updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

CHI ASSAGGIA? - Claudio Cipressi, fiero paladino della viticoltura molisana. E quella Tintilia che fa sognare i palati più fini

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

Claudio Cipressi, attraverso il vino valorizza il Molise

 Tintilia, il vitigno storyteller del Molise (Parte II) – Rossi in Fermento

Claudio Cipressi è un vignaiolo originario del Molise, ed è proprio in questa regione Italiana che ha fondato la sua azienda vinicola. La passione di Claudio verso la viticoltura deriva dalla famiglia, dal padre e dal nonno che a loro volta già facevano parte del campo vinicolo.

Il territorio molisano è una regione che si distingue per la sua morfologia e natura quasi incontaminata. Un Insieme di montagne, mare, storici villaggi, antiche festività e tradizioni culinarie definisce l’unicità di questa piccola regione.

L’azienda vinicola si trova a San Felice del Molise, un piccolo paese senza tempo, nell'entroterra montuoso molisano. Le vigne aziendali piantate in questo territorio senza macchia sono a circa 600 metri di altitudine media. I vigneti si estendono per circa 15 ettari, coltivati secondo regime agricolo biologico, e sono piantati solo con varietà autoctone della zona come la Trebbiano e Falanghina per vini bianchi mentre Montepulciano e Tintilia per i rossi.

San Felice del Molise – ITALY | Claudio Cipressi Vignaiolo

La Tintilia del Molise è il vitigno più caratteristico della regione. Purtroppo, questa varietà ha sempre avuto delle difficoltà per via della scarsa produttività, tanto che prima degli anni ’90 era poco diffusa e si preferivano altre tipologia d’uva rispetto alla Tintilia. Invece, oggi la Tintilia contribuisce al patrimonio molisano ed è grazie anche a viticoltori come Claudio, che hanno creduto in questa varietà e l’hanno resa famosa in Italia e non solo.

Il lavoro svolto negli anni da alcuni viticoltori molisani, lungimiranti, ha permesso di elevare la varietà al riconoscimento prima all’interno della DOC Molise (con menzione di vitigno) e successivamente all’appellazione specifica Tintilia del Molise DOC. Da questo momento in poi il Tintilia ha iniziato a ricevere la giusta attenzione tanto meritata. Un ottimo traguardo per una varietà autoctona proveniente da una piccola e affascinante regione Italiana come il Molise.

Il vino della Campania nel dna dell'enologo Vincenzo Mercurio - Italia a  Tavola

Claudio, con l’aiuto dell’enologo Vincenzo Mercurio, produce quattro differenti tipologie di Tintilia a dimostrazione della versatilità dell’uva. In cantina le lavorazioni sono di tipo non invasivo, ovvero, massimo rispetto dell’uva e del suo profilo aromatico.

Claudio Cipressi - Wineyou | Molise

Claudio Cipressi, con l’azienda vinicola, è uno dei paladini della viticoltura molisana. Perfetto interprete del carattere regionale dal quale proviene con tanta fierezza e talento. Claudio è uno dei principali esponenti della varietà Tintilia, producendo vino di altissima qualità e carattere. Un produttore da bere per capire la specialità dei vini molisani.

 

2015 Settevigne Tintilia – Tintilia del Molise DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Tintilia

Produzione: Maturazione in acciaio per 24 mesi

Prezzo: 20 euro 

Colore vivace rosso rubino. Frutta a rossa al naso, ciliegie e lampone, cambia su note di petali di rosa secchi concludendo con sensazioni speziate. In bocca il vino è intenso, energico e dal tannino moderato. Finale di gustativo lungo che sentori di chiodi di garofano, pepe nero e sottobosco.

 

2015 Macchiarossa – Tintilia del Molise DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Tintilia

Produzione: Maturazione in legno per 36 mesi

Prezzo: 22 euro 

Rubino brillante. L’olfatto rivela un bouquet che esprime prugna rossa e amarene, continua su toni speziati e balsamici. Al palato il vino ha un buon corpo e dimostra ottimo equilibrio. Lunga persistenza gusto-olfattiva che evidenzia i sentori di pepe nero e alloro con contorno di frutti di bosco.

