updated 4:22 PM UTC, Jan 20, 2021

La guerra di Twitter a Trump diventa un boomerang. L'Europa condanna il ban, Merkel: "Decisione problematica". La Francia: "Oligarchie digitali". E il titolo crolla in borsa

Sono diverse le voci istituzionali europee a condannare lo "strapotere" delle piattaforme digitali. Anche la Francia "deplora" l'esclusione del presidente uscente da Twitter (che a Wall Street perde il 10.12%)


Twitter affonda a Wall Street all'avvio delle contrattazioni. I titoli della società che cinguetta perdono il 10,12% In calo anche Facebook, che cede il 3,30%. 

Venerdì scorso il social media ha escluso in modo permanente il presidente uscente degli Usa, Donald Trump. Il quale, ricorda Bloomberg, ha oltre 88 milioni di persone che seguono il suo account.

Asse Macron-Merkel per rilancio Ue: 5G, Green Deal e transizione digitale

 "La cancelliera Angela Merkel ritiene problematico che sia stato bloccato in modo completo l'account Twitter di Donald Trump". Lo ha detto il protavoce Steffen Seibert, in conferenza stampa a Berlino, rispondendo a una domanda specifica sull'argomento.

La Francia deplora la decisione di Twitter di escludere il presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, sottolineando che regolamentare la rete non spetta ai colossi del web. "Ciò che mi sciocca è che sia Twitter a decidere di chiudere" il profilo di Trump, ha dichiarato il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, intervistato ai microfoni di radio France Inter. "La regolamentazione dei colossi del web - ha avvertito - non può avvenire attraverso la stessa oligarchia digitale". Una decisione che ha già suscitato numerose reazioni ai quattro angoli del pianeta, incluso nella classe politica francese.

L'Ue evidenzia necessità di nuove regole. "Vorremmo conciliare il rispetto dei diritti fondamentali con una maggiore responsabilità delle piattaforme social", per questo "c'è la necessità di una maggiore regolamentazione" del mondo online da parte dei governi. Così un portavoce della Commissione Ue sulla decisione delle principali piattaforme social di sospendere gli account di Trump. Lo scorso 15 dicembre, la Commissione Ue ha presentato la sua proposta per regolamentare i contenuti online (il Digital Services Act) che, ha ricordato il portavoce, prevede che le piattaforme spieghino "come moderano i contenuti", stabiliscano "in termini chiari quali sono le regole" e informino "sulla decisione di sospendere un account". Queste regole, se saranno adottate dagli Stati membri, "possono ispirare anche altri governi a livello internazionale". Anche l'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, ieri si era espresso sul suo blog a favore della libertà d'espressione.

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Vaccino anti-Covid, Italia al primo posto in Europa per somministrazioni. E la prossima settimana arrivano le prime dosi di Moderna

Con oltre 320 mila somministrazioni finora effettuate (0,55% del totale) l'Italia è il primo Paese nell'Unione Europa per numero di vaccinazioni contro il Covid e all'ottavo posto nella classifica mondiale. È quanto emerge dall'attività di ricerca raccolta nel sito Our World in Data, le cui fonti sono i ministeri della Salute dei vari Paesi. Ai primi dieci posti, nell'ordine, ci sono Israele, Emirati Arabi, Bahrain, Stati Uniti, Gran Bretagna, Danimarca, Russia, Italia, Germania e Canada


Vaccino covid Moderna, quando arriva in Italia e quante dosi

Arriveranno già dalla prossima settimana in Italia le prime dosi del vaccino Moderna. L'obiettivo, a quanto si apprende, è di far giungere nel nostro Paese 1,3 milioni di dosi nei prossimi 3 mesi.

In totale Moderna distribuirà 80 milioni di dosi di vaccino in Europa nei primi tre trimestri del 2021. Si partirà con 10 milioni di dosi per il primo trimestre per passare a 35 milioni di dosi nei successivi trimestri. Le prime dosi, fa sapere l'azienda, inizieranno a essere distribuite dalla prossima settimana su base proporzionale fra tutti gli Stati membri.

