updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

Covid, gli anticorpi durano fino a 8 mesi: lo studio dell'Ospedale San Raffaele di Milano con l'Iss

Secondo l'analisi scientifica, condotta seguendo nel tempo 162 pazienti positivi al SarsCoV2, la protezione è indipendente dalla gravità della malattia, l'età dei pazienti o la presenza di altre patologie


PRESENTAZIONE - Sevizio di Medicina di Laboratorio dell'Ospedale San  Raffaele

Gli anticorpi neutralizzanti del virus Sars-CoV-2 persistono nei pazienti fino ad almeno otto mesi dopo la diagnosi di Covid-19, indipendentemente dalla gravità della malattia, l'età dei pazienti o la presenza di altre patologie. Chi non riesce a produrli entro i primi 15 giorni dal contagio, invece, è a maggior rischio di sviluppare forme gravi. Sono i risultati dello studio condotto dall'Ospedale San Raffaele di Milano con l'Iss.

Lo studio è stato condotto seguendo nel tempo 162 pazienti positivi al SarsCoV2 (di cui il 67% maschi e un'età media di 63 anni), con sintomi di entità variabile, che si sono presentati al pronto soccorso del San Raffaele durante la prima ondata della pandemia.

I primi campioni di sangue sono stati raccolti a marzo-aprile 2020, mentre gli ultimi a fine novembre 2020. Il 57% dei malati studiati soffriva di una seconda patologia, oltre al Covid-19 al momento della diagnosi: ipertensione (44%) e diabete (24%) le più frequenti. Su 162 pazienti, 134 sono stati ricoverati.

Si è così visto che la presenza degli anticorpi neutralizzanti, pur riducendosi nel tempo, è risultata molto persistente: a otto mesi dalla diagnosi erano solo tre i pazienti che non mostravano più positività al test, e questo indipendentemente dall'età dei pazienti o dalla presenza di altre patologie. Il 79% dei malati arruolati ha prodotto questi anticorpi entro le prime due settimane dall'inizio dei sintomi.

"I pazienti incapaci di produrre anticorpi neutralizzanti entro la prima settimana dall'infezione - spiega Gabriella Scarlatti, coordinatrice della ricerca - andrebbero identificati e trattati precocemente, in quanto ad alto rischio di sviluppare forme gravi di malattia". Dai dati analizzati i ricercatori hanno anche verificato che la riattivazione degli anticorpi pre-esistenti per i coronavirus stagionali (come quelli del raffreddore) non rallenta la produzione degli anticorpi specifici per il SarsCoV2 e non è associata ad un maggior rischio di forme gravi di Covid-19.

I risultati di questo studio "ci danno due buone notizie - conclude Scarlatti -. La prima è che la protezione immunitaria data dall'infezione persiste a lungo. La seconda è che la presenza di una pre-esistente memoria anticorpale per i coronavirus stagionali non costituisce un ostacolo alla produzione di anticorpi contro il SarsCoV2". Il prossimo passo sarà capire se queste risposte efficaci si mantengono anche con la vaccinazione e contro le nuove varianti circolanti. 

 

(Fonte: tgcom24)

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Sindaco di Milano, Albertini rinuncia per motivi familiari: "Chiedo scusa ai miei concittadini". Tutto da rifare per il centrodestra. E Sala se la ride

Salvini ci contava, i sondaggi lo davano quasi alla pari con Sala, molti milanesi lo acclamavano. Ma Gabriele Albertini non correrà per la poltrona di sindaco di Milano, carica che ha ricoperto per due mandati dal 1997 al 2006. Ora si riapre la ricerca di un candidato forte e credibile in casa di un centrodestra in cui convivono diverse anime, che deve mettere d'accordo la preponderante ala sovranista e la componente moderata, tenendo conto della specificità di una città che veste più volentieri la camicia della felpa. Sullo sfondo anche le divergenze nazionali tra il leader leghista e Giorgia Meloni. Intanto l'attuale primo cittadino neoambientalista non perde di certo il sonno.


L'accorato messaggio di Gabriele Albertini ai milanesi: "Vi chiedo scusa miei cari concittadini, non ho corrisposto alle vostre attese"

Sala su Albertini: "Rispetto la persona, ma Salvini fa soltanto  chiacchiere" - Politica

L'ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, si sfila dalla corsa alle Comunali di Milano, dopo essere stato indicato negli ultimi giorni come candidato del centrodestra in pole per guidare il Comune alle prossime amministrative di autunno. Ad annunciarlo, dopo i rumors circolati ieri, è lo stesso Albertini, in una lettera aperta scritta al quotidiano 'Libero'. "Grazie miei cari concittadini, mi avete reso, per qualche giorno, davvero felice della vostra riconoscenza, del vostro grato ricordo - si legge in un passaggio della missiva -. Stavo per cedere, per dire sì ma mi sono fermato davanti alla mia famiglia 'bicellulare' (siamo solo in due a vivere insieme) e a mia moglie non potevo infliggere un disagio, per lei così insopportabile, per un terzo quinquennio".

