updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

La fresca novità di GO-TV Canale 163: nasce un modo diverso di vivere motori, sport e intrattenimento. E per la prima volta il gaming arriva in televisione

Il momento lo conosciamo tutti e sappiamo quanto sia duro. Eppure c'è chi proprio oggi si lancia in nuove sfide, progetti ambiziosi e innovativi. E' il caso di GO-TV Canale 163 che il 1 febbraio 2021 ha acceso le sue frequenze appunto sul 163 del digitale terrestre (in streaming live HD al sito www.go-tv.org). Tutto parte da idee originali sulla tv e sulla fruizione dei contenuti nella nuova era del mondo mediatico. Quali? Scopriamolo insieme


Scopriamola allora questa sfida.  GO-TV Canale 163 si presenta come una nuova televisione nazionale dedicata a tutti, con un palinsesto ricco che può vantare personaggi dello spettacolo noti al grande pubblico, che ha sviluppato format variegati e stuzzicanti. Con un nome che ammicca all'universo dei motori si spazia dal motorsport (40% del palinsesto) fino all'attualità, all'intrattenimento e alla musica.

GAMING - Ma c'è una novità in particolare che spicca e farà felici le vaste schiere di appassionati. GO-TV è la prima televisione in Italia che si occupa in modo dedicato di gaming con il format COLOXXEO.
Il gioco si è ormai imposto largamente prendendosi uno spazio e un'importanza che merita uno spazio adeguato anche nel panorama televisivo. Oggi grazie a GO-TV possiamo gustarci le partite più svariate dei giochi più famosi del mondo per ben due ore al giorno, dalle 18.00 alle 20.00.

SPORT - Sul Canale 163 troviamo anche tanto sport: il seguitissimo calcio certo, ma anche la boxe, la nobile arte, con il campione del mondo di pesi massimi leggeri Giacobbe Fragomeni.

SHOW - Sport e spettacolo vanno spesso insieme: ecco allora che nel proprio palinsesto la nuova realtà del digitale ci fa trovare volti noti come Patrick Ray Pugliese (ex Grande Fratello Vip), alla conduzione di un programma alla David Letterman dal nome “Patrickamente Show”, un salotto divertente che accoglie ospiti ovviamente "vipponi".

SOCIAL - Al nostro tempo che si faccia informazione, intrattenimento o comunicazione (oppure tutto questo insieme) non si può prescindere dall'universo social. Altro punto di forza del canale, infatti, sono le influencer, grazie a al format GO-INFLUENCER condotto dalla giornalista Francesca Agnati che ha già intervistato volti conosciuti quali Asia Valente (Ciao Darwin, Grande Fratello Vip, Playboy..) o il travel blogger Alessandro Marras.

FASHION - Non manca nemmeno la moda con interviste a modelli famosi in tutto il mondo o a esperti della fotografia grazie al programma GO-FASHION condotto da Giulia Colombo, che ha già visto passare dagli studi Marco Castelli, supermodello Chanel e designer italiano oltre a Riccardo Del Pozzo, modello italo-brasiliano molto seguito sui social.

Si capisce subito quindi che si tratta di un palinsesto molto ricco e dinamico, pensato per abbracciare un pubblico vasto e di ogni età.

TALENT - I volti noti e i personaggi di fama ci sono, certo. Ma su GO-TV Canale 163 trovano tanto spazio anche gli artisti emergenti. Cantanti, ballerini o band hanno la possibilità di esibirsi per mezz’ora di programma nel format GO-MUSIC TALENT interamente dedicato a loro che sognano di poter esprimere le proprie qualità artistiche. Si esibiranno dal vivo e si racconteranno in interviste personalizzate.

SESSUALITA' - Se pensate che sia finita qui vi sbagliate: da mezzanotte e mezza sul 163 infatti la temperatura si alza decisamente. L’ex pornoattore Franco Trentalance torna sugli schermi con un suo programma; nel TRENTALANCE SHOW il veterano dell'hard nazionale, insieme agli ospiti in studio, affronta temi legati alla seduzione e alla sessualità, ma lo farà con un tono fresco e innovativo, con stile molto lontano da banalità e cattivo gusto.