Dopo il vaccino Pfizer-Biontech, un altro vaccino contro il coronavirus ha ricevuto l'approvazione dell'agenzia europea del farmaco (Ema) e il via libera dell'Ue.

EMA - L'agenzia europea per il farmaco ha raccomandato l'autorizzazione condizionata per il commercio del vaccino contro il coronavirus prodotto dalla società americana per le persone maggiori di 18 anni, si legge in una nota. L’attenta valutazione dei dati sulla qualità, la sicurezza e l’efficacia del vaccino da parte del Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Ema, garantisce gli standard previsti dall’Unione Europea, e delinea le salvaguardie, i controlli e gli obblighi per tutte le campagne di vaccinazione nell’Ue, si legge nella nota.

UE - "Abbiamo autorizzato il vaccino Moderna, il secondo approvato nell'Ue". Lo ha annunciato su twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, qualche ora dopo il via libera arrivato dall'Ema. "Stiamo fornendo vaccini sicuri ed efficaci agli europei - ha rivendicato von der Leyen - L'Europa finora si è assicurata due miliardi di dosi di potenziali vaccini, più che sufficienti per proteggere tutti noi".

 

(Fonti: Ansa e Adnkronos)

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L'UE conclude nuovi accordi commerciali con la Cina

Il controverso accordo mira a migliorare l'accesso delle aziende europee al mercato cinese


L'Unione europea ha finalmente chiuso un accordo di investimento con la Cina, un accordo tanto atteso e controverso. Dopo sette anni di trattative, Bruxelles è riuscita a convincere Pechino ad impegnarsi nel porre fine ai divieti per le aziende europee di accedere al suo mercato o ad introdurre pratiche discriminatorie per escluderle. Il patto, tuttavia, non genera solo timori a Washington. Il presidente della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Cina, Reinhard Bütikofer (Verdi), ha definito l'accordo un "errore strategico" dell'Ue. 

Non c'erano grandi atti. Solo una conferenza stampa in videoconferenza, come imposto dai tempi di pandemia. Il patto di investimenti tra UE e Cina è stato chiuso a mezzogiorno, a seguito di una videoconferenza tra il presidente Xi Jinping e le controparti europee. I capi del Consiglio europeo, Charles Michel, e della Commissione, Ursula von der Leyen, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, a sua volta presidente dell'Ue, sono stati raggiunti dal presidente francese Emmanuel Macron, una delle voci più popolari e critiche nei confronti dell'accordo.

L'accordo ha tre temi principali; una maggiore trasparenza nel sistema di sussidi stabilito da Pechino per le sue aziende, una maggiore parità di condizioni tra le imprese cinesi ed europee e il rallentamento del trasferimento tecnologico. “Dobbiamo essere realistici: questo accordo non risolverà tutte le sfide legate alla Cina, che dobbiamo affrontare. Tuttavia, collega la Cina con impegni significativi che vanno nella giusta direzione", ha affermato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis.

Bruxelles sottolinea soprattutto l'apertura di nuovi mercati che l'accordo comporta, soprattutto nel settore manifatturiero, che rappresenta più della metà degli investimenti dell'UE in Cina. Secondo la Commissione UE, Pechino si impegna a dare alle imprese europee l'accesso, su un piano di parità in settori che fino ad ora aveva considerato con riserva: servizi cloud, finanza, sanità privata, ambiente e trasporto. "L'accordo fornirà un accesso senza precedenti al mercato cinese per gli investitori europei, consentendo alle nostre aziende di crescere e creare posti di lavoro", ha affermato Von der Leyen.

Dombrovskis ha spiegato che l'accordo elimina anche l'obbligo di creare alleanze o società a capitale misto - europeo e cinese - per accedere ad alcuni settori. Lo stesso verrà fatto, anche se progressivamente, nel settore automobilistico, che rappresenta il 28% di tutti gli investimenti dell'UE nel gigante asiatico. L'accordo, infatti, era di particolare interesse per Berlino, che lo aveva inserito tra le priorità della sua attuale presidenza Ue.

