updated 11:08 AM UTC, Jan 22, 2021

SAPERE DI BELLEZZA - Come riapriranno i musei? E se un numero minore di visitatori non fosse affatto un danno?

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


RIAPERTURA DELLA PINACOTECA DI BRERA | Pinacoteca di Brera

Dopo la falsa partenza dell’estate 2020, con la riapertura e successiva chiusura dell’autunno, i musei si stanno apprestando a riaprire le proprie porte (almeno in zona gialla, come gli Uffizi).

La riflessione non è quindi tanto sul quando ma sul come. Già nella riapertura estiva infatti, tutti i musei hanno dovuto adeguarsi a strette regole di ingresso: contingentamento dei visitatori, obbligo di mascherina per tutta la visita, postazioni con gel sanificante in ogni dove, massima attenzione a evitare possibili assembramenti.

E’ probabile che il futuro prossimo sarà molto simile a questa realtà, anche quando un vaccino sarà diffuso e si potrà tornare a una vita quasi normale.

Ciò che è successo questa estate è però peculiare. Data la carenza di turisti stranieri (soprattutto asiatici e americani), i musei si sono popolati di un pubblico più locale, andando a svolgere ancora di più quel ruolo di centri di cultura all’interno delle comunità.

Sarà possibile tornare alla situazione pre-covid? Ma soprattutto, c’è da augurarselo?

Molte città e realtà museali italiane, nel periodo pre-pandemico, erano completamente sopraffatte dalla quantità di turisti, soprattutto stranieri, che le invadevano. Anche passeggiare per alcune vie di Firenze o Venezia era diventato complicato, in certi periodi, proprio per la quantità di turisti mordi e fuggi presenti.

Già negli anni precedenti, alcune amministrazioni come quella di Dubrovnik (Croazia) erano state costrette a inserire un numero chiuso giornaliero per contingentare gli ingressi, e molti altri luoghi comele Cinque Terre e Taormina ci avevano seriamente pensato o lo avevano previsto come Venezia (dal 2022).

  Gallerie degli Uffizi, inarrestabile crescita dei visitatori

Molto difficilmente si tornerà (almeno nel breve periodo) a una situazione simile, e questo permetterà ai musei di concentrarsi su quei pubblici che sono a loro più vicini, e che spesso visitano (e vivono) il museo più volte l’anno.

In questo senso, l’iniziativa Brera Pilus+ (di cui vi abbiamo già parlato qui) va in questa direzione, cioè amplificare le possibilità per il visitatore creando una sorta di abbonamento per la visita, con cui una persona può ritornare più volte per ammirare le opere della Pinacoteca e nel frattempo approfondire le proprie conoscenze con contenuti digitali dedicati.

Il vero e proprio boom di contenuti culturali online causato dalla pandemia ha sicuramente aiutato molte realtà a digitalizzarsi, e compiere in poche settimane dei percorsi che avrebbero richiesto anni.

Dall’altro lato però, chi scrive è convinto che il digitale potrà essere solo un complemento, un approfondimento di ciò che viene visto dal vivo nei musei, e non li potrà mai sostituire.

L’augurio è quindi che si possa tornare presto in presenza nei musei, evitando la corsa frenetica ad accumulare visitatori che aveva caratterizzato gli ultimi anni prima della pandemia.

Il successo di una realtà museale non andrebbe misurato solo sul numero di biglietti venduti, ma sul servizio che sa rendere alla comunità di cui fa parte.

Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - Nasce ITsART, la “Netflix della cultura"

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


 Al via ITsArt, la piattaforma per arte e spettacolo | MonitoR

Nasce ufficialmente ITsART (QUI il link), la piattaforma fortemente voluta dal ministro Franceschini per rispondere alla crisi del settore culturale dovuta alla pandemia.

Il progetto è entrato nel vivo il 13 maggio scorso, con la prima dotazione di 10 milioni di € nel decreto Rilancio, mentre l’annuncio ufficiale del nome è avvenuto ieri.

L’obiettivo di questa piattaforma sarà quello di supportare le realtà culturali italiane che hanno dovuto fare i conti con la pandemia, con chiusure generalizzate e impossibilità di avere un pubblico pagante.

