updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

Nuova truffa via sms: attenzione a questi messaggi!

Raffica di segnalazioni su sms sospetti, relativi a comunicazioni fasulle circa un pacco in giacenza, che stanno compromettendo la privacy di moltissimi utenti


News - Malware & Hoax - TG Soft Cyber Security Specialist

Un nuovo tentativo di truffa si sta diffondendo in queste ore tramite i classici sms, almeno tenendo conto delle numerose segnalazioni ricevute. Come sempre, purtroppo, a cascarci sono gli utenti più inesperti che loro malgrado danno libero accesso ai criminali informatici compiendo un solo quanto fondamentale gesto: cliccare sul link presente nel messaggio.

Nessun pacco da ritirare: è una truffa

Un tentativo di frode, noto come “smishing”, di cui le forze dell'ordine sono già state messe al corrente. Nella maggior parte dei casi, gli sms in questione contengono il seguente testo:

“Il tuo pacco è stato trattenuto presso il nostro centro di spedizione.”

Si fa dunque credere ai malcapitati che vi sia la necessità di ritirare un pacco in consegna che, per un motivo imprecisato, non è stato possibile recapitare al destinatario. All'interno del messaggio è presente un link che, apparentemente, avrebbe come unica utilità quella di fornire maggiori spiegazioni sulla procedura da seguire.

Come già avrete intuito, il collegamento ipertestuale rimanda ad una pagina web nella quale vengono richiesti specifici dati personali, come numeri e codici delle carte di credito. Compilare i suddetti moduli rappresenterebbe il principale passo falso. Di conseguenza, nel caso in cui doveste ricevere una comunicazione di questo tipo via sms, l'unica operazione da compiere sarebbe quella di cancellare subito il messaggio.

 

(Fonte: telefonino.net)

Cammini in città? Il tuo cervello non ti fa scegliere la strada più breve

Lo studio dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa, realizzato in collaborazione con il Mit di Boston e il Politecnico di Torino, ha analizzato i dati della mobilità a piedi di 14mila persone. Il lavoro - pubblicato su Nature Computational Science - potrebbe essere strategico per progettare meglio le città del futuro grazie a spostamenti dei cittadini più efficaci e sicuri e anche più piacevoli


Il cervello non sceglie la via più breve quando dobbiamo scegliere un percorso. A fare luce su questo comportamento é uno studio dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa, realizzato in collaborazione con il Mit di Boston e il Politecnico di Torino, che dimostra come i pedoni scelgano i percorsi senza calcolare quello più corto per raggiungere la destinazione. Per realizzare la ricerca, lo studio ha utilizzato i dati della mobilità a piedi di 14mila persone. Il lavoro - pubblicato su Nature Computational Science - potrebbe essere strategico per progettare meglio le città del futuro grazie a spostamenti dei cittadini più efficaci e sicuri e anche più piacevoli.

Nello studio i ricercatori spiegano che la distanza più breve fra due punti è una linea retta, quando però camminiamo in una città, il percorso diretto verso la destinazione potrebbe non essere possibile. E allora, come decidiamo la strada da prendere? Il nuovo studio - realizzato da un team dell’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche (CnrIit) di Pisa in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (Mit) e con il Politecnico di Torino - dimostra che il nostro cervello non è ottimizzato per calcolare il cosiddetto 'cammino minimo' quando lo spostamento è pedonale. Il team di ricerca ha analizzato un data set di oltre 550mila spostamenti a piedi di oltre 14mila persone di Boston e San Francisco e ha scoperto che i pedoni tendono a scegliere percorsi, detti 'cammini direzionali', che sembrano puntare direttamente verso la destinazione anche se potrebbero alla fine risultare più lunghi del 'cammino minimo'.