IL SOGNO DI SCARLATO - Insomma, la sfida coraggiosa e ambiziosa di GO-TV Canale 163 è partita a tutto gas. Il titolare Riccardo Scarlato, uomo di lunga esperienza nel settore, non si nasconde: "Sono felicissimo ed entusiasta per questo mio nuovo importante progetto editoriale. Dopo 17 anni vissuti nel mondo televisivo da produttore dei miei programmi ho pensato che fosse arrivato il momento di 'osare'. Da qui nasce l’idea di GO-TV CANALE 163, un’emittente che vuole essere frizzante, dinamica e perché no, fuori da ogni schema. Per riuscire a creare questo sogno devo sicuramente ringraziare tutte le persone che in questi tanti anni di attività mi hanno supportato, senza di esse non sarei sicuramente qui ad affrontare questa nuova entusiasmante sfida. Non so dove mi porterà questo ambizioso percorso, ma si sa, nella vita se non ci provi non saprai mai come potrà andare... E quindi, eccomi qui, con i pugni chiusi, con la voglia e la determinazione di vincere questa importante gara".

 

Ristrutturare casa: tutto quello che devi sapere. Ecco cosa dice l'avvocato (VIDEO)

I lavori di ristrutturazione degli immobili. Un tema di grande attualità sul quale sono molti gli aspetti da tenere in considerazione. La dettagliata spiegazione dell'avvocato Carlo Bortolotti - (VIDEO)


 
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Riecco Donald Trump: "Ricandidarmi nel 2024? Troppo presto per dirlo, ma abbiamo enorme sostegno". Da Twitter "noioso" a Biden che "mente" sui vaccini, si vede che le armi non le ha mai deposte (VIDEO)

Dopo che la scorsa settimana il Senato lo ha assolto nel secondo processo di impeachment, Trump in un'intervista a Newsmax ha ammesso che gli "manca essere presidente", ma non rivela se si candiderà alla Casa Bianca nel 2024. "E' troppo presto per dirlo, ma vedo grandi sondaggi", ha dichiarato. "Non lo dirò ancora, ma abbiamo un enorme sostegno", ha affermato, aggiungendo che "sono l'unico che viene messo sotto accusa ed i cui consensi salgono". Sulla Cnn, il suo successore aveva detto di non aver "trovato nulla nei frigoriferi", riferendosi alla scarsa quantità di dosi: Trump ha ricordato come Biden in persona sia stato vaccinato il 21 dicembre e come abbia fatto anche il secondo richiamo a gennaio - (VIDEO)


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Donald Trump non si sbilancia sulla sua ricandidatura alla presidenza tra quattro anni ma sottolinea come il suo consenso sia alto. 

"2024? Troppo presto per dirlo", dichiara l'ex presidente in un'intervista all'emittente Newsmax, sottolineando come anche con l'impeachment (da quale è stato assolto per la seconda volta) le sue quotazioni salgano.

"Mi manca essere presidente", ha affermato. Trump ha dichiarato che non tornerà su Twitter da cui è stato bandito, ma sta valutando una piattaforma alternativa al social: "Sappiamo come far sentire la nostra voce". 

L'ex presidente degli Stati Uniti riferisce di aver guardato parte del townhall su Cnn con Joe Biden e accusa il successore di "mentire o essere fuori di testa" per aver detto che non c'era il vaccino contro il Coronavirus prima del suo insediamento alla Casa Bianca lo scorso 20 gennaio. Sulla Cnn, Biden ha detto di non aver "trovato nulla nei frigoriferi", riferendosi alla scarsa quantità di dosi: Trump ha ricordato come Biden in persona sia stato vaccinato il 21 dicembre e come abbia fatto anche il secondo richiamo a gennaio.


