updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

Lega, Fontana si stringe a Salvini: "E' prioritario, nessuno lo contesta. Avanti sulla nostra strada, nel centrodestra serve un chiarimento"

Il presidente della Regione Lombardia a sostegno del leader dopo i risultati negativi delle elezioni comunali: "Credo che all'interno della Lega ci sia una sintesi e ci sia la volontà di ritenere assolutamente prioritaria la figura di Salvini. Non c'è mai stata una voce che ha contestato la linea di Salvini. Ma non una, non lo dico metaforicamente"


Lombardia, Salvini difende Fontana: "Razza bianca a rischio? Siamo sotto  attacco". Il Pd: "Vergogna razzista" - Il Fatto Quotidiano

Nella Lega la figura di Matteo Salvini "è ritenuta assolutamente prioritaria". Lo sostiene il presidente della Lombardia ed esponente della Lega, Attilio Fontana, intervistato in diretta da Mattino Cinque. Nel partito, continua, "non mi sembra ci siano problemi di conflittualità, c'è una condivisione di messaggio", dice interpellato a proposito del voto, che ha sancito la vittoria del centrosinistra in tutte le grandi città. "Credo che all'interno della Lega ci sia una sintesi e ci sia la volontà di ritenere assolutamente prioritaria la figura di Salvini. Non c'è mai stata una voce che ha contestato la linea di Salvini. Ma non una, non lo dico metaforicamente".

Secondo Fontana, quindi, "si deve andare avanti sulla nostra strada, è nel centrodestra che serve un chiarimento". Dopo l'esito dei ballottaggi, infatti, "penso che all'interno del centrodestra si debba fare qualche riflessione. Ci sono sicuramente delle proposte non comuni: bisogna cercare di mettersi d'accordo e trovare una sintesi. E' assurdo che in un Paese di centrodestra vinca il centrosinistra", dice ancora il presidente della Lombardia ed esponente della Lega.

Elezioni comunali, ad Arcore centrodestra avanti al ballottaggio. Elvira De Marco, candidata di Lombardia Ideale nella lista della Lega: "Famiglia e cultura, tempo di cambiare"

L'aria frizzante dell'autunno sembra ispirare il vento del cambiamento nella cittadina della Brianza che si avvia al ballottaggio che vede l'amministrazione di centrosinistra uscente in netto svantaggio rispetto allo sfidante candidato del centrodestra, l'avvocato Maurizio Bono. Ne abbiamo parlato Elvira De Marco, coordinatrice arcorese del movimento civico Lombardia Ideale, candidata al consiglio comunale nella lista della Lega, premiata dagli elettori con un risultato lusinghiero


Professoressa De Marco, abbiamo già avuto modo di conoscere la sua figura di docente del Conservatorio di Milano e di donna da sempre impegnata nella difesa della famiglia. Cosa l'ha spinta a candidarsi al Consiglio comunale di Arcore?

Mi sono candidata per mettere al servizio di questa città il mio impegno in difesa dei valori che ispirano il mio agire politico. Quali sono i mei valori? Innanzitutto la dignità della persona umana, la centralità della famiglia nella società, la cultura come fondamentale strumento di libertà.

Se dovesse individuare una priorità su tutte?

Innanzitutto la persona, il singolo cittadino che va tutelato nelle diverse fasi della vita: ad Arcore il sindaco di sinistra ha permesso la chiusura dello storico asilo San Giuseppe determinando una ferita per le famiglie e per l'intera comunità. Le scuole pubbliche sono in condizioni di estremo degrado e la scuola paritaria  viene vessata da tasse e balzelli  a  tutto discapito della libertà di scelta educativa dei genitori. -

Lei in tutte le sue attività è sempre a contatto con i più giovani. Qual è la situazione ad Arcore?

I giovani ad Arcore non hanno centri di aggregazione se non quelli offerti dalle parrocchie, anch'esse tartassate e non sostenute da un'intelligente collaborazione.

E le persone meno giovani?

Gli anziani non hanno spazi ad essi dedicati e anche loro possono contare solo su forme di volontariato che il grande cuore degli arcoresi non fa mancare, ma non basta.

Giovani, anziani, quindi famiglia...

La famiglia non va intesa come oggetto di mero assistenzialismo, ma come cuore vibrante della città e vero motore dell'economia che qui deve assolutamente essere rilanciata: ce lo chiedono i commercianti, gli artigiani i padri e le madri di famiglia.

