updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

CHI ASSAGGIA? - Pura tradizione sarda, il Cannonau della Cantina Berritta: quando la qualità è di famiglia

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

Cantina Berritta, Il Cannonau e Dorgali

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone e persone in piedi

La Cantina Berritta è un’azienda vinicola sarda a conduzione familiare. Antonio, più di dieci anni fa raccolse il testimone da generazioni precedenti ed ora l’ha passato ai figli, coinvolgendoli nelle attività vinicole aziendali. La famiglia lavora e vive in Sardegna nella città di Dorgali. L’azienda agricola oltre alla produzione vinicola si dedica alla coltivazione degli ulivi, avendo circa 3 ettari di terreno come oliveto.

I vigneti familiari si trovano nella zona di Dorgali poco distanti dalla costa e dal mare, racchiusi nella vallata di Oddoene. Questa vallata influenza positivamente questa zona, grazie a un perfetto microclima per la viticoltura, che porta a produrre uva di altissima qualità e di conseguenza vini di ottima qualità. Il territorio offre anche un suolo ricco di granito e calcare derivante dalle montagne calcaree che formano la valle.

Alcune delle vigne fanno parte della zona “Classico” per l’appellazione Cannonau di Sardegna, zona che ricopre il territorio intorno a Nuoro.

Cantina Berritta - Vinix Platform

I vini prodotti dalla Cantina Berritta sono genuini e seguono le tradizioni sarde. In vigna e in cantina viene seguito il regime biologico in rispetto dell’ambiente, una scelta naturale dovuta anche alla bellezza del territorio in cui si trovano, quasi incontaminato.

La varietà Cannonau è l’uva maggiormente coltivata, però nel vigneto c’è un piccolo spazio lasciato per la Syrah per i vini rossi mentre i vini bianchi sono prodotti da una varietà rara ed unica, il Panzale.

La varietà Panzale è stata introdotta in azienda da Antonio, poiché era molto interessato da quest’uva. L’uva è tipica dell’area di Dorgali, per questo motivo Antonio si è sentito da subito molto legato alla varietà. Panzale è una uva storicamente considerata come da tavolo ma Antonio ha voluto dimostrare che era in grado di produrre vini molto interessanti da questa varietà, così piantò le barbatelle nel suo vigneto. Ad oggi possiamo dire che è riuscito nel suo intento e ha aiutato a non far estinguere una varietà autoctona di Dorgali.

Il focus aziendale comunque rimane sul Cannonau, la Cantina Berritta produce diverse etichette di Cannonau in Purezza. Alcune versioni sono vinificate solo in acciaio, altre vengono fatte maturare in botti di legno di grande capacità, rispettando il profilo aromatico dell’uva.

I vini di Cantina Berritta hanno grande trasparenza territoriale, ovvero caratteristici della zona. La tradizione del territorio viene rappresentata eccellentemente attraverso i vari vini prodotti.

 Cantina Berritta - NOSTRANU Cannonau Doc

2018 Nostranu – Cannonau di Sardegna DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Cannonau

Produzione: Vinificato in acciaio

Prezzo:  11 euro 

Rosso rubino luminoso compatto. I profumi all’olfatto sono intensi, note di lampone, ciliegia e fragola. Continua con profumi di erbe aromatiche mediterranee fresche e viola. Il sorso è dinamico e scorrevole, ottima freschezza e sapidità. La parti di tannicità e alcolicità sono integrate magistralmente. Finale gusto-olfattivo lungo con forti richiami alla susina, ribes rosso e timo fresco.

 Cantina Berritta - THURCALESU Cannonau Doc

2018 Thurcalesu – Cannonau di Sardegna DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Cannonau

Produzione: Vinificato in acciaio e maturazione in botte grande per 12 mesi

Prezzo:  15 euro 

Rosso rubino acceso, buona concentrazione. Olfatto con prugna, ciliegia rossa, mora e rosa. Poi continua con toni tostati, speziati e erbe aromatiche. Espresso, cannella, liquirizia, rosmarino e timo. Il palato è intenso, ricco con ottimo equilibrio che contiene la sensazione alcolica. Finale lungo e saporito.

