updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

CHI ASSAGGIA? - Le radici profonde dell'Oltrepò Pavese nell'inconfondibile Bonarda dei Fratelli Agnes

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

La Bonarda unica dei Fratelli Agnes

L’azienda dei Fratelli Agnes si trova in Oltrepò pavese nel comune di Rovescala. I due fratelli, Cristiano e Sergio, sono la generazione attuale che produce i vini. La tradizione familiare risale però a molto prima, 1900 circa. Nel tempo, la famiglia ha saputo acquistare diversi appezzamenti di vigna nelle zone più vocate nell’area di Rovescala.

Nell’Oltrepò pavese il comune di Rovescala è da sempre stato caratterizzato, in campo vinicolo, dalla coltivazione dell’uva Croatina, conosciuta localmente come Bonarda. Questo comune ha delle radici molto profonde e una lunga tradizione enoica, più in specifico nel classico Bonarda dell’Oltrepò pavese. L’importanza di questo comune viene attestata in particolare in due documenti: il primo risale al 1192, nel quale si legge di una stipula di contratto che prevedeva un pagamento in vino anziché in denaro, così sottolineando la qualità pregiata dei vini del luogo; il secondo documento invece, del 1576, riporta in dettaglio l’elenco dei produttori e viticoltori rovescalesi, confermando la storica tradizione enoica.

I Fratelli Agnes nel rispetto delle tradizioni vinicole hanno fondato la cantina e iniziato a produrre vino. La coltivazione delle vigne è in pieno rispetto della natura con un sistema di “lotta integrata” ed in cantina seguono una filosofia di vinificazione tradizionale. I vini prodotti come Bonarda hanno diverse versioni, dalle frizzanti e vivaci e di pronta beva sino a quelle ferme, strutturate e più austere.

La cantina durante il recupero di vitigni e vigne vecchie ha diviso il suo vigneto in diversi luoghi, o Crus se vogliamo, in modo da esaltare la tipicità del posto in relazione con l’uva. Ad oggi in azienda sono presenti diverse parcelle come: Campo del Monte, Vignazzo, Cresta del Ghiffi, Possessione del Console, le quali danno nome ad alcune etichette presenti nella gamma di produzioni. I Fratelli Agnes producono inoltre alcune selezioni, utilizzando le migliori uve dai diversi Crus, come: Poculum, Loghetto, Millennium. Il vino Loghetto viene da vigneti con oltre 80 anni e da un clone molto antico di Croatina.

Ad oggi, i Fratelli Agnes vengono considerati fra i migliori interpreti di Bonarda dell’Oltrepò pavese e si sono fatti ambasciatori di un territorio, di un vino e di un vitigno. Un MUST da bere e conoscere.

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2019 Campo del Monte – Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC Frizzante

Tipologia: Vino rosso frizzante

Vitigno: Croatina

Produzione: Acciaio

Prezzo: 10 euro

Colore porpora molto vivace. I profumi sono molto intensi con sentori di ciliegia rossa, susina, petali di rosa e leggeri sentori erbacei. Il palato è intenso nella parte fruttata, delicata frizzantezza con medio alta tannicità. Il finale gustativo è dinamico con una parte fruttata molto in evidenza, sensazioni vinose, note di peonia e rabarbaro.

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2019 Possessione del Console – IGT

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Croatina, clone pignolo

Produzione: Acciaio

Prezzo: 9 euro

Rosso fitto con riflessi violacei. Ottimo impatto olfattivo con sentori di more, mirtillo, prugna e delicate sensazioni speziate e balsamiche. Il vino al palato è strutturato, austero per via di tannini giovani e ben in evidenza. Il finale gustativo è improntato su sentori di frutti di bosco, viola e pepe verde.

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2019 Loghetto – IGT

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Croatina (75%), altri vitigni locali come: barbera e uva rara

Produzione: Acciaio, breve appassimento delle uve

Prezzo: 18 euro

Colore rubino intenso. Il vino all’olfatto ha un’ottima intensità con profumi di marasca, visciola e more. Seguono sentori di iris, cardamomo e chiodi di garofano. Il vino al palato è di grande impatto con tannino bilanciato da sensazioni di morbidezza, finale gustativo lungo con rimandi alla parte fruttata e alla mandorla amara.