Dicevamo del suo profilo. La musica, la cultura, una vera e propria missione...

La cultura, come ricordava, è tema a me particolarmente caro come docente di Teoria e Analisi presso il Conservatorio G. Verdi di Milano , tutta una vita dedita all'insegnamento e alla ricerca musicologica tra i giovani e vicina ai giovani. Bisogna ampliare gli orizzonti culturali dei nostri ragazzi, dare  esempi mirabili e istillare in loro la sete di conoscenza , la capacità di discernimento, lo spirito critico. Queste sono le mie priorità per cui spero di lavorare con la passione che è nel mio carattere.

Lei, professoressa, ha ottenuto un ottimo risultato personale in termini di preferenze. Se il candidato sindaco del centrodestra vincesse il ballottaggio, tale risultato avrebbe un peso ancora maggiore. Qualche dedica?

Ringrazio per avermi incoraggiata e sostenuta in questo percorso, il consigliere regionale Giacomo Cosentino, coordinatore di Lombardia Ideale e il coordinatore provinciale Marco Anguissola.

Sala vince a mani basse a Milano, Feltri top scorer di Fdi: "Città fighetta, risultato scontato. Meloni? Ha triplicato i suoi voti. Salvini? La gente non lo capisce più"

Lo storico direttore fa il pieno di voti (2.268) e trascina Fratelli d'Italia vicino al 10%. All'indomani della pesante sconfitta del centrodestra e del plebiscito, pur viziato dall'astensionismo record, per il sindaco uscente, una serie di commenti taglienti, specie riservati al leader della Lega. L'omaggio Bernardo: "Ha fatto persino troppo. Grazie lo stesso"


 Vittorio Feltri capolista alle elezioni Milano. L'annuncio di Giorgia  Meloni- Corriere.it

Sul candidato del centrodestra sconfitto ha scritto su Twitter:

Bernardo, grande medico pediatra, come era ovvio non è riuscito a diventare sindaco di Milano. Ma ha fatto perfino troppo e si è battuto alla grande. Grazie lo stesso

"Sala è uno di finta sinistra, ma Milano è una città un po' fighetta, nostalgica del '68, vota per la sinistra, soprattutto il centro storico: ma questo lo sapevamo anche prima, non c'è alcuna sorpresa". E' il commento di Vittorio Feltri che analizza così con l'Adnkronos il risultato elettorale che ha visto vincere come sindaco a Milano il candidato del centrosinistra Beppe Sala. "Quello che ho scritto un mese fa si è verificato puntualmente. E cioè che a Milano avrebbe vinto a mani basse Sala, era scritto nel destino", aggiunge Feltri.

Che commenta poi il dato di affluenza alle urne, mai così basso: "Non solo a Milano, anche nelle altre città è successo che la gente non va più a votare perché ha perso la passione nella politica - dice Feltri - La politica è mal vista da quando sono morte le ideologie, non c’è più un sentimento a livello 'cardiaco' nella gente. Quando c’era la ex Dc, c’era la battaglia, vinceva sempre ma di poco, il Partito Comunista era forte e minacciava sempre il sorpasso. La gente partecipava in modo passionale, tifava. Ora i partiti hanno perso grinta, hanno perso la capacità di sedurre gli elettori. A Milano pioveva, figurati se andavano a votare".

"Giorgia Meloni a Milano ha triplicato i suoi voti, quindi non può certamente lamentarsi" aggiunge. Certo che per vincere le elezioni a Milano bisognava avere una coalizione forte, che non c’è". "Mi aspettavo che Salvini perdesse notevoli quote di "elettori -aggiunge poi Feltri- perché ha governato prima coi 5 Stelle, poi è uscito dal governo senza spiegare i motivi, poi è rientrato sempre coi 5 Stelle e con gli avversari storici, cioè il Pd, senza spiegare nulla e la gente non ci ha più capito niente. Questo è il motivo per cui la Lega è passata dal 34% a delle cifre molto più dimensionate, ma dov'è la sorpresa? Era ovvio".