 

2012 Tintilia 66 – Tintilia del Molise DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Tintilia

Produzione: Maturazione in legno per 36 mesi

Prezzo:  45 euro 

Rosso rubino, profilo olfattivo intenso ed elegante. Profumi di amarene, frutti di bosco, peonia, resina e tabacco. Il palato è ricco, tannini fusi e buon equilibrio acido-sapido. Il sorso è lungo con richiami di mirto, rosmarino e sensazioni speziate e tostate.

 Vini molisani di Claudio Cipressi Vignaiolo - Luciano Pignataro Wine Blog

Altri vini da provare: Le Scoste, Collequinto, Macchianera e Settevigne (Falanghina, Molise rosso)

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

 

CHI ASSAGGIA? - Tra le meraviglie dell'Abruzzo tradizione e qualità regnano sovrane: Montepulciano e Trebbiano, i vini superbi di Valle Reale

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

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Valle Reale, una lavoro meticoloso per la massima espressione di due vitigni tradizionali in Abruzzo: Montepulciano e Trebbiano

Azienda Agricola Reale - Osteria, B&B, Cantina, Azienda Agricola a Gete in  Costa D'AmalfiAzienda Agricola Reale | Osteria, B&B, Cantina, Azienda  Agricola a Gete in Costa D'Amalfi

I Pizzolo sono una famiglia contadina abruzzese originaria del comune di Popoli della provincia di Pescara. La famiglia, già presente sul territorio da diverse generazioni, nel 1998 decise di recuperare un vecchio vigneto di Montepulciano d’Abruzzo proveniente da una proprietà che aveva acquistato qualche tempo prima. La decisione di iniziare un progetto vinicolo deriva dall’avere origini contadine, dal particolare posizionamento del vigneto (in una bellissima vallata poco distante dal comune di Popoli) e dalla volontà di fare maggior ricerca sulla storia del Montepulciano d’Abruzzo.

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Le ricerche sul Montepulciano d’Abruzzo furono svolte insieme ad un professore universitario di Milano; questa collaborazione portò i Pizzolo a trovare storiche tracce di vigneti coltivati con il vitigno Montepulciano nell’area di Popoli, nel quale è situato un altopiano circondato da montagne. I vigneti dell’Azienda Valle Reale sono perciò maggiormente presenti in questa zona; oltretutto, a Popoli si trova il primo vigneto nominato cru aziendale, il “Vigneto San Calisto”, una storica vigna del 1960 coltivata con la tecnica della pergola abruzzese.

Dal “Vigneto San Calisto” sono state selezionate alcune piante di Montepulciano, che successivamente sono state isolate e utilizzate in nuovi progetti aziendali, come l’impianto di nuovi vigneti. In questo modo si è potuto tenere lo stesso carattere (o DNA) del vigneto storico di Montepulciano.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Negli anni l’azienda è cresciuta a livello territoriale con l'annessione di alcuni vigneti. Le vigne sono disposte su un altopiano orientate verso sud-est, intorno circondate dai monti dell’Abruzzo, dando un senso di ricca biodiversità e di equilibrio fra i diversi tipi di natura che convivono nello stesso territorio. I vigneti si trovano fra i comuni di Popoli e Capestrano, paesi che seppur adiacenti, mostrano caratteristiche pedoclimatiche molto differenti fra di loro. Per via di questa diversità l’azienda ha diviso i suoi vigneti in diversi appezzamenti in modo da trarre e rispettare la personalità di ognuno. Probabilmente, il contrasto maggiore pedoclimatico fra i due comuni si può notare dalla natura circostante i vigneti, ovvero, a Popoli le vigne sono avvolte da boschi di pini e querce con temperature più fresche, mentre spostandosi a Capestrano la natura diventa più mediterranea e il territorio è investito dal calore proveniente dalla Piana di Ofena.

Azienda Vitivinicola Valle Reale - AbruzzoTravelling

Le diverse espressioni dei vigneti vengono trasformate in vini sensazionali con grande personalità e di elevatissima qualità. I vini sono prodotti in totale rispetto della tipicità del vigneto dal quale provengono, seguendo una vinificazione poco interventista con l’utilizzo di lieviti indigeni per la fermentazione alcolica. Il Montepulciano e il Trebbiano d’Abruzzo sono i vitigni nei quali l’azienda ha investito e continua a vinificare con tanta passione. Il risultato finale in bottiglia è un prodotto che si distingue molto rispetto ad altri vini regionali; questo rende l’Azienda Valle Reale unica e speciale.