"Non tornerò su Twitter". Lo ha annunciato l'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che in realtà è stato bandito dalla piattaforma di microblogging dopo l'irruzione dei suoi sostenitori all'interno del Congresso. "Twitter è diventato molto noioso e milioni di persone lo stanno abbandonando perché non è più lo stesso, posso capirli", ha dichiarato Trump in un'intervista a 'Newsmax'.

L'ex presidente ha quindi aperto alla possibilità di creare una propria piattaforma social. "C'è anche l'altra opzione di costruire un nostro sito", ha aggiunto ribadendo il "grande consenso" di cui gode tra l'elettorato repubblicano.

Dopo che la scorsa settimana il Senato lo ha assolto nel secondo processo di impeachment, Trump ha quindi ammesso che gli "manca essere presidente", ma non rivela se si candiderà alla Casa Bianca nel 2024. "E' troppo presto per dirlo, ma vedo grandi sondaggi", ha dichiarato l'ex presidente. "Non lo dirò ancora, ma abbiamo un enorme sostegno", ha detto Trump, aggiungendo che "sono l'unico che viene messo sotto accusa ed i cui consensi salgono".

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Usa, con Biden la politica estera cambia poco: restano le sanzioni all'Iran e critiche alla Cina senza "un briciolo di democrazia"

Solo toni diversi rispetto al suo predecessore Donald Trump, ma la sua mano con i rivali a livello internazionale non sarà meno dura. Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, parlando in tv avverte Teheran sul programma nucleare e attacca il presidente cinese Xi Jinping. Saranno questi due i dossier più spinosi e complicati del suo mandato


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Gli Stati Uniti non toglieranno le sanzioni all'Iran fino a che Teheran non rispetterà i suoi impegni: lo afferma il presidente americano Joe Biden in un'intervista nella quale sostiene anche che nel presidente cinese Xi Jinping "non c'è un briciolo di democrazia". Biden, parlando alla Cbs, ha ribadito che la sua amministrazione non è disposta a togliere le sanzioni imposte da Trump per convincere Teheran a tornare al tavolo delle trattative per rinnovare l'accordo sul programma nucleare iraniano.

Una richiesta, quella di togliere le sanzioni, avanzata negli ultimi giorni dalla Repubblica islamica. Ma nei pensieri di Biden negli ultimi giorni c'è anche la Cina, con la sua amministrazione che ha preso una posizione durissima sul fronte della persecuzione degli uiguri e su quello delle minacce a Taiwan. "Conosco bene Xi Jinping, è molto intelligente ma è troppo duro, in lui non c'è un briciolo di democrazia, è la realtà", afferma Biden nell'intervista a Cbs, confermando come non abbia ancora parlato col leader cinese. "Ma non c'è alcuna ragione per non chiamarlo", aggiunge il presidente americano, ricordando come da vice di Obama ha speso molto più tempo con Xi di ogni altro leader mondiale: "Circa 24-25 ore di incontri privati e migliaia di chilometri fatti insieme". Biden assicura quindi come anche l'approccio con Pechino cambierà rispetto all'era Trump: "Siamo pronti a una forte competizione, ma non vogliamo un conflitto".

 

(Fonte: Ansa)

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Israele, comanda sempre Netanyahu. Il premier saldamente in testa nei sondaggi sulle elezioni del 23 marzo

Secondo una rilevazione diffusa da Channel 12, se le elezioni, le quarte in due anni, si tenessero oggi il Likud conquisterebbe 30 seggi. Male il centrista Benny Gantz. A destra "Bibi" stacca i rivali, sinistra nel caos


Netanyahu vince in Israele, ma gli mancherebbe un seggio | laRegione

A poco meno di due mesi dalle elezioni del 23 marzo, la scena politica israeliana è in subbuglio: gli ultimi sondaggi danno il premier Benjamin Netanyahu saldamente in testa, crolla invece il rivale centrista Benny Gantz.
A destra, i partiti alternativi al Likud registrano un calo mentre a sinistra si discute di fusioni tra Meretz e il Labour guidato dalla nuova leader, Merav Michaeli; intanto il leader di Telem, Moshe Ya'alon e l'ex ministro della Giustizia Avi Nissenkorn hanno annunciato che non parteciperanno al voto. C'è tempo fino al 4 febbraio per presentare le liste alla Commissione centrale elettorale. 