Il gestore della piattaforma sarà Chili,proprietario insieme a Cassa Depositi e Prestiti della società, e la scelta è stata dettata dall’italianità del fornitore stesso; le istituzioni culturali in questo periodo potevano fare affidamento solo su servizi americani (Youtube, Facebook, ecc).

Dagli annunci sembrerebbe che la piattaforma ospiterà spettacoli live e on-demand, sia gratuiti che a pagamento, oltre a tour virtuali dei Musei e altre esperienze multimediali.

Le perplessità di molti sono legate alla completa esclusione della Rai, che ha una piattaforma di streaming perfettamente funzionante (RaiPlay) e che quindi avrebbe potuto garantire lo sfruttamento di un servizio già attivo, con un conseguente risparmio economico rispetto a questa soluzione.

 In questo anno ci sono comunque già stati esempi positivi di spettacoli in streaming: il teatro San Carlo di Napoli ha inaugurato la stagione il 4 dicembre 2020 con la Cavalleria Rusticanain forma di concerto, creando un evento live sulla loro pagina Facebook.

Dal sito del teatro si apprende che i “biglietti” virtuali staccati (dal prezzo simbolico di 1,09€) sono stati più di 30.000, con reazioni in diretta entusiaste postate da utenti di mezzo mondo.

Il successo è stato dettato sicuramente anche dal prezzo popolare; questi spettacoli possono essere utili in questo periodo di chiusura e per creare contenuti alternativi, ma siamo convinti che non sarà sostenibile nel lungo periodo per le istituzioni culturali mantenere dei prezzi così bassi, né vivere di solo streaming.

La speranza di chi scrive - ma credo di chiunque - è che questo progetto non naufraghi come altre “grandi” iniziative del passato, ad esempio il famoso portale verybello.it, voluto per promuovere gli eventi di Expo 2015 e mai decollato (forse per il nome insensato?).

 

Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - NASCE BRERA MODERN: APPROVATO IL PROGETTO DI PALAZZO CITTERIO

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


A 50 anni dall’acquisizione, finalmente Palazzo Citterio aprirà al pubblico, ospitando la collezione di Arte moderna della Pinacoteca.

L’acquisizione era avvenuta infatti nel lontano 1972, voluta dall’allora soprintendente Franco Russoli, con l’intento di allargare la Pinacoteca con il progetto della Grande Brera.

 Il progetto per l’ampliamento, chiamato Brera Modern, era stato presentato 2 anni fa dal direttore James M. Bradburne, creato dallo studio di architettura Front Inc.  (QUI il link al progetto). Grazie all’approvazione arrivata il 30 dicembre scorso permetterà l’apertura delle collezioni alla fine del 2022.

Con questo ampliamento raddoppierà la superficie espositiva del Museo, oltre alla creazione di sale conferenze e caffetteria; gli interventi più particolari, come si vede dai rendering, saranno la creazione di una scala in acciaio e vetro all’interno del palazzo, e del Corridoio Russoliano, una scenografica passerella sospesa sopra gli Orti di Brera, che collegherà l’attuale Pinacoteca a Palazzo Citterio.

 

 

Questa notizia è particolarmente importante per Milano, soprattutto dopo la notizia del raddoppio del Museo del 900 (QUI l’articolo), e nell’anno in cui apriranno ufficialmente il Museo del Design e il Museo Etrusco, dopo un 2020 sicuramente difficile per la cultura in città (e in tutta Italia).

Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - Pompei, le ultime incredibili scoperte e le nuove sfide per gli archeologi

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


La scoperta annunciata solo pochi giorni fa a Pompei ha dell’incredibile: un termopolio, una antica bottega di street food, con ancora i resti dei cibi conservati all’interno delle anfore ritrovate.

La notizia ha avuto un’eco enorme in tutto il mondo, tanto che la Rai ha trasmesso domenica, in prima serata, un documentario dedicato (QUI il link).

Nella trasmissione, il direttore del parco archeologico Massimo Osanna fa da voce narrante, raccontando la genesi e lo sviluppo di questo scavo iniziato nel 2018.