"Dopo avervi ringraziato - sottolinea Albertini - vi chiedo scusa miei cari concittadini, non ho corrisposto alle vostre attese, mi sono sottratto alle vostre richieste e ho preferito sperare di trascorrere, serenamente, con la mia famiglia, finché ci sarà salute, l'ultimo ottavo di vita media, dopo averne trascorsi sette, grazie anche a voi, con grandi soddisfazioni. spero vorrete perdonarmi".

"Alcuni sondaggi - spiega Albertini, già sindaco di Milano dal 1997 al 2006 - m'avevano inaspettatamente indicato come valido antagonista del sindaco uscente e Matteo Salvini aveva presentato, in pubblico e da solo, la mia candidatura. Lo ringrazio! Nel propormi, ha superato le tante divergenze politiche, da che ci conosciamo...24 anni. Gli avevo fatto presente le mie contrarietà, di carattere personale e familiare, ad accettare il gravoso compito: avrei rivissuto, da carnefice e vittima, quella nuova fattispecie di reato: 'il sequestro di persona del consenziente' (come avevo definito la vita del sindaco di Milano) e una sicura crisi coniugale, essendo mia moglie contrarissima, oltre a ridurre considerevolmente il mio reddito".

E continua: "Dall'annuncio pubblico del leader della Lega, si era aperto un dibattito su media ed era cominciato un flusso costante, impetuoso di messaggi diretti, vocali e scritti di incoraggiamento (...) per le quali non troverò mai parole sufficienti per dire grazie". Tra i tanti che gi hanno espresso parole di stima, Albertini ricorda Silvio Berlusconi: "che non mi ha fatto mancare il suo sostegno e la sua affettuosa amicizia".

Infine Albertini scrive che "se fossi stato candidato ed eletto, ecco il mio primo atto, da sindaco di Milano: chiedere a Beppe Sala d'entrare nella Giunta municipale, come vicesindaco, d'unirsi a me nel governo della città, magari accompagnato da alcuni assessori suggeriti da lui e/o dalle forze politiche responsabili che lo sostengono". "In altre circostanze non avrei mai pensato a un progetto così insolito - prosegue - per qualcuno forse così inconcepibile e persino farneticante ma viviamo tempi molto particolari e gravi. Dopo l'inverno della pandemia, ecco questa primavera, in cui ci sentiamo e vogliamo ritornare vivi, per veder risorgere Milano, la nostra radiosa, meravigliosa, impareggiabile Milano".

L'ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, si sfila dalla corsa alle Comunali di Milano, dopo essere stato indicato negli ultimi giorni come candidato del centrodestra in pole per guidare il Comune alle prossime amministrative di autunno. Ad annunciarlo, dopo i rumors circolati ieri, è lo stesso Albertini, in una lettera aperta scritta al quotidiano 'Libero'. "Grazie miei cari concittadini, mi avete reso, per qualche giorno, davvero felice della vostra riconoscenza, del vostro grato ricordo - si legge in un passaggio della missiva -. Stavo per cedere, per dire sì ma mi sono fermato davanti alla mia famiglia 'bicellulare' (siamo solo in due a vivere insieme) e a mia moglie non potevo infliggere un disagio, per lei così insopportabile, per un terzo quinquennio".

"Dopo avervi ringraziato - sottolinea Albertini - vi chiedo scusa miei cari concittadini, non ho corrisposto alle vostre attese, mi sono sottratto alle vostre richieste e ho preferito sperare di trascorrere, serenamente, con la mia famiglia, finché ci sarà salute, l'ultimo ottavo di vita media, dopo averne trascorsi sette, grazie anche a voi, con grandi soddisfazioni. spero vorrete perdonarmi".

L'ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, si sfila dalla corsa alle Comunali di Milano, dopo essere stato indicato negli ultimi giorni come candidato del centrodestra in pole per guidare il Comune alle prossime amministrative di autunno. Ad annunciarlo, dopo i rumors circolati ieri, è lo stesso Albertini, in una lettera aperta scritta al quotidiano 'Libero'. "Grazie miei cari concittadini, mi avete reso, per qualche giorno, davvero felice della vostra riconoscenza, del vostro grato ricordo - si legge in un passaggio della missiva -. Stavo per cedere, per dire sì ma mi sono fermato davanti alla mia famiglia 'bicellulare' (siamo solo in due a vivere insieme) e a mia moglie non potevo infliggere un disagio, per lei così insopportabile, per un terzo quinquennio".