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Altri vini da provare: Vignazzo, Cresta del Ghiffi, Poculum, Millennium.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

CHI ASSAGGIA? - Montalcino, il paradiso toscano dove regna il vino: il Brunello di Lambardi è pura tradizione

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

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La famiglia Lambardi e la tradizione nel produrre il Brunello di Montalcino

 

Montalcino si trova in Toscana, circa quaranta km a sud della città di Siena. Il territorio è costituito da una sola grande collina in gran parte coperta da boschi, vigneti e oliveti. Nel 2004 il paesaggio, data la sua immensa bellezza e grande storia, è stato eletto patrimonio dell’Unesco.

I Lambardi sono una famiglia toscana che nel 1965 decise di comprare una proprietà nell’area di Montalcino. Quando acquistarono i terreni non avevano in progetto cosa fare, però la presenza del vigneto lasciò i Lambardi con una sola conclusione.

La famiglia decise di produrre vino e dal 1973 iniziarono con la commercializzazione delle prime annate. L’iniziale cantina era molto piccola e le quantità di vino limitate, all’incirca vennero prodotte solamente 500 bottiglie.

Il credo aziendale che viene rappresentato dai suoi vini è molto semplice e si può racchiudere in una sola parola: tradizione. La famiglia Lambardi produce vini genuini, territoriali, tradizionali e di qualità. I vini dell'azienda vengono etichettati principalmente sotto le due appellazioni classiche del comune di Montalcino, ovvero, Rosso di Montalcino DOC e Brunello di Montalcino.

I vini sono genuini poiché vi è grande rispetto della natura e della vigna; il Brunello così come il Rosso di Montalcino quando si bevono esprimo grande territorialità e rispetto del vitigno Sangiovese. La produzione dei vini segue un processo tradizionale: alta qualità dell’uva in vigna e in cantina avvengono macerazioni lunghe di 30/40 giorni con successivo invecchiamento, dopo la fermentazione alcolica, rigorosamente in botti grandi di Slavonia.

L’area coltivata a vigneto in Montalcino può essere separata generalmente in due zone: areale Nord e areale Sud. La parte di vigne che si estende a Nord è considerata la zona originaria e più vecchia ed è proprio in questa caratteristica area che l’azienda Lambardi ha i suoi 6,5 ettari di vigneto e la cantina di produzione, nella località Canalicchio di Sotto.

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2013 Rosso di Montalcino DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Sangiovese

Produzione: 30/40 gg di Macerazione, Botti grandi di Slavonia

Prezzo: 18 euro

Colore rubino con unghia granato. All’olfatto i profumi sono intensi di ciliegia rossa, lamponi, chiodi di garofano. Il palato è succoso e scorrevole con acidità agrumata, buona tannicità e finale gustativo su toni di susina, arancia sanguinella e sottobosco.

                     Risultato immagini per lambardi montalcino 2013

2013 Brunello di Montalcino DOCG

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Sangiovese

Produzione: 30/40 gg di Macerazione, Botti grandi di Slavonia

Prezzo: 42 euro

Colore granato intenso. Profumi penetranti di amarena, susina, viola, cuoio e funghi secchi. Il vino al palato è potente e profondo. Trama tannica composta, importante struttura acido-sapida che porta a un finale molto lungo con richiami di visciola, lampone, chiodo di garofano, radice di liquirizia e cuoio.

Risultato immagini per lambardi montalcino

Altri vini da provare: Sant’Antimo DOC bianco.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

CHI ASSAGGIA? - Una storia lunga oltre 600 anni: nell'Alto Piemonte l'eccellenza vinicola della cantina Rovellotti

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

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Rovellotti, rappresentante dei vini dell’Alto Piemonte

La cantina Rovellotti è situata in Piemonte nella zona vinicola Ghemme ed è considerata una delle migliori cantine dell’Alto Piemonte.