 Trebbiano D'Abruzzo Valle Reale

2019 Trebbiano D’Abruzzo DOC

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Trebbiano abruzzese

Produzione: Vinificato in acciaio e successivo riposo sui lieviti per 6 mesi

Prezzo:  16 euro 

Giallo paglierino cristallino. Al naso apre con delicati accenni di erbe aromatiche come la salvia, continua con toni di erba fresca, tiglio, sensazioni di agrumi, buccia di limone, infine note di pesca bianca e mineralità calcarea. Il palato si propone fresco, dinamico con tensione eccezionale. Lungo finale con agrumi e pesca gialla, erbe aromatiche e infinita sapidità.

 Immagine 1 - CERASUOLO-D-039-ABRUZZO-2019-VALLE-REALE

2019 Cerasuolo D’Abruzzo DOC

Tipologia: Vino rosato fermo

Vitigno: Montepulciano

Produzione: Vinificato in acciaio e successivo riposo sui lieviti per 6 mesi

Prezzo:  16 euro 

Colore rosato di buona intensità. I profumi al naso sono fragranti con lampone, melograno, ciliegie rosse e pompelmo rosa. In bocca il vino ha ottimo dinamismo. Ha un finale di buona lunghezza con ottima intensità gustativa. Sensazioni di susina e ribes rosso, allungo sapido nel finale.

 Valle Reale, Vigneto Sant'Eusanio, Montepulciano d'Abruzzo DOC, 2017 – Il  Consorzio Enoteca

2017 Vigneto Sant’Eusanio – Montepulciano D’Abruzzo DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Montepulciano

Produzione: Vinificato in acciaio e successivo riposo per 12 mesi

Prezzo:  24 euro 

Rosso rubino vivo, ottima concentrazione. Profilo olfattivo schietto con toni di frutta come prugna, amarena, fragoline di bosco. Continua sfumando su sensazioni leggermente erbaceo quasi a ricordare il ramo del pomodoro. Il sorso colpisce per intensità e volume. Tannini presenti ma ben armonizzati nella struttura del vino, di buon corpo. Finale lungo con sentori di finochietto e frutti di bosco.

Valle Reale e i vini della montagna abruzzese - Slowine

Altri vini da provare:

Trebbiano d’Abruzzo (Vigneto di Popoli, Vigneto Sant’Eusanio, Vigna di Capestrano)

Montepulciano d’Abruzzo (Vigneto di Popoli, San Calisto)

Cerasuolo d’Abruzzo (Vigne Sant’Eusanio)

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

Bar e ristoranti chiusi, il terribile massacro della filiera agroalimentare Made in Italy: cibi e vini invenduti per 11,5 miliardi

Il triste bilancio della Coldiretti: "Si stima che 300 milioni di chili di carne bovina, 250 milioni di chili di pesce e frutti di mare e circa 200 milioni di bottiglie di vino non siano mai arrivati nell'ultimo anno sulle tavole dei locali costretti ad un logorante stop and go senza la possibilità di programmare gli acquisti anche per prodotti fortemente deperibili"


Antipasti, dalla loro antica storia alle tavole d'oggi nel nord Italia

Il crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi travolge a valanga interi settori dell'agroalimentare Made in Italy con vino e cibi invenduti per un valore stimato in 11,5 miliardi dall'inizio della pandemia. È quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti sull'impatto sulla filiera agroalimentare delle chiusure a singhiozzo della ristorazione a un anno dall'inizio della pandemia Covid, in occasione del Consiglio nazionale con la partecipazione del Ministro delle politiche Agricole Stefano Patuanelli.

"Si stima che 300 milioni di chili di carne bovina, 250 milioni di chili di pesce e frutti di mare e circa 200 milioni di bottiglie di vino - sottolinea la Coldiretti - non siano mai arrivati nell'ultimo anno sulle tavole dei locali costretti ad un logorante stop and go senza la possibilità di programmare gli acquisti anche per prodotti fortemente deperibili".

"Numeri dietro i quali - precisa la Coldiretti - ci sono decine di migliaia di agricoltori, allevatori, pescatori, viticoltori e casari che soffrono insieme ai ristoratori. Chiusure forzate, limitazioni negli orari di apertura, divieti agli spostamenti, drastico calo delle presenze turistiche e la diffusione capillare dello smart working hanno devastato i bilanci dei servizi di ristorazione e tagliato drammaticamente i livelli occupazionali ma le conseguenze si fanno anche sentire direttamente sui fornitori".

