updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

Il calcio sì e i concerti no? Mondo dello spettacolo in rivolta. Franceschini: "Autorizzare anche gli eventi artistici"

Concerto dei Metallica all'Ippodromo di Milano nel 2019 Concerto dei Metallica all'Ippodromo di Milano nel 2019

Enzo Mazza, ceo di Fimi, la Federazione dell'industria musicale italiana: "Siamo alla farsa. Artisti e addetti ai lavori non devono accettare una discriminazione di tale portata". Il ministro della Cultura interviene chiedendo parità di trattamento


Se gli stadi riaprono parzialmente per le partite di calcio, le stesse regole devono valere per i concerti. Monta la protesta del mondo dello spettacolo e della cultura per la decisione di riapre l'Olimpico di Roma per gli Europei di calcio, consentendo l’ingresso a 17mila persone (circa il 20-25 per cento della capienza).

In una nota del ministero della Cultura, si sottolinea che "in relazione alle notizie di stampa apparse stamattina riguardo ad una differenziazione tra la presenza del pubblico negli eventi sportivi e in quelli culturali, il Ministero della Cultura precisa che: sia nell’audizione di lunedì sia nelle proposte inviate ieri al Cts, il Ministro Franceschini ha chiesto che, nel caso in cui si dovessero autorizzare eventi sportivi con pubblico, le stesse regole dovrebbero riguardare i concerti e gli spettacoli negli stadi o in spazi analoghi".

Polverone sul Ristori Bis, ma il Mibact difende il ben fatto |  www.lagenziadiviaggi.it

INDUSTRIA MUSICALE

"È evidente che siamo di fronte ad una farsa. Si dibatte su protocolli stringenti sui quali dovrebbe esprimersi il CTS, per consentire quest’estate eventi musicali con mille o poco più persone all’aperto, e nello stesso momento si approva un piano per l’accesso di oltre 16 mila persone all’Olimpico in occasione degli europei di calcio?" Così il Ceo della Fimi (Federazione dell'Industria Musicale Italiana) commenta con l'Adnkronos il via libera del governo al pubblico per le partite degli Europei di Calcio per almeno il 25% della capienza dello stadio come richiesto dal'Uefa.

TEATRI

A Roma un gruppo di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura hanno occupato il Globe Theatre per protesta. Dopo più di un anno dal blocco degli spettacoli dal vivo, i lavoratori chiedono una riforma strutturale del settore, devastato dalla chiusure causate dalla pandemia. La Rete dei lavoratori dello spettacolo reclama continuità di reddito e maggiore sostegno a chi lavora nel settore degli spettacoli dal vivo. Un grosso striscione alle loro spalle recita: "A noi gli occhi, please" richiamando lo spettacolo di successo di Gigi Proietti, che fu direttore del teatro.

Ultima modifica ilMercoledì, 14 Aprile 2021 15:13

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.