L’azienda è stata fondata, ufficialmente, dalla famiglia Rovellotti nel 1972 però la loro storia iniziò più di 600 anni fa. La cantina si trova nell’antico Ricetto di Ghemme, un vecchio quartiere medievale che una volta era un centro vinicolo, responsabile per la fornitura di vino per la Corte degli Sforza.

La cantina Rovellotti nel corso degli anni ha dimostrato di essere un’azienda solida offrendo sempre nel mercato vini di elevatissima qualità. Ad oggi coltivano 25 ha e l’aumento della quantità di vino prodotto ha portato ad avere qualche problema di gestione in cantina. In particolare, risultava difficoltoso la gestione degli spazi durante le fasi operative di cantina poiché l’azienda è collocata all’interno delle antiche mure del recetto.

La famiglia Rovellotti è però riuscita a trovare una soluzione senza dover spostare il centro produttivo dell’azienda dando vita ad un progetto di rivalutazione degli spazi del recetto di Ghemme in modo da massimizzare il loro utilizzo. Ovvero, alcune aree funzionali alla produzione di vino furono convertite dislocando diverse fasi in luoghi diversi. Come risultato l’azienda fu ridimensionata e riorganizzata all’interno delle antiche mura del recetto di Ghemme. Inoltre, un particolare curioso è che durante la ristrutturazione la cantina decise di riutilizzare i materiali provenienti dalle stesse mura; questa idea della famiglia Rovellotti rese ancora più evidente la loro identità e volontà di rappresentare la viticoltura e le tradizioni di Ghemme.

L’incontabile numero di ore spese nelle vigne e in cantina ha reso la famiglia Rovellotti una delle più rispettate cantine dell’Alto Piemonte e un punto di riferimento per i consumatori e le nuove generazioni di vignaioli.

I vini prodotti dall’azienda riflettono le tradizioni vinicole dell’Alto Piemonte, la maggior parte dei vini sono a base dell’uva Spanna (nome locale per la varietà Nebbiolo) con l’aggiunta delle uve Vespolina e Uva Rara (chiamata anche Bonarda novarese), ovvero il classico uvaggio per i vini sotto l’appellazione Ghemme DOCG. I vini di Ghemme sono contraddistinti da grande personalità, capaci di richiamare l’attenzione mondiale di numerosi appassionati e critici del vino, per le caratteristiche del territorio dal quale provengono.

Oltre il vino Ghemme la famiglia Rovellotti produce fantastici vini monovarietali basati su uve locali, sorprendenti vini spumante metodo classico e passito dolce.

NV Metodo Classico Dosaggio Zero

Tipologia: Vino Spumante Metodo Classico

Vitigno: Erbaluce

Produzione: Metodo Classico, matura per 30 mesi sui lieviti

Prezzo: 20 euro

Colore giallo paglierino luminoso. Il vino ha un perlage molto fine, persistente e le bollicine al palato sono molto delicate creando una sensazione cremosa. I profumi sono delicati con sensazioni di frutta poco matura come mela verde e pesca bianca. Continua con delicati richiami ai fiori di campo, maggiorana, distinta nota di crosta di pane e mandorla. Finale gustativo fresco e minerale.

2014 Chioso dei Pomi Ghemme DOCG

Tipologia: Vino Rosso fermo

Vitigno: Nebbiolo 85%, Vespolina 15%

Produzione: Fermentazione in acciaio e invecchiato in botti di legno

Prezzo: 24 euro

Colore granato con media intensità nel colore. Il vino all’olfatto ha un eccellente intensità, bouquet di ciliegia matura, rosa appassita, continua con speziatura e note di funghi e cuoio. Il sorso è ricco, buon corpo e acidità vibrante. Il finale gustativo è molto persistente caratterizzato da visciole, rose e foglia di tabacco.