Paolo Santi, dirigente di ricerca del Cnr-Iit, sottolinea che "questa strategia, nota come navigazione vettoriale, è stata osservata in studi precedenti effettuati su animali, dagli insetti ai primati. La navigazione vettoriale viene usata perché richiede meno risorse cerebrali rispetto al dover calcolare il cosiddetto cammino minimo. Questo risparmio energetico cerebrale potrebbe essere il risultato dell’evoluzione, in modo da lasciare al cervello più risorse per compiere altre attività per la sopravvivenza". Insomma, la mente distribuisce le energie tra le diverse attività di calcolo. "Sembra esistere un meccanismo che alloca le risorse computazionali del cervello per altri utilizzi: trentamila anni fa, ad esempio, per fuggire da un predatore e oggi per evitare una zona pericolosa per l’eccessivo traffico" afferma Carlo Ratti, professore di tecnologie urbane presso il dipartimento di urban studies and planning del Mit e direttore del Senseable City Lab.

Alessandro Rizzo, professore di automatica e robotica presso il dipartimento di elettronica e telecomunicazioni del Politecnico di Torino, spiega che "la navigazione vettoriale non produce il cammino minimo, ma un tragitto sufficientemente vicino a quello minimo, più semplice da calcolare e quindi con un dispendio di energie cerebrali inferiore". I risultati dello studio potrebbero quindi essere utilizzati per la progettazione urbana.

"Le potenzialità contenute nei dati di spostamento degli individui sono enormi. L’avere individuato caratteristiche comportamentali uniformi in città dalle caratteristiche così diverse - evidenzia ancora Rizzo- ci fa ben sperare nella possibilità di usare questi dati per progettare meglio le città del futuro, rendendo gli spostamenti dei cittadini più efficaci, sicuri e, perché no, piacevoli".

Allo studio, hanno contribuito Christian Bongiorno (primo firmatario), professore associato presso l’Université Paris-Saclay, Alessandro Rizzo, professore di automatica e robotica presso il Dipartimento di elettronica e telecomunicazioni del Politecnico di Torino, e Joshua Tenenbaum, professore di scienze computazionali e cognitive presso il Centro per lo studio del cervello, mente, e macchine del dipartimento di Brain and Cognitive Science del Mit.

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Salute

Manovra, il nodo delle pensioni agita il governo. Draghi incontra i sindacati. Salvini: no al ritorno della legge Fornero. Confindustria contro le "quote"

Cgil, Cisl e Uil non vogliono farsi scavalcare dalla Lega nella difesa dei diritti dei pensionandi e minacciano sciopero. Il premier tenta la mediazione e li incontra a Palazzo Chigi, ma la partita si annuncia molto dura per la tenuta dell'esecutivo e della maggioranza


Draghi incontrerà Salvini. Ecco perché la Lega è costretta a restare al  governo - Il Primato Nazionale

Manovra di bilancio 2022. Il premier, Mario Draghi ha convocato per oggi i leader di Cgil, Cisl e Uil. Per quanto riguarda le pensioni, quota 100 - è stato ribadito - verrà archiviata ma il giudizio dei sindacati sulle ipotesi avanzate in alternativa è stato categorico. ''La proposta Quota 102 e 104, se venisse confermata dal Governo, costituirebbe una vera e propria presa in giro per i lavoratori. Con quei vincoli solo poche migliaia di persone nei prossimi anni potranno accedere alla pensione', ha affermato il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.

Lega

Intanto ieri il presidente del Consiglio ha incontrato il segretario della Lega Matteo Salvini. Nel lungo e positivo colloquio, Salvini - si legge in una nota - ha illustrato le sue proposte per rilanciare il Paese e difendere lavoro e pensioni. La Lega è al lavoro sul “salva pensioni”, per evitare il ritorno alla Fornero.

In mattinata era stato Claudio Durigon, responsabile del dipartimento Lavoro della Lega, a sottolineare che, "l’obiettivo è non tornare alla Fornero". "Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni media - si legge in una nota - la Lega non è 'verso il sì' alle nuove misure sulle pensioni. Stiamo ancora lavorando alla riforma, con buonsenso e determinazione”. A Durigon aveva fatto eco il sottosegretario al Mef della Lega, Federico Freni: "L’obiettivo della Lega è evitare un ritorno alla Fornero: la discussione per una riforma ragionevole è in corso. Inutile soffermarsi ora su numeri e quote: dobbiamo dare risposte concrete alle lavoratrici ed ai lavoratori che attendono di poter andare in pensione", aveva affermato.