La Cantina Berritta ottiene tre medaglie d'oro “Gilbert & Gaillard” - Le  Strade del Vino Sardegna                                                            

Altri vini da provare: Panzale, Marinu, Don Baddore, Monte Tundu, Baillanu e Istranzu.

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

SAPERE DI BELLEZZA - La parata d’oro dei Faraoni

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


What is “Pharaohs' Golden Parade” in Egypt | ACE NEWS

Il 3 aprile scorso al Cairo ha avuto luogo l’attesa (e discussa) Pharaoh’s Golden Parade, in cui 22 tra re e regine dell’antico Egitto sono state trasferite dal vecchio Museo Egizio di Piazza Tahrir.

Il governo di Al-Sisi ha voluto infatti celebrare in maniera assolutamente scenografica il “trasloco” dei faraoni, che verranno ora conservati (ed esposti) nel Museo Nazionale della Civiltà Egizia (Nmec), alla periferia sud orientale del Cairo.

(GUARDA IL VIDEO)

Il percorso di circa 7 km dalla vecchia sede al nuovo museo è stato ripavimentato per l’occasione; il corteo, composto da carri ammortizzati e decorati in oro e nero, è stato scortato da militari e poliziotti a cavallo e accompagnato da figuranti vestiti come nell’antico Egitto, il tutto accompagnato da salve di cannone e fuochi d’artificio.

Molti l’hanno definita una parodia della Storia, più che una sua celebrazione.

Le mummie verranno sottoposte a un restauro conservativo di circa 15 giorni, per essere poi esposte nella nuova Royal Mummies Hall, allestita come se fosse la Valle dei Re, l’area nel sud dell’Egitto dove si trovano le vere tombe dei faraoni.

La parata non ha mancato di sollevare polemiche, sia da gruppi islamici che laici.

Da un lato ci sono gruppi che vorrebbero un maggiore rispetto per i morti, e che non vengano ostentati e mostrati come trofei da parte del regime egiziano.

Molti hanno invece collegato la presenza massiccia dei militari, unita alla quasi inaccessibilità della parata stessa (poche sedute VIP e percorso blindato), alla volontà da parte del governo di ostentare la propria forza, come monito al popolo.

La parte più curiosa delle polemiche riguarda però la presunta e celebre maledizione dei faraoni: moltissimi sono stati i riferimenti sui social, che non avrebbe mancato di colpire l’Egitto anche questa volta; la nave Ever Given che ha bloccato il canale di Suez per giorni, un incidente ferroviario che ha provocato 18 morti nel sud del paese e il crollo di un edificio al Cairo che ne ha causati 25 sono stati tutti collegati alla parata che si è poi tenuta il 3 aprile.

 

Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - Nuova asta da record a Dubai per il dipinto più grande al mondo

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


L’artista britannico Sacha Jafri si è ritrovato ad essere il secondo artista vivente più pagato al mondo, dopo aver venduto nei giorni scorsi la sua opera The Journey of Humanity, a Dubai, per 62 milioni di dollari.

L’opera è stata certificata dal Guinness world record come l’opera d’arte più grande al mondo, avendo quasi 1600 metri quadrati di estensione, e incorpora all’interno i dipinti creati da bambini di tutto il mondo in una colorata astrazione, come si vede da questo video sul profilo Instagram dell’artista.

L’idea dell’artista, che ha lavorato per diversi mesi all’interno dell’Atlantis Palm Hotel di Dubai documentando tutto il lavoro sui propri social, era quella di vendere l’opera in quattro parti distinte, e tutto per raccogliere fondi da devolvere in beneficienza a diverse organizzazioni, tra cui UNESCO e UNICEF.

Alla fine l’opera è stata venduta in un unico lotto ad Andre Abdoune, che ha staccato l’assegno per l’intero dipinto e ha segnato un nuovo record a poche settimane dall’incredibile vendita del NFT di Beeple di cui abbiamo parlato qui.