"Dopo avervi ringraziato - sottolinea Albertini - vi chiedo scusa miei cari concittadini, non ho corrisposto alle vostre attese, mi sono sottratto alle vostre richieste e ho preferito sperare di trascorrere, serenamente, con la mia famiglia, finché ci sarà salute, l'ultimo ottavo di vita media, dopo averne trascorsi sette, grazie anche a voi, con grandi soddisfazioni. spero vorrete perdonarmi".

SAPERE DI BELLEZZA - Eccessi (positivi) delle riaperture: tutti al cinema alle 6 del mattino

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Da lunedì 26 aprile, come già sapete, hanno riaperto molti luoghi della cultura su tutto il territorio nazionale (perlomeno nelle regioni gialle). Tra questi, anche molti cinema, spesso piccole sale o cinema d’essai, mentre le multisala riapriranno da metà maggio.

Ha fatto notizia quindi la decisione del cinema Beltrade di Milano di programmare la prima proiezione della mini-maratona cinematografica di riapertura alle 6 di lunedì mattina, con il film Caro Diario di Nanni Moretti.

Ciò è dovuto anche al fatto che è ancora vigente il coprifuoco alle 22, ed è quindi molto difficile programmare proiezioni nella fascia serale.

Più di cento persone si sono presentate davanti ai cancelli, ma solo 84 sono potuti entrare (coloro che avevano prenotato), e hanno accolto con un lungo applauso l’inizio del film.

I perché di un fatto così inusuale sono molti, e vanno ricercati nella forzata mancanza di cultura causata dall’ultimo lungo lockdown; i luoghi della cultura infatti sono stati ininterrottamente chiusi dall’inizio di novembre del 2020, impedendo a moltissimi lavoratori di poter svolgere il proprio lavoro ma anche al pubblico di poter godere di spettacoli ed eventi culturali dal vivo.

Nonostante la digitalizzazione spinta che ha accompagnato tutto il periodo che viviamo dall’inizio della pandemia, la voglia delle persone di vedere e godere dal vivo non è passata, ed è anzi più viva che mai, tanto da far rinunciare anche a qualche ora di sonno pur di godersi di nuovo una proiezione.

Visto il successo, il cinema Beltrade replicherà “l’esperimento” sabato 1° maggio.

 

Claudio Scaccabarozzi

Precisazioni in materia di Cassa Integrazione.

L'Avvocato Giuslavorista Davide Pollastro da nuove indicazioni sulla quantificazione della indennità di Cassa integrazione, con particolare riferimento ai ratei di mensilità aggiuntive.


Cosa succede al lavoratore che si ammala durante il periodo di cassa integrazione ? O nel caso di malattia precedente, come funziona il passaggio dalla malattia alla Cassa?

Quando il lavoratore in Cassa Integrazione può esercitare un altro lavoro continuando a percepire la indennità di cassa? In quali casi e con quali limiti? VIDEO

SAPERE DI BELLEZZA - Maurizio Cattelan torna in mostra a Milano

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Dal 15 luglio 2021 inaugurerà Breath Ghosts Blind, la mostra dell’artista Maurizio Cattelan ospitata da Pirelli HangarBicocca di Milano.

L’artista esporrà quindi nella città che ospita tutt’ora una delle sue opere più famose, L.O.V.E, ovvero il dito medio di Piazza Affari (ne abbiamo già parlato qui).

Il water d'oro di Cattelan rubato da palazzo storico: era stato offerto ai  Trump, vale un milione di euro

Negli ultimi anni ci sono state diverse mostre all’estero, molto chiacchierate e controverse, come la retrospettiva del 2016 al Guggenheim di New York e la mostra presso il Blenheim Art Foundation di Woodstock, famosa perché ospitava l’opera America, cioè un water d’oro 18 carati, che sarebbe stato rubato nel corso della mostra stessa (vero furto o performance artistica?).

La banana con lo scotch: la nuova opera di Cattelan | Cagliari - Vistanet

La più recente provocazione è sempre del 2019, quando ad Art Basel Miami Beach l’artista, ospite della galleria Perrotin, ha esposto Comedian, una banana appesa al muro con del nastro adesivo.

