updated 9:03 AM UTC, Mar 8, 2021

CHI ASSAGGIA? - Tra le meraviglie dell'Abruzzo tradizione e qualità regnano sovrane: Montepulciano e Trebbiano, i vini superbi di Valle Reale

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

Valle Reale, una lavoro meticoloso per la massima espressione di due vitigni tradizionali in Abruzzo: Montepulciano e Trebbiano

Azienda Agricola Reale - Osteria, B&B, Cantina, Azienda Agricola a Gete in  Costa D'AmalfiAzienda Agricola Reale | Osteria, B&B, Cantina, Azienda  Agricola a Gete in Costa D'Amalfi

I Pizzolo sono una famiglia contadina abruzzese originaria del comune di Popoli della provincia di Pescara. La famiglia, già presente sul territorio da diverse generazioni, nel 1998 decise di recuperare un vecchio vigneto di Montepulciano d’Abruzzo proveniente da una proprietà che aveva acquistato qualche tempo prima. La decisione di iniziare un progetto vinicolo deriva dall’avere origini contadine, dal particolare posizionamento del vigneto (in una bellissima vallata poco distante dal comune di Popoli) e dalla volontà di fare maggior ricerca sulla storia del Montepulciano d’Abruzzo.

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Le ricerche sul Montepulciano d’Abruzzo furono svolte insieme ad un professore universitario di Milano; questa collaborazione portò i Pizzolo a trovare storiche tracce di vigneti coltivati con il vitigno Montepulciano nell’area di Popoli, nel quale è situato un altopiano circondato da montagne. I vigneti dell’Azienda Valle Reale sono perciò maggiormente presenti in questa zona; oltretutto, a Popoli si trova il primo vigneto nominato cru aziendale, il “Vigneto San Calisto”, una storica vigna del 1960 coltivata con la tecnica della pergola abruzzese.

Dal “Vigneto San Calisto” sono state selezionate alcune piante di Montepulciano, che successivamente sono state isolate e utilizzate in nuovi progetti aziendali, come l’impianto di nuovi vigneti. In questo modo si è potuto tenere lo stesso carattere (o DNA) del vigneto storico di Montepulciano.

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Negli anni l’azienda è cresciuta a livello territoriale con l'annessione di alcuni vigneti. Le vigne sono disposte su un altopiano orientate verso sud-est, intorno circondate dai monti dell’Abruzzo, dando un senso di ricca biodiversità e di equilibrio fra i diversi tipi di natura che convivono nello stesso territorio. I vigneti si trovano fra i comuni di Popoli e Capestrano, paesi che seppur adiacenti, mostrano caratteristiche pedoclimatiche molto differenti fra di loro. Per via di questa diversità l’azienda ha diviso i suoi vigneti in diversi appezzamenti in modo da trarre e rispettare la personalità di ognuno. Probabilmente, il contrasto maggiore pedoclimatico fra i due comuni si può notare dalla natura circostante i vigneti, ovvero, a Popoli le vigne sono avvolte da boschi di pini e querce con temperature più fresche, mentre spostandosi a Capestrano la natura diventa più mediterranea e il territorio è investito dal calore proveniente dalla Piana di Ofena.

Azienda Vitivinicola Valle Reale - AbruzzoTravelling

Le diverse espressioni dei vigneti vengono trasformate in vini sensazionali con grande personalità e di elevatissima qualità. I vini sono prodotti in totale rispetto della tipicità del vigneto dal quale provengono, seguendo una vinificazione poco interventista con l’utilizzo di lieviti indigeni per la fermentazione alcolica. Il Montepulciano e il Trebbiano d’Abruzzo sono i vitigni nei quali l’azienda ha investito e continua a vinificare con tanta passione. Il risultato finale in bottiglia è un prodotto che si distingue molto rispetto ad altri vini regionali; questo rende l’Azienda Valle Reale unica e speciale.

 Trebbiano D'Abruzzo Valle Reale

2019 Trebbiano D’Abruzzo DOC

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Trebbiano abruzzese

Produzione: Vinificato in acciaio e successivo riposo sui lieviti per 6 mesi

Prezzo:  16 euro 

Giallo paglierino cristallino. Al naso apre con delicati accenni di erbe aromatiche come la salvia, continua con toni di erba fresca, tiglio, sensazioni di agrumi, buccia di limone, infine note di pesca bianca e mineralità calcarea. Il palato si propone fresco, dinamico con tensione eccezionale. Lungo finale con agrumi e pesca gialla, erbe aromatiche e infinita sapidità.