Bruxelles ha anche evidenziato le concessioni che aveva preso dalla Cina in materia di ambiente e diritti dei lavoratori. Secondo la Commissione, Pechino si è impegnata ad adottare gradualmente tutte le convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro, compresa quella che vieta il lavoro forzato. Se lo facesse, sarebbe una svolta, soprattutto vista la preoccupazione generata dalle denunce degli attivisti sullo sfruttamento lavorativo della minoranza Uigura nello Xinjiang, cosa che la Cina da sempre nega.

L'Ue ha detto che definirà la corretta strategia delle relazioni con la Cina, sotto la presidenza francese del 2022. In ogni caso, ha nuovamente affermato nella dichiarazione post-riunione, la sua "grave preoccupazione" per la situazione dei diritti umani, anche a Hong Kong. L'accordo deve essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo, dove il processo sembra più complicato. Per ora il presidente della delegazione che si occupa della Cina, Reinhard Bütikofer, ha attaccato tramite il suo account Twitter il patto e lo ha definito un "errore strategico".

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Il Covid tra i leader Ue: Macron positivo, Sanchez in isolamento. Record di contagi in Germania. Ma il vaccino fa sperare l'Europa

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen: "Via alle vaccinazioni nell'Ue nei giorni 27, 28 e 29 dicembre. Proteggiamo i cittadini, insieme siamo più forti"


Il presidente francese Emmanuel Macron positivo al coronavirus. "Il Presidente della Repubblica è risultato positivo al Covid-19 oggi", rende noto l'Eliseo, specificando che la diagnosi è stata effettuata con un tampone eseguito dopo "la comparsa dei primi sintomi. Secondo le norme sanitarie vigenti applicabili a tutti, il Presidente della Repubblica si isolerà per 7 giorni. Continuerà a lavorare e svolgere le sue attività a distanza".

A titolo di precauzione, il premier Jean Castex si è sottoposto ad un test PCR questa mattina stessa. Lo rende noto una fonte di Matignon, residenza ufficiale del primo ministro, citata da Bfmtv, precisando che il test è risultato negativo. Un nuovo test verrà effettuato a sette giorni di distanza, in conformità con il protocollo sanitario in vigore. Il capo del governo resta intanto in isolamento

Come spiegano fonti a Le Parisien, anche il presidente dell'Assemblea Nazionale, Richard Ferrand, è stato messo in isolamento perché figura tra le persone entrate in contatto con il presidente.

La positività di Macron costringe all'isolamento anche il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez. Sanchez e Macron si sono incontrati lunedì a Parigi.

E anche Brigitte Macron, moglie del presidente francese, è in isolamento. Secondo quanto riferiscono fonti del suo ufficio, la signora Macron "non manifesta nessun sintomo", si legge sulla diretta di Le Parisien.

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che in Ue le vaccinazioni contro il covid-19 cominceranno il prossimo 27 dicembre. "È il momento dell'Europa".

Ue, vaccino dal 27 dicembre - Il 27, 28 e 29 dicembre inizierà la vaccinazione in tutta l'Ue. Proteggiamo i nostri cittadini insieme", ha scritto von der Leyen su Twitter.

L'Italia partirà con le prime vaccinazioni al personale sanitario. È quanto si apprende a seguito di una riunione mattutina tra il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario straordinario all'emergenza Domenico Arcuri. Il Governo italiano ha lavorato negli ultimi giorni per favorire una simbolica data comune di avvio delle vaccinazioni nell'Unione Europea. 

In tutto il mondo il numero di contagi da coronavirus dall'inizio della pandemia ha superato quota 74 milioni, secondo i dati dell'università americana Johns Hopkins.

Il paese più colpito dal coronavirus in termini assoluti restano gli Stati Uniti, che ieri hanno registrato un nuovo doppio record: oltre 250.000 contagi e 3.700 decessi in un giorno.

Record di contagi  in Germania dove si è superata la soglia dei 30mila nuovi casi in 24 ore. Lo riferiscono fonti ufficiali. 