La mostra che si terrà presso Pirelli HangarBicocca riprenderà temi cari all’artista, che con ironia riflette spesso su eventi storici e simbolici della società moderna, cercando di portarne alla luce anche le contraddizioni che le contraddistinguono.

La mostra è a cura di Roberta Tenconi e Vicente Todolì, e sarà visibile fino al 20 febbraio 2022.

 

Claudio Scaccabarozzi

L'opposizione sanitaria del prof. Galli: "Draghi sulla pandemia non ne ha azzeccata una"

L'infettivologo dell'Ospedale Sacco di Milano critica il premier sulle riaperture: "Con l'annuncio di venerdì è stato dato un messaggio di 'liberi-tutti' che proprio non ci potremmo ancora permettere". "Una vittoria della linea-Salvini? Non avrei pensato prevalesse così velocemente"


Le riaperture in Italia dal 26 aprile fanno infuriare Massimo Galli. "Il premier Draghi sul Covid non ne ha azzeccata una", dice l'infettivologo del Sacco di Milano in un'intervista a Il Fatto Quotidiano. La preoccupazione di Galli è che possano tornare a salire i contagi. "Ci saranno un milione di infezioni attive in Italia o pensate che tutti i positivi si fanno il tampone e vengono a saperlo?", domanda il direttore del reparto di Malattie infettive del Sacco e docente alla Statale

"Sotto casa mia qui a Milano c'è un mercatino all'aperto, poco fa (ieri mattina, ndr) ci sono passato ed era strapieno come non succedeva da mesi. Il punto è che con l'annuncio di venerdì è stato dato un messaggio di 'liberi-tutti' che proprio non ci potremmo ancora permettere. Almeno fino a una migliore copertura dei settantenni con la prima dose e degli ottantenni con la seconda. Mi sembrano obiettivi ancora lontani". Galli fa poi l'esempio di quanto accade in altri Paesi: "La Francia, che con le vaccinazioni è messa più o meno come noi, le scuole le ha chiuse. Nel Regno Unito hanno fatto un lockdown duro e stanno riaprendo solo ora. Anthony Fauci ha affermato che gli Stati Uniti sono ancora ben lontani dall'avere il problema sotto controllo. A me piacerebbe tantissimo far parte della schiera che pensa l'Italia sia messa benissimo, ma purtroppo non è così".

Si aspettava la vittoria della linea-Salvini? "Se devo essere franco non avrei pensato prevalesse così velocemente -risponde Galli-. Ma sono in profondo disaccordo con tutta la strategia adottata dall'Italia. Mi duole dirlo, perché su Mario Draghi, come milioni di italiani, riponevo molte aspettative, ma sulla pandemia non ne ha azzeccata ancora una". Altri errori, secondo l'esperto, sono stati commessi nella gestione del caso del vaccino AstraZeneca e il rischio trombosi: "Sul vaccino AstraZeneca abbiamo avuto un allineamento passivo su posizioni internazionali che non ci potevamo permettere visto lo stato della diffusione del contagio in Italia. Inutile dire, come fa Maurizio Crozza che è un attento osservatore, come sia più facile essere colpiti da un fulmine che da una trombosi dopo il vaccino. Troppe concessioni sono state fatte anche al partito trasversale pro riapertura delle scuole".

Vaccini, stop per rari casi di trombosi, il professor Galli duro: "Un errore che farà tanti morti. Sputnik per me è buonissimo"

L'infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università Statale di Milano critica severamente la sospensione delle somministrazioni da parte di alcuni Paesi di AstraZeneca e Johnson&Johnson: "Si deve accettare il concetto che, nell'ambito di milioni di vaccinati, possono emergere delle 'magagne', chiamiamole così". E promuove il siero russo


Covid, 55 nuovi casi positivi e nessun decesso | laRegione

Sospendere la somministrazione del vaccino anti Covid per rari casi di trombosi, come successo con AstraZeneca e Johnson & Johnson, è "un errore che farà molti morti". Così Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università Statale di Milano, interviene ad 'Agorà' su Rai3 dopo l'ultimo stop deciso in Usa per il prodotto di Janssen, il cui lancio è stato rimandato anche in Europa.

"Si deve accettare il concetto che, nell'ambito di milioni di vaccinati, possono emergere delle 'magagne', chiamiamole così. E queste magagne bisogna capire se sono da vaccino oppure no. E comunque, nella loro dimensione, non devono far cessare una campagna vaccinale la mancata esecuzione della quale certamente si può associare e si assocerà a molti morti", dice Galli.