 

Claudio Scaccabarozzi

CHI ASSAGGIA? - Claudio Cipressi, fiero paladino della viticoltura molisana. E quella Tintilia che fa sognare i palati più fini

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

Claudio Cipressi, attraverso il vino valorizza il Molise

 Tintilia, il vitigno storyteller del Molise (Parte II) – Rossi in Fermento

Claudio Cipressi è un vignaiolo originario del Molise, ed è proprio in questa regione Italiana che ha fondato la sua azienda vinicola. La passione di Claudio verso la viticoltura deriva dalla famiglia, dal padre e dal nonno che a loro volta già facevano parte del campo vinicolo.

Il territorio molisano è una regione che si distingue per la sua morfologia e natura quasi incontaminata. Un Insieme di montagne, mare, storici villaggi, antiche festività e tradizioni culinarie definisce l’unicità di questa piccola regione.

L’azienda vinicola si trova a San Felice del Molise, un piccolo paese senza tempo, nell'entroterra montuoso molisano. Le vigne aziendali piantate in questo territorio senza macchia sono a circa 600 metri di altitudine media. I vigneti si estendono per circa 15 ettari, coltivati secondo regime agricolo biologico, e sono piantati solo con varietà autoctone della zona come la Trebbiano e Falanghina per vini bianchi mentre Montepulciano e Tintilia per i rossi.

San Felice del Molise – ITALY | Claudio Cipressi Vignaiolo

La Tintilia del Molise è il vitigno più caratteristico della regione. Purtroppo, questa varietà ha sempre avuto delle difficoltà per via della scarsa produttività, tanto che prima degli anni ’90 era poco diffusa e si preferivano altre tipologia d’uva rispetto alla Tintilia. Invece, oggi la Tintilia contribuisce al patrimonio molisano ed è grazie anche a viticoltori come Claudio, che hanno creduto in questa varietà e l’hanno resa famosa in Italia e non solo.

Il lavoro svolto negli anni da alcuni viticoltori molisani, lungimiranti, ha permesso di elevare la varietà al riconoscimento prima all’interno della DOC Molise (con menzione di vitigno) e successivamente all’appellazione specifica Tintilia del Molise DOC. Da questo momento in poi il Tintilia ha iniziato a ricevere la giusta attenzione tanto meritata. Un ottimo traguardo per una varietà autoctona proveniente da una piccola e affascinante regione Italiana come il Molise.

Il vino della Campania nel dna dell'enologo Vincenzo Mercurio - Italia a  Tavola

Claudio, con l’aiuto dell’enologo Vincenzo Mercurio, produce quattro differenti tipologie di Tintilia a dimostrazione della versatilità dell’uva. In cantina le lavorazioni sono di tipo non invasivo, ovvero, massimo rispetto dell’uva e del suo profilo aromatico.

Claudio Cipressi - Wineyou | Molise

Claudio Cipressi, con l’azienda vinicola, è uno dei paladini della viticoltura molisana. Perfetto interprete del carattere regionale dal quale proviene con tanta fierezza e talento. Claudio è uno dei principali esponenti della varietà Tintilia, producendo vino di altissima qualità e carattere. Un produttore da bere per capire la specialità dei vini molisani.

 

2015 Settevigne Tintilia – Tintilia del Molise DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Tintilia

Produzione: Maturazione in acciaio per 24 mesi

Prezzo: 20 euro 

Colore vivace rosso rubino. Frutta a rossa al naso, ciliegie e lampone, cambia su note di petali di rosa secchi concludendo con sensazioni speziate. In bocca il vino è intenso, energico e dal tannino moderato. Finale di gustativo lungo che sentori di chiodi di garofano, pepe nero e sottobosco.

 

2015 Macchiarossa – Tintilia del Molise DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Tintilia

Produzione: Maturazione in legno per 36 mesi

Prezzo: 22 euro 

Rubino brillante. L’olfatto rivela un bouquet che esprime prugna rossa e amarene, continua su toni speziati e balsamici. Al palato il vino ha un buon corpo e dimostra ottimo equilibrio. Lunga persistenza gusto-olfattiva che evidenzia i sentori di pepe nero e alloro con contorno di frutti di bosco.