"La pandemia di Covid-19 ha creato uno tsunami di problemi ma il virus ha colpito tutto il mondo, non solo la Russia. Anzi, noi possiamo dire di aver reagito molto meglio di altri Paesi, che pure si dicono orgogliosi per le loro economie. Il nostro Pil nel 2020 segnerà infatti -3,6% e questo è un dato migliore dei maggiori Paesi europei". Lo ha detto Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa. 

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Il premier polacco: "L'Ue in crisi si sfoga con Polonia e Ungheria. Faccia un esame di coscienza"

"L'Ue sembra un matrimonio in crisi. Ha alle spalle la crisi finanziaria, la Brexit, sta vivendo crescenti disuguaglianze. E quando sorgono problemi, si sfoga su Polonia o Ungheria. È ora di un esame di coscienza: cosa è andato storto? Ad esempio, l'euro non ha portato a differenze sempre più profonde? Che cosa ha portato in Italia che ristagna da più di vent'anni?". Lo ha detto il premier polacco Mateusz Morawieczki in un'intervista alla Faz. Sulla proposta di condizionalità legate al bilancio Ue, "la nostra principale preoccupazione - ha aggiunto - è che il meccanismo possa essere usato arbitrariamente e per motivi politici".

Orbán Viktor és Mateusz Morawieczki közös bejelentése - Blikk

 

(Fonte: Ansa)

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Messa di Natale anticipata di due ore, i vescovi: "Si svolgerà nella piena osservanza delle norme". Vespa: "La Cei abbozza per quieto vivere, ma da povero cristiano mi chiedo..."

''Gesù nasce ogni giorno nel cuore dei credenti. Non credo che abbia problemi con l'orologio. La Cei abbozza per quieto vivere. Ma da povero cristiano mi chiedo come posso mettere in pericolo la salute pubblica se esco dalla Messa alle 24 invece che alle 22?''. Così Bruno Vespa su twitter sulle polemiche che si sono scatenate dopo l'ipotesi di un eventuale spostamento della Messa di Natale alle 22 a causa del coprifuoco anti-Covid. Intanto la Ue smentisce di voler vietare le celebrazioni "in presenza"


La Ue vuol cancellare la Messa di Natale - IlGiornale.it

Cosa hanno detto i vescovi - Le Messe di Natale si svolgeranno "nella piena osservanza delle norme", aveva detto mons. Mario Meini, pro-presidente Cei, introducendo il Consiglio permanente. "Se le liturgie e gli incontri comunitari sono soggetti a una cura particolare e alla prudenza, ciò non deve scoraggiarci - ha chiarito - in questi mesi è apparso chiaro come sia possibile celebrare in condizioni di sicurezza, nella piena osservanza delle norme. Siamo certi che sarà così anche nella prossima solennità del Natale e continuerà ad essere un bel segno di solidarietà con tutti".

La Ue non vuole vietare la messa di Natale - La Commissione europea "non intende proibire alcuna funzione religiosa", né avrebbe "la competenza per farlo". Al contrario, "la libertà di culto è prevista dalla Carta dei diritti fondamentali". Lo precisa all'Adnkronos il portavoce della Commissione europea Stefan de Keersmaecker, a proposito delle indiscrezioni riportate dalla stampa italiana circa le raccomandazioni che l'esecutivo Ue si appresta a diffondere domani, secondo le quali sconsiglierà le celebrazioni religiose in presenza, inclusa la Messa di Natale.