La drastica riduzione dell'attività pesa infatti sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. "In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione - precisa la Coldiretti - rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato ma ad essere stati piu' colpiti sono i prodotti di alta gamma dal vino ai salumi, dai formaggi fino ai tartufi".

"Anche alla luce dell'avanzare della campagna di vaccinazione sarebbe importante consentire le aperture serali che valgono quasi l'80% del fatturato dei locali della ristorazione" afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare peraltro che "con l'arrivo del bel tempo le chiusure favoriscono paradossalmente gli assembramenti all'aperto sulle strade, nelle piazze e sul lungomare".

"Nei locali della ristorazione sono state invece adottate importanti misure di sicurezza, quali - conclude Prandini - il distanziamento dei posti a sedere facilmente verificabile, il numero strettamente limitato e controllabile di accessi, la registrazione dei nominativi di ogni singolo cliente ammesso".

"Nell'attività di ristorazione - rileva la Coldiretti - sono coinvolti circa 360mila tra bar, mense, ristoranti e agriturismi nella Penisola ma le difficoltà si trasferiscono a cascata sulle 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro. Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi pari al 25% del Pil nazionale ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e varietà a livello internazionale". 

 

(Fonte: Agi)

CHI ASSAGGIA? - Le radici profonde dell'Oltrepò Pavese nell'inconfondibile Bonarda dei Fratelli Agnes

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

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La Bonarda unica dei Fratelli Agnes

L’azienda dei Fratelli Agnes si trova in Oltrepò pavese nel comune di Rovescala. I due fratelli, Cristiano e Sergio, sono la generazione attuale che produce i vini. La tradizione familiare risale però a molto prima, 1900 circa. Nel tempo, la famiglia ha saputo acquistare diversi appezzamenti di vigna nelle zone più vocate nell’area di Rovescala.

Nell’Oltrepò pavese il comune di Rovescala è da sempre stato caratterizzato, in campo vinicolo, dalla coltivazione dell’uva Croatina, conosciuta localmente come Bonarda. Questo comune ha delle radici molto profonde e una lunga tradizione enoica, più in specifico nel classico Bonarda dell’Oltrepò pavese. L’importanza di questo comune viene attestata in particolare in due documenti: il primo risale al 1192, nel quale si legge di una stipula di contratto che prevedeva un pagamento in vino anziché in denaro, così sottolineando la qualità pregiata dei vini del luogo; il secondo documento invece, del 1576, riporta in dettaglio l’elenco dei produttori e viticoltori rovescalesi, confermando la storica tradizione enoica.

I Fratelli Agnes nel rispetto delle tradizioni vinicole hanno fondato la cantina e iniziato a produrre vino. La coltivazione delle vigne è in pieno rispetto della natura con un sistema di “lotta integrata” ed in cantina seguono una filosofia di vinificazione tradizionale. I vini prodotti come Bonarda hanno diverse versioni, dalle frizzanti e vivaci e di pronta beva sino a quelle ferme, strutturate e più austere.

La cantina durante il recupero di vitigni e vigne vecchie ha diviso il suo vigneto in diversi luoghi, o Crus se vogliamo, in modo da esaltare la tipicità del posto in relazione con l’uva. Ad oggi in azienda sono presenti diverse parcelle come: Campo del Monte, Vignazzo, Cresta del Ghiffi, Possessione del Console, le quali danno nome ad alcune etichette presenti nella gamma di produzioni. I Fratelli Agnes producono inoltre alcune selezioni, utilizzando le migliori uve dai diversi Crus, come: Poculum, Loghetto, Millennium. Il vino Loghetto viene da vigneti con oltre 80 anni e da un clone molto antico di Croatina.

Ad oggi, i Fratelli Agnes vengono considerati fra i migliori interpreti di Bonarda dell’Oltrepò pavese e si sono fatti ambasciatori di un territorio, di un vino e di un vitigno. Un MUST da bere e conoscere.

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2019 Campo del Monte – Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC Frizzante

Tipologia: Vino rosso frizzante

Vitigno: Croatina

Produzione: Acciaio

Prezzo: 10 euro

Colore porpora molto vivace. I profumi sono molto intensi con sentori di ciliegia rossa, susina, petali di rosa e leggeri sentori erbacei. Il palato è intenso nella parte fruttata, delicata frizzantezza con medio alta tannicità. Il finale gustativo è dinamico con una parte fruttata molto in evidenza, sensazioni vinose, note di peonia e rabarbaro.