"Anche quello russo", lo Sputnik V, "che secondo me è un buonissimo vaccino - sottolinea l'esperto - potrebbe, utilizzato in milioni di persone, cosa che non è ancora successa, avere come tutti gli altri, e sottolineo come tutti gli altri, qualche magagna".

Ma fermare una campagna di immunizzazione per un evento raro al momento neppure correlato con certezza alla vaccinazione, secondo Galli è un errore e costerà delle vite. "Ricordo quanti morti abbiamo già avuto in Italia", oltre 115mila. "Ho anche smesso di fare la conta - dice il medico - perché non ne posso più della conta dei morti".

"Questo tipo di problematiche", ossia le trombosi rare segnalate dopo la somministrazione dei vaccini anti-Covid di AstraZeneca e Janssen, "si sono viste soprattutto nel sesso femminile e soprattutto in una fascia d'età" giovanile. Allora "in fase prudenziale escludiamo quelle fasce, perché allargando la prudenza avremo un rallentamento" delle immunizzazioni che causerà più infezioni e più morti, e che "ci costringerà a rallentare le aperture", dice ancora Galli, che auspica "limitazioni molto precise" nel caso in cui si decida anche per il vaccino J&J di restringere le somministrazioni a particolari categorie.

"Se, come pare, questo tipo di situazione", questi eventi tromboembolici rari, "riguarda una particolare fascia d'età e soprattutto il sesso femminile - ragiona l'esperto - potrebbero essere date indicazioni togliendo per il momento dalla somministrazione quella fascia d'età e il sesso femminile. Questa potrebbe essere la soluzione intermedia più favorevole", vale a dire 'restringere le restrizioni' il più possibile.

Perché "certamente - avverte il medico - più limitiamo l'utilizzo di determinati vaccini che erano previsti in senso più ampio, più rallentiamo un processo di vaccinazione dal quale dipende la possibilità vera di riaperture e la soluzione del problema. Non ci sono dubbi rispetto a questo".

 

(Fonte: Adnkronos)

 

 
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Avvocati Rispondono; la Cassa Integrazione

L'Avvocato Giuslavorista Davide Pollastro ci parla delle nuove norme, date dal Decreto Sostegni, in merito alla Cassa Integrazione. I contributi INPS, il calcolo del TFR, la maturazione dei giorni di ferie, gli operatori agricoli... (VIDEO)


INPS

Messaggio n. 1297

OGGETTO: Prime indicazioni sulla gestione delle domande di cassa integrazione (ordinaria e in deroga), assegno ordinario e cassa integrazione speciale operai agricoli in relazione alle disposizioni introdotte dal decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41. Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale: prestazioni integrative della cassa integrazione in deroga

Premessa Il decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, recante “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19” (di seguito, anche decreto Sostegni), interviene, tra l’altro, sul sistema degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro connessi all’emergenza epidemiologica in atto. Il decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 22 marzo 2021 ed entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione, prevede, infatti, novità sia sul fronte normativo che sul piano operativo. Riguardo al primo ambito, il decreto Sostegni rimodula i trattamenti di cassa integrazione (ordinaria e in deroga), assegno ordinario e cassa integrazione speciale operai agricoli (CISOA).

In particolare, l’articolo 8 del decreto-legge n. 41/2021 ridetermina il numero massimo di settimane richiedibili dalle aziende che sospendono o riducono l’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza da COVID-19 e, proseguendo sulla logica della selettività già tracciata dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178 (di seguito, anche legge di bilancio 2021), differenzia sia l’arco temporale in cui è possibile collocare i trattamenti sia il numero delle settimane richiedibili. Il comma 1 dell’articolo 8 prevede, infatti, che i datori di lavoro privati che sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica da COVID-19 possono richiedere trattamenti di cassa integrazione ordinaria (CIGO) di cui agli articoli 19 e 20 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 per una durata massima di 13 settimane nel periodo compreso tra il 1° aprile 2021 e il 30 giugno 2021. Il successivo comma 2 del medesimo articolo stabilisce invece che, per i trattamenti di assegno ordinario (ASO) e di cassa integrazione salariale in deroga (CIGD) di cui agli articoli 19, 21, 22 e 22-quater del decreto-legge n. 18/2020, i datori di lavoro possono proporre domanda di accesso alle citate misure per una durata massima di 28 settimane nel periodo tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021. Per tali misure di sostegno al reddito, non è previsto alcun contributo addizionale a carico dei datori di lavoro che ricorrono ai citati trattamenti. In attesa della pubblicazione delle apposite circolari, che illustreranno la disciplina di dettaglio, nonché le relative istruzioni operative, con il presente messaggio si forniscono le prime informazioni in ordine alle predette novità introdotte dal decreto-legge n. 41/2021.