 Immagine 1 - CERASUOLO-D-039-ABRUZZO-2019-VALLE-REALE

2019 Cerasuolo D’Abruzzo DOC

Tipologia: Vino rosato fermo

Vitigno: Montepulciano

Produzione: Vinificato in acciaio e successivo riposo sui lieviti per 6 mesi

Prezzo:  16 euro 

Colore rosato di buona intensità. I profumi al naso sono fragranti con lampone, melograno, ciliegie rosse e pompelmo rosa. In bocca il vino ha ottimo dinamismo. Ha un finale di buona lunghezza con ottima intensità gustativa. Sensazioni di susina e ribes rosso, allungo sapido nel finale.

 Valle Reale, Vigneto Sant'Eusanio, Montepulciano d'Abruzzo DOC, 2017 – Il  Consorzio Enoteca

2017 Vigneto Sant’Eusanio – Montepulciano D’Abruzzo DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Montepulciano

Produzione: Vinificato in acciaio e successivo riposo per 12 mesi

Prezzo:  24 euro 

Rosso rubino vivo, ottima concentrazione. Profilo olfattivo schietto con toni di frutta come prugna, amarena, fragoline di bosco. Continua sfumando su sensazioni leggermente erbaceo quasi a ricordare il ramo del pomodoro. Il sorso colpisce per intensità e volume. Tannini presenti ma ben armonizzati nella struttura del vino, di buon corpo. Finale lungo con sentori di finochietto e frutti di bosco.

Valle Reale e i vini della montagna abruzzese - Slowine

Altri vini da provare:

Trebbiano d’Abruzzo (Vigneto di Popoli, Vigneto Sant’Eusanio, Vigna di Capestrano)

Montepulciano d’Abruzzo (Vigneto di Popoli, San Calisto)

Cerasuolo d’Abruzzo (Vigne Sant’Eusanio)

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

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CHI ASSAGGIA? - I venti dell'Appennino e dell'Adriatico fanno volare un vino di fama mondiale: il Verdicchio della famiglia Felici tra premi e percorsi "stellati" (VIDEO)

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

Felici da generazioni: dalla rigorosa tradizione del Verdicchio alla biodiversità e la viticoltura biologica

Wine Blog Roll - Il Blogger del Vino italiano: Il Verdicchio della Cantina  Andrea Felici di Leopardo Felici: terroir liquido!

L’azienda agricola Andrea Felici si trova nelle Marche nel comune di Apiro. Questa zona è considerata tra le migliori per produrre i vini a base del vitigno autoctono Verdicchio, dove l’azienda è situata.

Il comune di Apiro si trova in una zona molto favorevole, a metà fra gli appennini e il Mar Adriatico. Questa zona collinare subisce l’influenza di due differenti climi, creando così un microclima unico, nel quale i venti freschi appenninici incontrano quelli più caldi provenienti dalla costa adriatica. Questo permette all’uva di maturare senza problemi durante il giorno e poi durante la notte con il calo delle temperature, straordinaria escursione termica, può riposare e preservare freschezza, aromi e acidità.

L’uva Verdicchio è una delle varietà tradizionali Italiane più importanti e rappresentative per i vini nazionali. Nelle Marche ci sono principalmente due aree, Jesi e Matelica, che producono vino usando questa varietà nelle relative appellazioni. Quest’uva è presente anche in altre zone di Italia, però è conosciuta con altri nomi come: Trebbiano di Soave, Trebbiano di Lugana e Turbiana. I vini prodotti da Verdicchio nelle Marche comunque rimango tra i più memorabili vini bianchi italiani, capaci di viaggiare su tutte le tavole del mondo. Dimostrando una grandissima personalità nel bicchiere e capacità di evolversi in bottiglia nel tempo.