 

2018 Valdenrico Vino Passito da Uve Stramature

Tipologia: Vino Passito dolce

Vitigno: Erbaluce

Produzione: Appassimento fino a Febbraio/Marzo, Vinificato in botti di legno

Prezzo: 26 euro

Colore ambrato di grande luminosità. Profumi molto intensi di canditi, uva passa, fiori di acacia, camomilla, zafferano e frutta secca. Il palato è potente e dolce. Il vino è molto persistente al palato con richiami di frutta candita, nocciole e note speziate.

 

Altri vini da provare: Innominabile, Coste del Salmino, Valplazza, Morenico, Ronco al Maso, La Paganella.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

CHI ASSAGGIA? - Terra vulcanica e vitigni pregiati: la famiglia Laluce fa risplendere l'Aglianico del Vulture

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

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Michele Laluce e l'Aglianico del Vulture

Agricola Michele Laluce - ilmangiaweb

Michele Laluce è un viticoltore della Basilicata ed opera nella zona del Vulture.

Michele nel 2001 decise di continuare con grande passione il lavoro di vignaiolo rilevando i vecchi vigneti del padre e l’azienda agricola risalente al 1905. Oggi la cantina vinicola viene portata avanti con grande tenacia da Michele stesso e il resto della sua famiglia.

L’Azienda agricola è situata tra Barile, Ginestra e Venosa, nel cuore del Vulture, vulcano spento che caratterizza la zona. I vigneti sono estesi su 6 ettari e sono piantati quasi esclusivamente con la varietà Aglianico, uva locale, producendo maggiormente vini rossi racchiusi nell’appellazione Aglianico del Vulture. Michele ha un approccio molto rispettoso per la natura e le tradizioni, preservando i vitigni e le tecniche vinicole locali.

L'immagine può contenere: pianta, cielo, spazio all'aperto e natura

L’agricoltura nel Vulture è aiutata da un clima favorevole ed è fortemente caratterizzata dalla presenza del vecchio vulcano che ha influenzato e arricchito i terreni di elementi di origine vulcanica. I vigneti generalmente sono piantati ai piedi del vulcano nelle diverse contrade, tra 200 e 500 metri, per tanto le vigne crescono su suoli ricchi di sostanze minerali di derivazione vulcanica e le radici vanno ancora più in profondità per cercare tutti i nutrienti di cui hanno bisogno.

Il duro lavoro svolto in vigna da parte di Michele porta ad avere dell’ottima uva sana che sarà in grado di produrre vini di grande spessore e lungo invecchiamento. La filosofia in vigna come in cantina è attenta alle tradizioni, le vinificazioni vengono svolte in acciaio con lunghe macerazioni e l’affinamento viene svolto in botte grande. Questa semplice formula da un chiaro esempio dell’uva Aglianico nel territorio Vulture rispetto le diverse annate.

La cantina ha tre etichette dedicate alla varietà Aglianico: S’Adatt, Zimberno e Le Drude. Solo un vino bianco chiamato Morbino basato sulle uve Moscato e Malvasia.

 

2013 S’Adatt – Aglianico del Vulture DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Aglianico

Produzione: Vinificato in acciaio

Prezzo: 8 euro

Rosso rubino limpido e di media concentrazione. I profumi sono particolarmente fruttati con note che richiamano il varietale dell'Aglianico. Ciliegia rossa, prugne e more. Note floreali di viola e delicate sensazioni erbacee e di hummus. Il palato è morbido e fruttato. Il vino ha una beva facile e si adatta perfettamente ad un consumo giornaliero.

 

2013 Zimberno – Aglianico del Vulture DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Aglianico

Produzione: Vinificato in acciaio, Affinato in acciaio e botti di legno

Prezzo: 13 euro

Rosso rubino concentrato. Al naso esprime sentori di amarena, cassis, pepe nero, alloro e tabacco da pipa. Il profilo olfattivo è di ottima intensità e buona eleganza. Il palato è succoso e scorrevole con una decisa acidità e mineralità. Il finale gustativo parla di frutti di bosco, more selvatiche, cenere, chiodi di garofano e caffè tostato.