 

2012 Tintilia 66 – Tintilia del Molise DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Tintilia

Produzione: Maturazione in legno per 36 mesi

Prezzo:  45 euro 

Rosso rubino, profilo olfattivo intenso ed elegante. Profumi di amarene, frutti di bosco, peonia, resina e tabacco. Il palato è ricco, tannini fusi e buon equilibrio acido-sapido. Il sorso è lungo con richiami di mirto, rosmarino e sensazioni speziate e tostate.

 Vini molisani di Claudio Cipressi Vignaiolo - Luciano Pignataro Wine Blog

Altri vini da provare: Le Scoste, Collequinto, Macchianera e Settevigne (Falanghina, Molise rosso)

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

 

CHI ASSAGGIA? - Vivace e conviviale come la gente dell'Emilia, ma anche di grande stile: il Lambrusco di Paltrinieri si distingue così (VIDEO)

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

Paltrinieri, portabandiera del Lambrusco di Sorbara

 Il tuo Sorbara in damigiana | Cantina Paltrinieri

L’azienda vinicola Paltrinieri è situata nel cuore di Sorbara, dove la famiglia è presente da diverse generazioni producendo uno dei vini più apprezzati a tavola, il Lambrusco.

Il Lambrusco è uno dei vini più conosciuti in tutto il mondo, e soprattutto viene largamente apprezzato e consumato nella sua terra di origine. Oltretutto, il Lambrusco è un grande esempio come le tradizioni culinarie regionali si incontrano perfettamente con la tipologia di vino e come ironicamente rappresenta anche il carattere delle persone del luogo, vivaci e conviviali.

La famiglia Paltrinieri ha iniziato le attività in campo vinicolo nel 1926 con Achille costruendo la prima parte dell’azienda e il figlio Gianfranco la sviluppò e ampliò ulteriormente. Oggi Alberto con sua moglie Barbara conducono direttamente l’azienda. Alberto, nel 1998, seguendo le tradizioni familiari e territoriali decise di produrre Lambrusco utilizzando solo la tipologia Sorbara. Questa scelta ha caratterizzato l’azienda della famiglia Paltrinieri, che fu la prima a lavorare solo con la varietà di lambrusco Sorbara.

La varietà d’uva Lambrusco di Sorbara, è considerata il miglior clone rispetto agli altri di lambrusco. Geneticamente il clone di Sorbara, soffre del fenomeno di colatura (il fiore della vite non viene fecondato e cade dopo la sua apertura) e acinellatura (mancata fecondazione degli acini). Questo porta ad una diminuzione naturale della resa dell’uva in pianta, che conseguentemente porta ad aumentare la concentrazione del profilo aromatico del vino, poiché le sostanze nutritive vengono distribuite su una minore quantità d’uva. Il nome di questo clone deriva direttamente dal comune di Sorbara, ovvero il luogo ideale dove coltivarlo.

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I vigneti aziendali si estendono in un unico blocco, delle dimensioni di 17 ettari. Si trovano a Cristo di Sorbara; una zona storica contenuta fra i due fiumi principali della provincia di Modena, il Secchia e il Panaro.

L’azienda Paltrinieri interpreta con grande coscienza il territorio di Sorbara e le sue tradizioni, ma allo stesso tempo riesce a creare prodotti molto personali e di grande stile. I loro vini riescono a distinguersi in maniera positiva ed essere unici nel loro genere.

 Radice

2018 Radice – Lambrusco di Sorbara DOC

Tipologia: Vino rosso frizzante

Vitigno: Lambrusco di Sorbara

Produzione: Rifermentato in bottiglia

Prezzo:  11 euro 

Colore rosato brillante, spuma vivace. I profumi al naso sono freschi e fragranti. Note di ciliegia rossa, ribes rosso e scorza d’arancia. Il vino al palato è dinamico, ottima tensione acida e finale minerale. Le sensazioni Il finale gustativo porta sensazioni di melograno, agrumi e rosa selvatica.