IL TERRITORIO | Andrea Felici Azienda Agricola Biologica | Verdicchio | Vini  dei Castelli di Jesi | Apiro – Marche - Italia

La famiglia Felici produce vini nell’appellazione dei Castelli di Jesi ed è presente sul territorio da diverse generazioni; oggigiorno è Leopardo a portare avanti le tradizioni vinicole. Leopardo prima di lanciarsi nella azienda agricola familiare ha avuto un percorso ristorativo in sala lavorando in prestigiosi ristoranti, a Londra con Gordon Ramsey e in Italia presso L’Enoteca Pinchiorri. Queste esperienze hanno arricchito il suo bagaglio culturale nel mondo del vino e oggi lo continuano ad aiutare nella produzione del proprio vino. Oltretutto il dinamico e tenace Leopardo lo scorso anno, è stato premiato come “Vignaiolo dell’anno” per la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso.

Andrea Felici | Azienda Agricola Biologica | Verdicchio | Vini dei Castelli  di Jesi | Apiro – Marche - Italia

La filosofia della famiglia è di produrre vini che rappresentino al meglio il territorio dal quale provengono e che esprimono il carattere varietale del vitigno Verdicchio. Oltretutto i Felici avendo un grande rispetto verso la natura hanno introdotto i principi di biodiversità e la viticoltura biologica all’interno dell’azienda.

I vigneti sono estesi su circa 10 ettari, questo porta la famiglia Felici a seguire al meglio la vigna e, quando è tempo di raccogliere l’uva, questo può essere eseguito tutto a mano. I vini prodotti sono due, il primo è un assemblaggio dei diversi vigneti, mentre il secondo è l’espressione unica di un vigneto conosciuto come “Il Cantico della Figura” che proviene dalla contrada San Francesco.

Lo stile aziendale nella produzione prevede solo l’uso di contenitori di cemento vetrificato e il classico acciaio. I vini vengono lasciati maturare per lungo tempo in questi contenitori prima di essere commercializzati. L'obiettivo è di creare vini con potenziale di invecchiamento e personalità pur sempre lasciando esprimere il territorio.

 Verdicchio Dei Castelli di Jesi Classico Superiore Andrea Felici

2019 Andrea Felici – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Verdicchio

Produzione: Fermentazione in cemento vetrificato e maturazione in acciaio

Prezzo: 15 euro

Colore paglierino lucente. Sentori al naso di pompelmo, pesca bianca, mela gialla e melone bianco. Continua con melissa, muschio e sensazioni rocciose. Il vino al palato è agile però senza mancare di ottima struttura e grande nerbo acido-minerale. Il finale è saporito con note di agrumi e fiori di mandorla.

 Verdicchio Riserva ll Cantico Della Figura Andrea Felici

2017 Il Cantico della Figura – Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Verdicchio

Produzione: Fermentazione e maturazione in cemento vetrificato

Prezzo: 50 euro

Giallo dorato di buona intensità. Profumi intensi di prugne gialle, cedro, aneto e finocchietto. Continua con crema catalana e sensazioni minerali di pietra focaia. Il sorso è ricco, strutturato e deciso. Il finale gustativo è lungo con note di pompelmo, pesca gialla, camomilla, mandorla tostata e torta al limone. Ottima tensione acido-sapida.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

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SAPERE DI BELLEZZA - Nominato il nuovo direttore di Pompei: sarà l’italo-tedesco Zuchtriegel

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Arriva per Pompei il cambio alla direzione, dopo i 5 anni di Massimo Osanna che passerà alla direzione generale dei Musei.

La presentazione è avvenuta lo scorso sabato 20 febbraio, sulle terrazze del Colosseo reso vuoto dalla pandemia.

Il ministro Franceschini ha spiegato che il nome è stato scelto tra una rosa di 43 professionisti, il 25% dei quali straniero, e la commissione che si è occupata della scelta è stata presieduta dall’attuale ministro della giustizia Marta Cartabia.

 Il nuovo direttore del Parco archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel © ANSA

Gabriel Zuchtriegel è molto giovane - ha infatti 39 anni - ma ha già una significativa esperienza, sia come archeologo che come direttore; era stato infatti nominato direttore dell’area archeologica di Paestum e Veliacon il primo bando dei “superdirettori” del 2015, e da allora ha rivitalizzato l’incredibile sito campano su cui nel 2014 erano in pochi a scommettere.

Prima di questo ruolo ha scavato come archeologo proprio a Paestum, a Selinunte e nella stessa Pompei.

Il manifesto programmatico del neo-direttore prevede l’utilizzo di droni e sensori di ultima generazione per mettere in sicurezza il patrimonio presente negli scavi, oltre che per lavorare a nuove possibili scoperte.