 Le Drude Aglianico del Vulture Michele Laluce: verticale 2012-2007 -  Luciano Pignataro Wine Blog

2011 Le Drude – Aglianico del Vulture Superiore DOCG

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Aglianico

Produzione: Vinificato in acciaio, Affinato in botti di legno

Prezzo: 25 euro

Colore rosso rubino con sfumatura granato. I profumi sono molto intensi, iniziando con sentori fruttati di more, visciole e mirtilli. Continua rivelando maggiori complessità olfattive legate a sensazioni ferrose e di legna arsa, chiodi di garofano, carruba e cuoio. Il sorso è potente e di generosa struttura con evidente tannicità e acidità. La persistenza gustativa è molto lunga e saporita.

Altri vini da provare: Morbino

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

CHI ASSAGGIA? - La Società Agricola Eleva, un sogno realizzato nelle vallate della Valpolicella. Vino, storia e cultura in un paesaggio magico

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

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La Società Agricola Eleva, le vallate della Valpolicella e la realizzazione di un Sogno

La Società Agricola Eleva è situata nella Valpolicella, in Veneto. É una zona ricca di storia e cultura, famosa soprattutto per la qualità dei vini che producono.

La Valpolicella gode di un clima favorevole alla coltivazione della vite e dell’ulivo per via della posizione geografica nella quale si trova: a nord le Prealpi Orientali, a sud il fiume Adige, a ovest il Monte Pastello mentre a est la città di Verona e poco più in là il Lago di Garda.

Verona, Valpolicella Tour in ebikes. www.veronabilerental.it

Nelle suggestive vallate della Valpolicella si trova l’azienda vinicola Eleva, più in specifico nella Valpolicella Classica nel comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella (Loc. Conca d’Oro) dove la tenuta possiede 6 ettari di vigneto in un corpo unico con 18 terrazze sostenute dai tradizionali muretti a secco. Le vigne seguono un regime biologico e vengono coltivate con i classici vitigni della zona: Corvina veronese, Corvinone, Rondinella e Oseleta. I vini prodotti sono i tipici della Valpolicella come il Valpolicella Classico, Ripasso, Recioto e l’Amarone. L’Amarone viene prodotto in maniera classica, lasciando le uve appassire naturalmente nel fruttaio aziendale prima della vinificazione e dell'affinamento in botte tradizionale.

Slider Tomo XIV Noci

L’azienda è stata fondata nel 1989 da Franca Maculan realizzando così il suo sogno di creare qualcosa di eccellente con le sue forze e la sua profonda conoscenza del mondo del vino. Quando tutto fu pronto per iniziare la produzione dei vini, Franca scoprì di essere gravemente malata e lasciò tramite testamento la tenuta ad un ente benefico.

L’ente benefico favorito per la tenuta decise di affidare la gestione a Raffaella Veroli, enologa dell’azienda; da qui inizia la sua storia. Nel frattempo viene anche coinvolto nel progetto Davide Gaeta, suo docente universitario.

Raffaella e Davide così hanno deciso di continuare il progetto e il sogno della signora Franca Maculan fondando l’azienda oggi conosciuta come Società Agricola Eleva.

 Slider Fralibri con zucche

Falibri 2018 – Valpolicella DOC Classico Biologico

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigni: Corvina veronese 40%, Corvinone 20%, Rondinella 25%, Oseleta, altri.

Produzione: Acciaio

Prezzo: 13 euro

Rosso rubino limpido e brillante. I profumi sono molto intensi, la parte fruttata è contraddistinta dalla ciliegia e il lampone, seguono note di foglia d’alloro. Il palato è fresco e scorrevole con toni fruttati pronunciati e di grande piacevolezza. Vino preciso e delizioso, la sua semplicità lo rende invincibile nel consumo quotidiano.

 Slider Ripasso

Tenzone 2017 – Valpolicella Ripasso DOC Classico Superiore

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigni: Corvina veronese 40%, Corvinone 20%, Rondinella 25%, Oseleta, altri.