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2019 Possessione del Console – IGT

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Croatina, clone pignolo

Produzione: Acciaio

Prezzo: 9 euro

Rosso fitto con riflessi violacei. Ottimo impatto olfattivo con sentori di more, mirtillo, prugna e delicate sensazioni speziate e balsamiche. Il vino al palato è strutturato, austero per via di tannini giovani e ben in evidenza. Il finale gustativo è improntato su sentori di frutti di bosco, viola e pepe verde.

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2019 Loghetto – IGT

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Croatina (75%), altri vitigni locali come: barbera e uva rara

Produzione: Acciaio, breve appassimento delle uve

Prezzo: 18 euro

Colore rubino intenso. Il vino all’olfatto ha un’ottima intensità con profumi di marasca, visciola e more. Seguono sentori di iris, cardamomo e chiodi di garofano. Il vino al palato è di grande impatto con tannino bilanciato da sensazioni di morbidezza, finale gustativo lungo con rimandi alla parte fruttata e alla mandorla amara.

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Altri vini da provare: Vignazzo, Cresta del Ghiffi, Poculum, Millennium.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

CHI ASSAGGIA? - Montalcino, il paradiso toscano dove regna il vino: il Brunello di Lambardi è pura tradizione

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

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La famiglia Lambardi e la tradizione nel produrre il Brunello di Montalcino

 

Montalcino si trova in Toscana, circa quaranta km a sud della città di Siena. Il territorio è costituito da una sola grande collina in gran parte coperta da boschi, vigneti e oliveti. Nel 2004 il paesaggio, data la sua immensa bellezza e grande storia, è stato eletto patrimonio dell’Unesco.

I Lambardi sono una famiglia toscana che nel 1965 decise di comprare una proprietà nell’area di Montalcino. Quando acquistarono i terreni non avevano in progetto cosa fare, però la presenza del vigneto lasciò i Lambardi con una sola conclusione.

La famiglia decise di produrre vino e dal 1973 iniziarono con la commercializzazione delle prime annate. L’iniziale cantina era molto piccola e le quantità di vino limitate, all’incirca vennero prodotte solamente 500 bottiglie.

Il credo aziendale che viene rappresentato dai suoi vini è molto semplice e si può racchiudere in una sola parola: tradizione. La famiglia Lambardi produce vini genuini, territoriali, tradizionali e di qualità. I vini dell'azienda vengono etichettati principalmente sotto le due appellazioni classiche del comune di Montalcino, ovvero, Rosso di Montalcino DOC e Brunello di Montalcino.

I vini sono genuini poiché vi è grande rispetto della natura e della vigna; il Brunello così come il Rosso di Montalcino quando si bevono esprimo grande territorialità e rispetto del vitigno Sangiovese. La produzione dei vini segue un processo tradizionale: alta qualità dell’uva in vigna e in cantina avvengono macerazioni lunghe di 30/40 giorni con successivo invecchiamento, dopo la fermentazione alcolica, rigorosamente in botti grandi di Slavonia.

L’area coltivata a vigneto in Montalcino può essere separata generalmente in due zone: areale Nord e areale Sud. La parte di vigne che si estende a Nord è considerata la zona originaria e più vecchia ed è proprio in questa caratteristica area che l’azienda Lambardi ha i suoi 6,5 ettari di vigneto e la cantina di produzione, nella località Canalicchio di Sotto.

 Risultato immagini per lambardi montalcino 2013

2013 Rosso di Montalcino DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Sangiovese

Produzione: 30/40 gg di Macerazione, Botti grandi di Slavonia

Prezzo: 18 euro

Colore rubino con unghia granato. All’olfatto i profumi sono intensi di ciliegia rossa, lamponi, chiodi di garofano. Il palato è succoso e scorrevole con acidità agrumata, buona tannicità e finale gustativo su toni di susina, arancia sanguinella e sottobosco.

                     Risultato immagini per lambardi montalcino 2013

2013 Brunello di Montalcino DOCG

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Sangiovese

Produzione: 30/40 gg di Macerazione, Botti grandi di Slavonia

Prezzo: 42 euro

Colore granato intenso. Profumi penetranti di amarena, susina, viola, cuoio e funghi secchi. Il vino al palato è potente e profondo. Trama tannica composta, importante struttura acido-sapida che porta a un finale molto lungo con richiami di visciola, lampone, chiodo di garofano, radice di liquirizia e cuoio.