 Sant'Agata | Cantina Paltrinieri

2018 Sant’Agata – Lambrusco di Sorbara DOC

Tipologia: Vino rosso frizzante

Vitigno: Lambrusco di Sorbara

Produzione: Metodo martinotti

Prezzo: 8 euro 

Colore rosso rubino, spuma delicata. I profumi al naso sono un misto di frutti di bosco, distinguendo lampone e more. Sensazioni floreali di violetta. Il vino al palato dimostra una struttura delicata ma ha un intenso profilo aromatico. Finale gustativo fruttato, ciliegie rosse e ribes.

 Leclisse | Cantina Paltrinieri

2018 Leclisse – Lambrusco di Sorbara DOC

Tipologia: Vino rosso frizzante

Vitigno: Lambrusco di Sorbara

Produzione: Metodo martinotti

Prezzo: 11 euro 

Spuma ricca, colore rubino chiaro di grande luminosità. Ottima intensità all’olfatto con sentori di visciola, fragolina di bosco e viola. Il sorso è altrettanto intenso e saporito. Lungo finale di bocca che esprime la potenza fruttata di questo vino e chiude con spiccate sensazioni sapide.

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Altri vini da provare: Grosso, Lariserva, Piria, Solco, Bianco

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

 

 

 

CHI ASSAGGIA? - Quel Profumo di Vulcano che nasce alle pendici dell'Etna: ecco i vini d'eccellenza di Federico Graziani

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

Federico Graziani e il territorio dell’Etna

Federico Graziani

Federico Graziani è una persona che, con costanza, dedica la vita al mondo del vino grazie alla sua infinita passione e curiosità.

Negli anni ’90 iniziò a lavorare nella ristorazione come sommelier, dopo aver ottenuto il diploma. Più tardi nel 1998, vinse il concorso nazionale per il miglior sommelier d’Italia che portò Federico a lavorare in ristoranti prestigiosi, alcuni dei quali sono parte dell’alta ristorazione storica italiana.

La volontà di conoscere più approfonditamente il mondo enoico vede Federico intraprendere un percorso di studi universitari in Viticoltura e Enologia. Nel 2006 conseguì la laurea e conobbe un personaggio fondamentale per l’inizio del suo progetto vinicolo etneo, Salvo Foti. Salvo Foti è un importante enologo siciliano, riconosciuto anche come pioniere dei vini dell’Etna.

Nello stesso anno di laurea, Federico fece un viaggio sull’Etna per approfondire la sua conoscenza dei vini di questo territorio e cercare di scoprire cosa li rendessi unici nel carattere. La coincidenza del caso fece sì che, durante il suo soggiorno, venne a conoscenza di un vigneto centenario nella frazione di Passopisciaro (storico e eccellente luogo per la vigna) che era destinato a essere spiantato. Il grande amore per il vino lo spinse ad acquistare quella terra e anni dopo grazie all’aiuto e supporto di amici e colleghi, produsse il suo primo vino Profumo di Vulcano; commercializzato dall’annata 2010.

L’Azienda vinicola di Federico è situata alle pendici dell’Etna, nel paese di Randazzo. Un bellissimo contesto rurale che influenza e rende speciale i vini provenienti da questo territorio.

I vigneti aziendali sono situati nei versanti nord e nord-ovest ad un’altitudine fra i 600 e 1200 metri sul livello del mare. Le vigne sono esposte a un microclima che favorisce la qualità dell’uva prodotta: l’escursione termica giornaliera è di circa 25 °C, un fattore fondamentale nella produzione di vini eccellenti. La tipologia di suolo di origine vulcanica sicuramente influenza in maniera positiva il vino finale, con diversi elementi caratterizzanti come: ceneri, sabbia e pomice.