Produzione: Acciaio, Affinamento in botte di legno (25hl)

Prezzo: 18 euro

Vino dal colore rosso rubino luminoso e compatto. I profumi al naso marcano le amarene e la susina matura, proseguono sentori vanigliati e di chiodi di garofano. Il sorso è caldo, pieno e strutturato. Il finale lascia spazio alle morbidezze e rotondità. Eccellente equilibrio e finezza del vino.

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Piovesole 2015 – Amarone della Valpolicella DOCG Classico

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigni: Corvina veronese 40%, Corvinone 20%, Rondinella 25%, Oseleta, altri.

Produzione: Appassimento in fruttaio (120 gg), Acciaio, Affinamento in botte di legno (25hl)

Prezzo: 45 euro

Colore rosso intenso e vivo. I profumi al naso sono variegati con sentori di frutta come le visciole mature e la ciliegie sotto spirito. Sentori tostati come caffè espresso, fave di cacao e cannella. Il vino al palato molto strutturato ma trova un ottimo equilibrio fra i tannini e le morbidezze. Le sensazioni alcoliche sono presenti al palato ma non invadenti e l’acidità ben evidente bilancia il vino facilitando la bevibilità. Finale molto lungo e ricco di complessità con sentori di visciole, cioccolato, liquirizia e note balsamiche.

 

Altri vini da provare: Tomo XIV Recioto della Valpolicella DOCG Classico

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

CHI ASSAGGIA? - Due fratelli milanesi nella tradizione vinicola dei Colli Piacentini. Ecco "La Tosa", l'azienda con un museo in cantina

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Vini, agriturismo, museo | Azienda Agricola La Tosa

L’azienda vinicola “La Tosa” è stata fondata da due fratelli, Stefano e Ferruccio Pizzamiglio. Sono di origine milanese e poiché loro padre era un medico i fratelli Pizzamiglio decisero di intraprendere la stessa carriera lavorativa, così iniziando gli studi di Medicina. Al tempo stesso, durante l’università nacque la passione per il vino in modo prorompente tanto che cambiarono indirizzi di studi per specializzarsi nel campo agrario ed enologico.

Come altre famiglie milanesi, anche i Pizzamiglio possedevano una casa di campagna, usata maggiormente nei weekend per scappare dalla città o per trascorrere le vacanze. Nel loro caso la tenuta si trovava nelle zone dei Colli Piacentini, e proprio qui infatti hanno deciso di fondare la loro azienda vinicola, nella località La Tosa, esordendo con il primo vino nel 1985.

I vini da loro prodotti rispettano il territorio e le tradizioni della zona nello stile e nell'utilizzo delle varietà locali, come la Malvasia Aromatica di Candia per i bianchi e l’assemblaggio di Barbera e Croatina per la produzione del Gutturnio. Oltre ai vini della tradizione piacentina l’azienda produce anche vini basati su varietà francesi; per il bianco è utilizzato il Sauvignon Blanc mentre l’assemblaggio di Cabernet Sauvignon e Merlot per il rosso.

Un dettaglio curioso è il museo allestito nella stessa cantina, creato nel 2015, dedicato alla storia enologica emiliana. Una bellissima mostra dove si possono vedere vecchi strumenti utilizzati in campo enologico e agrario.

La Tosa è un posto ricco di storia che mantiene vivo il ricordo della tradizione con la loro attuale produzione di fantastici vini dei Colli Piacentini, dove la famiglia ormai vive e lavora dal 1985.

 

Sorriso di CIelo 2019 – Colli Piacentini DOC

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Malvasia di Candia Aromatica

Produzione: Acciaio, Affinamento sulle fecce fini con batonnages

Prezzo: 14 euro

Vino bianco dal colore giallo intenso con riflessi oro brillanti. Molto intenso al naso e di entusiasmante aromaticità con profumi di zagara e timo. La parte fruttata è matura e rimanda alla pesca tabacchiera, albicocca e mango. Al gusto il vino ha buona morbidezza e sorprendente struttura con un lungo finale gustativo. Il vino ha un ottimo potenziale evolutivo.