La sua volontà è anche quella di rilanciare dei siti archeologici minori, come Stabia e Oplontis, ma soprattutto quello di riqualificare tutto il territorio circostante in modo da avere infrastrutture degne del sito patrimonio Unesco.

La sua idea è anche che il museo del futuro non dovrà essere basato sul turismo di massa, ma vivere per la comunità che lo ospita, e non posso che essere d’accordo con questa visione.

La scelta non ha mancato però di suscitare polemiche, con due consiglieri scientifici del parco che si sono dimessi per protesta non ritenendo sufficiente il curriculum di Zuchtriegel.

Claudio Scaccabarozzi

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CHI ASSAGGIA? - Le radici profonde dell'Oltrepò Pavese nell'inconfondibile Bonarda dei Fratelli Agnes

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

La Bonarda unica dei Fratelli Agnes

L’azienda dei Fratelli Agnes si trova in Oltrepò pavese nel comune di Rovescala. I due fratelli, Cristiano e Sergio, sono la generazione attuale che produce i vini. La tradizione familiare risale però a molto prima, 1900 circa. Nel tempo, la famiglia ha saputo acquistare diversi appezzamenti di vigna nelle zone più vocate nell’area di Rovescala.

Nell’Oltrepò pavese il comune di Rovescala è da sempre stato caratterizzato, in campo vinicolo, dalla coltivazione dell’uva Croatina, conosciuta localmente come Bonarda. Questo comune ha delle radici molto profonde e una lunga tradizione enoica, più in specifico nel classico Bonarda dell’Oltrepò pavese. L’importanza di questo comune viene attestata in particolare in due documenti: il primo risale al 1192, nel quale si legge di una stipula di contratto che prevedeva un pagamento in vino anziché in denaro, così sottolineando la qualità pregiata dei vini del luogo; il secondo documento invece, del 1576, riporta in dettaglio l’elenco dei produttori e viticoltori rovescalesi, confermando la storica tradizione enoica.

I Fratelli Agnes nel rispetto delle tradizioni vinicole hanno fondato la cantina e iniziato a produrre vino. La coltivazione delle vigne è in pieno rispetto della natura con un sistema di “lotta integrata” ed in cantina seguono una filosofia di vinificazione tradizionale. I vini prodotti come Bonarda hanno diverse versioni, dalle frizzanti e vivaci e di pronta beva sino a quelle ferme, strutturate e più austere.

La cantina durante il recupero di vitigni e vigne vecchie ha diviso il suo vigneto in diversi luoghi, o Crus se vogliamo, in modo da esaltare la tipicità del posto in relazione con l’uva. Ad oggi in azienda sono presenti diverse parcelle come: Campo del Monte, Vignazzo, Cresta del Ghiffi, Possessione del Console, le quali danno nome ad alcune etichette presenti nella gamma di produzioni. I Fratelli Agnes producono inoltre alcune selezioni, utilizzando le migliori uve dai diversi Crus, come: Poculum, Loghetto, Millennium. Il vino Loghetto viene da vigneti con oltre 80 anni e da un clone molto antico di Croatina.

Ad oggi, i Fratelli Agnes vengono considerati fra i migliori interpreti di Bonarda dell’Oltrepò pavese e si sono fatti ambasciatori di un territorio, di un vino e di un vitigno. Un MUST da bere e conoscere.

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2019 Campo del Monte – Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC Frizzante

Tipologia: Vino rosso frizzante

Vitigno: Croatina

Produzione: Acciaio

Prezzo: 10 euro

Colore porpora molto vivace. I profumi sono molto intensi con sentori di ciliegia rossa, susina, petali di rosa e leggeri sentori erbacei. Il palato è intenso nella parte fruttata, delicata frizzantezza con medio alta tannicità. Il finale gustativo è dinamico con una parte fruttata molto in evidenza, sensazioni vinose, note di peonia e rabarbaro.

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2019 Possessione del Console – IGT

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Croatina, clone pignolo

Produzione: Acciaio

Prezzo: 9 euro

Rosso fitto con riflessi violacei. Ottimo impatto olfattivo con sentori di more, mirtillo, prugna e delicate sensazioni speziate e balsamiche. Il vino al palato è strutturato, austero per via di tannini giovani e ben in evidenza. Il finale gustativo è improntato su sentori di frutti di bosco, viola e pepe verde.