Secondo il sondaggio diffuso da Channel 12, se le elezioni, le quarte in due anni, si tenessero oggi il Likud di Netanyahu conquisterebbe 30 seggi, confermandosi il primo partito, seguito a distanza dalla formazione centrista Yesh Atid di Yair Lapid che si fermerebbe a 17. In calo i due partiti alternativi al Likud a destra: la nuova creatura di Gideon Sa'ar 'Nuova Speranza', che prenderebbe 14 seggi, e Yamina di Naftali Bennett (13); la Lista Unita araba, oggi a 15 seggi, scenderebbe a 10, mentre i partiti ultra-ortodossi Shas e United Torah Judaism ne conquisterebbero otto e il partito Yisrael Beitenu di Avigdor Liberman sette.

I laburisti guidati da Michaeli sono in salita (5), Meretz a quattro, mentre crolla Blu e Bianco di Gantz a quattro dagli attuali 14. 'Gli Israeliani', la nuova formazione del sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, non riuscirebbe invece a superare la soglia di sbarramento, così come Gesher di Orly Levy e Telem dell'ex capo di Stato maggiore Moshe Ya'alon. Quest'ultimo, alla luce delle proiezioni, ha annunciato che il partito non parteciperà alle elezioni: "Credevo che correre indipendentemente avrebbe potuto aumentare il potere del campo che cerca il cambiamento. Una tesi che si è rivelata erronea" alla luce delle "circostanze politiche che si sono venute a creare". 

Passo indietro dall'arena politica anche da parte dell'ex ministro della Giustizia Avi Nissenkorn, che ha annunciato l'addio al partito di Huldai al quale si era unito solo un mese fa come numero due, dopo aver lasciato Blu e Bianco. La mossa apre la strada a una possibile fusione con i laburisti: entrambe le formazioni vogliono rafforzarsi e, secondo voci, Michaeli avrebbe posto l'uscita di Nissenkorn come condizione per un'unione.

"Quando il campo ha bisogno di fusioni con altri per sopravvivere e ci sono una molteplicità di partiti e candidati, va bene sapere come farsi da parte e prendersi una pausa, che è quello che faccio io oggi", ha spiegato l'ex ministro della Giustizia. Il primo cittadino di Tel Aviv lo ha ringraziato per poi ricordare, alla luce delle voci di fusione, che "l'unico modo per generare un potere significativo è insieme, e tutti dovranno fare concessioni". 

 

(Fonte: Agi)

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Giustizia, Palamara: "Nel 2013 la magistratura si compattò contro Berlusconi"

L'ex presidente dell'Anm in tv: "Era necessario un rinnovamento della magistratura e una riflessione su cosa non ha funzionato ed io ho voluto fare un'operazione di verità"


"Il 2013 era caratterizzato da un forte scontro tra la magistratura e Berlusconi e la magistratura si compattava, realizzando un sistema". Lo dice l'ex presidente dell'Anm Luca Palamara ospite di Nicola Porro a "Quarta Repubblica". "Il fatto di compattarsi contro Berlusconi - aggiunge l'ex pm - significa che la magistratura ritiene in quegli anni di mantenere la sua autonomia ed indipendenza in questo modo". Oggi, conclude Palamara, "c'è la volontà di dire riflettiamo su quello che è accaduto".

"Non mi sento né colpevole né pentito", ha detto ancora l'ex pm. "Il mio è un racconto fatto da dentro la magistratura, anche il Partito radicale in cui sono entrato appoggerà la commissione d'inchiesta", ha aggiunto Palamara, spiegando: "Era necessario un rinnovamento della magistratura e una riflessione su cosa non ha funzionato ed io ho voluto fare un'operazione di verità".