1. Trattamenti di integrazione salariale ordinaria

Come anticipato in premessa, l’articolo 8 del decreto-legge n. 41/2021 introduce un ulteriore periodo di 13 settimane di trattamenti di integrazione salariale ordinaria richiedibile dai datori di lavoro che hanno dovuto sospendere o ridurre l’attività produttiva per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, nel periodo dal 1° aprile 2021 al 30 giugno 2021. Le suddette 13 settimane si aggiungono alle prime 12 previste dalla legge di bilancio 2021, che si collocano nel primo trimestre dell’anno in corso. Conseguentemente, in caso di ricorso alla CIGO, i datori di lavoro hanno complessivamente a disposizione 25 settimane di trattamenti dal 1° gennaio al 30 giugno 2021, secondo l’articolazione che segue:

12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2021;

ulteriori 13 settimane dal 1° aprile 2021 al 30 giugno 2021.

2. Trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione guadagni in deroga

Ai sensi di quanto stabilito dal comma 2 dell’articolo 8 del decreto Sostegni, i datori di lavoro che rientrano nelle tutele del Fondo di integrazione salariale (FIS), dei Fondi di solidarietà bilaterali di cui agli articoli 26 e 40 del D.lgs 14 settembre 2015, n. 148, nonché quelli che ricorrono ai trattamenti di cassa integrazione in deroga, per le sospensioni o riduzioni delle attività produttive conseguenti a eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID19, nel periodo dal 1° aprile 2021 al 31 dicembre 2021, possono richiedere rispettivamente i trattamenti di assegno ordinario e di CIGD per un massimo di 28 settimane complessive. Si rammenta che, in forza di quanto previsto dall’articolo 1, comma 300, della legge n. 178/2020, i medesimi soggetti possono richiedere i trattamenti in parola per un periodo massimo di 12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021. Considerato che l’impianto normativo declinato dal decreto-legge n. 41/2021 non prevede l’imputazione alle nuove 28 settimane dei periodi di integrazione precedentemente già richiesti e autorizzati ai sensi della richiamata legge n. 178/2020, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° aprile 2021, ne deriva che il nuovo periodo di trattamenti (28 settimane) deve ritenersi aggiuntivo a quello precedente. Conseguentemente i datori di lavoro di cui trattasi hanno complessivamente a disposizione 40 settimane di trattamenti dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021. Va tuttavia evidenziato che il periodo di 12 settimane previsto dall’articolo 1, comma 300, della legge di bilancio 2021, deve essere collocato entro e non oltre il 30 giugno 2021.

3. Modalità di richiesta delle integrazioni salariali (CIGO, CIGD e ASO)

Per le richieste inerenti alle nuove settimane di trattamenti di CIGO, ASO e CIGD previsti dal decreto-legge n. 41/2021, come sopra individuate, i datori di lavoro dovranno utilizzare la nuova causale “COVID 19 - DL 41/21”. Inoltre, per i trattamenti di cassa integrazione in deroga previsti dal menzionato decreto e relativi ad aziende delle province autonome di Trento e di Bolzano, dovranno essere utilizzate, rispettivamente, le seguenti nuove causali:

“COVID 19 - DL 41/21 – Deroga Trento”;

“COVID 19 - DL 41/21 – Deroga Bolzano”.

4. Cassa integrazione ordinaria per le aziende che si trovano in cassa integrazione straordinaria ai sensi dell’articolo 20 del decreto-legge n. 18/2020

L’articolo 8, comma 1, del decreto-legge n. 41/2021, ai fini dell’accesso ai trattamenti di integrazione salariale ordinaria, richiama gli articoli 19 e 20 del decreto-legge n. 18/2020. Conseguentemente, anche le imprese che alla data del 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto Sostegni) hanno in corso un trattamento di cassa integrazione salariale straordinario (CIGS) e che devono ulteriormente sospendere il programma di CIGS a causa dell’interruzione dell’attività produttiva per effetto dell’emergenza epidemiologica in atto, possono accedere al trattamento di integrazione salariale ordinario, per una durata massima di 13 settimane, per periodi decorrenti dal 1° aprile 2021 al 30 giugno 2021, a condizione che rientrino in un settore per il quale sussista il diritto di accesso alla prestazione di cassa integrazione ordinaria. La domanda di integrazione salariale ordinaria deve essere presentata con la nuova causale “COVID 19 - DL 41/21-sospensione Cigs”.