 Archivo Cultura | PERU21

In queste immagini è possibile apprezzare l’incredibile lavoro che si cela dietro a uno scavo archeologico, a maggior ragione in un parco come quello di Pompei. Vengono chiamate in causa moltissime figure professionali come archeologi, antropologi, vulcanologi ed altri esperti di diverse discipline legate all’archeologia.

Grazie a queste competenze è stato possibile ad esempio “riscrivere la storia” dell’eruzione, confermando un’ipotesi già circolata che la datava il 24 ottobre del 79 d.C. (anziché al 24 agosto dello stesso anno).

E’ interessante vedere anche i lavori di laboratorio, con gli antropologi al lavoro per comporre gli scheletri ritrovati o gli archeobotanici che studiano i resti di un braciere ritrovato nel cortile di una domus.

Gli ascolti TV (circa 3 milioni di telespettatori) hanno premiato la trasmissione, che ha permesso di scoprire un mondo che spesso è nascosto anche agli addetti ai lavori. Immagine

La decisione della Rai di trasmettere in prima serata un documentario così particolare non può che far piacere, avvicinando professioni molto particolari a un pubblico molto vasto e raccontando le fasi cruciali di scoperte incredibili.

La speranza è che ci possano essere in futuro sempre più occasioni di ricerca e di scavo (e quindi di fondi dedicati), e che venga dato a queste scoperte il giusto risalto.

 

Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - Buone notizie da Roma: riapre il Mausoleo di Augusto e parte la copertura dell’arena del Colosseo

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


 L’annuncio è arrivato ieri, per bocca del Ministro per i Beni Culturali Franceschini: la copertura dell’arena del Colosseo si farà.

Lo stanziamento, di 18,5 milioni di €, era stato previsto dallo stesso Franceschini nel 2015, quando sempre da Ministro dei Beni Culturali fece propria l’idea dell’archeologo Manacorda.

Il progetto permetterà di riportare l’area all’aspetto che aveva fino all’Ottocento (vedi foto sottostante), prima di essere smantellata in restauri successivi che hanno portato gli ambienti sotterranei di fatto in superficie.

 Colosseo. Il Codacons chiede lo stop al “progetto dell'arena”, ma il  ministro assicura: “Intervento scientifico inoppugnabile, non sarà Las  Vegas” | archeologiavocidalpassato

Questa notizia fa parte di un progetto più ampio, già avviato da Franceschini alcuni anni fa con l’istituzione del parco archeologico del Colosseo, comprendente anche le aree del Foro Romano, del Palatino e della Domus Aurea.

L’obiettivo sarebbe quello di permettere, oltre a una migliore fruizione dell’arena stessa, maggiori introiti per il parco tramite l’organizzazione di eventi culturali “di altissimo livello”, come dice il Ministro stesso, oltre all’ovvia visibilità che questo intervento avrebbe a livello mondiale.

C’è solo da sperare nell’alto valore culturale degli eventi che si organizzeranno, in modo da non compromettere l’immagine del monumento stesso, uno dei più ammirati e visitati al mondo.

 

Riapre anche il Mausoleo di Augusto

Solo pochi giorni fa è stata annunciata (finalmente) la riapertura del Mausoleo di Augusto, chiuso per 14 anni e ora restaurato grazie a una partnership tra l’amministrazione della Capitale e la Fondazione TIM.

 Il Mausoleo di Augusto riapre nel 2021 con la collaborazione tra Fondazione  TIM e Roma Capitale - MondoMobileWeb.it - Telefonia, Offerte e Notizie

Il mausoleo venne costruito da Augusto stesso a partire dal28  a.C., di ritorno dall’Egitto dopo aver sconfitto Antonio. Sembra che proprio ad Alessandria il princeps abbia visto la tomba di Alessandro Magno, probabilmente a pianta circolare, e si sia voluto ispirare per il suo mausoleo.

L’apertura è prevista dall’1 marzo 2021, con delle visite gratuite prenotabili su questo sito; permetterà ai visitatori di godere di un monumento unico, colpevolmente abbandonato per molto tempo e recuperato solo grazie a una partnership pubblico/privato, che si dimostra ancora una volta un modello che funziona.