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Le vigne sono allevate secondo metodi storici utilizzati sull’Etna, ovvero la coltivazione ad alberello. Lo stesso riguarda le varietà piantate, si trovano le tradizionali: Nerello Mascalese e Cappuccio, Alicante, Francisi, Carricante, Minnella e Grecanico. I vigneti sono coltivati nei migliori comuni e zone, qui definite Contrade come: Feudo di Mezzo, Montelaguardia, Moganazzi. Da qui nascono tre vini, il classico Etna Rosso, Rosso di Mezzo (prima annata - Aprile 2021) e la punta di diamante Profumo di Vulcano.

Inoltre, Federico possiede anche una vigna in un territorio molto estremo e impervio, oltre i 1200 metri sul livello del mare, dove solo alcune tipologie d’uva riescono a crescere come: Carricante, Grecanico, Riesling, Gewurztraminer e Chenin blanc. Il vino bianco che nasce è chiamato Mareneve, proveniente dalla Contrada Nave.

Il vino è sempre stato al centro delle attenzioni di Federico e tramite studi e lavori ha potuto conoscerlo meglio sotto diverse chiavi di lettura. Credo che questo sia uno dei più grandi vantaggi che ha oggi come vignaiolo e che lo porta a produrre vini eccellenti, sinceri e territoriali. La visione di Federico rappresenta fedelmente il territorio dell’Etna, esaltandone le peculiarità che lo differenziano dalle altre zone vinicole

 

2017 Mareneve – Terre Siciliane bianco IGT

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Carricante, Grecanico, Riesling, Gewurztraminer, Chenin blanc

Produzione: Fermentazione in acciaio, maturazione sulle fecce fini per 12 mesi

Prezzo:  35 euro 

Giallo paglierino cristallino. L’olfatto è intenso e moderatamente aromatico. Frutta che rimanda alla cedro, pesca bianca, litchi, mela cotogna, ananas. Sensazioni di felce, muschio e pietra focaia. Il palato è di grande impatto gustativo, eccellente intesità e ottima struttura. Assetto acido-sapido strabiliante. Persistenza gustativa accompagnata da petali di rosa, spremuta di limone, pesca bianca e richiami salini.

 

2018 Etna Rosso DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Nerello mascalese, altre

Produzione: Fermentazione in acciaio, maturazione per 12 mesi

Prezzo:  20 euro 

Colore rosso rubino dalle tonalità brillanti, buona trasparenza. I profumi al naso sono fragranti, esprimendo sensazioni fruttate di fragoline di bosco, lampone e ciliege rosse. Continua con buccia di mandarino e note terrose. Il palato è fresco e dinamico. Finale gustativo pulito e elegante con richiami a senzasione agrumate e di melograno. Media struttura, tannini integrati.

 

2017 Profumo di Vulcano – Etna Rosso DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Nerello mascalese e cappuccio, alicante, francisi, altre

Produzione: Fermentazione in tini di legno, maturazione in tonneaux nuovi e usati per 24 mesi

Prezzo:  65 euro 

Colore rosso rubino intenso, buona trasparenza, riflesso che vira al granato. Naso ampio, frutti che ricordano il lampone, susina. Sensazioni di agrume, arancia sanguinella, continua su erbe mediterranee, camino spento e terroso. Palato ricco, dorsale nervosa. Persistenza gusto olfattiva lunga con richiami al ribes rosso, cuoio, sottobosco, carne affumicata. Ottima eleganza in chiusura, minerale e tannini ben fusi nella struttura del vino.

Altri vini da provare: Rosso di Mezzo

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

SAPERE DI BELLEZZA - Due installazioni per la Giornata della Donna

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Il "poeta di strada" Ivan finisce a processo - IlGiornale.it 

Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere l’intervento dell’artista milanese Ivan Tresoldi (nella foto), che in occasione della Giornata della Donna ha deciso di intervenire sulla famosa opera di Maurizio Cattelan L.O.V.E., il dito medio che si staglia dal 2010 in Piazza Affari, smaltando di rosa l’unghia dell’unico dito presente (il medio).

La scelta del rosa non è stata ovviamente casuale, ma volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza sulle donne, in concomitanza appunto con l’8 marzo.