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2019 Loghetto – IGT

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Croatina (75%), altri vitigni locali come: barbera e uva rara

Produzione: Acciaio, breve appassimento delle uve

Prezzo: 18 euro

Colore rubino intenso. Il vino all’olfatto ha un’ottima intensità con profumi di marasca, visciola e more. Seguono sentori di iris, cardamomo e chiodi di garofano. Il vino al palato è di grande impatto con tannino bilanciato da sensazioni di morbidezza, finale gustativo lungo con rimandi alla parte fruttata e alla mandorla amara.

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Altri vini da provare: Vignazzo, Cresta del Ghiffi, Poculum, Millennium.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

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SAPERE DI BELLEZZA - Ecco come sarà PAN, l’anfiteatro verde di Milano

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


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Il progetto del Parco Amphitheatrumnaturae, promosso dalla soprintendente Antonella Ranaldi e sostenuti dal comune di Milano (grazie a finanziamenti sia ministeriali che privati), sta proseguendo nella sua realizzazione per vedere ufficialmente la luce entro la fine del 2022.

Di recente sono avvenuti nuovi ritrovamenti durante gli scavi, permettendo di identificare le fondamenta di quelle che erano le tribune imperiali dell’arena.

Molti ignorano infatti che Milano è stata una delle 4 capitali tardoimperiali romane, e resti di questo passato sono visibili vicino a Corso Magenta, con le rovine del palazzo imperiale o la torre del circo, ora diventata campanile della chiesa di San Maurizio al Monastero maggiore e visibile visitando il bellissimo Museo Archeologico.

Fanno sempre parte del passato romano le basiliche di Sant’Eustorgio e di San Lorenzo, con le sue famose colonne, che completano una passeggiata nella Milano romana che si estenderà per circa 100.000 metri quadri, collegandosi con il futuro PAN.

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Sempre in quella zona (vicino a via De Amicis) sono presenti i resti dell’anfiteatro di Milano, rinvenuti inizialmente negli scavi effettuati negli anni ’70.

L’arena stessa era seconda per dimensioni e importanza solo al Colosseo di Roma, e ne ricalcava la pianta e la struttura; restò in uso fino al IV secolo per poi essere utilizzata come cava di pietre soprattutto per la costruzione di chiese e basiliche.

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Il progetto, fortemente sostenuto dall’assessore all’urbanistica Pierfrancesco Maran, prevede di creare un parco che abbia al centro i resti dell’antica ellisse dell’anfiteatro, e nelle parti mancanti essa venga sostituita da 1700 metri quadri di siepi di diverse piante come mirto, bosso e ligustro; la parte esterna dell’ellisse verrà completata con dei cipressi, posti su un rialzo, che permetteranno una suggestiva passeggiata con la vista su questa ricostruzione dell’arena.

Il termine dei lavori è previsto per la fine del 2022, e a detta dell’assessore

«Cambierà il volto della città,

e sarà uno dei simboli della Milano dei prossimi anni». 

 

Claudio Scaccabarozzi

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CHI ASSAGGIA? - La viticoltura eroica e la tradizione valdostana: la qualità di Ottin è servita (VIDEO)

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

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L’azienda vinicola Ottin nasce dalla forte passione di coltivare la terra e dalla scelta coraggiosa di Elio

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L’azienda vinicola Ottin si trova nella bellissima Val d’Aosta ed è un progetto relativamente recente, iniziato nel 2007.

La cantina è stata fondata da Elio Ottin, il quale poco prima degli anni 2000, decise di lasciare il suo posto di lavoro presso gli uffici regionali per dedicarsi completamente alla sua attività. Fin da giovane possedeva alcuni terreni nei quali coltivava uva, mele e allevava bovini. Elio comprò i primi appezzamenti di terra fra i comuni di Quart e Saint-Cristophe, caratterizzati da forte pendenze e quindi difficili da lavorare, comprensibile se pensiamo alla viticoltura di montagna in luoghi come la Val d’Aosta anche per questo definita come “Viticoltura Eroica”.

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Elio, prima di iniziare a produrre i vini aziendali, preferì vendere le uve ad una cantina locale. Questo già accadeva con altri prodotti, per esempio il latte era acquistato da un caseificio locale per la produzione della fontina valdostana.