Confindustria

Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ribadisce il no alle quote sulle pensioni e chiede un intervento sui lavori usuranti. Lo fa a margine dell’assemblea dell’Unione Industriali di Torino, in cui ha sottolineato: "Siamo fortemente contrari a quota 100, 102 o 104 perché guardiamo i numeri da imprenditori e i numeri dicono che quota 100 non ha ottenuto l’effetto che ci aspettavamo". "Ricordo - ha aggiunto - che ci era stato detto che per uno che andava in pensione venivano assunti in tre, nella realtà l’effetto è di 0,4, quindi non abbiamo neanche l’effetto sostitutivo. Quindi stiamo pensionando chi un lavoro ce l’ha e non stiamo offrendo un lavoro ai giovani". "Noi riteniamo, invece, che si debba lavorare sui lavori usuranti, sui quali effettivamente c’è un problema. Va rivisto lavoriamo su quello", ha ribadito Bonomi.

Quota 102 e 104, spunta anche 'quota' Tridico

Tra le candidate a sostituire quota 100 - nell'ambito della Manovra 2022 - c'è una proposta sul tavolo del confronto in corso, assieme a quota 102 e 104 e a quella molto più flessibile dei sindacati. E' quella illustrata a più riprese in parlamento dal presidente Inps, Pasquale Tridico, che ancora la settimana scorsa la presentava come l'unica soluzione "davvero flessibile e finanziariamente compatibile" nei costi e dalla platea molto più consistente di quanto abbia mai portato a casa la sperimentazione leghista. Parliamo della cosiddetta pensione in due tempi: l'ipotesi è di anticipare, per chi abbia compiuto 63-64 anni e volesse lasciare il lavoro, solo la quota contributiva della pensione rinviando l'assegno totale, comprensivo anche della parte retributiva, al compimento dei 67 anni. Una volta raggiunta la pensione di vecchiaia invece al lavoratore spetterà l'assegno pieno, completo di quota retributiva e quota contributiva.

Nessuna 'gabbia' rigida dunque entro cui contenere i futuri pensionati solo l'opportunità della scelta con costi per le casse dello Stato, nel medio periodo, sostanzialmente azzerati. A conti fatti, stimava ancora l'Inps, sarebbero circa 203mila le pensioni aggiuntive attivabili tra il 2022 e il 2024 cui sommarne altre 129mila dal 2025 al 2027 per un totale complessivo di 332mila pensioni dal 2022 al 2027. E anche i costi si aggirerebbero intorno ai 4,2 mln di euro tra il 2022 e il 2027 che sarebbero poi recuperati da risparmi di spesa che dal 2027 al 2031 potrebbero ammontare a circa 2 mld di euro complessivamente.

Per accedere al pensionamento in due tempi, ricordava ancora Tridico, oltre al requisito di età, almeno 63-64 anni occorre essere in possesso di almeno 20 anni di contribuzione e aver maturato al momento della scelta una quota contributiva di pensione di importo pari o superiore a 1,2 volte l’assegno sociale. Questo per circoscrivere la platea che potrà accedere al pensionamento anticipato ed evitare assegni poveri. La proposta prevede inoltre la cumulabilità della mini-pensione con i redditi da lavoro dipendente, autonomo e la possibilità di ancorare la prestazione a futuri meccanismi di staffetta generazionale, legati al part time mentre esclude categoricamente la possibilità di convivenza con il Rdc , l'ape sociale e l'indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.

La proposta aveva raccolto le critiche di Cgil, Cisl e Uil e su questa il governo non si è di fatto espresso. La "decisione è politica", commentava ancora Tridico nei giorni scorsi.

 

(Fonte: Adnkronos)

Il 30% delle nuove auto in Italia sono elettriche, ibride o a gas. Crescono i motori più puliti, ma i target 2030 sono ancora lontani

I dati della Relazione annuale del Consiglio nazionale della green economy, che raccoglie le associazioni di impresa del settore: veicoli totalmente elettrici triplicati in un anno, ma a trainare l'ascesa delle alimentazioni alternative sono le ibride, che segnano il sorpasso sulle alimentazioni Gpl-metano


Le alimentazioni alternative (Gpl, metano, ibrido, elettrico) nel 2020 hanno rappresentato quasi il 30% dei nuovi veicoli immatricolati in Italia.