La Disney vieta "Dumbo", "Gli Aristogatti" e "Peter Pan" ai minori di 7 anni: veicolano stereotipi e messaggi razzisti. La "cancel culture" tra il ridicolo e il preoccupante

I film sono stati cancellati dalla sezione Disney+ dedicata ai bambini, ma restano visibili per gli adulti con la "dovuta" nota introduttiva che spiega come i programmi "includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazioni e culture" e quindi "piuttosto che rimuovere questi contenuti, vogliamo riconoscerne l'impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo", come recita il disclaimer che precede i titoli di testa dei film


Il live action di "Peter Pan": nel cast anche Jude Law? - 361magazine

La "cancel culture" come viene definita dai più scettici, che ne contestano le scelte falsamente moraliste, colpisce ancora. Questa volta a cadere sotto la scure della censura sono tre pietre miliari del cinema per bambini "Dumbo", "Gli Aristogatti" e "Peter Pan". Disney ne ha vietata la visione ai minori di sette anni perché veicolerebbero stereotipi e messaggi dannosi e razzisti.

I film sono stati cancellati dalla sezione Disney + dedicata ai bambini, ma restano visibili per gli adulti con la "dovuta" nota introduttiva che spiega come i programmi "includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazione e culture" e quindi "piuttosto che rimuovere questi contenuti, vogliamo riconoscerne l’impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo", come recita il disclaimer che precede i titoli di testa dei film.

Gli aristogatti (1970) - Streaming | FilmTV.it

Ecco perché i tre cartoon sono stati censurati
In pieno clima da "revisionismo storico" la nuova morale di Hollywood, che trova moltissimi in disaccordo, ha deciso di contestare a "Dumbo" i versi di una canzone che suonerebbero irrispettosi verso gli schiavi afroamericani che lavoravano nelle piantagioni (“E quando poi veniamo pagati, buttiamo via tutti i nostri sogni”), 

Peter Pan avrebbe invece denigrato i nativi americani chiamando i membri della propria tribù Giglio Tigrato “pellirosse”, un titolo considerato offensivo. Infine Gli Aristogatti sarebbero colpevoli di aver offeso il popolo asiatico con la caricatura Shun Gon, il siamese con denti spioventi, gli occhi a mandorla e le bacchette.

 

(Fonte: tgcom24)

Ora il virologo vuole fare i palinsesti tv. Renzi sfora e Galli sbotta con la Berlinguer: "Bisognerebbe occuparsi solo del Covid". E Crisanti commenta la crisi di governo (VIDEO)

L'onnipresente direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'ospedale Sacco di Milano protagonista di un siparietto nello trasmissione Rai Caratabianca dopo l'intervista a Matteo Renzi sulla crisi di governo. Il professore, apparso molto scocciato, ha espresso tutto il suo disappunto per il ritardo nel collegamento, commentando anche l'intervento del leader di Italia Viva: "Sono preoccupato dalla serqua di luoghi comuni che ho sentito"


Cartabianca, Bianca Berlinguer si infuria per i rumori in studio mentre  parla Renzi. E Galli per il ritardo: “Sono molto scocciato” - Il Fatto  Quotidiano

Matteo Renzi sfora e il professor Massimo Galli sbotta. L'intervista del leader di Italia Viva, nello studio di Cartabianca, dura circa un'ora. Alle 23, Bianca Berlinguer si collega con Galli. E il professore, responsabile di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, non nasconde il suo malumore. "Ha un'aria un po' scocciata, professore", esordisce la giornalista. "Un po' troppo scocciata, abbia pazienza. Sono in piedi a lavorare dalle 6 di stamattina, faccio a meno... Sono preoccupato per la crisi di governo? Sono preoccupato dalla serqua di luoghi comuni che ho sentito, oltretutto, mi perdoni: forse è il caso che ne parliamo un'altra sera con tranquillità". In studio arriva anche il professor Andrea Crisanti: "La crisi di governo? Non la auspico, crea un vuoto di potere in un momento delicato". "In questo momento bisognerebbe occuparsi in maniera specifica e diretta di questo", dice Galli riferendosi all'emergenza Covid, "e di non molto altro".

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