 

Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - "Solo con l'arte si può pensare di ritornare a riveder le stelle"

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


PRIMA DELLA SCALA: SOLO CON L'ARTE POSSIAMO RIVEDERE LE STELLE - Notizie di  Spettacolo 

 Una Prima della Scala particolare

Solo con l’Arte si può pensare di ritornare a riveder le stelle”.

Con queste parole, in chiusura dello spettacolo A riveder le stelle (QUI il link), il regista Davide Livermore ha voluto lanciare un messaggio di speranza per il futuro, oltre che una grande sfida.

L’Arte infatti ha sofferto in maniera particolare questi mesi di pandemia.

Anche in questo momento, come ben evidenziato dalla straordinarietà di questa prima, i luoghi della Cultura sono chiusi al pubblico, lasciando moltissimi lavoratori in condizioni difficili e privando il pubblico della bellezza che solo l’Arte (in ogni sua forma) può trasmettere.

L’Arte si conferma quindi a tutti gli effetti un bene essenziale, a cui nessuno può davvero rinunciare.

A ribadirlo c’è anche il successo del pubblico televisivo per lo spettacolo del 7 dicembre, trasmesso su Rai1 (e senza alcuna pausa pubblicitaria!), e questo dovrebbe riflettere:

il pubblico è curioso, pronto a recepire anche formati nuovi e nuove modalità di fruizione, pur di non rinunciare alla Cultura.

 

Non è la prima volta infatti che la cultura in TV ottiene un riscontro di pubblico che va ben oltre le aspettative; pensiamo ad esempio a Danza con me (QUI il link alla puntata del 2020), spettacolo di Roberto Bolle che da ormai tre anni occupa la prima serata di Rai1 il primo giorno di ogni anno, o ancora a Conversazione su Tiresia di Andrea Camilleri, trasmesso anch’esso in diretta su Rai1 in prima serata nel marzo 2019.

Le parole di Livermore suonano quindi come un auspicio, ma anche come un monito: solo con l’Arte sarà possibile rinascere, dopo questi mesi difficili, a patto che l’Arte stessa venga rimessa al centro.

 

Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - Quando i dipinti prendono vita

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Lo scorso anno, Il Museo del Prado di Madrid ha deciso di festeggiare i 200 anni dalla sua fondazione presentandoBeleza y Locura en el Prado, del regista Rino Stefano Tagliafierro.

In questo cortometraggioil regista è riuscito a “dar vita” a 30 diverse opere della collezione, umanizzando le scene che sono dipinte e accompagnandole con una colonna sonora dedicata.

VIDEO

Ogni dipinto si anima, e possiamo così ascoltare i rumori che si sentirebbero se quella scena fosse reale, come i suoni della natura o una musica carica di tensione con il Saturno di Goya.

Il regista non è nuovo a questo tipo di interventi e anche nel suo primo cortometraggio, Beauty, ha creato una galleria di 300 opere che vanno dal Rinascimento al Romanticismo,dando loro vita.

E durante la pandemia?

Il Getty Museum di Los Angeles per primo ha iniziato a chiedere ai propri follower su Instagram di reinterpretare i più famosi dipinti della storia dell’arte, recitando la parte dei protagonisti e mettendoli in scena dal vivo. La sfida ha preso il via grazie all’account Instagram Tussen Kunst &Quarantaine (QUI il profilo Instagram con tutte le immagini), che ha raccolto i frutti della creatività (spesso molto ironica) di molti follower.

P4 | Escola Sant Joan

La ronda di notte e il Museo restituito alla cittadinanza

Diverso è il caso del RijksMuseum di Amsterdam.

Qui, grazie a uno sponsor privato che ha contribuito al restauro del Museo, si è deciso di mettere in scena il dipinto più famoso della collezione, la Ronda di notte di Rembrandt:

VIDEO

La particolarità più curiosa è la location, all’interno di un centro commerciale, luogo che vive di shopping e sicuramente non di cultura. A giudicare dalla curiosità suscitata e dagli applausi scroscianti, la scelta è stata assolutamente azzeccata.

Dopotutto l’idea di base, assolutamente condivisibile, era quella di restituire il Museo alla cittadinanza, e si è quindi deciso di portare la sua opera più importante (“viva”, in questo caso) proprio in un contesto di vita quotidiana.

 

Claudio Scaccabarozzi

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