Il nuovo DCPM voluto fortemente dalla UE e dall'OMS

Le istituzioni europee hanno insistono fortemente sull'inasprimento delle restrizioni per evitare una chiusura totale


Dopo più di sei mesi di tentativi di dominare il coronavirus, l'attuale aumento dei casi in tutta Europa non è solo una minaccia per la salute, ma anche economica e sociale. Un mese fa, il 15 settembre, il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC) aveva registrato 2,3 milioni di diagnosi di infezione da Covid-19 in Europa; i nuovi numeri, riportati dalla stessa agenzia mercoledì scorso, erano saliti a 4,3 milioni, l'87% in più. “Siamo interessati ai dati dall'Europa; ora è il momento di mettere misure restrittive ”, ha detto giovedì il direttore per l'Europa dell'OMS, Hans Kluge. "La Commissione europea è d'accordo: dobbiamo agire con decisione adesso, ma gradualmente, per evitare di dover arrivare a chiusure come quelle all'inizio della prima ondata. Il confinamento dovrebbe essere l'ultima alternativa e può essere evitato". Anche il commissario Ue alla Salute, Stella Kyriakides, ha trasmesso giovedì un "messaggio di allarme" agli Stati membri, "stiamo finendo il tempo, dobbiamo agire, tutti devono fare tutto il possibile per evitare effetti negativi sulla salute". Le restrizioni per contenere la pandemia si stanno irrigidendo e moltiplicando in tutto il continente, da Parigi a Roma e da Barcellona ad Amsterdam.

Il presidente dell'Oms Europa non ha voluto entrare in misure concrete. Ha insistito solo su un uso generalizzato ed estensivo della mascherina e un controllo rigoroso sui gruppi sociali e se ciò fosse fatto rigorosamente, ha detto Kluge, si eviterebbero più di 280.000 nuovi decessi nel continente (finora, i dati dell'ECDC, dall'inizio della pandemia ci evidenziano 255.000 decessi). Da lì, le misure devono essere graduali, anche se Kluge non ha optato per nessuna in particolare. Ha chiarito che i confini come quelli all'inizio della pandemia, "che portano alle chiusure totali", ha detto il rappresentante dell'OMS, "devono essere l'ultima soluzione. Dobbiamo trovare un equilibrio tra il beneficio per la salute e quello che possiamo chiamare il danno collaterale". Tra questi danni, ha citato anche quelli economici, spiegando che è necessario mantenere i servizi di salute mentale, l'assistenza alle vittime di violenza di genere, i bambini con bisogni speciali o quelli con malattie croniche o acute, come il cancro, malattie cardiovascolari e mantenere anche programmi di vaccinazione.

Un'altra attività vitale che deve essere preservata è quella educativa. "Devi dare la priorità alle scuole e tenerle aperte il più possibile", ha detto Catherine Sherwood, responsabile delle emergenze presso l'OMS Europa.

I responsabili dell'organizzazione hanno fatto riferimento anche ad un altro aspetto: la stanchezza della popolazione dopo aver visto che la pandemia non è stata superata dopo mesi di sforzi. Per fare questo, Kluge ha sottolineato l'importanza di offrire dati affidabili e solidi e di cercare soluzioni creative per mantenere la vita sociale in modo sicuro.

Il commissario europeo per la Salute ha fatto riferimento alle recenti conversazioni con l'OMS e ritiene che siano in sintonia: “Vogliamo evitare di andare in un confino generalizzato. Non vogliamo interrompere la vita sociale, la vita lavorativa, l'educazione dei cittadini. E questo è il motivo per cui dobbiamo prendere misure di contenimento ”. Alla domanda sulle soglie da mantenere e in particolare sull'opportunità di chiudere bar e ristoranti, ha risposto: "Gli Stati membri, a seconda della loro epidemiologia, stanno adottando misure diverse e non commenterò se devono chiudere o meno bar e ristoranti ”.

Kyriakides ha rilasciato il suo messaggio di nuova emergenza durante la presentazione di una proposta di "strategia di vaccinazione congiunta per i Ventisette stati europei". La proposta, avanzata dalla Commissione, rappresenta un ulteriore passo nella risposta coordinata che Bruxelles intende dare nel momento in cui arriveranno, se dovessero arrivare, i quasi un miliardo di dosi che l'Ue ha già predisposto di acquistare. Finora sono stati firmati accordi di acquisto con tre laboratori e si sono tenuti “colloqui esplorativi” con altri tre.