5. Destinatari del nuovo periodo di trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e assegno ordinario per la causale “COVID-19” previsti dal decreto–legge n. 41/2021

La previsione normativa di cui al menzionato decreto-legge n. 41/2021, consente l’accesso al nuovo periodo di trattamenti di integrazione salariale (13 settimane per la CIGO e 28 settimane per l’ASO e la CIGD, come precedentemente descritti), a prescindere dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali per i periodi fino al 31 marzo 2021. Sarà quindi possibile richiedere tali periodi anche da parte di datori di lavoro che non hanno mai presentato domanda di integrazione salariale per le varie causali COVID-19 introdotte in precedenza.

6. Lavoratori cui si rivolgono le tutele di cui al decreto–legge n. 41/2021

L’articolo 8, commi 1 e 2, del decreto–legge n. 41/2021 stabilisce che i trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e di assegno ordinario previsti dal medesimo decreto–legge trovino applicazione ai lavoratori che risultino alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del medesimo decreto–legge).

7. Cassa integrazione guadagni nel settore agricolo (CISOA)

Anche nel settore agricolo viene previsto un ulteriore possibile periodo di accesso ai trattamenti di integrazione salariale. In tal senso, l’articolo 8, comma 8, del decreto-legge n. 41/2021 prevede che i datori di lavoro del settore agricolo, che sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento di cassa integrazione speciale operai agricoli, ai sensi dell’articolo 19, comma 3-bis, del decreto-legge n. 18/2020, per una durata massima di 120 giorni, nel periodo ricompreso tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021. Il suddetto trattamento è concesso in deroga ai limiti di fruizione riferiti al singolo lavoratore e al numero di giornate lavorative da svolgere presso la stessa azienda previsti dall’articolo 8 della legge 8 agosto 1972, n. 457. Si rammenta che, in forza di quanto previsto dall’articolo 1, comma 304, della legge n. 178/2020, i datori di lavoro del settore agricolo possono richiedere i trattamenti in parola per una durata massima di 90 giorni compresi nel periodo tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021. Considerato che l’impianto normativo declinato dal decreto-legge n. 41/2021 non prevede l’imputazione alle nuove 120 giornate dei periodi di integrazione precedentemente già richiesti e autorizzati ai sensi della richiamata legge n. 178/2020, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° aprile 2021, ne deriva che il nuovo periodo di trattamenti (120 giornate) deve ritenersi aggiuntivo a quello precedente. Va tuttavia evidenziato che il periodo di 90 giornate previsto dall’articolo 1, comma 304, della legge di bilancio 2021, deve essere collocato entro e non oltre il 30 giugno 2021. Con successivo messaggio saranno fornite istruzioni operative per l’invio delle domande.

8. Termini di trasmissione delle domande dei trattamenti di CIGO, CIGD, ASO e CISOA

L’articolo 8, comma 3, del decreto-legge n. 41/2021, in linea con la disciplina a regime, stabilisce che le domande di accesso ai trattamenti di cassa integrazione (ordinaria e in deroga) e di assegno ordinario, previsti dal menzionato decreto-legge, devono essere inoltrate all’INPS, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Il secondo periodo del medesimo comma prevede altresì che, in fase di prima applicazione, il termine di decadenza di cui trattasi è fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto-legge n. 41/2021. Atteso che detta previsione non concretizza una situazione di miglior favore per le aziende, il termine di trasmissione resta regolato dalla disciplina a regime anche per le domande riferite a sospensioni o riduzioni di attività iniziate nel mese di aprile 2021. Conseguentemente, le relative istanze di accesso ai trattamenti potranno continuare a essere trasmesse, a pena di decadenza, entro il 31 maggio 2021. Alle medesime conclusioni si perviene per quanto attiene ai termini di trasmissione delle domande di trattamenti di cassa integrazione speciale operai agricoli, in relazione alla disposizione contenuta al comma 8 dell’articolo 8 del decreto-legge n. 41/2021.