La grande passione per il territorio portò Elio a sviluppare la superficie aziendale a 13 ettari, mantenendo sempre le diverse agricolture e appezzamenti per l’allevamento del bestiame. Allo stesso tempo iniziò con la costruzione di un nuovo complesso dove creare una stalla, un magazzino, locale refrigerato per le mele e la casa. Oltre alla passione per il territorio valdostano il padre, Emerico, trasmise anche quella per il vino. Il papà di Elio possedeva alcune vigne di Pinot Nero dalle quali produceva una quantità limitata di vino, alcune bottiglie era vendute ai ristoranti locali e il resto per il consumo casalingo.

Un anno molto importante per Elio è stato il 2007, l’anno in cui produsse e commercializzò i suoi vini. Sicuramente, un anno fortunato anche per gli amanti del vino poiché l’azienda Ottin entrò nel panorama vinicolo ufficialmente.

I vini riflettono le tradizioni valdostane e utilizzano principalmente i vitigni locali come la Petite Arvine e il Fumin. Nel tempo l’azienda Ottin si è rivelata un progetto di ottimo successo, ovviamente dovuto alla dedizione, costanza, qualità e la capacità di Elio di interpretare il territorio attraverso i suoi vini. Anche il figlio Nicolas fa parte dell’azienda vinicola.

Ad oggi è tra le aziende più rilevanti della Val d’Aosta e anche una azienda italiana di spicco nei mercati esteri.

Petite Arvine Ottin 2018

2018 Petite Arvine – Valle d’Aosta DOC

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Petite Arvine

Produzione: Vinificazione e maturazione in acciaio sui lieviti

Prezzo: 20 euro

Giallo paglierino luminoso. Eccellente intensità aromatica al naso con sentori fruttati come pompelmo giallo, clementine, ananas, salvia e richiami minerali rocciosi. Il vino al palato è teso con acidità marcata. Leggeri toni di fiori di montagna, finale gustativo contraddistinto da sensazioni fruttate e sapidità indimenticabile.

 Fumin Ottin 2018

2018 Fumin – Valle d’Aosta DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Fumin

Produzione: Vinificato in tini da 30 hl, maturazione in botti di rovere (20 hl) e barrique per 12 mesi

Prezzo: 22 euro

Colore rosso rubino vivace con variazione porpora. Olfatto variegato con profumi di marasca, more; sentori speziati di pepe nero e cenni di cacao amaro. Il gusto ha un’ottima potenza aromatica con note di fragole di bosco, viola e tabacco. Il vino al palato ha buona struttura, gradevole acidità e tannicità.

 

2018 Pinot Noir – Valle d’Aosta DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Pinot Noir

Produzione: Vinificato in tini da 30 hl, maturazione in botti di rovere (20 hl) per 10 mesi

Prezzo: 20 euro

Rosso rubino delicato e di buona trasparenza. Profumi penetranti di ciliegia, lampone, muschio, felce. Delicati sentori tostati e speziati. Il vino al palato ha un buon frutto polposo, materia e buona struttura. Finale gustativo equilibrato con sentori di lampone, sottobosco, tè assam e chiodi di garofano.

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Altri vini da provare: Torrette Supérieur, Petite Arvine Nuances, Pinot Noir L’Ermerico

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

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SAPERE DI BELLEZZA - Il crollo dei visitatori nei musei del 2020. Ora servono decisioni sensate sui luoghi di cultura

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Risultato immagini per colosseo visitatori

I dati forniti dall’Ufficio statistico del Ministero per i Beni e le Attività culturali certificano dei numeri impietosi, che si potevano tranquillamente immaginare ma che fanno male, messi nero su bianco.

Il calo di presenze medio nei Musei statali è stato infatti del 75%, con picchi dell’85% a Pompei o dell’80% al Colosseo.

Tutto ciò si riverbera ovviamente sugli incassi da bigliettazione, passati in un anno da 240 milioni di euro a 60.

E questa analisi si occupa solo dei musei statali, tralasciando fondazioni private, musei civici e altre realtà minori, per cui l’impatto potrebbe essere stato ancora più forte.

C’è quindi da rallegrarsi delle notizie di riapertura dei musei in quasi tutta Italia, a parte poche zone ancora rosse/arancioni, e c’è da sperare che, come sostenuto anche dall’assessore alla cultura del comune di Milano, Filippo Del Corno, non siano necessarie nuove chiusure in futuro.