Il traino all'ascesa delle alimentazioni alternative è dato dalle ibride, che segnano il sorpasso sulle alimentazioni Gpl-metano. Lo rivela la Relazione annuale del Consiglio nazionale della green economy, che raccoglie le associazioni di impresa del settore, presentata stamani agli Stati generali della green economy, alla fiera Ecomondo a Rimini.

Le auto elettriche sono triplicate in un anno, dalle 17 mila unità del 2019 alle 60 mila circa del 2020, dallo 0,9% al 4,3% del mercato. L'Italia però è ancora molto lontana dal target di 6 milioni di auto elettriche al 2030.

Nel 2020 in Italia la vendita di nuove auto è calata del 28%, rispetto al 2019, anche se la riduzione sembra rientrare nel 2021. Pare costante ormai la discesa delle vendite delle auto diesel, dal 53% del 2017, fino al 33% del 2020, e anche a benzina: dal 44% del totale immatricolato del 2019 al 38% dell'ultimo anno. 

 

(Fonte: Ansa)

Se gli hacker rubano le patatine: attacco informatico contro la San Carlo. Chiesto un riscatto, ma l'azienda non paga: abbiamo backup di sistema

Il gruppo alimentare colpito da un ransomware di tipo criptolocker, cioè della stessa tipologia di quello che ad agosto ha colpito la Regione Lazio, e simile a quello che ha colpito la scorsa settimana Siae. Polizia  postale al lavoro


Attacco hacker al sito della Siae: 60 GB di dati rubati. Chiesto riscatto  in bitcoin - Cronaca

La San Carlo, azienda italiana leader nella produzione delle patatine, è stata colpita da un attacco hacker di tipo ransomware. Da quanto apprende AGI all'azienda sarebbe arrivata una richiesta di riscatto dopo essere stata colpita da un ransomware di tipo criptolocker, cioè della stessa tipologia di quello che ad agosto ha colpito la Regione Lazio, e simile a quello che ha colpito la scorsa settimana Siae.

L'azienda, spiegano alcune fonti vicine alla vicenda, sarebbe comunque in possesso dei backup di sistema. Anche per questo, viene spiegato, San Carlo non è intenzionata a pagare alcun riscatto agli attaccanti. Il gruppo di criminali informatici e' chiamato gruppo Conti, piuttosto attivo in questo particolare tipo di attacchi, e ha gia' rivendicato l'azione sul proprio sito nel dark web.

Sull'attacco, che sarebbe avvenuto lo scorso venerdì, sta indagando la procura di Milano e la polizia postale. Solo nella serata di ieri il gruppo di attaccanti, gruppo Conti, ha rivendicato l'attacco sul proprio sito nel dark web. Non si sa la cifra del riscatto chiesto all'azienda, ma come spesso accade in questi casi sarebbe stato chiesto in criptovalute.  

La risposta di San Carlo

Una nota dell'azienda spiega che i tecnici "hanno riscontrato un'intrusione nei nostri sistemi informatici. Sono state immediatamente attivate tutte le procedure di sicurezza per isolare e contenere la minaccia. Al momento alcuni servizi informatici sono solo parzialmente funzionanti, ma l'operativita' del Gruppo è comunque garantita, dalla produzione, alla distribuzione, alla vendita dei nostri prodotti".  

"L'azienda ha già provveduto - infine - ad informare le autorita' compenti (Garante Privacy e Polizia Postale) e sta procedendo ad analizzare i dati che potrebbero essere stati danneggiati o trafugati, procedendo altresi' a informare le persone che possono essere state interessate".

