updated 10:37 AM UTC, Jan 25, 2021

SAPERE DI BELLEZZA - Nasce ITsART, la “Netflix della cultura"

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


 Al via ITsArt, la piattaforma per arte e spettacolo | MonitoR

Nasce ufficialmente ITsART (QUI il link), la piattaforma fortemente voluta dal ministro Franceschini per rispondere alla crisi del settore culturale dovuta alla pandemia.

Il progetto è entrato nel vivo il 13 maggio scorso, con la prima dotazione di 10 milioni di € nel decreto Rilancio, mentre l’annuncio ufficiale del nome è avvenuto ieri.

L’obiettivo di questa piattaforma sarà quello di supportare le realtà culturali italiane che hanno dovuto fare i conti con la pandemia, con chiusure generalizzate e impossibilità di avere un pubblico pagante.

Il gestore della piattaforma sarà Chili,proprietario insieme a Cassa Depositi e Prestiti della società, e la scelta è stata dettata dall’italianità del fornitore stesso; le istituzioni culturali in questo periodo potevano fare affidamento solo su servizi americani (Youtube, Facebook, ecc).

Dagli annunci sembrerebbe che la piattaforma ospiterà spettacoli live e on-demand, sia gratuiti che a pagamento, oltre a tour virtuali dei Musei e altre esperienze multimediali.

Le perplessità di molti sono legate alla completa esclusione della Rai, che ha una piattaforma di streaming perfettamente funzionante (RaiPlay) e che quindi avrebbe potuto garantire lo sfruttamento di un servizio già attivo, con un conseguente risparmio economico rispetto a questa soluzione.

 In questo anno ci sono comunque già stati esempi positivi di spettacoli in streaming: il teatro San Carlo di Napoli ha inaugurato la stagione il 4 dicembre 2020 con la Cavalleria Rusticanain forma di concerto, creando un evento live sulla loro pagina Facebook.

Dal sito del teatro si apprende che i “biglietti” virtuali staccati (dal prezzo simbolico di 1,09€) sono stati più di 30.000, con reazioni in diretta entusiaste postate da utenti di mezzo mondo.

Il successo è stato dettato sicuramente anche dal prezzo popolare; questi spettacoli possono essere utili in questo periodo di chiusura e per creare contenuti alternativi, ma siamo convinti che non sarà sostenibile nel lungo periodo per le istituzioni culturali mantenere dei prezzi così bassi, né vivere di solo streaming.

La speranza di chi scrive - ma credo di chiunque - è che questo progetto non naufraghi come altre “grandi” iniziative del passato, ad esempio il famoso portale verybello.it, voluto per promuovere gli eventi di Expo 2015 e mai decollato (forse per il nome insensato?).

 

Claudio Scaccabarozzi

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