorso sul palco della Cpac, la più importante conferenza annuale dei conservatori americani, il tycoon ha condannato l’invasione dell’Ucraina definendola “un’atrocità“. Poi ha fatto piovere critiche su Biden, sulla sua amministrazione e sulla leadership occidentale in generale: “Noi prima eravamo un Paese intelligente, ora siamo un Paese stupido. Mentre la risposta semplice a tutto è mettere l’America al primo posto“. A scatenare l’escalation che ha portato al conflitto armato sarebbe stato, secondo Trump, l’abbandono disonorevole dell’Afghanistan, che ha mostrato le debolezze dell’organizzazione militare americana e degli alleati di Washington: “Il problema non è che Putin è intelligente, è che i nostri leader sono ormai andati“, ha aggiunto il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti. Il quale ha tenuto a sottolineare che “se io fossi stato presidente, se le elezioni non fossero state rubate, questo non sarebbe accaduto“.

L’attacco a Biden è totale: dal palco lo definisce “debole” e “incompetente”. Secondo Trump “Nessuno dei cinque peggiori presidenti della storia americana ha fatto i danni che Biden ha fatto in così breve termine. Putin lo sta suonando come un tamburo“. Anche perchè, sottolinea l’ex presidente, i segnali di ciò che sta accadendo in Ucraina c’erano e lui, sostiene, aveva a suo tempo avvertito gli alleati della Nato. Il rischio, continua Trump, è che ora il conflitto degeneri e la spirale di violenza si allarghi fino ad assumere dimensioni da “terza guerra mondiale“. Poi conclude il discorso: “Per me sarebbe stato facile mettere fine a quello che sta accadendo, a questa farsa“. E giù applausi dalla platea.

Rilanciando il vecchio slogan “We’ll make America great again”, Donald Trump ha concluso il suo intervento alla convention dei conservatori, in corso a Orlando, Florida. Tributo al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definito un “uomo coraggioso”.

Per almeno tre volte la platea si è alzata e ha dedicato un applauso al popolo ucraino, attaccato dalla Russia di Vladimir Putin. Ma nella serata in cui Trump ha rivendicato il merito di “essere stato l’unico presidente del 21mo secolo sotto il quale Putin non ha attaccato nessun altro Paese”, il tycoon ha voluto riportare l’attenzione ai temi interni, contapponendo alla crisi in Europa quella dentro l’America, “paese diventato stupido”, “guidato da leader stupidi”, dove i democratici “vogliono sostituire la democrazia con la tirannia”. Trump ha rilanciato l’allarme immigrazione, chiesto ai repubblicani di “bloccare la Corte Suprema”, evitando l’”attacco” della sinistra radicale.

l riferimento è alla nomina di Ketanji Brown Jackson, ex attivista dei diritti civili, primo giudice donna afroamericana, nominata dal presidente Joe Biden. La platea ha seguito il discorso con la fedeltà di sempre, andando in visibilio un paio di volte, la prima con il riferimento al suo “record” di zero invasioni russe, e poi quando ha definito “str…” le smentite delle presunte frodi elettorali. Ma il tycoon, come detto, è parso meno elettrico, lontano dal tripudio dei comizi, in posti dove raramente hanno visto Trump dal vivo.

La platea era formata da molte persone che fanno parte dei dirigenti, abituati ai discorsi dell’ex presidente. Il brano finale, sparato dagli amplificatori, è stato quello di sempre: “Hold On I’m Coming”, il cui titolo è in fondo il programma del tycoon: “Resistete, sto arrivando”. Potrebbe essere uno slogan trumpiano. Il 2024, anno delle prossime presidenziali americane, è sempre più vicino.

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