Da circa 90 anni la regina degli snack

Quando ancora non esisteva l'aperitivo, e le merende erano solo quelle dolci parentesi che si portavano a scuola, la San Carlo già era operativa e lavorava per stuzzicare i palati dei bambini e degli adulti. L

'azienda regina dello snack (con lo slogan "il buon gusto italiano") ha aperto i battenti infatti nel lontano 1936 quando un giovane imprenditore, Francesco Vitaloni, insieme alla moglie Angela, inizia il suo lavoro in una rosticceria in via Lecco 18 a Milano, che chiama San Carlo come omaggio alla vicina chiesa di San Carlo al Lazzaretto.

Nel negozio si frigge di tutto, dal pollo alla verdura. Ma a riscuotere un grande successo sono le patatine croccanti: piacciono non solo ai clienti ma vengono richieste anche da tutti i bar della zona.

A mano a mano la rosticceria - diremmo ora, un fast food ante litteram - comincia a produrre talmente tanto (si parla di 20 chili di patatine al giorno) che Vitaloni decide di trasferire l'attività. E così 4 anni dopo, nel 1940, la San Carlo inaugura i nuovi locali, più ampi, in nuovo quartiere milanese, quello di Greco.

L'azienda poi si espande e al timone va il figlio di Francesco, Alberto. Nel 1988, la sua espansione è tale che i suoi snack diventano protagonisti di una serie di acquisizioni anche europee fino a quando nel 1992, dopo aver dato vita a Unichips Finanziaria, la holding di controllo delle partecipazioni del gruppo, acquisisce dalla Pavesi di Novara, facente parte del gruppo IRI, il marchio aziendale Pai, controllando il 70% del mercato nazionale delle patatine. L'azienda diventa anche teatro di una diatriba familiare finché la sua guida finisce ad uno dei figli di Alberto, Susanna (nel 2016) che controlla il gruppo.

Sponsor ufficiale del Napoli e del Catania, i suoi siti di produzione in Italia sono situati a Novara, Roverbella (provincia di Mantova), Lavis (provincia di Trento) e Sant'Ambrogio di Torino, nel piemontese. Stando agli ultimi bilanci, come quello di 4 anni fa, l'azienda ha un fatturato annuo che si aggira sui 315 milioni e conta 2.200 dipendenti.

 

(Fonte: Agi)

Auto, ritorna l'Ecobonus per l'acquisto di ibride ed elettriche. Stretta sui monopattini: divieto di parcheggio sui marciapiedi e velocità ridotta

Rifinanziamento da 100 milioni per i veicoli meno inquinanti, nuovi e usati, anche commerciali. "Un altro segnale concreto dell'attenzione che mettiamo per favorire la transizione verso il green agevolando i consumatori", ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti


Flotte auto elettriche? Alle aziende piace l'ibrido (e il Diesel)

Torna l'ecobonus per l'acquisto di autovetture a basse emissioni: da domani alle 10 sarà attivala piattaforma del Mise e scatterà di nuovo la corsa all'incentivo per le auto elettriche o ibride che questa volta può contare su 100 milioni di rifinanziamento: riguarderà auto nuove ed usate, ma anche veicoli commerciali.

"Un altro segnale concreto dell'attenzione che mettiamo per favorire la transizione verso il green agevolando i consumatori", ha spiegato il ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti.

Ma non è l'unica novità in arrivo. Alla Camera è alle ultime battute il decreto infrastrutture - il provvedimento presentato dal ministro Enrico Giovannini - molte norme sui trasporti di impatto generale. E' stata approvata una stretta sull'utilizzo dei monopattini: Sul tavolo è in arrivo, con l'approvazione prevista a sera inoltrata, una stretta pro-sicurezza sull'utilizzo dei monopattini con il divieto di parcheggio sui marciapiedi e la previsione di apposite aree di sosta, la riduzione della velocità massima da 25 a 20 chimometri e confisca del mezzo nel caso di modifiche che aumentino le prestazioni. Non passa invece l'estensione dell'uso del casco che rimane limitato a 14 anni come prevedono ora le norme sperimentali.