 

(Fonte: Adnkronos)

Vaccini, Salvini sceglie la terza via: "Sono free vax, basta con le tifoserie. Se lo Stato impone l'obbligo mi fido, ma se ne assuma la responsabilità"

Il leader della Lega sulla polemica del momento: "Neppure io flirto con i no vax. Mi rifiuto però di pensare che senza green pass possano essere licenziati o lasciati a casa senza stipendio migliaia di lavoratori in ogni settore. A differenza di altri che per ipocrisia stanno zitti, noi siamo un movimento che ha milioni di sostenitori, ha migliaia di amministratori, dove fortunatamente c'è dibattito e discussione. Stiamo vivendo veramente un periodo cupo dove c'è il pensiero unico"


"Io sono per la libertà. Non divido il mondo in bianchi e neri, milanisti e interisti, no vax e si vax. Io sono per la libertà, free vax. Ognuno della sua salute è libero di occuparsi come vuole. Io ho fatto una scelta libera e consapevole e mi sono vaccinato, però adesso smettiamola con le tifoserie. Stiamo parlando di salute". Lo ha detto Matteo Salvini commentando le parole del candidato sindaco di Milano Bernardo che non esclude di poter avere un assessore no vax.

"Neppure io flirto con i no vax", ha affermato Salvini a Crotone rispondendo ad una domanda sulle dichiarazioni del presidente di Confindustria Bonomi. "Mi rifiuto però di pensare - ha aggiunto - che senza green pass possano essere licenziati o lasciati a casa senza stipendio migliaia di lavoratori in ogni settore".

"A differenza di altri che per ipocrisia stanno zitti, noi siamo un movimento che ha milioni di sostenitori, ha migliaia di amministratori, dove fortunatamente c'è dibattito e discussione. Stiamo vivendo veramente un periodo cupo dove c'è il pensiero unico. La salute è fondamentale, la vita è fondamentale, il lavoro è fondamentale. Non si possono escludere dalla vita e dal lavoro milioni di italiani dalla sera alla mattina", ha rispoisto Salvini ai giornalisti, a Caraffa di Catanzaro, sulle voci di divisioni interne alla Lega dopo il voto sul green pass. 

 "Se lo Stato mi impone, questo è nella sostanza, un vaccino, e io ho fatto le due dosi ed ho il green pass, però se mi impone un trattamento sanitario deve anche farsi carico delle eventuali conseguenze - ha aggiunto il leader leghista -  Non può impormi di fare qualcosa per andare a lavorare ma poi devo essere io a firmare il modulino in base al quale se poi succede qualcosa è un problema mio e lo Stato non c'entra. Se lo Stato mi chiede una cosa io mi fido dello Stato, mi fido della scienza, però lo Stato si deve prendere la responsabilità della scelta che mi impone". 

"No campagna acquisti ma se ieri 200 amministratori locali, non sono andato a cercarli, hanno detto vogliamo aiutare la Lega nel suo percorso di crescita va bene. Oggi è entrato un parlamentare di Iv, 4 consiglieri regionali in Sicilia. Io non vado a cercare nessuno ma se qualcuno mi dice apprezziamo il nuovo corso della Lega, la coerenza e le battaglie della Lega, poi l'importante è che rimangano nel centro destra". Così Salvini ha commentato i malumori all'interno di Forza Italia per il passaggio di esponenti forzisti alla Lega.

"Draghi che all'assemblea di Confindustria dice di NO a nuove tasse, dall'aumento dell'IMU alla patrimoniale, dà ragione alla Lega e boccia seccamente la voglia di tasse di PD e 5Stelle. Molto bene, avanti così", afferma inoltre il leader della Lega.

Emiliano e l'elogio a sorpresa per Salvini: "Sta facendo un grande sforzo per il Paese, lo apprezzo". E il Pd si arrabbia

Il governatore della Puglia sul leader leghista: "E' un politico che ha una sua onestà intellettuale”. Ecco tutto quello che ha detto e le critiche da sinistra


Salvini ed Emiliano, prima le polemiche poi la tregua (sotto gli occhi di  San Nicola) | Telerama News

Elogio a sorpresa del presidente della Puglia, Michele Emiliano, a Matteo Salvini, collegato in videoconferenza con l'evento 'La Piazza' a Ceglie Messapica. "Io vedo nelle tue parole un grande sforzo che voglio incoraggiare: stai cercando di trovare una lettura di questo Paese che sia vicina alle persone. Uno sforzo che io apprezzo moltissimo", ha detto Emiliano dalla platea della manifestazione rivolto a Salvini.