 

Terre della Tosa 2019 - Gutturnio Superiore DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigni: Barbera 65% e Croatina (Bonarda) 35%

Produzione: Acciaio, Niente solfiti aggiunti

Prezzo: 9 euro

Vino rosso in veste porpora lucente. Profumo vinoso e di frutta fresca come ciliegia rossa, mirtillo e viola, infine sfuma delicatamente in sensazioni terrose. Il sorso è energico e croccante, chiude abbastanza asciutto con sapore fruttato. Vino conviviale e diretto.

 

Luna Selvatica 2016 – Colli Piacentini DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigni: Cabernet Sauvignon 90% e Merlot 10%

Produzione: Affinamento in barrique per 12 mesi

Prezzo: 22 euro

Vino rosso di colore rubino compatto e concentrato. L’olfatto è preciso e ampio con diversi profumi ben distinti; le sensazioni fruttate di mirtillo, more e prugne sono fuse con note di liquirizia e grafite. Delicati profumi erbacei che rimandano al varietale del vitigno Cabernet Sauvignon. Al Palato è corposo e saporito di frutta e speziatura dolce. La trama tannica è in evidenza rimanendo durante la lunga persistenza in bocca, ottima freschezza che rende il sorso più scorrevole. Un vino che può maturare per diversi anni per regalare altre emozioni gustative.

 

Altri vini da provare:

Terrafiaba, Riodeltordo, Sauvignon, Vignamorello, L’ora felice.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

CHI ASSAGGIA? - Alla scoperta dei "Chakra" di Giovanni Aiello, enologo per amore del vino e della Puglia

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Giovanni Aiello: i vini

Giovanni Aiello è un giovane enologo e fondatore della omonima azienda vinicola in Puglia, la sua terra di origine. “Enologo per amore” è come lui si definisce e lo stile dei vini sono in grado di trasmettere in maniera chiara la sua passione nel produrli ed il territorio dal quale provengono. I vigneti sono a 300 m sul livello del mare tra i territori di Castellana, Putignano e Fasano. Il dislivello permette di avere una buona escursione termica tra giorno e notte, inoltre il vento fresco della Murgia crea un eccezionale microclima importante per il carattere aromatico e la maturazione delle varietà autoctone utilizzate da Giovanni Aiello. I vini prodotti in azienda iniziano con il termine Chakra”, centri energetici, riferito al percorso energetico nel quale si può scoprirei profumi e il gusto della Puglia attraverso i vini.

Giovanni Aiello - Enologo per amore | DoctorWine

Chakra Verde 2018 – Valle d’Itria IGT

Tipologia: Vino bianco fermo Uva: Verdeca

Produzione: Acciaio, Affinamento sulle fecce fini

Prezzo: 15 euro

Vino bianco paglierino con riflessi argentati e cristallino nella limpidezza. Il profilo olfattivo immediatamente sprigiona sentori di pompelmo giallo e pesca bianca; delicate sensazioni di aneto e acqua di cetriolo. Concludendo con toni di lievito di birra. Il vino al palato è vivace con fantastica tensione acida-minerale ma non manca la parte frutta in chiusura.

Chakra Rosso 2018 – Primitivo Gioia del Colle DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Uva: Primitivo

Produzione: Grappoli interi, Barrique e Tonneaux (1° e 2° passaggio)

Prezzo: 20 euro

Vino rosso  dal  carattere  rubino  acceso  e  di  buona  concentrazione. La chiave del vino è l’assoluta eleganza  con  toni  di  susina  e  ciliegia  maturi, insieme  ad  accenni  di  caffè  tostato, concentrato  di pomodoro e mirto. Il vino al palato è avvolgente con sensazioni tanniche non marcate e l’acidità marca un sorso dinamico. Il finale è lungo e saporito.