Risultato immagini per lambardi montalcino

Altri vini da provare: Sant’Antimo DOC bianco.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

CHI ASSAGGIA? - Leonardo Bussoletti, ambasciatore del Ciliegiolo e dei vini di Narni. Dove tutto è storia, arte e bellezza

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


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Leonardo Bussoletti, ambasciatore del Ciliegiolo e dei vini di Narni

The Wriner | La nuova vita del ciliegiolo – Leonardo Bussoletti

Leonardo Bussoletti è proprietario ed enologo di un’affascinante azienda vinicola in Umbria nella bellissima città di Narni.

Leonardo, dopo molti anni lavorando come commerciante di vino, nel 2009 realizzò uno dei suoi sogni acquistando i vigneti di famiglia e iniziando a produrre vino. L’azienda è stata fondata nell' artistica cittadina di Narni con un progetto focalizzato sulle varietà tradizionali come il Trebbiano spoletino e il Grechetto, ma soprattutto sull’uva Ciliegiolo.

Nel 2009 Leonardo iniziò a collaborare con l’Università degli Studi di Milano per identificare i cloni di Ciliegiolo presenti nei suoi vigneti e approfondire così la conoscenza sulla varietà.

Il Ciliegiolo si pensa che sia stato introdotto in Italia nel 1870 circa, da alcuni pellegrini di ritorno da Santiago di Compostela. Diversi studi hanno riscontrato che la varietà è relazionata all’uva Sangiovese e tradizionalmente è stata utilizzata dell'uvaggio del vino Chianti.

Nel tempo l’azienda di Bussoletti è riuscita a conquistare i mercati mondiali con vini deliziosi e di altissima qualità, e soprattutto è riuscita a far conoscere ad un pubblico internazionale la varietà che caratterizza la città di Narni, il Ciliegiolo.

Oltretutto, Leonardo ha fondato il consorzio del Ciliegiolo di Narni con la volontà di unire diversi produttori sotto un’unica organizzazione, così contribuendo tutti insieme alla rinascita della varietà Ciliegiolo.

I vini di Leonardo sono prodotti con l’utilizzo di fermentazione spontanea e non filtrati, sia i vini bianchi che i rossi hanno un’ottima precisione enologica e una grande personalità.

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2019 Colle Ozio – Umbria IGT

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Grechetto

Produzione: Acciaio, Sosta sui lieviti

Prezzo: 12 euro

Colore giallo paglierino con riflessi dorati. Profumi di pesca gialla, mango, gelsomino, menta fresca e crosta di pane. Il palato ha una buona carica fruttata ma sapidità e acidità accompagnano il sorso durante la persistenza gustativa. Ottima struttura, nel finale si presentano note di erbe aromatiche.

 Ciliegiolo di Narni IGT "Brecciaro" 2018 - Leonardo Bussoletti | VINOPOLY  le firme del vino al prezzo scontato. I vini delle migliori cantine.

2018 Brecciaro – Ciliegiolo di Narni IGT

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Ciliegiolo

Produzione: Acciaio e botti di rovere

Prezzo: 16 euro

Colore rubino vivace con riflessi violacei. Intense note fruttate di ciliegia, petali di rosa e leggere sensazioni speziate. Il vino al palato ha una struttura moderata, ottima spina dorsale acido-sapida e tannini contenuti. Il finale gustativo rimanda a sensazioni di frutti di bosco, melograno e radice di liquirizia.

 CILIEGIOLO, LEONARDO BUSSOLETTI, NARNI, UMBRIA, Su i Vini di WineNews

2016 Ràmici – Ciliegiolo di Narni IGT

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Ciliegiolo

Produzione:

Prezzo: 23 euro

Colore rubino brillante. I profumi sono nitidi ed ha un’ottima eleganza olfattiva. Lampone, ciliegia, more, rabarbaro, timo e sensazioni speziate e tostate. Il palato ha un eccellente equilibrio e un’ottima struttura. Il finale gustativo colpisce per la sua durata, pulizia e mineralità. Richiami speziati e balsamici.