Sul suo profilo Facebook l’artista ha così commentato:

"Perché ogni uomo si ricordi sempre che se è vivo, lo deve sempre e comunque ad una donna. l.o.v.e. assai, acrilico su marmo, stanotte, opera legittima ma illegale“. E aggiunge, ringraziando Cattelan: ”Grazie anche a Maurizio Cattelan per averci messo, pur senza saperne niente, il supporto"

L’intervento non ha mancato di suscitare polemiche, anche se l’artista stesso si è premurato di utilizzare una vernice ad acqua facile da rimuovere, proprio per evitare che l’imbrattamento fosse permanente.

E a Ferrara arriva la Maestà sofferente di Pesce

Nel frattempo nel quartiere fieristico di Ferrara è stata assemblata l’opera di Gaetano Pesce, già esposta in Piazza Duomo a Milano nel 2019 e che già all’epoca aveva suscitato ampie polemiche.

Presentazione 'Maestà Sofferente'

Si tratta di una scultura ispirata alle forme delle veneri paleolitiche, una sorta di “poltrona” color rosa carne e trafitta da innumerevoli frecce, attorniata da sei teste di diversi animali predatori.

Nel 2019 aveva suscitato le aspre critiche del collettivo Non una di meno, che vedeva nell’opera la rappresentazione della donna come mobile.

Il critico Vittorio Sgarbi, che ha curato l’installazione dell’opera nella città estense, ritiene invece che il richiamo alle rappresentazioni più antiche della donna nell’arte, come la Mater Matuta, rappresenti un elogio della donna stessa, che riesce così a respingere le violenze e i soprusi da parte degli uomini.

 

Claudio Scaccabarozzi

CHI ASSAGGIA? - Tra le meraviglie dell'Abruzzo tradizione e qualità regnano sovrane: Montepulciano e Trebbiano, i vini superbi di Valle Reale

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

Valle Reale, una lavoro meticoloso per la massima espressione di due vitigni tradizionali in Abruzzo: Montepulciano e Trebbiano

Azienda Agricola Reale - Osteria, B&B, Cantina, Azienda Agricola a Gete in  Costa D'AmalfiAzienda Agricola Reale | Osteria, B&B, Cantina, Azienda  Agricola a Gete in Costa D'Amalfi

I Pizzolo sono una famiglia contadina abruzzese originaria del comune di Popoli della provincia di Pescara. La famiglia, già presente sul territorio da diverse generazioni, nel 1998 decise di recuperare un vecchio vigneto di Montepulciano d’Abruzzo proveniente da una proprietà che aveva acquistato qualche tempo prima. La decisione di iniziare un progetto vinicolo deriva dall’avere origini contadine, dal particolare posizionamento del vigneto (in una bellissima vallata poco distante dal comune di Popoli) e dalla volontà di fare maggior ricerca sulla storia del Montepulciano d’Abruzzo.

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Le ricerche sul Montepulciano d’Abruzzo furono svolte insieme ad un professore universitario di Milano; questa collaborazione portò i Pizzolo a trovare storiche tracce di vigneti coltivati con il vitigno Montepulciano nell’area di Popoli, nel quale è situato un altopiano circondato da montagne. I vigneti dell’Azienda Valle Reale sono perciò maggiormente presenti in questa zona; oltretutto, a Popoli si trova il primo vigneto nominato cru aziendale, il “Vigneto San Calisto”, una storica vigna del 1960 coltivata con la tecnica della pergola abruzzese.

Dal “Vigneto San Calisto” sono state selezionate alcune piante di Montepulciano, che successivamente sono state isolate e utilizzate in nuovi progetti aziendali, come l’impianto di nuovi vigneti. In questo modo si è potuto tenere lo stesso carattere (o DNA) del vigneto storico di Montepulciano.

