Fed, BCE e Banca d’Inghilterra: Analisi delle decisioni chiave, sulle previsioni e sugli impatti econimici per il 2024

Avantgardia

Quali saranno le prospettive della Fed, della BCE e della Banca d’Inghilterra, influenti attori delle decisioni finanziarie, per il 2024? I mercati cercano segnali di una possibile recessione o di un futuro economico in ripartenza.

Le previsioni per il 2024 riguardo le politiche della Federal Reserve (Fed), della Banca Centrale Europea (BCE) e della Banca d’Inghilterra sono al centro dell’attenzione dei mercati finanziari, che scrutano ogni segnale per anticipare una potenziale recessione o una ripresa economica.

L’ultima grande mossa dell’anno da parte delle banche centrali vede protagoniste la Fed, la BCE e la Banca d’Inghilterra, i cui interventi sono determinanti per l’andamento dei mercati. Gli investitori globali si interrogano sulla possibilità di una recessione economica negli USA, valutando se sia un evento imminente o ancora distante.

Anche i responsabili delle politiche economiche cinesi entrano in gioco, fornendo indicazioni per l’anno a venire, mentre il Bitcoin si distingue per un notevole trend positivo.

La Fed al Primo Posto

L’attesa più grande per i mercati è quella relativa alle decisioni della Fed in termini di tassi d’interesse. Gli investitori attendono con ansia l’ultima dichiarazione di politica economica del 2023 da parte della banca centrale più influente al mondo. Si prevede che i tassi rimarranno invariati, con l’attenzione rivolta alle parole del presidente Jerome Powell, che potrebbero fornire indizi sui tempi di una possibile riduzione, dopo un incremento complessivo di 525 punti base dal marzo 2022. Le proiezioni che suggeriscono che la Fed potrebbe iniziare a tagliare i tassi già all’inizio del 2024, hanno dato il via a un rally azionario e obbligazionario, con l’S&P 500 che raggiunge nuovi massimi di chiusura per il 2023 e i rendimenti dei titoli di stato decennali che si avvicinano al 4%.

I dati sull’inflazione USA di novembre potrebbero essere un ulteriore elemento di valutazione per i mercati, dato che l’indice dei prezzi al consumo di ottobre è rimasto stabile, per la prima volta in oltre un anno.

NON SOLO FED

Un’ondata di ottimismo pervade non solo gli USA, ma anche i mercati globali, che hanno ignorato gli avvertimenti degli analisti e hanno puntato su significative riduzioni dei tassi per il 2024. Questo approccio ha portato a un’eccessiva speculazione senza un obiettivo chiaro. Le principali banche centrali hanno un calendario fitto di appuntamenti, con la Banca Nazionale Svizzera, la Banca Centrale Norvegese, la Banca d’Inghilterra e la BCE che si riuniranno tutte giovedì. Tutte, tranne la Norvegia, dovrebbero mantenere una posizione di attesa.

Con l’aspettativa di cinque tagli dei tassi da parte della Fed e sei da parte della BCE nel prossimo anno, l’attenzione è rivolta a come i responsabili delle politiche economiche gestiranno la pressione, senza concedere spazio all’inflazione.

Le dichiarazioni dei principali esponenti, come Isabel Schnabel della BCE, hanno spinto gli investitori a intensificare le loro attività, in attesa di segnali che indichino quando le banche centrali potrebbero iniziare a cedere. Questa tensione sta mettendo a dura prova le banche d’investimento, che potrebbero sfidare i mercati, andando controcorrente e aprendo la strada a una vasta vendita di titoli.

ALTO RISCHIO

Il gioco ad alto rischio della recessione, iniziato nel tardo 2021, continua a essere complesso. Gli analisti delle principali banche d’investimento sono divisi tra chi prevede una recessione imminente negli USA con rapide riduzioni dei tassi da parte della Fed, e chi invece consiglia prudenza, suggerendo di aprire le vendite e adottare una posizione di cauto equilibrio.

Goldman Sachs prevede un rallentamento dell’economia più grande del mondo senza evidenti crolli inflattivi, con i tassi di prestito che rimangono stabili nel lungo periodo. Deutsche Bank invece anticipa una lieve recessione seguita da un taglio significativo di 175 punti base, che potrebbe portare l’S&P 500 a crescere di circa il 10% entro la fine del 2024. Nonostante il recente rally di novembre per azioni e obbligazioni, l’incertezza persiste. Le prossime letture PMI forniranno dati più dettagliati sulla situazione economica.

POI LA CINA

L’economia cinese mostra segnali ambigui mentre i responsabili delle politiche economiche si preparano per incontri decisivi per stabilire l’agenda del 2024. Il governo sembra intenzionato a mantenere l’obiettivo di crescita del 5%, probabilmente con incentivi aggiuntivi. Le azioni intraprese finora non hanno soddisfatto le aspettative, lasciando consumatori e dirigenti con una fiducia incerta. È necessario un rinnovato impegno negli investimenti per compensare la debolezza del settore immobiliare. I dati sulle vendite al dettaglio del 15 dicembre daranno un quadro aggiornato, vista la sorprendente contrazione delle importazioni che indica una debole domanda interna rispetto alle esportazioni, che invece rimangono fluttuanti tra picchi di alte richieste e periodi di pausa.

La decisione di Moody’s di abbassare le prospettive del rating del debito cinese, la scorsa settimana, non è rimasta invisibile, portando un impatto di instabilità significativo, sui mercati finanziari.

LE CRIPTO E IL RITORNO AL 2022

Il Bitcoin sta mostrando segni di ripresa, avendo recentemente raggiunto i $44.490, tornando ai livelli precedenti alle grandi crisi delle criptovalute del 2022. Questo aumento è attribuito a vari fattori, tra  cui l’accumulo da parte di grandi investitori e un aumento della domanda vista l’attuale sfiducia nei mercati tradizionali.

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