Bussoletti – Il Cammino di San Francesco

Altri vini da provare: Colle Ozio Grechetto, 05035 Bianco, 05035 Rosso.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

CHI ASSAGGIA? - Una storia lunga oltre 600 anni: nell'Alto Piemonte l'eccellenza vinicola della cantina Rovellotti

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


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Rovellotti, rappresentante dei vini dell’Alto Piemonte

La cantina Rovellotti è situata in Piemonte nella zona vinicola Ghemme ed è considerata una delle migliori cantine dell’Alto Piemonte.

L’azienda è stata fondata, ufficialmente, dalla famiglia Rovellotti nel 1972 però la loro storia iniziò più di 600 anni fa. La cantina si trova nell’antico Ricetto di Ghemme, un vecchio quartiere medievale che una volta era un centro vinicolo, responsabile per la fornitura di vino per la Corte degli Sforza.

La cantina Rovellotti nel corso degli anni ha dimostrato di essere un’azienda solida offrendo sempre nel mercato vini di elevatissima qualità. Ad oggi coltivano 25 ha e l’aumento della quantità di vino prodotto ha portato ad avere qualche problema di gestione in cantina. In particolare, risultava difficoltoso la gestione degli spazi durante le fasi operative di cantina poiché l’azienda è collocata all’interno delle antiche mure del recetto.

La famiglia Rovellotti è però riuscita a trovare una soluzione senza dover spostare il centro produttivo dell’azienda dando vita ad un progetto di rivalutazione degli spazi del recetto di Ghemme in modo da massimizzare il loro utilizzo. Ovvero, alcune aree funzionali alla produzione di vino furono convertite dislocando diverse fasi in luoghi diversi. Come risultato l’azienda fu ridimensionata e riorganizzata all’interno delle antiche mura del recetto di Ghemme. Inoltre, un particolare curioso è che durante la ristrutturazione la cantina decise di riutilizzare i materiali provenienti dalle stesse mura; questa idea della famiglia Rovellotti rese ancora più evidente la loro identità e volontà di rappresentare la viticoltura e le tradizioni di Ghemme.

L’incontabile numero di ore spese nelle vigne e in cantina ha reso la famiglia Rovellotti una delle più rispettate cantine dell’Alto Piemonte e un punto di riferimento per i consumatori e le nuove generazioni di vignaioli.

I vini prodotti dall’azienda riflettono le tradizioni vinicole dell’Alto Piemonte, la maggior parte dei vini sono a base dell’uva Spanna (nome locale per la varietà Nebbiolo) con l’aggiunta delle uve Vespolina e Uva Rara (chiamata anche Bonarda novarese), ovvero il classico uvaggio per i vini sotto l’appellazione Ghemme DOCG. I vini di Ghemme sono contraddistinti da grande personalità, capaci di richiamare l’attenzione mondiale di numerosi appassionati e critici del vino, per le caratteristiche del territorio dal quale provengono.

Oltre il vino Ghemme la famiglia Rovellotti produce fantastici vini monovarietali basati su uve locali, sorprendenti vini spumante metodo classico e passito dolce.

NV Metodo Classico Dosaggio Zero

Tipologia: Vino Spumante Metodo Classico

Vitigno: Erbaluce

Produzione: Metodo Classico, matura per 30 mesi sui lieviti

Prezzo: 20 euro

Colore giallo paglierino luminoso. Il vino ha un perlage molto fine, persistente e le bollicine al palato sono molto delicate creando una sensazione cremosa. I profumi sono delicati con sensazioni di frutta poco matura come mela verde e pesca bianca. Continua con delicati richiami ai fiori di campo, maggiorana, distinta nota di crosta di pane e mandorla. Finale gustativo fresco e minerale.

2014 Chioso dei Pomi Ghemme DOCG

Tipologia: Vino Rosso fermo

Vitigno: Nebbiolo 85%, Vespolina 15%

Produzione: Fermentazione in acciaio e invecchiato in botti di legno

Prezzo: 24 euro

Colore granato con media intensità nel colore. Il vino all’olfatto ha un eccellente intensità, bouquet di ciliegia matura, rosa appassita, continua con speziatura e note di funghi e cuoio. Il sorso è ricco, buon corpo e acidità vibrante. Il finale gustativo è molto persistente caratterizzato da visciole, rose e foglia di tabacco.