Previste poi novità su nuovi monopattini che dovranno avere le frecce e la luce di stop posteriore. Sul tavolo della commissione - tra le norme che potrebbero ottenere il via - anche una limitazione alla circolazione di veicoli inquinanti del trasporto pubblico locale. Non solo bus, ma anche pulmini con una decina di posti, che se sono Euro1 o 2 dovranno fermarsi in base ad una specifica tabella. Hanno già invece ottenuto il via libera le norme - proposte da Italia Viva - che aiutano nella spesa per prendere la patente di autotrasporto chi percepisce il reddito di cittadinanza o un ammortizzatore sociale. L'incentivo può arrivare fino a 1.000 euro e coprire fino a metà della spesa, ma sarà necessario che nei tre mesi successivi si stipuli un contratto di autotrasporto per conto terzi. Altre novità approvate - proposte da M5s - riguardano la possibilità di fare servizio taxi non solo con le autovetture, ma anche con motocicli e velocipedi. In pratica servizi come i risciò o i tuk-tuk.

Sono di Forza Italia, invece, due emendamenti che richiedono trasparenza da parte degli enti locali sui proventi delle multe (dovranno pubblicare gli incassi anche degli autovelox) e la possibilità di evitare una multa se si viene trovati alla guida senza documenti ma questi possono essere verificati on line. Previsto poi l'arrivo di una commissione per la concessione autostradale dell'Autobrennero, per esplorare ipotesi alternative alla gara. Importanti anche le misure in favore dei disabili, che potranno non pagare le strisce blu (come già avviene in alcune città) ma che avranno anche semplificazioni per ottenere le agevolazioni fiscali previste. Della Lega un emendamento che estende anche ai trattori la possibilità di essere considerati veicoli storici o da collezionisti.

 

(Fonte: Ansa)

Ufc, Vettori si beve lo scorretto Costa: "Un bicchiere di vino alla faccia sua. Non sono caduto in trappola". E l'organizzazione lo incorona: "Incontro fatto solo grazie a Marvin" (VIDEO)

Il fighter trentino festeggia dopo aver battuta nettamente il rivale brasiliano che si era presentato al match con peso fuori categoria e si è esibito pure in una serie di provocazioni e scorrettezze, compresa una ditata volontaria in un occhio. The Italian Dream è stato più forte di tutto e dopo la vittoria lo ha mandato simpaticamente a quel paese con in mano una bottiglia di Mezzocorona, nettare del suo di paese...- (VIDEO)


“Se quest’incontro si è fatto è solo grazie a Marvin Vettori, uno cavallo di razza, un ragazzo con cui è stupendo lavorare. Era disposto a combattere con qualsiasi peso, e non ha lasciato che la cosa gli rovinasse la testa”. La corona sulla testa del fighter di Mezzocorona la mette Dana White, il patron di Ufc, dopo la vittoria su Paulo Costa che lo rilancia alla grande nei ranking e gli conferisce anche il bonus di fight of the night che non fa mai male.

LA TRAPPOLA 

La difficoltà più grossa che ha trovato Vettori è stata che Paulo Costa aveva più chili di un peso medio ma non era affatto fuori forma. Lo dimostra un quinto round in cui, sapendo che ai punti era sotto, ha dato fondo a tutte le sue energie menando davvero forte. E così l’italiano dopo il match svela il suo piano-gara: “Sono contento di non essere caduto nella sua trappola, di non aver pensato che non era pronto, non era allenato, era grasso. Il peso non mi interessa, posso lottare con chiunque, la gabbia è casa mia. Ed è un messaggio anche per i miei prossimi avversari: non presentatevi con più chili, perché l’incontro lo prendo e lo batto”. Già, ma a chi tocca ora affrontare Vettori? A febbraio Adesanya difende il titolo contro Whittaker, lui fa capire che nel caso di defezione di uno dei due è pronto a combattere ma non esclude anche altre soluzioni: “Non credo che prima della fine dell’anno tornerò in gabbia ma non si sa mai. Se c’è un bell’incontro convincermi è facile”. E intanto, in pieno spirito goliardico, si fa una storia su instagram dove beve un bicchiere di vino alla faccia del rivale.

RIVEDI LA VITTORIA DI MARVIN VETTORI

 

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