 Chakra: l'energia nei vini pugliesi di Giovanni Aiello enologo per amore

Altri vini da provare:

Chakra Blu 2018 – Valle d’Itria IGT

Tipologia: Vino spumante “Metodo Ancestrale”

Uve: Verdeca, Maruggio, Marchione

Prezzo: 15 euro

Chakra Essenza 2018 –Valle d’Itria IGT

Tipologia: Vino bianco fermo

Uva: Verdeca (vigne centenarie)

Prezzo: 18 euro

Chakra Rosato 2018 – Puglia IGT

Tipologia: Vino rosato fermo

Uva: Primitivo

Prezzo: 15 euro

Andrea Sala

Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier

Frontiere chiuse agli americani, turismo ed enogastronomia: quanto perde l'Italia. La stima di Coldiretti è drammatica

Circa 1,8 miliardi di euro in meno per l'Italia. Questa la previsione di Coldiretti, principale organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale, dopo la decisione dell'Unione europea di tenere chiuse le frontiere agli Stati Uniti. L'economia della Penisola sarà quindi costretta a rinunciare a 1,4 milioni di turisti americani abitualmente accolti durante l'estate. Inoltre, gli statunitensi sono gli stranieri più presenti tra quelli extra-Ue: in Italia spendono circa il 29% del totale dei vacanzieri non europei. A farne le spese sarebbe soprattutto il settore enogastronomico


Coldiretti: frontiere chiuse a 1,4 milioni di turisti Usa in Italia

Anche l'Umbria al Villaggio Coldiretti di Milano « ilTamTam.it il ...

L'Unione europea chiude le frontiere a 1,4 milioni di turisti Usa in viaggio durante l'estate in Italia dove sono gli stranieri più presenti, tra quelli provenienti da fuori dei confini comunitari. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Bankitalia sugli effetti della riapertura delle frontiere europee senza obbligo di quarantena dal 1 luglio ad un gruppo limitato di paesi quali Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay mentre per la Cina la reciprocità è una condizione necessaria per entrare nella lista di viaggi sicuri che verrà rivista ogni 14 giorni.

"Ad essere esclusi dalla lista che rappresenta una raccomandazione per gli Stati membri - sottolinea la Coldiretti - sono anche i quattrocentomila turisti estivi nel Belpaese provenienti dalla Russia mentre positiva è la riapertura dei confini europei ai quindici paesi tra i quali in particolare i quasi mezzo milione di viaggiatori dal Canada e ai 120mila cittadini giapponesi che hanno visitato l'Italia durante l'estate lo scorso anno". "La perdita dei turisti statunitensi - continua la Coldiretti - è particolarmente pesante perché hanno un budget elevato con una spesa estiva complessiva di 1,8 miliardi in Italia, pari a quasi 1/3 (29%) del totale della spesa totale dei cittadini extracomunitari nella Penisola durante i mesi di luglio, agosto e settembre".

"Le mete privilegiate sono le città d'arte che risentiranno più notevolmente della loro mancanza ma - precisa l'associazione - gli americani prestano anche particolare attenzione alla qualità dell'alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza. Gli effetti si faranno sentire anche dal venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio".

"Non mancano le preoccupazioni sugli effetti che la decisione dell'Unione europea potrebbe avere sulla guerra commerciale in atto con gli Stati Uniti con il presidente Donald Trump che - ricorda la Coldiretti - ha appena pubblicato la lista definitiva dei prodotti e dei Paesi europei sotto esame per nuovi dazi che per l'Italia interessa i 2/3 del valore dell'export agroalimentare e si estende tra l'altro vino, olio e pasta Made in Italy oltre ai formaggi e salumi che sono stati già colpiti".

Con gli arrivi dai Paesi comunitari che sono ancora molto ridotti, il vuoto dei turisti stranieri non viene compensato dal turismo domestico - segnala l'associazione - con appena 34 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza per almeno qualche giorno nell'estate 2020, in calo del 13% secondo l'analisi Coldiretti/Ixè che evidenzia comunque che l'Italia è di gran lunga la destinazione preferita dal 93% degli italiani rispetto all’86%% dello scorso anno. "A rischio c'è un sistema turistico Made in Italy che si compone di 612mila imprese con oltre 700mila unità locali e rappresenta - conclude la Coldiretti - il 10,1% del sistema produttivo nazionale, superando il settore manifatturiero, con 2,7 milioni di lavoratori, il 12,6% dell'occupazione nazionale secondo Unioncamere".

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