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Negli anni l’azienda è cresciuta a livello territoriale con l'annessione di alcuni vigneti. Le vigne sono disposte su un altopiano orientate verso sud-est, intorno circondate dai monti dell’Abruzzo, dando un senso di ricca biodiversità e di equilibrio fra i diversi tipi di natura che convivono nello stesso territorio. I vigneti si trovano fra i comuni di Popoli e Capestrano, paesi che seppur adiacenti, mostrano caratteristiche pedoclimatiche molto differenti fra di loro. Per via di questa diversità l’azienda ha diviso i suoi vigneti in diversi appezzamenti in modo da trarre e rispettare la personalità di ognuno. Probabilmente, il contrasto maggiore pedoclimatico fra i due comuni si può notare dalla natura circostante i vigneti, ovvero, a Popoli le vigne sono avvolte da boschi di pini e querce con temperature più fresche, mentre spostandosi a Capestrano la natura diventa più mediterranea e il territorio è investito dal calore proveniente dalla Piana di Ofena.

Azienda Vitivinicola Valle Reale - AbruzzoTravelling

Le diverse espressioni dei vigneti vengono trasformate in vini sensazionali con grande personalità e di elevatissima qualità. I vini sono prodotti in totale rispetto della tipicità del vigneto dal quale provengono, seguendo una vinificazione poco interventista con l’utilizzo di lieviti indigeni per la fermentazione alcolica. Il Montepulciano e il Trebbiano d’Abruzzo sono i vitigni nei quali l’azienda ha investito e continua a vinificare con tanta passione. Il risultato finale in bottiglia è un prodotto che si distingue molto rispetto ad altri vini regionali; questo rende l’Azienda Valle Reale unica e speciale.

 Trebbiano D'Abruzzo Valle Reale

2019 Trebbiano D’Abruzzo DOC

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Trebbiano abruzzese

Produzione: Vinificato in acciaio e successivo riposo sui lieviti per 6 mesi

Prezzo:  16 euro 

Giallo paglierino cristallino. Al naso apre con delicati accenni di erbe aromatiche come la salvia, continua con toni di erba fresca, tiglio, sensazioni di agrumi, buccia di limone, infine note di pesca bianca e mineralità calcarea. Il palato si propone fresco, dinamico con tensione eccezionale. Lungo finale con agrumi e pesca gialla, erbe aromatiche e infinita sapidità.

 Immagine 1 - CERASUOLO-D-039-ABRUZZO-2019-VALLE-REALE

2019 Cerasuolo D’Abruzzo DOC

Tipologia: Vino rosato fermo

Vitigno: Montepulciano

Produzione: Vinificato in acciaio e successivo riposo sui lieviti per 6 mesi

Prezzo:  16 euro 

Colore rosato di buona intensità. I profumi al naso sono fragranti con lampone, melograno, ciliegie rosse e pompelmo rosa. In bocca il vino ha ottimo dinamismo. Ha un finale di buona lunghezza con ottima intensità gustativa. Sensazioni di susina e ribes rosso, allungo sapido nel finale.

 Valle Reale, Vigneto Sant'Eusanio, Montepulciano d'Abruzzo DOC, 2017 – Il  Consorzio Enoteca

2017 Vigneto Sant’Eusanio – Montepulciano D’Abruzzo DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Montepulciano

Produzione: Vinificato in acciaio e successivo riposo per 12 mesi

Prezzo:  24 euro 

Rosso rubino vivo, ottima concentrazione. Profilo olfattivo schietto con toni di frutta come prugna, amarena, fragoline di bosco. Continua sfumando su sensazioni leggermente erbaceo quasi a ricordare il ramo del pomodoro. Il sorso colpisce per intensità e volume. Tannini presenti ma ben armonizzati nella struttura del vino, di buon corpo. Finale lungo con sentori di finochietto e frutti di bosco.

Valle Reale e i vini della montagna abruzzese - Slowine

Altri vini da provare:

Trebbiano d’Abruzzo (Vigneto di Popoli, Vigneto Sant’Eusanio, Vigna di Capestrano)

Montepulciano d’Abruzzo (Vigneto di Popoli, San Calisto)

Cerasuolo d’Abruzzo (Vigne Sant’Eusanio)

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

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