"C'è qualche piccolo ritocchino da fare su alcune questioni sulle quali abbiamo idee diverse, ma questo sforzo che stai facendo non è privo di costo politico e io che ho dovuto patire tantissimo" da questo punto di vista "so che è la strada giusta. Ti puoi aspettare la collaborazione della Puglia".

Su Twitter la replica di Dario Stefano, del Pd: "Emiliano sta pian piano delineando la sua visione politica: dopo il sostegno al sindaco di CasaPound, ieri i complimenti a #Salvini. In Puglia l’alleanza si sta allargando?".

Sondaggi, la Lega torna primo partito davanti a Fratelli d'Italia e Pd (in calo). Crollo M5S dopo lo strappo Grillo-Conte

La Lega torna primo partito davanti a Fratelli d'Italia, il Movimento 5 Stelle crolla dopo lo scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. Il sondaggio Swg per il Tg La7 colloca la Lega al top: il partito di Matteo Salvini guadagna lo 0,3% e sale al 20,6% scavalcando Fdi: la formazione di Giorgia Meloni cede lo 0,2% e ora vale il 20,5%. Passo indietro anche per il Pd, che scende al 18,7%. Tonfo del M5S che cede il 2% netto e scivola al 14,6%. Forza Italia è stabile al 7%, mentre Azione sale al 4%. Articolo 1 è al 2,7%, davanti a Italia Viva (2,5%).

Il punto politico: i dolori dei partiti, la guerra nei 5Stelle, i dubbi del centrodestra forte ma diviso e l'infinito casting per il sindaco di Milano (VIDEO)

Dallo scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, che ha spaccato il Movimento 5 Stelle, alla proposta di un partito unico del centrodestra lanciata da Silvio Berlusconi, fino alla partita per i sindaci delle maggiori città italiane: il punto politico settimanale de ilComizio.it a cura del nostro direttore

La corsa per il sindaco di Roma agita l'alleanza Pd-MSS. Conte blinda la Raggi, il Pd pensa a Zingaretti e provoca "imbarazzo". Intanto si fa avanti l'ex ministro Gualtieri

Le elezioni comunali nella capitale creano qualche problema nei buoni rapporti tra dem e pentastellati, che sono anche insieme nella giunta della Regione Lazio guidata dall'ex segretario del Nazareno


Conte: "Il Movimento appoggia il sindaco uscente in maniera compatta

Raggi ci riprova con Conte per ottenere i soldi per Roma Capitale. Ma i  precedenti giocano a suo sfavore | Business Insider Italia

"Il Movimento5Stelle su Roma ha un ottimo candidato: si chiama Raggi, il sindaco uscente. Il Movimento l'appoggia in maniera compatta". Lo ha detto l'ex premier Conte. "Non so chi verrà indicato dal Pd come candidato ufficiale. Ci auguriamo che la loro decisione non metta in discussione il lavoro comune a livello di governo regionale", ha spiegato Conte. Sul fronte Dem, intanto, Gualtieri ha annunciato la sua candidatura alle primarie di Roma.

M5s Lazio: "Zingaretti candidato sfiora paradosso" 

Zingaretti PD: arrivano le dimissioni da segretario - Napoli ZON

L'ipotesi che il Pd possa candidare Zingaretti, attuale presidente della Regione, per Roma non è gradito ai vertici locali del M5s. "E' innegabile il forte imbarazzo che una eventuale candidatura di Nicola Zingaretti per le Comunali di Roma porterebbe nella neonata alleanza regionale". Così le due assessore a 5s della giunta di Nicola Zingaretti, Roberta Lombardi e Valentina Corrado.

"La situazione che si verrebbe a creare (uniti in Regione e avversari a Roma con Zingaretti come candidato e presidente) sfiorerebbe il paradosso", dicono le pentastellate augurandosi che le scelte del Pd su Roma "non contemplino soluzioni che avrebbero, inevitabilmente, ripercussioni sulla tenuta dell'attuale maggioranza regionale e su scenari di future alleanze nel Lazio". 

Gualtieri: "Mi candido alle primarie di Roma

Arriva la conferma: l'ex ministro Roberto Gualtieri studia da sindaco di  Roma

"Mi metto a disposizione di Roma, con umiltà e orgoglio. Partecipo alle primarie del 20 giugno. Costruiamo insieme il futuro della nostra città: io ci sono!". Lo  ha scritto su Twitter l'ex ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. 

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