Museo Bardini 

L’unico dubbio, già espresso in questo nostro precedente articolo, riguarda le limitazioni degli orari di apertura; a fronte di veri e propri crolli nelle presenze (e negli incassi), ha sempre meno senso la limitazione relativa alla chiusura dei musei nei weekend.

Ricordiamo infatti che all’interno dei musei lavorano una miriade di professionalità diverse, che da quasi un anno si trovano ferme o lavorano a singhiozzo (come nel periodo giugno-ottobre), e che invece con una riapertura con orari “normali” forse potrebbero tornare ad una attività lavorativa anch’essa più “normale”.

C’è davvero da sperare che la situazione migliori presto, e soprattutto vengano prese decisioni più sensate riguardo all’apertura dei luoghi della cultura.

 

 Claudio Scaccabarozzi

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CHI ASSAGGIA? - Montalcino, il paradiso toscano dove regna il vino: il Brunello di Lambardi è pura tradizione

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

La famiglia Lambardi e la tradizione nel produrre il Brunello di Montalcino

 

Montalcino si trova in Toscana, circa quaranta km a sud della città di Siena. Il territorio è costituito da una sola grande collina in gran parte coperta da boschi, vigneti e oliveti. Nel 2004 il paesaggio, data la sua immensa bellezza e grande storia, è stato eletto patrimonio dell’Unesco.

I Lambardi sono una famiglia toscana che nel 1965 decise di comprare una proprietà nell’area di Montalcino. Quando acquistarono i terreni non avevano in progetto cosa fare, però la presenza del vigneto lasciò i Lambardi con una sola conclusione.

La famiglia decise di produrre vino e dal 1973 iniziarono con la commercializzazione delle prime annate. L’iniziale cantina era molto piccola e le quantità di vino limitate, all’incirca vennero prodotte solamente 500 bottiglie.

Il credo aziendale che viene rappresentato dai suoi vini è molto semplice e si può racchiudere in una sola parola: tradizione. La famiglia Lambardi produce vini genuini, territoriali, tradizionali e di qualità. I vini dell'azienda vengono etichettati principalmente sotto le due appellazioni classiche del comune di Montalcino, ovvero, Rosso di Montalcino DOC e Brunello di Montalcino.

I vini sono genuini poiché vi è grande rispetto della natura e della vigna; il Brunello così come il Rosso di Montalcino quando si bevono esprimo grande territorialità e rispetto del vitigno Sangiovese. La produzione dei vini segue un processo tradizionale: alta qualità dell’uva in vigna e in cantina avvengono macerazioni lunghe di 30/40 giorni con successivo invecchiamento, dopo la fermentazione alcolica, rigorosamente in botti grandi di Slavonia.

L’area coltivata a vigneto in Montalcino può essere separata generalmente in due zone: areale Nord e areale Sud. La parte di vigne che si estende a Nord è considerata la zona originaria e più vecchia ed è proprio in questa caratteristica area che l’azienda Lambardi ha i suoi 6,5 ettari di vigneto e la cantina di produzione, nella località Canalicchio di Sotto.

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2013 Rosso di Montalcino DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Sangiovese

Produzione: 30/40 gg di Macerazione, Botti grandi di Slavonia

Prezzo: 18 euro

Colore rubino con unghia granato. All’olfatto i profumi sono intensi di ciliegia rossa, lamponi, chiodi di garofano. Il palato è succoso e scorrevole con acidità agrumata, buona tannicità e finale gustativo su toni di susina, arancia sanguinella e sottobosco.

                     Risultato immagini per lambardi montalcino 2013

2013 Brunello di Montalcino DOCG

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Sangiovese

Produzione: 30/40 gg di Macerazione, Botti grandi di Slavonia

Prezzo: 42 euro

Colore granato intenso. Profumi penetranti di amarena, susina, viola, cuoio e funghi secchi. Il vino al palato è potente e profondo. Trama tannica composta, importante struttura acido-sapida che porta a un finale molto lungo con richiami di visciola, lampone, chiodo di garofano, radice di liquirizia e cuoio.

Risultato immagini per lambardi montalcino

Altri vini da provare: Sant’Antimo DOC bianco.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

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