9. Termini decadenziali di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo dei trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza da COVID-19

L’articolo 8, comma 4, del decreto-legge n. 41/2021 conferma che, in caso di pagamento diretto da parte dell'Istituto, il datore di lavoro è tenuto a inviare tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell'integrazione salariale entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale ovvero entro 30 giorni dalla notifica della PEC contenente l’autorizzazione, qualora questo termine sia più favorevole all’azienda. Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri a essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

10. Modalità di pagamento della prestazione

In merito alle modalità di pagamento della prestazione, rimane inalterata la possibilità per l’azienda di anticipare le prestazioni e di conguagliare gli importi successivamente, così come la possibilità di richiedere il pagamento diretto da parte dell’INPS, senza obbligo di produzione della documentazione comprovante le difficoltà finanziarie dell’impresa. Riguardo al pagamento diretto, si precisa che l’articolo 8, comma 4, del decreto-legge n. 41/2021, richiama anche l’articolo 22-quater del decreto-legge n. 18/2020, che regolamenta il pagamento diretto dei trattamenti salariali a carico dell’Istituto con il possibile anticipo del 40%. Conseguentemente, la citata disciplina – come illustrata nel messaggio n. 2489/2020 e nella circolare n. 78/2020 - trova applicazione anche con riferimento ai trattamenti previsti dal decreto Sostegni.

11. Estensione dell’utilizzo del sistema del conguaglio per i trattamenti di cassa integrazione guadagni in deroga

Al fine di razionalizzare il sistema di pagamento delle integrazioni salariali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, il comma 6 dell’articolo 8 del decreto-legge n. 41/2021, estende le modalità di pagamento con il sistema del conguaglio a tutti i trattamenti connessi all’emergenza da COVID-19, compresi quelli relativi alla cassa integrazione in deroga. Si ricorda che, prima dell’intervento operato dal decreto Sostegni, l’utilizzo del sistema del conguaglio per i trattamenti di CIGD era limitato alle sole aziende plurilocalizzate in forza della previsione contenuta nell’articolo 22, comma 6-bis, del decreto-legge n. 18/2020. Quindi, con riguardo alle settimane di sospensione o riduzione delle attività lavorative relative ai trattamenti di cassa integrazione in deroga connessi all’emergenza da COVID–19 decorrenti dal 1° aprile 2021, i datori di lavoro interessati potranno avvalersi del sistema del conguaglio in alternativa a quello del pagamento diretto.

12. Assegno ordinario erogato dai Fondi di solidarietà bilaterali alternativi

Per consentire l’erogazione dell’assegno ordinario da parte dei Fondi di solidarietà di cui all’articolo 27 del D.lgs n. 148/2015 (Fondo di solidarietà bilaterale dell’Artigianato e Fondo di solidarietà bilaterale per i lavoratori in somministrazione) - non gestiti dall’Istituto – il comma 7 dell’articolo 8 del decreto-legge n. 41/2021 prevede uno stanziamento massimo a carico del bilancio statale di complessivi 1.100 milioni di euro, per l’anno 2021, che saranno trasferiti ai rispettivi Fondi con uno o più decreti del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell'Economia e delle finanze.

13. Flusso telematico “UniEmens-Cig”

Il comma 5 dell’articolo 8 del decreto-legge n. 41/2021 stabilisce che per le domande di trattamenti di integrazione salariale riferite a sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa disciplinate dal medesimo articolo 8 e, quindi, decorrenti da aprile 2021, la trasmissione dei dati necessari al calcolo e alla liquidazione diretta delle integrazioni salariali da parte dell’INPS o al saldo delle anticipazioni delle stesse, nonché all’accredito della relativa contribuzione figurativa, è effettuata con il flusso telematico denominato “UniEmens-Cig”. I contenuti della modifica normativa e le conseguenti indicazioni operative, che consentano la gestione informatica del nuovo flusso, saranno illustrati con apposita circolare di prossima pubblicazione.

14. Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale.

Prestazioni integrative della cassa integrazione in deroga L’articolo 9, comma 3, del decreto–legge n. 41/2021 estende le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), del decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali n. 95269 del 7 aprile 2016, anche ai trattamenti di integrazione salariale in deroga richiesti ai sensi dell’articolo 8 del medesimo decreto (cfr. il precedente paragrafo 2), dalle imprese del trasporto aereo e di gestione aeroportuale e da società da queste derivate, nonché dalle imprese del sistema aereoportuale. Conseguentemente potranno essere integrati i trattamenti di integrazione salariale in deroga richiesti e autorizzati per periodi compresi tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021 e per una durata massima di 28 settimane. A tal fine, il medesimo comma 3 dell’articolo 9 prevede una implementazione delle risorse destinate allo specifico Fondo di solidarietà del settore per un importo pari a 186,7 milioni di euro per l'anno 2021. Si rammenta, che un’analoga disposizione integrativa è stata prevista dall’articolo 1, comma 714, della legge n. 178/2020, in relazione ai trattamenti di integrazione salariale in deroga richiesti dalle medesime imprese con riferimento ai periodi compresi tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021, per una durata massima di 12 settimane.

 

Il Direttore Generale Gabriella Di Michele

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