 

2018 Valdenrico Vino Passito da Uve Stramature

Tipologia: Vino Passito dolce

Vitigno: Erbaluce

Produzione: Appassimento fino a Febbraio/Marzo, Vinificato in botti di legno

Prezzo: 26 euro

Colore ambrato di grande luminosità. Profumi molto intensi di canditi, uva passa, fiori di acacia, camomilla, zafferano e frutta secca. Il palato è potente e dolce. Il vino è molto persistente al palato con richiami di frutta candita, nocciole e note speziate.

 

Altri vini da provare: Innominabile, Coste del Salmino, Valplazza, Morenico, Ronco al Maso, La Paganella.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

CHI ASSAGGIA? - Il trionfo delle uve locali per i vini della Riviera dei Fiori. Podere Grecale esalta la tradizione con vista mare del Ponente ligure

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

Il ritorno alle vigne e la nascita di Podere Grecale

 Podere Grecale (@PodereGrecale) | Twitter

L’azienda vinicola Podere Grecale si trova in Liguria, nella costa chiamata “Riviera dei Fiori”, nell’estremo ponente ligure che da Imperia si spinge fino al confine francese.

Il paesaggio ligure è unico e molto affascinante, il territorio è composto maggiormente da montagne e colline che fanno da sfondo alle bellissime coste liguri. La regione ha un clima variegato di tipo mediterraneo dovuto alla morfologia del suo territorio in gran parte montuoso ma aperto su un mare decisamente caldo. Queste caratteristiche ne fanno un luogo ideale per la viticoltura e non solo.

La viticoltura è da sempre parte nella vita di tutti i giorni delle famiglie liguri, Lino con la sua famiglia dopo molti anni lontani da casa decisero di tornare in Liguria e riscoprire le loro origini. Più di 15 anni fa, Lino, una volta rientrato nella città di origine iniziò a lavorare la vigna con il desiderio di produrre e assaggiare ancora il Vermentino di Bussana, vino che aveva segnato i suoi ricordi.

Nel 2005 Lino e la famiglia piantarono il primo vigneto e iniziarono il loro progetto; più tardi, dopo le prime sperimentazioni e convinti dalla qualità dei vini, fondarono ufficialmente Podere Grecale nel 2007.

Con la nascita dell’azienda il desiderio di Lino e della sua famiglia si realizzò e i vini da loro oggi prodotti utilizzando le varietà locali, riflettono le tradizioni vinicole del territorio.

I vigneti dell’azienda sono piantati in diverse località della Riviera Ligure di Ponente e sono tutti terrazzati, ovvero, sostenuti dai caratteristici muretti a secco che caratterizzano il paesaggio e la viticoltura ligure. Il primo vigneto aziendale fu piantato nella località “Madonna della Guardia” con l’uva Vermentino e il resto delle vigne si trovano nelle località Lone, Beusi e Bussana. In tutti i vigneti si coltivano solo varietà locali come l’uva Pigato, Granaccia e Moscatello di Taggia.

 

2019 Riviera Ligure di Ponente Vermentino DOC

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Vermentino

Produzione: Acciaio

Prezzo: 13 euro

Colore giallo paglierino luminoso. L’olfattiva è molto intenso con sentori di mela verde, pesca bianca, timo e sensazioni di scoglio. Il vino al palato ha uno scheletro fresco e sapido con un finale gustativo fruttato e di mandorla.

 

2018 Maèn Riviera Ligure di Ponente Vermentino Superiore DOC

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Vermentino

Produzione: Acciaio e una piccola percentuale della massa matura in legno

Prezzo: 17 euro

Colore paglierino brillante. Intense note fruttate di pera bianca, albicocca e pesca tabacchiera. Continua con delicate note di maggiorana, fiori di zagara. Il palato è denso con viva acidità, buona struttura e avvolgenza. Il finale gustativo ha un forte richiamo sapido.

 granaccia Liguria

2018 Beusi Riviera Ligure di Ponente Granaccia Superiore DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Granaccia

Produzione: Fermenta in acciaio e affina in barrique usate per 12 mesi

Prezzo: 19 euro

Colore rubino compatto. I profumi al naso hanno una bella aromaticità e intensità, prugne mature, more, ciliegie, chiodi di garofano. Il palato è ricco, strutturato e buona carica alcolica. Nel finale gustativo il vino rimane sulle sensazioni fruttate e leggermente speziate con una decisa chiusura sapida.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Altri vini da provare: Pigato, Frizantin, Moscatello di Taggia.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

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