Sebbene l'esecutivo comunitario non fornisca ancora date specifiche, il Commissario Kyriakides ha accennato alla possibilità che le dosi possano essere disponibili all'inizio del 2021. In ogni caso, la loro offerta non arriverà immediatamente a tutti i cittadini ma sarà inizialmente limitata. La Commissione afferma di voler dare la priorità alla vaccinazione di diversi gruppi come gli operatori sanitari, le persone di età superiore ai 60 anni, la popolazione vulnerabile a causa di malattie croniche, i lavoratori essenziali che non sono nel settore sanitario, le comunità in cui non è fattibile mantenere le distanze sociali (come le carceri), i lavori in cui si verifica lo stesso (come i macelli) e i gruppi socioeconomici vulnerabili.

Il commissario alla Salute ha evitato di soffermarsi sulla percentuale della popolazione da vaccinare: "Dobbiamo ancora sapere quale vaccino avremo e come funzionerà", ha detto. La strategia presentata questo giovedì invita gli Stati a iniziare a pianificare come eseguire l'efficace distribuzione dei vaccini, affrontando problemi di logistica e distribuzione.

 

Johnson si allontana dai negoziati con l'UE e chiede al Regno Unito di prepararsi per una Brexit senza un accordo commerciale

Boris Johnson ha chiesto alla popolazione britannica di prepararsi per una Brexit senza un accordo commerciale, se l'Unione Europea non attuerà "un cambiamento fondamentale nel suo approccio" sui negoziati


Negoziati che sono in stallo da mesi e hanno persino superato la scadenza del 15 ottobre che lo stesso Johnson diede per suggellare un patto. "Sono stati fatti molti progressi su questioni come la sicurezza sociale, l'aviazione, la cooperazione sul nucleare, ma è chiaro che dopo 45 anni di adesione del Regno Unito, il blocco comunitario non è disposto, a meno che non ci sia qualche cambiamento fondamentale, ad accettare le richieste della Gran Bretagna. 

sole dieci settimane dalla fine del periodo di transizione per la Brexit, Johnson ha affermato che il paese deve essere preparato per il risultato più probabile: "Ho concluso che dovremmo prepararci per il 1 ° gennaio con accordi che sembrano più a quelli dell'Australia, basati su semplici principi del libero scambio mondiale", ha detto, aggiungendo che "con completa fiducia ci prepareremo ad abbracciare l'alternativa e prosperare come nazione indipendente e di libero scambio, controllando i nostri confini, la le nostre leggi. Le relazioni commerciali tra l'UE e l'Australia si basano fondamentalmente sui termini di base stabiliti dall'Organizzazione mondiale del commercio e null'altro.

Un portavoce del "premier" è andato oltre, osservando che, "i colloqui commerciali sono finiti, l'UE li ha chiusi dicendo che non vogliono cambiare la loro posizione negoziale. O l'UE cambia radicalmente la sua posizione sugli accordi commerciali, oppure usciremo con gli stessi accordi che l'europa ha con l'Australia", ha riferito in una conferenza stampa.

Nonostante l'intenzione dell'UE di continuare i negoziati, come ha chiarito il negoziatore Michel Barnier, Londra non vuole sedersi ad un tavolo per firmare gli acoordi e il tempo stringe. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha twittato in risposta alle osservazioni di Johnson secondo cui il blocco comunitario, “continua a lavorare per un accordo, ma non a qualsiasi prezzo, come previsto, la nostra squadra si recherà a Londra la prossima settimana per intensificare questi negoziati". Ma il portavoce di Johnson ha subito chiarito che,  "il ritorno di Barnier a Londra avrebbe senso solo se solo se pronto a discutere tutte le questioni sulla base del testo legale e in modo accelerato, senza che il Regno Unito debba fare tutte le mosse e accettare le disposizioni senza batter ciglio o se è disposto a discutere aspetti pratici di aree come viaggi e trasporti".

"La nostra posizione è chiara, solo se l'UE cambierà radicalmente la sua posizione, varrà la pena parlarne", ha concluso il portavoce di Downing Street, in un messaggio che ha attirato l'attenzione perché era ancora più duro di quello di Johnson.

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